RACCONTINI |
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Indice interno:
#tientelo, #diventare_donna, #famiglia-azienda, #a_letto, #senza_mamma, #lavatrice, #compagni_di_viaggio, #A_Morte_la_Minestra, #fin_di_desinare |
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14 aprile 2008
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alla HomepageLIBRI: ... dagli adulti di oggi agli adulti di DOMANI... INTRODUZIONE, SPIEGAZIONI, COMMENTI, AGGIORNAMENTI Prefazione,introduzione e indici illustrati Dopo
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novità / Novelties on the site: anche se si consiglia di considerare
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Il tuo bene non vale un cavolo! tientelo! |
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Tema: (il 2000 era bisestile), è stato per te quello più degno di essere ricordato. Svolgimento: estate trascorsa in montagna. Niente lasciava presagire quello che di lì a poco sarebbe accaduto. La vita scorreva sui binari consueti, le azioni erano quelle consolidate dall'abitudine, lavarsi, vestirsi, fare colazione, andare a comprare il giornale nell'edicola a cento metri da casa. Se vogliamo, anche accendere l'apparecchio radio era un gesto di tutte le mattine, ma fu quello a generare la svolta nella mia vita. Sulle frequenze di Radio 2 Rai iniziava ad andare in onda la trasmissione "Il programma lo fate voi" e il conduttore Enrico Vajme lanciò nell'etere il tema, suggerito da un ascoltatore, attorno al quale erano chiamati a intervenire via telefono gli altri ascoltatori. Il tema di quell'11 luglio era: "Se fossi dell'altro sesso". Non ho idea cosa abbiano detto nelle due ore della trasmissione gli ascoltatori (e le Cattive ascoltatrici) che sono intervenuti, perché ho subito incominciato a ripensare la mia vita versione femminile. Un'esperienza sconvolgente. Prima ero io e basta, cioé
non mi
preoccupavo minimamente di come andavo in giro, pettinato o spettinato,
con vestiti giusti o sbagliati per la foggia, l'accostamento dei
colori,
con la trippa che allegramente debordava dalla cintola dei pantaloni,
perché
gli altri, i miei familiari e quelli che avrei incontrato per strada,
dovevano
accettarmi per quello che sono. Ci mancherebbe ancora che qualcuno
osasse
metter in dubbio o criticare il mio modo di essere e di fare. Ora non
più.
Ora dovevo conciarmi in modo non dico di farmi ammirare, ma almeno
accettare,
o tollerare. O rendermi in qualche modo invisibile. Dopo i primi bocconi, hanno spinto in là i piatti
chiedendo con
malagrazia: "Cos'è questa schifezza?". Sono stato solo capace di
mormorare: "Era un'occasione... tre per Per le prossime settimane dovrò nutrirmi di rigatoni
giganti
in salsa peruviana Li ho salutati sulla porta di casa ma poi li ho rincorsi quando erano già un bel po' avanti con una bracciata di maglie: c'era il sole, faceva caldo, ma si sa com'è la montagna, da un momento all'altro può arrivare un uragano e la temperatura scendere di venti gradi in pochi minuti. Devo proprio pensare a tutto, io... 22 dicembre 2000 Archivio
di Storie di
città, La Stampa, Torino Sette
Copyright ©2000 Scrivi alla
Redazione
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Da: La Stampa, inserto Torino Sette STORIE DI CITTÀ 4/5/2007 La famiglia è un'azienda (com manager e sottoposti. Ma quali
sono gli obbiettivi da raggiungere?)
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Da SUPEREVA Allattamento Humor e aneddoti (2000) Mammamia! [10/05/2000] 2 aneddotiMarito e moglie stanno guardando la TV, quando lei dice:
Autore sconosciuto - tradotto dall'inglese Se non ci fosse la mamma...Mammamia! (2) Secondo aneddotoSe non ci fosse la mamma...
Un giorno un uomo torna a casa dopo il lavoro e lì trova una
confusione totale. I bambini sono nel giardino, ancora in pigiama e
giocano
nel fango. Per terra sparsi confezioni e involucri per alimenti vuoti.
Mentre si avvicina alla casa trova un caos ancora peggiore. Piatti
sporchi,
mangime per il cane sparso sul pavimento, un bicchiere rotto sotto il
tavolo
e un mucchietto di sabbia vicino alla porta sul retro. In soggiorno
sono
sparsi giocattoli e abbigliamento e una lampada da tavolo è
stata
rovesciata. Si dirige verso la scala, camminando fra giocattoli, per
cercare
sua moglie. Comincia a preoccuparsi che lei sia malata o che le sia
successo
qualcosa di grave. La trova in camera da letto, ancora in pigiama,
sdraiata,
leggendo un libro. Lei alza lo sguardo su di lui, sorride e gli chiede
come era andata la giornata. Lui la guarda disorientato e chiede:
- Che cosa sta succedendo qui?
Lei sorride nuovamente e risponde: - Ti
ricordi che
ogni giorno quando arrivi a casa mi chiedi
che cosa ho fatto durante il giorno?
- Si
rispose lui. E lei: - Ecco. Oggi non
l'ho fatto.
Autore sconosciuto - tradotto dall'inglese
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Monumento alla lavatrice(da un articolo di Giovanna
Zucconi La Stampa di martedì 11
dicembre)
L'inventore della lavatrice fu un teologo settecentesco di Ratisbona; nelle prime réclame americane era vista come un'etità maschile e perfino maschia a
good washer is like a good man
e ora il sindaco di Moiola nel Cuneese annuncia che
erigerà un monumento in suo onore non
è stata la pillola ma la lavatrice ad aver liberato ed
emancipato le donne
sostiene.Malgrado tante attenzioni virili sarebbero però le donne a dover render grazie al parallelepipedo, ad adorarlo come il totem del tempo ritrovato. Se solo non avessero, non avessimo, dimenticato in fretta, frastornati come siamo e lamentosi contro il logorio della vita modena, com'era il logorio della vita premoderna. ... Se mai riuscissimo a scender dalla giostra (o forse è una centrifuga) dei consumi, la testa ci girerebbe troppo: non capiremmo che cosa ci è capitato in un paio di generazioni appena. Ed è un peccato. E' un peccato non sia esistito un Carducci che estendesse il suo elogio del locomotore (Inno a Satana) anche alla lavatrice. Dalla ingnuità idolatra del positivismo e di tutti i progressismi che in ogni motore e aggregato di ferraglia vedevano il Mito incarnato, siamo passati troppo in fretta a una delusa malinconia. E' come se, insieme con l'aria e le acque, fosse inquinato anche il piacere di aver liberato tempo ed evitato fatica grazie all'automazine. Ora che l'Ottocento è finito da un pezzo e il Novecento pure, il si stava meglio è diventato un automatismo, la nostalgia un rictus collettivo. ... [Comunque]: insieme è una parola sciacquata via dalla lavatrice un elettrodomestico che, a differenza di radio, televisione poi computer, non collega con il mondo esterno. Tant'è che all'inizio le femministe dibatterono se non fosse un più evoluto strumento di segregazione domestica, anziché di liberazione. ... Guardando però all'oblò non con il nostro sfiancato cinismo ma con l'entusiasmo delle tante piccole liberazioni che seguivano alla Liberazione, piace immaginare una donna seduta a leggere, mentre nello stanzino la lavatrice faceva il suo lavoro. ... Meglio oggi. Oggi la figlia o nipote di quella donna leggente scrive Enrica Asquer La rivoluzione candida. Storia sociale della lavatrice in Italia (1945-1970) Racconta, fra molto altro, che gli italiani nel dopoguerra comprarono prima il frigorifero e poi la lavabiancheria (60 contro 2 nel 1956). Perché la fatica andava esorcizzata ma la fame ancora di più. |
La favolosa bellezza della tecnologia!
Guru o che? |
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E questa poesia è - addirittura!!! - di... GIACOMO LEOPARDI !!!
(Giacomo Leopardi nacque a Recanati il 29 giugno 1798, morì a Napoli il 14 giugno 1837)A Morte la Minestra![]()
Metti, o canora musa, in moto l'Elicona
O cibo, invan gradito dal gener nostro umano!
Or dunque esser bisogna morti per goder poi
E' ver, ma chi desideri, grazie al cielo, esser sano Giacomo Leopardi
(Segnalata e tradotta anche in tedesco: |
In fin di desinareCome trovo dipinto il mio bambino
NOTAin fin di desinare e' uno sgomento! Ha le patacche addosso a cento a cento e la bocca color di stufatino. Ha il nasetto, si sa, tinto di vino e sulla fronte un po' di condimento, e uno spaghetto appiccicato al mento, che gli penzola giu' sul grembiulino. E sfido! in tutto pesca e tutto tocca, e si strofina la forchetta in faccia e stenta un'ora per trovar la bocca… E son tutti i miei strilli inefficaci: egli, vecchio volpone, apre le braccia, ed io gli netto il muso co' miei baci. Edmondo de Amicis, nacque a Oneglia il 21 ottobre 1846 e mori' a Bordighera l'11 marzo 1908. Il suo nome e' legato soprattutto al romanzo Cuore del 1886, una specie di diario giornaliero dei fatti accaduti in una terza elementare. Lo scritto ha avuto fama e diffusione notevole fino a oltre la meta' del XX secolo, quando subi' una stroncatura, forse non del tutto meritata, da parte di Umberto Eco. Infatti, secondo altri critici, il romanzo, per quanto scritto in modo edificante, riflette fedelmente la dura e contraddittoria realta' della prima fase dell'Unita' d'Italia. Oggi e' possibile leggerlo anche in rete. Giornalista e scrittore per vocazione, De Amicis dovette intraprendere dapprima la carriera militare (partecipo' alla battaglia di Custoza della terza guerra d'indipendenza nel 1866), che abbandono' negli anni successivi, dopo i primi successi letterari. Dall'esperienza nell'esercito trasse gli scritti di La vita militare (prima edizione nel 1868; definitiva nel 1880); tra gli altri scritti famosi all'epoca si segnalano il Romanzo di un maestro (1890) e Fra scuola e casa (1892). Nel 1890 De Amicis aderi' al movimento socialista, nel quale milito' fra i riformisti di Filippo Turati. All'ideale socialista si deve il romanzo Primo Maggio, che, scritto tra il 1891 e il 1894, fu pubblicato per la prima volta nel 1980, rappresentando, a detta di alcuni, un interessante caso letterario e politico. La poesia riportata sopra si trova anche a questo indirizzo: |
![]() Copertina della prima edizione di Bambini di IERI = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di DOMANI ![]() Torna alla HOME |
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