RACCONTINI


4 novembre 2009



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Indice interno:

#tientelo, #bambini veri, #chissadove, #diventare_donna#famiglia-azienda, #a_letto, #senza_mamma, #lavatrice#compagni_di_viaggio, #A_Morte_la_Minestra, #fin_di_desinare,

 

Aggiornamenti e segnalazioni:

Questo sito e i libri che ne derivano NON sono di INFORMAZIONE, ma si costituiscono come una specie di ENCICLOPEDIE TEMATICHE, in cui vengono presentati e discussi vari argomenti da leggersi e soprattutto da CONSULTARE di volta in volta.

A seguito di difficoltà lamentate e relative richieste, l'architettura stessa del sito è stata modificata in funzione di un più agevole orientamento: sdoppiato, il file di prefazione e illustrazione degli indici prende ora un nuovo nome - Prefazione,introduzione e indici illustrati - che riinvia a un differente URL mentre diventa iniziale e fondamentale un file semplificato dove a prima vista compaioni i links indirizzanti sui capitoli interni.
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LIBRI: ... dagli adulti di oggi agli adulti di DOMANI... INTRODUZIONE, SPIEGAZIONI, COMMENTI, AGGIORNAMENTI

Prefazione,introduzione e indici illustrati
Dopo la pubblicazione del libro aggiornamenti sono già iniziati e molti altri ne verrano fatti e segnalati di volta in volta nel nuovo file Aggiornamenti e novità / Novelties on the site: anche se si consiglia di considerare ancora con attenzione le più importanti passate modifiche.
Per accogliere le richieste di una più agevole lettura, i testi di questo sito sono stati - anche - trasferiti in un LIBRO: Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani

   CASA EDITRICE della seconda edizione
Cortina Torino
Corso Marconi 34/a 10125 Torino (ITALY)
Tel: 0039 0116507074 / 00390116508665 Fax: 00390116502900 giuliana@cortinalibri.it bruna@cortinalibri.it

BookSurgeAnche il libro derivato dai file in inglese - From children of YESTERDAY to adults of TOMORROW - è ora in vendita:

Raggruppati per singoli agomenti, aggiornati e completati, i capitoli ormai superati del libro Bambini di IERI= Adulti di oggi. Adulti di oggi-> Adulti di DOMANI saranno presentati in volumi separati a cominciare da Infanzia un mestiere difficilissimo - gia in libreria - in cui un nuovo file Considerazioni e conclusioni / To complete and to outline come V capitolo - presente come capitolo finale in TUTTI i nuovi libretti - offre una sintesi organica e riassuntiva di tutti i problemi in discussione. Modificato come iconografia l'Indice del libro: Infanzia: tempo di Mutamenti ora è il capitolo IV del nuovo libro: mentre Infanzia: tempo di Mutamenti ne è l'essenziale III.

bambini e gattinibambine e cagnolini Bambini? Il NUOVO che avanza...
Immaturità?
L'infanzia non esiste. Esiste lo sviluppo
e lo sviluppo è cambiamento liberatorio


I links interni al sito vengono continuativamente aggiornati con l'aiuto di: SEVENtwentyfour.com

Il tuo bene non vale un cavolo! tientelo!

da Joaquín Salvador Lavado più conosciuto come Quino: Mafalda 7 - Mafalda e la Realtà. (Negli Storie di città originali il fratellino si chiama Guille.)

Bambini "veri"


bambini "veri"

Un piccolo episodio di vita quotidiana
- bambina di tre anni e mezzo: "Papà, ma come facevi a sapre che "ero grande"?

A. mi dice di versarle il te. Le dico che lo puo' fare lei, che non fa niente se ne versa un po' fuori.
E' piuttosto titubante, le dico che può provare...
Riassumo:
Alla fine si batte le mani. Battiamo le mani e ridiamo,
e mi dice:
- che furbo che sei: hai visto che lo sapevo fare?
e poi ancora...
- papà, ma come facevi a sapere che ero grande?

...montare sul primo treno diretto a Chissadove: Toby Field

03 Settembre 2009: Buongiorno di Massimo Gramellini
 
Il mio sogno strozzato di bimbo era di montare sul primo treno diretto a Chissadove. Lo sta realizzando in mia vece Toby Field. Toby è un moccioso inglese di quattro anni che ogni tanto scappa dalle sottane della madre, sgambetta fino a una stazioncina del Kent e monta sul primo
treno diretto a Chissadove. Lo ha già fatto quindici volte e quindici volte lo hanno bloccato i ferrovieri, ai quali egli si rivolge con educazione per chiedere un biglietto e avere informazioni sul viaggio. Rimane sempre deluso. Essendo adulti, ne sanno molto meno di lui: oltre il finestrino vedono prati e fabbriche, mentre per Toby ci sono mari tempestosi e vascelli in fiamme. Alla stazione successiva lo fanno scendere e accomodare in sala d’attesa per dare il tempo all’ansimante mamma Kirstie di venire a riprenderselo. La povera donna ha paura del giorno in cui il figlio perderà l’innocenza e da poeta si trasformerà in ladro: appena incomincerà a nascondersi ai bigliettai, quello a
Chissadove è capace di arrivarci sul serio e anche di perdercisi. Così da qualche tempo in tutte le stazioni del Kent, accanto alla foto della regina Elisabetta, campeggia quella di un moccioso di quattro anni: chiunque lo veda aggirarsi su un treno è pregato di fermarlo.
Ho il cuore spaccato. Mi immedesimo nell’ansia della madre, però immagino anche quanto sia bello essere Toby. Alla sua età l’importante non è ancora arrivare, ma mettersi in cammino. La meta del viaggio rappresenta solo lo stimolo per partire.
E chi incomincia presto a cercare ciò che ama, finirà quasi sempre per amare ciò che trova.

E l'originale in inglese:
Rail-Away: Young, free and signal ... tiny Toby Field
TINY rail nut Toby Field has run away from home FIFTEEN times in just seven weeks in an attempt to catch a train. The four-year-old has made it as far as a station a mile away - where he boldly demanded a return ticket from staff. He even told them he wanted to travel via a nearby town - using his expert knowledge of Southeastern rail services. Wanted ... Toby Field: Toby's attempts have been thwarted so far. But his worried parents have now put up "Wanted" posters at their local station asking commuters to be on the look-out for him. Mum Kirstie, 31, told The Sun: It's a nightmare - we can't turn our backs for a second. He's a real terror and just can't get enough of trains. Toby escaped for the first time in July. He marched a mile to Marden station, Kent, and asked a guard for a return to Hastings, East Sussex, going via Tonbridge. He had been to the resort town a month earlier on a family trip. The surprised worker phoned police, who had already been called by Kirstie and husband Stuart, 35. They found him grinning with delight at being inside the railway station. But his chances of boarding any train have been slashed by the posters. They feature Toby's face, tales of his previous escapades and highlight his knowledge of local trains. And they ask anyone seeing him at the station to call his parents and the police. A spokesman for Southeastern said: Our staff have been trained to keep an eye out for Toby and to make sure he doesn't get on to any trains without an adult. He's actually become a big hit with our guards because he's such an angelic little boy. But we are on the look-out for him and we will make sure he's returned safely to his parents.

Storie di città di Bruno Gambarotta

Diventare donna

Da: La Stampa, inserto Torino Sette 22 dicembre 2000

Tema: 
Un altro anno finisce. Voltati indietro e considera quale, fra i 366 giorni trascorsi
(il 2000 era bisestile), è stato per te quello più degno di essere ricordato. 

Svolgimento:

L'alba dell'11 luglio del 2000 annunciava un giorno eguale a tanti altri di quella lunga estate trascorsa in montagna. Niente lasciava presagire quello che di lì a poco sarebbe accaduto. La vita scorreva sui binari consueti, le azioni erano quelle consolidate dall'abitudine, lavarsi, vestirsi, fare colazione, andare a comprare il giornale  nell'edicola a cento metri da casa. Se vogliamo, anche accendere l'apparecchio radio era un gesto di tutte le mattine, ma fu quello a generare la svolta nella mia vita. Sulle frequenze di Radio 2 Rai iniziava ad  andare in onda la trasmissione Il programma lo fate voi e il conduttore Enrico Vajme lanciò nell'etere il tema, suggerito da un ascoltatore, attorno al quale erano chiamati a intervenire via telefono gli altri ascoltatori. Il tema di quell'11 luglio era: "Se fossi dell'altro sesso". Non ho idea cosa abbiano detto nelle due ore della trasmissione gli ascoltatori (e le Cattive ascoltatrici) che sono intervenuti, perché ho subito incominciato a ripensare la mia vita versione femminile.
Un'esperienza sconvolgente. Prima ero io e basta, cioé non mi preoccupavo minimamente di come andavo in giro, pettinato o spettinato, con vestiti giusti o sbagliati per la foggia, l'accostamento dei colori, con la trippa che allegramente debordava dalla cintola dei pantaloni, perché gli altri, i miei familiari e quelli che avrei incontrato per strada, dovevano accettarmi per quello che sono. Ci mancherebbe ancora che qualcuno osasse metter in dubbio o criticare il mio modo di essere e di fare. Ora non più. Ora dovevo conciarmi in modo non dico di farmi ammirare, ma almeno accettare, o tollerare. O rendermi in qualche modo invisibile. 
Come donna esistevo solo nello sguardo degli  altri e non avrei sopportato l'idea di legger in quello sguardo una reazione di ripulsa.
Tanto per cominciare, ho tagliato via i ciuffi di peli che spuntavano dal naso e dalle orecchie, ma ci voleva ben altro per rendermi presentabile. A saperlo, che un giorno mi sarei trovato nella necessità di immaginarmi donna, mi sarei tenuto nel mangiare e nel bere, ma adesso era troppo tardi. Ho impiegato due ore prima di uscire per decidere se i pantaloni verde marcio si accoppiassero bene con la camicia di flanella a quadrettoni o se era meglio una polo blu.  Alla fine ho optato per una polo bianca di due numeri più grande, che faceva delle pieghe abbondanti lungo il giro vita, a nascondere le maniglie dell'amore. Un paio di occhialoni neri a coprire le borse sotto gli occhi, ma a impedire di vedere il gradino d'ingresso del giornalaio, completavano il mio nuovo look. 
Con tutto ciò, il passaggio nell'edicola è stato terribile, con tutte quelle bellone che mi osservavano dalle copertine dei settimanali e confrontavano le loro forme con le mie. Se sei donna devi sempre darti un atteggiamento, recitare una parte; superare l'imbarazzo, ho dato uno sguardo all'orologio: "Oh Dio! Sono già le undici e non ho ancora deciso cosa preparare per pranzo!". Di corsa al supermercato; quando ci andavo nelle vesti maschili, giravo con la lista e buttavo nel carrello le cose elencate man mano che le rintracciavo sugli scaffali, ma ora no, ora in quanto donna ero attratto dalle sirene delle offerte speciali. Come si  fa a resistere? Sono tornato a casa con dodici confezioni da un chilo di rigatoni giganti, praticamente dei tubi Innocenti, tre barattoli da un litro di conserva peruviana che scadeva il giorno dopo e sei bottiglie di vino rosato turco. 
Ho cucinato in preda all'ansia che i miei  familiari tornassero prima che fosse tutto pronto, mentre quando cucinavo da maschio ero io che dettavo tempi e modi e coloro ammessi al grande onore di mangiare alla mia tavola potevano permettersi solo di lodare la mia bravura di cuoco. Invece ora che non avevo neanche appetito, pendolavo tra tavolo e cucina attento a che non mancasse di niente e spiavo sui volti dei miei familiari le loro reazioni quando mettevano in bocca il primo rigatone gigante condito con salsa peruviana. Nessuno ha apprezzato le mie fatiche.
Dopo i primi bocconi, hanno spinto in là i piatti chiedendo con malagrazia: "Cos'è questa schifezza?". Sono stato solo capace di mormorare: "Era un'occasione... tre per due...". Si sono alzati in silenzio, hanno aperto il frigo e si sono serviti di quello che c'era senza chiedermi se potevano o no. Non contenti, hanno preso dalla dispensa i barattoli delle melanzane e dei peperoni sott'olio, che avevo messo via con tanta fatica e tanto amore, li hanno aperti e si sono serviti abbondantemente.
Per le prossime settimane dovrò nutrirmi di rigatoni giganti in salsa peruviana riscaldati. Se li accompagno con un bicchiere di vino turco forse riesco anche a mandarli giù. Dopo pranzo i miei familiari hanno deciso di fare una passeggiata nel bosco dietro casa, io ho preferito stare a casa perché dappertutto dove posavo gli occhi vedevo del disordine e della polvere. Che strano, da maschio non avevo mai notato niente.
Li ho salutati sulla porta di casa ma poi li ho rincorsi quando erano già un bel po' avanti con una bracciata di maglie: c'era il sole, faceva caldo, ma si sa com'è la montagna, da un momento all'altro può arrivare un uragano e la temperatura scendere di venti gradi in pochi minuti. Devo proprio pensare a tutto, io...
22 dicembre 2000  Archivio di Storie di città, La Stampa, Torino Sette
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Da: La Stampa, inserto Torino Sette STORIE DI CITTÀ 4/5/2007

La famiglia è un'azienda (con manager e sottoposti. Ma quali sono gli obbiettivi da raggiungere?)


Una buona percentuale di delitti avviene all'interno della famiglia. Chissà se c'è ancora qualche padrone in vena di paternalismo che osa dire «la nostra azienda è come una famiglia»? Se a pronunciare la frase era il capo del personale, era il segnale che stava per partire un siluro: trasferimento, riduzione delle ore e dello stipendio, accorpamenti, tagli delle trasferte e delle spese. Il sottinteso era: siccome la nostra è una famiglia, qualcuno deve sacrificarsi per il bene di tutti e abbiamo deciso che tocca a te. Ora la situazione sta cambiando, un numero sempre maggiore di donne riesce a raggiungere posizioni dirigenziali nelle aziende e questo è un bene per tutti, uomini e donne. Una di queste donne manager, al vertice di una grande multinazionale di servizi, nel corso di un' intervista radiofonica, ha capovolto la frase citata all'inizio. Interrogata su come riesce a conciliare gli impegni di lavoro e quelli privati, ha detto: «La famiglia è come un' azienda, va gestita con spirito manageriale ». Può essere una soluzione per la crisi della famiglia. Intendiamoci: non c'è periodo storico, non c'è stagione antica o recente, nel corso della quale i contemporanei non abbiano detto che la famiglia era in crisi. Secondo gli esperti, la crisi del nostro tempo è dovuta a una carenza di leadership. E chi meglio di un manager è in grado di colmare questa carenza? Il manager è colui che deve raggiungere dei chiari obbiettivi, tramite la gestione di persone; queste ultime deve poterle scegliere, premiare o punire. La moglie o il marito si scelgono, i figli no, quelli arrivano a scatola chiusa. Quali sono i «chiari obbiettivi» all' interno della famiglia? Fare il letto? Preparare la tavola? Caricare la lavastoviglie? Organizzare le vacanze? Cambiare l'auto? Non è po’ poco per un manager?

Gli obbiettivi più ambiziosi, la serenità, l'armonia, la felicità, non sono chiari per niente, ognuno l'intende a modo suo. Per una buona riuscita del matrimonio è meglio stabilire fin dall'inizio chi farà il manager e chi il sottoposto. Se osserviamo le coppie molto anziane, notiamo che spesso il ruolo del manager è svolto da uno dei figli adulti o addirittura dalla badante. Manager non si nasce ma si diventa, attraverso un lungo percorso formativo; dopo la laurea e il master c'è lo stage in un'azienda, al termine del quale, se sarà stato giudicato idoneo, potrà essere assunto in pianta stabile o a tempo determinato. E' evidente l'analogia fra lo stage e la convivenza che sovente precede il matrimonio; però chi presenta nel curriculum la frequenza a troppi stage è giudicato male, così come un reduce da troppe convivenze. La maggior parte dei contratti è a progetto, concluso il quale si ritorna sul mercato del lavoro: cosa aspettano i nostri politici a varare un modello di famiglia «a progetto» con scioglimento incorporato, una volta raggiunti gli obbiettivi?
LA STAMPA.it  Copyright 2007

Da SUPEREVA  Allattamento  Humor e aneddoti (2000)

            Mammamia! [10/05/2000] 2 aneddoti

Vado a letto

Marito e moglie stanno guardando la TV, quando lei dice: 
 - Si è fatto tardi e sono stanca; vado a letto. 
Andò in cucina per preparare qualche panino per il giorno seguente, sciacquò il contenitore dei popcorn, tirò fuori dal freezer la carne per la cena del giorno dopo, controllò il livello del contenitore dei cereali, riempì il contenitore dello zucchero, mise sul tavolo i cucchiaini e le ciotole e preparò la macchina del caffè per la mattina. Poi mise alcuni vestiti nell'asciugatore, riempì la lavatrice, stirò una camicia e attaccò un bottone, raccolse il giornale sparso per terra, prese alcune parti di un gioco che erano state lasciate sul tavolo e rimise l'elenco telefonico al suo posto. Annaffiò le piante, svuotò il secchio della spazzatura e appese un asciugamano. 
Sbadigliò, si stiracchiò e si diresse verso la camera da letto. Si fermò allo scrittoio, scrisse una breve nota per l'insegnante, contò degli spiccioli per la gita del giorno successivo e tirò fuori un manuale che era finito sotto la poltrona. Firmò un biglietto di auguri per il compleanno di un'amica, indirizzò la busta, l'affrancò e scrisse poi alcune cose da comprare in drogheria. Mise entrambe le cose vicino alla suo borsa. Poi spalmò una crema sul viso e dopo una crema idradante, si pulì i denti con lo spazzolino e con il filo interdentale e si fece le unghie. 
Hubby, suo marito chiamò: 
 - Pensavo che volessi andare a letto?!
 - Ci sto andando!
rispose lei. Mise un po' d'acqua nella ciotola del cane e buttò fuori il gatto per poi
controllare che tutte le porte fossero chiuse. Aprì la stanza di ognuno dei figli, spense una lapadina sul comodino, appese una maglietta, buttò qualche calzino sporco nel cesto della biancheria ed ebbe una breve conversazione con uno dei figli che era ancora sveglio per fare i compiti. Quando arrivò nella propria camera da letto, mise la sveglia, preparò i vestiti del giorno dopo e accomodò la scarpiera. Aggiunse tre cose alla lista delle cose da fare il giorno seguente. 
In quel momento, il marito spense la TV e annunciò a nessuno in particolare: 
 - Vado a letto
e lo fece. 

                      Autore sconosciuto - tradotto dall'inglese


Se non ci fosse la mamma...

            Mammamia! (2) Secondo aneddoto

Se non ci fosse la mamma...
Un giorno un uomo torna a casa dopo il lavoro e lì trova una confusione totale. I bambini sono nel giardino, ancora in pigiama e giocano nel fango. Per terra sparsi confezioni e involucri per alimenti vuoti. Mentre si avvicina alla casa trova un caos ancora peggiore. Piatti sporchi, mangime per il cane sparso sul pavimento, un bicchiere rotto sotto il tavolo e un mucchietto di sabbia vicino alla porta sul retro. In soggiorno sono sparsi giocattoli e abbigliamento e una lampada da tavolo è stata rovesciata. Si dirige verso la scala, camminando fra giocattoli, per cercare sua moglie. Comincia a preoccuparsi che lei sia malata o che le sia successo qualcosa di grave. La trova in camera da letto, ancora in pigiama, sdraiata, leggendo un libro. Lei alza lo sguardo su di lui, sorride e gli chiede come era andata la giornata. Lui la guarda disorientato e chiede: 
 - Che cosa sta succedendo qui? 
Lei sorride nuovamente e risponde: 
 - Ti ricordi che ogni giorno quando arrivi a casa mi chiedi che cosa ho fatto durante il giorno?
 - Si
rispose lui. E lei: 
 - Ecco. Oggi non l'ho fatto. 
                      Autore sconosciuto - tradotto dall'inglese


Monumento alla lavatrice

(da un articolo di Giovanna Zucconi La Stampa di martedì 11 dicembre)

L'inventore della lavatrice fu un teologo settecentesco di Ratisbona; nelle prime réclame americane era vista come un'etità maschile e perfino maschia
a good washer is like a good man
e ora il sindaco di Moiola nel Cuneese annuncia che erigerà un monumento in suo onore
non è stata la pillola ma la lavatrice ad aver liberato ed emancipato le donne
sostiene.
Malgrado tante attenzioni virili sarebbero però le donne a dover render grazie al parallelepipedo, ad adorarlo come il totem del tempo ritrovato. Se solo non avessero, non avessimo, dimenticato in fretta, frastornati come siamo e lamentosi contro il logorio della vita modena, com'era il logorio della vita premoderna. ...
Se mai riuscissimo a scender dalla giostra (o forse è una centrifuga) dei consumi, la testa ci girerebbe troppo: non capiremmo che cosa ci è capitato in un paio di generazioni appena. Ed è un peccato. E' un peccato non sia esistito un Carducci che estendesse il suo elogio del locomotore (Inno a Satana) anche alla lavatrice. Dalla ingnuità idolatra del positivismo e di tutti i progressismi che in ogni motore e aggregato di ferraglia vedevano il Mito incarnato, siamo passati troppo in fretta a una delusa malinconia. E' come se, insieme con l'aria e le acque, fosse inquinato anche il piacere di aver liberato tempo ed evitato fatica grazie all'automazine. Ora che l'Ottocento è finito da un pezzo e il Novecento pure, il si stava meglio è diventato un automatismo, la nostalgia un rictus collettivo. ...
[Comunque]: insieme è una parola sciacquata via dalla lavatrice un elettrodomestico che, a differenza di radio, televisione poi computer, non collega con il mondo esterno. Tant'è che all'inizio le femministe dibatterono se non fosse un più evoluto strumento di segregazione domestica, anziché di liberazione. ...
Guardando però all'oblò non con il nostro sfiancato cinismo ma con l'entusiasmo delle tante piccole liberazioni che seguivano alla Liberazione, piace immaginare una donna seduta a leggere, mentre nello stanzino la lavatrice faceva il suo lavoro. ...
Meglio oggi. Oggi la figlia o nipote di quella donna leggente scrive
Enrica Asquer La rivoluzione candida. Storia sociale della lavatrice in Italia (1945-1970)
Racconta, fra molto altro, che gli italiani nel dopoguerra comprarono prima il frigorifero e poi la lavabiancheria (60 contro 2 nel 1956). Perché la fatica andava esorcizzata ma la fame ancora di più.


La favolosa bellezza della tecnologia!

cercare le favolose luci dell'albaE scopri che non sei un caso isolato. Ce ne sono tanti come te. E siamo tutti compagni di viaggio.

Guru o che?
Non sono un guru se si presuppone che un guru ha la sua verità, l’ha scoperta, conquistata e ora la detiene e la può dispensare ad altri. No, in questo senso, assolutamente, io non sono un guru.
Non mi dispiace sentirtelo dire. In fondo, preferisco che tu sia uno di noi. Uno come me.
Sono uno come te. Sai, si può dire, si dice, che stiamo cercando… vuol dire che mentre viviamo le cose che dobbiamo vivere, il lavoro, la situazione, i figli, la casa,… mentre stiamo vivendo la situazione, stiamo guardando anche oltre i confini, prendiamo sul serio quella specie di insofferenza, di irrequietezza che ci suggerisce che non è tutto qui, che c’è ancora altro e che noi non possiamo farne a meno.
E allora è avventura, ricerca.
E scopri che non sei un caso isolato. Ce ne sono tanti come te. E siamo tutti compagni di viaggio. Ecco. Non sono un guru. Sono un compagno di viaggio nella ricerca.
E oggi possiamo comunicare, per così dire, strada facendo.
Sì, la favolosa bellezza della tecnologia! Possiamo raccontarci a vicenda la nostra storia mentre la viviamo…
Cosa sottolineeresti, oggi, ai tuoi compagni di viaggio?
L’importanza di fare il primo passo. Di mettere in moto le gambe. Di uscire fuori della propria area di confort. Di mettere il naso fuori casa, nel gelo dell’inverno. Di rimettersi a pensare sulle domande dell’origine: cosa sto facendo? Dove voglio andre? Come posso fare un passo oltre?
Perché?
Perché è l’Altro che ci nutre. E ci fa crescere. E per trovare l’Altro, dobbiamo uscire fuori dal noi. E uscire con fiducia e con la voglia e la curiosità di rispondere a domande che non abbiamo mai sentito – e che tuttavia abbiamo sempre aspettato.
È questo che rende le giornate tutte nuove?
Le giornate del ricercatore non sono tutte uguali. Come per l’ubriaco, una mattina è l’inizio assoluto del tempo. Il passato se n’è andato. La storia delle radici non ha più significato. O ne ha un altro. Come quando incontri una persona nuova e t’innamori: è un’altra vita! E c’è la freschezza dell’erba bambina che rallegra i tuoi pensieri.
Cavolo!
Sì, veramente speciale! Fantastico! Quando scopri che puoi nascere oggi è come la fine del mondo! alla lettera! E l’anima ti esce fuori dalle orecchie. Credimi, è vita. Vita piena. Vita vera.
Il viaggio di ricerca è vita vera.
E emigrazione nella gioia.
Ora.
Eugenio Guarini Newsletter 11 dicembre 2007


Guru:

 "Gu" significa "oscurità", "ru" chi la disperde.
Il potere di chi la dissolve è così chiamato "gu-ru".
    The syllable gu means shadows
    The syllable ru, he who disperses them,
    Because of the power to disperse darkness
    the guru is thus named.
    – Advayataraka Upanishad 14—18, verse 5)

Nella tradizione i Guru di ciascun individuo sono[1]:
Sathya (Verità) è vostra madre,
Jnana (Conoscenza) è vostro padre,
Dharma (Equanimità) è vostro fratello
Daya (Compassione) è vostra amica,
Shanti (Pace) è vostra moglie,
Kshama (Tolleranza) è vostra figlia.


E questa poesia è - addirittura!!! - di... GIACOMO LEOPARDI !!! Giacomo Leopardi giovane

(Giacomo Leopardi nacque a Recanati il 29 giugno 1798, morì a Napoli il 14 giugno 1837)

A Morte la Minestra

minestrina
                               Metti, o canora musa, in moto l'Elicona
                                e la tua cetra cinga d'alloro una corona.
                              Non già d'Eroi tu devi, o degli Dei cantare
                                ma solo la Minestra d'ingiurie caricare.
                             Ora tu sei, Minestra, dei versi miei l'oggetto,
                               e dirti abominevole mi porta gran diletto.
                            O cibo, invan gradito dal gener nostro umano!
                               Cibo negletto e vile, degno d'umil villano!
                            Si dice, che resusciti, quando sei buona, i morti;
                          ma il diletto è degno d'uomini invero poco accorti!
                             Or dunque esser bisogna morti per goder poi 
                                di questi benefici, che sol si dicon tuoi?
                           Non v'è niente pei vivi? Si! Mi risponde ognuno;
                             or via su me lo mostri, se puote qualcheduno;
                            ma zitti! Che incomincia furioso un tale a dire;
                             ma presto restiamo attenti, e cheti per sentire:
                                 "Chi potrà dire vile un cibo delicato, 
                            che spesso è il sol ristoro di un povero malato?"
                           E' ver, ma chi desideri, grazie al cielo, esser sano 
                               deve lasciar tal cibo a un povero malsano!
                               Piccola seccatura vi sembra ogni mattina 
                               dover trangugiare la "cara minestrina"?

Giacomo Leopardi

(Segnalata e tradotta anche in tedesco: 

Helmut Endrulat: Giacomo Leopardi, wie man ihn kennt: Alla Luna/An den Mond und wie ihn nur wenige kennen dürften: La minestra/Die Suppe )
 


In fin di desinare

Ritratto del mio bambino

Come trovo dipinto il mio bambino
in fin di desinare e' uno sgomento!
Ha le patacche addosso a cento a cento
e la bocca color di stufatino.

Ha il nasetto, si sa, tinto di vino
e sulla fronte un po' di condimento,
e uno spaghetto appiccicato al mento,
che gli penzola giu' sul grembiulino.

E sfido! in tutto pesca e tutto tocca,
e si strofina la forchetta in faccia
e stenta un'ora per trovar la bocca…

E son tutti i miei strilli inefficaci:
egli, vecchio volpone, apre le braccia,
ed io gli netto il muso co' miei baci.
Edmondo de Amicis
NOTA
Edmondo de Amicis, nacque a Oneglia il 21 ottobre 1846 e mori' a Bordighera l'11 marzo 1908. Il suo nome e' legato soprattutto al romanzo Cuore del 1886, una specie di diario giornaliero dei fatti accaduti in una terza elementare. Lo scritto ha avuto fama e diffusione notevole fino a oltre la meta' del XX secolo, quando subi' una stroncatura, forse non del tutto meritata, da parte di Umberto Eco. Infatti, secondo altri critici, il romanzo, per quanto scritto in modo edificante, riflette fedelmente la dura e contraddittoria realta' della prima fase dell'Unita' d'Italia. Oggi e' possibile leggerlo anche in audiolibro, in rete e in edizione per ipovedenti. Giornalista e scrittore per vocazione, De Amicis dovette intraprendere dapprima la carriera militare (partecipo' alla battaglia di Custoza della terza guerra d'indipendenza nel 1866), che abbandono' negli anni successivi, dopo i primi successi letterari. Dall'esperienza nell'esercito trasse gli scritti di La vita militare (prima edizione nel 1868; definitiva nel 1880); tra gli altri scritti famosi all'epoca si segnalano il Romanzo di un maestro (1890) e Fra scuola e casa (1892). Nel 1890 De Amicis aderi' al movimento socialista, nel quale milito' fra i riformisti di Filippo Turati. All'ideale socialista si deve il romanzo Primo Maggio, che, scritto tra il 1891 e il 1894, fu pubblicato per la prima volta nel 1980, rappresentando, a detta di alcuni, un interessante caso letterario e politico. (Vedi anche il divertente e ripubblicato molte volte Amore e ginnastica, l'inaspettato: Gli effetti psicologici del vino e i numerosi libri di viaggi.)
La poesia riportata sopra si trova anche a questo indirizzo:
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Copertina della prima edizione di
Bambini di IERI = adulti di oggi. Adulti di oggi - adulti di DOMANI
coperina prima edizione

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