La data e l'ora segnata su questa
immagine indicano quando sono stati attuati i cambiamenti autorizzati. L'immagine senza ora e ROSSA indica un
tentativo fraudolento di INTRUSIONE:
si prega quindi di avvertire al più presto il
webmaster. / Date below and hour on the "seal" mark authorized changes. Fraudolent ones get the "seal"
become RED without hour: if so
please let us know as soon as possible.
(*) A
far seguito ai fatti di
continuo
intercorrenti, questo testo
viene spesso revisionato: ampliato e opportunamente migliorato.
(**) Un disguido (?) imprevisto
di
formattazione di questo paragrafo era dovuto al precednte - ora
corretto
- inconveniente di visibilità di tutta la pagina.
Dobbiamo
comunque sempre
SCUSARCI PER
GLI
EVENTUALI - che continuano a ricomparire! - DIFETTI di presentazione di
questa come di altre pagine del
sito: benvenuti
saranno i ogni caso i consigli PER CORREGGERE QUESTI
INDEBITI INCONVENIENTI.
(***) Novità legislative e suggerimenti
di misure più razionali
(****) E' stato
aggiunto uno stralcio di diretta testimonianza.
(*****)
Sono
state
aggiunte pressanti diffide a proposito degli
acronimi AIFA
e AIDAI
che tendono a far confondere Agenzia
Italiana del Farmaco con Associazione
Italiana Famiglie ADHD
I
links esterni al sito vengono
continuativamente precisati con
l'aiuto diSEVENtwentyfour.com
Premessa.
Questo
sito e i libri
che ne derivano NON sono di INFORMAZIONE, ma si costituiscono come una
specie di ENCICLOPEDIE
TEMATICHE,
in cui vengono
presentati e
discussi vari argomenti
da leggersi e soprattutto da CONSULTAREdi
volta in volta. A
seguito di difficoltà
lamentate e relative richieste,
l'architettura stessa del
sito è stata modificata in funzione di un più agevole
orientamento: sdoppiato,
il file di prefazione e illustrazione degli indici prende ora un nuovo
nome - Prefazione,introduzione
e indici illustrati - che riinvia a
un differente URL
mentre diventa
iniziale e
fondamentale
un file
semplificato dove a prima vista compaioni i links
indirizzanti
sui capitoli interni.
Anche le
pagine in
inglese sono diventate un libro:From
children of
YESTERDAY to
adults of TOMORROW
edito
da BookSurge
in
vendita oltre che presso Amazon anche da www.BookSurge.com, www.Amazon.com, www.Abebooks.com - which holds as well all
our books
-www.Alibris.come
anche in Kindle. (The book's listing will
appear on www.BooksinPrint.com
and in www.GlobalBooksinPrint.com.)
Dopo
la pubblicazione dei libri - italiano e inglese - gli aggiornamenti
sono già iniziati
e molti altri ne verrano fatti: questo file Aggiornamenti
e novità li ELENCA
di
volta in volta - con in
testa il più recente - seguendo soprattutto le variazioni
concrete dei file
rinnovati: per novità
di
contenuto ma anche per
risistemazione dello stile e riorganizzazione dei paragrafi e
illustrazioni. Ma se nell'elenco non verranno presentati quelli
semplicemente
corretti nei link non più attivi, si
consiglia di
considerare
ancora
con
attenzione le più importanti passate modifiche che man mano si
stanno
spostando in coda nell'elenco. Ad ogn modo ogni
immagine che proponiamo si costituisce anche come
link: e come
per ogni altro link, le
immagini vengono di
continuo monitorate e
aggiornate. Ma intanto gli
aggiornamenti necessari continuano ad essere
praticamente incessanti per cui rendono via via ... quasi "obsoleto" il
testo
pubblicato. Il sito può
seguire e temporaneamente integrare
queste
innovazioni ed è appunto predisposto a questo scopo, ma
così si amplia
in modo eccedente le dimensioni di un solo
volume: alcuni
file - già pubblicati come capitoli del libro ENCICLOPEDICO sono
in via di venir
pubblicati AGGIORNATI in una nuova veste editoriale: come volumetti
TEMATICI di un centinaio di
pagine ciascuno contenenti per singoli agomenti i
capitoli ormai superati del libro Bambini
di IERI= Adulti
di oggi. Adulti di oggi-> Adulti di DOMANI E' gia in libreria il
primo di
questi "libretti tematici" - Infanzia
un mestiere
difficilissimo Il secondo
è Consapevolezzwa e
memoria di cui sono
già
pronti per esser pubblicati come capitoli i file molto AGGIORNATI Consapevolezza
e memoria, ESPERIMNTI
SU BAMBINE/I, Un
brutto sogno: una bambina e un'incubatrice e altre esperienze
precocissime, eQuando la
cartella clinica è
terapeutica...
Per
seguire gli aggiornamenti dl sito i vari file verranno vi via stampati
raggruppati in libretti tematici: ultimo
capitolo di TUTTI
i nuovi libretti è il file in cui si compendiano ma
anche si sottolineano le basi essenziali di impostazione metodologica e
culturale Considerazioni e conclusioni
Dopo la
pubblicazione del
libro, a questo file vengono apportate di continuo aggiunte e
precisazioni in
quanto vi si tratta
un argomento
particolarmente scottante in ulteriori rinnovamenti.
Se da
parte
nostra inviti
o diffide,
consigli e informazioni, notizie e segnalazioni ecc. sono e saranno oggetto
di
frequente
puntuali
aggiornamenti, reciprocamente
consigliamo ai
navigatori di rivedere spesso
in rete questa stessa pagina, e altrettanto reciprocamente di fornirci
a loro volta nuove informazioni o puntualizzazioni.
in
continuo aggiornamento
DSM
Pubblicato
per la
prima
volta nel 1952,
il Manuale
diagnostico e
statistico dei disturbi mentali aveva
all'interno un elenco di
tutti i disturbi mentali, allora erano 112,
ad oggi
alla sua
IV
edizione rilasciata nel 1994
sono
diventati 374
e sono destinati a crescere nella quinta edizione del DSM che
verrà pubblicata nel 2012.
Il DSM
è il testo unico e ufficiale di diagnosi psichiatrica in tutto
il mondo, gli esperti deputati alla supervisione della stesura del
nuovo Manuale
Diagnostico e
Statistico delle malattie mentali(DSM-V), i membri
dei vari comitati
scientifici che lo compilano sono quasi esclusivamente americani e
membri dall'Associazione Psichiatrica
Americana. Afferma il Presidente
APACarolyn
B. Robinowitz;
Abbiamo
fatto ogni sforzo per assicurare
che il DSM-V
sarà
basato sulle migliori e più recenti ricerche scientifica, e per
l'eliminazione dei conflitti d'interesse nel suo sviluppo.
Nelle
pagine del suo sito
il CSPI
- [1] Center for Science
in
the Public Interest: Centro per la Scienza nell'Interesse Pubblico-
riporta che 16 dei 28 membri della
task force incaricata di produrre la quinta edizione del DSM
ha
riportato di avere connessioni finanziarie con industrie farmaceutiche
o di attrezzature mediche. L'analisi è basata sulle informazioni
finanziarie pubblicate sul sito Web dell'APA. Oltre la
metà dell’equipe che sta predisponendo il nuovo DSM,
il manuale
dei disturbi mentali che verrà pubblicato entro il 2012, ha un
conclamato conflitto d'interesse a causa delle connessioni finanziarie
con le industrie farmaceutiche. Il record per il maggior numero di
legami finanziari con l'industria farmaceutica è di William
Carpenter, Jr, direttore del Maryland Psychiatric Research Center
presso l'Università del Maryland, che nel corso
degli ultimi
cinque anni ha accettato, per contratti di consulenza, denaro da ben 13
diverse società farmaceutiche, tra cui Astra Zeneca, Bristol-Myers
Squibb, Eli
Lilly, Merck, Pfizer
e Wyeth. Il grado
di conflitto di interesse - oltre il 50 per cento - segnalati da CSPI
è simile a quello trovato in uno studio del 2006 che ha
coinvolto 170 "esperti" che hanno lavorato sul DSM-IV, rilasciato nel
1994. A quel tempo l'APA non aveva attuato una "disclosure
policy"(politica di divulgazione ), quindi i ricercatori hanno dovuto
raccogliere i dati da cartelle giuridiche e cliniche, articoli di
riviste, archiviazioni di conflitto di interesse e altre fonti per
scoprire queste statistiche.
PTSD
e DISSOCIAZIONE. Inizia ad esserci un'ampia evidenza negli studi di
Neuroimaging sul
fatto
che differenti stati dissociativi (dissociazione emozionale e
dissociazione
sotto forma di derealizzazione/depersonalizzazione) corrispondono a
diversi
pattern di attività cerebrale. Un modello dettagliato è
in
fase avanzata di preparazione da parte del gruppo olandese di van der
Hart
e Nijenhuis. Van der Hart in passato ha correlato
la dissociazione da trauma con gli studi sulla risposta animale
all'attacco
dei predatori. Assume sempre più
importanza il DESNOS
- Disorder
of Extreme Stress Not Otherwise Specified), un
disturbo
proposto
da anni per l'inserimento nel DSM,
soprattutto da Judy Herman e Bessel
van der Kolk (due dei principali
studiosi mondiali del PTSD - disturbi
post-traumatici (PTSD).
L'anno prossimo la
conferenza ISTSS
sarà dedicata proprio al DESNOS (Disorder of Extreme
Stress
Not Otherwise Specified). Il DESNOS
è
caratterizzato
da una forma grave e persistente di disturbi tipici dei PTSD, ed
è
particolarmente refrattario alle terapie. Nel DESNOS sono
spesso
presenti gravi disturbi dissociativi, forti difficoltà nella
costruzione
e mantenimento di relazioni interpersonali stabili, significativi
sintomi
somatici e di abuso di sostanze. E' spesso correlato
con patologie di asse 2 (ed in particolare con i disturbi
borderline) [Vedi Disturbo Post-Traumatico da
Stress
Complesso].
Le
descrizioni precise
presentate nei DSM,
aggiornati
via via, non vanno comunque mai
utilizzate in modo statico come tali per etichettare
d'amblée i pazienti, ad esempio appunto come schizofrenici
o deliranti:
questo è un uso del Manualeassolutamente
opposto ai suoi scopi e significato - generico e solo
genericamente DESCRITTIVO di DISTURBI
e non di "malattie".
Per
dovere di
obbiettività va segnalato inoltre e comunque che nel testo base
su cui ci si dovrebbe basare nello stilare i referti -
il DSM-IV
R
- le sindromi
deliranti
sono
catalogate nei criteri F20.0x
(già 295.x);
mentre i disturbi
dissociativi
appartengono
alla F44.x
(già 300.x)
e
soprattutto in F43.1
(già 309.81)
ove si
descrive il classico Disturbo
post-traumatico da Stress
le cui manifestazioni sono ben
differenti da quelle tipiche della schizofrenia: pur anche se talvolta
l'intensità stessa del trauma e della relativa rimozione-negazione
possono intrecciare insieme patologie differenti, comprese quelle
dovute in via secondaria alla esotossicosi
da dipendenza
da
sostanze (nel
DSM-IVR da F10.x
a F19.x,
nella precedente
classificazione nei vari commi del 292.x
e 305.x),
ad un - apparente -
ritardo mentale (da F70.x
a F79.x già
da 317.x a 319.x) e
naturalmente alla serie dei disturbi
dell'apprendimento (da F80.x
a F82.x già 315.x).
[Vedi da Medline
e Associazione
Italiana
Psichiatri:
PMID:
16462006 [PubMed - indexed for MEDLINE]
Il
seguente abstract, tratto dal
database sulle
patologie che mimano l'ADHD
è esemplificativo della difficoltà di diagnosticare l'ADHD, il disordine
da deficit
di attenzione/iperattività. Il 99,33% di
comorbilità
implica di fatto una totale
sovrapposizione dei sintomi
e l'impossibilità
della diagnosi differenziale rispetto alla mania. Sono
molte le
patologie con
alti
tassi di comorbilità che inducono a dubitare
dell'esistenza di questa presunta patologia.
La
comorbilità è a volte una contraddizione che scaturisce
dalla iper-classificazione del DSM/ICD e non rappresenta sempre una
reale aggregazione di entità cliniche. In ambito psichiatrico
è caratterizzata da un'alta percentuale di comorbilità e
dalla medesima sintomatologia; questo rende difficile e a volte
impossibile la diagnosi differenziale. Nell'ambito delle patologie
fisiche si ha un'alta percentuale di comorbilità e sintomi
diversi. La comune affermazione che l'ADHD/DDAI sia caratterizzato da
deficit di attenzione sostenuta e delle facoltà esecutive, da
impulsività e iperattività è smentita dalle
ricerche qui raccolte che evidenziano come questi fattori siano comuni
alle più svariate condizioni cliniche, per questo motivo sono
variabili che non le caratterizzano; piuttosto appaiono come dei
naturali e aspecifici sottoprodotti che minano seriamente la salute
delle persone. Ne consegue che il disordine da deficit di
attenzione-iperattività è una nosologia psichiatrica che
non ha fattori che la caratterizzino e la giustifichino sul piano
scientifico. La classificazione e i termini presenti in questo database
sono quelli usati nel DSM per coerenza con la terminologia usata dagli
sperimentatori.
June
5, 2008 — In a randomized controlled trial,
fewer recent trauma survivors with acute stress disorder who received
exposure-based therapy vs nonexposure-based therapy went on to have
posttraumatic stress disorder (PTSD)The study evaluated 2 components of
cognitive behavior therapy: prolonged exposure, in which trauma
survivors are instructed to relive the troubling event, vs cognitive
restructuring, which focuses on changing maladaptive thoughts and
responses to the event. The 2 treatment conditions were compared with a
control group of patients on a wait list. After
treatment, fewer patients in the prolonged exposure group had PTSD vs
those in the cognitive restructuring group or those in the wait-list
group (33% vs 63% vs 77%; P = .002).
E si confonde una malattia
precisa e su base infattivo-immunologica come la Corea
di Sydenham e i suoi movimenti disordinati con il
"comportamnto"
scorretto di Iperattivita e deficit di
attenzione
Da DoctorNews
Streptococco
gruppo A causa cambiamenti motori e comportamentali nel bambino. Le infezioni
da streptococco di gruppo A (GAS)
sono
associate a
cambiamenti motori e comportamentali nei bambini che frequentano le
scuole elementari. Vi è un rinnovato interesse nella
correlazione fra
questi due fenomeni, l'entità del contributo delle infezioni da
GAS ai movimenti
coreiformi non era stata finora ben definita. Il presente
studio conferma che la correlazione sussiste, e che quindi lo
streptococco di gruppo A possa influenzare comportamento e movimenti
del bambino, ma sono necessari ulteriori studi per esplorare il ruolo
delle infezioni da GAS nei sintomi neuropsichiatrici infantili,
soprattutto nei bambini con un'anamnesi di colture faringee
ripetutamente positive. (Genetic of Childhood Disorders)
La medicina
basata sulle
evidenze ha valore a condizione che le evidenze
di base siano complete e imparziali. La pubblicazione
selettiva
dei
risultati di alcuni trial clinici e non di altri potrebbe distorcere la
reale efficacia di un farmaco e il suo profilo rischio-beneficio.
Questa l`ipotesi lanciata da un gruppo multidisciplinare di ricercatori
statunitensi, che ha deciso di verificarla sul campo, esaminando gli
studi, pubblicati e non, su 12 farmaci antidepressivi. Quali studi,
quali dati
La documentazione resa disponibile dalla Food and drug administration
(FDA) era costituita da studi clinici di fase 2 e 3, cioè i
trial
pre-registrazione, riguardanti farmaci autorizzati dal 1987 e il 2004.
Tra questi trial gli autori hanno selezionato quelli randomizzati, in
doppio cieco, controllati verso placebo per il trattamento a breve
termine della depressione. Hanno poi estratto i dati di efficacia,
restringendo il campo alle sole dosi di medicinale poi approvate.
Per ogni studio si è considerato, oltre ai dati di efficacia,
anche il
parere dell`FDA circa la sua rispondenza o meno agli end point fissati
in partenza. In questo modo sono stati raccolti 74 studi che, nel
complesso, avevano coinvolto 12.564 pazienti. Gli
autori hanno poi esteso alla letteratura la ricerca degli stessi studi,
identificati per nome del farmaco, dosi sperimentali, dimensioni del
campione, comparatore (quando utilizzato), durata e nome del
coordinatore del trial.
TAB. 1
LINEEGUIDA PER LA DIAGNOSI DELL'ADHD
SECONDO
L'AMERICAN PSYCHIATRIC ASSOCIATION
Prevalentemente
da carenza di attenzione
Prevalentemente
iperattivo/impulsivo
ha
difficoltà a mantenere la concentrazione
è incapace di prestare attenzione ai
dettagli o
commette errori per disattenzione
sembra non ascoltare
fatica a seguire le istruzioni
ha difficoltà organizzative
evita o non ama compiti che richiedono un
impegno mentale
sostenuto
si distrae facilmente
giocherella
con mani e piedi, si agita sulla sedia
ha difficoltà a rimanere seduto
corre e salta in maniera eccessiva
ha difficoltà a svolgere attività
tranquille
agisce come se fosse spinto da un motore
parla troppo
risponde precipitosamente ancor prima che
le
domande siano
completate
ha difficoltà ad aspettare o rispettare
i turni
interrompe e si intromette spesso nei
discorsi
altrui
Tipo
combinato
sono presenti contemporaneamente entrambi i tipi di sintomi
Adriana
Ceci*,
Mariagrazia Felisi* , Simona Ravera**
* Dipartimento
di
Farmacologia e Fisiologia Umana, Università
degli studi di Bari
** Consorzio per
le
Valutazioni Biologiche e Farmacologiche, Pavia La maggior
parte dei
farmaci psicotropi presenta azioni multiple in
quanto agisce su vari sistemi recettoriali (come quello della dopamina
e della serotonina), che nel cervello hanno molteplici siti d'azione.
Inoltre, la stessa relazione tra effetti biochimici e proprietà
terapeutiche è spesso oscura, data la natura delle patologie
psichiatriche che frequentemente è poco conosciuta. In generale
i
farmaci psicotropi hanno complessi profili di sicurezza. Per questi
motivi la scelta di un prodotto dipende generalmente dalla
tollerabilità di ciascun paziente: la variabilità
individuale determina
una più o meno marcata risposta al prodotto utilizzato con
conseguente
comparsa di eventi avversi che possono variare da soggetto a soggetto.
Uno dei problemi più frequenti è dato dalla scarsa
compliance, spesso
dovuta agli effetti collaterali,
alla psicopatologia o
alla
personalità
del paziente. Nel
corso degli
ultimi anni vi è stata una crescente diffusione
dell'impiego di farmaci psicotropi nei bambini, specialmente di
stimolanti e antidepressivi. Questo
fenomeno, messo in evidenza da
diversi studi condotti negli
Stati Uniti, è accompagnato anche da un aumento delle
prescrizioni a
bambini in età prescolare e da una maggior diffusione
dell'utilizzo
off-label di tali prodotti. Nel
1998, sulla base della crescente preoccupazione sentita tanto dal
mondo scientifico quanto dall'opinione pubblica, Riddle ha condotto una
revisione sistematica sui dati di efficacia dei prodotti psicotropi nei
bambini individuando 3 categorie di farmaci:
farmaci approvati dalla
Food
and Drug
Administration sulla base di sufficienti evidenze cliniche;
farmaci
approvati
dalla Food and Drug Administration di cui l'efficacia non è
comprovata da evidenze cliniche;
farmaci
che non
sono stati approvati dalla Food and Drug
Administration ma per i quali le prove di efficacia mostrano un
beneficio clinico.
Nell'ottobre
del
2000 la Food and Drug Administration (FDA) e il National Insitute of
Mental Health (NIMH) hanno organizzato un importante workshop per
esaminare lo stato delle conoscenze relativo alla psicofarmacologia nei
bambini, specialmente in quelli molto piccoli. Da tale incontro sono
emersi numerosi problemi in particolare connessi alla mancanza di
valutazioni specifiche riguardanti sicurezza ed efficacia di questi
farmaci nella popolazione pediatrica, alla difficoltà a
diagnosticare
le manifestazioni psicopatologiche nella prima infanzia e alla
scarsità
di studi sistematici con farmaci psicoattivi nei bambini e negli
adolescenti.
Misconosciuti
danni
e
false diagnosi
Con più
numerosi
esempi e
citazioni italiani, il presente file/capitolo si rifà
all'analogo
e più "internazionale" Metilfenidato e
Sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD)
del sito dell'Associazione
italiana,
scientifica e giuridica cointro gli abusi mentali, fisici e tecnologici
che
si occupa soprattutto di misconosciuti danni - se non crimini
- a
carico di "normali" cittadini, quando non di indifesi MINORI.
Una
posizione
preminente
fra le condotte "lesive", ancorché apparentemente "legali",
hanno
le diagnosi
mediche
(specie poi se pediatriche) e psichiatriche che così avallano conseguenti prescrizioni
medico/psichiatriche - spesso
surrettizie
o a dosaggi inverosimilmente alti e ripetuti nel tempo - con lo scopo
dichiarato di ottenere al più
presto soltanto un qualsivoglia
vistoso "effetto".
Facendo
leva
sulla creduloneria
e soggezione
generalizzate nei riguardi di quanto
attiene alla salute
ed ai suoi presunti "custodi"
si
incoraggiano in modo arbitrario
l'uso
di pseudo-rimedi solo palliativi:
indirizzo prescrittivo improprio comunque e non solo in caso di
diagnosi sbagliata. Ma
questo non è
responsabilità soltanto dai "medici": viene come risposta ad
aspettative
e richieste
da parte dei "pazienti" di
soluzioni rapide, indolori, miracolistiche contro ogni
difficoltà
e/o
sofferenza, se non di ricerca a
lungo termine di serenità
(alias: "sedazione" e apatia e
oblio secondariamente rinforzati se
non
indotti) o
di falsa
efficienza se non di euforia
minimizzante
ecc. In buona o in mala fede
che sia medici
e chi li
indirizza
promuovono così
diffusione
e capacità di impatto di questo Mondo
Nuovo
rivisitato.
Provocata o meno, spontanea o "spaventata", la
creduloneria
instaura nuove SUPERSTIZIONI; e la
soggezione
reverenziale
per
la classe medica in generale genera ma anche mantiene passività
e falsa
fiducia in un presente adulto, centrato su ipotetici "futuri"
e
pieno
di
ansie scaramantiche fittizie e esagerate. Per questo vanno per la
maggiore molti farmaci non curativi ma palliativi e/o cronicizzanti
della medicina
somatica,
con effetti
secondari significativi su memoria
e consapevolezza
del presente,
influenzanti cioè anche le capacità
discrezionali,
in pratica la formazione
della
volontà e
azione:
ad esempio molti
farmaci imposti in modo
"terroristico"
per "salvaguardare" l'apparato circolatorio hanno effetto anche
proprio in quanto sedanti.
Si
può così senza fatica raggiungere
e
detenereun
particolare Potere,
capace di
mettere
in moto e mantenere enormi leve economiche: ben a ragione è
stato
detto che la
cronicità è un investimento ad alto
rendimento.
Tanto
maggiori sono queste ansie fasulle per quanto
riguarda
i BAMBINI
al
posto della preoccupazione del
vero impatto
che
ogni situazione del presente dei bambini di
oggi
possa riflettersi nel loro futuro
di cittadini di domani:
addirittura avvalorando il sospetto che
forze "malevole" possano volutamente cercar di
incidere
su questo "futuro". Per
quanto riguarda psichiatria e suoi correlati, se
è
relativamente frequente - anche in sede ufficiale - almeno la messa in
guardia
contro l'uso basato su diagnosi "sbagliate" ed a dosaggi assurdi degli
antipsicotici, invece è come se fosse "di moda" la
pseudo-diagnosi
di (pseudo)-depressione,
basata
su "imperiosi" presupposti pseudo-chimici
quanto meno strampalati;
diagnosi
- e relativa "terapia" (!!!) ormai pervasive e onnicomprensive: si
può dedurre
l'enorme
vantaggio in termini economici di questa
impostazione di veromarketing
considerando che il fatturato delle
ditte
produttrici anche solo per un unico prodotto di questa serie era
stato
tranquillamente sbandierato come superiore a quello totale delle...
automobili
Ford!
Ma se
l'uso dilagante
(spesso pericoloso,
comunque
SEMPRE carico di pesanti effetti collaterali e non poi tanto
collaterali)
dei cosiddetti antidepressivi
dovrebbe essere destinato al "benessere" del
paziente,
e non così esplicitamente al suo comportamento, esistono
indicazioni
di (pseudo-)farmaci
droganti
- che si vuol far
passare dalla categoria di
severamente
proibite droghe da
strada
(meglio definite come farmaci
d'abuso) a salvifici
medicinali
- deputati a
modificare proprio
e soltanto
il COMPORTAMENTO.
(Non va però dimenticato che in vista esplicita di
influenzare e
detenere un pesante potere esterno esistono sistemi "legali" più
o meno
attuati ed
attuabili e
persino "mutuabili" - l'elettroshock,
la
segregazione,
o peggio... - che hanno come scopo quello di annullare con la memoria
anche la volontà e la chiarezza di idee.)
Ben note e ampiamente
descritte sono
le conseguenze
psicologiche (da cui anche comportamentali) anche a lungo termine
dell'aver attraversato
situazioni traumatiche:
ma
ben più gravi e disturbanti esse diventano - sia per il soggetto
stesso, sia anche come mancate possibilità per tutti di denuncia
e di difesa- qualora non vengano prese
in
considerazione se
non censurate: al contrario anzi spesso la possibilità di
denuncia
viene denigrata e "punita" come colpevole "calunnia".
Dilaga così un "revisionismo" che potenzia soggettivamente la
gravità dei
traumi subìti - ad ogni età
ma
in modo ben più devastante nell'infanzia
-
un revisionismo subdolo che può esercitare la sua nefasta
azione a scapito di singoli individui ma con impatto generalizzantesi a
situazioni socio-politiche (negli
Stati
Uniti
addirittura sostenuto dalla formazione del potente Ente: False
Memory Foundation). Questo
"revisionismo"
paladino
dell'oblio
e del disinteresse
quasi siano valori assoluti da difendere, "accusa" minacciosamente
le
vittime e i loro difensori: fino ad arrivare a casi emblematici come la
distruzione
morale, se non anche fisica, di Bruno
Bettelheime
lo sfortunato
svolgimento
della situazione
Belga.
E' un
"revisionismo" accanito che sottovaluta qualsiasi segnale, distrugge
vere e proprie prove,
taccia
se non incrimina i denuncianti nel presente come calunniatori; mentre,
per
le testimonianze del passato, propugna strenuamente (e operativamente)
la "diagnosi" dei flash-backs
come deliri
e dell'inquietudine
ansiosa e spaventatacomesindrome
da deficit
di attenzione e iperattività: quando invece secondo
dati della Scienza
ufficiale
la comorbilitàtradisturbo
borderline di personalità e DESNOSderiva
naturalmente
da gravi traumi infantili che esitano in una specifica (e critica)
strutturazione
della personalità per cui è quantomeno
"ovvio"
trovare "anche" sintomi psicotici di derealizzazione in
chi ha subìto gravissimi traumi. E' quindi facile
far
passare
queste vittime per inattendibili "pazzi" e considerare le loro
sofferenze
non come SEGNALI
di testimonianze
preziose,
ma
come "fastidi" COMPORTAMENTALI
di disturbo
per i circostanti:
le loro
manifestazioni di
sofferenza
e/o di ricordi rivissuti non vengono cioé accolti come accuse di
delitti o avvisi di pericolo, ma soltanto come molestie
da CANCELLARE
con sostanze o metodi droganti o peggio con provvedimenti annicchilenti
quando non basta la "chimica"
fasulla.E va segnalato pure, per la
sua
enorme estensione,
l'esistere e l'imperversare di un altro modo più subdolamente
censorio
e/o "revisionistico":
quello di
equiparare
l'una all'altra qualsiasi
forma di
DISAGIO - anzi di disturbo
- pur
di unificare
in "malattie da curare"
sia gravissime manifestazioni - magari
potenzialmente
mortali per cedimento dei normali meccanismi di equilibrio biologico o
per disperazione suicidiaria,
sia forme anche lievissime di NORMALI risposte
psico-somatiche alle normali vicissitudini dell'esistenza
tutte ed
allo
stesso modo comunque considerate inaccettabili e da "trattare"
con mezzi "economicamente produttivi". Ed è così
che si cerca
di "trattare"
- non certo di curare!
- nello stesso modo sia il DESNOS
(Disorder
of Extreme Stress Not Otherwise Specified
= Disordine
da Stress Estremo: F43.0 del DSM-IV
R)
sia lo shopping
compulsivo,
e addirittura
banali momenti di giustificata ansia.
E' così che si omologa la "timidezza"
anche normalissima equiparandola senza mezzi termini agli atteggiamenti
di evitamento
sociale
del disturbo
evitante di personalità (F60.6
già 301.82),
quest'ultimo magari dovuto
al timore soggettivo del riemergere di rivissuti, e persino ad atteggiamenti
di
inibizione
magari legati al disturbo
schizoide di
personalità
(F60.1
già 301.20)
che possono
in realtà coprire persino impulsi
vendicativamente omicidi o suicidiari, e magari suicidiari in modo
allargato
ai familiari.
Gravissimi errori
diagnostici
e quindi
terapeutici possono derivare da
confusioni tra
"comportamenti"
e "manifestazioni
mortorie": addirittura confondendo la Corea
di Sydenham con l'Iperattività
e
deficit di attenzione. Ma anche ... Monsieur de La Palisse
e lo scherzoso "dionisio.infinet.com"
descrivono situazioni e pongono diagnosi
con "ben controllati
e validati esperimenti"
simili però a quelli citabili
testualmente
dall'autorevolissimoMedscape.
I
ragazzini
possono
comportarsi da carnefici, gli adulti possono non
proteggere: ma piuttosto quale è il
"ruolo" dei vissuti del bambino in persona?
Belgio,
bambino violentato a scuolaTelevideo
18 maggio
2006 21.50
Belgio,
bambino
violentato a scuola. Un
bambino di otto anni ha subìto violenza
sessuale da
due compagni di 9 e 11 anni
durante
l'ora di ricreazione. E'
accaduto
in una
scuola elementare belga a
Louvain-La-Neuve, a venti chilometri
da Bruxelles. Il
bambino
si
sarebbe
confidato alla madre che si è rivolta alla polizia per
sporgere denuncia. I due aggressori saranno ascoltati da un giudice
minorile ma non potranno, data l'età,essere perseguiti per il
reato di
violenza sessuale. Le sole misure applicabili saranno di tipo educativo
e correttivo.
Da
interviste:
- Sottovalutato
il ruolo della
famiglia -
Sottovalutato il ruolo e lo stress
degli
insegnanti
Ma non
può
succedere
così - in perfetta buona fede e con
"ottime intenzioni" - che comportamenti
più o meno devianti
secondo standard
collettivi
di quel dato
ambiente vengano omologati ad
azioni criminali?
E quando
sono "carnefici"
gli stessi adulti - familiari e/o insegnanti?
Quanto addirittura vengono sottovalutati anzi -
peggio - equivocati e "mal-curati" gravi
sintomi
ben evidenti ma
difficilmente precisabili in casi -
estremi
ma non certo fantascientifici - di
vittime umane,
cavie involontarie di esperimenti o
utilizzate in Riti
Satanici
e/o in addestramenti
segreti? E quali
potranno
essere in
seguito,
nella vita adulta, le conseguenze di una "infanzia comunque
mal-riuscita"? Quali possono essere sia nell'infanzia e adolescenza ma
anche nell'età adulta le cause di una situazione da cui deriva
un
"comportamento" che ne è soltanto una CONSEGUENZA?
Quante cause passano sotto silenzio misconosciute e sarebbero invece ovviabili
se
prese in considerazione in tempo? E d'altra parte: quante unilaterali
paranoie
possono inserirsi in questi reali e multifattoriali misconoscimenti? Cause -
verosimili se non vere e
misconosciute - oppure - fastidiose e confondenti paranoie?
Quanto
rende
più difficile proporre adeguamenti
e migliori informazioni - atti a correggere
ed ampliare diagnosi differenziali - la mancanza diprospettive
dialettiche e di apporto di
documentazioni
scientifiche di fatti accertati? (Ad esempio
in una
prospettiva totalizzante del "tutto
bianco o tutto nero",
in un
clima di scontro e di
contrapposizione molti Enti e rappresentanti di
organizzazioni Internazionali si propongono
come difensori di chi
viene abusato
per il lavaggio
del cervello
e/o con
l'inserimento criminale di microchips.
Ma
partendo da posizioni dogmatiche totalizzanti e riduttive che
demonizzano l'intero sistema del DSM-IV,
come
può divenire
possibile far MODIFICARE
la classificazione - quanto meno molto difettosa - delle allucinazioni
uditive che si trova a pag. 308 e tabella a pagina 318
dell'edizione italiana
del DSM-IV R?
Malattia
o
comportamento non
accettato? Terapia o modificazione indiretta di un modo di essere?
Quando un
bambino/ragazzino "presenta comportamenti anomali" non sarebbe in primo
luogo indispensabile sapere / capire se gli è successo o persino
se gli STA SUCCEDENDO qualcosa magari di terribile: tanto più
che di
solito NON sono i "bulli" ad essere etichettati ADHD ma le loro
vittime, a loro volta spesso divenute omertose per paura e vergogna!
Quali le cause e
quali le conseguenze? quali le sequele di una (pseudo-)malattia
infantile e quali di una (pseudo-)terapia
attuata nell'infanzia?
Si
parla
infatti di una "sindrome ADHD"
comportamentale (?) analoga riguardante l'adulto: ma - come
dimostrano
ad oltranza sui Motori di Ricerca i dati
che, dalla parola stessa adulto,
arrivano a siti pornografici
- per lo più invece è lo sviluppo psico-sessuale ad
incanalare la
sindrome infantile da semplice irrequietezza motoria e relazionale
verso ossessivi e strampalati
comportamenti sessuali.
Subject::
mcforums Adult ADHD/(Attention-Deficit Disorder)
Date::
Wed,
18 Jun
2003 01:43:35 -0400
From:
"xxxxx" To::
mcforums@yahoogroups.com I
saw two TV
commercials Tuesday
for two Web sites: One
site was an
article, which
offers information about Adult ADHD/(Attention-Deficit Disorder). The
other
site was Recognizing
ADHD, I think, offering a test to determine whether
you have
it.
The commercials and the sites seemed to be productions of the Eli
Lillydrug
company. The
symptoms of Adult ADHD are identical to some of the symptoms ofpsychotronic
mental harassment that
we
experience. I
suspect that
psychotronic
mind control of the general population has been
increasing
rapidly recently,
and these commercials and Web sites are: 1.
part of a
cover story
for it, and 2.
a way ot make
some
money from it for sellers of treatment.
Il
presente file,
costituito
da un
collage di
documenti diversi per autore e per lingua, differenti tra di loro anche
per varie DATAZIONI
e
stili, si propone
appunto
di offrire una panoramica "storica" ed emblematica delle
possibilità
e volontà politiche concrete di utilizzo (o meglio di "abuso")
di
sostanze chimiche mirate - come medicamenti
- al
puro scopo di
influenzare NON
la salute
ma il COMPORTAMENTO.
Da siti, libri e giornali internazionali in ordine approsimativo di
comparsa:
A
scuola con le pillole
di Marco
D'Eramo da Il
Manifesto 3.9.2002Iperattivi.
Più di quattro
milioni di bambini americani sarebbero affetti da Adhd "disordine di
attenzione
per iperattività" che si cura con stimolanti e antidepressivi, Prozac
e Ritalin.
Psicofarmaci
che possono dare assuefazione)
Chimica o pedagogia
di Ermanno
Tarracchini e Valeria Bocchini e la bibliografia da loro
presentata:
Medscape
Medical News: Teen Drug Use
Often
Begins With the Family Medicine CabinetJanis Kelly July 20,
2009 — Adolescents
who buy prescription drugs for illicit use are more likely to have
ongoing substance-abuse problems, but most teen drug misuse involves
drugs obtained for free from family or friends. This is important
because prescription-drug misuse by teens is rising even though the use
of other illicit drugs, alcohol, and tobacco has decreased. Prescription drugs are
surpassed only by
alcohol, tobacco, and marijuana in misuse by adolescents. A study by Ty
Schepis, PhD, and Suchitra Krishnan-Sarin,
PhD,
published in the August 2009 issue of the Journal of the American Academy
of Child
and Adolescent Psychiatry, shows that much of this drug use
likely
begins at home.
The researchers also report that how an adolescent obtains prescription
drugs predicts whether other substances, such as alcohol, are being
abused at the same time and signals a risk for more severe substance
and prescription-drug misuse problems.
- 73.043.500,
il numero di bambini ed adolescenti (0-18 anni) negli Stati Uniti
(fonte: U.S. Census Bureau)
- 11.000.000,
i minori che ogni anno utilizzano psicofarmaci (per tutte le patologie)
nei soli Stati Uniti (fonte: NIMH, Nexus, Los Angeles Times)
- 20.000.000,
il numero di ricette compilate in USA ogni anno per la somministrazione
dei soli psicofarmaci di tipo stimolante ai bambini (fonte: British
Medical Journal, Nexus)
- 10%,
la percentuale della popolazione infantile USA che soffrirebbe
dell'ADHD, Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione
(fonte:International Narcotics Control Board, OMS)
- 27%
- 6%,
la differente incidenza percentuale dei disturbi del comportamento in
USA rispettivamente nei minori delle classi sociali a basso reddito e
nei minori delle classi sociali agiate
(fonte:
NIMH, USA)
-
2
miliardi di dollari, il giro d'affari per la vendita di
un'unica
molecola (metilfenidato, nome commerciale Ritalin ®) nei soli Stati
Uniti (fonte: DEA USA)
- 3
il numero di mesi dopo i quali sono state rilevate
alterazioni
genetiche (triplicate le anormalità cromosomiche) nei bambini
sottoposti a terapia a base di farmaci stimolanti per l'ADHD (fonte:
Università del Texas)
- 12%,
la percentuale di bambini che ricevevano già psicofarmaci
all'inizio delle scuole elementari nella vicina Francia (fonte:
Ministere de
la
Santè, ricerca pubblicata su Canadian Journal
of Psichiatric vol. 43)
- 8.103.000,
i minori in età pediatrica in Italia, tra 0 e 14 anni (fonte:
ISTAT)
-
9%
(pari a 730.000 unità), la
percentuale di
minori italiani che soffrirebbero di disagi o turbe mentali secondo i
risultati del progetto di screening PRISMA 2004 (fonte: Ministero per la Salute)
-
2%
(pari a 170.000 unità), la
percentuale di
minori italiani che soffrirebbero della Sindrome da Iperattività
e Deficit di Attenzione secondo i risultati del progetto di screening
PRISMA 2004 (fonte:
Ministero per
la
Salute )
-
4%
(pari a 340.000 unità), la percentuale di minori italiani che
soffrirebbero della Sindrome da Iperattività e Deficit di
Attenzione secondo le associazioni scientifiche di impostazione
organicista (fonte: Società Italiana di Neuropsichiatria
Infantile, Kataweb)
- 11,
le molecole antidepressive in uso in età pediatrica la cui
somministrazione è stata recentemente interdetta in quanto
ispiravano idee suicidarie (induzione al suicidio) nei bambini
(fonte:
EMEA,
Agenzia Europea per il Farmaco)
- 30.000,
i
bambini Italiani che ogni giorno assumono antidepressivi che inducono
potenzialmente al suicidio, la cui somministrazione è stata
interdetta dall'Agenzia Europea del Farmaco (fonte: Istituto Mario
Negri di Milano)
- 1
anno,
il ritardo del Ministero della Salute italiano nel dare riscontro ai
primi "warning" sulla somministrazione di molecole antidepressive ai
minori (fonte: Campagna GiùleManidaiBambini)
- 25%,
il
numero di giovani pazienti che hanno dimostrato dipendenza
(difficoltà ad interrompere l'assunzione) di molecole
antidepressive (fonte: Ufficio studi Glaxo)
- 275,
in
quotidiano aumento, il numero di specialisti che hanno già
sottoscritto l'appello alla prudenza lanciato a febbraio 2005 dalla
nostra Campagna (fonte: portale www.giulemanidaibambini.org, sezione
Consensus ADHD, lista sottoscrittori)
- 173,
il
numero di autorevoli ricerche scientifiche universitarie già
tradotte in italiano a cura di GiuleManidaiBambini, che mettono in
allarme circa i rischi della somministrazione di psicofarmaci ai minori
e che sono ignorate dalle autorità nazionali di controllo
(fonte: www.giulemanidaibambini.org)
- 20,
minimo uno per ogni regione, il numero dei Centri regionali per la
somministrazione di psicofarmaci ai minori che verranno attivati sul
territorio italiano (fonte: Istituto Superiore di Sanità,
Ministero per
la
Salute )
- 12 il
numero di Centri Regionali per la somministrazione di psicofarmaci ai
minori attivati nella sola Regione Veneto (fonte: delibera di Giunta
Regione Veneto, pubblicata su questo nostro portale, sezione Ricerca
Scientifica, area Centri ADHD)
- 1,
il
registro nazionale dove verranno "schedati" i bimbi in terapia a base
di psicofarmaci (fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero
per
la Salute
)
-
300 in
quotidiano
aumento, il numero di
specialisti che hanno già sottoscritto l'appello alla prudenza
lanciato a febbraio 2005 dalla nostra Campagna (fonte:
portale
www.giulemanidaibambini.org, sezione Consensus ADHD, lista
sottoscrittori)
-
85 il
numero di
specialisti che hanno
sottoscritto un precedente appello (anno 2003) di orientamento opposto
al nostro, ovvero a favore della somministrazione di psicofarmaci ai
minori. (fonte: Istituto Superiore di Sanità, AIFA)
- 18 i membri
del nostro
Comitato
Scientifico permanente, tutti autorevoli accademici e specialisti che
prestano gratuitamente la propria opera. (fonte: portale
www.giulemanidaibambini.org, sezione La Campagna, area Comitato
Scientifico
- 6.000.000,
il numero di italiani di cui la Campagna GiuleManidaiBambini
rappresenta la voce, e che si
oppongono con fermezza a questa strategia governativa (fonte: Comitato
Promotore GiuleManidaiBambini)
- 155.000 il
numero
delle pubblicazioni informative marchiate GiuleManidaiBambini
distribuite gratuitamente in tutta Italia (fonte:
portavoce GiuleManidaiBambini)
- 265
il
numero dei collaboratori che con il proprio impegno supportano
attivamente ed operativamente alla Campagna(fonte:
Portavoce GiuleManidaiBambini)
- 800%
la
percentuale di
incremento statistico negli accessi quotidiani al portale
www.giulemanidaibambini.org dal primo giorno ad oggi, il portale
è il più visitato in Italia su queste tematiche(fonte:
eRing.IT,
web technical support)
- 32
il
numero delle personalità che hanno accettato di "mettersi in
gioco" come "testimonial" di questa battaglia, dal compianto Ray
Charles che aderì poco prima di mancare, a Beppe Grillo, da
Linus di Radio DJ a Marco Berry delle Iene, e molti altri.
Una
notizia
dell'agosto 2007 allora ottimistica:
Depressioni:
diagnosi in calo negli adulti
I
tassi di diagnosi e trattamento della depressione nell'adulto sono
diminuiti significativamente a seguito della segnalazione del rischio
di suicidio fra bambini ed adolescenti con l'uso di SSRI.
Benché un
certo calo nella prescrizione degli antidepressivi non giungesse
inatteso dopo questo episodio, pochi hanno previsto che le diagnosi
sarebbero diminuite, o che le altre modalità di trattamento
sarebbero
rimaste relativamente invariate: si pensava anzi il contrario, per via
della diminuzione delle prescrizioni di farmaci antidepressivi. Sono
probabilmente molti i fattori implicati nel fenomeno, e meritano
ulteriori indagini. (Am
J
Psychiatry2007; 164: 1198-205)
Riportiamo da una mail del 5 febbraio
2007:
GiùleManidaiBambini
è la
più visibile ed attiva campagna di farmacovigilanza in
età pediatrica in tutta Italia, e la sua forza è
data proprio dalla sua indipendenza. A fasi alterne, siamo accusati di
essere controllati da questo o quel gruppo religioso (non lontani i
tempi in cui la Campagna era considerata "una manovra del Vaticano") o
politici (non lontani i tempi in cui era di moda considerarci
controllati da Rifondazione Comunista): un pò come Amnesty
Internazional, che è considerata fascista nei paesi comunisti e
viceversa... e quale miglior garanzia d'indipendenza?
Nasce
una
apposita Sezione di Farmacovigilanza per il Pediatra La
sezione Pediatria del sito www.farmacovigilanza.org proporrà
al
pediatra:approfondimenti
su specifici temi (clinici, giuridici, amministrativi, ecc.)
coinvolgenti aspetti diversi della Farmacovigilanza attraverso la
parola di esperti e di ricercatori, selezioni
delle segnalazioni e delle iniziative di farmacovigilanza da banche
dati e reti nazionali e internazionali, presentazione
di esperienze significative di farmacovigilanza pediatrica con
particolare riferimento a quelle attive sul territorio nazionale. La
Sezione intende
attivare una 'finestra di dialogo' interattiva con i lettori mettendo a
disposizione un'apposito spazio a cui rivolgere specifici quesiti,
richieste di approfondimento, o esprimere opinioni differenti da quelle
presentate dagli Autori su temi interessanti la farmacovigilanza e la
farmacoutilizzazione (invia messaggi al Forum di Pediatria)
TAB. 2
PROPRIETA' DEI FARMACI AD AZIONE RAPIDA
Prodotto
Onset
(minuti)
Effetto
massimo (ore)
Durata
(ore)
Emivita
(ore)
Dosaggio
(mg)
Metilfenidato
20
- 30
1
- 2
3
- 5
2
- 3
2,5
- 20
Destroanfetamina
20
- 60
1
- 2
6
4
- 6
1,25
- 10
Sali
misti
di anfetamine
20
- 60
1,5
6-8
4
- 6
2,5
- 10
TAB. 3
PROPRIETA' DEI FARMACI A LENTO
RILASCIO
Prodotto
Onset
(minuti)
Effetto
massimo (ore)
Durata
(ore)
Emivita
(ore)
Dosaggio
(mg)
Metilfenidato
SR
60
- 180
2
5
- 6
2
- 6
10
- 60
Destroanfetamina
SR
60+
2+
9+
6+
5
- 30
Metilfenidato
OROS
20
- 30
2
12
3,5
18
- 72
TAB. 4
CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO
Principio
attivo
Metilfenidato
idrocloride
Indicazione
Disturbi
dell'attenzione con o senza iperattività
Posologia
Adulti:
20-30 mg 2 o 3 volte al giorno mezz'ora prima dei pasti Bambini:
5 mg 2 volte al giorno con incrementi settimanali di 5-10 mg fino a un
massimo di 60 mg giornalieri.
Avvertenze
Il
metilfenidato non deve essere impiegato in bambini con meno di 6 anni
Appelli
e commenti:
Da Indymedia
Italia 26/02/2004:Tutti "fatti"
di
RITALIN.In
Italia torna lo
psicofarmaco
RITALIN, già utilizzatissimo nei Stati Uniti come “cura” per i
ragazzini
troppo vivaci disattenti a scuola, diagnosticati di (Deficit
dell’Attenzione
e Disordini Iperattività).
Un
appello:
Alla
cortese
attenzione delle Redazioni
stampa, radio, TV, siti web.
Alle Associazioni, ai
Parlamentari, ai Gruppi
Politici
Agli Insegnanti, ai Genitori, ai
Medici
Oggetto: Appello Nazionale
CGD e Psichiatria
Democratica contro l’Abuso di Psicofarnaci per i Bambini
Aderisci tramite: www.bloggers.it/nondroghiamoibambini
Oppure invia le adesioni
a: comitatodifesassn@libero.it
O tramite i siti: www.genitoridemocratici.it
- www.psichiatriademocratica.com
CGD via G. Cardano 135 - 00146
Roma tel. 06
- 5587336 fax 06 5585326 Puoi spedire i
moduli firmati al
CGD: fax
06 5585326 e-mail: cgdnaz@tiscalinet.it
nella
cura
della presunta “sindrome” ADHD
(deficit
di attenzione con iperattività) in bambini e adolescenti. Il
farmaco
è solo la punta di un iceberg di immense proporzioni: con quale
“cassetta degli attrezzi” si diagnosticano i disturbi di comportamento?
Vedi nel Diario di bordo
del sito Giù
le mani dai bambini molte
notizie interessanti ed elenchi di -
anche inaspettati - sostenitori.
un lungo spot a favore
del
consumo di psicofarmaci
classificati come stupefacenti, ieri sera, suLe
Invasioni Barbariche.
Una
scelta editoriale alquanto discutibile commenta il
Portavoce Luca Poma. Emilia Costa,
la psichiatra più nota
d’Italia,
aggiunge: messaggio
superficiale e pericoloso.
Interrogazione
parlamentare urgentesu La7
al Senato della
Repubblica
Perché
poi
contano
tanto i
"comportamenti", le irregolarità - o sregolatezze - dei
bambini/ragazzi e non quelle degli adulti? Visto che qui si trattano
situazioni "di disordine" in cui vengono
stigmatizzati "comportamenti abnormi" il punto chiave su cui si
dovrebbe
insistere molto ma molto di più dovrebbe essere quello della
"società civile" e
della "legalità" vigenti. Siamo in Italia dove sono in vigore Codici
Civile e Penale
anche di
recente aggiornati, dove il Ministero
della Salute
e degli Interni
dettano regole - più o meno condivisibili e apprezzabili - ma
pur sempre
"regole". Non siamo negli Stati Uniti o in altre Nazioni in cui vigono
leggi
peculiari e pertinenti a ciascuno: se da noi il Metilfenidato
si
trova nella Tabella
I degli Stupefacenti maggiori,
le ultime leggi non
ancora abrogate prescrivono pene severissime
anche solo per i possessori di
stupefacenti "minori"
in dosi più elevate dell'uso
personale.
E
che cosa sono le "leggi vigenti" e almeno le "regole di
comportamento"? malattie o convenzioni - anche ufficialmente
legalizzate - del con-vivere civile? Fino a prova contraria - che per
ora NON c'è - dal
1989 la Legge Italiana pone il Metilfenidato
nella
Tabella I
degli
stupefacenti maggiori (!):
va allora in galera chi ne detiene
più di
cinque compresse perché verrebbe equiparato ad uno spacciatore?
A La7 non
hanno tenuto conto della
delicatezza del tema: di 220.000 specialisti italiani che si sono
pronunciati contro questa "moda" delle prescrizioni facili sui
bambini... Ë stato di fatto un vero e proprio spot per la
promozione di una molecola di psicofarmaco - il metilfenidato - al
centro di roventi polemiche nella comunità scientifica e
nell'opinione pubblica e classificato in Italia dal Ministero per la
Salute nella tabella "stupefacenti" al pari dell'eroina.
(da
una mail di Luca
Poma, Portavoce di GiuLeManiDaiBambini).
DENUNCIATA “LA7": IL NOSTRO COMITATO DICE "NO" ALLA PUBBLICITA' DI
PSICOFARMACI PER I BAMBINI!
Con la preziosa consulenza dei nostri legali, è stato depositato
un esposto
contro la televisione La7,
la quale ha
promozionato, nell'ambito di
una propria trasmissione in prima serata, la somministrazione ai
bambini di molecole psicoattive classificate nel nostro paese come
sostanze stupefacenti.
E'
certamente una
pubblicità ingannevole e
pericolosa, tassativamente vietata nel nostro paese.
Prosegue
quindi
l'attività di Giù
le Mani dai
Bambini per la protezione del diritto
alla salute dell'infanzia: leggi il comunicato
stampa in
Press Release!
07-02-2007
09:36
(cioè ben NOVE mesi dopo!)
Egregi colleghi e
sostenitori, in
allegato un comunicato stampa con i dettagli della denuncia depositata
contro al televisione "La7", la quale ha promozionato in prima serata
la somministrazione ai bambini di alcune molecole psicoattive
classificate nel nostro paese come sostanze stupefacenti. La
circostanza è anche oggetto di un'interrogazione
parlamentare urgente in Senato.
Con preghiera di cortese diffusione,
COMUNICATO
STAMPA 07/02/07
Stupefacenti
ai bambini:
denunciata “La7”. Presentato esposto urgente al Garante della
Concorrenza e del Mercato: “la TV ha promozionato illegalmente l’uso
sui bambini di molecole psicoattive classificate come stupefacenti”.
Interrogazione parlamentare in Senato.
Il
caso è eclatante: per motivi tutti da chiarire, nel corso di una
trasmissione de La7 (“Le invasioni barbariche”)
è
stato promozionato l’uso sui bambini di due potenti molecole
psicoattive, entrambi agli onori delle cronache in questi
anni per
il discutibile rapporto rischio/beneficio: il metilfenidato, principio
attivo del contestato Ritalin®, e l’atomoxetina, che in un solo
mese di monitoraggio in USA ha fatto registrare centotrenta
casi di tentato suicidio (fonte: FDA USA).
Abbiamo
acquisito
la
registrazione della
trasmissione – ha dichiarato Luca Poma,
portavoce nazionale
di
“Giù le Mani dai Bambini”®, prima campagna indipendente di
farmacovigilanza in Italia (www.giulemanidaibambini.org)
– e, dopo
averla attentamente visionata e
aver raccolto i
pareri dei nostri esperti, abbiamo fatto predisporre e depositato
l’esposto: è gravissimo che si promozioni con questa leggerezza
in TV l’utilizzo di potenti psicofarmaci sui minori, ed ancor
più grave che si mandino in onda interviste che sollecitano
l’uso di una sostanza così delicata anche su chi non ha alcuna
patologia!
Durante la trasmissione, infatti, era
stata messa
in onda anche un’intervista ad una famiglia americana il cui figlio
assumeva Ritalin® per migliorare il proprio profilo comportamentale. Ma anche i genitori
del ragazzo lo
assumevano, senza alcuna necessità clinica, semplicemente per
migliorare le proprie performance lavorative e stimolare la propria
"creatività", consigliandone così l’uso senza riserve.
Il metilfenidato, principio base del Ritalin®,
era ancora inserito nel nostro paese nella Tabella I
del
Ministero della Sanità, al
pari di eroina e cocaina.
E’ certamente
una pubblicità ingannevole e pericolosa
– ha
affermato l’Avvocato Dario
Forasassi
del foro di Bologna, che ha predisposto la denuncia – in
quanto da un lato si fa promozione diretta al pubblico di uno
psicofarmaco, promuovendone la prescrizione, la vendita ed il consumo,
cosa tassativamente vietata nel nostro paese,
e
dall’altra non s’informano i
telespettatori di tutti
i profili di rischio di queste potenti molecole, qualora somministrate
a dei minori. Senza contare che nessuna delle persone in studio a La7
era uno specialista!.
Il Comitato ha tra l’altro richiesto la messa in onda da parte de La7
di una puntata de Le
invasioni barbariche di pari durata al fine di
riequilibrare
l’informazione rettificando il messaggio ai telespettatori.
Il Segretario
dell’Assemblea di
Palazzo Madama Senatore Maurizio Eufemiha
presentato un’interrogazione parlamentare urgente su questa
vicenda al Ministro delle Telecomunicazioni.
A voler
essere
precisi e LEGALI, è verissimo che esiste il
problema
delle prescrizioni
facili al
posto di interventi ben più
approfonditi, di prescrizioni "facili" per combattere o meglio per NASCONDERE
sintomi:
ma in questo caso infatti si deve mettere molto più in
evidenza che NON
di un "farmaco" si tratta ma di uno "stupefacente" della Tabella
I(stupefacenti
maggiori),
di quegli
stupefacenti così severamente
"punibili" dalle - spero - "penultime" leggi: bisognerebbe dedurre di
conseguenza che
chine
detiene più di cinque compressepotrebbe
venir
arrestato come spacciatore. Stupefacente
di
banale auto-prescrizione voluttuaria come evidenziato nella
trasmissione dalle interviste con i genitori del ragazzo (ben
dimostrata anche dalle loro espressioni "godute" giusto da "tossici")?
A questo punto non sarebbe
da desumere
che una
simile trasmissione non faccia solo apologia
di
reato ma ne proponga il protagonista come spacciatore
in
atto? E se molti
cosiddetti benpensanti
cercano di
contrastare questa legge: non sarebbe giusto proporre senza
mistificazioni e
ipocrisie un secco appello almeno alla
"legalità"? Genitori come quelli intervistati nella trasmission
che si vantano
di
assumere droghe
maggiori senza necessità terapeutica - che si
vantano
cioè di essere tossico-consumatori?
Altro che "moda", altro che
"terapia": non
solo apologia
di reato
ma reato in atto
davanti a
migliaia di telespettatori!
Ripetiamo:
il Ritalin
è metilfenidato,
un’amfetamina presente
nella tabella 1 degli stupefacenti insieme a cocaina,
amfetamine,
oppiacei, barbiturici e ketamina, tolto dal commercio in Italia fin dal
1989.
Non è
improprio il bellicoso termine fronte
qui
utilizzato: di una lotta senza quartiere infatti si tratta
poiché - se in
Italia nel 1989 non
solo era stato tolto dal commercio, ma anche bandito e criminalizzato
come stupefacente -
invece
sul fronte opposto continua a venir non
solo riproposto
ma anzi sollecitato
come farmaco indispensabile
(come da dossier dal
1995 al 2004).E
per di più: seSECONDO
LA
VIGENTE LEGGE
ITALIANA il metilfenidatoèancora
nella
Tabella I degli
Stupefacenti, dato che, come
effetto a breve termine aumenta
le prestazioni di qualsiasi
persona, per
analogia con
tutte le
altre amfetamine è
quindi
bandito dal Comitato
Olimpico Internazionalecomedoping.
Senza contare che non è
certo
illogico segnalarne un altro effettivo risvolto non ipotetico ma
documentato: i ragazzi
irrequieti
a cui può venir prescritto come farmaco possono anche farne un
uso differente: in termini e più espliciti lo
regalino se non
lo vendano. Infatti, per chiudere meglio il cerchio, val
la pena
segnalare - tradotto alla lettera - quanto afferma l'Ente
governativo
AmericanoU.S.
Drug
Enforcement Administration DEA sotto
la voce Methylphenidate
il
methylfendate ha
un alto potenziale di abuso... L'aumentato
utilizzo di questa sotanza per il trattamento dell'ADHD ha comportato
un parallelo incremento del suo uso fra gli adolescenti e giovani
adulti...I ragazzi
non hanno alcuna difficoltà ad ottenere metilfenidato dai
compagni di scuola o dagli amici a cui è stato prescritto.
Sono necessari grandi sforzi per salvaguardare
questa medicina a casa e
a scuola.
Comunque
se NON
erano caduti nel
vuoto gli
appelli [Appello
Nazionale
CGD e Psichiatria Democratica]contrari
a questamedicalizazione surretizia-
per cui ancora
nel 2006 e
questodoping in Italia
continua
a trovarsi nella Tabella 1 degli stupefacenti, i vespai
suscitati da questo
pseudo-farmaco sono solo la punta
di
un iceberg di immense proporzioni: le pseudo-diagnosi
medicalizzanti i disturbi
di comportamento.
...
ritiro del farmaco RITALIN
nella cura della presunta
“sindrome” ADHD
(deficit
di attenzione con iperattività) in bambini e adolescenti. ...la
casa produttrice, la Novartis
- una multinazionale farmaceutica - è sotto accusa per
collusione,
per aver fatto pressioni per promuovere
diagnosi di ADD
(Attention
Deficit
Disorder, N.d.T. ) e di ADHD,
uno sforzo promozionale di grande
successo,
volto ad incrementare il mercato del suo prodotto: il Ritalin.
Ovviamente,
la Novartis
nega l'accusa.
QUARTA
PUNTATA: una documentata presa di posizione contro l’ADHD a firma di un
autorevole team di medici, che sfata il mito secondo cui 'la
comunità
scientifica è compatta nel sostenere l’esistenza del disturbo'
Ecco
la quarta parte della serie di 8 pubblicazioni di articoli, relazioni e
studi che rispondono ad alcune importanti domande poste dai nostri
lettori: esiste l’ADHD? I disturbi comportamentali dell’infanzia sono
curabili con psicofarmaci? La pressione del marketing del farmaco
genera prescrizioni in eccesso ed alimenta gli abusi? La ricerca
scientifica è libera od è viziata e condizionata dalle
case
farmaceutiche? La salute dei nostri figli è realmente a rischio?
Stiamo
pubblicando settimanalmente il punto di vista di
autorevoli esperti, riprendendo testi già noti agli addetti ai
lavori –
resi però con linguaggio divulgativo – ed interviste mai
tradotte in
italiano, documenti inediti nel nostro paese e provocazioni di firme
note del mondo della medicina e della psichiatria italiana ed estera.
In questo quarto numero, Vi proponiamo una
documentata presa di
posizione contro l'ipermedicalizzazione nei disturbi del comportamento,
redatta da alcune grandi firme del mondo della medicina: come sfatare
il mito secondo il quale 'tutti gli addetti ai lavori concordano circa
l'esistenza dell' ADHD'.
Leggi l’articolo in rassegna
stampa
15-11-2005
20:47
Ansa
2005-07-19 14:44 Eccezionale progetto
pilota del Comune di Torino in collaborazione con GiuleManidaiBambini:
sentito
il parere positivo della Giunta
Comunale,
l’Assessorato per il Sistema Educativo ha “fatto propria” la nostra pubblicazione. Bambini
e
psicofarmaci: nuova emergenza
sanitaria, ristampandone un
congruo numero a propria cura e spese per una massiccia distribuzione
negli asili e scuole materne! Parte
così un importante progetto pilota in una città
all’avanguardia, con l’obiettivo di esportarlo poi in tutta Italia.
Venerdì ore 11:30 presso la Sala
Carpanini del Municipio
di
Torino,
nello storico stabile di Piazza Palazzo di Città, si
terrà la
conferenza stampa di presentazione del progetto. Sarà anche
l’occasione buona per porre domande sull’imminente
spettacolo di domenica 20 per la Giornata
Mondiale dell’Infanzia:
partecipate numerosi, giornalisti e non! 22-11-2005
17:08 Prosegue
il
Progetto Famiglia,
iniziativa 'pilota' con il Comune di Torino! Dopo
la conferenza stampa di presentazione della scorsa settimana, ecco la
prima sessione con i dirigenti scolastici e gli insegnanti della
città:
questo giovedì - 24/11 alle ore 15:30, presso la Biblioteca
Nazionale
di Piazza Carlo Alberto - si terrà un incontro di
informazione/formazione, con inoltre la proiezione di videoclip e la
possibilità di porre domande agli esperti sul tema
dell’iper-medicalizzazione dei bambini. Successivamente,
il Comune distribuirà a propria cura e spese
nelle scuole materne materiale marchiato GiuleManidaiBambini…
un progetto
pilota che
esporteremo in tutti i
capoluoghi di provincia!
ECCEZIONALE ADESIONE A
“GIULEMANIDAIBAMBINI”®: FEDERFARMA, ENTE RAPPRESENTATIVO DI OLTRE
16.000 FARMACIE IN ITALIA, DIVENTA CO-PROMOTORE DELLA NOSTRA CAMPAGNA
DI FARMACOVIGILANZA! Adesione
d’eccezione a Giù le
Mani dai
Bambini®: oltre sedicimila
farmacie
italiane diventano da oggi il potenziale e qualificatissimo veicolo del
nostro importante messaggio! Con una consapevole e calorosa
dichiarazione di adesione, il Presidente nazionale di Federfarma ha
fatto propria la nostra campagna di farmacovigilanza, nominando due
propri delegati nel nostro comitato etico, e garantendo il pieno
appoggio della loro struttura e della loro rete alle nostre iniziative
di sensibilizzazione! Leggi
il comunicato stampa in Press
Release,
con le dichiarazioni di Federfarma e del nostro
Portavoce
Nazionale…
Per
chi volesse
scaricare un breve filmato con l'intervento del Portavoce Luca Poma del
14 dicembre 2007 LE FARMACIE ‘AMICHE’ DI ‘GIU LE MANI DAI
BAMBINI’? ECCO COSA
NE DICE LA
STAMPA ITALIANA…E COSA DICE – IN
VIDEO – IL NOSTRO PORTAVOCE!
PSICHIATRI
CONTRO PSICHIATRI: MEETING INTERNAZIONALE A WASHINGTON CONTRO
LA PRESCRIZIONE DI PSICOFARMACI AI BAMBINI! Non
un movimento popolare o di vigilanza, bensì un meeting di
addetti ai
lavori: in
USA è sempre più accesa la polemica tra i medici
favorevoli
all'utilizzo di molecole psicoattive
sui minori e quelli contrari. Traduzione
in italiano della sintesi dei lavori del recente congresso dell'ICSPP
- Centro Studi
Internazionale di Psichiatria e Psicologia -
a Washington: prescrizioni, rapporti con le multinazionali dei farmaci,
abusi nell'"utilizzo": un'interessantissimo confronto a tutto campo,
che
include una seria
messa in discussione dell'approccio organicista al
disagio psichiatrico dell?infanzia!
Il
nostro Portavoce nazionale ha intervistato il Senatore Magda Negri. 59
anni, piemontese, Magda Negri siede per terzo mandato in Senato, nelle
file del PD, dopo una brillante carriera come funzionario di partito.
Da sempre vicina alle nostre posizioni, risponde a un’intervista ad
ampio raggio sulle tematiche da noi affrontate. Domanda:
Senatore, negli Stati Uniti c’è una pastiglia per tutto
ormai.... c’è
anche una chimica del cervello, ma un corretto approccio scientifico
consiste anche nel non cedere allo “scientismo” dello psicofarmaco e
comprendere che la scienza non consiste solo in pastiglie... D:
In tutto questo c'entra anche il marketing, interessi molto forti. Le
multinazionali ci salvano la vita con tanti farmaci preziosi, ma negli
ultimi tempi la pressione sui risultati di bilancio, sul guadagno, le
spinge ad abbassare l'età di prescrivibilità di prodotti
che invece
dovrebbero essere, come lei diceva, usati solo in casi limite e
principalmente per gli adulti. Quanto conta il marketing e quanto conta
la nostra etica nel dire NO quando il marketing si fa troppo invadente?
Informazioni
- precedenti - UFFICIALI italiane (maggio 2006): Il
metilfenidato
è uno stimolante
centrale:
come tale appartiene
ai
farmaci
d'abuso ed è incluso nella Tabella I degli stupefacenti. La
sua
commercializzazione venne sospesa in Italia nel 1989, su iniziativa
dell'azienda che allora lo produceva. Visto
il ruolo
del metilfenidato nel trattamento dello ADHD, l'elevata incidenza di
questa manifestazione in età preadolescenziale e l'assenza dal
mercato nazionale di farmaci alternativi, la Commissione Unica del
Farmaco e il Dipartimento del Farmaco del Ministero della
Sanità, in un incontro, hanno invitato NOVARTIS, attuale
titolare del Ritalin, a presentare richiesta per la registrazione del
farmaco e la sua commercializzazione in Italia (2000-2004). La
comunità scientifica internazionale è molto critica circa
l’opportunità
di somministrare farmaci psicoattivi ai minori, prova ne sia che il
principio attivo alla base di questi farmaci continua ad essere inserito
dal
Ministero della Salute nella tabella 1 (stupefacenti) al pari di
cocaina ed eroina.… La vera sfida è creare
una rete di protezione attorno a bambini, un’alleanza tra scuola e
strutture
sanitarie affinché si offrano risposte
concrete ma non
necessariamente farmacologiche.
RICERCA ESPAD/CNR:
UN MINORENNE ITALIANO
SU 10 USA PSICOFARMACI Gli adolescenti italiani a
rischio
abuso: psicofarmaci per “sballare” o per migliorare le performance
scolastiche. Enrico
Malizia (Professore di Farmacologia “La Sapienza”): situazione
grave, il loro cervello non è ancora formato, il danno
tossicologico al
sistema nervoso centrale è certo, inoltre danno dipendenza. Emilia
Costa
(Professore emerito di Psichiatria “La Sapienza”): Questi
giovani si sentono
già anziani. Luca
Poma (Giù le Mani dai Bambini): Da
tempo monitoriamo la situazione in Italia, ma per l’Istituto Superiore
di Sanità e per l’AIFA la situazione era sotto controllo:
sbagliavano.
Inquietudine,
instabilità, agitazione,
deficit di attenzione...
Riassumendo,
non si
deve
comunque
credere
non esistano malesseri
interiori,
se
non vere e proprie MALATTIE
psico-emotive
che
possono
venir riconosciuti da osservatori esterni TRAMITE
(ripeto: "tramite") particolari "comportamenti". E così
pure non
è
ammissibile credere
che l'infanzia, TUTTE le infanzie, si svolgano
in
una specie di edonistico limbo di spensieratezza
ignara.
Esistono
"comportamenti anomali" dovuti a
situazioni
banalissime (stanchezza, sonnolenza, attese eccitate, incubazione di
malattie
fisiche ed anche capricciosità
prepotente,
se non persino
effetti indesiderati di banali
addittivi
alimentari come i );
ma, con
maggior gravità di un adulto, un bambino può
esser
fortemente turbato
da dispiaceri,
preoccupazioni, se non sconvolto dalla prospettiva
di pericoli
- veri -
incombenti, o da - magari misconosciuti - traumi:
Ho
paura
come a nove anni
[alla notizia del rapimento di Moro], capisco lo sconcerto e la paura
di
S. di tre [vedendo le immagini della strage sui treni in Spagna] e la
serietà
[su argomenti "politici"] di R. a undici anni. Capisco come gli
adulti
spesso si rendano poco o per nulla conto di quello che gli accade
intorno (non
tutti per fortuna) e come di conseguenza prendano con
superficialità
e ignoranza i timori
giustificati di un
bambino!
Perché
poi
contano tanto i "comportamenti", le irregolarità - o
sregolatezze - dei bambini/ragazzi e non quelle degli adulti?
E
che cosa sono le "regole di comportamento": malattie o convenzioni -
anche ufficialmente legalizzate - del con-vivere civile? Infatti
inquietudine,
instabilità, agitazione,
deficit di attenzione, volubilità
e fatuità
ecc. NON sono
"malattia":
sono indici che ne segnano le CONSEGUENZE.
Vedi da
pag. 96 del DSM-IV
Ril
lemma F90.0:Disturbi
da Deficit di Attenzione e da Comportamento Dirompente,
e vedi anche da pag. 468 il Disturbo
post-traumatico
da StressF43.1.
E
infatti come mai
questi bambini migliorano la propria attenzione se gli si "presta"
più attenazione?
si
trova scritto in una delle
mail
citate sotto. Nei
paragrafi
successivi -
composti
da precise citazioni
altrui - poco viene aggiunto oltre a queste righe introduttive, e se in
qualche caso sono state omesse frasi di testo perchè reputate
ridondanti,
la loro cancellazione viene segnalata da una serie di punti (....).
Questa serie di citazioni derivano da una
"discussione"
che si era avviata in una mailing-list specialistica; e qui sono citate
nella forma originaria con le virgolette denotanti testo e
risposta,
omettendo per lo più i nomi ed ogni riferimento sia di chi
spedisce
che del destinatario (tranne un link concordante con l'intento di
questo
sito). Lo scopo di inserire, appesantendo di molto il testo, una
così
lunga e prolissa esposizione di mails semi-private, intercorsa
indipendentemente
da fattori di tempesitvità tra i partecipanti - scelti
professionisti
del settore di una lista specialistica - è appunto quello di
inserire
a loro volta i lettori di questa pagina nell'atmosfera di cicaleccio in
cui si sarebbe dovuto discutere su argomenti di basilare
importanza:
per coglierne come fossero spettarori di un filmato candid
camera le
ingenuità, le stizzose polemiche, le banalità e le
incomprensioni.
Discussione in rete
Ovviamente
di tempo
in tempo ricompare
in rete
o in sedi pedagogiche e/o politiche una serie di discussioni fra
specialisti
o fra altri interessati: quella sottocitata di parecchio anni fa viene
presentata tale e quale soltanto come uno dei tipici esempi.
Date: Thu,
17 May 2001 23:26:11 +0200
Reply-To:
Psychomedia Salute Mentale e Comunicazione
<PM-SMC@LISTSERVER.SICAP.IT>
Sender:
Psychomedia Salute Mentale e Comunicazione
<PM-SMC@LISTSERVER.SICAP.IT>
From:
xxxx
Subject:
Fwd: I: "disturbo di
deficit di attenzione e
di
comportamento
dirompente" dei bambini e ragazzini
X-cc:
psic-ita@psichiatria.unige.it
trasmetto alle liste questa
mail
inviatami dal responsabile di Terre des Hommes Italia, sperando che dia
luogo ad un dibattito in materia.
>From: xxxx
>To: xxxx
>Subject: I: "disturbo
di deficit
di attenzione e di comportamento
>dirompente" dei
bambini
e ragazzini
>Date: Thu, 17 May 2001
18:35:32
+0200
>Caro G.
>mi ha fatto piacere
sentirti anche
se un po' raffreddato!
>Ti allego l'e-mail che
mi ha mandato
la xxxx per l'argomento trattato.
>Credo sia interessante
approfondire
la questione e di conseguenza pensare ad
>un'iniziativa
(comincato stampa,
petizione o altro) se effettivamente questo
>farmaco ha le
caratteristiche
ed effetti descritti.
>A presto, J.
>From: xxxx
>To: xxxx
>Sent: Thursday, May
17,
2001 6:44
AM
>Subject: "disturbo di
deficit
di attenzione e di comportamento dirompente"
>dei bambini e ragazzini
>> Caro J.
>> vorrei
segnalare
un problema
che ha risvolti anche indiretti molto gravi
>> e proporre
dibattiti concreti
- e se possibile anche accesi - su di un
>> argomento ora
di
nuovo di moda
non solo in America: il farmaco
>> metilfenidato
(di
cui indico
anche il nome commerciale Ritalin, in
>> quanto da
tempo in
Italia non
più in vendita) prescritto e
>>
stra-prescritto in
America verrà
ora proposto di nuovo anche in Italia
>> contro il
"disturbo di deficit
di attenzione e di comportamento
>> dirompente"
dei
bambini e ragazzini.
>> (Accludo
qualche
citazione americana...
>> "Better
Children
through Chemistry
Article, presented by Meta News, on
>>
the use of drugs, particularly Ritalin, to combat ADD.
>>
Consumers Review Ritalin Consumers who use Ritalin report the
>>
benefits and side effects they experienced.
>>
Fight over
Ritalin is
heading to court Fight over Ritalin is heading to
>>
court
Company accused
of conspiring to create diagnosis By Toni
>>
Locy,
USA TODAY
The emotional debate over whether kids are placed
>> unnecessarily
on
Ritalin,the
medication used to treat
>>
hyperactivity,
is...
>>
>> Kurt Cobain
1967-1994: Ritalin
Harms 'Teen Spirit' Argument that
>>
Cobain's
suicide was caused
by being a "Ritalin child." ecc.ecc.)
>> A
questa
conclusione vorrei
arrivare: non chissà che "Scienza" con la
>> maiuscola, ma
anche il ... semplice
"buon senso" (con la minuscola)
>> indicano che
CHIUNQUE,
non solo ma *tanto più i bambini*, diviene
>> inquieto,
instabile, distratto, incapace di applicazione
magari troppo
>> "cordiale" e
vaniloquente quando
si trova in situazioni di grave stress
>> o di grave
preoccupazione....
>> "Non-Medical
Use
of Ritalin
{IPRC Factline} Producing cocaine-like
>> stimulant
effects,
snorted or
injected Ritalin is just the latest trend
>> in a
resurgence in
abuse of
stimulant drugs that recalls the "Speed Freak"
>> era of the
late
1960's"
>> Il Ritalin -
farmaco ufficiale
per adulti - è stato usato come
>>
anoressizzante-stimolante, come
la simpamina proprio perché è in fondo anche
>> chimicamente
un
analogo della
simpamina (droga da strada!!!), e come
>> questa
categoria
di sostanze
è' altrettanto ben "logico" che,
>> coprendo
con un falsa euforia i - VERI - DISPIACERI, restituisca (in >>
apparenza!)
al soggetto preoccupato o disperato un comportamento di >>
buona
"socializzazione".
>> Ma qui
si parla di bambini: come non preoccuparci davvero - noi adulti - >>
di
un bambino "agitato"? (cioé, in altri termini, di un minore che >>
esprime
segnali di allarme riguardanti probabilmente situazioni >>
ambientali
contro le quali dovrebbe piuttosto venir protetto).
>> Non sarebbe
cioé esattamente
un preciso DOVERE di noi adulti cogliere
>> questa
"iperattività"
come "segnale" e provvedervi?
>> (Per inciso
avevo
letto che
Kurt Cobain, citato sopra, era stato
>> violentato da
piccolo: sarà
poi stato anche iperattivo e trattato
>>
farmacologicamente...) ....
>> Domanda qui
molto
cattiva: sia
gli stimolanti, sia - e questo non va
>> dimenticato!
-
anche l'elettroshock
(di nuovo nel "prezziario" del
>> Sistema
Sanitario
Nazionale)
non saranno invece proprio funzionali a
>> "far
dimenticare" un accaduto terribile?
"Date:
Fri, 18 May 2001 22:46:12 +0200
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From:
xxxx
Subject:
Re: "disturbo di deficit di attenzione e di comportamento dirompente"
dei
bambini e ragazzini
Non ho molta esperienza con
questo
problema, quindi non so esprimermi sulle sue cause psicologiche o
biologiche
o entrambe. In maniera molto, molto, empirica, quando sono stato
consultato
per questo disturbo, ho consigliato di far assumere al piccolo un po'
di
caffe' al mattino; cio' con l'obiettivo, appunto, di stimolare
l'attenzione.
Nei pochi casi di cui ho avuto notizie successive, sembra che il caffe'
abbia migliorato un po' il comportamento (effetto placebo?).
Non so se altri colleghi
hanno
avuto la mia stessa esperienza; mi piacerebbe sapere qualcosa su questo
consiglio che ho dato.
Date:
Sun, 20 May 2001 22:15:07 +0200
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Subject:
Re: Fwd: I: "disturbo di deficit di attenzione e di
comportamento dirompente" dei bambini e ragazzini
----- Original Message -----
From: xxxx
To:
<PM-SMC@LISTSERVER.SICAP.IT>
Sent: Thursday, May 17,
2001 11:26
PM
Subject: [PM-SMC] Fwd: I:
"disturbo
di deficit di attenzione e di
comportamento dirompente"
dei bambini
e ragazzini
"omissis"
.........................................
Mi pare che il contenuto
della
lettera ricalchi una serie di luoghi comuni che hanno
impedito
per
anni, almeno in Italia, un corretto inquadramento e una adeguata
terapia
del Disturbo da deficit dell'attenzione e iperattività (ADHD).
Si
tratta di un disturbo riguardo al quale esistono centinaia di
pubblicazioni
scientifiche e che è riconosciuto dai principali sistemi
classificatori
internazionali compreso l'ICD 10 dell'OMS. Il pregiudizio e l'ignoranza
hanno impedito, solo in Italia, di trattare adeguatamente le forme
gravi
(!) di questo disturbo con l'uso degli psicostimolanti (solo
forme
lievi rispondono positivamente ad interventi psicologici e ambientali),
recando un danno irreversibile ai bambini (trattati
inopportunamente
con tranquillanti maggiori, con antidepressivi o, forse ancor peggio,
con
estenuanti quanto inutili psicoterapie) e alle loro famiglie.
Ho
conosciuto genitori disperati che hanno dovuto ricorrere all'estero per
procurarsi il metilfenidato e dare così
un'opportunità
terapeutica ai loro figli e salvarli da un destino segnato
dall'emarginazione
e dallo stigma. Altro problema grave
infatti riguarda
gli adulti , ex-bambini con ADHD grave non trattato, persone che a
motivo
del deficit dell'apprendimento, dell'impulsività,
dell'instabilità,
sviluppano gravi difficoltà relazionali
(pseudotossicodipendenti,
"balordi", "devianti" ) , spesso finiscono per
popolare le
patrie galere e che genericamente vengono connotati con l'etichetta di
"psicopatici". Per concludere: l'azione terapeutica degli
psicostimolanti
(la cui efficacia è comprovata da oltre 150 trial controllati)
non
si esplica attraverso un effetto euforizzante (e questo è
intuibile
visto che "paradossalmente" calmano bambini "agitati") e il disturbo ha
una genesi biologica e non reattiva o situazionale. Questo
naturalmente
non impedisce che interventi "psico" (terapeutici,
-pedagogici,
-educazionali, -ambientali, -sociali,ecc.) abbiano un ruolo
irrinunciabile
nel trattamento globale del disturbo.
Date:
Tue, 22 May 2001 08:02:26 +0100
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Subject:
Re: Fwd: I: "disturbo di deficit di attenzione e di comportamento
dirompente" dei bambini e ragazzini
X-cc:
xxxx
(da una
corrispondenza
con Telefono
Azzurro e con Terre des Hommes):
"Torno invece al più
importante
argomento citato: NON è dell'aspetto farmacologico che mi
preoccupo
in quanto tale: è che l'"iperattività" (aprirei dieci
virgolette
non solo le ".."...) si manifesta (sempre? spesso? talvolta?...) dopo e
durante traumi che possono aver raggiunto situazioni di rilevanza
PENALE; il fatto
di "agire" sul bambino per ovviare
alle
conseguenze di fastidio ambientale da lui messo in atto, mi sembra
quanto
meno una... tecnica *omertosa*.
Aggiungo: esiste un
"soccorso"
per i vecchietti scippati e i loro successivi comportamenti a-sociali
(ma
... per fortuna ;->>> , nel caso dei
vecchietti
di chiusura non di "iperattività" ; ->>)
e
per i bambini invece ...
>Mi pare che il
contenuto della
lettera ricalchi una serie di luoghi comuni
>che hanno
impedito per anni,
almeno in Italia, un corretto inquadramento
>e una adeguata terapia
del Disturbo
da deficit dell'attenzione e
>iperattività
(ADHD).
omissis...
Date:
Fri, 18 May 2001 10:03:46 +0200
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From:
xxxx
Subject:
Re: R: [PM-SMC] Fwd:
I: "disturbo di
deficit
di attenzione e di
comportamento dirompente"
dei bambini e ragazzini
In una struttura per
minori, in
cui ho lavorato, ho avuto modo di osservare diversi adolescenti con
disturbo
borderline e due bambini, di 11 anni, affetti dal cosiddetto disturbo
di
deficit di attenzione.
Uno dei bambini, inserito
piu'
a lungo, mi ha permesso una piu' ampia osservazione. Il comportamento
pare
effettivamente gravissimo e disturbato molto aldila' del deficit di
attenzione:
il bambino era in preda ad una irrequietezza senza tregua, spesso
aggressivo
sul piano verbale e fisico, spesso con comportamenti erotizzati
generalizzati
ed incongrui sia nella modalita' sia nell'oggetto
(altri
compagni, animali,
adulti).
Questa l'osservazione. Il
punto
che vorrei porre e' pero' un altro. Nell'anamnesi di tutti questi
adolescenti
(quelli con cd disturbo borderline) era presente un pregresso disturbo
di deficit di attenzione, piu' o meno grave (tanto da venire piu' o
meno
segnalato a specialisti o osservato dai genitori). In altri termini,
tutti
gli adolescenti che presentevano un disturbo del comportamento con le
caratteristiche
che rientrano nel borderline (impulsivita', tendenza agli agiti,
intolleranza
alla frustrazione, difficolta' nelle realzioni, ecc...) erano stati
bambini
iperattivi.
Alcune caratteristiche del
nucleo
familiare sembravano anche riproporsi, quali l'assenza di padre
(deceduto,
in galera, o debole come figura), la presenza monoparentale di una
figura
materna presente ma ambivalente, e cosi' via. Mi sono pertanto chiesta
se il disturbo di deficit di attenzione sia realmente una sindrome a
se',
o se altro non sia che l'espressione
nell'eta'
infantile di una sofferenza psichica che piu'
tardi si
organizzera'
in un disturbo del comportamento, in bambini che siano precocemente
esposti
ad una scarsa tenuta dei loro impulsi e della loro rabbia.
Resta valida la descrizione
della
costellazione comportamentale, ma sulla sua specificita' forse
bisognerebbe
interrogarsi (e senz'altro qualcuno l'avra' gia' fatto), e inserire il
tutto in uno spettro, in una continuita' che forse
ci aiuta a restituire piu' senso ad un comportamento tantodirompente
e, alla lunga, emarginante per il bambino.
Date:
Fri, 18 May 2001 07:59:47 +0200
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From:
xxxx
Subject:
R: [PM-SMC] Fwd: I:
"disturbo di deficit
di attenzione e di
comportamento
dirompente" dei bambini e ragazzini
Far dimenticare
l'ACCADUTO TERRIBILE non serve se prima non lo si è
coscentizzato,
elaborato e riparato.Dimenticare ,senza risolvere permette la
persistenza
del fantasma autodistruttivo,che può riattivarsi e
ri-attualizzarsi
in qualsiasi momento ,essendo un a bomba emozionale permanentemente
innescata.
Ciao G., ciao J.,
xxxx
( l 'attenzione e la
prevenzione
nei confronti dei bambini sono ancora superficiali , da tanti anni di
osservazione
mi rendo conto che i bambini,come tutti gli esseri deboli e indifesi
non
sono amati,richiedono troppe assunzioni di responsabilità
e tempi di attenzione e cura)
Date:
Wed, 23 May 2001 16:35:15 +0200
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xxxx
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From:
xxxx
Subject: finalmente
si
parla di bambini
Content-Type: text/plain
Salve a tutti!!
Sono in lista da qualche
mese ma
sono stata molto contenta di leggere finalmente che ci sono anche
colleghi
che lavorano con i bambini. Mi chiamo S. e lavoro come psicologo presso
un ospedale pediatrico dellamia città (Palermo), oltre ad essere
una specializzanda della scuola
Tavistock di Firenze in
psicoanalisi
infantile. Per quanto riguarda il DDAI, mi trovo d'accordo con quanto
scritto
da alcuni colleghi, in particolare . Credo che il problema
sia
antico,
ossia da riferire all'assenza - precocemente esperita - di un
contenitore
materno che offra al bambino la possibilità di tollerare
l'angoscia
della propria aggressività e onnipotenza. Non sono molto
convinta
della genesi sempre traumatica ( o relativa ad un abuso), ma nella mia
esperienza non grandissima di consulenza con questi bambini, credo che
sia più corretto parlare di un evento scatenante, che può
anche essere l'assenza materna in un particolare momento o un suo
episodio
depressivo in età precoce del bambino. Inoltre non è
sempre
chiaro quanto il problema, di volta in volta, dipenda da una componente
organica e quanto da fattori ambientali. In ogni caso ho osservato che
può essere utile, ma non risolutivo, aiutare i genitori a
riflettere
sulle proprie emozioni di fronte ad un bimbo incontrollabile,
aggressivo
e provocatorio. Infine,credo che rimedi artigianali (tipo il
caffè
la mattina, come ho letto in lista inorridita) siano assolutamente
inutili...Se
quel bambino è stato meglio, non sarà stato certamente
per
il caffè. Mi auguro di poter leggere ancora sull'argomento
"bimbi".
Date:
Wed, 23 May 2001 17:11:25 +0200
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Re: finalmente si parla di bambini
X-To:
xxxx
At 16:35 +0200
23-05-2001, xxxx
wrote:
>Salve a tutti!!
>Sono in lista da
qualche mese
ma sono stata molto contenta di leggere
>finalmente che ci sono
anche colleghi
che lavorano con i bambini.
certamente ed esiste anche
una
lista specialistica apposita PM-INFAD "Infanzia e adolescenza" in cui,
volendo, si potrebbe dibattere su questo tema, discutendo argomenti,
articoli
e materiale clinico a cominciare ad esempio dagli Atti del IV Convegno
Nazionale di Psicoterapia dell'Adolescenza "Figure della violenza in
adolescenza"
(Alghero, 6-7 ottobre 2000), le cui relazioni e comunicazioni sono
state
recentemente pubblicate su PM all'interno del sito web della rivista
telematica
AeP "adolescenza e psicoanalisi", diretta da Arnaldo Novelletto http://www.psychomedia.it/aep/index.html
oppure dal materiale
pubblicato
a Marzo nello "speciale pedofilia" di PM, che trovate nelle aree
Criminologia,
Abuso e Maltrattamento, Cibercriminologia: http://www.psychomedia.it/pm/human/crimindx1.htm
"M. Strano, E. Perotti, V.
Gotti,
P. Germani, M. di Giannantonio
- (PM, 21 Febbraio 2001
- L'analisi del comportamento dei pedofili: una griglia di analisi
criminologica
M. Strano, G. Errico, P. Germani, R. Buzzi, V. Gotti - (PM, 16
Marzo 2001
- Aspetti eziologici della pedofilia: una raccolta essenziale di
contributi teorici
M. Strano, P. Germani, V. Gotti, G. Errico - (PM, 16 Marzo 2001
- La diagnosi clinica e la terapia della pedofilia http://www.psychomedia.it/pm/answer/abusndx1.htm
Convegno di
presentazione
delle "Linee Guida per la Prevenzione e la Cura di Violenze e Abuso
sui Minori", organizzato dall'Ass.to Salvaguardia e Cura della Salute
della
Regione Lazio
Deliberazione della Giunta Regionale del Lazio, 13 luglio 1999, n. 3846
Linee-Guida per la prevenzione e cura di violenze e abuso sui
minori
Jérome Laederach - (PM, 22 Marzo 2000)
- Riflessioni sugli abusi sessuali nel bambino: studio in prevalenza di
Ginevra
M. Strano, V. Gotti, P. Germani - (PM, 16 Marzo 2001
- Gli indicatori psicologici e medico-legali dell'abuso sessuale sui
minori
Franca Pezzoni e Cosimo Schinaia - (PM, 11 giugno 2002)
- La relazione pedofila
Associazioni
Associazione Rompere
il Silenzio
Nell'area di PM-TR "Disagio familiare, Separazioni e Affido dei Minori"
Annamaria Bernardini De Pace - (PM, 11 Maggio 2000)
- La denuncia di abuso nel contesto dell'azione giudiziaria di
separazione
Malacrea, Lorenzini - (PM, 10 Luglio 2002)
Bambini abusati: linee guida nel dibattito internazionale http://www.psychomedia.it/pm/pit/cybcri-ndx1.htm
Articoli
Strano M., Gotti V., Germani P, Quarello D., Buzzi R. (PM, 16 Marzo
2001)
- La pedofilia e internet
Della Marianna M., Verrengia A. (PM, 16 Marzo 2001)
- Una ricerca sulla pedofilia in internet: bambini virtuali in rete
M. di Giannantonio, M. Strano, A. Verrengia, C.M. L'Occaso - (PM, 16
Marzo
2001)
- Alice nella rete delle meraviglie: esperienze di cyberpedofilia
M. Strano, V. Gotti, R. Medici, P. Germani - (PM, 24 aprile 2001)
- Le
sette sataniche su internet: una ricerca esplorativa sui contenuti
illegali
on-line
Strano M., Kertesz C., L'Occaso C. M., di Giannantonio M., De Risio S.
- (PM, 18 Maggio
2001)- Gli indicatori
psicologici e
medico-legali dell'abuso sessuale sui
minori
Franca Pezzoni e Cosimo Schinaia - (PM, 11 giugno 2002)
- La relazione pedofila
Strano M., Kertesz C., L'Occaso C. M., di Giannantonio M., De Risio S.
- (PM, 18 Maggio
2001)
- Aspetti personologici degli hackers: uno studio clinico
Strano
M., Di
Giannantonio
M., Marotta G., Badalamenti G., Terrana A., Caparesi C., Basile
A.
(PM, 6 dicembre 2001)
- Internet e pedofilia: un'indagine pilota sui rischi per i minori
Strano M., Buzzi R., Gotti V., Gentile F. - (PM, 6 dicembre 2001)
- Internet e pedofilia: un'indagine pilota sulla percezione del rischio
tra i genitori
Strano M., Gotti V. , Bedetti M ., Gentile F., Neigre B., Mattiucci M.
- (PM, 4 Febbraio 2002)
- Un assessment criminologico per i giovani hackers
Corradini I., Strano M., Gotti V., - (PM, 5 Marzo 2002)
- Il computer crime nelle aziende: indagine pilota sulla percezione del
crimine tra dipendenti
Gotti V. , Strano M. , Neigre B. - (PM, 6 aprile 2002)
- Applicazione di un assessment criminologico per lo studio di casi: un
giovane hackers
Strano M. - (PM, 7 Maggio 2002)
- Relazioni digitali e comportamenti devianti
o da quant'altro vorrete
mettere
a disposizione dei colleghi interessati
Date:
Sat, 26 May 2001 06:33:47 +0200
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Subject:
Re: finalmente si parla di bambini
> Infine, credo che
rimedi artigianali
(tipo il caffè la mattina,
> come ho letto in
lista
inorridita)
Addirittura!! Guarda che
parlavo
del semplice caffe', quello che prendiamo ogni mattina, mica della
cicuta
:-)) Chiaramente, parliamo da prospettive differenti; il tema era stato
avviato dalla mail sull'introduzione in Italia del metilfenidato per il
trattamento del DDAI, sulla scorta degli
studi nordamericani.
L'utilizzo
della caffeina avrebbe, a mio modesto parere, il medesimo razionale: la
stimolazione della funzione attentiva che pare sia deficitaria in
questi
bambini. La caffeina stimola indubbiamente l'attenzione; se la sua
somministrazione
sia di una qualche utilita' nel DDAI ho i miei dubbi pure io (li
esprimevo
chiaramente); pero'...un bello studio non e' stato fatto, e sino ad
allora
possiamo dire che e' intile, cosi' come possiamo dire che e' utile. La
mia empirica proposta era alternativa al metilfenidato, non certo al
trattamento
psicanalitico. Altra prospettiva e' quella delle cause, nell'ottica
psicanalitica
o in quella neurobiologica. Ricordo uno psicanalista che scrisse: "La
biologia
e' veramente un campo dalle possibilita' illimitate, dove ci dobbiamo
attendere
le scoperte piu' sorprendenti; non possiamo quindi indovinare quali
risposte
essa potra' dare, tra qualche decennio, ai problemi che le abbiamo
posto.
Forse queste risposte saranno tali da far crollare tutto l'artificioso
edificio delle nostre ipotesi". (un premio a chi ricorda il nome dello
psicanalista ed il libro da cui e' tratta la citazione).
Chiedo scusa per la
provocazione,
e mi autoammonisco per "provocato inorridimento" dell'animo gentile di
una psicologa ;-))))))))
Date: Sat, 4 May 2002
06:43:31
+0100
To: xxxx
From: xxxx
(Arca Viola)
Subject: Re: [PM-SMC] ADHD
e Ritalin
> Ho
notizie
contraddittorie e spesso terrificanti sul Ritalin e su l'ADHD. Qualcuno
vorrebbe >
darmi
ragguagli?
Esattamente un anno fa - maggio
2001 - in lista c'è stata una nutrita serie di mails su
quest'argomento.
Ma se ADHD venisse invece tradotto con un termine più
colloquiale
"estrema inquietudine"
non ci
troveremmo
forse invece nel campo del PDSD - disturbi post-traumatici - se non del
DESNOS (DESNOS Disorder
of Extreme Stress Not Otherwise Specified)?
"Il DESNOS è
caratterizzato
da una forma grave e persistente di disturbi tipici dei PTSD, ed
è
particolarmente refrattario alle terapie. Nel DESNOS sono spesso
presenti
gravi disturbi dissociativi, forti difficoltà nella costruzione
e mantenimento di relazioni interpersonali stabili, significativi
sintomi
somatici e di abuso di sostanze. E' spesso correlato con patologie di
asse
2 (ed in particolare con i disturbi borderline). Secondo alcuni autori
la comorbilità tra disturbo borderline di personalità e
DESNOS
deriva "naturalmente" da gravi traumi infantili che esitano in una
specifica
(e critica) strutturazione della personalità.
(da una mail in lista di L.
P.
Mon, 10 Dec 2001)
E da una mail diretta non
alla
lista ma all'organizzazione Terre
des Hommes (Child Rights Department Terre des
hommes Italia
Sito
Internet www.tdhitaly.org) 17 maggio 2001
vorrei segnalare un
problema
che ha risvolti anche indiretti molto gravi e proporre dibattiti
concreti
- e se possibile anche accesi - su di un argomento ora di nuovo di moda
non solo in America: il farmaco metilfenidato (di cui indico anche il
nome
commerciale Ritalin) prescritto, estra-prescritto
in America verrà ora proposto di nuovo anche in
Italia
contro
il "disturbo di deficit di attenzione e di comportamento dirompente"
dei
bambini e ragazzini.
.....
>A questa conclusione
vorrei arrivare:
non chissà che "Scienza" con la maiuscola, ma anche il ...
semplice
"buon senso" (con la minuscola) indicano che CHIUNQUE,
non solo ma *tanto più i bambini*, diviene inquieto, instabile,
distratto, incapace di applicazione magari troppo "cordiale" e
vaniloquente
quando si trova in situazioni di grave stress o di grave
preoccupazione....
>"Non-Medical Use of
Ritalin {IPRC
Factline} Producing cocaine-like stimulant effects, snorted or injected
Ritalin is just the latest trend in a resurgence in abuse of stimulant
drugs that recalls the "Speed Freak" era of the late 1960's"
>Il Ritalin
- farmaco ufficiale per adulti - è stato usato come
anoressizzante-stimolante,
> come la simpamina
proprio perché
è in fondo anche
>chimicamente un
analogo
della
simpamina (droga da strada!!!), e come questa categoria di
> sostanze è'
altrettanto
ben "logico" che, coprendo
con un falsa
euforia
i - VERI - DISPIACERI, > restituisca (in apparenza!) al soggetto
preoccupato
o disperato un comportamento di buona > "socializzazione".
>Ma qui si parla di
bambini: come
non preoccuparci davvero - noi adulti - di un bambino "agitato"?
(cioé, in altri termini, di un minore che esprime segnali
di allarme riguardanti probabilmente situazioni ambientalicontro
le quali dovrebbe piuttosto venir protetto)?** Non sarebbe cioé
esattamente un preciso
DOVERE di noi adulti
cogliere
questa "iperattività" come "segnale" e provvedervi? (Per
inciso avevo letto che Kurt Cobain, citato sopra, era stato violentato
da piccolo: e - quindi! - sarà poi stato anche iperattivo e
trattato
farmacologicamente...) ....
>Domanda qui molto
cattiva: sia
gli stimolanti, sia - e questo non va dimenticato! - anche l'ELETTROSHOCK
(di nuovo nel "prezziario" del Sistema Sanitario Nazionale) non saranno
invece proprio funzionali a "far dimenticare" un accaduto
terribile? Da
una maildel 2006: Notizia
dei
giornali. Approvata
l'indicazione di prozac e altri ssri ai bambini. ... In
base
alla mia esperienza, dal '73 al 98 in
reparto npi, dal 98 al 2001 in servizio ospedaliero di psicologia
clinica,
dal 2001 in poi in npi territoriale, NON ESISTE LA DEPRESSIONE
NEI BAMBINI come malattia. (Non parliamo poi della Sindrome Bipolare in
cui sta
finendo ogni questione di comportamento e oppositività). Ho dei
dubbi che esista negli adulti. ... Non ho mai visto bambini 'depressi'
(ma neanche
adulti) in cui non ci fossero situazioni a cui lo stato d'animo era
collegato. Se negli adulti i
fattori ambientali
possono essere persi nel tempo, nei
bambini se uno è minimamente
attento
sono sempre identificabili. Primo non
nuocere:
sono sicuri tutti di attenersi a questa
fondamentale massima?
Nel luglio 2006 la Società
Italiana di Pediatria si appella al Ministero:
Pediatria:
Sip appello alla Turco per visite obbligatorie fino a 6 anni
Affidare
al
pediatra di famiglia il compito di segnalare alla Asl di
riferimento i piccoli pazienti che non vede da almeno un anno,
affinché
sia avviato un opportuno contatto con la famiglia. I
bambini che subiscono
piccoli o grandi maltrattamenti,
sia fisici
che psicologici, all'interno delle mura domestiche -
afferma in
una
nota Giuseppe
Saggese,
presidente della
Sip - sono purtroppo
tanti, ma spesso se ne viene a conoscenza solo quando per la loro
gravità diventano notizie di cronaca o quando gli stessi
genitori
arrivano in pronto soccorso. E se a volte questi atti di violenza sono
frutto di poco prevedibili raptus di follia, molto più spesso si
ripetono in modo abitudinario. Anche nel recente tragico caso della
bambina romana morta a causa delle percosse ricevute in famiglia pare,
a quanto si è appreso dai giornali, che vi fossero sul suo
corpicino
segni di percosse precedenti all'evento risultato fatale. Questa
emergenza dovrebbe imporre a tutti, ma soprattutto a coloro che per
ruolo o professione sono a più stretto contatto con l'infanzia,
un'attenta riflessione sulla possibilità di intervenire
più attivamente
e cercare di fare
prevenzione. E a questa riflessione non ci sottraiamo
noi pediatri, che ci consideriamo non solo i medici curanti dei nostri
piccoli pazienti, ma i custodi del loro complessivo benessere
psicofisico.
Si
tratta comunque
sia di un argomento "scottante" in grado di "rivitalizzare" con
sporadica intensità anche liste di discussione per
"sonnecchianti" per la maggior parte del tempo.
Vedi l'acceso e sostenuto scambio di mails nel febbraio 2007 tra
singoli componenti della lista di Pshychomedia, l'intera lista e
l'organizzazione Giulemanidaibambini.
Indifferenza
e
superficialità
Come si deduce dalla lettura di queste mails, come pure in tutte le
discussioni succcessive, nessuno degli intervenuti ha affrontato
direttamente il problema nei suoi VERI aspetti e differenziazioni,
né ha cercato di definirne meglio le connotazioni anche in vista
delle eventuali
origini sia scatenanti, sia di fondo: tanto meno con
l'intento di provvedervi in modo non solo sintomatologico. Ciascuno ha
cercato di affermarsi nella discussione come se ogni situazione - di
"cura", di "cause" di sintomi... - fosse l'unica; come se non potessero
esistere motivi molto diversi anche come gravità tra le cause
dell'inquietudine - fino all'agitazione dirompente e/o mancanza di
attenzione - che può andare dalla noia infastidita e da veri
pensieri più profondi nel bambino rispetto a quanto gli si
vorrebbe insegnare (vedi ad esempio ... Einstein pessimo scolaro!) fino
invece ad un vero stato catatonico - che ora si usa definire autistico.
Ad esempio nel caso "del caffé": nessuno si è posto il
dubbio, almeno il dubbio che il bambino "agitato" fosse invece molto
STANCO o per impegno scolastico eccessivo o per orari poco adatti della
famiglia? Si parla e pontifica tanto di prevenzione confondendo la vera
Prevenzione
Primaria con una più o meno mirata Terapia
Precoce:
ma quanto seriamente bisognerebbe comunque ricordare che la cura della
patologia e del disagio infantili sono la vera prevenzione della
sofferenza dell'adulto?
Noi e psicologi dell'infanzia sono
stati
subissati dalle richieste di insegnanti, scuole e genitori per
'certificare' come handicappati una quantità di bambini e
ragazzi con difficoltà scolastiche. Non valgono ragioni di
sorta, rischi di 'effetti collaterali' che spesso riscontriamo a
distanza come consegnuenza dello stigma di 'handicap' assegnato a
soggetti che handicappati non sono. Alunni con svariate
difficoltà scolastiche (comportamento e /o apprendimento,
iperattività, disturbi cosiddetti 'specifici'
dell'apprendimento, per non parlare di bambini stranieri, di recente
immigrazione, bilingui, zingari, emarginati, ecc) devono venire
trasformati in handicappati per poter avere insegnanti di sostegno,
assistenti scolastici ecc. ... La 'coperta' è stata tirata a
coprire ogni problema e ogni magagna della scuola e delle istituzioni
sociali di fronte ai problemi crescenti di natura sociale e psicologica
che si manifesta nei bambini in età scolare: sconvolgimenti
sociali, dissesti familiari, carenze educative crescenti, scontri di
culture diverse. Ogni tentativo di differenziare i problemi e gli
interventi cade nel vuoto, di fronte alla sordità delle
istituzioni ...
Di fronte a emarginazioni di tutti i generi, di fronte a maltrattamenti
e abusi, persino di fronte a conseguenze di abusi strutturati magari in
atto, "banalità" come una "normale" stanchezza e il relativo
disadattamento diurno sembrano fatti irrisori e quasi da disprezzarsi:
ma in questo clima di indifferenza e superficialità
generalizzate una pervasiva trascuratezza imperante rimescola, confonde
e amalgama ogni fatto in un unico calderone di cause e di conseguenze.
Esagerate, sottovalutate e/o misconosciute piccole cause mal capite e
peggio gestite - in sé invece almeno all'inizio facilmente
ovviabili - possono diventare foriere di circoli viziosi di gravi
disadattamenti; mentre i peggiori crimini e la loro ripetibilità
impunita possono ancor più imperversare ancora aggravati nelle
conseguenze dalla cronicizzazione jatrogena dei danni. (Vedi nella
pagina Infanzia: eziologia e trattamento questa cultura anti-infantile
stigmatizzata con efficacia per mezzo di ridicole esagerazioni). In
questa successione di mails, come purtroppo in generale e ovunque, si
nota una mancanza di prospettiva storica in senso opposto a quanto
affermato da Delgado: nessuno collega insieme le sequenze di eziologie
e patogenesi, di cause, conseguenze, manifestazione delle conseguenze e
loro attuarsi nel TEMPO;
nessuno, se non marginalmente, prospetta l'assioma che spesso
l'occuparsi delle CAUSE e dei nessi causali (questo è il
significato dei termini tecnici: eziologia e patogenesi) contribuisce
potentemente non solo alla prevenzione primaria ma alla stessa terapia,
mentre l'ignorarli è come minimo la via ad una cronicizzazione
deficitaria.
Non etichettare il tuo bambino: parlagli...
non
etichettare il tuo bambino: parlagli
Questo vale in generale per tutti i casi personali, per tutti i casi di
situazioni di disagi di ogni genere, compresi i troppo spesso non
riconosciuti o mistificati abusi sessuali. E purtroppo esistono pure e
ben nascosti - in "paesi civili" del cosidetto Primo mondo
e in
tempo
di apparente florida pace - casi gravi e gravissimi risalenti ad azioni
criminose. Ecco che allora i "pazienti" cresciuti - gli "ex-bambini
agitati" - se non gli stessi bambini ora ASCOLTATI,
possono non solo raggiungere una vera guarigione individuale, ma
potrebbero divenire a loro volta importantissimi testimoni e di
conseguenza eventuali "salvatori". Ma - e non solo per
omertà voluta! - partendo da sintomi mal diagnosticati e da
testimonianze scambiate per deliri, da rivissuti non accettati... ben
difficilmente si potrà veramente "guarire", anzi "salvare"
questi pazienti (che invece potranno anche diventare a loro volta
criminali). Senza occuparsi con coraggio di snidare le VERE cause delle
loro sofferenze non si potrà provvedere ad evitare in futuro
altre tragedie - e magari collettive - né si potranno proteggere
molti bambini - e adulti - da analoghi traumi magari gravissimi. E qui
è da aggiungere un pressante richiamo contro l'ottusità e
l'ipocrisia imperanti: sarà pure importante occuparsi di
impedire a valle la diffusione di utilizzo voyeuristico di pratiche
perverse, ma per SALVARE
altri
bambini bisognerebbe cercare - con altrettanta se non maggiore energia
e diffusione di conoscenza - di individuare e quindi di impedire A MONTE
questo "utilizzo": "utilizzo" non solo visivo di IMMAGINI ma realmente
FISICO sui corpi. Il piangersi addosso del solito modo giornalistico
discontinuo e sentimentale - cioè in fondo SADICO
- per
l'utilizzo
voyeuristico SUCCESSIVO degli abusi su bambini, oppure per singoli casi
"disgustosi" (!) riguardanti persone da poco, non
contribuisce
certo a diminuire nella popolazione gli impulsi perversi: non fa altro
se mai che stuzzicare in alcuni curiosità e "voglie".
Fonte: La
Stampa,
06 Aprile 2009 – pagg. 1 + 8/9 Di: Daniela Daniele
ROMA
Ragazzi di
vetro. Che
chiedono aiuto agli psicofarmaci in
una corsa
ossessiva al fai-da-te.
Per placare l’angoscia, dovuta spesso ai risultati scolastici scadenti,
o perché,
moderni
alchimisti, hanno imparato a mescolare le sostanze all’alcol e alle
droghe e a
trovare un fugace
divertimento che li faccia sentire per qualche ora «al
massimo» e
competitivi.
Il rapporto annuale Espad (European School Project on
Alcool
and Other
Drugs),
progetto europeo di indagini sull’uso di alcol, droga e sostanze
psicoattive
nelle scuole,
curato per la parte italiana dall’Istituto di fisiologia clinica del
Cnr di Pisa,
ha misurato la
portata del fenomeno. In Italia, un adolescente su dieci utilizza impropriamente psicofarmaci. La
ricerca
ha indagato nel dettaglio le abitudini dei ragazzi tra i 15 e 16 anni in
35 Paesi
europei.
Lo studio - spiega Sabrina
Molinaro,
ricercatrice dell’Istituto - indaga non solo l’uso di psicofarmaci, ma anche quello
di sostanze
illegali e alcol. Ma mentre i numeri riferiti a droghe e alcol si mantengono
più o
meno costanti, stupisce
e allarma l’aumento del ricorso
senza
ricetta a sostanze psicoattive: dal 6 per cento del 2003
al 10
per cento
di oggi». La
media europea è invece attestata sul 6 per cento. C’è poi
anche una
leggera crescita,
dell’1 per cento, degli studenti che riferiscono di consumare alcol insieme con questi medicinali.
In particolare - precisa la dottoressa Molinaro - emerge che a fare uso di
psicofarmaci
sono più le ragazze (13 per cento) rispetto ai ragazzi (7 per cento). Quali
prodotti
preferiscono? E dove riescono a procurarseli? Spesso nell’armadietto di casa,
visto che
il consumo di queste sostanze in Italia è in crescita. Ma anche attraverso
internet.
La cosa che stupisce - continua
la
dottoressa
Molinaro - è
che i giovani dichiarano di sapere a che cosa servano i farmaci e
cercano
prodotti per
l’insonnia, per regolare l'umore (antidepressivi), per
l'iperattività (inclusi
vari anfetaminici)
[Coma etilico?
detto in termini più rozzi: ubriaco
fradicio]
ALCOL (Alcol Etilico, Etanolo, Vino,
Birra,
Whisky Rum, Tequila, Grappa, Cocktail, Aperitivi, etc...)Coma
etilico:
L'ingestione di una
forte
quantità di alcol in poco tempo può provocare una vera e
propria overdose,
con
conseguenze che possono diventaremortali.]
Alle
nove di un qualunque mattino di una scuola superiore, uno
studente
del 1° anno è stato trasportato d'urgenza al pronto
soccorso: diagnosi, coma
etilico.
Il Preside dell'Istituto mi ha invitato a
dare un contributo con la mia testimonianza. Mi sono recato
all'appuntamento con angoscia, di fronte a un episodio
davvero grave; la
sensibilità della parola deve camminare con la
responsabilità del confronto.
Nel dialogare per conoscere le problematiche della trasgressione che
diventa spesso devianza, di come e quanto nell'assunzione di sostanze,
nella più grande discesa c'è solamente la più dura
salita, lo spavaldo
di turno mi diceva che lui la canna la fumava, ma non si considerava
assolutamente un drogato.
Un altro simpatico provocatore mi sgridava, perché a suo dire
non aveva
bisogno di nessuno, si aiutava da solo per risolvere i suoi problemi.
Infine qualcuno
ha sostenuto che non c'è necessità di chiedere una mano
all'altro,né
di affidare ad altri il
proprio dolore, meglio
custodire
nel
silenzio le
proprie sofferenze,
proprio perché gli altri ti
fregano quando dai fiducia. Senza rendersene conto stavano
sciorinando
i colpi bassi che avevano
condotto in sala rianimazione il loro compagno: le
presunzioni,
le
assenze, le fughe in assunzioni di coraggio al millesimo, il nuovo
disagio, quello dell'angolo autistico.
Fin troppo facile ricorrere all'eredità lasciata e trapassata
dalla mia
adolescenza, per tentare di avvertire chi ho innanzi del pericolo
insito nei rischi estremi, quelli che non hanno parentela con alcuna
capacità di scelta né di libertà. I ragazzi ora
tacciono, riflettono sull'intorno reale, su qualcuno che
manca all'appello, ma in questa aula magna, mi accorgo improvvisamente
che non riesco a sbattere contro l'inadeguatezza
e
l' dei
docenti, di quanti hanno giudicato e condannato, e con la stessa superficialità
hanno scelto di andare a fare la spesa o qualche altra
commissione, assai meno impegnativa del partecipare a questo incontro,
sottraendo alla discussione quella parte di criticità vitale,
affinché
all'istruire trasmettendo nozioni, possa affiancarsi l'arte
dell'educare, tirando fuori e costruendo insieme, intuizioni e passioni
e ideali nuovi, perché questo
disagio non
abbia a decantare lodi
all'imbocco dei vicoli ciechi.....
Ritalin
A far seguito alle
mails, spettegolanti, saccenti e private, è da considerare una
serie
infinita e mai esaustiva di articoli scientifici o pseudo-tali,
divulgativi o pseudo-normativi. Ammesso
e non concesso che la sindrome
ADHD esista davvero come tale, un significativo articolo avverte [Vedi da Medline:
PMID:
16462006 [PubMed
- indexed for MEDLINE]:
Le
differenze considerevoli trovate nel numero di diagnosi fatte usando
ilM.I.N.I.
Kide dallo psichiatra infantile indipendente
può
indicare
la possibile sopra-sensibilità delle interviste strutturate e
delle
caratteristiche dei sistemi diagnostici: parecchi disordini hanno
sintomi di sovrapposizione, rendendo le diagnosi
differenziali
difficili.
Da
una delle
mail
citate sopra
un'osservazione:
ho
consigliato di far assumere al piccolo un po' di caffe' al mattino,
cio'
con l'obiettivo, appunto, di stimolare l'attenzione. Nei pochi casi di
cui ho avuto notizie successive, sembra che il caffe' abbia migliorato
un po' il comportamento. L'utilizzo della caffeina avrebbe, a mio
modesto
parere, il medesimo razionale: la stimolazione della funzione attentiva
che pare sia deficitaria in questi bambini. La caffeina stimola
indubbiamente
l'attenzione.).....
Bambini
"iperattivi"? deficit di attenzione"? Ma se questa agitazione e
"deficit di attenzione" fossero manifestazioni
sintomatiche di ben precise malattie somatiche - dalla ovvia corea,
a sequele
di meningite tubercolare fino a pruriti di qualsiasi origine - e ne
potessero magari costiuire una delle prime spie diagnostiche? Oppure
fossero spie di dannose ma ovviabili
banalità
della vita quotidiana?
Oppure addirittura fossero normalissime manifestazioni di
vivacità schiacciate in spazi e tempi troppo ristretti o
considerate "insopportabili" dalla grettezza di adulti a loro volta
"ristretti" o comunque sofferenti? Cosa ne dice non l'indulgente o
stizzoso "vicino di casa" bensì l'autorevolissima UNICEFprincipale organizzazione
mondiale
per i diritti dell'infanzia e Premio Nobel
per la pace?
L'origine
di quasi
tutti gli sport sono stati i giochi infantili.
Correre, saltare,
lanciare, nuotare, lottare, i giochi con la palla... Provare
se si
è capaci di fare. Insistere
finché ci
si
riesce. Verificare
se lo si
fa meglio o peggio di un
altro: di un
amico o di un fratello. Superare
le
difficoltà e i
propri limiti. Trovare
il modo per riuscirci nonostante
tutto,
da solo o con la propria squadra. Divertirsi
nel
rapporto con gli altri, con i
compagni e
con gli avversari. Se osserviamo i bambini
che
stanno giocando,
noteremo che mentre
si divertono sono anche molto seri,
concentrati in quello che fanno. Quando i bambini giocano vogliono fare
le cose bene, anzi le vogliono fare meglio che possono. Nel
mondo occidentale sono
stati gli
antichi greci a far diventare i giochi dei bambini gare sportive:
correre,
lanciare, saltare sono diventate prove di atletica, i loro scontri
fisici il pugilato e la lotta. Molti secoli
dopo
l'Inghilterra ha dato
un
contributo importante: è lì che sono
nati il calcio, il rugby, il tennis. E
infine gli Stati
Uniti,
dove sono nati sport come il baseball,
la
pallavolo e la pallacanestro.
di Julio
Velasco Allenatore
di pallavolo argentino.
Negli anni Novanta ha allenato le Nazionali
italiane maschile e femminile, ottenendo grandi successi
Giocare
nella neve?
Giocare nei cortili? Campi gioco attrezzati
facilmente accesssibili, distribuiti nelle vicinanze delle abitazioni e
accompagnatori adulti fidati e disponibili?
Spontaneità di
rapporti e solidarietà tra coetanei?
Come promuovere ovunque i dettami dell'inglese
Fair Play for Children for the Child's Right to Play - campagna
per dare a ogni bambino
il diritto
di
giocare? E
non certo a
impegnarsi prematuramente - senza senso! - in precoci competizioni
furiosamente agonistiche!
Le
misure da
attuare
potrebbero quindi facilmente trovare una strada razionale ben lontana
da una MEDICALIZZAZIONE
farmacologicamente bieca o da una ambizione e smania
di
successi
altrettanto bieca e fautrice di ulteriori danni.
Chissà se questo
padre era "fatto" di
antidepressivi se non di Ritalin?
Estrae una pistola
sugli spalti, durante una partita di calcio,
e la
punta
contro il gruppo di genitori della squadra avversaria.
Televideo
Rai 21/12/2008
20:00Rissa a partita e padre sfodera
pistola Rissa
a partita e padre sfodera
pistola. Estrae una pistola sugli spalti, durante una partita di
calcio,
e la
punta
contro il gruppo di genitori della squadra avversaria.
L'uomo
è stato arrestato per violenza privata e porto di pistola in
occasione di manifestazione sportiva. Il fatto è
accaduto nel centro sportivo Colavolpe B a Terracina, in una gara tra
il Terracina e la Romulea. Motivo del gesto: un rigore
assegnato alla squadra di casa. Ne nasce una rissa tra i giocatori,
di
14 e 16 anni, che coinvolge anche alcuni genitori.
Il
Ritalin, il
farmaco-droga che
a detta della psichiatria dovrebbe curare l'ADHD (unpresunto
disturbo
dell'apprendimento
dovuto a iperattività spesso diagnosticato ai bambini),
sarà
presto rimesso in vendita anche in Italia. Quello che l'impero
farmaceutico,
tramite i suoi devoti collaboratori, sta preparando in Italia è
un attentato alla salute di milioni di bambini al fine di instaurare un
mercato da migliaia di miliardi.
In
questi mesi nelle
scuole di
sei città italiane, tra cui Pisa, si sta svolgendo una ricerca
di
tipo epidemiologico (il progetto Prisma)
che cerca di individuare
problemi comportamentali e un non specificato "disagio e malessere
psicologico"
di preadolescenti (12-14 anni). Il progetto
consiste
nella distribuzione,
già avvenuta, di un questionario a genitori e insegnanti seguito
da un colloquio tra degli psichiatri e un campione casuale di genitori
e bambini. Le critiche a questo
progetto
sono moltissime e per questo partirà da novembre una campagna di
informazione sul questo tema. Le domande del questionario fanno
riferimento
a una categoria di normalità arbitraria,sono ambigue e
insensate,
ad esempio Suo
figlio fa pensieri strani?, e hanno evidenti
collegamenti
con diagnosi psichiatriche riconducibili ai temi
dell'iperattività
(ADHD, disturbo da deficit di attenzione
con
iperattività), dei
disordini dell'attenzione, e della condotta in genere. A cosa serve una
ricerca con queste caratteristiche se non ad aprire il campo alla
psichiatrizzazione
dei comportamenti dei bambini e adolescenti? Nella presentazione della
ricerca non vengono menzionate le controversie interne alla psichiatria
stessa sull'inesistenza della diagnosi di ADHD, sulla mancanza
di prove
scientifiche riguardo le basi neurologiche dei disturbi e sugli effetti
devastanti provocati dall'uso di psicofarmaci. I genitori dei bambini
sorteggiati
per la seconda fase della ricerca verranno invitati a condurre i loro
figli
a colloquio con psichiatri del più vicino centro di cure per
l'infanzia
e l'adolescenza che sta seguendo il progetto di ricerca (i quali
gestiscono
istituti privati di cure per l'infanzia nelle città
campione. Il tipo di intervento
che questi
psichiatri hanno a disposizione è una pericolossima
terapia farmacologica. E' allarmante che la soluzione
proposta
per i bambini
difficili o, nei termini
psichiatrici, i bambini con
adhd,
siano degli psicofarmaci, e in particolare il Ritalin, che i
sostenitori
del progetto vogliono reintrodurre in Italia. Il Ritalin è una droga
a base di anfetamina classificata nella tabella 1 degli
stupefacenti
insieme
con LSD, oppiacei cocaina ed eroina, causa dipendenza e può
provocare
la morte, come è accaduto in America in più di un
caso.
La scuola è drammaticamente protagonista in questo processo di
PSICHIATRIZZAZIONE
della VITA QUOTIDIANA: una scuola nella quale vengono accorpate le
classi,
aumentato il numero di alunni e ridotti i posti di lavoro. Allo stesso
tempo vengono sottratti fondi alla didattica a favore delle scuole
private.
In questo quadro gli insegnanti sono costretti a gestire in modo
autoritario
problemi e conflitti. Chiediamo un impegno in difesa dei diritti
dei bambini e degli adolescenti, perché non venga messa a
repentaglio
la loro vita e la loro crescita, perché vengano ascoltati e non
vengano repressi i loro bisogni e le loro diversità.
....
basta
un poco di
zucchero e la
pillola
va giù...?
La
pillola ai bimbi irrequieti?
Calma.
Di
Francesca Amoni -Venerdì
di Repubblica
13 febbraio 2004
Tra
sei mesi
il Ritalin
(ritirato
perché usato
come stupefacente) tornerà in vendita. Come distinguere chi ne
ha
davvero bisogno? La novità
è un registro nazionale. Ma
l'allarme
arriva sempre dagli USA.Il Ritalin, la pillola per
i bambini
irrequieti, arriverà
in farmacia tra sei mesi. La Cuf, la Commissione Unica del Farmaco, ha
registrato e ammesso a rimborso il metilfenidato - classificato tra gli
stupefacenti - per il trattamento del disturbo da Adhd, Attentino
Deficit
Hyperactivity Disorder,
cioè disturbo da deficit
dell'attenzione
e iperattività. E la casa svizzera Novartis sta mettendo a punto
la confezione italiana. Così tornerà in commercio quella
pillola già legale fino al 1989, ma poi ritirata perché
poco
venduta e usata
invece come stupefacente
o
dimagrante. Tutto come
prima? Intanto non
saranno i
pediatri o i medici
di famiglia a
prescriverlaLa diagnosi
spetterà ai
Centri
specialistici di neuropsichiatria infantile individuati dalle singole
regioni,
che definiranno un piano terapeutico e di controllo secondo le esigenze
di ciascun bambino. Dice
Nello Martini,
direttore della Cuf, che è presieduta dal
ministro
della salute Girolamo Sirchia:
La diagnosi
spetterà ai
Centri
specialistici di neuropsichiatria infantile individuati dalle singole
regioni,
che definiranno un piano terapeutico e di controllo secondo le esigenze
di ciascun bambino.
La
novità più
rilevante,
però,
è che per
monitorarne
la
correttezza
l'Istituto
superiore di sanità sta approntando un registro nazionale dei
bambini
che useranno il Ritalin
(rispettando al massimo la privacy).E' unico nel
mondo
dice Stefano Vella, direttore del
dipartimento
del farmaco all'Istituto superiore della sanitàe ci
aiuterà
a stabilire criteri omogenei di diagnosi sapendo quanti e per quanto
tempo
sono i bimbi in cura.
Per l'arrivo del farmaco si stanno
usando,
insomma, tutte le cautele. Anche se in Italia non si è mai
smesso
di farne uso (attraverso il mercato nero o richiedendolo al Ministero
con
un complicato iter), tant'è che si stima siano almeno un
migliaio,
oggi, i bambini in cura. Ma come
si fa a stabilire chi ne ha
bisogno?
Va
somministrato solo in casi gravi, dai 7 anni in su,
spiega
Maurizio
Bonati del Mario Negri di Milano. Sì,
negli Usa
è
prescritto dal 3-5 per cento dei bambini in età scolare: ma le
forme
particolarmente severe non supererebbero il 7 per mille.
Proprio
la diagnosi è il punto controverso. Negli Usa, si impiegano
10-15
minuti per capire se n bambino è affetto da Adhd, e poi via alla
pillola, anche a 2 anni. Lì si consuma il 90 per cento della
produzione
totale. Ma anche in Gran Bretagna le stime parlano di 10.000 bambini. E
la Germania ha registrato un aumento (ogni medico può
prescriverla).
E in Italia? Nel
centro
dell'Università di Cagliari si usa il
Ritalin
dal 1988.su
150 bambini. Ma per una
diagnosi impieghiamo 4 o 5
ore, raccogliendo informazioni da genitori e insegnanti», dice
Alessandro
Zuddas. La
pillola, si
dà solo in casi gravi con molte
cautele.
Vediamo il bimbo ogni settimana e poi ogni mese.
Ecco
l'altro punto. La piccola pillola che
sarà
commercializzata non è il Ritalin LA (Long-Acting) da una dose
giornaliera
e via.
La
formulazione di cui disponiamo
esaurisce il suo effetto in 3-4 ore. Può bastare per una
mattinata di scuola. Ma è spesso necessaria una seconda
somministrazione all'ora di pranzo, e questo può creare
problemi, ad esempio nei bambini che restano a scuola fino al
pomeriggio, spiega
Gabriele Masi dell'Istituto
Stella Maris di Pisa.
E per quanto tempo va presa? «Va
sospesa nelle vacanze estive, spesso in quelle natalizie, talvolta nei
giorni festivi. E almeno ogni anno, al rientro a scuola, si valuta se
è ancora necessaria, visto che il 30 per cento supera la
sintomatologia e il 60-70 per cento con il passare del tempo riduce
alcuni sintomi. estive, spesso in quelle
natalizie,
talvolta
nei giorni
festivi. E almeno ogni anno, al rientro a scuola, si valuta se è
ancora necessaria, visto che il 30 per cento supera la sintomatologia e
il 60-70 per cento con il passare del tempo riduce alcuni
sintomi.
Ma chi
distinguerà, nel tempo, i
bambini che
hanno davvero bisogno
del farmaco?
Cito
anche con
beneficio di
inventario quanto riguarda la segnalazione
di "illustri malati".
Ragazzi
che
spesso sono
intelligentissimi, svegli capaci di fare più cose
contemporaneamente,
con capacità intellettive al di sopra della media (chi scrive parla
anche per esperienza diretta come docente). Col solito rito del
"consenso
informato" (basta scrivere come genitori, che si e' informati, per
scaricare
ogni responsabilita' dalle mani dei medici e dello stato) che come
tutti
dovrebbero sapere informato non e' per niente: quale genitore informato
darebbe a suo figlio un farmaco derivato dalle anfetamine e che puo'
sviluppare
dipendenze peggiori della cocaina? Sono fra i 6 e i 7
milioni (Dichiarazione
del dottore F. Baughman nell'articolo Making Sense
of Ritalin,
di John
Pekkanen, Rider's Digest gennaio 2000, pagina 158) solo negli
Stati
Uniti
i bambini trattati con uno psicofarmaco stimolante, il ritalin, e le
diagnosi
di tale "male" con conseguenti prescrizione di droghe di sintesi sono
in
aumento in tutto il mondo occidentale (si parla di un raddoppio del
numero
di diagnosi ogni 3 / 4 anni negli USA e ogni anno in Inghilterra).
Adesso
addirittura tale
disturbo viene
diagnosticato
a partire dal primo anno di vita,
e senza alcuno scrupolo i
medici prescrivono a bambini ancora lattanti una droga, il ritalin
appunto,
che negli anni sessanta era utilizzata
da alcune
comunità di
hippies
per 'sballare'.
Dal punto di vista della
sua classificazione
tossicologica questo farmaco si trova nella stessa tabella di cocaina,
anfetamina, oppiacei e barbiturici (categoria degli stupefacenti).
È
questa la sostanza che va somministrata a bambini disattenti e
"ipercinetici"
(che si muovono troppo!) per renderli più sopportabili a
genitori
e maestri.... Di queste "malattie", "deficit di attenzione" (ADD) e/o
"iperattività/impulsività"
(ADHD) secondo psichiatri e neuropsichiatri avrebbero sofferto fra gli
altri lo scrittore di favole più famoso del mondo Hans
Christian
Andersen,
l'autore di Alice nel
paese delle
meraviglieLewis Carroll,
tre dei più grandi musicisti di tutti i tempi Ludwig Van
Beethoven, Amadeus Mozart e Sergei
Rachmaninoff,
i grandi pittori
spagnoli Salvador
Dalì e Pablo Picasso, Leonardo
da Vinci e Galileo
Galilei, il
fondatore
della fisica classica Issac Newton, lo scopritore delle leggi
dell'elettromagnetismo
classico James Clerk
Maxwell, il
genio della
fisica teorica e premio Nobel Stephen
Hawkins,
l'imperatore di
Francia Napoleone
Bonaparte, il
presidente
degli USA John F.
Kennedy, il
cantante e
chitarrista dei Nirvana Kurt
Cobain
(drogato con Ritalin perché "ipercreativo e ribelle")… Malati o
geniali?
L'Istituto Nazionale per la Salute Mentale degli USA (NIMH) ha
dichiarato
nel 1999 che il Ritalin e gli altri stimolati utilizzati per l'ADD
"sopprimono
i sintomi ma non curano il disturbo". La Food and Drug Administration
(FDA),
non ha mai approvato la somministrazione di stimolanti per la fascia
sotto
i sei anni, eppure il Ritalin viene somministrato ora anche ai
lattanti.
Il Ritalin ormai è diventato la droga più diffusa fra gli
adolescenti degli Stati Uniti, e viene utilizzata sia per divertimento
che per migliorare prestazioni di studio e lavoro. D'altronde
l'uso del
Ritalin per
"curare" questi pretesi "sintomi" si era già dimostrato
fallimentare,
il che fa pensare subito ad un incremento delle diagnosi di
ADD/ADHD finalizzata
alla vendita di un enorme quantitativo di farmaci inutili e dannosi.
In
una ricerca del 1971 infatti, si sono analizzati 83 bambini a 2-5 anni
di distanza dalla diagnosi di ADD o ADHD, e il 92% di essi era stato
trattato
con Ritalin. Ecco i risultati:
60% dei
bambini
erano ancora iperattivi e studiavano poco (la ragione
per
la quale
veniva loro somministrato il Ritalin), ma in più erano diventati
ribelli
59% avevano avuto guai con la polizia;
23% erano stati portati ad una caserma di polizia una o più
volte;
58% erano stati bocciati almeno una volta;
57% avevano difficoltà di lettura;
44% avevano difficoltà con l'aritmetica;
78% trovavano difficile restare seduti a studiare
59% erano considerati dalla scuola ragazzi con problemi disciplinari;
52% erano distruttivi;
34% avevano minacciato di uccidere i loro genitori;
15% avevano parlato di suicidio o l'avevano tentato.
Bisogna
puntualizzare
che anche
se il Ritalin è il farmaco più usato per "curare" ADD e
AHDD
esso non è l'unico!
8 marzo 2007: Si
è
tenuta ieri l’audizione in Commissione Sanità
del Senato di Nello Martini, Direttore dell’AIFA –
Agenzia
Italiana del Farmaco, massimo organismo di controllo
sanitario in
Italia, per ottenere l’assenso alla strategia di
reintroduzione del
Ritalin® in Italia
e all’attivazione del Registro per monitorare i bambini in terapia con
psicofarmaci. Nel corso dell’audizione il rappresentante dell’AIFA ha
da un lato ammesso l’esistenza di abusi in altri paesi, e dall’altro
rassicurato i Senatori circa il presunto “approccio prudenziale”
dell’AIFA stessa a queste delicate tematiche.
Come
cittadini e come addetti ai lavori del settore salute siamo sconcertati
dalla descrizione del tutto parziale, e quindi non genuina,
rappresentata dall’AIFA alla Commissione Sanità
Con un delibera "a sorpresa", che anticipa
di settimane
il dibattito attualmente in corso anche in Parlamento, l'Agenzia
Italiana del Farmaco ha immesso in commercio il Ritalin ed altri
psicofarmaci per l'infanzia sotto accusa negli USA per i gravi effetti
collaterali.
Delibera
definitiva: da oggi Ritalin® e Strattera® tornano in Italia
Anticipando i tempi, oggi
l’Agenzia Italiana del
Farmaco, presieduta da un ex dirigente di Farmindustria, ha deciso in
via definitiva per la reimmissione in Italia del potente e discusso
psicofarmaco per i bambini vivaci e di una seconda molecola,
l’atomoxetina, sotto accusa negli Stati Uniti. Sconcerto nel mondo
accademico e scientifico:
è
ancora in pieno fermento
il dibattito circa
l’opportunità di somministrare psicofarmaci ai bambini, e l’AIFA
lo reimmette in commercio: c’è qualcosa di molto poco chiaro.
Allarme dalle associazioni
di genitori e di
medici:
è una storia già vista in
altri
paesi, si arriverà all’abuso.
ROMA
– Nonostante le pressioni e gli inviti alla prudenza di buona parte sia
del mondo politico, che della comunità scientifica, che della
società civile, anticipando
di tre
settimane la data della delibera annunciata pubblicamente
l’altro giorno, il Consiglio d’Amministrazione dell’Agenzia
Italiana del Farmaco (AIFA),... ha autorizzato in data odierna la
reimmissione in commercio nel nostro paese del contestato psicofarmaco
per bambini Ritalin®, oggetto non più tardi di due
settimane fa di un pesante avvertimento della Food And Drug
Administration americana per i potenziali
rischi di
ictus, crisi maniaco-depressive, complicazioni cardiache e morte
improvvisa anche su bambini in cura a normale dosaggio terapeutico....
Articoli,
letteratura e
films.
Articolo di
Samuel
Walker pubblicato
dal Detroit News: 11 Gennaio 2001 Can
courts order kids to
take
drugs? (Titolo originale: Drug
EvasionBoys
will be
boys)
Contatti
con l'autore:
Samuel Walker
è uno specialista delle comunicazioni per il Mackinac Center per
le Politiche Pubbliche, un istituto per la ricerca e istruzione delle
politiche
pubbliche del Midland. / Per contatti, scrivete a: Samuel Walker, 615
W.
Lafayette, Detroit, MI 48226 o inviate un fax al (313) 222-6417, oppure
posta elettronica a: letters@detnews.com.)
A
volte li vedevi
completamente
immersi in un delirio totale da Ritalin. Non un gesto, non un'occhiata:
potevano sedere assorti in qualsiasi cosa - un tombino, le rughe del
palmo
delle proprie mani - per un tempo indefinito, saltando un pasto dopo
l'altro,
fino all'insonnia più incoercibile … puro nirvana da
metilfenidato. (Tom Wolfe
dal
suo
articolo Il
cervello senz'anima del 1996).
Nel 1971,
George Lucas
produsse
il suo primo film, un capolavoro anti-utopistico intitolato THX-1138
(in italiano L'uomo
Che Fuggi dal Futuro (1971)).
Una
caratteristica
particolarmente interessante di THX (che era il nome del protagonista
del
film) è quella che, nella società concepita da Lucas,
'non
assumere farmaci è un crimine'.
"L'umore placido" di questa
società, essenziale
al suo funzionamento, è indotto dai farmaci. Chi si
rifiuta
di assumere la dose quotidiana, viene visitato da robot-poliziotti che
danno un nuovo significato al termine Agenzia per la Diffusione delle
Medicine.
Ricordo di esser stato particolarmente colpito da una fila di bambini
dagli
occhi inespressivi, in grembiuli bianchi, che venivano condotti
attraverso
un atrio da un poliziotto-robot con la faccia cromata, nel qualesembrava
essi
riponessero la
massima fiducia. Tutti avevano una flebo conficcata nelle loro esili
braccia.
Gli
ammonimenti sui
pericoli dell'uso
della scienza, quando tale uso è mirato al controllo del
comportamento
dell'umanità, non sono nuovi; compaiono anche nel Brave
New Worlddi Aldous
Huxley,
nel1984
di George
Orwell,
e nel This
Perfect DaydiIra
Levin.
Ciò che
invece è nuovo
è che il futuro è già qui, e che gli ammonimenti
sembrano
essere stati ignorati. Dai
quattro
milioni
ai sei milioni di bambini americani ricevono, a scuola, dosi quotidiane
di un potente farmaco chiamato Ritalin.
A questi vivaci ragazzini, soprattutto maschietti, è stata
diagnosticato
l'ADHD
(Attention
Deficit
Hyperactive Disorder, N.d.T.) , cioè una malattia
che
provoca
disturbi dell'attenzione e iperattività; una serie di sintomi
che vengono sempre più attaccati dalla scienza onesta per la
loro
vaghezza, e per il pericolo di giustificare con essi l'abuso degli
interventi
sul controllo dei comportamenti... Secondo l'Agenzia sulla Diffusione
delle Medicine statunitense, il Ritalin è un potente eccitante
che
presenta molti degli effetti farmacologici delle amfetamine (la
principale,
conosciuta anche come simpamina),
delle metamfetamine
e della cocaina.
Come ci si poteva aspettare, il Ritalin viene ora rubato agli
infermieri,
e dalle infermerie scolastiche, e venduto nelle strade per gli effetti
che provoca.Ciò
che
è più
allarmante sono recenti rapporti provenienti da New York e da altre
città,
nei quali appaiono casi di bambini trattati con Ritalin nei quali,
quandi
i genitori mettono in discussione la terapia, le autorità
intervengono
per risolverli.
I
genitori...
subiscono
pressioni
e vengono costretti dalle autorità scolastiche a somministrare
medicine psichiatriche ai loro bambini. Insegnanti, psicologi e
amministratori
scolastici frequentemente minacciano di non voler più insegnare
a quei bambini che non siano sottoposti ai trattamenti, e nello stesso
tempo fanno intervenire i Servizi (Sociali N.d.T. ) di Protezione
dell'Infanzia
affinché svolgano indagini sui genitori, accusati di negligenza
del proprio bambino.
(Molte
indicazioni
contrarie sono in inglese: da considerare con
particolare riguardo: methylphenidate
)
Per una
rassegna di
articoli
molto vari
come impostazione e come progettualità si può far
riferimento al file del sito adhd.it:Articoli
divulgativi
Suggestionabilità adulta, "effetto placebo per procura":
positivo o negativo?
ADHD
ed effetto placebo, una ricerca che fa riflettere. (febbraio 2010)
Un
nuovo
studio, condotto da neuropsichiatri infantili dell’Universita di
Buffalo, suggerisce che il principale effetto dei farmaci
per l’ADHD
(sindrome da deficit di attenzione e iperattività) sia l’effetto
placebo. La cosa incredibile però è che l’effetto placebo
non lo ha
sui bambini ma sui genitori sugli insegnanti o sugli psicologi che
hanno in cura i bambini! L’ effetto
placebo è un miglioramento dei sitomi o del comportamento dopo
che un
paziente riceve un farmaco “falso” (spesso acqua e zucchero). In questo
caso, la ricerca ha suggerito che quando i genitori o gli psicologi
hanno creduto i loro pazienti “malati di ADHD” (fra virgolette
perché
questa malattia è a dir poco sopravvalutata) stessero prendendo
i
farmaci per la loro “patologia” (sempre fra virgolette...) tendevano a
guardare più favorevolmente e a prendersi meglio cura dei
bambini, che
in realtà stavano assumendo delle innocue zollette di zucchero! L’atto di
somministrare il farmaco, o il pensare che il bambino abbia ricevuto il
farmaco, può indurre aspettative positive nei genitori e negli
insegnanti sugli gli effetti di quel farmaco, che possono, a loro
volta, influenzare il modo in cui i genitori e gli insegnanti valutano
e si comportano verso questi stessi bambini. ha detto il
ricercatore
Daniel il A. Waschbusch, autore della
ricerca. Riteniamo
quindi che il
credere che il bambino stia ricevendo il farmaco può determinare
una
variazione nell’atteggiamento degli insegnanti o di chi si prende cura
dei bambini. Possono avere un’opinione migliore del bambino ed
è
questo a generare un migliore rapporto! Un
effetto
placebo di questo tipo potrebbe avere risvolti sia positivi che
negativi. Waschbusch ha infatti aggiunto: Se gli insegnanti prendono
più a cura i bambini perché credono che siano sotto
effetto
farmacologico, questa e una buona cosa. Se vengono prescritti
più
farmaci perche si crede che stiano facendo effetto, questa non è
certo una buona cosa.
Questa
seconda
possibilità non e certo remota perche i genitori e gli insegnati
sono stati indotti a credere che con i farmaci si risolvano tutti i i
problemi.
Differenti
segnalazioni "in positivo" - 12 agosto 2008 e aprile 2009
A difesa
della salute mentale dei bambini e più in generale del diritto umano
alla
salute e
all'educazione,
i promotori di Nessuno
Tocchi Pierino (campagna
nazionale contro l'uso
di psicofarmaci in età infantile) Vi Invitano al Forum
Europeo
“La forza della Nonviolenza”,
che si terrà
all'Università Bicocca di Milano il 16, 17 e 18 Ottobre 2008. Durante
le tre giornate del Forum si terranno conferenze, tavole rotonde e si
organizzeranno gruppi di lavoro su diverse aree tematiche. All'interno
dell'area salute si terrà una conferenza sull'uso di
psicofarmaci in
età infantile alla quale la Vs. presenza sarebbe gradita ed
utile. Il Forum
intende essere l'occasione per far confluire, a livello europeo, le
molteplici e diverse realtà che attivamente operano in questo
delicato
settore con l'auspicio che ciò possa generare le sinergie
necessarie ed
opportune ad influenzare positivamente la società e le
istituzioni.
Il mito degli psicofarmaci
vacilla, e
si riaccende in USA il dibattito sull’efficacia delle molecole
psicoattive per l’iperattività (Adhd): un recentissimo studio
federale
ridimensiona fortemente l’efficacia sul medio-lungo periodo di questi
prodotti. L’accusa è di aver volutamente sminuito le prove di
scarsa
efficacia degli psicofarmaci oltre i 24 mesi, e di averne
ridimensionato gli effetti collaterali. Contestati i risultati positivi
dello studio del 1999 favorevole all’uso di questi farmaci: “I nostri
colleghi avevano ripetutamente cercato di distogliere l’attenzione
dalle evidenze delle risultanze negative, ed hanno portato l’intero
settore medico ad operare per anni sulla base di convinzioni errate,
facendo impennare le prescrizioni”, affermano i ricercatori della State
University di New York.
Se
vuoi un risultato domani, il farmaco è la strada migliore, ma
sul
medio-lungo periodo questi benefici immediati perdono di importanza
E una mail
privata: Altro che
farmaci contro l' "iperattività"...
Nel judo
trionfa Giulia
Quintavalle medaglia d'oro di judo nella categoria -57 alle
Olimpiadi di Pechino. Nella
sua ascesa alla medaglia più preziosa, la giovane judoka ha
eliminato
nei preliminari la tedesca Yvonne Boenisch, campionessa olimpica
uscente. Un ideale passaggio di testimone per una ragazza che ha
raccontato di aver esordito nel tatami perché "ero
una ragazzina molto agitata e i miei genitori, per calmarmi, decisero
di mandarmi nella palestra frequentata già da mio fratello
maggiore". PECHINO, 11
AGO - La judoka azzurra Giulia Quintavalleha vinto l'oro olimpico
nella categoria 57 kg battendo in finale
l'olandese Gravenstijn per 11-1. L'argento e' quindi andato a Deborah
Gravenstijn, il bronzo alla cinese Zu Yan e alla brasiliana Ketleyn
Quadros. L'azzurra e' riuscita a controllare la gara mettendo a segno i
suoi attacchi. L'olandese ha provato a difendersi mettendo a segno un
koka nel finale ma la livornese e' riuscita mantenere le redini
dell'incontro conquistando l'oro.
Progetto
Prisma
E`
da un po` di
mesi che
in Italia si svolge Progetto
Prisma
, una ricerca sui
preadolescenti di 6 citta`: Pisa, Lecco,
Milano, Cagliari, Rimini, Roma, per scoprire se soffrono di ADHD . Come
si fa a capire? Basta un questionario con domande vaghe sul
comportamento
del bambino. Il progetto, promosso dall'Istituto E. Medea di Lecco, in
collaborazione con l'Istituto
Superiore di Sanità, come scopo
doveva
avere solo la valutazione dei problemi comportamentali e i vissuti
emotivi
dei preadolescenti. Il
progetto Prisma
(Progetto italiano
salute mentale adolescenti) è una ricerca epidemiologica
promosso
dall'Istituto
di
Neuropsichiatria
infantile Medea di Lecco e
autorizzato dall'Istituto superiore
della Sanità italiano. L'obiettivo
ufficiale
è
quella di analizzare la percentuale di ragazze e ragazzi che vivono in
condizioni di malessere psicologico. L'indagine interessa un campione
di
5000 ragazzi e ragazze, in età compresa tra i 10 e i 14 anni, di
sei città: Pisa, Lecco, Milano, Cagliari, Rimini, Roma. Il
referente
a Pisa per il progetto è l'Istituto di Neuropsichiatria
infantile
Stella Maris di Pisa che nel mese di novembre 2003 ha intrapreso la
seconda
fase del progetto. L'Istituto Stella Maris ha un protocollo di intesa
con
la Eli Lilly (multinazionale farmaceutica di Indiianapolis,
distributrice
del Prozac) per sperimentare la Tomoxetina nella cura dell'ADHD
(Disturbo
d'attenzione e iperattività), lo stesso disturbo psichiatrico
che
negli USA ha legittimato la somministrazione di stimolanti (il
RITALIN,
metilfenidato, presente nellaTabella I degli stupefacenti, se triturato
può essere sniffata o iniettata) a
bambini dai
3
anni in
su,
fino a
coinvolgere il 15-20%
dei preadolescenti statunitensi.
In
Italia il Progetto Prisma si pone all'avanguardia di un filone di
ricerca,
lo stesso delle Farmaceutiche statunitensi, che, come dicono gli
organizzatori
stessi, "avrà ripercussioni importanti nella programmazione
futura
degli interventi di prevenzione e sostegno del disagio in età
evolutiva".
La campagna ha l'obiettivo di diffondere una discussione e una
riflessione
collettiva su dei fenomeni molto delicati che stanno interessando
l'occidente
avanzato: medicalizzazione
e
psichiatrizzazione
della vita umana. Già
in America
il
consumo
di Ritalin è altissimo. Le sue vendite superano di gran lunga
quelle
di Valium, Viagra o Prozac e la casa produttrice, la Novartis
- una multinazionale farmaceutica - è sotto accusa per
collusione,
per aver fatto pressioni per promuovere diagnosi di ADD (Attention
Deficit
Disorder, N.d.T. ) e di ADHD, uno sforzo promozionale di grande
successo,
volto ad incrementare il mercato del suo prodotto: il Ritalin.
Ovviamente,
la Novartis
nega l'accusa. Se
pensate che non si
tratti di
una normale malattia e della sua cura, ma piuttosto di un piano di
sinistro
marketing le cui vittime sono i bambini, non siete il solo. Per
maggiori
informazioni, cercate 'Ritalin' sull'Internet (scegliere ricerca in
lingua
inglese, N.d.T.) e preparatevi a restarne sbalorditi.
Ma adesso la CUF
(Commissione Unica del Farmaco) ha
deliberato la registrazione e l’ammissione
al
rimborso
di Ritalin e
entro sei mesi la casa farmaceutica
produttrice
metterà in commercio il medicinale. Informazioni su questo si
trovano
anche sul sito del Ministero
della Salute Italiano. Metilfenidato
per i bambini iperattivi. (Pubblicata mercoledi
04
febbraio
2004)
La
CUF ha deliberato la registrazione
e l’ammissione al rimborso del metilfenidato. Noto con il nome
commerciale
di Ritalin®, questo farmaco appartiene degli stimolanti del sistema
nervoso centrale ed è utilizzato nel trattamento della sindrome
da deficit d’attenzione e iperattività (Attention Deficit
Hyperactivity
Disorder, ADHD).
Entro sei mesi,
dunque,
la casa
farmaceutica produttrice metterà in commercio il medicinale; nel
frattempo le Regioni stanno individuando i centri
specialistici. Per
assicurare un uso
appropriato
del farmaco ed evitare un impiego non a scopo terapeutico ma per
copertura
di un disagio sociale del bambino, sono state previste alcune
condizioni:
-
diagnosi
differenziale
della
patologia in oggetto da parte dei centri specialistici di
neuropsichiatria infantile individuati dalle Regioni; -
definizione di
una
diagnosi e
di un piano terapeutico dei centr specialistici ed una
continuità
terapeutica attraverso i pediatri di libera scelta; -
attivazione di un
Registro nazionale
dell’Istituto Superiore di Sanità dei soggetti trattati al fine
di monitorare la correttezza di un uso ed evitare usi impropri, con il
massimo di garanzia della privacy.
I
genitori... subiscono
pressioni e
vengono
costretti dalle autorità scolastiche a somministrare medicine
psichiatriche
ai loro bambini. Insegnanti, psicologi e amministratori
scolastici
frequentemente minacciano di non voler più insegnare a quei
bambini
che non siano sottoposti ai trattamenti, e nello stesso tempo fanno
intervenire
i Servizi (Sociali N.d.T. ) di Protezione dell'Infanzia affinché
svolgano indagini sui genitori, accusati
di negligenza del proprio
bambino.
(???)
Da una
mail recente
della lista già
presentata
più sopra:
Subject
[PM-SMC]
Ancora su Ritalin.
Date:
Fri, 9 Apr
2004 17:28:36
+0200
Possiamo
allora, volendo,
discutere
del sito oppure dei contenuti: il metilfenidato (Ritalin) è una
minaccia o una promessa?
Non
vi
sembri un topic
superato,
perchè nel sitohttp://www.aifa.it/dsm_insegnanti.htm
troviamo
un test col
quale l'insegnante
è incaricato di fare da giudice, testimone ed da esecutore della
condanna a essere esaminato da un medico, per un bambino, se non
è
proprio "a modello".
Gli
insegnanti sono, si
sa, giudici
e testimoni perfetto, e perciò uno screening per loro non
è
necessario, come neppure il censimento di coloro che diffondono questi
espedienti commerciali in modo da istituire la cultura.
Il
lavoro che costoro
fanno si
chiama Marketing Strategico e perciò, dato che la strategia
è
funzione di un'attività bellica, indovinate
chi è il nemico:
-
Hai
un figlio
discoletto?
- E non gli dai il
Ritalin?
- Ma
allora non
gli vuoi
bene
- muove
spesso le mani o i
piedi o si
agita sulla sedia?
-
è
distratto facilmente da stimoli esterni?
-
ha
difficoltà a giocare quietamente?
-
spesso
chiacchiera troppo?
- spesso
spiattella
risposte
prima che abbiate finito di fare la domanda?
- spesso
sembra non ascoltare
quanto gli
viene detto?
-
spesso interrompe o
si comporta in modo invadente verso gli altri;
per esempio
irrompe nei giochi degli altri bambini.
SCALA
INSEGNANTI PER INDIVIDUAZIONE DI COMPORTAMENTI DI
DISATTENZIONE E
IPERATTIVITÁ
NEL BAMBINO
Modificato da:
DMS IV APA 1995 e Scale SDAG
Cornoldi,
Gardinale, Masi, Pettenò 1996
AIFA - Associazione Italiana Famiglie ADHD
Assegnare
ad ogni domanda il punteggio che meglio descrive questo bambino in
rapporto
a coetanei dello stesso sesso.
Valori
ammessi:
0
- mai
1
- qualche
volta
2
- spesso
3
- molto
spesso
Scala
A
(Disattenzione)
da 0 a 3
1. Incontra
difficoltà a
concentrare l'attenzione sui dettagli o compie errori di negligenza.
da 0 a 3
2. Ha difficoltà a mantenere
l'attenzione sui compiti e sui giochi in cui è impegnato
da 0 a 3
3. Quando gli
si
parla sembra non
ascoltare.
da 0 a 3
4. Pur avendo
capito le istruzioni
e non avendo intenzioni oppositive, non segue le istruzioni ricevute o
fatica a portarle a compimento.
da 0 a 3
5. Ha
difficoltà a organizzarsi
nei compiti e nelle sue attività.
da 0 a 3
6. Evita, non
gli
piace o è
riluttante ad affrontare impegni che richiedono uno sforzo mentale
continuato
(come i compiti di scuola).
da 0 a 3
7. Perde le
cose
necessarie per
il lavoro o le attività
(ad esempio diario,
matite, libri
o oggetti scolastici vari)
da 0 a 3
8. Si lascia
distrarre facilmente
da stimoli esterni
da 0 a 3
9. Tende a
dimenticare di fare le
cose
da 0 a 3
Calcola
il totale Se
il
punteggio
totale è maggiore di 14 si consiglia un approfondimento
diagnostico
Totale :
Scala
B
(Iperattività/Impulsività)
1. Da seduto
giocherella con le
mani o con i piedi o non sta fermo o si dimena.
da 0 a 3
2. Non riesce
a
restare seduto.
da 0 a 3
3. Manifesta
un'irrequietudine interna,
correndo e si arrampicandosi dappertutto
da 0 a 3
4. Ha
difficoltà a giocare
o a intrattenersi tranquillamente in attività ricreative.
da 0 a 3
5. E' sempre
"sotto pressione" o
spesso si comporta come se fosse azionato da un motore.
da 0 a 3
6. Non riesce
a
stare in silenzio:
parla continuamente.
da 0 a 3
7. "Spara" le
risposte prima che
sia terminata la domanda.
da 0 a 3
8. Ha
difficoltà ad aspettare
il suo turno.
da 0 a 3
9. Interrompe
o si
intromette nelle
conversazioni o nei giochi degli altri.
da 0 a 3
Calcola
il totale
Se il
punteggio
totale è maggiore di 14 si consiglia un approfondimento
diagnosi
Totale:
Uso
non-medico del Ritalin
(Vedi in italiano il paragrafo #ragazzi_di_vetro
e molte
indicazioni
in inglese fra le quali da considerare con
particolare riguardo: methylphenidate)
Roma, 18
nov.
(Apcom) - Emergenza
bullismo: secondo il rapporto
dell'Eurispes
e Telefono azzurro il
78,9% dei bambini
afferma di
utilizzare strategie attive contro il bullismo. Il 42,3% dei
bambini fra 7 e 11 anni dichiara di subire brutti scherzi, il
39,6% di subire provocazioni o prese in giro ripetute e il 33,6%
offese immotivate e ripetute.
E allora
chi si occupa
di qualcos'altro
di più serio: non dal lato
comportamentale, ma dal lato delle sue conseguenze ? Che cos'è
il BULLISMO:
da un'ampia,
aggiornata pagina: Un
tam tam per Lucignolo che completa il
precedente Piccoli
carnefici per piccole vittime, La
prepotenza dei bulli,
il
disagio delle vittime...?
Per
questo secondo e
fondamentale
motivo la "diagnosi"
proposta nella scala
insegnanti del DSM-IV distorce la
realtà
e può mettere molto seriamente fuori
strada gli
eventuali
- anzi ben necessari! - interventi precauzionali e/o già
operativi.
Se ci si
accontenta di
questa
classificazione
può accadere - e molto spesso accade! - che venga misconosciuto
un altro "comportamento" - questo sì sociologicamente e in
sé NON
personalmente e psicologicamente patologico:
il
cosiddetto BULLISMO.
Ma quel che è peggio, sono invece le VITTIME
dei "bulli" a venir etichettate
come affette da ADHD,
nella
loro
inquietudine e paura impotente, anche senza contare quali
potranno essere
in
seguito, nella vita
adulta, le conseguenze di una "infanzia comunque mal-riuscita".
(Vedi - in inglese -
dedicato proprio
ai
bambini stessi il Corso
per le vittime, raccomandato per bambini fra gli 8 e i 12 anni,
instructor: Mary M. Alward.)
Da
semplice
irrequietezza motoria
e relazionale
si passerà soltanto a ossessivi e strampalati comportamenti
aggressivi e sessuali? Oppure ci si irrigidirà in
comportamenti
pseudo-ben
adattatati entro cui cova un'enorme distruttività
latente.
Un
fatto - evidentemente comune nelle scuole: ... Scritto
sotto
dettatura sul diario di un bambino di IV
elementare:
Se
sei maltrattato, chiama il numero xxxxxxx.
Non
male, vero? Un buon modo per responsabilizzare un bambino di 10 anni
che a quanto pare deve essere già in grado di discernere una
cosa
complessa quale può appunto essere la violenza. E l'abuso???
Deve già
sapere anche come difendersi da questo? Un buon modo per far
vedere
alle famiglie che la scuola tiene d'occhio? O il contrario?
Perché
insieme non aggiungere?
PARLANE
CON LA MAESTRA
Non
passa piuttosto il messaggio:
Se sei
in difficoltà, arrangiati!
....
Questa considerazione non è una polemica
sterile, ma semplicemente un'amara constatazione di come la
burocratizzazione possa generare effetti contrari. C'è
malizia in tutto
ciò o solo burocrazia e un po'di ignoranza?
Attraverso una rassegna di
testi
pedagogici degli ultimi due secoli, la Miller
illustra i raffinati metodi di persuasione occulta messi in opera nella
civiltà occidentale per piegare l'impetuosità e la
caparbietà del bambino e
indurlo a identificarsi con il progetto educativo dei genitori. Il
bambino,
costretto a reprimere la propria aggressività, non saprà
da adulto reagire
alle ingiustizie sociali e potrà accettare senza opporsi le
imposizioni di
sistemi totalitari.
Per
questo secondo e fondamentale
motivo la "diagnosi"
proposta nella scala
insegnanti del
DSM-IV distorce la
realtà
e può mettere molto seriamente fuori strada gli
eventuali
- anzi ben necessari! - interventi
precauzionali e/o già operativi.Qui
invece
si riporta la richiesta del 2001 - persino pressante! - di
"statalizzazione"
del Ritalin per l'Italia, anche per inserirlo nella "fascia A" dei
farmaci
(cioè di quelli completamente a carico di TUTTI i contribuenti,
e non del soggetto a cui vengono prescritti).
Napoli,
11
febbraio 2001
(Proposta
dell'Onorevole Ianuccilli).
L'Associazione
Genitori
aderenti
al Progetto ADHD Parents
for Parents
si riserva, laddove non
venissero
rispettati i diritti invocati per i propri figli, primo quello alla
salute,
e laddove le competenze territoriali mostrassero ritrosia nel favorire
l'applicazione delle leggi qui invocate, di ricorrere all'On.Tribunale
competente al fine di ottenere i provvedimenti d'urgenza che parranno,
secondo le
circostanze,
più idonee ad assicurare quanto invocato.
Comunque gli
equivoci si
allargano su più indirizzi:
AIFA
- Agenzia Italiana del FArmaco AIFA
- Associazione Italiana Famiglie Adhd AIDAI
- Associazione Italiana Disturbi dell'Attenzione e
dell'Iperattività
Ma mentre l'AIDAI
è un clone dell'AIFA,
promossa
da un
neuropsichiatra amico
dell'AIFA,
l'Associazione
Italiana
Famiglie ADHD onlus(Associazione
Italiana
Famiglie ADHD.
Attention Deficit Hyperactivity Disorder. Disturbo da Deficit di
Attenzione Iperattività )
ha
invece una rete in diverse regioni, composta
tendenzialmente da genitori pro-Ritalin.
Il mistero, per così dire, è: com'è mai possibile
che un Agenzia
Governativa (l'AIFA
agenzia,
riciclo della CUF
- Commissione Unica del
Farmaco, nata ben dopo l'AIFA
associazione) nel momento di
scegliere
il proprio nome scelga proprio quello identico di un associazione che
già esiste?
Tra tanti nomi proprio quello? Non poteva ad esempio
scegliere di chiamarsi AIF,
oppure AIFAR,
oppure
meglio AgeFarm, etc?
Il favore fatto all'AIFA associazione è enorme: tutte le volte
che su Google uno cerca AIFA punto e basta, fa salire di
popolarità
anche l'AIFA associazione, che quindi è indicizzata in posizioni
che
mai più avrebbe avuto diversamente...
Una cosa (poco) divertente che
non
farò mai più: prendere il Ritalin La vera, unica, inimitabile
esperienza di
vita di un vero GGGGiovane alle
prese con gli psicofarmaci fonte: Blog on-line Giornalettismo
...un giovane studente
diagnosticato ADHD
ottiene illegalmente delle confezioni di Ritalin® e se le
auto-somministra. Effetti collaterali, tono dell’umore, rapporti con
gli amici, attività sessuale… tutto cambia in poco tempo,
aprendo una voragine tra lo stato allucinatorio causato dalla molecola
e la vita reale. Una storia vera che potete leggere sul nostro portale internet!
Prendo
la pillola
al
mattino
presto
e comincio a sentirne gli effetti quasi immediatamente. Dapprima arriva
una specie di ronzio elettrico che mi parte dal petto, prosegue fin
dentro
la mandibolae si fissa alla base del collo; il respiro mi si
fa
più
veloce e più breve; le dita mi formicolano
leggermente;
la testa comincia a fare degli scatti fastidiosi, come se mancasse un
colpo
e tornasse indietro a compensare la perdita con un doppio
movimento.
Mi metto a tossire. La sensazione elettrica mi va alla testa e
comincio
asentirmi gli occhi gonfi. Dopo un'ora, una spiacevole
emicrania
mi impone una benda attorno alla testa, dove rimarrà per
lungo
tempo. Non provo un vero e riconoscibile "sballo", ma circa venti
minutid opo aver preso la medicina, parlo più veloce e mi
si riordinano le idee. Sì, mi sorprendo a pensare, riesco
a scrivere sotto l'effetto di questa roba. Mi potrebbero
addirittura
convincere a pulire lavasca da bagno con uno spazzolino da denti oppure
a mettere in ordine cronologico trent'anni di fotografie, tutte
mescolate.
Potrei scrivere un saggio di fine trimestre. Tale saggio mi pare
un compito particolarmente appropriato perchè, la sensazione che
sto provando mi ricorda da vicino i miei giorni al college quando io
e dozzine
di altri sventurati studenti eravamo soliti bere caffè nero e
denso,
finchè la vescica non minacciava di scoppiare. Quando poi
questo non faceva più effetto, quella settimana facevamo
piazza
pulita di qualsiasi stimolante avessero escogitato quelli che tra noi
si
specializzavano in chimica. Trangugiavamo qualsiasi cosa ci
tenesse
svegli. Una volta mi capitò persino di vedere in
biblioteca
un'anima audace sniffare piste di caffè macinato. Provo un senso
di oppressione al petto e la testa è piena di rumori. Non mi sto
divertendo. Quei giorni al college sono senza dubbio ormai
lontani. Inspiegabilmente,
decido di farmi un po' di caffè. Ne bevo due tazze e vado in
tilt:
il cuore mi comincia a martellare, inizio a sudare, sento fitte di
dolore agli
occhi. Adesso sono fuori uso, nervosa e agitata. Quando, alcune ore
dopo,
la medicina esaurisce il suo effetto, mi sento spossata, disorientata,
stanca. Molto più tardi poi, quando, secondo tutto il
materiale
consultato, il mio organismo avrebbe dovuto metabolizzare ed eliminare
la medicina, mi ritrovo sdraiata a letto, sveglia, a fissare
l'impietosa
oscurità del soffitto. Di sicuro non sono l'unica in casa
a non riuscire a dormire. Nelle lunghe ore dopo la mezzanotte,
stagliandosi
incerta nell'oscurità, distinguo la sagoma del mio figliolo
dodicenne
aggirarsi presso il mio letto. - Ho
avuto un altro
incubo, mamma,
mi
dice.
Ha la voce
tremula e
ancora impastata
di sonno.
-Com'era? -
Ho
sognato che
ero il personaggio
di un cartone
animato. Avevo delle righe nere disegnate tutte intorno. Non riuscivo a
staccarmi dalla carta. - E' solo un
sogno,
tesoro, gli dico
prendendogli la mano. - Vedi?
Non sei un cartone. Se fossi
un cartone
non potrei tenerti la mano.
La
cosa non sembra
rassicurarlo
particolarmente.
Mi chiede di riaccompagnarlo a letto. Tornato nella sua stanza, si
mette
le cuffie e ascolta la musica. Vuole la porta chiusa
perchè,
niente possa entrare. Oppure uscire. Gli do un bacio e gli
assicuro che rimarrà a tre dimensioni, ma la sua mente
è
già lontana, ancora turbata. Ora, tornata nel mio letto di
insonne, cominciano le lacrime. So
che cosa prova
Blaze e so
perché
non riesce a dormire e anche perché ha degli incubi. Dopo
tutto, oggi abbiamo tutt'e due preso la stessa medicina.
Non
è anfetamina, non è cocaina, nè
l'intruglio
innocente messo assieme da uno studente specializzando in chimica. E'
il Ritalin.