All material on this website is protected by copyright, This website also contains material copyrighted by 3rd parties.
Creative CommonsProtected by Copyscape Web Copyright Protection Software


Motore di ricerca del sito / Site Search Engine

26 agosto 2016 / August 26 2016



LA PAGINA DELL'ALLATTAMENTO MATERNO ideata e realizzata da Ulrike Schmidleithner




Dieci motivi per rispondere al pianto del bambino
4 maggio 2004 / May 4  2004
 
 

Autore: Jan Hunt, M.Sc. 
Titolo originale: "Ten Reasons to Respond to a Crying Child" 

  1. Il primo tentativo di comunicazione del bambino non può essere articolato, ma solamente non-verbale. Non può mettere in parole i pensieri felici, ma può sorridere; non può discorrere di rabbia o tristezza, ma può piangere. Se il suo sorriso riceve una risposta, ma il pianto viene ignorato, può percepire il preoccupante messaggio che egli è amato ed accudito solo quando è felice. I bambini che nel corso degli anni continuano a ricevere questo tipo di messaggio non possono sentirsi veramente amati ed accettati.

  2.  
  3. Se il tentativo di un bambino di comunicare la sua tristezza o rabbia viene sistematicamente ignorato, può non imparare come esprimere questi sentimenti a parole. Il pianto deve ricevere una risposta appropriata e positiva, in modo che egli veda che tutti i suoi sentimenti sono ben accetti. Se i suoi sentimenti non vengono tollerati, e il pianto viene ignorato o punito, egli riceve il messaggio che la tristezza e la rabbia sono inaccettabili: a prescindere da come loro si esprimono. Per un bambino è impossibile immaginare che le espressioni di rabbia o di tristezza potrebbero essere accettate se espresse con le parole appropriate - una volta che egli sarà più grande e capace di usare quelle parole. Un bambino può solo comunicare nei modi che sono accessibili a lui in un dato momento; e può solo realizzare ciò che ha avuto l'occasione di imparare. Ogni bambino fa il suo meglio, proporzionalmente alla sua età, esperienza e circostanze del momento. Non è certo bello punire un bambino perché non sta facendo più di quello che può fare.

  4.  
  5. Un bambino che ha ricevuto l'insegnamento che i suoi genitori gli daranno retta solo se "fa il bravo", potrà cominciare a nascondere il suo comportamento "cattivo" e i suoi "cattivi sentimenti" agli altri, e persino a se stesso. Può trasformarsi in un adulto che reprime le sue emozioni "brutte" e che è incapace di comunicare l'intera gamma dei sentimenti umani. Di fatto, ci sono molti adulti che trovano difficile esprimere la rabbia, la tristezza o qualsiasi altro "sentimento negativo" in modo appropriato.

  6.  
  7. La rabbia che non può venire espressa nella prima infanzia non scompare semplicemente. Viene repressa e si accumula con il passare degli anni, finché il bambino non è più in grado di contenerla ed è abbastanza grande da aver superato la paura della punizione fisica. Quando alla fine il pentolone della rabbia si scoperchia, i genitori possono rimanere scioccati e perplessi: hanno dimenticato le centinaia o migliaia di momenti di frustrazione con i quali hanno riempito quel pentolone nel corso degli anni. Il principio psicologico che "la frustrazione porta all'aggressività" non è mai così chiaramente visibile come nella ribellione degli adolescenti. I genitori dovrebbero essere aiutati a capire quanto questo tipo di frustrazione può essere percepito dal bambino come "sentirsi invisibile" quando il pianto viene ignorato, o provare la sensazione di essere privo di aiuto e scoraggiato, quando il suo tentativo di esprimere sentimenti viene ignorato o punito.

  8.  
  9. Nasciamo tutti sapendo che ciascun nostro sentimento è legittimo; poi gradualmente perdiamo questa consapevolezza se l'unica parte di noi che riceve una risposta è quella "buona". Questo è tragico, perché solo se sappiamo pienamente accettare noi stessi e il nostro prossimo, al di là di ciò che è giusto o sbagliato, noi possiamo avere autentiche relazioni d'amore. Se non siamo stati pienamente amati e accettati nell'infanzia, non potremo imparare come ci si sente, né come trasmettere questa accettazione agli altri, a prescindere da quanto ci ragioniamo, leggiamo o facciamo terapie: quanto sarebbero più facili le nostre vite se solo ricevessimo amore incondizionato nei nostri primi anni!

  10.  
  11. I genitori che si chiedono se rispondere al pianto del bambino, dovrebbero chiedersi come reagiscono loro in situazioni analoghe. Un adulto può ritenere appropriato ignorare il pianto di un bambino, tuttavia si sente furioso se il suo partner ignora un tentativo di dialogare. Nella nostra società ci sono molti che sembrano pensare che un individuo debba avere una certa età, prima di acquisire il diritto di essere ascoltato. Ma quale sarebbe l'età giusta? I neonati e i bambini non sono un qualcosa che vale meno di una persona, solo perché sono piccoli e bisognosi di aiuto. In qualsiasi circostanza, più una persona è bisognosa di aiuto, più ha bisogno di avere la nostra compassione, attenzione ed assistenza.

  12.  
  13. Se il bambino ha appreso da queste esperienze che le persone deboli meritano di essere ignorate, può a sua volta perdere nei confronti degli altri la compassione della quale tutti gli esseri umani nascono provvisti. Se da bambino è lasciato senza aiuto, e i suoi pianti sono rimasti inascoltati, comincia a pensare che questa sia la risposta appropriata verso quelli che sono più deboli di lui, e a credere alla "ragione della forza". Senza compassione, questa fase si calibra verso la futura violenza: chi si domanda come può un criminale non aver compassione delle sue vittime, dovrebbe chiedersi dove la sua compassione è andata smarrita. Non è una cosa che si perde da un giorno all'altro: viene sottratta, goccia a goccia, attraverso un'educazione punitiva o distaccata, fino a che non ce n'è più. La perdita della compassione è il dramma peggiore che può capitare ad un bambino.

  14.  
  15. Quando un bambino impara dall'esempio dei suoi genitori che ignorare il pianto di un bambino è una cosa giusta, tratterà allo stesso modo i suoi figli, a meno di interventi dall'esterno. Il comportamento genitoriale inadeguato si trasmette da una generazione all'altra, fino a che per circostanze fortunate qualcosa non intervenga a cambiare questo schema. Quanto sarebbe più facile per un genitore aver imparato nell'infanzia come trattare i propri figli! Forse questa catena di inadeguatezza comincerà a interrompersi quando non succederà più che i presenti tirino dritto accanto a un bambino angosciato, senza porgli aiuto. Potrebbe essere la prima volta che un bambino ha ricevuto il messaggio che i suoi sentimenti sono legittimi ed importanti, e questo messaggio fondamentale potrà essere ricordato più tardi, quando lui, o lei, avrà a sua volta un bambino.

  16.  
  17. Il pianto è un segnale che la natura ha creato perché disturbasse gli adulti, in modo da indurli a prendersi cura dei bisogni del bambino. Ignorare il pianto è come ignorare la sirena dell'allarme antincendio perché ci dà fastidio. Lo scopo del segnale è appunto darci fastidio, in modo che noi possiamo fare attenzione a qualcosa di importante. Solo un sordo non fa caso all'allarme antincendio, eppure molti genitori, di fronte al pianto di un bambino, diventano sordi. Il pianto, allo stesso modo di un segnale d'allarme, ha il significato di attirare la nostra attenzione in modo da occuparci delle importanti necessità del bambino; è semplicemente assurdo pensare che la natura abbia provvisto tutti i bambini di un segnale, emesso periodicamente, che non serva a nulla di buono.

  18.  
  19. I genitori che rispondono solo ai "buoni" comportamenti del bambino possono ritenere di star educando il figlio a comportarsi "meglio"; eppure loro stessi collaborano più volentieri con chi li tratta con gentilezza. È come se i bambini venissero considerati un'altra specie, che opera sulla base di differenti principi comportamentali. Questo non ha senso, così come è impossibile identificare il momento in cui improvvisamente il bambino "cambia" e comincia ad operare secondo principi "adulti". La verità è più semplice: i bambini sono esseri umani che si comportano secondo le stesse modalità di tutti gli altri esseri umani. Come tutti noi, rispondono meglio alla gentilezza, pazienza e comprensione. I genitori che si stanno chiedendo se il "cattivo comportamento" del bambino finirà, dovrebbero fermarsi un attimo e domandarsi: "Mi sento più collaborativo quando qualcuno mi tratta bene o quando mi tratta nel modo in cui ho appena trattato mio figlio?"
trad. di Antonella Sagone 

Copyright by Jan Hunt, M.Sc. 

Traduzione a cura di Antonella Sagone
La pagina originale in inglese si trova qui.

Natural child project
 


              Ten Reasons to Respond to a Crying Child

                                 By Jan Hunt, M.Sc.

           1. A baby's first attempts to communicate cannot be in words, but
           can only be nonverbal. She cannot put happy feelings into
           words, but she can smile. She cannot put sad or angry feelings
           into words, but she can cry. If her smiles receive a response, but
           crying is ignored, she can receive the harmful message that she
           is loved and cared for only when she is happy. Children who
           continue to get this message through the years cannot feel truly
           loved and accepted.

           2. If a child's attempts to communicate sadness or anger are
           routinely ignored, he cannot learn how to express those feelings
           in words. Crying must receive an appropriate and positive
           response so that the child sees that all of his feelings are
           accepted. If his feelings are not accepted, and crying is ignored
           or punished, he receives the message that sadness and anger
           are unacceptable, no matter how they are expressed. It is
           impossible for a child to understand that expression of sadness
           or anger might be accepted in appropriate words once he is
           older and able to use those words. A child can only communicate
           in ways available to him at a given time; a child can only
           accomplish what he has had a chance to learn. Every child is
           doing his best, according to his age, experience, and present
           circumstances. It is surely unfair to punish a child for not doing
           more than he can do.

           3. A child who has been given the message that her parents will
           only respond to her when she is "good" will begin to hide "bad"
           behavior and "bad" feelings from others, and even from herself.
           She may become an adult who submerges "bad" emotions and is
           unable to communicate the full range of human feelings. Indeed,
           there are many adults who find it difficult to express anger,
           sadness, or other "bad" feelings in an appropriate way.

           4. Anger that cannot be expressed in early childhood does not
           simply disappear. It becomes repressed and builds up over the
           years, until the child is unable to contain it any longer, and is old
           enough to have lost his fear of physical punishment. When this
           container of anger is finally thrown open, the parents can be
           shocked and perplexed. They have forgotten the hundreds or
           thousands of moments of frustration which have been filling this
           container over the years. The psychological principle that
           "frustration leads to aggression" is never more clearly seen than
           in the final rebellion of a teenager. Parents should be helped to
           understand how frustrating it can be for a child to feel "invisible"
           when crying is ignored, or to feel helpless and discouraged when
           his attempts to express his needs and feelings are ignored or
           punished.

           5. We are all born knowing that each and every feeling we have
           is legitimate. We gradually lose that belief if only our "good" side
           brings a positive response. This is a tragedy, because it is only
           when we fully accept ourselves and others, regardless of
           mistakes, that we can have truly loving relationships. If we are
           not fully loved and accepted in childhood, we may never learn
           how that feels or how to communicate that acceptance to others,
           no matter how much therapy or reading or thinking we may do.
           How much easier our lives would be if we had simply received
           unconditional love throughout our early years!

           6. Parents wondering whether to respond to crying might give
           some thought to their own responses in similar situations.
           Parents may consider it appropriate to ignore a child's cries, yet
           feel intensely angry if their partner ignores attempts to have a
           conversation. Many in our society seem to believe that a person
           must be a certain age before he has the right to be heard. Yet
           what age would that be? Infants and children are not any less a
           person just because they are small and helpless. If anything, the
           more helpless someone is, the more they deserve to have our
           compassion. attention, and assistance.

           7. If children are taught by example that helpless persons
           deserve to be ignored, they can lose the compassion for others
           that all humans are born with. If, as helpless infants, their cries
           are ignored, they begin to believe that this is the appropriate
           response to those who are weaker than themselves, and that
           "might makes right". Without compassion, the stage is set for
           later violence. Those who wonder why a violent criminal had no
           compassion for his victims need to consider where he lost that
           compassion. Compassion does not disappear overnight. It is
           stolen, through unresponsive or punitive parenting, drop by drop,
           until it is gone. Loss of compassion is the greatest tragedy that
           can befall a child.

           8. When a child learns by her parents' example that it is
           appropriate to ignore a child's cries, she will naturally treat her
           own child the same way, unless there is some intervention from
           others. Inadequate parenting continues through the generations
           until fortunate circumstances come about to change this pattern.
           How much easier it is for a parent to have learned in childhood
           how to treat his or her own child! Perhaps the cycle of
           inadequate parenting can begin to change when bystanders no
           longer walk past an anguished child without stopping to help.
           This may be the first time the child has been given the message
           that her feelings are legitimate and important, and this critical
           message may be remembered later when she herself has a
           child.

           9. Crying is a signal provided by nature that is meant to disturb
           the parents so that the child's needs will be met. Ignoring a
           child's cries is like ignoring the warning signal of a smoke
           detector because we find it disturbing. This signal is meant to
           disturb us so that we can attend to an important matter. Only a
           deaf person would ignore a smoke detector, yet many parents
           turn a deaf ear to a child's cries. Crying, like the detector signal,
           is meant to capture our attention so that we can attend to the
           important needs of the child. It just makes no sense to think that
           nature would have provided all children with a routinely used
           signal that serves no good purpose.

           10. Parents who respond only to "good" behavior may believe
           they are training the child to behave "better". Yet they
           themselves feel most like cooperating with those who treat them
           with kindness. It is as though children are seen as a different
           species, operating on different principles of behavior. This makes
           no sense, because it would be impossible to identify a moment
           when the child suddenly changes to "adult" operating principles.
           The truth is much simpler: children are human beings who
           behave on the same principles as all other human beings. Like
           the rest of us, they respond best to kindness, patience and
           understanding. Parents wondering why a child is "misbehaving"
           might stop and ask themselves this question: "Do I feel like
           cooperating when someone treats me well, or when someone
           treats me the way I have just treated my child?"
 


indietro

References
Autore: Jan Hunt, M.Sc.
Titolo originale: “Ten Reasons to Respond to a Crying Child”
VOGLIO CREDERE NEI MIEI SOGNI
How To Respond To Crying.....

copyright © Ulrike Schmidleithner - 1999 - 2001 tutti i diritti riservati