La data e l'ora segnata su questa
immagine indicano quando sono stati attuati i cambiamenti autorizzati. L'immagine senza ora e ROSSA indica un
tentativo fraudolento di INTRUSIONE:
si prega quindi di avvertire al più presto il
webmaster. / Date below and hour on the "seal" mark authorized changes. Fraudolent ones get the "seal"
become RED without hour: if so
please let us know as soon as possible.
9 gennaio
2010
IMBROGLIO
E' IL CONTRARIO DI SVILUPPO Da:
'La
violenza
contro il bambino' a 'Tempo di mutamenti' e 'La meglio
gioventù'
Bambini? Il NUOVO che avanza... Immaturità? L'infanzia non
esiste.
Esiste lo sviluppo e lo sviluppo
è
cambiamento liberatorio
Tutto
il sito viene di
continuo aggiornato: sono da seguirne le frequenti modifiche (ma anche
i
possibili RECUPERI dai non rari danneggiamenti)
per
cui occorre di
tempo
in tempo
ridargli un'occhiata ed eventualmente proporre considerazioni,
critiche che o informazioni che saranno molto gradite.
Tutti
i
links di ogni
file del sito verranno continuativamente
aggiornati con
l'aiuto di: /mostly by:
Mi volete per caso IMBROGLIARE !?!
dichiara
severamente questa bambina di QUATTRO
GIORNI
(ripetiamo: GIORNI!)
Aggiornamenti
e segnalazioni:
Questo
sito e i libri
che ne derivano NON sono di INFORMAZIONE, ma si costituiscono come una
specie di ENCICLOPEDIETEMATICHE,
in cui vengono presentati e
discussi vari argomenti
da leggersi e soprattutto da CONSULTARE
di
volta in volta.
A
seguito di difficoltà
lamentate e
relative richieste,
l'architettura stessa del
sito è stata modificata in funzione di un più agevole
orientamento: sdoppiato,
il file di prefazione e illustrazione degli indici prende ora un nuovo
nome - Prefazione,introduzione
e indici illustrati - che riinvia a
un differente URL
mentre diventa
iniziale e
fondamentale
un file
semplificato dove a prima vista compaioni i links
indirizzanti
sui capitoli interni.
Dopo
la pubblicazione del libro aggiornamenti
sono già iniziati
e molti altri ne verrano fatti segnalati di
volta in volta nel nuovo file Aggiornamenti
e
novità / Novelties on the site: anche se si
consiglia
di
considerare
ancora
con
attenzione le più importanti passate modifiche.
Il
sito viene di
continuo revisionato: per
cui occorre di tempo in tempo ridargli un’occhiata ed eventualmente
proporre considerazioni,
critiche o informazioni che saranno molto gradite
Come
tutti gli altri files, questa pagina viene di continuo rinfrescata e
aggiornata: anche per garantirne
ogni tempestivo
rinnovamento, gradite
e seguite saranno critiche
e segnalazioni.
Come riepilogo dei
concetti generali di tutto questo lavoro giunge
molto opportuna la possibilità di commentare
una
considerazione
che ci è stata mossa a proposito dei metodi nefasti di
allevamento e
delle loro conseguenze anche nel corso delle generazioni future.
Da segnalazioni contenute in vari file/capitoli, da questo Imbroglio è
il
contrario di sviluppo a Delgado
& Skinner
ecc. l'interlocutore aveva - erroneamente! - dedotto che una
volontà
specificamente "malvagia" operasse con precisi propositi dietro le
quinte per ottenere un simile risultato.
PURTROPPO invece per lo più NON si tratta di azioni programmate
- che
come tali potrebbero quindi venir combattute apertamente: i
comportamenti degli adulti nei confronti dei bambini rispecchiano una
NORMALE curva di Gauss
con
agli estremi qui i "buonissimi" - e i loro
Maestri - e là i
"cattivissimi" e i loro istigatori; mentre - e
qui ripeto
"purtroppo" - al centro si raggruppa una massa generalizzata e passiva
di inetti, di superstiziosi,
di adulti
non-sviluppati, di infanzie malvissute o non
vissute e/o rimosse.
Partendo
dalla soggettiva
necessità
di far ordine nel contesto
consequenziale della maturazione umana, questo
file/capitolo
deriva dal
rifacimento di una estemporanea lettera aperta - senza
risposta! - in
opposizione contro un altro
libro dal titolo equivocabile Tempo di
mutamenti:
in apparenza troppo simile ma in realtà in netto contrasto per incongruità
di contenuti con
i fatti
basilari
qui esposti e non solo con propugnate opinioni teoriche.
Bambini
di ieri
= adulti di oggi. Adulti di
oggi
->
adulti di domani è
il titolo in italiano di questo sito e delle pagine in
italiano del libro che ne deriva. From
children
of YESTERDAY to adults of TOMORROWè
il
titolo
del
libro in cui vengono pubblicati i file in inglese. Il sito andrebbe
consultato di frequente
per seguire i passaggi dei links e degli aggiornamenti; i libri
andrebbero letti entrambi per ricostituirne
il contenuto "vero": infatti mentre un sito
Web con la sua dinamicità si presta a continui rimaneggiamenti e
aperture, queste sono impossibili da seguire in una pubblicazione
stampata non
periodica. Il sito è unitario per cui i vari files
possono venirvi letti affiancati con il vantaggio di
poterne integrare il contenuto per lo più non in esatta
traduzione, in quanto
può
differire per la presenza - o meno - di specifici rimandi,
bibliografie
e citazioni. A chi conosce le due lingue l'affiancare la lettura di
ogni
file/capitolo può fornire migliori e più
compiuti e integrati apporti di conoscenza, ma non tutti i capitoli
di
questi due libri si corrispondono; inoltre se alcuni files/capitoli si
trovano
soltanto nell'edizione in italiano, DUE differenti
files/capitoli
- importanti e fondanti - si trovano soltanto ciascuno in uno o
nell'altro
libro: in particolare l'inglese TOTEM
AND TABOO REVISITED: awful and fertile rise of new
superstitionsva
strettamente messo in parallelo con questo che non si trova
invece
nell'edizione inglese.
Sono due file/capitoli ben
diversi
come testo, ma complementari
per significato intrinseco,
per integrare e
confermare entrambi - da differenti punti
di
vista e esplicitati con ben differenti argomenti - essenziali
propositi una secca denuncia
convalidata
da molti esempi, illustrazioni e citazioni e un duro messaggio
meglio evidenziato proprio attraverso le grandi differenze dei dati
presentati.
Il senso sostanziale di entrambi questi file/capitoli è la
condanna
contro la facile tendenza degli esseri umani a venir ingannati
e intimiditi;
è lo smascheramento della generale
"ripugnanza" a
coltivare virtute
e
conoscenza,
"saggezza" e maturità
consapevole; è il riconoscre come
l'ostilità ad
aprirsi
al "nuovo", allo "sviluppo" tenda anche al proselitismo contro ogni
integrazione
di fattori differenti. Come enfatizzano i titoli
stessi di
entrambi i file/capitoli, vi si deplora la comune disposizione a
preferire suggestioni
e restrizioni invece di scegliere conoscenza,
disponibilità,evoluzione.
Entrambi possono venir letti come fossero articoli a se stanti (il
file/capitolo Totem
e Taboo infatti deriva dalla fusione e integrazione
di
Comunicazioni
Congressuali) nel loro proporre in modo esaustivo concetti-chiave
attraverso
esemplificazioni e problematiche assolutamente differenti. Questi
elementi di pessimismo
preoccupato
e di manifesta opposizione necessitano comunque di
una lettura
più
articolata: nell'economia
generale del sito e dei libri vanno letti anche come completamenti
e
necessari ampliamenti esplicativi di Consapevolezza
e memoria (e
dell'inglese Consciousness
and
memory)
e di < Cosa
ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della
libertàevidenziandone
meglio i
contenuti polemici
proprio nel documentarli con quanto presentato - in modo addirittura
"normativo" - nel file/capitolo
Delgado
& Skinner.
In
collegamento stretto vi si evidenzia la tendenza di
indirizzare la
propria esistenza su simili brutte
pieghe
aggrovigliate su se stesse, la voglia e/o la costrizione di sottostare
a dipendenzeimmobilizzantie frigideostinate nel
venir preferite alla realtà delle vive
emozioni, alla
verità degli istinti
vitali;
e lo si prospetta come presupposto di una delle principali cause di
profonde radici
eziopatogenetiche di tutta la
patologia mentale personale e sociologica generale.
Questi
file/capitoli sono quindi riassuntivi
e
fondanti in fondo di tutto il sito e di tutti questi
libri: integrano
e
confermano
essenziali propositi e concetti di base; e, benché ben
diversi
come
testo e forma, da differenti punti di vista e argomenti sono
indirettamente parte
di un discorso molto più generale: sarebbe quindi opportuno
poterli
leggere
in parallelo e/o con rimandi incrociati ai vari file/capitoli
di un altro sito
- e libri It's Abuse
NOT Science
fiction / Gli Abusi mentali, fisici e tecnologici NON sono Fantascienza
con aggiornamenti e documentazioni Up-to-date
Dossiers
- dell'Associazione
Italiana, scientifica e giuridica contro gli abusi mentali, fisici e
tecnologici.
I
sistemi
democratici...
devono controllare
non solo
ciò che il popolo fa,
ma anche quello che pensa.
Lo Stato non
è in
grado di garantire l’obbedienza con la forza e
il pensiero
può
portare
all’azione, perciò la minaccia all’ordine deve essere sradicata
alla fonte.
E’ quindi
necessario creare una
cornice che
delimiti
un pensiero
accettabile,
racchiuso entro i princìpi della
religione di Stato. Tali
principi non
devono necessariamente essere affermati, anzi, sarebbe meglio darli per
scontati, come implicita cornice del pensiero pensabile. I
critici rafforzano questo sistema accettando senza discussione tali
dottrine e limitando le proprie critiche alle questioni tattiche che
sorgono al loro interno. (Dall'Archivio di
Noam Chomsky:
vedineanche
l'originale in
inglese Necessary
Illusions:
Thought Control in Democratic Societies)
SVOLGERE,
SVILUPPARE''.
Si svolgono
le cose volte o rinvolte, si svolgono i germi della vita; si sviluppano
le inviluppate. Là dove non vi è inviluppo o viluppo,
ivi sviluppare
non ha luogo proprio...
Tutto ciò che
ha
vista di cosa involuta o sospetta, o comechessia non piacevole si
suole
chiamare imbroglio... Imbroglio da ultimo vale: frode tramata per
ingannare
o danneggiare altrui...
Ma se
solo le cose
inviluppate
possono s-vilupparsi
e se d'altra parte Imbroglio
è il contrario di sviluppo fino a giungere al peggiore
dei suoi sinonimi cioé alla "truffa,
dal concetto basilare di sviluppo
- e
dei suoi ben definiti mutamenti
- ci
si deve pur anche spostare su questo "contrario"
e di qui su le sue
peggiori estensioni, generatrici comunque sia di violazioni.
Questo file/capitolo, in aperta polemica contro ogni misconoscimento
superficializzante, parte pertanto da questo necessario abbinamento di concetti basilari
contrapposti che, da descrizioni di armonico sviluppo,
si spostano su sue violazioni,
danni e "imbrogli" destinati a tarparne lo svolgersi futuro. Qui non
ha luogo proprio... un'accademicostudio
teorico
dell'età evolutiva bensì l'osservazione
diretta
da
più punti di vista di quei mutamenti
nel tempo
che toccano ciascuno - come persona individuale e nel succedersi delle
generazioni - e di quanto tende ad
intralciare o ledere lo sbocciare e non appassire di questo divenire
nel succedersi delle sue aperture.
1)Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di
oggi -> adulti di domani ...
Originariamente
questo sito
era stato impostato per presentare e discutere due volumi (ed un terzo,
in un certo senso complementare) che descrivono specularmente lo
sviluppo umano, gli uni dalla parte della PRIMA infanzia di chi si
sviluppa: INFANZIA: tempo di mutamenti e Per una
crescita libera,
l'altro dalla parte di chi
è adulto e operante nei contesti adulti, compreso allevare
generazioni
successive: Le
faccende domestiche. Ergonomia e psicologi di un VERO lavoro.
Argomenti piccini,
privati,
femminili...? o fondanti presupposti sintetizzabili nelle solenni
citazioni
Considerate
la
vostra
semenza
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e
conoscenza... Ripeness
is alll [la
maturità è tutto]
In
essi infatti non si
affermano
solo i concetti - comunque fondanti
-
che nell'infanzia
e nella vita
di famiglia
si trovano le
profonde
e indirizzanti radici - la semenza
- di ciascun essere umano
a partire dal contestoORIGINARIO:
nei libri e nel
sito vengono con
precisione
spiegati i percorsi
del procedere
differenziante dell'esistenza
e delle generazioni umane.
L'attuarsi delle potenzialità
intrinseche dell'individuo - del suo s-viluppo
-
si
esprime in un movimentonon
consecutivo e lineare, ma curvilineo verso orbitali e s-volte:
ecco
perché
è necessario che nei libri - e nelle pagine del
sito - il concetto di INIZI, di passaggi
successivi,
di fasi
di sviluppo
venga
esplicitato in un discorso
unitario
ma differenziato
di passato,
presente e
futuro,
di indispensabili e delicati organizzatori.
Ripeness
is
all - ?
Sarà
pure "tutto" ma solo come meta
di un percorso non circoscritto e non
descrivibile
in poche parole, poichè - quando procede nel giusto modo
radicantesi
su
solide basi, srotolate in successive armoniche volute - può a
sua volta dar
avvio a numerosissime
nuove espansioni
di altissima potenzialità e varietà: ed è
così che, ad ogni fase, ad ogni "orbitale" di
raggiunta - provvisoria
-
maturazione,
anche il mondo esterno può venir fruito
come
fonte inesauribile di sempre nuovi
apporti. Ma un
simile
procedere com-plicato
(etimologicamente =
composto
da tante pieghe)
non
può avvenire senza difficoltà e
distorsioni:
come può aprirsi in armoniche evoluzioni, al contrario mancate
integrazioni e/o difettosi organizzatori possono avvitarlo su se
stesso
in distruttivi circoli viziosi (non per niente in italiano esiste la
locuzione prendere
una brutta
piega).
E mentre sia le evoluzioni positive, sia i distruttivi circoli viziosi
si
integrano e interagiscono a vicenda questo arricchisce o com-plica o
danneggia non soltanto le esistenze
biologiche
individuali, quanto anche i rapporti affettivi e comunque
interpersonali, quanto anche le attività lavorative
più o
meno "importanti", quanto ancor peggio persino le vicende
socio-politiche generali, da cui anche interferenze
nel
possibile destino
delle
generazioni future.
"Complessi"
e irrinunciabili "fasi"
Nei
fondamenti della religione
e filosofia cinesesi trova una classificazione
molto
autorevole,
che - sia pur
solo intuita da noi occidentali in modo implicito e
non definito - va considerata alla
base di
ogni
conoscenza umana.
In ogni aspetto e modalità
dell'ESSEREdue
vie basilari
si alternano in ogni momento: l'una come lo Yin,
interiore,
quieta, espansa, materiale, statica..., l'altra , come lo Yang
movimentata,
diretta, tesa, collegata con le funzioni e con le energie e con il
mondo
esterno. La prima via offre la capacità centripeta di godere
o
almeno
di provare
sensazioni (il principio di
piacere
di Freud), di
conservare
e preservare; la seconda - rivolta verso
l'esterno (il principio
di
realtà)
- di indirizzare, di padroneggiare, di controllare, di cambiare, ma
anche
di distinguere, separare, escludere, ma pertanto anche CHIARIRE
e
precisare.
E così, ad ogni passaggio non antitetico ma completante debbono
seguire - anzi "conseguire" -
i suoi opposti e simmetrici aspetti.
Il termine complesso
usato
nel
campo psicologico inizialmente indicava la difficoltà da
individuare nel test di associazione
verbale di Jung (derivatogli da Ziehen e da
lui citato nel Significato
psicopatologico dell'esperimento associativo) nel
proseguire la somministrazione
del test di fronte ad una precisa parola-stimolo, il momento di
inciampo segnalava l'esistenza di un problema
collegato con questa
parola: e "difficoltà",
"inciampo", "problema" ecc. sono
rimasti ancora la tipica accezione - spregiativa - con cui
popolarmente
viene usato il termine "complesso".
Ma questo termine, che è in
fondo un
aggettivo/participio sostantivizzato, fu molto più
efficacemente
scelto da Freud per indicare invece qualcosa
che
ben presto si rivelò essere non solo un'espressione metaforica
ma un accertato
CONCRETO elemento della realtà oggettiva,
con lo stesso significato di fondo - unione
nella necessaria
diversità
- come lo è nel caso dei complessi
musicali.
Ma se "complesso"
rimanendo aggettivo o participio è sinonimo di complicato,
questo termine, trasformato in sostantivo, è ancora più
adatto ad indicare un effettivo elemento della realtà concreta:
dallo svolgersi graduale delle sue "pieghe"
poco per volta non
più
tenute insieme -
"com-plicate"
- possono prendere origine e irradiarsi tutte
le possibili vicende di una piena esistenza.
Su basi non
aggrovigliate lo
sviluppo intrinseco può integrare apporti fondanti
esterni: a partire da solide e non aggrovigliate basi possono
prendere origine - stabile e creativa - nuovi EVOLUTIVIconi di
espansione: estesi, vari, diversificati e
intersecantesi a formare un fitto
tessuto.
Il termine astratto contesto
- che deriva proprio dal termine concreto "tessere" - indica qualcosa
di
più preciso del termine ambiente:
e così questo metaforico filo ben
avvolto
può in ogni situazione entrare a farne parte operante e valida
con apporti di arricchimento proprio e di trasmissione allargata verso
una rinnovabile, infinitamente
ampliabile e trasmissibile CULTURA.
E'
così che possono avviarsi i veri processi
di
apprendimentoassimilante: non di
apprendimento come
"accrescimento cumulativo", ma di trasformazione
capace di attuare una
vera ri-costruzione creativa - rinnovabile di momento in momento.
Al
di là di questo, c’è il concetto di transizione
... i passaggi a diversi approcci alla vita, una sorta di cambio di
filosofie esistenziali.
Sai? Quando ti ribadisci in testa nuovi principi, che apparentemente
sono il contrario di quel che ti sei detto fino a qualche tempo fa. ...
Il
punto è che i periodi di transizione – sempre più
numerosi e lunghi –
sono periodi per cui non siamo tanto attrezzati a viverli. Noi, per lo
più, pensiamo alle crisi come a periodi dolorosi e brevi. Devono
essere
brevi! Se ne esce con una decisione, un atto di volontà,
una
reazione
energica. C’è una sorta di etica che dice, nella crisi:
reagisci,
volontà, decidi e parti di nuovo! [vedi
ad esempio: "svezzannto"
(!), "educazione degli sfinteri"
(!)] Ma
c’è un’altra etica, forse più profonda, che afferma: aspetta,
ascolta,
non avere fretta, decidi solo quando senti che la cosa è
MATURATA
dentro. Questo – la crisi – è il momento dell’ascolto,
per una maggiore
conoscenza di te. Una
decisione affrettata equivale a una fuga. Qualcosa di
forte, qui vicino indica sicuramente qualcosa che sento,
che è qui, ma che ancora non
riesco a vedere.
E un momento di transizione.
Nel
corso dello sviluppo i complessi - come lo Yin e
lo
Yang - si succedono l'un l'altro: ma se i "complessi" basilari,
materiali,
interiori, stabilizzanti - le "radici" di ogni sviluppo esistenziale -
sono stati
strappati
o seccati, i complessi
"attivi",
i complessi successivi, convoglianti esperienze e azioni che dovrebbero
riguardareil
mondo reale esterno, proseguono già segnati in
partenza
dai naufragi delle fasi precedenti e possono muoversi solo
come compensazioni
di questi. Senza
basi
nel corso di
tutta la
vita
i complessi tarpati non possono che aggrovigliarsi sempre più in
una confusione disorganizzata, priva di segnali di età o di
situazione:
come in un contesto scolastico di allievi sempre bocciati (come
verrà più ampiamente specificato nel file/capitolo Infanzia:
tempo di mutamenti).
Il titolo precedente del libro Le
faccende domestiche. Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro
era I
complessi della casalinga (edizione Nuova Italia 1974),
ed
è stato cambiato perché equivocabile: la parola
"complessi" viene abitualmente considerata in un'accezione
parzialissima,
negativa se non addirittura scherzosa. Ma se nel titolo attuale si
è
così perso il termine freudiano "complessi" come parola-chiave
dei
passaggi-organizzatori, è stato anche per meglio sottolineare
invece
- non per niente scritto in maiuscolo - il concetto di VERO
lavoro, che si configura già compiutamente a partire da
questi "semplici" e "banali" lavori domestici. Il lavoro, ogni tipo di
"vero" lavoro, qualsivoglia attività responsabile sono fra i
momenti
più stabilmente fondanti di una raggiunta maturità
umana. Ma come indicazione il termine "complesso" poteva, anche se
erroneamente, darne un'idea statica, i termini abbinati
"ergonomia"
e "psicologia" non possono che indicare scienze dinamiche: per
introdurre l'idea dell'evolutività
del "lavoro" lo studio
sotteso
a questo attuale titolo cerca quindi di indicare (sperando: senza
equivoci)
come non solo le "persone", ma anche le
attività adulte e ogni
tipo
di lavoro abbiano basi
portanti inziali
perfin biologicamente programmate, alle quali i complessi
partecipano in funzione di "organizzatori".
In altri termini, entrambi i
libri
nel loro aspetto speculare: l'uno "dalla parte dei bambini" e
"dalla
parte degli adulti" l'altro, cercano di contribuire a far considerare
le
attività umane - e non soltanto gli esseri umani - secondo paradigmi
di sviluppo che si
succedono e si
collegano
in passaggi diversificati, ma non casuali e disorganizzati,
bensì
regolari, necessari e consequenziali.
Come gli
individui
pure
le attitività possono evolvere: partendo da aspetti
concreti,
corporei e “piccoli” e magari “infantili”: nella specie umana possono
giungere fino a "srotolarsi"
verso
le più elaborate, “sublimate” e “potenti” forme di
partecipazione
alla vita associata, se non di tutto il nostro mondo, passato, presente
ed anche futuro.
Ma, sia che riguardi il
singolo
privato soggetto sia generali attività o situazioni, il susseguirsi
alternante e non lineare di questi
passaggi
- analogo peraltro alle "materie scolastiche"! - procede da punti di
vista
e presupposti molto differenti tra di loro persin in apparenza
contraddittori;
si s-volge - si srotola - in un divenire in apparenza molto
irregolare
e purtroppo molto spesso per
questo molto mal accetto: da cui
infiniti
inconvenienti se non disastri. Nella
speranza che in
ciascun
"contesto" i vari partecipanti possano collaborare e non ostacolarsi a
vicenda ingarbugliando matasse difettose, in
un'ottica non statica e unilaterale i complessi possono
venir veramente riconosciuti e assecondati nel presente; ma non basta:
può pure venirne
individuata l'evoluzione nel passato di ciascuno, anche nelle sue
conseguenze potenziali. In un - ripeto - contesto
armonizzante di diversi individui in differenti
fasi di esistenza anche i clamorosi sbocchi dei complessi
infantili
in atto così possono venir seguiti e assecondati, in quei
percorsi e
giravolte
attraverso i quali la prima infanzia pone le basi di una vera vita
adulta, e la vera MATURITA'
riesce a espandersi o invece viene costretta a isterilirsi e/o
bloccarsi.
Violenza
contro il bambino
Il
titolo
dell'edizione precedente del volume - INFANZIA:
tempo di mutamenti -
rimandava
a una raccolta
collettiva
di conferenze edite sotto il titolo
Violenza
contro il bambino;
iltitolo attuale, mettendo
l'accento
sull'importanza
di queste fisiologiche disomogenee,
discontinue
transizioni fondamentali,
continua ad
alludere
però,
anche se indirettamente, alle concrete possibilità di VIOLAZIONI
implicite nel disattendere, disturbare, se non impedire la vera, intrinseca
regolarità
Ma in Natura poco va veramente perduto: se a suo tempo
erano state
smarrite, travisate, impedite le biologiche fasi e le autentiche
situazioni si trovano depositate nella memoria - inconsapevole
- in modo
altrettanto regolarmente intrinseco (anche se in apparenza soggettiva
altrettanto discordante) di quanto sarebbero stati i normali sviluppi.
Infatti come lo sviluppo in termini di futuro
ha per Natura una sua regolarità intrinseca, così questa
regolarità fondante può ritrovarsi depositata
nella memoria. Niente va perso degli eventi del passato
né
delle fasi di sviluppo disattese o smentite: in ogni momento tutta la
sequenza
dei fatti e dei percorsi può venir riattivata verso una maturazione anche
ottimale.
E' stato detto che la
follia è l'oblio di un grande dolore..., ma questo
non
è un destino inesorabile: lentamente e dolorosamente chiunque
potrebbe
ritrovare la propria completezza
e
autenticità
con il rivivere
attivamente
proprio
quelle passate sensazioni e passaggi che sembravano intollerabili. Se
non contrastate, ma accettate e coraggiosamente tradotte in ritrovate
memorie anche le situazioni più terribili, le sofferenze
più atroci una volta ritrovate, rivissute, rielaborate,
esplicitate
in ri-attualizzata consapevolezza possono - o più
realisticamente: potrebbero - trasformarsi in piena "esperienza", in
più profonda fonte di saggezza.
Ma non sempre, anzi percentualmente ben di rado, questo
può avverarsi: troppe sono le forze ambientali e di debolezza
e/o
malvolere umano che vi si oppongono. dei passaggi
fondanti.
Dal
grande al
piccolo, dall'esterno all'interno... Rileggendo il dialogo, mi rendo
conto
che anche per me ci andrebbe una sorta di apocalisse,
per essere costretto a ricostruire, per non diventare un
dinosauro... Ho
paura di
questo.
Così
scriveva un giovane
medico nel commentare
il film La meglio
gioventù
di Marco
Tullio Giordana, film nel quale l'argomento psichiatria
riveste
un ruolo cruciale: uno dei protagonisti scopre con
raccapriccio
che una giovane ricoverata in una clinica è stata sottoposta ad elettroshock;
ed è proprio dalla svolta determinata da questo
episodio
che se ne snodano ed evolvono la trama e le vicende.
Invece questa sorta di apocalisse
può aver luogo, completarsi
e venir anche "ufficialmente" e
"scientificamente" convalidata con l'aiuto della psicanalisi
che - come scienza
accreditata
dal 1896 -
data ormai da centodieci
anni; ma è pure vero che soggettivamente, per rientrare nella
PROPRIA via in
espansione,
può esser necessario rompere
con molto
dolore
un percorso avvitato su se stesso... E, se solo
in
un'ottica non statica e unilaterale, si può vedere
direttamente
il reale svolgersi dei "complessi" durante lo sviluppo infantile,
quanto
ben
maggiore ampiezza di vedute deve attivarsi per collaborare con la
memoria
nel far "ritrovare" - e così cercar di risanare
- le varie eventualità in cui ogni "mutamento" si era perso o
danneggiato!
Sviluppare
capacità
cognitive senza le necessarie fondamenta biologico-istintuali?
L'impostazione
generale del
sito - in
continuo aggiornamento - e dei libri è indirizzata a DESCRIVERE FATTI,
situazioni,
possibilità, NON certo a prescrivere
regole, non a dilungarsi in uno studio
teorico
dell'età evolutiva: ma comunque sia qualcosa vi viene almeno
non imposto ma proposto:
un
invito pressante anche se
indiretto ad OSSERVARE;una
diffida a
non "commuoversi" su singoli momenti statici ma a seguire con
partecipe attenzione ogni divenire dinamico; un richiamo
preoccupato
a considerare con il massimo
rispetto
quel basilare divenire
strutturato
che NON è soltanto studio
dell'età evolutiva ma un appello a preservare
quei "mutamenti nel tempo"
che toccano molto da vicino e in un CONTINUUM
tutti noi come parte di un unico discorso, come
storia
già
attuata o ancora in fieri di ciascuno: ciasuno di noi, sia di chi si
sta
- ancora - sviluppando sia persino di chi ha raggiunto il termine di
una
propria vita più o meno ben spesa, più o meno "maturata"
o snaturata nelle sue potenzialità.
'SVOLGERE, SVILUPPARE'.
Si svolgono
le cose volte o rinvolte, si svolgono i germi della vita; si sviluppano
le inviluppate. Là dove non vi è inviluppo o viluppo, ivi
sviluppare
non ha luogo proprio... Tutto
ciò che
ha
vista di cosa involuta o sospetta , o comechessia non piacevole si
suole
chiamare imbroglio... Imbroglio da ultimo vale: frode tramata per
ingannare
o danneggiare altrui...).
Si
svolgono
le cose volte o rinvolte, si svolgono i germi della vita?
Nella multipotente specie umana quanto
numerosi sono questi "germogli" già
predisposti?
Quante
nuove radici e ramificazioni ad
ogni età al momento opportuno
possono s-volgersi e diventare differenti competenze
e realizzazioni con l'aprirsi in
nuove vie evolutive, in
nuovi coni di espansione?
Ma chi
fin dagli inizi è stato derubato - mutilato, castrato - del novantanove
per cento delle sue originarie possibilità, quali
vie
evolutive potrà trovare e
percorrere? verso quali rinnovabili obbiettivi potrà "ramificarsi e
fruttificare"? Ed anche di quali adeguamenti
potrà trovarsi
dotato se confrontato con
future inaspettate
evenienze?
Il
bambino
è fatto di cento.
Il bambino ha
cento lingue
cento mani
cento pensieri
cento modi di pensare
di giocare e di
parlare
cento sempre cento
modi di ascoltare
di stupire di amare
cento allegrie
per cantare e capire
cento mondi
da scoprire
cento mondi
da inventare
cento mondi
da sognare.
Il bambino ha
cento lingue
(e poi cento cento cento)
ma gliene
rubano novantanove.
La
scuola e la
cultura
gli
separano la testa dal corpo.
Gli
dicono:
di
pensare senza mani
di
fare senza testa
di
ascoltare e di non parlare
di
capire senza allegrie
di
amare e di stupirsi
solo a Pasqua e a Natale.
Gli
dicono:
di
scoprire il mondo che già c'è
e di
cento
gliene
rubano novantanove.
Gli
dicono:
che
il gioco e il lavoro
la
realtà e la fantasia la
scienza e l'immaginazione
il
cielo e la terra
la
ragione e il sogno
sono
cose
che
non stanno insieme.
Gli
dicono insomma
che
il cento non c'è.
Sul piano emotivo di una falsa compassione ci si potrebbe
illudere che l'oblio
e l'inconsapevolezza possano mettere
a
tacere ogni grande
dolore, compreso il grande dolore di trovarsi derubati -
castrati - del novantanove
per cento
delle proprie possibilità,
la grande inadeguatezza di trovarsi ristretti in semplificate, rigide e
unilaterali vie di sviluppo e quindi costretti ad accettare in modo ormai reso a-critico
ogni - anche infida - proposta altrui. Persone incomplete, equiparabili
ormai a solo decorativi, fragili "fiori recisi" non sono in grado di
subire e accettare situazioni non preventivate: si trasformano in
intollerabili TRAUMI
anche
semplici
interpersonali dissapori, o peggio soggettive divergenze da prospettive
future immaginate a vuoto su di una base mancante dei principali
presupposti. Pensare senza mani, fare
senza testa, spostare le proprie percezioni interne su
esterni adorati o persecutori, ignorare la realtà
esterna trasponendola in sensazioni interne...: è
così che tra il proprio carente presente e un ipotetico
auspicato o
temuto futuro, tra la propria mutilata personalità e aspettative
inautentiche si costruisce un quasi assurdo spazio
vuoto in cui
pericolosamente si collocane i
deteriorati residui mal assortiti degli altri "novantanove
linguaggi".
In questo spazio
vuoto
chiunque - specie se mal
intenzionato - può metter mano e proporre soluzioni
"salvifiche" magari aiutandosi con mezzi più o meno
droganti o culturalmente
"evoluti" - vedine l'aspetto quasi caricaturale nel film Se mi lasci
ti cncello.
Ma sul piano collettivo generale troppe forze
- e veri "mostri"
- si oppongono al
ritrovamento di se stessi, alla ricostruzione dell'autenticità
individuale:
difatti non solo molti onori vennero conferiti a suo tempo a Cerletti
e Bini per l'invenzione dell'elettroshock
- la macchina dell'istupidito "oblio" - ma ancor oggi una circolare
ministeriale attualmente
in vigore definisce la TEC come presidio
terapeutico di
provata efficacia: quindi ancor oggi questo presidio viene ben
ampiamente
utilizzato
e valorizzato con l'avallo della legislazione ufficiale.
La
circolare
del Ministero
della Sanità consiglia, su
indicazione
del Consiglio Superiore di Sanità, l'utilizzo
dell'elettroshock
nella cura delle seguenti patologie: depressione, mania, disturbo
schizofreniforme,
schizofrenia, catatonia, sindrome maligna da neurolettici, gravi
disturbi
mentali in corso di gravidanza, psicosi puerperale
Contro
simili
mutilanti tentativi di migliorare una situazione annullandone una
parte, esistono purtuttavia disaccordi, pur in pratica disattesi e
negati, anzi del tutto ignorati nella loro sostanziale gravità:ad esempio queste Leggi
Regionali (Piemonte e Marche) che invitano a porre comunque
dei limiti a quanto è ufficialmente avallato per le pratiche
convulsivanti. REGIONE
PIEMONTE Legge regionale 3 giugno 2002, n. 14
Regolamentazione sull'applicazione della terapia elettroconvulsivante,
la lobotomia prefrontale e transorbitale ed altri simili interventi di
psicochirurgia.B.U. 6 giugno 2002, n. 23
Ma se le leggi "regionali" in quanto NON SANZIONATORIE avrebbero potuto
quanto meno invitare a porre dei "limiti", comunque in data 14 novembre
tre leggi furono respinte dalla Corte Costituzionale: ed una di queste
è quella sull' elettroshock. E così pure, in pieno
ossequio alla provata
efficacia di questo presidio terapeutico, alcune Casse
Mutue Malattia come la CASAGIT
- quella addirittura dei giornalisti! -, rimborsano ancor oggi
totalmente gli elettroshock mentre invece rifondono poche sedute di
psicoterapia e con cifre irrisorie.
Già
da tempo
avevo
notato negli
scaffali delle librerie un volumetto della Baldini
& Castoldi
dal
titolo TEMPO
DI MUTAMENTI quasi uguale a quello del
mio libro, ma NON
avrei assolutamente avuto alcunché da obbiettare se questo
secondo Tempo
di mutamenti avesse soltanto un'analogia nel titolo.
Sollecitata a
sfogliarlo, mi aspettavo di trovarvi almeno
citazioni
o segnalazioni o critiche o altro di questi miei - creduti similari -
lavori:
segnalazioni
invece del tutto assenti. Al contrario purtroppo non solo vi ho trovato
ampia possibilità di indiretti malintesi, ma sono
stata
obbligata
a notarne ben più gravi incongruità
di contenuti, non tanto per quanto riguarda il mio libro
ma
piuttosto per
quanto
riguarda la mia totale impostazione metodologica ben riconoscibile nei
miei lavori e nei miei - del secondo dirò più
avanti
- siti Web e libro. Purtroppo vi ho trovato proprio una trattazione
degli STESSI
temi presentati però da un punto di vista concettuale ed
operativo completamente
differente.
E pazienza fosse stato davvero completamente
differente
od almeno sinceramente antitetico: il che avrebbe ingenerato meno
ambiguità; ma ho dovuto amaramente constatare, che - pur
partendo da
una
base in apparenza
corrispondente - risulta impostato su
mentalità,
e indirizzante verso prospettive del tutto OPPOSTE.
Il
libro è una riflessione
sull'uomo e sulle sue capacità psico-fisiche non
sfruttate per ignoranza e, ad esempio, per adeguamento a modelli
superati di
educazione. Il premio Nobel parte dall'infanzia e studia ogni
età evolutiva,
dall'adolescenza alla maturità alla vecchiaia, vagliando le
possibili
soluzioni per una vita migliore. Il cervello non invecchia ma si
guasta, dice
la scienziata, e offre il suo insegnamento a non farlo guastare.
(Come
si legge nella presentazione in Unilibro.)
Se
ci si riferisse ai
“mezzi”,
mi
si potrebbe obbiettare che dai concetti di allevamento, sviluppo,
e-ducazione
(elementi chiave dei miei studi, soprattutto per
quanto
riguarda le primissime età) conseguono senza dubbio impostazioni
ben distinte da quelle derivanti da istruzione
(elemento
fondante
di questo altrui Tempo di
mutamenti):
ma è la apparente ANALOGIA
di FINALITA’ del tema che
risulta peggio
che illusoria.
Infatti è proprio dalla superficiale somiglianza
d’indirizzo
programmatico che deriva la gravità intrinseca degli equivoci:
in
ciascuno dei due volumi con il titolo Tempo
di mutamenti viene presentata una
prospettiva antropologica
di sviluppo umano che, se è in apparenza
equiparabile,
nella sostanza è talmente divergente da divenire contrastante in
modo offensivo. Nei Mutamenti
Baldini&Castoldi
si parla genericamente di ipotetici "giovani" di ipotetiche "donne"; ed
invece - come vien affermato nel titolo stesso - dalla parte
di chi
si sta
sviluppando INFANZIA:
tempodi
mutamenti
concretamente descrive e
chiarisce la
portata e i
significati dei fisiologici
- attuati o disturbati - cambiamenti della organizzata differenziazione
esistenziale,
in
parallelo al concetto di "Organizzatori-induttori"
chimici dello sviluppo embrionale corporeo: in parallelo quindi
concordante
non con
ipotesi e scritti teorici, ma con quanto attiene all'osservazione
diretta di fatti, in segnalazione diretta e non ipotetica delle organizzazioni
e delle
bibliografie che se ne occupano.
Tutto
ciò che
ha vista di cosa involuta o sospetta , o comechessia non piacevole si
suole
chiamare imbroglio... Imbroglio da ultimo vale: frode tramata per
ingannare o danneggiare altrui....
Svilupparsi
NON
è sinonimo di "accrescersi", ma
né tanto
meno significa perdere i
cento
linguaggi: lo sviluppo chiede al contrario di "aprire" in
successione preordinata quanto era già "in
boccio",
di "sciogliere" poco per volta le "pieghe" in cui erano avvolte in
preparazione
le fasi successive, di "srotolare" un potenziale
avvoltolato:
come già
detto più sopra e non bisogna mancare di ricordarlo,, sviluppo
è quell'azione che nel Dizionario
dei Sinonimi e contrari di Niccolò Tommaseo si
trova
sotto il lemma di contrario
di Imbroglio.
(Lemma
2327:
'SVOLGERE,
SVILUPPARE'.
Si svolgono
le cose volte o rinvolte, si svolgono i germi della vita; si sviluppano
le inviluppate. Là dove non vi è inviluppo o viluppo, ivi
sviluppare
non ha luogo proprio... Tutto ciò che ha vista di cosa involuta
o sospetta , o comechessia non piacevole si suole chiamare imbroglio...
Imbroglio da ultimo vale: frode tramata per ingannare o
danneggiare
altrui...).
Non
si tratta quindi
genericamente di proteggere
e/o aiutare 'i giovani' e 'le donne':
su questa strada
infernale lastricata di
buone
intenzioni, volontariamente o inconsapevolmente
intere esistenze
possono
venir costrette verso percorsi deviati, verso nefasti stili
di vita; anzi per intere
popolazioni e generazioni
l'essenza
stessa della personalità - magari così oramai psico-civilizzata
(!)
- può venir TARPATA
fino a costringerla all'oblio
e
all'ottundimento, se non annullata
nei deliri di
una
"pazzia" privata o collettiva. (Vedine un'amara prospettiva in forma di
apologo fiabesco in Margherita
dolce vita
di
Stefano Benni)
Ma esistono anche le prospettive favorevoli in cui lo sviluppo del
singolo viene ad accresscee le potenzialità di tutti i
circostanti nel presente ed anche nel futuro:
Nell'asilo
migliore del mondo Newsweek
dà
l'Oscar
alla
Scuola
d'infanzia
di Loris Malaguzzi - articolo di Luisa Gabbi
Si
scodellano da soli il risotto, questi bambini finiti
su Newsweek, incuranti
di tutti i fotografi, gli operatori televisivi, i giornalisti che
ronzano loro attorno. Sono
più che abituati alle visite, alle facce nuove, a essere
guardati con meraviglia, piccoli
protagonisti di un miracolo
tutto reggiano. E sono davvero "calati" in tanti da tv e
giornali nazionali in questo basso
edificio ai margini dei Giardini Pubblici dopo che il prestigioso
settimanale americano
ha attribuito alla scuola materna comunale Diana di
Reggio l'oscar mondiale
per le
scuole del settore.
3)LE
FACCENDE DOMESTICHE: Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro...
Questo libro, che è la
riedizione di un volume - Nuova Italia
1975,
con il titolo I
complessi della casalinga - ora è edito
con il
titolo più
pertinente - Le
faccende
domestiche. Ergonomia e
psicologia di un VERO
lavoro.
E'
il completamento speculare di Infanzia:
tempo di mutamenti,entrambi da considerare come
parte integrante di un dinamico discorso
unitario: titolo
e stile a se stanti e non indicanti un secondo/primo volume trattano insieme di
BASI, di INIZI SOSTANZIALI, di FONDAMENTA. Entrambi
concorrono
ad una ricerca di strutture di intescambio
incentrata
su concetti-base che mettono in parallelo la parte degli adulti,
della vita
adulta, degli interessi
e del LAVORO
adulto, a quella di
chi in via di sviluppo lo è attualmente, ma anche di chi questa
via
l'aveva
percorsa tempo prima - gli ovviamente onnipresenti "bambini di ieri". Il volume - Nuova Italia
1975 aveva un titolo I
complessi della casalinga
che poteva erroneamente suggerire una valenza privilegiante la
patologia
attraverso l'accezione iniziale e più popolare del termine
"complessi". LE
FACCENDE DOMESTICHE: Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro...
ora è edito
con il
titolo più
pertinente - Le
faccende
domestiche. Ergonomia e
psicologia di un VERO
lavoro - per focalizzare l'attenzione sulla fisiologia del LAVORO:
anch'esso soggetto a sviluppi ed evoluzioni dinamiche secondo parametri
comparabili allo sviluppo degli individui. Le
faccende
domestiche...: "faccende"
vuol dire "cose da farsi","in casa" fra queste se
l'allevamento dei FIGLI
può in certi periodo risultare preminente, ma smpre lo è
nelle sue conseuenze "produttive"
: con il bizzarro paradosso che una funzione biologica
- la maternità e le sue biologiche attinenze - possa costituirsi
anche come attività
lavorativa specializzata, e come tale con i propri meriti e patologie.
L’impostazione fondamentale del volume intitolato (fraudolentemente?)Tempo di mutamenti
Baldini&Castoldi)
indirizza gli argomenti trattati in una direzione ancora più
direttamente
e sinceramente OPPOSTA
a
quanto esposto in precedenza: come nel libro anche e
più incisivamente nel file/capitolo Le faccende domestiche
(da
completare con quello in inglese Domestic
chores,
differente per bibliografia e citazioni) nel suo proporsi come
aggiornamento - dinamico - insiste
sul fatto incontrovertibile che nella casa-home e nella famiglia
nella sua tipica differenziazione
di partecipanti, nell'idea di
"famiglia" - anche se questa è in realtà incompleta se
non mancante - si sostanziano le basi
emotive
di ciascuno. Qui - nei fatti o nelle emozioni - le persone sono
in un modo o nell'altro impegnate
praticamente
e soprattutto emotivamente almeno come co-protagoniosti,ma
- nella
realtà totale - è da
queste basi portanti che si espandono azioni e influenze sul mondo
esterno
ben al di fuori dei confini della "casa": sia nel tempo che nello
spazio
in cerchi concentrici regolari, o in disorganizzati annodamenti.
I giovani
e le donne?
Da dove dar inizio a queste
basi? Seguendo via via lo srotolarsi o
l'ingarbugliarsi dei percorsi:
attraverso quali di essi la vita adulta e la vera MATURITA'
riescono a espandersi o invece sono costrette a bloccarsi? Con che
mezzi o secondo quali principi possono
venir
aiutate o disturbate nei loro divenire in espansione o in
rattrapimento? Senza dimenticare di chiedersi: quali potranno esserne
le conseguenze sul presente e sulle
generazioni
future?
I giovani
e le donne
(!?!)? Quanto
equivoci possono risultare concetti "avvoltolati", ed ancor più
provvedimenti castranti
che si rifanno a teorici "principi unitari"! E per tornare
all'argomento effettivo di
questo paragrafo: Le
faccende
domestiche. Ergonomia e
psicologia di un VERO
lavoro: che significatti evolutivi hanno "vero
lavoro"
e il
plurale "faccende"?Già
nel titolo si parla di un VERO
lavoro,
ma anche
di (faccende:
si
tratta cioè di un LAVOROunitario
o non piuttosto di una serie più o
meno
organizzata
di "mestieri" e/o di "professioni"? E' significativo che le si chiamino
"faccende" dal latino = "cose da farsi" - al plurale? Comunque sia -
viste
separatamente o nel loro complesso - queste "cose da farsi", e da farsi
quotidianamente,
non sono irrilevanti nè banali, e
neppure
talmente ovvie da poter venir considerate soltanto come fine a se
stesse, in contrapposizione ad altre più "importanti"
attività, "esterne" alla "casa-home".
Per
prima
cosa va detto che, se le si considera dal lato PSICOLOGICO
cioè dal lato delle "persone" agenti, queste "faccende" si
effettuano e configurano situazioni che attingono direttamente da
vicino
all'INIZIALE
NORMALE SVILUPPO
bio-sociologico
dei
normali complessi
infantili
anch'essi
al plurale, anch'essi da vedersi nel loro svolgersi
multiforme
e in apparenza contraddittorio. L'ERGONOMIA
studia questi "lavori" in quanto tali nei loro dettagli operativi, ma
abbinata alla psicologia può anche rivederli
nella
prospettiva di riconoscerli come elementi costitutivi basilari
di
ulteriori
azioni e realtà, come potenziali
inizi di molti e disparati
lavori,
come PROTOTIPI
di molti MESTIERI
(manuali) e di molte PROFESSIONI:
come prototipi se non apprendistati di attività anche molto
"teoriche"
e "astratte", fino a quelle
più
“creative” e quindi a più ampio respiro. In sostanza una visione
dinamica
e non settorializzata può passare senza interruzioni dal
considerare
con
serietà i minuscoli tempi
del
quotidiano non in contrapposizione
ma in sequenza per confrontarli
con altri campi di azione destinati a tempi futuri estremamente
dilatati (come ad esempio
l'immortalità
ergonomico
attento e spassionato dei piccoli gesti precisi
dei "lavori di casa", dagli oggetti, strumenti e provvedimenti adatti a
render più adeguati questi "lavoretti" - e più "vivibile"
l'esistenza di base - si può giungere a considrare le più
difficili tecniche e tecnologie, industriali
e/o scientifiche.
4)
IMPOSTAZIONE
“POLITICA”: INTELLIGENZA UMANA e VIOLENZA.
Cito dalla quarta di copertina
del volume Baldini&Castoldi:
Importante
è
l’entrata in atto di due vaste categorie a tutt’oggi non coinvolte:
quella
giovanile e quella femminile del genere umano...
Per ora non commento: di come
le mie
idee in proposito tendano a discostarsi dalle linee guida di Tempo
di mutamenti, valga quanto alluso nei precedenti capoversi.
Ma una
terza
e sostanziale parte di "questo" Tempo di mutamenti
afferma
però di occuparsi del tema dell’aggressività,
addirittura
della sopravvivenza della specie umana…: ma questo
della
VIOLENZA
- e non soltanto dello sviluppo normale dei bambini e delle
origini delle varie attività adulte e del lavoro - è un
campo
di cui da anni mi sto occupando in modo ATTIVO; ed anche con un
altro sito
Web
rispecchiato anche in un libro:
un sito ed un libro, miei in quanto seguiti e prodotti
da me, ma di
pertinenza dell’Associazione
italiana scientifica e giuridica, contro gli abusi mentali, fisici e
tecnologici, un
sito ed un libro contenitori di links internazionali assolutamente
affidabili difficili, documentati e documentanti
dati tecnologici,
di raccolta
di testimonianze e di denuncia
attiva.
E ne sono correlate e ne erano
già
precursori come preparazione ai contenuti, alcune fondamentali pagine
interne a questo sito/libro BAMBINI
DI IERI=ADULTI DI OGGI. ADULTI DI
OGGI
-> ADULTI DI DOMANI:
proprio il sito "in
concorrenza" o
piuttosto
in CONFUSIONE con quello che
rimanda al libro Tempo
di mutamenti. Anni di esperienze
professionali,
scientifiche e politiche, anni di collegamenti e raccolta di dati
concreti
e vissuti vi si possono trovare riassunti - o almeno accennati - nelle
pagine in italiano ed in inglese: Consapevolezza
e memoria, Consciousness and
memory, Delgado e Skinner
e Cosa
ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della
libertà:
dati, collegamenti, esperienze professionali ed altro... poi
allargati
e sviluppati nelle azioni da cui sarebbe derivata la fondazione dell'Associazione.
Leggo nella quarta
di
copertina del
volume Baldini&Castoldi:
E’
urgente
attuare una
totale revisione dei sistemi educativi e didattici dell'infanzia, e
altrettanto
importante è l’entrata in atto di due vaste categorie a
tutt’oggi
non coinvolte: quella giovanile e quella femminile del genere umano.
All’inizio
del terzo millennio, queste stesse capacità devono entrare
in gioco per conseguire la vittoria nella partita in atto: la
sopravvivenza
della specie umana.
Mentre nella seconda
di copertina si
legge:
questa
rotta verso il
suicidio
è fissata in
modo
irreversibile,
o è ancora possibile correre ai ripari e arrestarla, essendo
l’uomo
un primate intelligente che agisce…. in base alle sue capacità
cognitive sviluppate in lui in massimo grado?
Così come, introduttiva
al 15°
capitolo, vi si trova un’affermazione di William (?) - Wilhelm
(!!!)
Reich Psicologia
di massa del fascismo)
secondo una citazione
arbitraria,
non solo mal tradotta ma sicuramente estrapolata dal suo vero contesto
e avulsa dalle sue reali connessioni (la repressione
degli
istinti
così
in antitesi con le teorie Reichiane!):
Il
progetto
esige l’estirpazione
dell’irrazionale dalle masse umane ai fini di
ristabilire la
loro
capacità
di essere responsabili e libere.
(Ed invece,
in qualche modo
in concordanza
con quanto espresso in Infanzia:
tempo di
mutamenti,riassunto nella presentazione di Unilibro
-
ecco la sintesi del contenuto del libro sopra citato
In
questo libro, Reich sostiene che il fascismo,
lungi dall'essere la
concretizzazione di una caratteristica specifica di certune
nazionalità, o l'imposizione da parte di una fazione politica su
un
popolo "innocente", è piuttosto l'espressione
della struttura caratteriale
irrazionale dell'uomo medio, che da migliaia di anni vede repressi i suoi
impulsi primari.
La tesi fondante del libro è che ogni forma di misticismo
organizzato si basi sui desideri
delle masse schiacciati dal meccanismo autoritario della
civilizzazione.
Ed ecco qui chi sono i veri e convinti propugnatori
della repressione
degli istinti:
Abbiamo
bisogno di un
programma di neurochirurgia e di un controllo politico della nostra
società:
suo scopo è il controllo fisico della mente. Si deve poter
mutilare chirurgicamente chiunque devia dalla regola data. ….
L’uomo
non ha il diritto di sviluppare la sua propria mente. Questo tipo di
orientamento
"liberal" è di grande attrattiva. Noi [invece] dobbiamo
controllare
il cervello elettricamente. Verrà il giorno quando armate e
generali
saranno controllati da stimolazioni elettriche del cervello.
Dalle
ore 5,45
rispondiamo al
fuoco... Colui che di propria iniziativa si distacca dalle regole di
condotta
di questa guerra
umanitaria, non
può aspettarsi da noi
null'altro
che un ugual trattamento. Condurrò questa battaglia, contro
chiunque,
fino a quando i diritti non saranno garantiti.
Discorso
alla Nazione di Hitler, 01.09.39
Come
già
ribadito anche in
altri
file/capitoli di questo e di un altro sito/libro, la situazione
Belga
è soltanto emersa - e anche casualmente - come la punta
di iceberg di qualcosa di ben più vasto e INTERNAZIONALE di
applicazione
effettiva e su larghissima scala dei dettami di Delgado: files nuovi o completamente
modificati
vi vengono
presentati corroborati
con illustrazioni
incontrovertibili.
Ma si
tratta di un problema molto genralizzato: sono da tener costamente
d'occhio gli aggiornamenti dell'argomento ostilità
contro l'infanziaemedicina;
nonché le
continue nuove precisazioni della terribile testimonianza
italiana
- presente per esteso e con i successivi aggiornamenti in The
Guilt-free Soldier,
ed in
altri files dello stesso sito
-
ora anche allargata con
le testimonianze e illustrazioni
di
PRIMA MANO
di gravissimi esperimenti
ostetrici
su
bambine anche molto piccole e di esperimenti pseudo-medici sui bambini
già utilizzati nei circuiti pedo-pornografici
e di addestramenti militari. Vedi anche
nell'altro sito
gli aggiornamenti
in italiano di /superstition.htm
Dalla
presentazione dettagliata del libro It's
Abuse
NOT Science
fiction,
e dalla data di pubblicazione - 14 luglio 2005 -
molto
è cambiato e molti
DOCUMENTI sono stati sia sostituiti che aggiunti. In attesa di
una completa nuova
edizione
del volume principale ne viene
per ora edito un SUPPLEMENTO INTEGRATIVO per diffondere
IMPORTANTI nuovi
DOSSIERS in
una nuova
PUBBLICAZIONE: Up-to-date
Dossiers
che è un autonomo
VOLUME in cui si trova anche il testo più aggiornato della testimonianza
italiana,
completato da una riassuntiva traduzione in inglese e da altre
testimonianze ancora più terribili.
Conclusioni
sostanziali: dobbiamo estirpare
l'irrazionale? o curare l'ottuso
oblio e le sue compensazioni
fallimentari?
In
apparenza
e secondo luoghi
comuni
il massimo dell'irrazionale "mirabolante" è la "pazzia", anche
se invece i
suoi
percorsi effettivi risultano al culmine della deprivazione e
restringimento
dell'esistenza. Ma se la
pazzia
è l'oblio di un grande
dolore...
certo è però che non solo veri e propri sintomi clinici
possono cercar di mascherare o coprire ogni danno, ogni dolore: molto
più
sovente queste mutilazioni
dell'essere vengono attuate in nefasti stili
di vita, con grossolani contorni di
pseudo-sentimenti
"altissimi"
o "bassissimi", e di azioni e comportamenti ad essi correlati.
L'ottundimento
difensivo una volta e comunque attivato (sia ben chiaro: in modo del
tutto INCONSCIO)
dà inesorabilmente luogo ad una serie di circoli viziosi che
investono
la personalità tutta: oltre alla memoria, si deteriorano anche
la coscienza di se stessi e la comunicazione con gli altri, la propria
- così come l'altrui - dignità, e la sensibilità
ai DIRITTI
e ai TORTI.
I bisogni
disattesi stravolgono la dinamica
interna degli ISTINTI
VITALI, nell'armonica sequenza del
rapporto tra loro e
con
l'esterno della costellazione del sistema ormonale e dei neuromediatori:
sono proprio queste mancanze queste disarmonie,
queste impreparazioni pseudo-compensate
- e NON certo un presunto "irrazionale" - a svoltare in modo
rigido e unilaterale in disponibilità ad assecondare fallaci
lusinghe e/o minacce ("il bastone e la carota").
La sensazione di "privazione"
e
disagio richiedono vicinanza e approvazione purchessia e quindi - per
pura apposizione
informe - tendono ad agglomerarsi nel costituire le
conventicoile, le Sétte, e le irrazionali
masse...
Ma
al di là dell'anelito alla dipendenza,
fragilità, incompletezza, mancate
esperienze
e aperture, inadeguatezza esistenziale ecc.... conseguenti a traumi e
bisogni
disattesi, a tappe evolutive saltate o rinnegate, corredate
dal
loro "oblio" in compensazioni fasulle si manifestano in complementari
suscettibilità, pretese,
interpretazioni della realtà ridotte ad esasperate differenze
autoreferenziali
solo quantitative
e immutabili
(definite
per sempre in concetti STATICI
di INFERIORITA'
e/o "superiorità").
Questi deboli e minorati
"inferiori" - e in "massa"! - sono oltremodo facile preda di chi -
ammirato come "Potente" - vuol assoggettarli lusingando. Allo stesso
tempo invidiosi e inferociti risultano sempre pronti a ulteriori
rivendicazioni, che indirizzano a ulteriori spersonalizzazioni:
assoggettamento
e corrività verso i "più" assieme a maldisposizione fino
ai maltrattamenti senza "rimorsi" verso i "meno" e i "diversi".
Ed è così che
ricerche non
evolutive ma "miracolistiche" di eccezionalità
si aprono su scenari di aspettative a-critiche, di speranze vane:
aggiungendo
disgrazia collettiva a disgrazia personale. Non l'inconscio irrazionale
come tale
ma la COMPENSAZIONE fallimentare delle mancanze
permette
che ogni forma di misticismo organizzato si basie
si
nutra
deidesideri
delle masse SCHIACCIATI
dal meccanismo autoritario della civilizzazione.
Ed allora dobbiamo contribuire
ad estirpare l'irrazionale come un dente cariato
invece di
curarlo?
e proprio quando è già stata tanto deteriorata la
sorgente
primaria delle energie e sensibilità biologicamente ISTINTIVE?
(Vedi
questo concetto espresso in termini più espliciti nell'altro
sito/libro nel paragrafo
introduttivo del file/capitolo Malattie
rare in offerta speciale).
Per
quanto
riguarda
le
difformità
di idee attinenti alle categorie dei giovani e delle donne oltre ai
concetti
citati sopra e mutuati da altre sedi, rimando ai precedenti paragrafi;
ma comunque sia considero assolutamente INACCETTABILE la proposta che
la
salvezza della specie umana possa giungere in base
alle
capacità
cognitive sviluppate in massimo grado: e tanto più
sconcertata
mi trovo a proposito dell’assoluta incompatibilità fra i
concetti
ivi espressi e i contenuti programmatici basilari presenti:
nelle
pagine del libro Infanzia:
tempo di mutamenti (che non per niente nella precedente
edizione
aveva
come sottotitolo La
violenza contro il
bambino),
contro condotte,
apparentemente
“legali”
oltre che
contro
forme velatamente o dichiaratamente criminali comunque condizionanti
la libertà fisica e mentale dell'uomo nelle sue
manifestazioni
di conoscenza, di formazione della volontà e azione;
contro
condizionamenti mentali
e fisici dell'essere umano anche mediante abusi criminosi su
MINORI
contro
condotte
velatamente
o dichiaratamente illecite associative: segrete o settarie,
nella
loro divulgazione
sui siti.
Per
spiegarmi meglio: libri,
siti e
ancor più Associazione,
e ancor più attività - e
rischi
- dei partecipanti sono sicuramente ben dissonanti dalle
considerazioni
genericamente didascaliche "buoniste", insite nella terza parte del
libro Tempo di mutamenti;
ove il
concetto generico di "masse" viene
studiato e analizzato come manifestazione da ricondurre a
"condizionamenti"
attivi miranti a PRIVARE della VOLONTA':
ma se si
tratta
della "privazione" di una facoltà, dove poter
collocare
invece
prese di posizione come estirpazione
dell’irrazionale ed
esaltazione
acritica delle capacità
cognitive? Come accettare
che
il titolo Tempo di
mutamenti
possa trarre in inganno i potenziali
lettori?
o navigatori del sito? inducendoli a confondere i concetti ivi espressi
con quelli del mio/miei libri, con quelli del mio/miei siti?MALINTESI
che possono diventare gravissimi data l’estrema delicatezza - se non
pericolosità
- delle mie ricerche, dei miei consulenti, di quanto poi espresso nei
miei
lavori? (Vedi in Presentazione: esperienza
e sagggezza).
Come pensare di salvare
l'umanità
estirpando l'irrazionale o addirittura esaltando le capacità
cognitive? Col favorire semplicisticamente la mera
"acculturazione"
dei diseredati?
La
necessità di precisare significati e chiavi di lettura introduce
in
TUTTI i file del sito aggiunte metodologiche e/o normative: una
precisazione
metodologica assoluta suggerisce di considerare come valide
informazioni - in scala discendente:
le
osservazioni documentabili concretamente di FATTI e di OGGETTI
in mancanza
di meglio rappresentati da immagini
le
testimonianze di prima mano
e - molto
indietro, per ultimi - i "Maestri"
Di
conseguenza cerchiamo di provvedere a che nel sito ogni immagine si
costituisca anche come
link di provenienza - e
come
per ogni altro link - venga di continuo monitorata e
aggiornata.
Le
testimonianze "orali" perdono la
loro caratteristica primaria se riferite da terzi: possono venir filmate o registrate o trascritte; ma -
per
evitare discussioni futili sull'AUTENTICITA' delle
testimonianze
di PRIMA MANO elemento cardine di tutto questo lavoro - aggiungiamo ove
possibile,
un'affermazione derivante dalla pratica professionale: per
molte vittime risulta più
facile
esporre passate sofferenze per
scritto che a voce.
Che cosa
dicono altri Autori in
proposito?
Come
difendersi dai "falsi Maestri"?
è
unlibro
scandalo che
costrinse la gaudente Italia a specchiarsi nella prima inchiesta
antropologica
sull'analfabetismo... Libro/scandalo e insieme libro/Cassandra: Né
leggere né scrivere è uno di
quei
libri
che intravedono il futuro....(citazione da la quarta di
copertina).
Scienza,
"menti raffinatissime" e
mal indirizzate
"capacità cognitive"
Comunque
non
sono di
sicuro né
economicamente poveri, né tanto meno "incolti" gli "scienziati"
presi in giro in Infanzia:
eziologia
& trattamento, né
ancor peggio
quelli che con perseveranza si "occupano" di prescrivere a tappeto
farmaci per la depressione
o per la Sindrome
da deficit di attenzione e iperattività,
e neanche quelli che
- peggio ancora - propugnano una falsa serenità a tutti i costi
(e "costi" veri: economicamente
pesanti)?
Presentata a persone serie e responsabili può sembrare una presa
in giro,
ma non
è certo con toni scherzosi che "menti raffinatissime"
cercano di far mettere in pratica su vasta scala il concetto di
una "felicità" asettica ed astratta, che propongono nella
pratica e non solo in opere di fantascienza la neutralizzazione
di ogni contraddizione (come sarcasticamente descritto nel
libro Mondo
nuovo - Ritorno al mondo nuovo di Aldous Huxley): non per
niente
l'autore di Genesi
e libertà della mente. Verso un dominio delle facoltà
mentali
e di Behavioral
Neurochemistry: Proceedings
ha scritto anche un
libro dal suggestivo titolo La
felicidad. E per
spiegare ancor meglio
il mio
turbamento vorrei chiedere: chi - se non i veri, nascosti Signori
della
guerra (e/o della grande
malavita) - si vale di "menti
raffinatissime"
e di "capacità cognitive sviluppate in massimo grado"???
E considerando un passato non
troppo
remoto: che dire di terribili nefandezze e disastri attuati -
anche
con grandissima capacità tecniche e organizzative - da Nazioni
di
ben consolidato e di avanzatissimo livello Culturale (con la "C"
maiuscola)
quali Italia, Germania (e Giappone)? E cosa dobbiamo allora aspettarci
dalle più avanzate Culture del presente, anche in vista di un
magari
molto prossimo futuro? Come - se seguissimo la citazione arbitraria di
"William" Reich - possiamo sentir parlare senza rabbrividire di "estirpazione
dell’irrazionale" da ipotetiche "masse", senza considerare
gli
individui
che le compongono
e quelli che
le corrompono
e/o istigano?
E sia per i
popoli che per gli individui: a chi compete l'epiteto di "irrazionale"
e rispettivamente di "razionale"? E' ... peggiore l'irrazionale
slancioo l'astutasemplicità
del bene rispetto alla fredda
razionalità
della banalità
del
male
sia
come attuazioni che come disinformazioni che come omertosi
disinteressamenti? Mondo
nuovo - Ritorno al mondo nuovo di Aldous Huxley? Ma dello
stesso autore
non è da dimenticare anche il semplice racconto Young
Archimedes - Il
piccolo Archimede e tanto meno il film che ne è stato tratto
da Gianni Amelio:
Con Il piccolo
Archimede
Amelio comincia a delineare quello che sarà, cercando di
sintetizzare al massimo il suo tema portante; il rapporto
adulto-bambino. Non nel
senso
edificante e zuccheroso
di
molti film, ma in modo tragico
e
problematico. Adulti che
rimangono bambini e bambini divenuti
adulti
troppo presto,
costretti a fare da padri ai propri padri assenti. Nel Piccolo
Archimede, il
protagonista [vede]
incarnato in Guido quell’ideale di perfezione
artistica tanto presente nel paesaggio e nell’arte toscana.
Cerca di costruire un piccolo Leonardo da Vinci, con tutti i
crismi e i luoghi comuni del caso. Guido deve essere prima
che bambino, musicista, matematico,
pittore. Una
figura
idealizzata, non reale. Lo
scontro tra questi due elementi
antitetici porta alla tragedia.
... Da un racconto di Aldous Huxley, Amelio ha tratto uno dei migliori
film
TV della RAI, imperniato sul binomio
innocenza/cultura
che
attraversa
tutto il suo cinema.
Salvare l'umanità estirpando
l'irrazionaleaddirittura
esaltandone le sole capacità
cognitive? Come possiamo
prescindere
dal fatto ormai notorio
che in
ambienti di alta "civiltà" e censo si stia studiando (e con
profitto!)
il concetto del brain
as battlefield
- IL CERVELLO
UMANO
COME PRINCIPALE CAMPO DI BATTAGLIA? E questo anche dopo aver
conosciuto
un 11
settembre
- e non solo
- con la sua assoluta precisione
attuativa?
Abbiamo
bisogno
di un programma
di neurochirurgia e di un controllo politico della nostra
società:
suo scopo è il controllo fisico della mente. Si deve poter
mutilare chirugicamente chiunque devia dalla regola data. ….
L’uomo
non ha il diritto di sviluppare la sua propria mente.
Dr.
José
Delgado Congression
Record No. 26, Vol. 118 February 24, 1974
(MKULTRA
experimenter
who demonstrated a radio-controlled bull on CNN in 1985)
Director
of Neuropsichiatry Yale
University Medical School
Salvare
l'umanità estirpando
l'irrazionale?
Ma allora: quanto sono razionali
questa e simili situazioni? Quanto a chi di dovere stanno a cuore il
benessere e le potenzialità dei giovani
e delle donne?
Antipsicotici:
prescrizioni in aumento in pazienti pediatriciIn
base
ad uno
studio effettuato negli USA, la prescrizione di farmaci antipsicotici
per i bambini e gli adolescenti è aumentata di quasi sei volte
fra il
1993 ed il 2002. La FDA ha approvato solo tre farmaci antipsicotici per
l'uso al di sotto dei 18 anni, ma la maggior parte delle prescrizioni
sono state per antipsicotici di seconda
generazione[peraltro
assurdamente molto costosi].
Circa
il 18
percento delle visite psichiatriche effettuate su giovani esitano nella
prescrizione di un farmaco antipsicotico. Il presente studio ne segue
altri che avevano già evidenziato il fenomeno. Probabilmente lo scambio
di informazioni che avviene fra i medici informalmente durante
discussioni o partecipazioni a congressi ha contribuito alla diffusione
di quest'abitudine. Purtroppo, non
si sa ancora abbastanza sugli
effetti metabolici degli antipsicotici più nuovi, ed in
particolare sui
loro effetti a lungo termine nei giovani. E' necessario
sapere
in che
modo vengono trattati i singoli bambini, che genere di
continuità e
monitoraggio ottengono e per quanto tempo durano queste terapie. (Arch
Gen Psychiatry 2006; 63: 679-85)
Resilienza
E’
urgente
attuare una
totale revisione dei sistemi educativi e didattici dell’infanzia, e
altrettanto
importante è l’entrata in atto di due vaste categorie a
tutt’oggi
non coinvolte: quella giovanile e quella femminile del genere
umano... ??? ...
...
l’uomo un primate
intelligente
che agisce… in base alle sue capacità cognitive
sviluppate
in lui in massimo grado...:non basta
certo propugnare
qualcosa di positivo: bisogna pur tornare
invece a controbbattere con qualcosa che ne è il
vero CONTRARIO.
Sono le capacità
cognitive
o non piuttosto le capacità di resilienza
quelle da sviluppare
ulteriormente?
la
capacità di
rispondere alle avversità in modo costruttivo presuppone
la
disponibilità a lasciarsi 'ammaccare' dagli
avvenimenti,
tollerando il dolore quanto basta per elaborare una risposta
trasformativa (di sé e della situazione urtante).
Unire
insieme aride "capacità
cognitive" con l'accettazione di
"risposte trasformative" è quasi come equivocare il
concetto
di resilienza con l'accezione meccanicistica e
insensibile di non fare una
piega - da cui, di equivoco in equivoco, si può giungere
addirittura più o meno consapevolemente e deliberatamente
alle pericolosissime situazioni
di personalità
multiple. Una
citazione - leggermente modificata e generalizzta - tratta da un sito
sportivo:
Si
definisce resilienza la capacità di resistere alle
frustrazioni
dell’allenamento, allo stress delle gare e in generale alle
difficoltà
della vita. Tale capacità permette di elaborare risposte
adeguate e flessibili di adattamento a situazioni nuove o vissute come
tali,
in particolare se traumatiche. In questa prospettiva, la resilienza si
configura come un processo che permette la ripresa di un sano sviluppo
dopo un evento traumatico e nonostante la presenza di situazioni
sfavorevoli. Possiamo affermare che la resilienza rappresenta per la
psiche quello che il sistema immunitario è per il corpo: un efficace
sistema di difesa.
In generale lo sportivo resiliente possiede le seguenti
caratteristiche: attitudine a orientarsi verso l’allenamento, invece
che ripiegarsi su se stesso; capacità di attribuirne significati
nuovi;
propensione a ricercare strategie creative di fronte alle
difficoltà.
I fattori proattivi comprendono tre dimensioni: dimensione biologica
(risorsa della personalità), dimensione psicologica (esperienza
di
attaccamento sicuro, autostima e autoefficacia, attitudine ad
apprendere dall’esperienza),
dimensione sociologica (importanza delle relazioni familiari, amicali,
presenza di rete di relazioni formali e informali).
Il sintesi lo
sportivo resiliente tende ad affrontare i problemi in
modo costruttivo
e non subisce
gli
avvenimenti lasciandosi condizionare dall’ambiente e dalle esperienze
vissute nel passato.
Esiste in fisica e ne è
stato
mutuato anche nelle scienze sociali un termine efficacissimo - RESILIENZA,
esatto opposto di rigida "fragilità". Resilienza
è la
risposta trasformativa anche
istintuale
ed emotiva che NON conduce alla restaurazione
dello
stato iniziale, ma ad un superiore e più EVOLUTO
livello
di maturazione, solidità e consapevolezza
esperienziale. Nel campo
psicologico quando traumi terribili sembrano dover annullare qualsiasi
espansione, l'intervento della resilienza non solo si contrappone alla
rigida conseguenza
di "crescite" attuate per ristretta sovrapposizione
e non in
differenziati,
evolutivi e diffusi "sviluppi", ma riesce a far integrare e assimilasre
in potente consapevolezza anche accadimenti terribili.
Il dizionario di
Zingarelli
designa la capacità
di un
materiale di resistere ad urti
improvvisi
senza spezzarsi.
Da qualche anno
le scienze sociali hanno mutuato
questo termine al vocabolario scientifico per trattare di una
particolare
categoria di persone: i resilienti, appunto. Coloro che sono stati
capaci
di rifarsi una vita. La resilienza è in questo caso la capacità
di un individuo di superare un grosso trauma per ricostruirsi un futuro
a dispetto di quanto subìto.
Un processo di resilienza
è
facilitato da due fattori che interagiscono tra loro. Il primo è
quello della memoria: un
individuo che tende
a rimuovere, o a
banalizzare
la sofferenza vissuta, difficilmente riesce a superarla.
condivisione:
la condivisione delle proprie difficoltà, innanzitutto e del
processo
di rinnovamento, in seguito. costruirsi significa, dunque, affrontare
il
proprio passato senza cancellare non solo la sofferenza subita, ma anche
quella generata.
La
resilienza
é
piú della semplice capacitá di resistere alla distruzione
proteggendoci da circostanze difficili, é in ugual modo la
possibilitá
di reagire positivamente a scapito delle difficoltá e la voglia
di costruire utilizzando la forza interiore propria degli esseri umani.
Non é solo sopravvivere a tutti i costi, ma l'abilità di
usare l'esperienza appresa dalle situazioni difficili per impiegarla in
processi
trasformativi e di recupero...
è
piú
della semplice capacità di resistere alla distruzione
proteggendoci
da circostanze difficili... [bisogna] incominciare a diffondere il
concetto
di resilienza per contribuire alla comprensione del
fatto che
ogni
persona possiede questa caratteristica, ma da tutti noi
dipende
che possa essere sviluppata, se
ci concediamo
mutualmente la possibilitá di farlo.(Vedi
articolo Resilienza).
BLACKOUT,
COMPETENZA, RESILIENZAdi
Roberto Vacca Il
Messaggero -
29/9/2003 - Resilienza è parola rara,
che solo certi tecnici capiscono. Invece dovrebbero conoscerla tutti.
E' la
caratteristica di una struttura di resistere a un colpo
improvviso e violento - non solo a un carico applicato gradualmente. Nel caso delle reti elettriche,
resilienza
Le
persone
che
amo di più sono quelle assolutamente semplici. Un analfabeta ha
sempre una certa grazia, che si perde attraverso la cultura. Poi la si
ritrova ad un altissimo grado di cultura, ma la cultura media,...
è
sempre corruttrice.
Per
introdurre nuove
considerazioni è molto adatto uno scambio
di mails
con commenti
e considerazioni di un giovane medico a proposito del film di Marco
Tullio
Giordana: La
meglio
gioventù, ad
iniziare da
questo
dialogo iniziale. (Per semplificare la lettura verranno usati caratteri
diversi per indicare le citazioni e gli scritti di ciascuno dei due
autori
delle mails, con i margini di tutte le frasi di citazione spostati a
destra.)
Professore
di Patologia: -
lei ha qualche ambizione?
Studente: -
beh..non so...
Professore
incalzante: -
le do
un consiglio, vada via dall'Italia, lasci questo Paese finché
può.
Cosa vuole fare: il chirurgo?
Studente: -
veramente non ho ancora
pensato"
Professore: -
Vada
via, vada a
studiare a Londra, Parigi! Vada in America!. L'Italia è un Paese
da distruggere, bello ma inutile, destinato a morire
Studente
: -
cioè secondo
lei tra poco ci sarà un'apocalisse?
Professore: -
e
magari ci fosse
almeno saremmo costretti tutti a ricostruire. Invece qui rimane tutto
immobile
fermo, in mano ai dinosauri"
Studente: -
ma
allora perchè
lei non se ne và?
Professore: -
Ma
come perchè?
Io sono uno di quei dinosauri da distruggere"
Il
dialogo in particolare si svolge durante un esame di Medicina,
nell'Italia
degli anni sessanta(forse prima del '68). Ma la frase e il
dialogo(l'attore
che fa il docente è molto convincente) mi hanno colpito.Come se
al posto dello studente ci fossi io, ma come se, a
differenza di quello
del film, mi trovassi in pieno accordo con quelle parole. Supponiamo
che quel dialogo sia realmente esistito, non crede che oggi,
trentacinque
anni dopo, quelle profezie si siano avverate? Il
senso di
immobilismo,
ma soprattutto la sfiducia e questo Paese dove la democrazia
è
solo
parola, dove tutto sembra improvvisato.
Lo so sembrano frasi fatte, ma io penso sia così realmente, qui
non mi trovo, non conosco altre realtà certo, ma il mio Paese
non
mi piace.
Si
ricorda a
proposito
della mail
in cui dicevo che nessuno
prende le
cose sul serio? Ecco, E' come se
questa
fosse come una malattia endemica. Io ho bisogno del contrario, di serietà,
di sapere su chi si può contare, di persone che conoscono
il senso
di responsabilità.
La
sensazione che
fuori dall'Italia,
questo sia più diffuso. E' solo una sensazione, appunto, ma
bisognerebbe
provare per capire!
... Dal
grande al
piccolo, dall'esterno
all'interno... Rileggendo il dialogo, mi rendo conto che anche per
me
ci
andrebbe una sorta di apocalisse,
per
essere costretto a ricostruire, per non diventare un
dinosauro...
Ho paura
di
questo.
Distruzioni
e
ricostruzioni
Dal
grande al piccolo, dall'esterno all'interno... essere costretto a
ricostruire, per
non diventare
un dinosauro...:
Sul
piano
individuale
questa sorta
di Apocalisse "ricostruttiva" (comunque possibile sempre e a chiunque)
è stata proposta e
pubblicamente
accettata come teoria e
come
pratica
terapeutica
scientificamente
codificate
da ben
più
di un secolo (ufficialmente dal 1896). Come una sorta di, sebbene
incruenta, difficile
e DOLOROSA
terapia
"chirurgica" ricostruttiva
della
propria QUARTA
DIMENSIONE,
la PSICANALISI
può RESTITUIRE
(beninteso: a chi lo voglia e se lo senta) la pienezza della PROPRIA vera
essenza,
può riattivare i
passaggi mancati: e
così riattivare ogni vera successiva apertura
di esistenza,
in
una
direzione opposta a quella distruttiva neurochirurgica
di controllo
politico psicocivilizzazione.
E' stato detto
- Nietzsche
ne La gaia scienza
- che la
pazzia è
l'oblio
di un grande dolore...;
però, nel riattivare
lentamente le grandi sofferenze
sopite e obliate, chiunque potrebbe ritrovare e venir
aiutato a
ritrovare
la propria completezza
e autenticità.
Rivivere
attivamente proprio quelle passate sensazioni che sembravano
intollerabili permette di ritrovare l'esperienza del PROPRIO
passato. Esplicitata e coraggiosamente
ri-attualizzata questa riscoperta traduce le memorie prima latenti come
minacciosi mostri in agguato in - ora accettate -
sensazioni che concretizzano il proprio senso di identità.
Ritorna il vero SENSO all'esistenza,
con l'aggiunta - donata dalla resilienza
trasformativa
- di una sostanziale saggezza
che permetterà le successive nuove vissute, arricchenti
ESPERIENZE nel resiliente
superiore e più EVOLUTO
livello
di maturazione.
Dall'ottundimento
e/o
dall'oblio
si può giungere alla completa "pazzia" e da questa uscirne
rinnovati, ma qualcosa di disturbante
da nascondere, qualcosa di
destrutturante l'esistenza -
propria e altrui - può però realizzarsi anche NON da
terribili traumi ma da altri
meno
pittoreschi presupposti: sia derivare da esperienze "esterne",
cioè
dall'insopportabilità di fatti accaduti, sia altrettanto da
soggettivamente
intollerabili esperienze
interne.
E' stato detto:
La
pazzia è l'oblio di un grande dolore...; ma, se mal
accetto, da questo grande dolore possono continuare a nascerne altri:
nell'ottuso
oblio ecco ritrovarsi anche quel sonno
della ragione [che]
genera mostrigrande
dolore propugnata da Delgado - questa sì veramente
cruenta, e ipocritamente
inneggiante
alla "felicità" assieme alla e non solo nel
presente,
non solo nell'esistenza di una singola persona. Ma se i traumi, il
iniziale rimossi o rinnegati - quando non ancora
peggiorati dal
mancato appoggio o dal contrasto con il mondo circostante - lasciano
una
falla, una debolezza strutturale nella personalità, altre ancora
possono essere le cause di difettosi sviluppi e di diffusione di
"mostri".
Il
senso di
immobilismo, ma
soprattutto la sfiducia e questo Paese dove la democrazia è solo
parola, dove tutto sembra improvvisato....
... Ecco, E'
come se questa
fosse come
una malattia endemica. Io ho bisogno del contrario, di serietà,
di sapere su chi si può contare, di persone che conoscono
il senso
di responsabilità.
Analogamente
alla funzione
degli "organizzatori-induttori"dello sviluppo embrionale esistono infatti
precisi
bisogni
psicologici e/o ambientali (nota bene: BISOGNI
non "desideri") che se non appagati producono precise, determinate,
strutturanti
CARENZE. Ecco un nuovo "mostro", che può avviare a valanga una
catena
di errori in peggioramento successivo. Ecco che da allora, in un
circolo
vizioso avvitato su sé stesso, queste "disorganizzazioni"
possono
continuare ad aggravarsiverso
vie
patologiche a loro volta aperte a diramarsi al di fuori della persona
singola
fino a travolgere - nel presente, ma spesso ben oltre anche nel futuro
- intere
esistenze: la propria e
molte altrui. Ecco allora
che
il tutto precipita in questa "malattia endemica" ad opera - soltanto
(?)
- di emozioni considerate come inaccettabili perché troppo in
contraddizione
con altre emozioni, con altre possibilità dell'esistenza, con
una
visione unilaterale e ristretta della propria individualità (...
i
dinosauri...), con conflitti insormontabili tra gli affetti e se
stessi,
con il bisogno di appartenenza in contraddizione con passate - o
prospettabili
- situazioni e possibilità proprie; con idee da cancellare tra
ambizione ed evitamento dell'insuccesso, nella contradditorietà
tra progetti di attuabilità incerta e voglia passiva e
dipendente
di delegare ad altri il soddisfacimento dei propri desideri, ecc.
ecc.
...anche
per me ci andrebbe una sorta di apocalisse, per essere costretto a
ricostruire,
per non diventare un dinosauro...
Ho paura di questo.
Dall'ottundimento e/o
dall'oblio, dalla
fragilità dovuta a gravi carenze e persino dalla completa pazzia
si può uscirne rinnovati, ma è alla base della
grande
SCOPERTA, del grande regalo datoci da Freud.
Proprio
questo reintegrato
rispetto
per entrambe le situazioni ha permesso un così enorme progresso
nella teoria e nella pratica; e da allora non solo offre una
così
valida possibilità agli psichiatri di ottenere vere
guarigioni, ma propone più precise possibilità di cura
alla medicina
nel
suo insieme, e garantisce anche continui apporti concreti al generale
bagaglio della scienza tutta.)
l'EQUIPARARE la cura dei pazienti sofferenti per
accadimenti
traumatizzanti a quella destinata a chi è danneggiato da
conflitti
interiori, da emozioni contrastanti non ancora mature abbastanza da
diventare appunto nel loro contrasto "poli di
energia", da
affetti in contraddizione con il proprio
modo
di essere: conflitti
interni (vedi l'antitesi: "imbroglio/sviluppo" al lemma
2327 del Dizionario
dei Sinonimi e Contrari), derivanti
comunque da
emozioni
soggettivamente inaccettate.
Ma non curati, mal-trattati,
anzi
incrementati i "mostri" generano mostri ed ancora mostri: e mostri
ingannatori,
squalificanti, offensivi e svilenti, omertosamente
minacciosi
per
coprire misfatti presenti e/o passati. Veri bisogni non appagati, fasi
di sviluppo tarpate o
distorte producono precise,
determinate,
strutturanti CARENZE. Ecco nuovi "mostri", che avviano a valanga una
catena
di errori in peggioramento.
Imbroglio
significa
non
solo disordine ma confusione, ciò che imbroglia fa più
che
imbarazzare, non solo rallenta le operazioni ma le difficulta, o
mescola
le cose in modo da non ne trovare il bandolo di leggieri...
E
così
in un circolo vizioso avvitato su sé stesso, ecco i problemi
delle esistenze difettose
diramarsi al di
fuori della persona singola fino
a travolgere - nel presente, ma spesso ben oltre anche nel futuro - intere
esistenze: la propria e molte
altrui.... Molte altrui?
Dal
grande al
piccolo, dall'
esterno all' interno...
e viceversa: dal
piccolo
al grande,
dall'interno all'esterno...
Sul piano pubblico è
stato
detto che le guerre
sono l'igiene
dei popoli: non è vero in
quanto
è ben probabile che avvengano come una specie di beffardo
accordo
tra pseudo-contendenti come nel libro di George
Orwell 1984.
Ma igiene o meno, apocalisse
ricostruttiva
o redenzione solo annunciata...: però era vera l'atmosfera di
grande
entusiasmo del dopoguerra degli anni 1945, '46, '47, atmosfera finita
anzi
precipitata in Italia e nel mondo circa nel '48; come al contrario
già
precipitati in guerre, disordini, dittature, stragi... erano stati i
vari
momenti storici di entusiasmo e anelito verso migliori e più
giuste
condizioni di vita e di grandi chiarificatori progressi della scienza e
delle tecnologie: come alla fine dell'800 e agli inizi del '900; come
durante
le entusiasmanti evoluzioni e cambiamenti epocali delle scoperte
scientifiche, del tenore di vita e della mentalità familiare
agli inizi degli anni '70, ed
anche
degli anni '90. (Vedi Ronnie
Laing - La
Politica dell'Esperienza
citato nel file/capitolo Consapevolezza
e
memoria.)
Ho
appena
rivisto
la scena,
e nell'ascoltare
le parole del professore è come se avessi colto in lui la paura
di quel ragazzo giovane e promettente, la paura che ragazzi
giovani
potessero
in qualche modo preparare il suo "funerale". Lui stesso si definisce un
dinosauro da distruggere. Sono gli anni che precedono il sessantotto e
forse in previsione di quello che sarebbe successo, la paura dei
dinosauri
è comprensibile, come comprensibile
è il desiderio di
allontanare
il"nuovo".
Sul piano
personale, il
ricordo
del rapimento Moro (avevo nove anni), mi dava l'idea di una sorta di
pericolo
diffuso, scarsamente identificabile(anche se allora
si
parlava delle
BR come fossero l'unico antagonista dello Stato democratico) ma
comunque
percepito (ricordo le maestre, i bidelli
preoccupati,
le
persone
incontrate
per strada...) oggi non sembra più così. E' come se
il
personale di tutti abbia preso il sopravvento e il
piccolo
mondo
famigliare renda invisibile ciò che succede fuori.
La mia
famiglia
potrebbe essere un esempio per chi dice che in fondo la televisione non
è il male. Loro sono figli più della radio che della
televisione.
Però sono nati e cresciuti sotto una dittatura che seppur feroce
non
è stata percepita come pericolo, ma come opportunità
(le marce fasciste, i balilla, i vestiti nuovi per chi partecipava,
l'orgoglio
nazionale). Una propaganda che li ha in un certo senso ammaliati
(più
mia madre di mio padre) e convinti che tutto era
normale. Nemmeno la
guerra
li ha svegliati a dimostrazione che il lavoro di smuovere le coscienze
è molto più duro che addormentarle.... Ho
paura come a
nove anni,
capisco
lo sconcerto e la paura di S. di tre [anni][vedendo le
immagini
della
strage
sui treni in Spagna] e la serietà di R. a undici anni. Capisco
come gli
adulti spesso si rendano poco o per nulla conto di quello che gli
accade
intorno(non tutti per fortuna) e come di conseguenza prendano
con superficialità
e ignoranza i timori giustificati di un bambino!
Sviluppo
e nemici
dello sviluppo
Queste
- famose -
vignette che
descrivono
una delle più tipiche "malefatte per buona intenzione" del
"burrascoso
Giannino" sono tratte dal GIORNALINO
DI GIAN BURRASCA, libro non solo per
ragazzi, ma molto
educativo
anche per gli adulti. La pseudo-crescita
artificialmente
- anzi surrettiziamente - forzata della benamata piantina di
dìttamo
della vicina di casa, non esemplifica forse la "crescita"
forzata e
solo apparente, le guarigioni solo apparenti
fornite dal cognitivismo o
peggio - più calzante con le vignette - dal comportamentismo)?
Mi ha colpita
molto e permesso
di puntualizzare
meglio questi concetti idee chiarificatrici trovate in normali
reportage giornalistici, riassumibili nelle
ultime
frasi di un articolo di Mimmo Candito I
peccati capitali del
governo
Erdogan su
La Stampa del 21
novembre 2003:
Le
bombe
di
Istambul
sono messaggi minacciosi per la politica di moderazione del partito
islamico
Akp, che è un acronimo dove la parola giustizia si
accompagna
alla parola sviluppo. Il fondamentalismo non ama
questa
accoppiata,
la sua giustizia è un cielo lontano dal tempo e dalla storia
degli
uomini.
o
da La Stampa<
di
lunedì
6 settembre 2004 - pag. 4: Gli
INNOCENTI. Quando la guerra
non
risparmia i bambini- in un articolo di
Domenico
Quirico
I
bambini
sono
tornati
ad essere pagine bianche
su cui si
possono
scrivere tutti i copioni fissati dai crudeli ingegneri delle
anime. Julius
Hallevorden luminare della medicina nella Germania
nazista
considerava
i loro cervelli materiale
mraviglioso.
Lugubre e terribile espressione. Perché Hitler trasformava la
notazione
scientifica nella richiesta, brutale, di creare procedimenti
che
sfornassero
bambini geneticamente nazisti, che presidiassero il feroce
futuro
del
Reich millenario.
Che si definiscano di destra o
di sinistra,
cattolici o puritani, islamici o israeliani-doc..., che
rivendichino
la propria superiore "bontà" e dichiarino "male assoluto" il
contrapposto...:
ma è quasi facile definitivamente appurare che il VERO NEMICO di
qualsivoglia "dinosauro" è lo SVILUPPO, quello sviluppo il cui
significato non mi stancherò di citare dal Dizionario
dei Sinonimi e contrari sotto il
lemma di contrario
di Imbroglio.
(Lemma
2327:
'SVOLGERE,
SVILUPPARE': Si svolgono
le cose volte o rinvolte, si svolgono i germi della vita; si sviluppano
le inviluppate. Là dove non è inviluppo o
viluppo,
ivi sviluppare non ha luogo proprio. Lo sviluppare è meno facile
dello svolgere... Nel viluppo
c'entra spesso mala
intenzione;
l'imbroglio può essere effetto pur di poca
accortezza,
di
mente disordinata. IMBROGLIO. Imbroglio
significa non solo disordine ma confusione, ciò che imbroglia fa
più che imbarazzare, non solo rallenta le operazioni ma le
difficulta,
o mescola le cose in modo da non ne trovare il bandolo di
leggieri... Tutto
ciò che ha vista di cosa involuta o sospetta, o comechessia non
piacevole si suole chiamare imbroglio... Imbroglio da
ultimo
vale:
frode tramata per ingannare o danneggiare altrui....
Imbroglio da
ultimo vale: frode tramata per
ingannare o danneggiare altrui... Il vero nemico
sono... quindi i bambini, sono i giovani; per i baroni
delle
cattedre sono gli studenti capaci: il vero Asse del Malenuovo"
e in "rinnovamento",
tutto quanto è in SVILUPPO, in multiforme APERTURE
per i
dinosauri
è tutto quanto è "
Abbiamo
bisogno di un programma di neurochirurgia e di un controllo politico
della nostra società: suo scopo è il controllo
fisico della
mente. Si deve poter mutilare chirugicamente chiunque devia dalla
regola data. …. L’uomo non ha il diritto di sviluppare la sua
propria mente.
Intelligenze
raffinatissime?"Estirpare
l'irrazionale"??? Ma dove e come collocare l'intelligenza
scientificadi psichiatri comeMorton
Prince e colleghi - vedi: personalità
multiple
- e di veri criminali come Delgado?
Eccoci
dunque all’ultimo post sulla storia di Regina.
Comprendo quanto la
tematica sia molto difficile, ma spero siate arrivati fino a qui.E
vorrei concludere con alcune speranze.Spero che,
quando
sentirete parlare di
pedo-pornografia, prima di scagliarsi sui
fruitori di questo squallido materiale, ci si chieda chi
sono le piccole vittime che vi si trovano filmate. Da
dove arrivano e che fine fanno. Spero, alla luce della testimonianza di
Regina (e non solo, ma qui mi sono limitato a lei), che si comprenda
che esistono abusi che vanno ben oltre l’ambito
familiare o l’idea del pedofilo come "predatore solitario" (in
quest’ottica a cosa serve strillare alla castrazione chimica?). Spero
che si creda che le organizzazioni pedofile esistono non
solo in paesi lontani come la Thailandia, terra di
turismo sessuale. Perché le organizzazioni di piccoli schiavi
esistono. Anche nella nostra ricca e civile Europa,
anche nel nostro paese. In
modo silenzioso, continuano ad esistere sotto ai nostri occhi veri e
propri campi di concentramento, vere e proprie vittime di campi di
concentramento. E spero inoltre che queste poche parole sulla storia
Regina possano essere sufficienti per instillare il
dubbio che forse questi tipi di abusi non hanno a che fare solo con le
perversioni sessuali. Del resto è una constatazioni che
anche in
Italia esistono, oggi!, in
tempo di pace, migliaia di persone affette da DID,
disturbo delle personalità
multiple, che sopraggiunge in casi di sistematici abusi sessuali che
sconfinano nella tortura, proprio quella tortura che non
è contemplata nella nostra legislatura. Così,
come credo all’Olocausto e all’orrore del nazismo, alla violenza
dell’uomo sull’uomo, alle torture che avvengono nei territori di guerra
e nelle prigioni, allo stesso modo credo alla storia di orrore narrata
da Regina e dalle altre ex-vittime.
Spero
davvero di non
essere solo. Spero davvero di non lasciarla sola. Di non lasciarli soli.
Da
un altro
sito
un invito a meditare su questi stralci iniziali di una testimonianza -
ITALIANA
-
inoppugnabile che si trova per esteso in un altro sito - e anche su
questo in pdf per
ovviare a eventuali probabili manomissioni: ESPERIMENTI
SU BAMBINE/I Ma anche è necessario la presa
d'atto
delle possibilità CONCRETE e non "romanzate" di resilienza
e di
totale recupero:
I
contrari.
Una vita fatta di
“normalità“, contro una vita
“fuori dalla norma“, una sotto vita o una vita sopra le righe. Bambini che non fanno i
bambini,
bambini trasformati in “animaletti“ da combattimento oppure in cavie da
laboratorio. Bambini
svuotati della loro personalità e riempiti di altri pensieri, di
altre storie, di altri cervelli. Sono
pensieri di guerra e storie di morte ed ai pensieri seguono le azioni e
nascono le storie, “storie“
che
non si possono narrare per paura di non essere creduti,
di passare per bugiardi. Gli adulti sanno essere molto spietati,
ma se
diamo ad un bambino solo e disperato una ragione di vita e lo
convinciamo che “si può fare“ … "tutto si può ,basta
volerlo“ … Lo
carichiamo di odio
e di grande fiducia in se stesso,
basta dirglielo con un tono gentile e accomodante, mentre lo picchiamo
selvaggiamente utilizzando mani e piedi … La fiducia in se stesso
verrà
dal fatto di essere sopravvissuto e che niente e nessuno potrà
mai
ferirlo, ucciderlo … E’
chiaro che il bambino
si è
trasformato in qualcosa d’altro, ed è quel qualcos’altro
che deve farci riflettere e preoccupare. Alla
base
molte volte ero in disaccordo con
quello che
facevo e quello che dicevano le persone a cui la mia vita dipendeva.
Sapevo che seppur in disaccordo a loro non interessava certo il mio
punto di vista e dal canto mio facevo
di tutto per non soccombere. Era
un tira e molla continuo, coscienza
contro sopravvivenza.
Colpire per
non perire. Forse
il
fatto di non avere stretto amicizia con gli altri
bambini mi ha protetta dalla responsabilità pesante che
venissero
fatti fuiri a causa mia. Vigliaccheria? Può darsi. Non ricordo
di
averci neppure provato a stringere dei rapporti con loro, tanto a che
sarebbe servito? Nessuno sapeva che cosa ne sarebbe stato di noi, per
quanto mi riguarda eravamo dei morti
viventi. Eppure
sentivo quei bambini vicinissimo a
me e quando
mi rendevo conto che qualcuno di loro mancava all' appello e che non lo
avrei più rivisto, la disperazione più nera e l' ansia
incombevano su
di me per poi ricadermi addosso come un grosso masso. In fondo a
pensarci bene non c'era bisogno di essere amici, bastava uno sguardo e
capivamo chi sarebbe passato e chi no ... Eravamo tutti nella stessa
situazione di pericolo. Pensavo
alle
interrogazioni scolastiche:
studiavo ,
eppure quando mi trovavo alla cattedra mi assaliva un'ansia tale che
dimenticavo tutto e non riuscivo ad emettere nessun suono.
Il terrore
puro. Quando poi
l'argomento riguardava la
tecnologia (computer), il cuore iniziava a battere all'impazzata e
avevo delle vampate di caldo tali da respirare a fatica. Tutte
cose
che provavo all'interno, mentre
esternamente parevo tranquilla. Avevo
paura
di imparare. Imparare per me equivaleva a togliere la vita, ad
uccidere. La
matematica , la fisica e la
chimica avrebbero potuto
"insegnarmi" in maniera subdola, attraverso segni o simboli che sarei
riuscita a codificare solo io, ad eliminare
senza lasciare traccia o
indizi ... Pazzia? Disperazione. Vedevo
gli
altri andare avanti, mentre io
non riuscivo
a spiegarmi i continui blocchi mentali e fisici e restavo indietro.
Tutto
mi era
estraneo
e tremendamente spaventoso. IO ero altro da ME.
Un
aggiornamento -
firmato con
un nome differente da quello anagrafico
ad indicare la "personalità" autenticamente multipla - rivela il
perché
questa persona molto spesso si presenta in un modo, con un
abbigliamento e con un linguaggio verbale e comportamentale ben diverso
da quanto - come origine, formazione, ambiente - sarebbe
stato
logico aspettarsi. (Ed a questo va aggiunto un prticolare piuttosto
singolare: un udito straordinario.)
Chiedo
che
nessuno si intrometta tra
ciò che ero e ciò che sono. Adesso
non sono io, chi scrive è
una persona dalla mentalità scientifica e metodica, sadica.
Il suo compito è individuare e neutralizzare le spie con ogni
mezzo. Dopo averle individuate entra nel loro mondo, parla come loro,
si veste come loro, frequenta gli stessi ambienti. E' una persona
affascinante e affabile, caratteristiche che gli servono per avvicinare
le vittime e diventarne amico. Fiducia prima di ogni cosa. L'insetto
rimane impigliato nella ragnatela del ragno pescatore. Conquistata la
fiducia si porta il soggetto a scoprirsi con domande tranello o
semplicemente lasciandolo parlare, facendogli credere di essere dalla
sua parte. Un gioco da ragazzi !!!
Bisogna
fare in
modo che il soggetto non vada mai fuori tema e qual'ora dovesse
accadere, lo si indirizza delicatamente. La gentilezza in questi casi
è fondamentale. La voce è un'arma letale. Dopo aver
appurato che il soggetto è una spia, si passa all'azione vera e
propria. La tortura viene utilizzata nei casi dubbi, mentre la "
soluzione definitiva " nei casi certi. Risolto il problema si passa al
depistaggio, lasciando solo le tracce utili. Terminato si ritorna alla
base e la vita prosegue come se nulla fosse accaduto.
(Eppure
all'esterno non
trapelava che ben poco. Eppure almeno alcuni di questi bambini per
determinati periodi conducevano anche una vita in apparenza "come gli
altri". Ma non veramente "come gli altri", poiché NULLA doveva
trapelare di quanto nella loro altra "vita" accadeva: e così -
ancor ora nel ricordo - per un altro
"sopravvissuto" veri
terribili incubi non erano le interrogazioni
"tecnologiche", ma i "temi liberi" ed ancor più le
interrogazioni di Storia.) E
non si tratta
di situazioni geograficamente delimitata: queste "situazioni" italiane
rispecchiano pari-pari quanto scritto nei classici testi Americani (Lauren
Stratford, Carol
Rutz, Kathleen
Sullivan ecc.) e in quelli Belgi:
Régina
Louf,e tutti i
casi dell'indagine giornalistica delDossier X
Ma - come già
ribadito anche in altri file/capitoli di un altro sito - la situazione
Belga
è soltanto emersa e anche casualmente come la punta
di icebrg di qualcosa di ben più vasto e INTERNAZIONALE: ogni
file verrà pertanto REVISIONATO
E
MIGLIORATO
per riassumere tempestivamente
le novità del sito; verranno segnalati i files nuovi o completamente
modificati,
ora corroborati
con illustrazioni
incontrovertibili.
Da tener costamente d'occhio gli aggiornamenti dell'argomento ostilità
contro l'infanziaemedicina; nonché
le
continue nuove precisazioni di questa terribile testimonianza
italiana
- in /testim.htm,
in /warn-internat.htm
e in /guilt-free.htm
-
ora anche allargata con
le testimonianze e illustrazioni
di
PRIMA MANO
di gravissimi esperimenti
ostetrici
su
bambine anche molto piccole e di esperimenti pseudo-medici sui bambini
già utilizzati nei circuiti pedo-pornografici.
Vedi - anche in
italiano
- gli aggiornamenti di /superstition.htm
in cui i temi dell'arroganza
medica, della passiva, superstiziosa stupidità e
delle mutilazioni sono spiegati ampiamente anche con molti riferimenti.
Resilienza
e RECUPERO
scritto
il 21 marzo 2009 (da
notare: non è altro che la CONTINUAZIONE - graduale e coerente -
di quanto scritto nel paragrafo testimonianza
ITALIANA)
Riflettevo
sulla domanda:
sono
intelligente?
La
domanda
giusta,
in realtà, avrebbe dovuto essere questa:
Chi vede
adesso? Mi vede? Mi riconosce?
Sono IO.
L'
intelligenza
è per me,
non una personalità, ma qualcosa che mi appartiene da sempre,
come un
pensiero personale, un' opinione, un disegno, un ricordo che per anni
sono stati sepolti da altro e altro ancora. Adesso quel modo di sentire e
vedere la
realtà è di nuovo con me, pulito, rispolverato:
è vivo, lucido, pressante, pulsa... Rivedo le distanze, risento
le persone, riguardo gli spazi ampi, rivedo le possibilità e tutto
ciò mi era mancato...e tanto!!! Il pensiero
libero...la fantasia... tutte cose che posso ripermettermi di
FARE!!! E
disfare a mio piacimento. Non si smette mai di
imparare,
ne di ripassare.
Ho
scoperto che
anche il ripasso è fondamentale. In fondo,
quando ricordiamo, ripassiamo, ripercorriamo, ritorniamo.
Estirpare
l'irrazionale... ???
Ma
estirpando il creduto "irrazionale" si aggiunge
soltanto danno e spregio alla vera
ragione: trasformandola in un vuoto, saccente cicaleccio come nell'invecchiamento
cerebrale senile
quando rimangono in apparenza conservate capacità di
collegamenti
"logici" purché in ambiti legati a consuetudini ben consolidate,
capacità di relativa "efficienza" secondo precedenti non
modificabili
abitudini e preferenze; ma non si
aggiungono certo "capacità cognitive" quando si rubano i
novantanove
linguaggi della
poesia dei cento
linguaggi di
Loris Malaguzzi.
(Là
dove
non vi
è inviluppo o viluppo, ivi sviluppare non ha luogo
proprio...)
Il vero
nemico: il "vero nemico" sono i bambini ...
... Bambini che non
fanno i
bambini,
bambini trasformati in “animaletti“ da combattimento oppure in cavie da
laboratorio.
...
Bambini?
Inauditi
crimini - talmente
inauditi
troppo spesso da non poter venir creduti - proprio contro bambini?
Contro
bambini in quanto "piccole cavie" indifese e/o contro bambini in
quanto "addestrabili" potenziali criminali?
E d'altra parte: come distinguere testimonianze di "fatti" da
elucubrazioni deliranti? Ecco una CONCRETA e PERSONALE innoppugnabile
risposta a questa domanda da parte di chi davvero conosce bene il
vissuto e il ri-vissuto di entrambe queste due possibilità
tramite un'altra testimonianz spontanea della sotto citata testimonianza
ITALIANA:
Sono contenta
di essere
riuscita a scriverle queste poche righe. Lei sa che mi piace mettere i
puntini sulle i sino alla nausea. La chiarezza, la verità sopra
ogni
cosa, soprattutto sulle cose davvero importanti.
22.12.2008
L’angoscia mi
attanaglia. In casa mi
muovo con il cellulare in mano, lo porto ovunque, anche in bagno. Sono
in attesa … ??? Altra cosa che stamattina ho dimenticato di
dirle
: nei confronti dei bambini, di qualsiasi età (escluso gli
adolescenti), ho dei timori reverenziali. La paura più marcata
è quella di fargli involontariamente del male, così, mi
rendo conto, di non potere essere nei loro confronti, spontanea, ma
sempre in allerta, pronta a ricacciare indietro chiunque tenti,
utilizzando il mio corpo, di fargli del male. Penso di potere dire,
che, nonostante tutto ciò che mi hanno fatto c’è sempre
stata una parte di me, sana, inviolata, forse proprio l’istinto, se
vogliamo dare il nome alle cose, che mi ha protetta e consigliata. La
natura (la mia) superava, a volte, le personalità e non c’era
verso di farmi fare niente in quei momenti, allora botte da orbi,
tante, utilizzando pugni e calci, pizzicotti dolorosissimi, sputi e
urina, sino ad arrivare alla violenza fisica, allo stupro. Il tutto
infarcito con voci melliflue e carezze affettate.
Come
le dicevo
stamattina al telefono, non mi si deve toccare, altrimenti mi trasformo
e chissà in cosa … in chi… ? Ho paura.
In
passato ne avevo
davvero tanta, eppure, quando
potevo, ripensavo, rimuginavo sulla situazione appena vissuta cercando
il modo di “ correggerla “, trovare una “ falla “, alfine
di
poter aiutare qualche bambino a scappare, nascondersi e chiedere aiuto.
Ci pensavo continuamente, fotogramma per fotogramma, per trovare una
via di fuga che in quel momento, purtroppo mi era sfuggita. Era
desolante, scoprire ogni volta che la possibilità non esisteva,
neppure minuscola, mi tormentavo, notti insonni passate a ragionarci
su, senza trovare la ben che minima fessura in una rete finissima e
impossibile da spezzare. Continuavo a dirmi: “Da qualche parte ci deve
essere un errore, uno sbaglio di valutazione, un punto scoperto“.
Niente. Frustrante. Vedere morire davanti ai propri occhi un mare, un
oceano di bambini e non potere fare niente, annienta ogni pensiero,
ogni azione, ogni ragionamento. Sentire il tuo istinto che ti spinge
violentemente verso quei bambini, per dargli una mano e il
sapere
di non potere fare nulla … ancora oggi non riesco a darmene pace. Un
Oceano di corpicini senza vita incombe sulla mia testa. L’istinto mi
urlava: “Agisci“, la ragione invece “stai ferma dove sei, altrimenti
muori“. L’urlo del mio istinto mi angoscia, la fievole voce della
ragione o del buon senso, invece no. Il cibo non mi va, bevo si,
purchè siano liquidi. Mi viene la nausea solo a pensare di dover
mangiare, lo stomaco è chiuso. Credo sia in lutto.
Sono contenta
di essere
riuscita a scriverle queste poche righe. Lei sa che mi piace mettere i
puntini sulle i sino alla nausea. La chiarezza, la verità sopra
ogni cosa, soprattutto sulle cose davvero importanti.
Là
dove non
è inviluppo
o viluppo, ivi sviluppare non ha luogo proprio...:
Infanzia,
la lunghissima infanzia della specie umana, e il suo sviluppo
che non potrebbe aver luogo se non aprendosi da un precedente
"inviluppo"
devono realizzarsi attraverso varietà di percorsi. Mutamenti
- al plurale - non può semplicemente indicare "trasformazione",
per non venir equivocato come semplice cambiamento da una
modalità
(se non "da una moda"!)
ad un'altra.
Ecco
perché è così essenziale aver dedicato questo
file/capitolo
alla puntualizzazione ed alla difesa della significatività del
titolo Infanzia:
tempo di mutamenti, a sua volta imprescindibile
ad allargarsi verso la complessità
delle sue possibili evoluzioni. Il vero
nemico è
tutto quanto (come
il bambino della
favola del Re
nudo) può,
aprendo alla chiarezza,
smascherare
gli imbrogli.
Il
vero nemico è
tutto
quanto
è
"diverso" ma
soprattutto in "diversificazione", è
tutto quanto
- appunto
perché differente e differenziato - diventaimprevedibilee
fuori dal "razionale" controllo.
Il
vero nemico è il
TEMPO in
quanto non permette dipianificare arbitrariamente
il
FUTURO e obbliga a tener di continuo conto di
quanto
è PASSATO: e
così veri nemici sono ulteriormente i
bambini,
con le loro modificazioni continue e con le loro aperture su
nuovi
orizzonti generazionali, imprescindibili MARCA-TEMPO nei tempi immobili
e morti dei
dinosauri.
Per
ognuno ogni preciso ricordo del
passato e delle sensazioni provate, la piena accettazione e conferma
della
propria infanzia è alla base dell'autentica
identità e di ogni esperienza
vissuta:
da cui vera
SAGGEZZA;
da cui
capacità
successiva di apprendere e assimilare;
da cui
profondità e
apertura di vedute e "spessore" della personalità (sinonimi per
ogni
dato momento di maturità);
da cui VOLONTA'
capace di
scelte
autonome e di rifiuti;
da cui giustizia
e
capacità
di riconoscere e valutare i DIRITTI come antitetici di TORTI;
In una visuale dinamica,
questa continuativa,
migliore
chiarezza sul presente e su se stessi si apre quindi sul succedersi
delle
cause e conseguenze, e così sul valore e significato dei propri
- ed altrui - atti e quindi delle proprie e altrui RESPONSABILITA': in
un concetto di responsabilità NON sinonimo di obbligo verso
qualcuno
da non disattettendere, né di ricerca di apprezzamento, ma come
valutazione concreta e coerente e impersonale delle conseguenze
dirette o indirette dei propri atti e delle proprie omissioni. Un'altra
parola chiave essenziale è quindi "giustizia" che
è
anche "serietà" e CONSAPEVOLEZZA,
il che non vuol certo dire semplicemente "capacità cognitive",
ma
molto spesso anzi sgorga da una legge
morale intrinsecabiologicamente ISTINTIVA.
Per i dinosauri è vero
il
contrario: si direbbe che considerino le conseguenze come cause e non
viceversa,
che la serietà sia un'antiestetica seccatura, mentre l'esser
"giovani"
debba esser sinonimo - "pseudo-affettuoso" - di frivolezza, di
stravaganza,
di
ma
sì
lasciamoli fare: sono giovani....
Ai dinosauri
più
o meno pieni di sé, più o meno prepotenti, prevaricanti
e/o
consapevolmente omertosi sono ben accette:
le persone che non
rispondono
dei propri atti (o omissioni) ma che rispondono ai dettami del loro
"Potere";
le persone -
isolate o come massa - che per
"responsabilità"
alludono
alla propria disponibilità all'obbedienza,
i furbastri alla
ricerca di
"dovuti
modi" per ricevere lodi ed evitare biasimi...;
ed ancor più
piacciono
i sottomessi pronti a un dichiararsi "responsabili" sentito come
equivalente
di disobbedienti "colpevoli".
Ai
dinosauri sono
graditi
quelli che parlano di responsabilità/colpe e di doveri/antitesi
a diritti,
e tanto più
piacciono quelli per i quali la parola
diritti
è
da sottovalutare, o è considerata un puro equivalente di
"pretese".
Dove
sono adesso...?
A
tutti questi:
dinosauri,
omertosi,
obbedienti, docili "buonisti" ecc. qualche ondata di sentimentalismo
può
provocare un occasionale immediato e sùbito spento orrore (non
certo
una
consapevole e attiva e cosciente e responsabile indignazione), nel
mentre
che da certe menti
raffinatissime proprio i
bambini vengono usati come
adattissimi oggetti
di trastullo (?) sessuale,
od anche di abusi
strutturati, perché
costituiscono un ottimo
materiale da
esperimento,
o/e una duttile creta da plasmare... Morning,
come quickly di Wanda
Karriker...:
questo
libro
descrive le conseguenze di situazioni traumatizzanti deliberatamente
inflitte
a bambini, e - ciò che più conta - le possibilità
di resilienza dell'animo umano.
Wanda
Karriker Ph.D., psicologa, autrice/editore di questo libro,
sta
ampliando
il suo sito con con indirizzi e segnalazioni di sopravvissuti
resilienti e
altre DEDICATE
alle testimonianze dei
sopravvissuti
usati da bambini nei film pedo-pornografici: Child
Porn SURVIVORS Speak Out
DOVE
SONO
ADESSO?gli
uomini e le donne
che ricordano
cine-prese e video-camere come strumenti del terrore, gli uomini e le
donne
che da bambini erano stati involontariamente "iniziati" in diabolici
traffici
organizzati, vittime di odiosi crimini contro l'umanità?
Perché
tanta attenzione contro chi guarda i films pedo-pornografici,
perché
tante cautele dirette a proteggere i minorenni da questa fruizione?
Perché
nessuno si chiede invece: DOVE SONO ADESSO i bambini presentati in
questi
filmati?
Dove
sono adesso? E sono sopravvissuti resilienti o pericolose
personalità multiple?
(Da notare in modo molto netto che queste personalità plurime
molto organizzate esistono davvero e che i
fenomeni di sdoppiamenti o di personalità plurime - F44.81 del
DSM-IVR - non hanno assolutamente NULLA in comune con la schizofrenia e
con le sue disorganizzate
idee deliranti e allucinazioni uditive - F20.0x del DSM-IVR.
PERSONALITA'
MULTIPLE? allora che bell'argomento per filmati di fantascienza
più che per la psichiatria! Ne sistono
davvero,
e non soltanto
in America e non soltanto per
eventuali cause intrinseche: esistono non si sa quanto numerose, forse
soprattutto create artificialmente
tramite sistemi psicologici
abusanti (sia tecnologici che scientificamente
"psicologici")
di annullamento
della
volontà e di
frammentazione
della memoria fino alla "costruzione" - intenzionale
in vista
anche di sfruttabili
finalità - di alias
(MPD /
DID).
Perchè
agenti
segreti, spie, informatori, assassini... "costruiti"
per mezzo del
lavaggio
del cervello funzionano meglio dei consapevoli, stipendiati agenti
segreti
/ spie?
Children
in
pornography
is a common theme in survivors' accounts of incest, cult and ritual
trauma,
clergy abuse -- about any kind of sexual abuse one can imagine.
Much attention
has been given to catching viewers and suppliers of CP and to keeping
children
from
viewing pornography on the Web. But no one in the mainstream
media,
now saturated with accounts of cyberporn arrests, convictions, and
abductions, is
asking an important question about the survivors of CP:
WHERE
ARE THEY NOW? Men and women
who
remember cameras
as tools of terror are, as are all souls who have been unwitting
initiates
into organized evil, victims of heinous crimes against humanity.
No one
can change what happened to them, but there are probably many who would
want the world to know that they were tortured and forced to 'star' in
CP as children and that they survived.
Infanzia
rubata, infanzia
violata è il tema della nuova campagna del programma radiofonico
di Radio 1Rai Zapping realizzata in collaborazione con Unicef Italia.
Con
l'appello dei Tre no, Zapping e Unicef si soffermano, in particolare,
sugli
aspetti estremi della condizione dei minori in Italia e nel mondo: le
mutilazioni
genitali (sono circa 40mila le donne che hanno già subito
mutilazioni
sessuali nel nostro Paese); il turismo sessuale e i bambini
soldato
(un fenomeno che interessa 35 Paesi). Alla campagna di
sensibilizzazione
dell'opinione pubblica hanno già aderito Amnesty International e
numerosi direttori di agenzie di stampa, quotidiani e settimanali.
Televideo: 6
gennaio 2004: Intervento al meeting dell’Organizzazione mondiale del
turismo
a Berlino Vaticano, turismo sessuale
in mano a
pedofili e
crimine
organizzato
La
simbiosi
tra pedofilia
e crimine organizzato ha assunto il controllo di
questo
mercato
sfruttando le famiglie e l'innocenza dei bambini.
La Santa
Sede
interviene
ancora sul tema dell'infanzia
violata;
lo fa attraverso monsignor Piero Monni, rappresentante vaticano al
meeting
dell'Organizzazione mondiale del turismo in corso a Berlino.
L'intervento
vuole rimarcare lo stretto legame tra pedofili, mercato mondiale del
sesso
e criminalità. Il turismo
sessuale
è
il tema dell'incontro dell'agenzia internazionale, un tema caro al Papa
che più di una volta lo ha denunciato e fermamente condannato.
Nel
nostro vulnerabile pianeta ogni anno un milione di bambini sono
sfruttati
con finalità sessuali e pornografiche, barattati o venduti come
schiavi per rispondere alla domanda crescente di instancabili predatori
di innocenti sono state le parole dell'inviato di Giovanni
Paolo
II
agli
addetti al turismo.
I dati sulla
diffusione di questo fenomento sono
in
costante aumento, le previsioni sono sempre più sconcertanti,
gli
episodi di violenza sempre più agghiaccianti,ha
concluso
monsignor
Monni.
Associazioni
libere
dall'analisi di
un sogno del 27 agosto 2005 - qui non trascritto, ma presente in
dossier cartaceo.
I
Cervelli e Io
....
- Le
chiedo cos’ha contro di me, dato che non ci conosciamo e lei facendo
una
smorfia mi risponde così:
-
Il tuo appartamento è
in un caos
indicibile, come fai a tenerlo così? E poi mi dai
l’impressione di essere
una persona falsa…”
.....
Ho
sempre
pensato
che
tutto ciò che mi è accaduto fosse colpa mia. Non ero mai
abbastanza, sempre troppo poco, inadeguata in ogni situazione e in ogni
momento. Poco intelligente, poco simpatica, poco carina e riuscivo ad
arrivare sempre in ritardo su tutto…ma alla Base
(*)
e
altrove, riuscivo ad
essere efficace, avendo la sensazione e a volte la
certezza, di
esistere, perchè qualcuno si era accorto di me ed io mi sentivo
a
casa,
un
alloggio disordinato, caotico, pieno di sangue, di
fiori, di aria
grigia e pesante dove ogni tanto un raggio di sole arrivava e
c’era un
letto con una bella coperta colorata e vicino un piccolo comodino ed il
bagno in camera. Avevo tanti libri, alcuni di studio, altri di
lettura, perchè il
cervello andava tenuto in costante allenamento. Giochi
di guerra su un tavolo per allenare il cervello ad organizzare e ad
agire quasi simultaneamente. Era strepitoso come mi riuscivano facili e
allora pensavo che non dovevo essere così stupida e inutile come
immaginavo; ma allora perchè alla fine nessuno mi amava, anche
qui dove
faccio molto bene ciò che mi chiedono, mi accorgo che l’affetto
non c’è
ed ho la spiacevole
sensazione di
confondere le cose, di vedere e non
capire, di non sapere nulla in realtà, se non quello di
‘’sembrare’’ di
sapere e non è la stessa cosa!
-
Perché
non vieni a
prendermi papà?
- Perché
non ti accorgi che non sto bene? Portami via, ti prego.
La mia
cella, il
mio alloggio è tutto quello che ho, oltre a tanti scheletri
nell’armadio…
- Abbiamo
grandi
progetti per te,ma devi fidarti di noi che siamo diventati la tua
famiglia. Ti educheremo, ti alleneremo, ti alimenteremo, diventerai
ciò che
vuoi e noi saremo sempre con te.
A
volte mi
rannicchiavo
sul letto e dondolandomi pensavo che tutto prima o poi ha una
fine, basta avere pazienza e saper aspettare, pensavo anche che tutto
sommato mi piaceva stare da sola… oppure mi hanno detto che la
solitudine dà forza..? Parlavo con il comodino e gli
raccontavo
i fatti
miei e lui a volte mi rispondeva, sorridendo, che andava tutto bene.
Ma
chi pensava cosa? Era
il mio
cervello o erano tanti cervelli che si
parlavano fra di loro interferendo uno con l’altro?
Io dove sono???
Che
confusione…. qualcuno vuole parlare con me, ma non sono in casa, o
meglio, ci sono, chissà in quale stanza e allora subentra
qualcun altro
ed io lo sento che la
mia testa
è abitata da tanti cervelli, ma che
stando in una piccola stanza si danno noia a vicenda. Mi
chiedono di
fare qualcosa, io non voglio, così lo chiedono a qualcuno
d’altro e
l’altro credo che lo faccia perchè mi sveglio altrove
senza
memoria.
Succede spesso, mi sveglio per un attimo, vedo del
sangue, poi
scompaio. Allora io non sono brava, sono quegli altri ad esserlo e
usano
il mio corpo per spostarsi, per prendere, per fare,
sono forse
degli
spiriti?
Forse
ho qualche potere magico… Però questi
spiriti sono tutti
cattivi mi pare,
e poi perchè non si presentano? Loro
sanno chi
sono
io, mi abitano! Certo che nei loro confronti sono in netto
svantaggio. Dormo
male, mi correggo, "Noi" dormiamo male e digeriamo
male. Vorrei
mangiare il fritto misto di pesce, "Io", ma a qualche
ospite il
piatto che ho scelto non piace, così mi ritrovo davanti al
menù sapendo
che non mangerò quello che desidero, ma quello che penso di
desiderare o
quello che gli abitanti del mio cervello vogliono. Così alla
fine, ogni
volta che mi trovo a dover decidere, dalla cosa più stupida a
quella più
importante, vado in
confusione, sento
che nella mia testa c’è
agitazione, tutti vogliono fare a modo loro, ma c’è un solo
corpo e
stanca aspetto, senza fare proprio nulla. Gli
inquilini
sono
impazienti, bisogna decidere, bisogna agire ed io sento il cuore
pulsare
sempre più velocemente, l’angoscia mi assale,
diventi frenetica pur
stando ferma, poi tutto tace, i cervelli si placano, hanno capito
finalmente che quando decido di non dargli retta non possono fare
altro che aspettare con me. Mi snervano, parlano tra di loro,
confabulano
e cercano di tenermi allo scuro delle loro faccende, vorrei
sfrattarli, ma a quanto pare l’operazione è più difficile
di quanto
sembri. Qualche volta mi sembra di individuare la personalità di
uno
degli inquilini, è un attimo, appena sente che lo sento si
ritira, come
una lucertola nella fessura quando la spaventi. Uscite allo scoperto
vigliacchi di cervelli bacati!!!
Penso
di
avere
iniziato ad
ospitare altri
cervelli nel mio all’età di tre anni.
(*) "Base":
Base
militare di addestramento.
Continuazione:
sogno e commenti del 22 novembre 2005:
Sono
investita da una
pioggia di animaletti, sembrano piccoli scorpioni o gamberetti, il loro
colore è bianco e sono“croccanti” e duri allo stesso tempo.
Accanto a me ci sono altre persone, ma la pioggia bianca animata
investe solo me. L’altra
scena si
svolge in un vivaio dove non entro nella stanza per evitare di essere
aggredita dalle cavallette, ma una riesce a penetrare nei miei capelli
e si infila dietro la nuca ronzando fastidiosamente, cerco di
scacciarla, ma della cavalletta sento solo il ronzio, come se mi fosse
entrata nella carne e dall’interno lavorasse provocando un rumore,un
continuo zzzzzzzzzzz…Credo
di chiamarmi Mike, sono un pilota di caccia.Compaio
all’improvviso quando la situazione si fa critica e cerco di prendere
in mano la situazione,ne ho le capacità. Ho sangue freddo quanto
basta, inseguo il nemico sino a che non scompare definitivamente e
irrimediabilmente dal monitor e dal radar. Game Over anche nella
realtà. Sono determinato, cocciuto e molto sicuro delle mie
forze, ho “ottime capacità logiche”, a quanto si dice è
nel mio DNA. Sono
cattivo, non è un difetto, in guerra aiuta a
concentrarsi meglio, si rende di più e sicuramente mi dà
la possibilità di tornare dalla missione intero! Quando piloto
sono molto gasato, ma nello stesso tempo calmo e freddo come un Killer.
Probabilmente mi piace perchè è una cosa che mi riesce
bene.
Mi
spiego come mai in
questo periodo mi
sentivo più uomo che donna!
Ma
sono tutti cattivi
i miei cervelli! Mi spiego la “rigidità” che prende il posto
delle emozioni, l’indifferenza che ho verso gli altri e
l’incapacità di manifestare ciò che provo in azione, es:
affetto-abbraccio, disagio-inquietudine, paura-pallore,
tristezza-pianto, invece mi capita così:
affetto-rigidità, disagio-rigidità,
paura-rigidità, tristezza-rigidità. Sia il corpo che la
mente smettono di comunicare e subentra
l’automa
che, tramutata in una antenna
umana,
aspetta l’ordine di agire, ma se l’ordine non arriva l’automa rimane in
stato di all’erta (la prima fase è la rigidità) e poi
cambia, subentra uno dei cervelli che “copre”, “maschera” l’automa
(come la pioggia di animaletti) proiettando negli altri un'immagine
fasulla, ma non estranea. La
capacità
dei cervelli-automi è quella di “salvarsi la faccia” ogni qual
volta la situazione lo richieda, non bisogna essere necessariamente
delle spie, ma dei bravissimi illusionisti sì! Fumo negli
occhi!
Ieri
verso l'ora di pranzo ho avuto una crisi, una furia cieca,
scaturita da non so cosa, mi ha fatto diventare una iena. Rabbia,
desolazione, impotenza, trappola, emarginazione (obbligata e voluta).
Ignoranza,
repressione, balocco
per i più grandi.
Ho pianto, pianto e pianto, poi, di colpo, una calma fredda
e un
certo torpore ha fatto capolino e poco per volta mi sono calmata.
Stamattina invece, ho pensato di andare a fare benzina senza la
macchina e di chiedere al benzinaio"il pieno". Qualche
secondo dopo
ho avuto come dei flash, mi spiego: sono
io, non sono io, sono io, non sono
io, ecc, ecc.
La "non
sono io" cambiava
completamente i connotati ed il carattere, mentre "sono
io" ero
io, ma parecchio offuscata!? Mi domando, lecitamente, cosa mi sta
succedendo?!!! Davanti allo specchio ho avuto paura, l'immagine
che
rifletteva era"diversa" dall'immagine reale. Non mi riconosco,
è come
se tra la bambina di tre anni (in cui mi riconosco bene) e la persona
che sono ora sia
successo
qualcosa che le ha scisse, poi scisse e poi ancora scisse.
Ora, per
riuscire a mettere
insieme i multipli dovrei inglobarli in un'unica persona, solo
che
manca il soggetto, il fulcro, manco
io.
Dove sono?
Se
la rabbia fosse scaturita da me? Mi spiego: Insieme ai
multipli, da
qualche parte ci sono anch'io ed IO
sono diventata
parte di quei
multipli (ovviamente), così mi capita a volte (purtroppo) di emergere
come un urlo disperato dal
profondo abisso
cercando di aggrapparmi a qualcosa di solido e stabile per
non essere
inghiottita di nuovo dal buio più nero. Non sempre riesco
a trovare un
buon appiglio, qualcosa che mi dia la spinta a stare in superficie. Mi
domando spesso cosa sarei ora e cosa farei adesso
se le mie
inclinazioni avessero seguito naturalmente il loro corso? Di questo
sono molto dispiaciuta. E' difficile per me, in questo momento e
periodo, non provare una punta di invidia per chi ha potuto, ed
è
riuscito ad essere se e fare ciò che più gli riesce
meglio, dalla
pittura, alla fotografia, ad un impiego qualsiasi. Essere una persona
nel mondo e non "qualcosa" che c'è in modo astratto, come sono
io,
chiusa nella mia stessa testa e sentirmi in trappola e assente allo
stesso tempo - è frustrante. Sono
prigioniera dei miei multipli, dei
miei cervelli.Devo
ricomporre il mio puzzle.
Avrei bisogno di un "pieno" di coccole, un"pieno" di auto stima,
un"pieno" di energia e di vita e di un bombolone alla crema (questo
è il
più facile di tutti da ottenere), accompagnato da un buon
cappuccino
chiaro e bollente (anche d'estate).
Descrizioni
successive,
sempre
più efficacemente "crude", non sono adatte a venir riportate in
questa sede: chi volesse leggerle può trovarle in un altro sito
nei files Testimonianze
e dubbi
e Segnalazione
di
allarme: internazionali , ma questo finale mi
sembra
necessario per far meglio capire la verità effettiva di
situazioni che vengono per lo più negate e derise con costante
pervicacia malevola.
Partendo
sempre da sogni, non
perché "irreali" ma proprio al contrario - come viene detto alla
fine - per evitare gli intralci dati dalle emozioni coscienti:
... Ci salutiamo, il
cugino si dirige verso la porta d’entrata [del
bus]ma,
ritorna in dietro ed ha un’espressione triste in volto. Quando è
a pochi centimetri da me apre la mano e mi consegna un medaglione
d’argento ed il gesto è seguito da questa frase: “Ciao Monkey,
perchè questo è il tuo nome vero!?”. Guardo l’oggetto
della verità ed effettivamente su una delle facce c’è
scritto quel nome, un nome che riconosco appartenere a me e
che
contemporaneamente fa apparire il mio nome anagrafico “falso”. Note:Rovescio
della
medaglia.
Incapacità
di distinguere il vero dal falso.
Segreti
(cose da non dire ) .
Monkey (scimmia ),
è stata la prima persona che
hanno fatto entrare nel mio cervello. Dovrebbe essere una sorta di
tutto fare, oppure la “chiave” per poter accedere ai miei
multipli, un “pass”.
La parola
d’ordine.
Mi
è venuto in mente un disegno (oppure era una foto ?!)
rappresentante appunto tre scimmiotte ed il messaggio era: “Non
vedo, non
sento, non parlo.” La scimmia che non vede ha le
mani sugli occhi, ecc. ecc.
Volevo
infine
aggiungere che quando scrivo dei miei multipli non lo faccio con
superficialità, ma semplicemente come un dato
di fatto,
un
qualcosa che
purtroppo, per ora, fanno parte di me. Prendendone atto vado avanti
cercando di arrivare il più vicino possibile al bandolo della
matassa … e non è semplice. In questo preciso momento ho una
immagine nella testa, una bella cipolla bianca, ma devo dire che anche
un carciofo può servire come esempio. Ho imparato che se non
puoi sfuggire ai tuoi “guai “, ti conviene affrontarli, con calma,
senza rabbia e rancore. A volte la
rabbia ed il rancore sono solo di
intralcio e frenano i ricordi.
Commenti
successivi - 13/06 /2006:
Oggi
sono in fase
“ addormentata “ , il complesso di inferiorità è
particolarmente sentito e pensare di essere stata addestrata ad essere
un
“giocattolo sessuale“ non aiuta certo a diminuirlo , semmai il
contrario . Rabbia? Direi di no , frustrazione e sbandamento
si....
I
contrari. Una vita fatta di “normalità“, contro una vita “fuori
dalla norma“, una sotto vita o una vita sopra le righe. Bambini che non fanno i
bambini ,
bambini trasformati in “animaletti“ da combattimento oppure in cavie da
laboratorio. Bambini
svuotati
della loro personalità e riempiti di altri pensieri, di altre
storie, di altri cervelli . Sono
pensieri di
guerra e storie di morte ed ai pensieri seguono le azioni e nascono le
storie, “storie“ che
non si
possono narrare per paura di non essere creduti, di
passare per
bugiardi. Gli adulti sanno essere molto spietati, ma se diamo
ad
un bambino solo e disperato una ragione di vita e lo convinciamo che
“si può fare“ … "tutto si può ,basta volerlo“ … Lo carichiamo di odio e di
grande
fiducia in se stesso, basta dirglielo con un tono gentile
e
accomodante, mentre lo picchiamo selvaggiamente utilizzando mani e
piedi … La fiducia in se stesso verrà dal fatto di essere
sopravvissuto e che niente e nessuno potrà mai ferirlo,
ucciderlo … E’
chiaro che il bambino
si è trasformato in
qualcosa d’altro, ed è quel qualcos’altro che deve farci
riflettere e preoccupare.
Perchè
agenti
segreti, spie, informatori, assassini... "costruiti" per mezzo del
lavaggio
del cervello funzionano meglio dei consapevoli, stipendiati agenti
segreti
/ spie?
E
in data 10 settembre 2006
ecco
la rivelazione dell'origine di tipici, improvvisi, sgradevoli
comportamenti: così si manifesta la raggiunta attivazione
dell'addestramento a cui era stata sottoposta.
Pare
ci sia un'altro cervello che era
ben nascosto e per chi sa quale fortuita circostanza è emerso come un'isoletta. A
differenza degli
altri, questo non vuole saperne di ritornare "ombra", ha preso il sopravvento ed il mio corpo
sembra
incapace di rigettarlo, pur sentendolo parte estranea. Mi fa stare molto male. Una rabbia
cieca che
parte dalla pancia mi investe e a
stento riesco a controllarla, dopo solo stanchezza e nebbia.Capita
spesso che mi
incanti, come
fossi in trance e in quell'attimo io sparisco e così
anche i suoni e
tutto ciò che mi circonda, al ritorno ho come l'impressione che
il
tempo si sia, per un lasso di tempo breve, fermato. In quel lasso di
tempo dove vado a finire? Il
cervello-isola è il caos, istinto puro, pura
cattiveria,
dotato (se così si può
dire) di fascino
e
intelligenza
matematica. Lui
esiste per i fatti suoi, pare che non abbia bisogno di nessuno, sa
esattamente
cosa deve fare e perchè!
E' un buon organizzatore , solitario è capace di portare a
termine il
compito che gli è stato assegnato con ferocia e determinazione.
Le
"missioni" o "incarichi", li prende molto sul serio, lavorando di
intuito, fa si che il bersaglio venga eliminato ...Pare
che io non abbia una serpe in seno ... è più su !!!Speriamo
di riuscire a tenerlo a bada. Per
ora è tutto.
Da
considerare come
riferimenti: per
le uova
di
scimmia vedi sopra: Monkey
(scimmia ), è stata la prima persona che
hanno fatto entrare nel mio cervello; per
le
"puzzole"
potrebbe essere
signifcativo il fatto che chi scrive fa collezione di coleotteri, ed
è terrorizzata dal sentirsi "inseguita" da "vespe".
07.01.2007 Sogno:...
Nel
mio sogno compaiono
tanti
animali,
direi animaletti.
Sono sul balcone verandato ed ho in mano una piccola busta
bianca di plastica che riempio
delicatamente di piccoli di scimmia...
I
cuccioli sono
davvero microscopici e li depongo uno
sull' altro sino a formare due strati , facendo attenzione che ogni
piccolo possa respirare. Operazione ripetuta almeno una volta .
Poi
in un' altro
sacchetto con le
stesse
caratteristiche di quello precedente e con le stesse modalità l'
ho
riempito di "uova di scimmia". Mi sono domandata:
- chissà che fine
faranno?
-
le useranno per gli
esperimenti ... ( ? )
In
casa ho trovato una
piccola
puzzola,
talmente
piccola da non esistere in natura, tutta nera e con la caretteristica
stria bianca sulla schiena, era in compagnia di un' altro animaletto
identico alla puzzola, ma senza la stria. Erano lucide e nere,
alchè
mi è venuto in mente un vecchio sogno riguardante una pentola
sul fuoco
piena di latte con una enorme vespa nera e lucida che veniva fuori ed
era pulita.
I
due animaletti li ho
depositati in
una
grande gabbia
per criceti ed oltre a loro c'erano piccolissimi cuccioli di cane,
piccoli topini, piccoli di scimmia. Ora che ci penso, erano così
piccoli da poter essere dei feti di pochi giorni, credo.
Sul
terrazzo della casa
ho trovato
due cani
labrador, finiti anche loro sul balcone verandato.
Però
i due cani
tendevano a
scappare
e ad andare sul
terrazzo per mettersi uno di fronte all'altro e guardarsi. Forse non
avevano bisogno di essere tratti in salvo?!
Ma
i cuccioli li stavo
davvero
salvando?
....
Pensieri
sparsi:
ho
sognato
[il gatto] Pino , credo
che sia morto. In vita l'ho trattato malissimo, eppure in sogno era
contento di vedermi (la forza dei sensi di colpa !).
Alla
base molte volte
ero in
disaccordo con
quello che
facevo e quello che dicevano le persone a cui la mia vita dipendeva.
Sapevo che seppur in disaccordo a loro non interessava certo il mio
punto di vista e dal canto mio facevo
di tutto per non soccombere. Era
un tira e molla continuo, coscienza
contro
sopravvivenza.
Colpire per
non perire.
Forse il fatto di non avere stretto amicizia con gli altri
bambini mi ha protetta dalla responsabilità pesante che
venissero
fatti fuiri a causa mia. Vigliaccheria? Può darsi. Non ricordo
di
averci neppure provato a stringere dei rapporti con loro, tanto a che
sarebbe servito? Nessuno sapeva che cosa ne sarebbe stato di noi, per
quanto mi riguarda eravamo dei morti
viventi.
Eppure
sentivo quei
bambini
vicinissimo a
me e quando
mi rendevo conto che qualcuno di loro mancava all' appello e che non lo
avrei più rivisto, la disperazione più nera e l' ansia
incombevano su
di me per poi ricadermi addosso come un grosso masso. In fondo a
pensarci bene non c'era bisogno di essere amici, bastava uno sguardo e
capivamo chi sarebbe passato e chi no ... Eravamo tutti nella stessa
situazione di pericolo.
Pensavo
alle
interrogazioni
scolastiche:
studiavo ,
eppure quando mi trovavo alla cattedra mi assaliva un'ansia tale che
dimenticavo tutto e non riuscivo ad emettere nessun suono. Il terrore puro. Quando
poi l'argomento
riguardava la
tecnologia (computer), il cuore iniziava a battere all'impazzata e
avevo delle vampate di caldo tali da respirare a fatica.
Tutte
cose che provavo
all'interno,
mentre
esternamente parevo tranquilla.
Avevo
paura
di imparare. Imparare per me equivaleva a togliere la vita, ad
uccidere. La
matematica , la
fisica e la
chimica avrebbero potuto
"insegnarmi" in maniera subdola, attraverso segni o simboli che sarei
riuscita a codificare solo io, ad eliminare
senza lasciare traccia o
indizi ... Pazzia? Disperazione.
Vedevo
gli altri andare
avanti,
mentre io
non riuscivo
a spiegarmi i continui blocchi mentali e fisici e restavo indietro. Tutto
mi era
estraneo
e tremendamente spaventoso. IO ero altro da ME.
Sogno
e considerazioni del 28
ottobre
2007:Una
bimba
appoggia la
testa sul mio seno, una, due, tre volte e poi improvvisamente si stacca
e guardandomi dritta negli occhi con aria di chi sa quello che sta
facendo, mi dice: "comunque non mi piaceva il tuo accarezzarmi la testa
...".
Già, io ero in piedi e la abbracciavo e nel mentre le
accarezzavo la piccola testa.
Ci sono rimasta male non tanto per ciò che mi aveva detto, ma
per lo
sguardo furbo e cattivo rivoltomi ... infido, mi stava studiando e
pareva avesse capito chi si trovava davanti. ...
La bimba sicuramente ero io, forse
una personalità. Aveva uno sguardo che metteva a disagio
e scrutava, scrutava ...
Ricostruire, ricostruire, cercare di ricordare. Mi sono chiesta
più
volte come mi vivono le persone che mi conoscono e quelle che mi hanno
conosciuta. .. Sono
stanca e scoraggiata, ogni volta che vedo delle possibilità,
qualcosa o
qualcuno mi mette i bastoni tra le ruote e mi sembra di ritornare
indietro e devo fare un enorme sforzo per rimotivarmi.
Dal collegio in poi mi sono stati RUBATI i miei no, i miei NON HO
VOGLIA, i miei PENSIERI PRIVATI, i miei affetti e le mie QUALITA' che
hanno trasformato in armi non convenzionali e mortali. Sono stata
rivoltata come un calzino e TRASFORMATA in animale da combattimento. Da
BAMBINA sono stata "cambiata" in un essere a me del tutto sconosciuto. Un corpo solo
con 100 teste ed ognuna di esse ha volontà, pensieri e
atti propri e tra di loro NON SI CONOSCONO !!!
Avete idea
della
confusione che crea tutto ciò?!!
IO DOVE SONO? ESISTO ANCORA O SONO STATA DEL TUTTO CANCELLATA? IO NON
SONO UN DEMONE, NON NASCO DEMONE. Sono stanca, molto stanca.
La verità per me è un fatto di PANCIA! In fondo è
da lì che la mia
ribellione è partita e forse la bambina del sogno E' LA VERITA'
IN
PERSONA che si accorge che la mia "dolcezza" è fasulla, mi fa
sapere
che lei sa, mi critica, mi dice esplicitamente di smetterla di essere
mite, docile e lo sguardo che usa è sincero ed è il mio
quando SENTO
che L'altro subentra ed assume il controllo del mio essere INTERO
(corpo e mente). Sono io la fasulla e non la bambina, perchè io
sono il
risultato di continue manipolazioni. La bambina è rimasta tale,
come lo
è la verità ed i fatti, bisogna assolutamente liberarla
dalle sovra
strutture in cui è stata imprigionata e che a distanza di tempo
sono
diventate macerie. Spero di riuscire a ritrovarmi. Lo spero
sinceramente.
Eppure
all'esterno non
trapelava che ben poco. Eppure almeno alcuni di questi bambini per
determinati periodi conducevano anche una vita in apparenza "come gli
altri". Ma non veramente "come gli altri", poiché NULLA doveva
trapelare di quanto nella loro altra "vita" accadeva: e così -
ancor ora nel ricordo - per un altro "sopravvissuto" veri
terribili incubi
non erano
le interrogazioni
"tecnologiche", ma i "temi liberi" ed ancor più le
interrogazioni di Storia.
I Gattopardi
dove tutto
cambia
perchè niente cambi storicamente li ho visti direttamente
all'opera
in modo plateale, veramente VISTOSO nel '48 come ho già detto;
nel
'68 già durante, già nella "colonizzazione" dei vari
gruppi
e collettivi da parte di striscianti "fondamentalisti" e/o infiltrati;
peggio
che mai ho visto nella seconda parte degli anni '70 arrivare come
una mazzata in ogni campo il ritorno indietro verso "secoli bui";
e, nel campo della scienza e della Medicina, ho seguito l'enorme
ascesa
e sviluppo fino a circa il '75 e poi con grandissimo dispiacere il
crollo
nel pressapochismo, nel vuoto cicaleccio sulle minuzie, nel tecnicismo
becero e in una miriade di quelle teorizzazioni che Claude Bernard
chiamava
impietosamente "cisti"
e "superstizioni".
Ma
il'68
c'è stato
e i risultati della repressione successiva li vediamo oggi,
e non credo che ci sia più spazio a
breve
per niente di simile. Ho più l a
sensazione del fuggi, fuggi (per chi si era reso
conto del
pericolo)
degli anni'30, che non la sensazione della possibilità di
cambiare le cose, che nel viso dell'attore che interpreta
lo
studente sembrava trasparire.
"Fear"
believes to
keep
safe on building
barricades: and then narrows spaces, knowledge, relationship and
understanding...
and widens on return new fearfulness and dependency.
"Paura" crede di
raggiungere la salvezza
costruendo barricate: e così restringe spazi, conoscenza,
rapporti
e consapevolezza... e continua ad ampliare invece sempre
rinnovati
motivi di trepidazione e di bisogno di dipendenza.
Ilsonno
della ragione produce mostri?
Allora non ci si deve stancare di rimanere VIGILANTI,
VIGILANTI, VIGILANTI.
Mai ci si deve accontentare delle affermazioni altrui e neanche delle
proprie - non documentate - sensazioni.DUBBI
e ATTENZIONE
A LARGO RAGGIO devono essere sempre le principali
GUIDE.
NOTA
(L'attuale
file/capitolo consiste in un rifacimento di una "lettera
aperta" i cui
paragrafi sottostanti ne sono
l'inizio motivante
ed
esplicativo.)
Tempo
di mutamenti Levi-Montalcini Rita
Dati: 2002, 151 p. Baldini Castoldi Dalai
(collana I saggi)
In
sintesi
Il
libro è una riflessione sull'uomo
e sulle sue capacità psico-fisiche non sfruttate per ignoranza
e, ad
esempio, per adeguamento a modelli superati di educazione. Il premio
Nobel parte dall'infanzia e studia ogni età evolutiva,
dall'adolescenza
alla maturità alla vecchiaia, vagliando le possibili soluzioni
per una
vita migliore. Il cervello non invecchia ma si guasta, dice la
scienziata, e offre il suo insegnamento a non farlo guastare.
La
recensione di IBS
Il
titolo del libro esprime con
chiarezza il punto di vista dell’autrice, premio Nobel per la medicina,
su come sia possibile affrontare due problemi, che si intersecano tra
loro e che sente molto vivi e attuali: la minaccia della sopravvivenza
del genere umano e di ogni altra forma vivente sulla terra e il
miglioramento della qualità della vita “a prescindere dal
genere, dallo
stato sociale o dal gruppo etnico al quale ogni individuo appartiene”.
Rifuggendo da visioni catastrofiste o ingiustificatamente ottimiste, la
Montalcini pensa che sia “tempo di mutamenti” e cioè che sia
giunto, e
sia impellente, il momento di invertire la rotta verso il suicidio del
genere umano e degli altri esseri viventi e di correre subito ai
ripari. Ma in che modo si può fermare la corsa
dell’umanità verso il
suo autoannientamento? L’autrice individua mezzi e strategie atti ad
arginare le molteplici minacce. Da una parte infatti fa appello alle
capacità raziocinanti dell’Homo sapiens, sempre più
offuscate dal suo
comportamento emotivo – è d’obbligo “una totale revisione del
modo di
pensare e di agire, su basi non emotive ma raziocinanti” -, dall’altra
individua in due grandi categorie della razza umana, quella dei giovani
di entrambi i sessi e quella del genere femminile, il mezzo attraverso
il quale sia possibile l’attuazione di una rivoluzione nel modo di
pensare degli individui: “per la componente femminile del genere umano
è venuto il «tempo » di assumere un ruolo
determinante, negatole per
millenni, nella gestione del pianeta Terra.” Attraverso
tredici capitoli, toccando i temi dei sistemi educativi e didattici
dall’infanzia all’adolescenza e poi quello dell’emancipazione
femminile, della tecnologia, della globalizzazione, della guerra e del
terrorismo, l’autrice ci regala un libro che ci coinvolge tutti in un
ripensamento sulle possibilità che ancora abbiamo per la
sopravvivenza
della specie umana.
Già da
tempo
avevo notato
negli scaffali delle librerie un volumetto della Baldini
&
Castoldi
dal titolo Tempo di
Mutamenti
- quasi uguale a quello di
un
mio libro ben precedente e ben più corposo INFANZIA:
TEMPO DI MUTAMENTI. E così pure avevo
notato che
i motori di ricerca di Internet dopo - parecchi links dopo - la
segnalazione
del mio sito BAMBINI
DI IERI=ADULTI DI
OGGI.
ADULTI DI OGGI ->ADULTI DI DOMANI
inviavano anche a
questoTempo
di
Mutamenti.
Dapprima personalmente non vi avrei dato quasi alcuna
importanza, ma poco per volta una serie di segnalazioni e di
equivoci
mi costrinsero ad occuparmene: molte persone mi chiedevano conto della
trasformazione del mio libro, mi chiedevano se ne era una nuova
edizione…,
come mai era "rimpicciolito" e costava solo un po’ meno… ecc. ecc.
Ma per conto mio questi
banali equivoci
sarebbero però passati ancora sotto silenzio: infatti se questoTempo
di mutamenti NON avesse soltanto un’analogia nel titolo,
avrei
accettato
di buon grado quanto la Casa Editrice Baldini
& Castoldi
(interpellata
fin dall’inizio di gennaio) mi aveva risposto - sia pure con alcuni
mesi
di ritardo - e cioè che giuridicamente questa semplice analogia
non costituisce "plagio".
Comunque sia,
sollecitata a sfogliare
questo Tempo di mutamenti,
mi
aspettavo di trovarvi almeno
citazioni
o segnalazioni o critiche o altro di questi miei - similari - lavori:
segnalazioni
invece del tutto assenti. Al contrario purtroppo non solo vi ho trovato
ampia possibilità di indiretti malintesi, ma sono
stata
obbligata
a notarne ben più gravi incongruità
di contenuti, il che significa anche di
posizioni
soxio-esistenziali sia per quanto riguarda il mio
libro sia per
quanto
riguarda il mio - anzi i miei
- siti Web.
Vi ho trovato
cioé una trattazione
degli STESSI temi, compreso quello del secondo libro e
soprattutto
del secondo sito Web, presentati però da un punto
di vista
concettuale
ed operativo completamente differente. Se almeno
fosse stato
completamente
differente od in fondo sinceramente antitetico questo avrebbe
ingenerato
meno ambiguità e non
avrei
assolutamente avuto alcunché da obbiettare; ma purtroppo ho dovuto amaramente
constatare,
che pur partendo da un'ingannevole base in apparenza
corrispondente, il libro risulta
impostato
su mentalità, e indirizza verso prospettive del tutto OPPOSTE.
E’ a questo punto che mi
sono sentita
veramente in DOVERE di difendere, non la mia opera in quanto
materialmente
tale, bensì CONTENUTI e conoscenze su cui ho lavorato a lungo, e
dei quali conosco bene portata e gravità.
Come accettare che un
titolo di libro e di sito Web -
Tempo di
mutamenti - possa
trarre
in inganno i potenziali lettori del libro e/o navigatori del presente
sito,
inducendoli a confonderne i CONCETTI con
quelli del mio/miei libri, con quelli del mio/miei
siti?