13 aprile 2008

IMBROGLIO E' IL CONTRARIO DI SVILUPPO
Da: 'La violenza contro il bambino' a 'Tempo di mutamenti' e 'La meglio gioventù'

Indice interno del file/capitolo:
in continuo aggiornamento
Tutti i links di ogni file del sito verranno continuativamente aggiornati con l'aiuto di: Amazon Associates Site Report and soprattutto di /mostly by: SEVENtwentyfour.com 
a quattro giorni





Mi volete per caso
IMBROGLIARE !?!





dichiara severamente questa bambina di QUATTRO GIORNI (ripetiamo: GIORNI!)

Aggiornamenti e segnalazioni:

Questo sito e i libri che ne derivano NON sono di INFORMAZIONE, ma si costituiscono come una specie di ENCICLOPEDIE TEMATICHE, in cui vengono presentati e discussi vari argomenti da leggersi e soprattutto da CONSULTARE di volta in volta.
A seguito di difficoltà lamentate e relative richieste, l'architettura stessa del sito è stata modificata in funzione di un più agevole orientamento: sdoppiato, il file di prefazione e illustrazione degli indici prende ora un nuovo nome - Prefazione,introduzione e indici illustrati - che riinvia a un differente URL mentre diventa iniziale e fondamentale un file semplificato dove a prima vista compaioni i links indirizzanti sui capitoli interni.
Dopo la pubblicazione del libro aggiornamenti sono già iniziati e molti altri ne verrano fatti segnalati di volta in volta nel nuovo file Aggiornamenti e novità / Novelties on the site: anche se si consiglia di considerare ancora con attenzione le più importanti passate modifiche.
Il sito verrà di continuo aggiornato: per cui occorre di tempo in tempo ridargli un’occhiata ed eventualmente proporre considerazioni, critiche o informazioni che saranno molto gradite
Questo file in italiano, come pure quelli intitolati Le faccende domestiche,Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro si differenziano dai corrispettivi in inglese - Childhood: times of mutability,  Consciousness and memory e Domestic chores.Ergonomics and psychology of a REAL work - per dati bibliografici, citazioni e testimonianze. Anche in Quando la cartella clinica è terapeutica... e riproposti questi concetti, a sua volta con il corrispettivo in inglese Anamnesis? A way for healing non rispecchiante una semplice traduzione ma differenze di impostazione dovute alle diverse fonti culturali.
Questo file/capitolo non ha un corispettivo in inglese:
la sua parte polemica è ampliata e resa più amara nel file/capitolo Opinioni, fatti, accuse / Opinion, fact. complaint, e nel file "esterno ospitato" Una vita che non si individua è una vita sprecata, nonché in ... basta un poco di zucchero e la pillola va giù. Comunque è da segnalare all'attenzione il parallelo file/capitolo in inglese Totem and Taboo revisited: awful and fertile rise of new superstitions presente anche con lo stesso titolo in un altro sito e già pubblicato in un altro libro (cap. 26) It's Abuse NOT Science fiction / Gli Abusi mentali, fisici e tecnologici NON sono Fantascienza, da correlarsi anche con Cosa ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della libertà.
Per accogliere le richieste di una più agevole lettura, i testi di questo sito sono stati - anche - trasferiti in un LIBRO: Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani
Cortina Torino
Corso Marconi 34/a 10125 Torino (ITALY)
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giuliana@cortinalibri.it   bruna@cortinalibri.it Per acquisti on-line/for on-line orders
Questo file/capitolo non ha un corrispettivo nei file/capitoli in inglese: ma soltanto riferimenti distribuiti in alcuni paragrafi: comunque il libro si trovano anche pubblicati nel libro From children of  YESTERDAY to adults of  TOMORROW, anch'esso in distribuzione presso: www.Abebooks.com, Webster.it, www.Alibris.com e in Independent Media Center come versione precedente al capitolo del libro in italiano.

tornate alla Homepage  domande, proposte, critiche?

Come tutti gli altri files, questa pagina viene di continuo rinfrescata e aggiornata: anche per garantirne il continuo rinnovamento, gradite e seguite saranno critiche e segnalazioni.

Premessa

Come riepilogo dei concetti generali di tutto questo lavoro giunge molto opportuna la possibilità di commentare una considerazione che ci è stata mossa a proposito dei metodi nefasti di allevamento e delle loro conseguenze anche nel corso delle generazioni future.
Da segnalazioni come quelle contenute nei files/capitoli Imbroglio è il contrario di sviluppo, Delgado & Skinner  ecc. l'interlocutore aveva - erroneamente! -  dedotto che una volontà specificamente "malvagia" operasse con precisi propositi dietro le quinte per ottenere un simile risultato.
PURTROPPO invece per lo più NON si tratta di azioni programmate - che come tali potrebbero quindi venir combattute apertamente: i comportamenti degli adulti nei confronti dei bambini rispecchiano una NORMALE curva di Gauss con agli estremi qui i "buonissimi" - e i loro Maestri - e là i "cattivissimi" e i loro istigatori; mentre - e qui ripeto "purtroppo" - al centro si raggruppa una massa generalizzata e passiva di inetti, di superstiziosi, di adulti non-sviluppati, di infanzie malvissute o non vissute e/o rimosse.

Partendo dalla soggettiva necessità di far ordine nel contesto consequenziale della maturazione umana, questo file/capitolo deriva dal rifacimento di una estemporanea lettera aperta - senza risposta! - in opposizione contro un altro libro dal titolo equivocabile Tempo di mutamenti: in apparenza troppo simile ma in realtà in netto contrasto per incongruità di contenuti con i fatti basilari qui esposti e non solo con propugnate opinioni teoriche.
Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani
è il titolo in italiano di questo sito e delle pagine in italiano del libro che ne deriva. From children of YESTERDAY to adults of TOMORROW è il titolo del libro in cui vengono pubblicati i files in inglese. Il sito andrebbe consultato di frequente per seguire i passaggi dei links e degli aggiornamenti; i libri andrebbero letti entrambi per ricostituirne il contenuto "vero": infatti mentre un sito Web con la sua dinamicità si presta a continui rimaneggiamenti e aperture, queste sono impossibili da seguire in una pubblicazione stampata non periodica. Il sito è unitario per cui i vari files possono venirvi letti affiancati con il vantaggio di poterne integrare il contenuto per lo più non in esatta traduzione, in quanto può differire per la presenza - o meno - di specifici rimandi, bibliografie e citazioni. A chi conosce le due lingue l'affiancare la lettura di ogni file/capitolo può fornire migliori e più compiuti e integrati apporti di conoscenza, ma non tutti i capitoli di questi due libri si corrispondono; inoltre se alcuni files/capitoli si trovano soltanto nell'edizione in italiano, DUE differenti files/capitoli - importanti e fondanti - si trovano soltanto ciascuno in uno o nell'altro libro: in particolare l'inglese TOTEM AND TABOO REVISITED: awful and fertile rise of new superstitions va strettamente messo in parallelo con questo che non si trova invece nell'edizione inglese.
Sono due files/capitoli ben diversi come testo, ma complementari per significato intrinseco, per integrare e confermare entrambi - da differenti punti di vista e esplicitati con ben differenti argomenti - essenziali propositi  una secca denuncia convalidata da molti esempi, illustrazioni e citazioni e un duro messaggio meglio evidenziato proprio attraverso le grandi differenze dei dati presentati.
Il senso sostanziale di entrambi questi files/capitoli è la condanna contro la facile tendenza degli esseri umani a venir ingannati e intimiditi; è lo smascheramento della generale "ripugnanza" a coltivare virtute e conoscenza, "saggezza" e maturità consapevole; è il riconoscre come l'ostilità ad aprirsi al "nuovo", allo "sviluppo" tenda anche al proselitismo contro ogni integrazione di fattori differenti. Come enfatizzano i titoli stessi di entrambi i files/capitoli, vi si deplora la comune disposizione a preferire suggestioni e restrizioni invece di scegliere conoscenza, disponibilità, evoluzione. Entrambi possono venir letti come fossero articoli a se stanti (il file/capitolo Totem e Taboo infatti deriva dalla fusione e integrazione di Comunicazioni Congressuali) nel loro proporre in modo esaustivo concetti-chiave attraverso esemplificazioni e problematiche assolutamente differenti. Questi elementi di pessimismo preoccupato e di manifesta opposizione necessitano comunque di una lettura più articolata: nell'economia generale del sito e dei libri vanno letti anche come completamenti e necessari ampliamenti esplicativi di Consapevolezza e memoria (e dell'inglese Consciousness and memory) e di Cosa ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della libertà evidenziandone meglio i contenuti polemici proprio nel documentarli con quanto presentato - in modo addirittura "normativo" - nel file/capitolo  Delgado & Skinner.

In collegamento stretto vi si evidenzia la tendenza di indirizzare la propria esistenza su simili brutte pieghe aggrovigliate su se stesse, la voglia e/o la costrizione di sottostare a dipendenze immobilizzanti e frigide ostinate nel venir preferite alla realtà delle vive emozioni, alla verità degli istinti vitali; e lo si prospetta come presupposto di una delle principali cause di profonde radici eziopatogenetiche di tutta la patologia mentale personale e sociologica generale.
Questi files/capitoli sono quindi riassuntivi e fondanti in fondo di tutto il sito e di tutti questi libri: integrano e confermano essenziali propositi e concetti di base; e, benché ben diversi come testo e forma, da differenti punti di vista e argomenti sono indirettamente parte di un discorso molto più generale: sarebbe quindi opportuno poterli leggere in parallelo e/o con rimandi incrociati ai vari files/capitoli di un altro  sito - e libro It's Abuse NOT Science fiction / Gli Abusi mentali, fisici e tecnologici NON sono Fantascienza) - dell'Associazione Italiana, scientifica e giuridica contro gli abusi mentali, fisici e tecnologici.
Linguaggio e libertà
I sistemi democratici... devono controllare non solo ciò che il popolo fa, ma anche quello che pensa. Lo Stato non è in grado di garantire l’obbedienza con la forza e il pensiero può portare all’azione, perciò la minaccia all’ordine deve essere sradicata alla fonte. E’ quindi necessario creare una cornice che delimiti un pensiero accettabile, racchiuso entro i princìpi della religione di Stato. Tali principi non devono necessariamente essere affermati, anzi, sarebbe meglio darli per scontati, come implicita cornice del pensiero pensabile. I critici rafforzano questo sistema accettando senza discussione tali dottrine e limitando le proprie critiche alle questioni tattiche che sorgono al loro interno.
(Dall'Archivio di Noam Chomsky: vedine anche l'originale in inglese Necessary Illusions: Thought Control in Democratic Societies)

'SVOLGERE, SVILUPPARE''. Si svolgono le cose volte o rinvolte, si svolgono i germi della vita; si sviluppano le inviluppate. Là dove non vi è inviluppo o viluppo, ivi sviluppare non ha luogo proprio...
Tutto ciò che ha vista di cosa involuta o sospetta, o comechessia non piacevole si suole chiamare imbroglio... Imbroglio da ultimo vale: frode tramata per ingannare o danneggiare altrui...

Ma se solo le cose inviluppate possono s-vilupparsi e se d'altra parte Imbroglio è il contrario di sviluppo fino a giungere al peggiore dei suoi sinonimi cioé alla "truffa", dal concetto basilare di sviluppo - e dei suoi ben definiti mutamenti - ci si deve pur anche spostare su questo "contrario" e di qui su le sue peggiori estensioni, generatrici comunque sia di violazioni. Questo file/capitolo, in aperta polemica contro ogni misconoscimento superficializzante, parte pertanto da questo necessario abbinamento di concetti basilari contrapposti che, da descrizioni di armonico sviluppo, si spostano su sue violazioni, danni e "imbrogli" destinati a tarparne lo svolgersi futuro. Qui non ha luogo proprio... un'accademico studio teorico dell'età evolutiva bensì l'osservazione diretta da più punti di vista di quei mutamenti nel tempo che toccano ciascuno - come persona individuale e nel succedersi delle generazioni - e di quanto tende ad intralciare o ledere lo sbocciare e non appassire di questo divenire nel succedersi delle sue aperture.
Per altre informazioni:
  Basi teoriche... guide... organizzazioni... e il suo corrispettivo in inglese My guides...my roots...
Presentazione
e il suo corrispettivo in inglese Introduction
Presupposti e origini: Cosa ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della libertà
Significative informazioni? Significativi riferimenti? Quando la cartella clinica è terapeutica
(e  il suo corrispettivo in inglese Anamnesis? A way for healing...)
Impostazione sintetica e globale del principio filosofico a cui si attiene tutto questo lavoro? Consapevolezza e memoria
Discussione sulle basi metodologiche e "politiche": Opinioni, fatti, accuse / Opinion, fact, complaint

IMPORTANZA DEGLI INIZI 

1)Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani ...
Originariamente questo sito era stato impostato per presentare e discutere due volumi (ed un terzo, in un certo senso complementare) che descrivono specularmente lo sviluppo umano, gli uni dalla parte della PRIMA infanzia di chi si sviluppa: INFANZIA: tempo di mutamenti e Per una crescita libera, l'altro dalla parte di chi è adulto e operante nei contesti adulti, compreso allevare generazioni successive: Le faccende domestiche. Ergonomia e psicologi di un VERO lavoro.
Argomenti piccini, privati, femminili...? o sintetizzabili nelle solenni citazioni
Considerate la vostra semenza / fatti non foste a viver come bruti / ma per seguir virtute e conoscenza...  e Ripeness is all [= la maturità è tutto]?
In essi infatti non si affermano solo i concetti - comunque fondanti - che nell'infanzia e nella vita di famiglia si trovano le profonde e indirizzanti radici - la semenza - di ciascun essere umano a partire dal contesto ORIGINARIO: nei libri e nel sito vengono con precisione spiegati i percorsi del procedere differenziante dell'esistenza e delle generazioni umane.
L'attuarsi delle potenzialità intrinseche dell'individuo - del suo s-viluppo - si esprime in un movimento non consecutivo e lineare, ma curvilineo verso orbitali e s-volte: ecco perché è necessario che nei libri - e nelle pagine del sito - il concetto di INIZI, di passaggi successivi, di fasi di sviluppo venga esplicitato in un discorso unitario ma differenziato di passato, presente e futuro, di indispensabili e delicati organizzatori.
Ripeness is all?
Sarà pure "tutto" ma solo come meta di un percorso non circoscritto e non descrivibile in poche parole, poichè - quando procede nel giusto modo radicantesi su solide basi srotolate in successive armoniche volute - può a sua volta dar avvio a numerosissime nuove espansioni di altissima potenzialità e varietà: ed è così che, ad ogni fase, ad ogni "orbitale"  di raggiunta - provvisoria - maturazione, anche il mondo esterno può venir fruito come fonte inesauribile di sempre nuovi apporti.
Ma un simile procedere com-plicato (etimologicamente = composto da tante pieghe) non può avvenire senza difficoltà e distorsioni: come può aprirsi in armoniche evoluzioni, al contrario mancate integrazioni e/o difettosi organizzatori possono avvitarlo su se stesso in distruttivi circoli viziosi (non per niente in italiano esiste la locuzione prendere una brutta piega). E mentre sia le evoluzioni positive, sia i distruttivi circoli viziosi si integrano e interagiscono a vicenda questo arricchisce o com-plica o danneggia non soltanto le esistenze biologiche individuali, quanto anche i rapporti affettivi e comunque interpersonali, quanto anche le attività lavorative più o meno "importanti", quanto ancor peggio persino le vicende socio-politiche generali, da cui anche interferenze nel possibile destino delle generazioni future.

"Complessi" e irrinunciabili "fasi"

Nei fondamenti della religione e filosofia cinese si trova una classificazione molto autorevole, che - sia pur solo intuita da noi occidentali in modo implicito e non definito - va considerata alla base di ogni conoscenza umana. In ogni aspetto e modalità dell'ESSERE due vie basilari si alternano in ogni momento: l'una come lo Yin, interiore, quieta, espansa, materiale, statica..., l'altra , come lo Yang movimentata, diretta, tesa, collegata con le funzioni e con le energie e con il mondo esterno. La prima via offre la capacità centripeta di godere o almeno di provare sensazioni (il principio di piacere di Freud), di conservare e preservare; la seconda - rivolta verso l'esterno (il principio di realtà) - di indirizzare, di padroneggiare, di controllare, di cambiare, ma anche di distinguere, separare, escludere, ma pertanto anche CHIARIRE e precisare.
E così, ad ogni passaggio non antitetico ma completante debbono seguire - anzi "conseguire" - i suoi opposti e simmetrici aspetti. 
Il termine complesso usato nel campo psicologico inizialmente indicava la difficoltà da individuare nel test di associazione verbale di Jung (derivatogli da Ziehen e da lui citato nel Significato psicopatologico dell'esperimento associativo) nel proseguire la somministrazione del test di fronte ad una precisa parola-stimolo, il momento di inciampo segnalava l'esistenza di un problema collegato con questa parola: e "difficoltà", "inciampo", "problema" ecc. sono rimasti ancora la tipica accezione - spregiativa - con cui popolarmente viene usato il termine "complesso".
Ma questo termine, che è in fondo un aggettivo/participio sostantivizzato, fu molto più efficacemente scelto da Freud per indicare invece qualcosa che ben presto si rivelò essere non solo un'espressione metaforica ma un enorme CONCRETO elemento della realtà oggettiva, con lo stesso significato di fondo - unione nella necessaria diversità - come lo è nel caso dei complessi musicali.
Ma se "complesso" rimanendo aggettivo o participio è sinonimo di complicato, questo termine, trasformato in sostantivo, è ancora più adatto ad indicare un effettivo elemento della realtà concreta: dallo svolgersi graduale delle sue "pieghe" poco per volta non più tenute insieme - "com-plicate" - possono prendere origine e irradiarsi tutte le possibili vicende di una piena esistenza.
Su basi non aggrovigliate lo sviluppo intrinseco può integrare apporti fondanti esterni: a partire da solide e non aggrovigliate basi possono prendere origine - stabile e creativa - nuovi EVOLUTIVI coni di espansione: estesi, vari, diversificati e intersecantesi a formare un fitto tessuto. Il termine astratto contesto - che deriva proprio dal termine concreto "tessere" - indica qualcosa di più preciso del termine ambiente: e così questo metaforico filo ben avvolto può in ogni situazione entrare a farne parte operante e valida con apporti di arricchimento proprio e di trasmissione allargata verso una rinnovabile, infinitamente ampliabile e trasmissibile CULTURA. E' così che possono avviarsi i veri processi di apprendimento assimilante: non di apprendimento come "accrescimento cumulativo", ma di trasformazione capace di attuare una vera ri-costruzione creativa - rinnovabile di momento in momento.
Nel corso dello sviluppo i complessi - come lo Yin e lo Yang - si succedono l'un l'altro: ma se i "complessi" basilari, materiali, interiori, stabilizzanti - le "radici" di ogni sviluppo esistenziale - sono stati strappati o seccati, i complessi "attivi",  i complessi successivi, convoglianti esperienze e azioni che dovrebbero riguardare il mondo reale esterno, proseguono già segnati in partenza dai naufragi delle fasi precedenti e possono muoversi solo come compensazioni di questi. Senza basi nel corso di tutta la vita i complessi tarpati non possono che aggrovigliarsi sempre più in una confusione disorganizzata, priva di segnali di età o di situazione: come in un contesto scolastico di allievi sempre bocciati (come verrà più ampiamente specificato nel file/capitolo Infanzia: tempo di mutamenti).
 
Il titolo precedente del libro Le faccende domestiche. Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro era I complessi della casalinga (edizione Nuova Italia 1974), ed è stato cambiato perché equivocabile: la parola "complessi" viene abitualmente considerata in un'accezione parzialissima, negativa se non addirittura scherzosa. Ma se nel titolo attuale si è così perso il termine freudiano "complessi" come parola-chiave dei passaggi-organizzatori, è stato anche per meglio sottolineare invece - non per niente scritto in maiuscolo - il concetto di VERO lavoro, che si configura già compiutamente a partire da questi "semplici" e "banali" lavori domestici. Il lavoro, ogni tipo di "vero" lavoro, qualsivoglia attività responsabile sono fra i momenti più stabilmente fondanti di una raggiunta maturità umana. Ma come indicazione il termine "complesso" poteva, anche se erroneamente, darne un'idea statica,  i termini abbinati "ergonomia" e "psicologia" non possono che indicare scienze dinamiche: per introdurre l'idea dell'evolutività del "lavoro" lo studio sotteso a questo attuale titolo cerca quindi di indicare (sperando: senza equivoci) come non solo le "persone", ma anche le attività adulte e ogni tipo di lavoro abbiano basi portanti inziali perfin biologicamente programmate, alle quali i complessi partecipano in funzione di "organizzatori".
In altri termini, entrambi i libri nel loro aspetto speculare: l'uno "dalla parte dei bambini" e  "dalla parte degli adulti" l'altro, cercano di contribuire a far considerare le attività umane - e non soltanto gli esseri umani - secondo paradigmi di sviluppo che si succedono e si collegano in passaggi diversificati, ma non casuali e disorganizzati, bensì regolari, necessari e consequenziali. Come gli individui pure le attitività possono evolvere: partendo da aspetti concreti, corporei e “piccoli” e magari “infantili”: nella specie umana possono giungere fino a "srotolarsi" verso le più elaborate, “sublimate” e “potenti”  forme di partecipazione alla vita associata, se non di tutto il nostro mondo, passato, presente ed anche futuro.

Ma, sia che riguardi il singolo privato soggetto sia generali attività o situazioni, il susseguirsi alternante e non lineare di questi passaggi - analogo peraltro alle "materie scolastiche"! - procede da punti di vista e presupposti molto differenti tra di loro persin in apparenza contraddittori; si svolge - si srotola - in un divenire in apparenza molto irregolare e purtroppo molto spesso per questo molto mal accetto: da cui infiniti inconvenienti se non disastri. Nella speranza che in ciascun "contesto" i vari partecipanti possano collaborare e non ostacolarsi a vicenda ingarbugliando matasse difettose, in un'ottica non statica e unilaterale i complessi possono venir veramente riconosciuti e assecondati nel presente; ma non basta: può pure venirne individuata l'evoluzione nel passato di ciascuno, anche nelle sue conseguenze potenziali. In un - ripeto - contesto armonizzante di diversi individui in differenti fasi di esistenza anche i clamorosi sbocchi dei complessi infantili in atto così possono venir seguiti e assecondati, in quei percorsi e giravolte attraverso i quali la prima infanzia pone le basi di una vera vita adulta, e la vera MATURITA' riesce a espandersi o invece viene costretta a isterilirsi e/o bloccarsi.
rappresentazione del concetto di "sublimazione"
schema di un movimnto "ciclonico/anticiclonico"

Il titolo dell'edizione precedente di INFANZIA: tempo di mutamenti rimandava a una raccolta collettiva di conferenze edite sotto il titolo Violenza contro il bambino; il titolo attuale, mettendo l'accento sull'importanza di queste fisiologiche disomogenee, discontinue transizioni fondamentali, continua ad alludere però, anche se indirettamente, alle concrete possibilità di VIOLAZIONI implicite nel disattendere, disturbare, se non impedire la vera, intrinseca regolarità dei passaggi fondanti.
Ma in Natura poco va veramente perduto: se a suo tempo erano state smarrite, travisate, impedite le biologiche fasi e le autentiche situazioni si trovano depositate nella memoria - inconsapevole - in modo altrettanto regolarmente intrinseco (anche se in apparenza soggettiva altrettanto discordante) di quanto sarebbero stati i normali sviluppi. Infatti come lo sviluppo in termini di futuro ha per Natura una sua regolarità intrinseca, così questa regolarità fondante può ritrovarsi depositata nella memoria. Niente va perso degli eventi del passato né delle fasi di sviluppo disattese o smentite: in ogni momento tutta la sequenza dei fatti e dei percorsi può venir riattivata verso una maturazione anche ottimale.
E' stato detto che la follia è l'oblio di un grande dolore..., ma questo non è un destino inesorabile: lentamente e dolorosamente chiunque potrebbe ritrovare la propria completezza e autenticità con il rivivere attivamente proprio quelle passate sensazioni e passaggi che sembravano intollerabili. Se non contrastate, ma accettate e coraggiosamente tradotte in ritrovate memorie anche le situazioni più terribili, le sofferenze più atroci una volta ritrovate, rivissute, rielaborate, esplicitate in ri-attualizzata consapevolezza possono - o più realisticamente: potrebbero - trasformarsi in piena "esperienza", in più profonda fonte di saggezza.
Ma non sempre, anzi percentualmente ben di rado, questo può avverarsi: troppe sono le forze ambientali e di debolezza e/o malvolere umano che vi si oppongono.
Dal grande al piccolo, dall'esterno all'interno... Rileggendo il dialogo, mi rendo conto che anche per me ci andrebbe una sorta di apocalisse, per essere costretto a ricostruire, per non diventare un dinosauro... 
Ho paura di questo.
Così scriveva un giovane medico nel commentare il film La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, film nel quale l'argomento psichiatria riveste un ruolo cruciale: uno dei protagonisti scopre con raccapriccio che una giovane ricoverata in una clinica è stata sottoposta ad elettroshock; ed è proprio dalla svolta determinata da questo episodio che se ne snodano ed evolvono la trama e le vicende. 
Invece questa sorta di apocalisse può aver luogo e venir anche "ufficialmente" e "scientificamente" convalidata con l'aiuto della psicanalisi che - come scienza accreditata dal 1896 - data ormai da centodieci anni; ma è pure vero che soggettivamente, per rientrare nella PROPRIA via in espansione, può esser necessario rompere con molto dolore un percorso avvitato su se stesso... E, se solo in un'ottica non statica e unilaterale, si può vedere direttamente il reale svolgersi dei "complessi" durante lo sviluppo infantile, quanto ben maggiore ampiezza di vedute deve attivarsi per collaborare con la memoria nel far "ritrovare" - e così cercar di risanare - le varie eventualità in cui ogni "mutamento" si era perso o danneggiato!

Sviluppare capacità cognitive senza le necessarie fondamenta biologico-istintuali?

Predisporre una (pseudo-)umanità in base alle  capacità cognitive sviluppate … in  massimo grado...? oppure Il bambino ha cento lingue e gliene rubano novantanove? Non si realizza forse così proprio il concetto di imbroglio antitetico a quello di sviluppo? (come si legge persino nel Dizionario dei Sinonimi e dei Contrari del Tommaseo: Lemma 2327:
'SVOLGERE, SVILUPPARE'. Si svolgono le cose volte o rinvolte, si svolgono i germi della vita; si sviluppano le inviluppate. Là dove non vi è inviluppo o viluppo, ivi sviluppare non ha luogo proprio... Tutto ciò che ha vista di cosa involuta o sospetta , o comechessia non piacevole si suole chiamare imbroglio... Imbroglio da ultimo vale: frode tramata per ingannare o danneggiare altrui...).
L'impostazione generale del sito - in continuo aggiornamento - e dei libri è indirizzata a DESCRIVERE FATTI, situazioni, possibilità, NON certo a prescrivere regole, non a dilungarsi in uno studio teorico dell'età evolutiva: ma comunque sia qualcosa vi viene almeno non imposto ma proposto:
  1. un invito pressante anche se indiretto ad OSSERVARE;
  2. una diffida a non "commuoversi" su singoli momenti statici ma a seguire con partecipe attenzione ogni divenire dinamico;
  3. un richiamo preoccupato a considerare con il massimo rispetto quel basilare divenire strutturato che NONstudio dell'età evolutiva, bensì quei "mutamenti nel tempo" che toccano molto da vicino e in un continuum tutti noi come parte di un unico discorso, come storia già attuata o ancora in fieri di ciascuno: ciasuno di noi, sia di chi si sta - ancora - sviluppando sia persino di chi ha raggiunto il termine di una propria vita più o meno ben spesa, più o meno "maturata" o snaturata nelle sue potenzialità.

Elettroshock: la macchina dell'oblio

Sul piano emotivo ci si potrebbe illudere che solo l'oblio possa mettere a tacere un grande dolore, magari aiutandosi con mezzi più o meno droganti o culturalmente "evoluti" - vedine l'aspetto quasi caricaturale nel film Se mi lasci ti cncello. Ma sul piano collettivo generale troppe forze  - e veri "mostri" - si oppongono al ritrovamento di se stessi, alla ricostruzione dell'auteenticità individuale: difatti non solo molti onori vennero conferiti a suo tempo a Cerletti e Bini per l'invenzione dell'elettroshock - la macchina dell'istupidito "oblio" -, ma ancor oggi una circolare ministeriale attualmente in vigore definisce la TEC come presidio terapeutico di provata efficacia: quindi ancor oggi questo presidio viene ben ampiamente utilizzato e valorizzato con l'avallo della legislazione ufficiale. 
La circolare del Ministero della Sanità consiglia, su indicazione del Consiglio Superiore di Sanità, l'utilizzo dell'elettroshock nella cura delle seguenti patologie: depressione, mania, disturbo schizofreniforme, schizofrenia, catatonia, sindrome maligna da neurolettici, gravi disturbi mentali in corso di gravidanza, psicosi puerperale. 
Contro simili mutilanti tentativi di migliorare una situazione annullandone una parte, esistono purtuttavia disaccordi, pur in pratica disattesi e negati, anzi del tutto ignorati nella loro sostanziale gravità: ad esempio queste Leggi Regionali (Piemonte e Marche) che invitano a porre comunque dei limiti a quanto è ufficialmente avallato per le pratiche convulsivanti.
REGIONE PIEMONTE Legge regionale 3 giugno 2002, n. 14. Regolamentazione sull'applicazione della terapia elettroconvulsivante, la lobotomia prefrontale e transorbitale ed altri simili interventi di psicochirurgia.  B.U. 6 giugno 2002, n. 23
Ma se le leggi "regionali" in quanto NON SANZIONATORIE avrebbero potuto soltanto invitare a porre dei "limiti", comunque in data 14 novembre tre leggi furono respinte dalla Corte Costituzionale: una di queste è quella sull' elettroshock. E così pure, in pieno ossequio alla provata efficacia di questo presidio terapeutico, alcune Casse Mutue Malattia come la CASAGIT - quella addirittura dei giornalisti! -, rimborsano ancor oggi totalmente gli elettroshock mentre invece rifondono poche sedute di psicoterapia e con cifre irrisorie.
(Senza contare che esistono pure e persino ben peggiori altre "pratiche" la cui diffusione e pericolosità si sparge impunita e incontrollata: tutta la psicochirurgia di cui fa parte anche l'inserzione di micro-chips.Vedi il link interno sull'elettroshock e gli interventi di psicochirurgia, e vedi pure la pagina di un altro sito Malattie rare in offerta speciale riguardante le possibilità farmacologiche di ostacolare ogni via di ritrovabili e sviluppabili ricordi e retrovamenti come descritto in Consapevolezza e memoria.)

la scaletta delle età
Considerate la vostra semenza
 
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e conoscenza
 

2) INFANZIA: tempo di mutamenti...

Già da tempo avevo notato negli scaffali delle librerie un volumetto della Baldini & Castoldi dal titolo TEMPO DI MUTAMENTI quasi uguale a quello del mio libro, ma NON avrei assolutamente avuto alcunché da obbiettare se questo secondo Tempo di mutamenti avesse soltanto un'analogia nel titolo. Sollecitata a sfogliarlo, mi aspettavo di trovarvi almeno citazioni o segnalazioni o critiche o altro di questi miei - creduti similari - lavori: segnalazioni invece del tutto assenti. Al contrario purtroppo non solo vi ho trovato ampia possibilità di indiretti malintesi, ma sono stata obbligata a notarne ben più gravi incongruità di contenuti, non tanto per quanto riguarda il mio libro ma piuttosto per quanto riguarda la mia totale impostazione metodologica ben riconoscibile nei miei lavori e nei miei - del secondo dirò più avanti - siti Web e libro. Purtroppo vi ho trovato proprio una trattazione degli STESSI temi presentati però da un punto di vista concettuale ed operativo completamente differente. E pazienza fosse stato davvero completamente differente od almeno sinceramente antitetico: il che avrebbe ingenerato meno ambiguità; ma ho dovuto amaramente constatare, che - pur partendo da una base in apparenza corrispondente - risulta impostato su mentalità, e indirizzante verso prospettive del tutto OPPOSTE.
Il libro è una riflessione sull'uomo e sulle sue capacità psico-fisiche non sfruttate per ignoranza e, ad esempio, per adeguamento a modelli superati di educazione. Il premio Nobel parte dall'infanzia e studia ogni età evolutiva, dall'adolescenza alla maturità alla vecchiaia, vagliando le possibili soluzioni per una vita migliore. Il cervello non invecchia ma si guasta, dice la scienziata, e offre il suo insegnamento a non farlo guastare. (Come si legge nella presentazione in Unilibro.)
Se ci si riferisse ai “mezzi”, mi si potrebbe obbiettare che dai concetti di allevamento, sviluppo, e-ducazione (elementi chiave dei miei studi, soprattutto per quanto riguarda le primissime età) conseguono senza dubbio impostazioni ben distinte da quelle derivanti da istruzione (elemento fondante di questo altrui Tempo di mutamenti): ma è la apparente ANALOGIA di FINALITA’ del tema che risulta peggio che illusoria. Infatti è proprio dalla superficiale somiglianza d’indirizzo programmatico che deriva la gravità intrinseca degli equivoci: in ciascuno dei due volumi con il titolo Tempo di mutamenti viene presentata una prospettiva antropologica di sviluppo umano che, se è in apparenza equiparabile, nella sostanza è talmente divergente da divenire contrastante in modo offensivo. Nei Mutamenti Baldini&Castoldi si parla genericamente di ipotetici "giovani" di ipotetiche "donne"; ed invece - come vien affermato nel titolo stesso - dalla parte di chi si sta sviluppando INFANZIA: tempo di mutamenti concretamente descrive e chiarisce  la portata e i significati dei fisiologici - attuati o disturbati - cambiamenti della organizzata differenziazione esistenziale, in parallelo al concetto di  "Organizzatori-induttori" chimici dello sviluppo embrionale corporeo: in parallelo quindi concordante non con ipotesi e scritti teorici, ma con quanto attiene all'osservazione diretta di fatti, in segnalazione diretta e non ipotetica delle organizzazioni e delle bibliografie che se ne occupano.
Gazzetta di Reggio Emilia


Nell'asilo migliore del mondo
Newsweek dà l'Oscar alla Scuola d'infanzia di Loris Malaguzzi
 di Luisa Gabbi


Il bambino ha cento lingue e gliene rubano novantanove
(vedi l'intera poesia)

Si scodellano da soli il risotto, questi bambini finiti su Newsweek, incuranti di tutti i fotografi, gli operatori televisivi, i giornalisti che ronzano loro attorno. Sono più che abituati alle visite, alle facce nuove, a essere guardati con meraviglia, piccoli protagonisti di un miracolo tutto reggiano. E sono davvero "calati" in tanti da tv e giornali nazionali in questo basso edificio ai margini dei Giardini Pubblici dopo che il prestigioso settimanale americano ha attribuito alla scuola materna comunale Diana di Reggio l'oscar mondiale per le scuole del settore.

Svilupparsi NON è sinonimo di "accrescersi", ma né tanto meno significa perdere i cento linguaggi: lo sviluppo chiede al contrario di "aprire" in successione preordinata quanto era già "in boccio", di "sciogliere" poco per volta le "pieghe" in cui erano avvolte in preparazione le fasi successive, di "srotolare" un potenziale avvoltolato: come già detto più sopra, sviluppo è quell'azione che nel Dizionario dei Sinonimi e contrari di Niccolò Tommaseo si trova sotto il lemma di contrario di Imbroglio

(Lemma 2327: 'SVOLGERE, SVILUPPARE'. Si svolgono le cose volte o rinvolte, si svolgono i germi della vita; si sviluppano le inviluppate. Là dove non vi è inviluppo o viluppo, ivi sviluppare non ha luogo proprio... Tutto ciò che ha vista di cosa involuta o sospetta , o comechessia non piacevole si suole chiamare imbroglio... Imbroglio da ultimo vale: frode tramata per ingannare o danneggiare altrui...).
Non si tratta quindi genericamente di proteggere e/o aiutare 'i giovani' e 'le donne': su questa strada infernale lastricata di buone intenzioni, volontariamente o inconsapevolmente intere esistenze possono venir costrette verso percorsi deviati, verso nefasti stili di vita; anzi per intere popolazioni e generazioni l'essenza stessa della personalità - magari così oramai psico-civilizzata! - può venir TARPATA  fino a costringerla all'oblio e all'ottundimento, se non annullata nei deliri di una "pazzia" privata o collettiva.
(Vedine un'amara prospettiva in forma di apologo fiabesco in Margherita dolce vita di Stefano Benni)
Tutto ciò che ha vista di cosa involuta o sospetta , o comechessia non piacevole si suole chiamare imbroglio... Imbroglio da ultimo vale: frode tramata per ingannare o danneggiare altrui....
(Vedi anche nei files/capitoli:
Cosa ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della libertà

Quando la cartella clinica è terapeutica...

 Anamnesis? A way for healing...

Consapevolezza e memoria

Consciousness and memory
presentato in Indymedia
 http://newswire.indymedia.org/en/newswire/archive111.shtml

3) LE FACCENDE DOMESTICHE: Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro...


Questo libro, che è la riedizione di un volume - Nuova Italia 1975, con il titolo I complessi della casalinga - ora è edito con il titolo più pertinente - Le faccende domestiche. Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro. E' sicuramente il completamento speculare di Infanzia: tempo di mutamenti: entrambi con titolo e stile a se stanti e non indicanti un secondo/primo volume vanno però considerati come parte integrante di un discorso unitario, di BASI, di INIZI SOSTANZIALI, di FONDAMENTA. Entrambi concorrono infatti ad avviare un discorso strutturante e soprattutto DINAMICO incentrato sui concetti-base di fasi iniziali, sia dalla parte degli adulti, della vita adulta, degli interessi e del LAVORO adulto - anch'essi in constanti "sviluppi" ed "evoluzioni" (od "involuzioni") - sia dalla parte di chi in via di sviluppo lo è attualmente o che di chi questa via l'aveva percorsa tempo prima.

L’impostazione fondamentale del volume intitolato (fraudolentemente?) Tempo di mutamenti (Baldini&Castoldi) indirizza gli argomenti trattati in una direzione ancora più direttamente e sinceramente OPPOSTA a quanto esposto in precedenza: come nel libro anche e più incisivamente nel file/capitolo Le faccende domestiche (da completare con quello in inglese Domestic chores, differente per bibliografia e citazioni) nel suo proporsi come aggiornamento - dinamico - insiste sul fatto incontrovertibile che nella casa-home e nella famiglia nella sua tipica differenziazione di partecipanti, nell'idea di "famiglia" - anche se questa è in realtà incompleta se non  mancante - si sostanziano le basi emotive di ciascuno. Qui - nei fatti o nelle emozioni - le persone sono in un modo o nell'altro impegnate praticamente e soprattutto emotivamente almeno come co-protagoniosti, ma - nella realtà totale - è da queste basi portanti che si espandono azioni e influenze sul mondo esterno ben al di fuori dei confini della "casa": sia nel tempo che nello spazio in cerchi concentrici regolari, o in disorganizzati annodamenti.
I giovani e le donne? Da dove dar inizio a queste basi? Seguendo via via lo srotolarsi o l'ingarbugliarsi dei percorsi: attraverso quali di essi la vita adulta e la vera MATURITA' riescono a espandersi o invece sono costrette a bloccarsi? Con che mezzi o secondo quali principi possono venir aiutate o disturbate nei loro divenire in espansione o in rattrapimento? Senza dimenticare di chiedersi: quali potranno esserne le conseguenze sul presente e sulle generazioni future?
I giovani e le donne (!?!)? Quanto equivoci possono risultare concetti "avvoltolati", ed ancor più provvedimenti castranti che si rifanno a teorici "principi unitari"!
 
E per tornare all'argomento effettivo di questo paragrafo: Le faccende domestiche. Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro: che soignificatti evolutivi hanno "vero lavoro" e  il plurale "faccende"?
Già nel titolo si parla di un VERO lavoro, ma anche di faccende: si tratta cioè di un LAVORO unitario o non piuttosto di una serie più o meno organizzata di "mestieri" e/o di "professioni"? E' significativo che le si chiamino "faccende" dal latino = "cose da farsi" - al plurale? Comunque sia - viste separatamente o nel loro complesso - queste "cose da farsi", e da farsi quotidianamente, non sono irrilevanti nè banali, e neppure talmente ovvie da poter venir considerate soltanto come fine a se stesse, in contrapposizione ad altre più "importanti" attività, "esterne" alla "casa-home".
Per prima cosa va detto che, se le si considera dal lato PSICOLOGICO cioè dal lato delle "persone" agenti, queste "faccende" si effettuano e configurano situazioni che attingono direttamente da vicino all'INIZIALE NORMALE SVILUPPO bio-sociologico dei normali complessi infantili anch'essi al plurale, anch'essi da vedersi nel loro svolgersi multiforme e in apparenza contraddittorio. L'ERGONOMIA studia questi "lavori" in quanto tali nei loro dettagli operativi, ma abbinata alla psicologia può anche rivederli nella prospettiva di riconoscerli come elementi costitutivi basilari di ulteriori azioni e realtà, come potenziali inizi di molti e disparati lavori, come PROTOTIPI di molti MESTIERI (manuali) e di molte PROFESSIONI: come prototipi se non apprendistati di attività anche molto "teoriche" e "astratte", fino a quelle più “creative” e quindi a più ampio respiro. In sostanza una visione dinamica e non settorializzata può passare senza interruzioni dal considerare con serietà i minuscoli tempi del quotidiano non in contrapposizione ma in sequenza per confrontarli con altri campi di azione destinati a tempi futuri estremamente dilatati (come ad esempio l'immortalità delle opere d'arte). Da uno studio ergonomico attento e spassionato dei piccoli gesti precisi dei "lavori di casa", dagli oggetti, strumenti e provvedimenti adatti a render più adeguati questi "lavoretti" - e più "vivibile" l'esistenza di base - si può giungere a considrare le più difficili tecniche e tecnologie, industriali e/o scientifiche.

dal sublimato al concreto...... dal concreto al sublimato

4) IMPOSTAZIONE “POLITICA”: INTELLIGENZA UMANA e VIOLENZA.

Cito dalla quarta di copertina del volume Baldini&Castoldi: 
Importante è l’entrata in atto di due vaste categorie a tutt’oggi non coinvolte: quella giovanile e quella femminile del genere umano... 
Per ora non commento: di come le mie idee in proposito tendano a discostarsi dalle linee guida di Tempo di mutamenti, valga quanto alluso nei precedenti capoversi. Ma una terza e sostanziale parte di "questo" Tempo di mutamenti afferma però di occuparsi del tema dell’aggressività, addirittura della sopravvivenza della specie umana…: ma questo della VIOLENZA - e non soltanto dello sviluppo normale dei bambini e delle origini delle varie attività adulte e del lavoro - è un campo di cui da anni mi sto occupando in modo ATTIVO; ed anche con un altro sito Web rispecchiato anche in un libro: un sito ed un libro, miei in quanto seguiti e prodotti da me, ma di pertinenza dell’Associazione italiana scientifica e giuridica, contro gli abusi mentali, fisici e tecnologici, un sito ed un libro contenitori di links internazionali assolutamente affidabili difficili, documentati e documentanti dati tecnologici, di raccolta di testimonianze e di denuncia attiva.
E ne sono correlate e ne erano già precursori come preparazione ai contenuti, alcune fondamentali pagine interne a questo sito/libro BAMBINI DI IERI=ADULTI DI OGGI. ADULTI DI OGGI -> ADULTI DI DOMANI: proprio il sito "in concorrenza" o piuttosto in CONFUSIONE con quello che rimanda al libro Tempo di mutamenti. Anni di esperienze professionali, scientifiche e politiche, anni di collegamenti e raccolta di dati concreti e vissuti vi si possono trovare riassunti - o almeno accennati - nelle pagine in italiano ed in inglese: Consapevolezza e memoria, Consciousness and memory, Delgado e Skinner e Cosa ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della libertà: dati, collegamenti, esperienze professionali ed altro... poi allargati e sviluppati nelle azioni da cui sarebbe derivata la fondazione dell'Associazione. 
Leggo nella quarta di copertina del volume Baldini&Castoldi: 
E’ urgente attuare una totale revisione dei sistemi educativi e didattici dell'infanzia, e altrettanto importante è l’entrata in atto di due vaste categorie a tutt’oggi non coinvolte: quella giovanile e quella femminile del genere umano. All’inizio del terzo millennio, queste stesse capacità devono entrare in gioco per conseguire la vittoria nella partita in atto: la sopravvivenza della specie umana.
Mentre  nella seconda di copertina si legge:
 questa rotta verso il suicidio è fissata in modo irreversibile, o è ancora possibile correre ai ripari e arrestarla, essendo l’uomo un primate intelligente che agisce…. in base alle sue capacità cognitive sviluppate in lui in massimo grado?
Così come, introduttiva al 15° capitolo, vi si trova un’affermazione di William (?) - Wilhelm (!!!) Reich (da Psicologia di massa del fascismo) secondo una citazione arbitraria, non solo mal tradotta ma sicuramente estrapolata dal suo vero contesto e avulsa dalle sue reali connessioni (la repressione degli istinti così in antitesi con le teorie Reichiane!): 
Il progetto esige l’estirpazione dell’irrazionale dalle masse umane ai fini di ristabilire la loro capacità di essere responsabili e libere
In realtà, e in qualche modo in concordanza con quanto espresso in Infanzia: tempo di mutamenti, Reich sostiene che il fascismo, lungi dall'essere la concretizzazione di una caratteristica specifica di certune nazionalità, o l'imposizione da parte di una fazione politica su un popolo "innocente", è piuttosto l'espressione della struttura caratteriale irrazionale dell'uomo medio, che da migliaia di anni vede repressi i suoi impulsi primari. La tesi fondante del libro è che ogni forma di misticismo organizzato si basi sui desideri delle masse SCHIACCIATI dal meccanismo autoritario della civilizzazione. (vedine la presentazione in UNILIBRO).
Behavioral Neurochemistry: Proceedings
by Jose Manuel Rodrigue Delgado, F. V. Defeudis 
La felicidad by Jose Delgado 
Abbiamo bisogno di un programma di neurochirurgia e di un controllo politico della nostra società: suo scopo  è il controllo fisico della mente. Si deve poter mutilare chirurgicamente chiunque devia dalla regola data. ….  L’uomo non ha il diritto di sviluppare la sua propria mente. Questo tipo di orientamento "liberal" è di grande  attrattiva. Noi [invece] dobbiamo controllare il cervello elettricamente. Verrà il giorno quando armate e generali saranno controllati da stimolazioni elettriche del cervello.

Vedi anche - in inglese - la:
PSICOCORREZIONE  di Igor Smirnov
RUSSIAN UNIVERSITY OF PEOPLES FRIENDSHIP AND PSYCHOTECHNOLOGY RESEARCH INSTITUTE 
PSYCHOTECHNOLOGIES SYMPOSIUM 04/30/20


(Vedi in antitesi il bando del Premio Educazione e pace indetto ogni due anni dall'Ente Internazionale Montessori.)
E viceversa questo agghiacciante dato storico: La prima guerra umanitaria della storia: Hitler e i Sudeti. E sull'attacco di Hitler alla Polonia nel '39 si possono leggere queste parole che fanno pensare: 
Dalle ore 5,45 rispondiamo al fuoco... Colui che di propria iniziativa si distacca dalle regole di condotta di questa guerra umanitaria, non può aspettarsi da noi null'altro che un ugual trattamento. Condurrò questa battaglia, contro chiunque, fino a quando i diritti non saranno garantiti.
Discorso alla Nazione di Hitler, 01.09.39

Come già ribadito anche in altri files/capitoli di questo e di un altro sito/libro, la situazione Belga è soltanto emersa - e anche casualmente - come la punta di iceberg di qualcosa di ben più vasto e INTERNAZIONALE di applicazione effettiva e su larghissima scala dei dettami di Delgado: files nuovi o completamente modificati vi vengono presentati corroborati con illustrazioni incontrovertibili. Ma si tratta di un problema molto genralizzato: sono da tener costamente d'occhio gli aggiornamenti dell'argomento ostilità contro l'infanzia e medicina; nonché le continue nuove precisazioni della terribile testimonianza italiana - presente per esteso e con i successivi aggiornamenti in The Guilt-free Soldier, ed in altri files dello stesso sito - ora anche allargata con le testimonianze e illustrazioni di PRIMA MANO di gravissimi esperimenti ostetrici su bambine anche molto piccole e di esperimenti pseudo-medici sui bambini già utilizzati nei circuiti pedo-pornografici e di addestramenti militari.
Vedi anche nell'altro sito gli aggiornamenti in italiano di /superstition.htm 

Conclusioni sostanziali: dobbiamo estirpare l'irrazionale? o curare l'ottuso oblio e le sue compensazioni fallimentari?

In apparenza e secondo luoghi comuni il massimo dell'irrazionale "mirabolante" è la "pazzia", anche se invece i suoi percorsi effettivi risultano al culmine della deprivazione e restringimento dell'esistenza. Ma se la pazzia è l'oblio di un grande dolore... certo è però che non solo veri e propri sintomi clinici possono cercar di mascherare o coprire ogni danno, ogni dolore: molto più sovente queste mutilazioni dell'essere vengono attuate in nefasti stili di vita, con grossolani contorni di pseudo-sentimenti "altissimi" o "bassissimi", e di azioni e comportamenti ad essi correlati. L'ottundimento difensivo una volta e comunque attivato (sia ben chiaro: in modo del tutto INCONSCIO) dà inesorabilmente luogo ad una serie di circoli viziosi che investono la personalità tutta: oltre alla memoria, si deteriorano anche la coscienza di se stessi e la comunicazione con gli altri, la propria - così come l'altrui - dignità, e la sensibilità ai DIRITTI e ai TORTI.
I bisogni disattesi stravolgono la dinamica interna degli ISTINTI VITALI, nell'armonica sequenza del rapporto tra loro e con l'esterno della costellazione del sistema ormonale e dei neuromediatori: sono proprio queste mancanze queste disarmonie, queste impreparazioni pseudo-compensate - e NON certo un presunto "irrazionale" - a svoltare in modo rigido e unilaterale in disponibilità ad assecondare fallaci lusinghe e/o minacce ("il bastone e la carota"). 
La sensazione di "privazione" e disagio richiedono vicinanza e approvazione purchessia e quindi - per pura apposizione informe - tendono ad agglomerarsi nel costituire le conventicoile, le Sétte, e le irrazionali masse... Ma al di là dell'anelito alla dipendenza, fragilità, incompletezza, mancate esperienze e aperture, inadeguatezza esistenziale ecc.... conseguenti a traumi e bisogni disattesi, a tappe evolutive saltate o rinnegate, corredate dal  loro "oblio" in compensazioni fasulle si manifestano in complementari suscettibilità, pretese, interpretazioni della realtà ridotte ad esasperate differenze autoreferenziali solo quantitative e immutabili (definite per sempre in concetti STATICI di INFERIORITA' e/o "superiorità"). 
Questi deboli e minorati "inferiori" - e in "massa"! - sono oltremodo facile preda di chi - ammirato come "Potente" - vuol assoggettarli lusingando. Allo stesso tempo invidiosi e inferociti risultano sempre pronti a ulteriori rivendicazioni, che indirizzano a ulteriori spersonalizzazioni: assoggettamento e corrività verso i "più" assieme a maldisposizione fino ai maltrattamenti senza "rimorsi" verso i "meno" e i "diversi".
Ed è così che ricerche non evolutive ma "miracolistiche" di eccezionalità si aprono su scenari di aspettative a-critiche, di speranze vane: aggiungendo disgrazia collettiva a disgrazia personale. Non l'inconscio irrazionale come tale ma la COMPENSAZIONE fallimentare delle mancanze permette che ogni forma di misticismo organizzato si basi e si nutra dei desideri delle masse SCHIACCIATI dal meccanismo autoritario della civilizzazione.

Ed allora dobbiamo contribuire ad estirpare l'irrazionale come un dente cariato invece di curarlo? e proprio quando è già stata tanto deteriorata la sorgente primaria delle energie e sensibilità biologicamente ISTINTIVE? (Vedi questo concetto espresso in termini più espliciti nell'altro sito/libro nel paragrafo introduttivo del file/capitolo Malattie rare in offerta speciale).
Per quanto riguarda le difformità di idee attinenti alle categorie dei giovani e delle donne oltre ai concetti citati sopra e mutuati da altre sedi, rimando ai precedenti paragrafi; ma comunque sia considero assolutamente INACCETTABILE la proposta che la salvezza della specie umana possa giungere in base alle  capacità cognitive sviluppate in massimo grado: e tanto più sconcertata mi trovo a proposito dell’assoluta incompatibilità fra i concetti ivi espressi e i contenuti programmatici basilari presenti: 
  1.  nelle pagine del libro Infanzia: tempo di mutamenti (che non per niente nella precedente edizione aveva come sottotitolo La violenza contro il bambino),
  2.  nello Statuto dell’Associazione (vedi sopra), 
  3.  nell’attività della stessa: 
  • contro condotte, apparentemente “legali” oltre che contro forme velatamente o dichiaratamente criminali comunque condizionanti la libertà fisica e mentale dell'uomo nelle sue manifestazioni di conoscenza, di formazione della volontà e azione;
  • contro condizionamenti mentali e fisici dell'essere umano anche mediante abusi criminosi su MINORI
  • contro condotte velatamente o dichiaratamente illecite associative: segrete o settarie,
  • nella loro divulgazione sui siti. 
Per spiegarmi meglio: libri, siti e ancor più Associazione, e ancor più attività - e rischi - dei partecipanti sono sicuramente ben dissonanti dalle considerazioni genericamente didascaliche "buoniste", insite nella terza parte del libro Tempo di mutamenti; ove il concetto generico di "masse" viene studiato e analizzato come manifestazione da ricondurre a "condizionamenti" attivi miranti a PRIVARE della VOLONTA': ma se si tratta della "privazione" di una facoltà, dove poter collocare invece prese di posizione come estirpazione dell’irrazionale ed esaltazione acritica delle capacità cognitive? Come accettare che il titolo Tempo di mutamenti possa trarre in inganno i potenziali lettori? o navigatori del sito? inducendoli a confondere i concetti ivi espressi con quelli del mio/miei libri, con quelli del mio/miei siti? Come difendermi da MALINTESI che possono diventare gravissimi data l’estrema delicatezza - se non pericolosità - delle mie ricerche, dei miei consulenti, di quanto poi espresso nei miei lavori? (Vedi in Presentazione: esperienza e sagggezza). Come pensare di salvare l'umanità estirpando l'irrazionale o addirittura esaltando le capacità cognitive? Col favorire semplicisticamente la mera "acculturazione" dei diseredati?

Che cosa dice qualcun altro in proposito?

Callari Galli Matilde - Harrison Gualtiero Né leggere, né scrivere ed.Meltemi 1997 ISBN 8886479263

è un libro scandalo che costrinse la gaudente Italia a specchiarsi nella prima inchiesta antropologica sull'analfabetismo... Libro/scandalo e insieme libro/Cassandra: Né leggere né scrivere è uno di quei libri che intravedono il futuro....(citazione da la quarta di copertina). 

(Vedi anche Lettera a una professoressa  di don Lorenzo Milani.)

Scienza, "menti raffinatissime" e mal indirizzate "capacità cognitive" 

Comunque non sono di sicuro né economicamente poveri, né tanto meno "incolti" gli "scienziati" presi in giro in Infanzia: eziologia & trattamento, né ancor peggio quelli che con perseveranza si "occupano" di prescrivere a tappeto farmaci per la depressione o per la Sindrome da deficit di attenzione e iperattività, e neanche quelli che - peggio ancora - propugnano una falsa serenità a tutti i costi (e "costi" veri: economicamente pesanti)? 
Presentata a persone serie e responsabili può sembrare una presa in giro, ma non è certo con toni scherzosi che "menti raffinatissime" cercano di far mettere in pratica su vasta scala il concetto di una "felicità" asettica ed astratta, che propongono nella pratica e non solo in opere di fantascienza la neutralizzazione di ogni contraddizione (come sarcasticamente descritto nel libro Mondo nuovo - Ritorno al mondo nuovo di Aldous Huxley): non per niente l'autore di Genesi e libertà della mente. Verso un dominio delle facoltà mentali e di Behavioral Neurochemistry: Proceedings ha scritto anche un libro dal suggestivo titolo La felicidad. E per spiegare ancor meglio il mio turbamento vorrei chiedere: chi - se non i veri, nascosti Signori della guerra (e/o della grande malavita) - si vale di "menti raffinatissime" e di "capacità cognitive sviluppate in massimo grado"???
E considerando un passato non troppo remoto: che dire di terribili nefandezze e disastri attuati  - anche con grandissima capacità tecniche e organizzative - da Nazioni di ben consolidato e di avanzatissimo livello Culturale (con la "C" maiuscola) quali Italia, Germania (e Giappone)? E cosa dobbiamo allora aspettarci dalle più avanzate Culture del presente, anche in vista di un magari molto prossimo futuro? Come - se seguissimo la citazione arbitraria di "William" Reich - possiamo sentir parlare senza rabbrividire di "estirpazione dell’irrazionale" da ipotetiche "masse", senza considerare gli individui che le compongono e quelli che le corrompono e/o istigano? E sia per i popoli che per gli individui: a chi compete l'epiteto di "irrazionale" e rispettivamente di "razionale"? E' ... peggiore l'irrazionale slancio o l'astuta semplicità del bene rispetto alla fredda razionalità della banalità del male sia come attuazioni che come disinformazioni che come omertosi disinteressamenti?
 Mondo nuovo - Ritorno al mondo nuovo di Aldous Huxley? Ma dello stesso autore non è da dimenticare anche il semplice racconto Young Archimedes - Il piccolo Archimede e tanto meno il film che ne è stato tratto da Gianni Amelio:
Con Il piccolo Archimede Amelio comincia a delineare quello che sarà, cercando di sintetizzare al massimo il suo tema portante; il rapporto adulto-bambino. Non nel senso edificante e zuccheroso di molti film, ma in modo tragico e problematico. Adulti che rimangono bambini e bambini divenuti adulti troppo presto, costretti a fare da padri ai propri padri assenti. Nel Piccolo Archimede, il protagonista [vede] incarnato in Guido quell’ideale di perfezione artistica tanto presente nel paesaggio e nell’arte toscana. Cerca di costruire un piccolo Leonardo da Vinci, con tutti i crismi e i luoghi comuni del caso. Guido deve essere prima che bambino, musicista, matematico, pittore. Una figura idealizzata, non reale. Lo scontro tra questi due elementi antitetici porta alla tragedia. ... Da un racconto di Aldous Huxley, Amelio ha tratto uno dei migliori film TV della RAI, imperniato sul binomio innocenza/cultura che attraversa tutto il suo cinema.

Salvare l'umanità estirpando l'irrazionale addirittura esaltandone le sole capacità cognitive? Come possiamo prescindere dal fatto ormai notorio che in ambienti di alta "civiltà" e censo si stia studiando (e con profitto!) il concetto del brain as battlefield - IL CERVELLO UMANO COME PRINCIPALE CAMPO DI BATTAGLIA? E questo anche dopo aver conosciuto un 11 settembre - e non solo -  con la sua assoluta precisione attuativa? 

Abbiamo bisogno di un programma di neurochirurgia e di un controllo politico della nostra società: suo scopo  è il controllo fisico della mente. Si deve poter mutilare chirugicamente chiunque devia dalla regola data. ….  L’uomo non ha il diritto di sviluppare la sua propria mente. 
Dr. José Delgado
Congression Record No. 26, Vol. 118 February 24, 1974
(MKULTRA experimenter who demonstrated a radio-controlled bull on CNN in 1985)
Director of Neuropsichiatry
Yale University Medical School

Salvare l'umanità estirpando l'irrazionale?
Ma allora: quanto sono razionali questa e simili situazioni? Quanto a chi di dovere stanno a cuore il benessere e le potenzialità dei giovani e delle donne?
12-11-2005 11:41 EDIZIONE STRAORDINARIA PER ADDETTI AI LAVORI!
Comunicato dell'Agenzia Italiana per il Farmaco: la somministrazione di paroxetina in gravidanza aumenta il rischio di malformazioni cardiache maggiori ed anomalie cardiovascolari sul feto.

Antipsicotici: prescrizioni in aumento in pazienti pediatrici
In base ad uno studio effettuato negli USA, la prescrizione di farmaci antipsicotici per i bambini e gli adolescenti è aumentata di quasi sei volte fra il 1993 ed il 2002. La FDA ha approvato solo tre farmaci antipsicotici per l'uso al di sotto dei 18 anni, ma la maggior parte delle prescrizioni sono state per antipsicotici di seconda generazione [peraltro assurdamente molto costosi]. Circa il 18 percento delle visite psichiatriche effettuate su giovani esitano nella prescrizione di un farmaco antipsicotico. Il presente studio ne segue altri che avevano già evidenziato il fenomeno. Probabilmente lo scambio di informazioni che avviene fra i medici informalmente durante discussioni o partecipazioni a congressi ha contribuito alla diffusione di quest'abitudine. Purtroppo, non si sa ancora abbastanza sugli effetti metabolici degli antipsicotici più nuovi, ed in particolare sui loro effetti a lungo termine nei giovani. E' necessario sapere in che modo vengono trattati i singoli bambini, che genere di continuità e monitoraggio ottengono e per quanto tempo durano queste terapie. (Arch Gen Psychiatry 2006; 63: 679-85)

Resilienza

E’ urgente attuare una totale revisione dei sistemi educativi e didattici dell’infanzia, e altrettanto importante è l’entrata in atto di due vaste categorie a tutt’oggi non coinvolte: quella giovanile e quella femminile del genere umano...  ???  ...
... l’uomo un primate intelligente che agisce… in base alle sue capacità cognitive sviluppate in lui in massimo grado...: non basta certo propugnare qualcosa di positivo: bisogna pur tornare invece a controbbattere con qualcosa che ne è il vero CONTRARIO. Sono le capacità cognitive o non piuttosto le capacità di resilienza quelle da sviluppare ulteriormente?
la capacità di rispondere alle avversità in modo costruttivo presuppone la disponibilità a lasciarsi 'ammaccare' dagli avvenimenti, tollerando il dolore quanto basta per elaborare una risposta trasformativa (di sé e della situazione urtante).
Unire insieme aride "capacità cognitive" con l'accettazione di "risposte trasformative" è quasi come equivocare il concetto di resilienza con l'accezione meccanicistica e insensibile di non fare una piega - da cui, di equivoco in equivoco, si può giungere addirittura più o meno consapevolemente e deliberatamente alle pericolosissime situazioni di personalità multiple.
Esiste in fisica e ne è stato mutuato anche nelle scienze sociali un termine efficacissimo -