Presentazione metodologica e introduzione

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Ripeness is all: dai bambini di IERI a chi sarà grande DOMANI diAnna Abbiate Fubini è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.


23 maggio 2017


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Bambini di IERI = adulti di oggi
Adulti di oggi
adulti di DOMANI
La freccia "->" del titolo sta sia per "verso" che per "contro")

Svolgere, Sviluppare...
Si svolgono le cose volte o rinvolte, si svolgono i germi della vita; si sviluppano le inviluppate.Là dove non vi è inviluppo o viluppo, ivi sviluppare non ha luogo proprio.

Ecco la sostanza di quella QUARTA DIMENSIONE che tutto pervade, e, in modo peculiare, caratterizza gli esseri viventi, e la VITA in quanto tale.
Ma nulla va perduto: ogni fatto e ogni momento della vita si trasferiscono nella MEMORIA e nel suo materializzarsi - consapevole - in continua ampliata e rinnovata ESPERIENZA

Toutes les grandes personnes ont d'abord été des enfants:
mais peu d'entre elles s'en souviennent

Je demande pardon aux enfants d'avoir dédié ce livre à une grande personne. J'ai une excuse sérieuse : cette grande personne est le meilleur ami que j'aie au monde. J'ai une autre excuse : cette grande personne peut tout comprendre, même les livres pour enfants. J'ai une troisième excuse : cette grande personne habite la France où elle a faim et froid. Elle a bien besoin d'être consolée. Si toutes ces excuses ne suffisent pas, je veux bien dédier ce livre à l'enfant qu'a été autrefois cette grande personne. Toutes les grandes personnes ont d'abord été des enfants.



Dedica originale del famoso libro Il piccolo Principe

1943: Saint-Exupéry a dédie la première édition de son Petit Prince en ces termes:

http://www.elliotedizioni.com/leon-werth/Je corrige donc ma dédicace :
A Léon Werth, quand il était petit garçon.


Quarta dimensione
Il concetto dell' ESSERE appartiene di diritto alla FILOSOFIA, come pure l'altro fondamentale e più esteso principio:
l'essenza del TEMPO, dei cambiamenti, degli sviluppi, delle evoluzioni.
  .

diverse età: maschi, femmine, cani e gatti
ripeness = compiutezza,  ripeness = idoneità,
ripeness = maturità,  ripeness = perfezione

ripe adjective \ˈrīp\  rip·errip·est
Definition of RIPE
1:  fully grown and developed : mature <ripe fruit> <ripe wheat>
2:  having mature knowledge, understanding, or judgment
3:  of advanced years : late <a ripe old age>
4a :  suitable, appropriate <the time was ripe for the attempt>

L’infanzia è il periodo della maturazione, dell’ancora incompleta maturità fisica e psicologica dell’individuo. Il concetto di infantilità come immaturità, a volte associato a incoscienza o a scarsa responsabilità, può essere trasferito, infatti, anche agli adulti.
Per questi ultimi, essere definiti infantili, o puerili non è certo un complimento

L’infanzia è etimologicamente quella situazione in cui si è incapaci di parlare.
L'infanzia non esiste. Esiste lo sviluppo e lo sviluppo è cambiamento liberatorio

bambini e micini
bambine e cagnoliniInfanzia? Bambini? Immaturità?
Il NUOVO che avanza...
INGENUITA'?
INESPERIENZA? Impreparazione? Incapacità? inadeguatezza? INCOERENZA?
L'infanzia non esiste.
 Esiste lo sviluppo e lo sviluppo è cambiamento liberatorio

L’origine della parola infanzia si collega a fari, un verbo che esisteva nel latino più arcaico con il valore di parlare in senso pieno, solenne. Fari =parlare: in latino il prefisso in indica la negazione, e chi non è in grado di parlare è appunto in-fans, o in-fante in italiano.
L’infanzia è il periodo della maturazione, dell’ancora incompleta maturità fisica e psicologica dell’individuo.

L’origine della parola infanzia si collega a fari, un verbo che esisteva nel latino più arcaico con il valore di parlare in senso pieno, solenne.
Da questo verbo derivano in italiano parole come facondo, favola, oppure nefando, che oggi vuol dire turpe, ma in origine significava qualcosa o qualcuno che non va neanche nominato. ...
La stessa radice è presente anche nel greco antico, con un verbo di significato analogo, dal quale deriva l’italiano profeta, letteralmente chi parla in nome di un altro.
In latino il prefisso in indica la negazione, e chi non è in grado di parlare è appunto in-fans, o in-fante in italiano. L’infanzia è etimologicamente quella situazione in cui si è incapaci di parlare.
In senso figurato, con infanzia si può denominare anche il periodo iniziale di una civiltà, di una cultura, di un movimento artistico o di una realtà storica, e va ricordato che in passato il concetto di infanzia del mondo si fondeva con quello della mitica età dell’oro.
Più comunemente, il termine si usa per indicare tutti coloro che sono nell’età dell’infanzia, cioè i bambini, L’infanzia è il periodo della maturazione, dell’ancora incompleta maturità fisica e psicologica dell’individuo.


Nel grande Dizionario dei Sinonimi e dei Contrari la ricerca del termine Sviluppo rsi ritrova solo come "contrario" a quello di
Imbroglio


S
volgere, Sviluppare...

Si svolgono le cose volte o rinvolte, si svolgono i germi della vita; si sviluppano le inviluppate.Là dove non vi è inviluppo o viluppo, ivi sviluppare non ha luogo proprio...

Tutto ciò che ha vista di cosa involuta o sospetta , o comechessia non piacevole si suole chiamare imbroglio... Imbroglio da ultimo vale: frode tramata per ingannare o danneggiare altrui...



Ecco la sostanza di quella QUARTA DIMENSIONE che tutto pervade, e, in modo peculiare, caratterizza gli esseri viventi, e la VITA in quanto tale.
Ma nulla va perduto: ogni fatto e ogni momento della vita si trasferiscono nella MEMORIA e nel suo materializzarsi - consapevole - in continua ampliata e rinnovata ESPERIENZA.

(*) Albert Einstein e la quarta dimensione
Un aneddoto che forse non è realmente accaduto, ma che è comunque molto istruttivo.
Un vecchio indovinello geometrico riproposto sotto forma di aneddoto nel libro di Maria Toffetti, spiega con facilità il concetto di quarta dimensione, troppo spesso non accettata o relegata a fumoserie irrazionalistiche, un concetto invece che sembrerebbe ovvio sia sul piano generale sia e tanto più sul piano delle esistenze degli esseri viventi.
Anche Albert Einstein si occupò di tetraedri: a un convegno, criticato per la sua inattesa concezione di uno spazio-tempo a quattro dimensioni, chiese ai colleghi di costruire quattro triangoli equilateri con sei stuzzicadenti. Nessuno dei presenti riuscì a posizionare su un piano gli stuzzicadenti per formare i triangoli richiesti, il che è appunto impossibile. Allora Einstein costruì un tetraedro con i sei bastoncini e commentò: "Se non sapete usare la terza dimensione, che sperimentate tutti i giorni, come sperate di capire la quarta?"
IN-ESPERIENZA -> ESPERIENZA
Nel linguaggio comune, la parola ha usi vari e indica in modo generico la conoscenza del mondo ottenuta attraverso la vita quotidiana, il rapporto con le cose e gli altri. Per questo tendiamo ad associare l'esperienza alla maturità o alla vecchiaia.
La parola esperienza proviene per via colta dal sostantivo latino experientia, a sua volta derivato da experiens, participio presente del verbo experiri, cioè provare, sperimentare. Il termine, come avviene spesso per gli adattamenti dotti, non ha mutato sostanzialmente il suo significato da quello della corrispondente forma latina: indica infatti lo sperimentare o il conoscere direttamente un aspetto della realtà. Nella tradizione filosofica il termine ha avuto un significato molto specifico, ristretto alla conoscenza ottenuta dal solo mondo fisico, intesa come separata dalla ragione e dall'idea: indica cioè quel tipo di conoscenza che parte dell’attività dei sensi.
Nel linguaggio comune, la parola ha però usi più vari e indica in modo generico la conoscenza del mondo ottenuta attraverso la vita quotidiana, il rapporto con le cose e gli altri.
Esperienza vuol dire in fondo aver attraversato una serie di eventi che, accumulati, hanno sviluppato un arricchimento interiore e una crescita morale. Per questo tendiamo ad associare l'esperienza alla maturità o alla vecchiaia. Oppure associamo il termine a ogni singolo atto che ha permesso di conoscere un particolare aspetto del mondo o della vita: ad esempio un viaggio, una difficoltà, un’avventura amorosa. O ancora intendiamo per esperienza la perizia che si raggiunge attraverso la consuetudine o l’applicazione costante in una determinata tecnica o in una professione.


Considerate la vostra semenza

fatti non foste a viver come bruti

ma per seguir virtute e conoscenza

come ci ricorda Dante Alighieri nel Canto di Ulisse, (inf. canto XXVI vv 76-142)


Il bambino che cresce 
si impegna in esperienze fondamentali
secondo ritmi e fasi
che appartengono solo a lui.



La freccia "->" del titolo sta sia per "VERSO" che per "CONTRO")

Tutto ciò che ha vista di cosa involuta o sospetta , o comechessia non piacevole si suole chiamare imbroglio... Imbroglio da ultimo vale: frode tramata per ingannare o danneggiare altrui...

L’infanzia è il periodo della maturazione, dell’ancora incompleta maturità fisica e psicologica dell’individuo.
Il concetto di infantilità come immaturità, a volte associato a incoscienza o a scarsa responsabilità, può essere trasferito, infatti, anche agli adulti.

Per questi ultimi, essere definiti infantili, o puerili non è certo un complimento

Come riepilogo dei concetti generali di tutto questo lavoro giunge molto opportuna la possibilità di commentare una considerazione mossa a proposito dei metodi nefasti di allevamento e delle loro conseguenze anche nel corso delle generazioni future.
Da segnalazioni come quelle contenute in altri file/capitoli  quali Imbroglio è il contrario di sviluppo, Delgado & Skinner l'interlocutore aveva - erroneamente! - dedotto che una volontà specificamente avversa operasse dietro le quinte con precisi propositi per ottenere risultati duraturi nel tempo..
PURTROPPO invece per lo più NON si tratta di azioni programmate - che come tali potrebbero quindi venir combattute apertamente: i comportamenti degli adulti nei confronti dei bambini si rispecchiano in una NORMALE curva di Gauss con agli estremi qui i "buonissimi" - e i loro Maestri - e là i "cattivissimi" e i loro istigatori; mentre - e qui ripeto "purtroppo" - al centro si raggruppa una massa generalizzata e passiva di inetti, di superstiziosi, di adulti non-sviluppati, di infanzie malvissute o non vissute e/o rimosse.

La necessità di precisare significati e chiavi di lettura introduce in TUTTI i file del sito aggiunte metodologiche e/o normative: una precisazione metodologica assoluta suggerisce di considerare come valide informazioni - in scala discendente:
  1. le osservazioni documentabili concretamente di FATTI e di OGGETTI
  2. in mancanza di meglio rappresentati da immagini
  3. le testimonianze di prima mano
  4. e - molto indietro, per ultimi - i "Maestri"
  • Di conseguenza cerchiamo di provvedere a che nel sito ogni immagine si costituisca anche come link di provenienza - e come per ogni altro link -  venga di continuo monitorata e aggiornata.
  • Le testimonianze "orali" perdono la loro caratteristica primaria se riferite da terzi: possono venir filmate o registrate o trascritte; ma - per evitare discussioni futili sull'AUTENTICITA' delle testimonianze di PRIMA MANO elemento cardine di tutto questo lavoro - aggiungiamo ove possibile, un'affermazione derivante dalla pratica professionale: per molte vittime risulta più facile esporre passate sofferenze per scritto che a voce.Come riepilogo dei concetti generali di tutto questo lavoro giunge molto opportuna la possibilità di commentare una considerazione che ci è stata mossa a proposito dei metodi nefasti di allevamento e delle loro conseguenze anche nel corso delle generazioni future.
  • Il PRIMO PASSO DI UN LUNGO PERCORSO

    jBambini di IERI = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di DOMANI?
    In questa prospettiva non a caso è stata scelta l'ambiguità della freccia "->" del titolo che può stare sta sia per "verso" che per "contro".

    L'infanzia non esiste: Esiste lo sviluppo e lo sviluppo è cambiamento liberatorio
    1. Questo sito e i libri che ne derivano NON vanno letti come se fossero un semplice testo di sociologia, né - tanto meno - come un compendio di "consigli" e descrizioni indirizzate a problematiche familiari: è una "filosofica" enciclopedia tematica in cui ogni argomento va considerato di volta in volta.
    2. Il significato prevalente dell'insieme degli studi qui discussi utilizza - anzi: valorizza - il significato di INFANZIA come dinamico basilare inizio in cui si sostanzia la vera natura dell'essere umano.
    3. Il concetto dell' ESSERE appartiene alla FILOSOFIA, come l'altro fondamentale e complementare principio: l'essenza del TEMPO, dei cambiamenti, delle evoluzioni, in sostanza della QUARTA DIMENSIONE degli esseri viventi.
    4. Da qui: nella MEMORIA e nel suo materializzarsi - consapevole - in rinnovabile ESPERIENZA.
    Il titolo stesso di un file del sito - Imbroglio è il contrario di sviluppo - puntualizza l'idea che sviluppo è il contrario di Imbroglio - vedi lemma relativo del Dizionario dei Sinonimi e contrari di Niccolò Tommaseo - in parallelo ai preconcetti che si autoconfermano spiegati in un altro file TOTEM AND TABOO REVISITED: awful and fertile rise of new superstions.
    • Ma, partendo da simili basi, si vanno a toccare punti nevralgici tali da produrre resistenze anche accanite; per cui questi argomenti debbono trovar spazio in capitoli particolarmente dedicati appunto a controversie.
    • E, dato che le controversie rischiano sempre più di travalicare in interpretazioni fasulle, è stato necessario aggiungere al sito Opinioni, fatti, accuse e Opinion, fact. complaint, capitoli dedicati a dirimere malintesi e ambiguità.

    PERCORSI SUCCESSIVI: CONTINUITA' PROFESSIONALE

    Hippocrates

    La vita è breve, l'arte lunga. l'esperienza ingannevole, il giudizio difficile. - Ippocrate



    I capitoli introduttivi di impostazione e inizio forniscono a tutto il lavoro essenziali basi di significatività: seguiti e concretizzati da capitoli in cui si evidenzia il percorso teorico personale dell'autore se offrono presentazioni generiche supportano la serie di principi e scopi prioritari in cui sono energicamente sottolineati in dettaglio i concetti fondanti: ne deriva un'esposizione   "multimediale" e enciclopedica, in cui i dati ricompaiono - e più volte -  distribuiti in lemmi e NON in una serie regolare strutturata in capitoli.
    • "quarta dimensione" interiore dell'esistenza umana:
    • a partire dall'infanzia e dai suoi passaggi obbligati di sviluppo
    • a seguire dall'ininterrotta presenza della memoria - sia conscia e fonte di significativa "esperienza"
    • sia inconscia, rifiutata e "rimossa": in quanto tale causa non solo di patologie personali ma anche e soprattutto di mal funzionanti relazioni con l'esterno.
    • A questo proposito va considerata ogni inter-azione tra corpi viventi non solo fra loro ma verso il e derivante dal mondo esterno globalmente inteso,
    • così in altri termini si sostanzia il concetto di PSICOSOMATICA sia come Medicina ma anche in genere come "scienza"
    • Purtroppo lo studio delle POSSIBILITA' EVOLUTIVE degli esseri umani non comporta soltanto aperture "positive": anche la MALVAGITA' e sue concrete attuazioni ne fanno realisticamente parte e debbono venir segnalate.
    • Fortunatamente di riscontro però vanno riconosciute le enormi possibilità non solo di resilienza personale
    • come pure il vitale arrichimento collettivo dato da vicende straordinarie e terribili esperite, riconosciute, definite e trasmesse.

    PERCORSI SUCCESSIVI: CONTINUITA' GENERAZIONALE

    .... nipoti... figli... genitori... nonni...: parenti dell'umanità La nonnità dà il senso della continuità
    dopo di noi e, sconfinando nella continuità generazionale (essendo stati figli e nipoti), consente di riconoscersi parenti nell'umanità

    FINE DEI PERCORSI: INTERRUZIONE E TERMINE


    Presentazione metodologica generale

    Richiede mezzi espositivi agili e facilmente modificabili l'addentarsi nel campo dei PERCORSI dello SVILUPPO UMANO: così vasto, così intrinsecamente carico di valenze emotive in quanto CIASCUNO nel bene o nel male ne è PROTAGONISTA, un campo di studi teorizzato in un conseguente settore straripante di dati cronistici, interpretativi e bibliografici discordanti e in rapido divenire. La scrittura telematica fornisce e predispone ampie possibilità di dar forma dinamica ai contenuti principali di un lungo lavoro di ricerca, e si presta non solo ad una presentazione ampiamente disponibile di dati aggiornati in quanto tali, ma - pemettendo di ripensarli e ridiscuterli in continuative possibilità di riscontri, discussioni, partecipazioni e approfondimenti - li rende più che condivisibili: può trasformare nell'immediato ogni fruitore in un autentico co-autore, e renderne riconoscibili i personali apporti - pur rispettandone l'anonimato - evidenziandoli  con caratteri grafici peculiati. Specifica cura di questo sito sono stati quindi nel diretti commenti e riscontri: in rete i molti file e citazioni anche in inglese vi si trovano per meglio sviluppare reciproci aggiornamenti, soprattutto per poter raggiungere nello spazio e fra i diversi popoli più differenziate informazioni e riscontri e avviare sempre più validi e scambievoli allargamenti di orizzonti.
    La lettura di lunghi paragrafi, spesso anche impegnativi come contenuti, non è comunque troppo agevole su di uno schermo di computer: per questo come completamento del sito vengono proposte in italiano e in inglese anche versioni libresche, in cui ovviamente viene a perdersi la vivace circolarità, e la prontezza di presentazione di nuovi dati. Il vantaggio in soggettiva di un libro è che lo si può leggere ovunque e magari evidenziarvi i passaggi per sé più significativi, mentre la diffusibilità di un sito Web lo caratterizza nell'essere un’aperta e mobilissima bibliografia di rimandi immediati ipertestuali che può seguire tempestivamente ogni nuova acquisizione di dati e permettere gli opportuni rimaneggiamenti interni.
    Un libro che deriva da un sito non può corrispondere quindi esattamente al sito di provenienza: non ne può seguire i percorsi evolutivi ma neanche può venir troppo appesantito da rimandi bibliografici e indici analitici così vasti come quelli facilmente attuabili in Rete e tanto meno conservarne l'immediatezza ipertestuale. Un "dinamico" sito si corregge e si aggiorna da un momento all’altrocon sempre puntuali rimandi e revisioni e così pure in Rete parole-chiave conducono con facilità agli argomenti che più possono interessare sul momento offrendo parallele e successive possibilità di ampliare quasi all'infinito ogni segnalazione bibliografica con svelti e immediati rimandi: su carta non è possibile mantenere la freschezza dei vari incroci tra capitoli ed argomenti, e tanto meno seguirne i passaggi in continuative correzioni e rettifiche. In un libro che è un manufatto richiedente determinati tempi tecnici di preparazione il tentativo di trasferire questi rimandi in un indice bibliografico o analitico come note a margine ne appesantirebbe enormemente le dimensioni e richiederebbe nel lettore tempi prolungati di consultazione: le "normali" bibliografie in calce al testo indicano le fonti su cui l'autore si è presumibilmente documentato, ma questo procedimento non solo appesantirebbe - in calce - i testi con statici elenchi e non aiuta abbastanza il lettore a potersi documentare sulla effettiva realtà attuale di quanto affermato. Inoltre in rete ogni file anche proveniente da differenti siti può rimanereagganciato ad ogni altro a seconda di singoli elementi del contenuto del testo e/o delle citazioni: per cui correzioni e acquisizioni nell'immediatezza della Rete si diffondono circolarmente appunto per la sua possibilità peculiare  dei rimandi incrociati. I contenuti di un sito suddivisi in file secondo il loro ordine di logica non-lineare sono collegabili a qualsiasi argomento tramite Hyperlink che graficamente appaioni di differente colore - azzurro - e SOTTOLINEATI:titoli di libri o di articoli o di siti, nomi di autori, date e luoghi, citazioni, >rimandi, persino singole parole o frasi-chiave se appaiono azzurri e  sottolienati rinviano ad un Hyperlink e così pure può rimandare all'Hyperlink della sua origine ogni illustrazione: conservando queste particolarità nei capitoli di libri che ne derivano illustrazioni e sottolineature segnalano l'invito alla consultazione della corrispondente pagina Web per fungervi da "esterne" note a margine, bibliografia e indice analitico. I rimandi e le segnalazioni possono comunque apparire fin troppo numerosi: lo sono infatti, ma lo sono perché - scelti con la massima cura, precisi, documentati e tempestivi - prima di tutto debbono garantire le fonti di quanto viene esposto, che altrimenti potrebbe apparire impreciso e/o idealizzato. Questa precisione e immediatezza di riferimenti può ovviare ad un altro problema cruciale: sgombrare il campo da ogni falso rimando bibliografico dovuto a non abbastanza controllate ridondanti copiature. In questo sito come nei libri collegati non c'è posto per bibliografie attinenti al passato o da ricercare in un secondo tempo.
    Importanti come i contenuti di testo sono i riferimenti agli inerenti settori di studio, ma con indicazioni critiche, verificate, contingenti a immediati e con più che attendibili sguardi su di un presente in evoluzione anche con citazioni di cronaca giornalistica; a una sovrabbondanza di aforismi icastici - anch'essi grraficamente evidenziati - fa riscontro l'assenza di citazioni scontate dal già pubblicato che si esauriscano in se stesse, e di rimasticature di fonte incerta o secondaria. Ai rimandi culturali garantiti originari e di continuo ri-verificati delle informazioni devono affiancarsi non soltanto accertamenti dei documenti presentati da chi scrive, ma quasi al contrario piuttosto inviti pressanti e suggestivi a chi legge di approfondire con suggerimenti e documentazioni e prospettive. Gl'indici di un libro stampato e le "normali" bibliografie non possono adeguarsi alla duttilità e ricchezza dei rimandi circolari di un sito Web la cui caratteristica non trasferibile è il poterne utilizzare i contenuti secondo un ordine estemporaneo, e di poterli intersecare rimandandone la lettura da argomento ad argomento? Ma anche in questi libri costituiscono l'essenza di un "anomalo" voluto stile bibliografico sia la presenza di insistenti riferimenti che dalle parole sottolineate rimandano sul momento agli argomenti indicati, sia la loro conferma per mezzo di immagini, sia i rimandi interni che - come in un indice analitico - affiancano precisi riferimenti ad altri capitoli del sito e dei libri. In altri termini: le sottolieature nel testo stampato non sono soltanto dinamici sostituti di normali bibliografie, arricchite da indicazioni da indice analitico e da spiegazioni da note a margine: la sovrabbondanza di link del sito e le sottolineature che li propongono sono elementi insostituibili del metodo che adottiamo. I testi stampati lo sono in quanto prodotti di una tecnologia che ha richiesto vari passaggi, e quindi a risultato finito non possono più rispecchiano esattamente quanto ivi documentato: i libri quindi sono subordinati al sito di provenienza, che, per raggiungere tempestivamente ogni variazione di dati - comprese le modificazioni dei link esterni - è di continuo revisionato e migliorato sia per correggere ogni eventuale anomalia, sia per riassumere tempestivamente le novità. Pregio peculiare di un sito Web sono le possibilità tecniche che permettono all'istante sostanziali rimaneggiamenti anche in base a critiche e segnalazioni dei fruitori: se dal "dinamico" sito derivano libri e questi non possono esserne che "statici" simulacri e supplementi,opportuni accorgimenti possono contribuire a collegarli in modo operativo: anche ai lettori-su-carta può venir offerta una possibilità indiretta di valersi di queste aperture conoscitive, indirettamente conservate dall'integrazione tra le due proposte attraverso peculiari forme grafiche.
    Ma ad ogni modo la doppia presentazione in rete e stampata può agevolare differenti categorie di lettori, dai quali aspettiamo discussioni e critiche riguardanti tutto, contenuti - per meglio precisare concetti discutibili o poco chiari - e "forma" di presentazione delle pagine Web come pure dei corrispettivi capitoli dei libri derivati da queste. 
    Una precisazione incontrovertibile è comunque da farsi fin dall'inizio per introdurre il concetto base che caratterizza il metodo portavoce di tutta questa attività. E' ben comprensibile soggettivamente che la sostanziale varietà dei segni grafici presente anche nei libri, e l'insistente, continuativa esibizione di sottolineature indicanti link possano apparire incoerenti, distraenti se non quasi vessatorie; ma questa impaginazione sia dei testi on-line che  dei loro corrispettivi stampati indica che NON si tratta di semplice letteratura saggistica d'informazione, né tanto meno - e questo va energicamente messo in risalto - di copiatura a-critica di dati magari inusuali. Infatti in modo più evidente di quanto non lo siano le abituali citazioni, le varietà grafiche all'interno del testo differenziano già visivamente i paragrafi "altrui" a cui deve venir attribuita la piena responsabilità di quanto vi si afferma: vogliate quindi scusarci se è di nostro - e non vostro! - gradimento veder evidenziati nel corpo del testo stampato determinati punti salienti con differenti colori, o con alternanze di grassetti e maiuscole e con differenti caratteri grafici; i voluti e insistiti cambiamenti di spessore, colore e maiuscole/minuscole ecc. mirano a proporre un linguaeggio scritto, che in una specie di modalità multimediale possa "mimare" il parlato nelle differenti inflessioni di chi legge ad alta voce. Ma non basta: un precipuo intento di questo lavoro è quello di fornire informazioni il più possibile esatte e con dati originari cercando di comprovarne l'effettiva realtà con le immagini dei loro autentici logo o copertine di libri ecc. - ma ben più importante è la particolare attenzione rivolta a contributi poco noti e esclusivi, e - ancor meglio - a testimonianze di PRIMA MANO approvate anzi incoraggiate dagli interessati: graficamente rese riconoscibili in caratteri simulanti la scrittura manoscritta, quando non  presentate anche con disegni autentici o con fotografie altrettanto autentiche da loro stessi fornite. In un usuale volume “cartaceo” il materiale - contenuti e riferimenti - va distribuito secondo un ordine di logica lineare, in cui parti costitutive e capitoli devono venir collocati in una sequenza ben precisa di capitoli e di pagine rigidamente numerati ma se questa sequenza è congeniale ad una romanzo o ad un trattato, in una raccolta di articoli o in un'Enciclopedia può risultare arbitraria rispetto all'interesse soggettivo di chi legge: pur necessaria, serve soltanto per indicare i numeri di pagina ove ritrovare con facilità gli argomenti preferiti in quel momento.. Per meglio conservare le potenzialità di consultazione di un sito Web già di per sé strutturato in forma Enciclopedica, anche i libri che ne derivano devono poter venir utilizzati come una rinnovabile Enciclopedia, formata da una serie di articoli tematici in un certo senso a se stanti, da disporre in diversificate distribuzioni per sceglierli secondo le proprie  priorità di interesse: una grossa limitazione nel passaggio dall'uno all'altro è dovuta alla necessità di indicare su carta la serie dei capitoli secondo una numerazione lineare: NON va rispettata come ordine di lettura, ma seguita indirettamente come se ci trovasse di fronte ad un'Enciclopedia per argomenti.
    Analogamente alla CONSULTAZIONE di un telematico sito Web una logica intrinsecamente non-lineare ma circolare facilita il ritrovamento dei vari argomenti collegati insieme ed indipendenti l’uno dall’altro da leggere e approfondire separatamente; non importa quindi se in differenti capitoli-lemmi di un libro-enciclopedia si ritrovano interi capoversi identici fra loro: l'intenzione è di agevolare chi - in fondo giustamente - preferisce leggere file o capitoli come fossero singoli, separati articoli mentre paragrafi identici inseriti in un differente contesto vi assumono e vi conferiscono differenti significati. E così - come parlando a voce - si utilizzano le inflessioni, i toni ecc. e l'uso dei gesti, anche negli scritti l'integrazione di diversi linguaggi - compreso il più ovvio: l'immagine - può rendere più incisiva la comunicazione di un pensiero. L'insistita presenza di immagini non è quindi un dato "ornamentale" per alleggerire la lettura dei testi: con le sue capacità di sintetizzare e alludere nel contesto generale ne costituisce una serie di apporti espositivi essenziali. E così per mantenere al massimo le possibilità espressive del multimediale sito, si è cercato di riportare - anzi ampliandola - nel libro e in ciascuno dei suoi successivi supplementi anche a colori la serie delle iconografie.

    Comunque sia - tanto per i libri che per il sito - all'inizio si consiglia di leggere soltanto le pagine di testo, evitando la tentazione di "cadere" nei links e nei rimandi. Solo in un secondo tempo si può partirvi per aprire o ritrovare le diversificate e poco note informazioni in continuo rinnovamento, che in fondo, sono il VERO scopo del sito e del libro: solo in un secondo tempo conviene superarne la confusione per ritrovare gli argomenti e orientarsi fra le controversie di cui prima non ci si era resi conto. Questa ricerca si occupa del fondamentale - fondamentale: che pone le fondamenta in senso reale e non solo come modo di dire - e vitale argomento dello sviluppo umano, ma non può certo fermarsi all'individuo avulso dal suo ambiente e dai suoi tempi, nè ignorare che questo ambiente, anzi questi ambienti al massimo del plurale sono anch'essi in continuo cambiamento. E non solo: come da assecondate normali fasi di sviluppo si "aprono" - il termine tecnico adottato da Freud è: sublimanodistruttivi, non solo con aumento della frequenza e gravità delle patologie personali - nevrosi, psicosi, "stupidità"... - ma rendendosi consapevolemnte responsabili dell'attuazione di grandi tragedie pubbliche. Per cui, mentre dallo studio delle POSSIBILITA' EVOLUTIVE biologiche possono aprirsi messaggi di progresso, di speranza e di possibilità di recuperi, sono altrettanto da diffondere anche indispensabili diffide nei confronti dei propugnatori di indirizzi opposti, in quanto uno studio serio delle possibilità evolutive degli esseri umani non comporta soltanto aperture "positive": anche la MALVAGITA' e sue concrete realizzazioni ne fanno realisticamente parte e debbono venir segnalate seguendo i loro percorsi.

    orco


    Più fruttuoso comunque è occuparsi di "vittime" che di clamori "contro", che di presupposti centrati su azioni "ostili" e/o causa comunque di "danno": dai vissuti delle "vittime" del momento e/o dai loro ri-vissuti pregressi si ottiene un quadro attendibile delle cause di sofferenza da cui così si può giungere ad ovviarne le conseguenze fino ad attivare non solo la "vis medictrix naturae" maanche ulteriori possibilità resilienti di recupero. Enorme è a questo proposito l'importanza dei ri-vissuti e non solo per riconoscere i COLLEGAMENTI tra PRESENTE E PASSATO ma proprio per riattivare quanto sarebbe invece andato distrutto.





    Come riepilogo dei concetti generali di tutto questo lavoro e non solo di questa prefazione giunge molto opportuna la possibilità di commentare una considerazione mossa a proposito dei metodi nefasti di allevamento e delle loro conseguenze anche nel corso delle generazioni future. fondamento di questo lavoro è da tutti i possibili punti di vista il concetto di infanzia nei suoi VALORI intrinseci, in opposizione a quanto propugnano autori come Delgado in
    tutte le possibili attività e rapporti umani verso svariati percorsi, così altrettanto le fasi ostacolate si involvono, aggrovigliano e coartano in stretti vicoli ciechi - magari privatamente "implosivi": vedi come esempio i "delitti in famiglia" ecc. - ma possono avviarsi verso una soglia "collettiva" in cui processi nefasti si dispiegano verso circoli viziosi sempre più efficacemente
    Physical Control of the Mind Delgado Index
    Da segnalazioni come queste un interlocutore aveva - erroneamente! - dedotto che una volontà specificamente "malvagia" operasse con precisi propositi dietro le quinte per ottenere nel futuro generazionale un simile risultato. PURTROPPO invece per lo più NON si tratta di azioni programmate, che come tali potrebbero meglio venir combattute apertamente: i comportamenti degli adulti nei confronti dei bambini rispecchiano una NORMALE curva di Gauss con agli estremi qui i "buonissimi" - e i loro Maestri - e là i "cattivissimi" e i loro istigatori; mentre - e qui ripeto "purtroppo" - al centro si raggruppa una massa generalizzata e passiva di inetti, di superstiziosi, di adulti non-sviluppati, di infanzie malvissute o non vissute e/o rimosse.

    Il problema del TEMPO: del "prima e del dopo" e dello scorrere delle generazioni

    Scopo peculiare del sito e di tutta l'impostazione di questi studi è la disamina di quanto il succedersi degli sviluppi e delle generazioni si integri e/o si danneggi a vicenda: di quanto i "bambini di ieri", conoscano ancora e si valgano di questo loro concretarsi nel tempo e di quanto questi attuali più o meno responsabili e/o ben o mal disposti "adulti dell'oggi" utilizzino o rinneghino il loro passato. Fondamentale è quindi la funzione della MEMORIA, non solo per collegare insieme le personali fasi di sviluppo, ma anche per permettere una vera comunicazione tra le generazioni: ecco il significato di richiamo intuitivo proposto.

    Martedì sera ho visto i miei genitori, li ho visti come sono e ho fatto attenzione anche al mio comportamento e tornando a casa mi sono detto che forse è giunta l'ora di seppellire l'ascia di guerra. Mi hanno fatto tenerezza e credo che una cosa su tutte sia vera: c'è una grande distanza tra me e loro, sembra che anche loro non capiscano il perché come in fondo non lo capisco io, ma è un dato di fatto. Distanza non perché io mi senta superiore o meglio ma una incomprensione che non si è mai risolta ed è come se io fino ad oggi pretendessi ancora da loro qualcosa. Non mi ero accorto che sono invecchiati che sono diversi dai genitori di trent'anni fa e che forse in me qualcosa si è fermato e mentre il tempo passava e le cose e le persone intorno a me cambiavano io ero ancora fermo in attesa di quel qualcosa. Mi sento nella posizione di poter fare un gesto di benevolenza nei loro confronti perché il loro, è stato forse l'unico modo concepibile di essere genitori, a me, a conti fatti non è bastato, ma una presa di coscienza a questo punto credo sia inevitabile, prima di tutto per me stesso. E' un boccone amarissimo da ingoiare, ma forse dopo starò meglio. Quello che si diceva del tempo... Vederli come due esseri distaccati da tutto il resto, come se anche loro non avessero un prima e un dopo me li ha resi due non-persone due simboli. Non so bene dove e a che punto il meccanismo si sia inceppato o forse dove ho smesso di evolvermi o come c'era scritto sul suo libro a che punto è iniziato l'imbroglio, ma credo che in fondo i miei genitori siano solo un pezzetto della storia e sapere che c'è stato un prima in cui anche loro sono stati figli e bambini e che c'è stato un dopo e ci sarà un dopo, dopo di me, rende il tutto più sensato e più fluido, meno statico. Forse è quello che conta veramente.



    L'infanzia non esiste. Esiste lo sviluppo e lo sviluppo è cambiamento liberatorio

    Je demande pardon aux enfants d'avoir dédié ce livre à une grande personne. J'ai une excuse sérieuse : cette grande personne est le meilleur ami que j'aie au monde. J'ai une autre excuse : cette grande personne peut tout comprendre, même les livres pour enfants. J'ai une troisième excuse : cette grande personne habite la France où elle a faim et froid. Elle a bien besoin d'être consolée. Si toutes ces excuses ne suffisent pas, je veux bien dédier ce livre à l'enfant qu'a été autrefois cette grande personne. Toutes les grandes personnes ont d'abord été des enfants.



    Dedica originale del famoso libro Il piccolo Principe

    1943: Saint-Exupéry a dédie la première édition de son Petit Prince en ces termes:

    A' Léon Werth:
    Je corrige donc ma dédicace :


    Riassunto e conclusione: i punti chiave degli scopi e dello stile e forma di questo lavoro.


    Sviluppo' non è 'imbroglio ...
    Nel Dizionario dei Sinonimi e contrari di Niccolò Tommaseo non si trova il termine 'Sviluppo' come tale ma lo si rintraccia solo nel lemma 2327 come  contrario di Imbroglio.

    Lemma 2327: SVOLGERE, SVILUPPARE: Si svolgono le cose volte o rinvolte, si svolgono i germi della vita; si sviluppano le inviluppate. Là dove non è inviluppo o viluppo, ivi sviluppare non ha luogo proprio. Lo sviluppare è meno facile dello svolgere...
    Nel viluppo c'entra spesso mala intenzione; l'imbroglio può essere effetto pur di poca accortezza, di mente disordinata.
    Imbroglio significa non solo disordine ma confusione, ciò che imbroglia fa più che imbarazzare, non solo rallenta le operazioni ma le difficoltà, o mescola le cose in modo da non ne trovare il bandolo di leggieri... Tutto ciò che ha vista di cosa involuta o sospetta, o comechessia non piacevole si suole chiamare imbroglio ...
    Imbroglio da ultimo vale: frode tramata per ingannare o danneggiare altrui... .


    La concezione psicosomatica unitaria rimanda alle origini stesse della medicina, richiamando il mito di
    Ἀσκληπιός, istruito e allevato dal centauro Χείρων: e il centauro è un essere metà bestia e metà uomo, cioè corpo e mente riuniti.

    Ma metà bestia e metà uomo era anche il Μινώταυρος; quando si gioca con i miti bisogna fare attenzione a scegliere quello giusto.


    Prima di tutto è da chiarire un concetto usato in modo traslato e metaforico, e spesso mistificato: la sublimazione. In chimica-fisica - e già molto prima: nell'alchimia - si parla di sublimazione reversibile di passaggio: sublimano le sostanze che semplicemente passano dallo stato solido a quello gassoso (e viceversa!) secondo un equilibrio ben definibile al variare dei parametri di pressione, temperatura, volume.
    E il concetto psicodinamico non è sostanzialmente diverso: le variazioni ritmo biochimico del corpo si traducono - andando dal concreto verso il più "astratto" - in BISOGNI, in stimoli, in ISTINTI, ma anche in stati d'animo, in modi di pensare da cui in comportamenti ed azioni in catena senza né soluzioni di continuità né salti di qualità che va dalla vita del corpo vegetativo fino al gioco e persino alla scienza ed all'arte. E questa catena, come i corpi chimici, può
    1. sia espandersi verso spazi sempre più vasti che così riceveranno l'impronta del soggetto (dal semplice "gioco" fino alle "creazioni" dell'arte),
    2. sia restringersi, comprimersi sempre più: fino ad esempio i casi-limite molto più diffusi di quanto non sembri in cui le mancanze si riducono a non venir neppure più percepite come bisogni: il troppo affamato non "sa" neppur più di "avere fame".

    E qui si raggiunge un punto chiave riguardante la FORMA di quanto presentato nel sito: i vocaboli o proposizioni sottolineati e di colore azzurro rimandano a link attivi in rete, costituendosi in dinamiche e aggiornate BIBLIOGRAFIA e INDICE ANALITICO di libri che sono SUBORDINATI ad un sito Web a cui far riferimento per cui - in subordine al dinamico sito - anche testi stampati p avvalersene momento per momento analogamente ai percorsi dei cerchi concentrici in entrata e in uscita dello schema.
    schema delle subllimazioni

    Fanno male i sentimenti che rimangono dentro a marcire, i pensieri incistati e senza voce...

    ...verbalizzando si concettualizza e concettualizzando si appropia l'esperienza sul piano intellettuale. E, scrivendo, si precisano nel tempo i percorsi

    Il significato reale di uno strumento come la parola consiste infatti - o almeno dovrebbe consistere (?!?) - nel trasformare cose, fatti, situazioni di qualsiasi genere - comprese le emozioni stesse - da concreti inconsapevoli in astratti condivisibili; per rendere anche le imprecise, "pesanti" concretezze delle variazioni biochimiche e biofisiche corporee in immateriali ma agevoli percorsi di espressionee di reciprocità: trasformando non solo le interiori fugaci sensazioni in interscambiabili messaggi chimici o fisici come i feromoni o segnali elettromagnetici, ma anche concretamente puntualizzabili e memorizzabili: conservabili persino in tempi indefiniti se trasformate in scrittura. Scopo della parola, scopo effettivo anche se spesso disatteso non è pertanto soltanto quello di dare il nome a cose concrete ma anche di permettere alle sensazioni, emozioni, stati d'animo di riconoscersi in vissuti esperienziali e di esprimersi con il loro vero completo contenuto.
    Abbinare ogni dato al suo esatto nome può cioe trasformare gradualmente ogni condizione inconsapevole in vissuta accettabile e condivisibile esperienza e così - partendo paradossalmente da questa nuova base astratta -
    restituire alle volatili sensazioni una rinnovata precisabile concretezza.
    Ma come in un linguaggio parlato privo dell'accompagnamento di emozioni espresse a sottolinearne il contenuto, la difficoltà nei mezzi grafici di proporne le variazioni fa perdere grandi quantità di informazione: questo è il significato VOLUTO dell'introduzione nel testo di immagini, di differenti caratteri grafici in differenti colori e della grande abbondanza di rimandi; mentre, per restituire anche allo scritto la varietà delle tonalità emotive in visibile movimento, sono considerate necessarie le ripetizioni di aforismi e illustrazioni e di interi paragrafi in differenti contesti.


    Introduzione esplicativa al libro e ai sottotitoli di copertina

    Nell'indice del sito Web e del libro enciclopedico che lo rispecchia Bambini di IERI = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di DOMANI si trova nella Prima Parte: origini culturali il file/capitolo Quando la cartella clinica è terapeutica... Dare ai ricordi una specie di seconda vita? accomunato a Cosa ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della libertà: entrambi di parallela impostazione autobiografica e inizialmente redatti allo scopo di venir presentati in differenti presentazioni pubbliche - una conferenza Storico-politica in un Convegno tenutosi all'Università di Cassino nel novembre 2001 e un articolo pubblicato nella rubrica Spazio a chi scrive del numero di novembre 2004 della Rivista Torino Medica completati da un'auto-presentazione nell'occasione dei cinquant'anni di professione degli scritti e dei presupposti metodologici dell'autore in un file esso pure derivato da un'altra presentazione pubblica dedicato alla Medicina su base autobiografica: la Presentazione per i cinquant'anni di professione - in rete nel sito ma inseritovi in tempi successivi alla pubblicazione del libro Bambini di IERI = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di DOMANI.
    Sono scritti eterogenei per occasione, sede, contenuti e motivazioni, ma connessi come intenti da un omogeneo filo conduttore di fondo che induce a ripresentarli ora parzialmente fusi insieme in un nuovo volume di aggiornamento, tralasciandone in questa nuova versione le parti troppo personali e valorizzandone invece le parti più dedicate alla Medicina stessa. Ma in questo modo ne sarebbe derivato un file/capitolo troppo composito e denso tanto più che l'aggiunta di contenuti essenziali prima sottintesi e di paragrafi esplicativi completamente nuovi rende necessari fondamentali rimaneggiamenti non rispecchiati nel file in rete, pur comunque nel frattempo a sua volta molto ampliato: nell'intento di presentare tutto questo in un volume destinato però ad un'altra tipologia di lettori il testo di quanto già pubblicato in rete vi si sdoppia in due distinti capitoli: più teorico e propositivo  ?, molto più diffuso e documentante Medicina: scienza applicata e multidisciplinare. Emozioni, istinti, ricordi, contraddizioni, in una nuova sede meno personalistica che contribuisce a precisare meglio i concetti e le conoscenze multidisciplinari che sottendono ad ogni pratica veramente professionale, e a discutere obiettivamente le ambiguità riguardanti quanto spiegato nella parte di titolo Emozioni e istinti. Per completare in modo più ampio e diversificato questo file/capitolo - alcuni paragrafi "scientifici" vi sono stati immessi traendoli dal capitolo iniziale e basilare Consapevolezza e memoria file/capitolo omonimo del sito Web e del libro enciclopedico di cui è il costituente base della Parte quarta. Emozioni, memoria -> saggezza: il tempo ritrovato. E' questo il capitolo che dà il titolo principale al presente volume, ma già in copertina compare il titolo attuale e più dettagliato del secondo capitolo - Quando la cartella clinica è terapeutica... Dare ai ricordi una specie di seconda vita? - per ricollegarvisi con una continuazione logica tramite il tema dell'importanza basilare del tempo da  ritrovare. E così pure, posto già nel titolo, anche il termine "ricordi" rimanda alla funzione di ri-attivazione del passato: in questo volume delineata a tutto campo e discussa da più punti di vista anche polemici e contraddittori. Corredato da altri dati e citazioni scientifici e oggettivi provenienti da file/capitoli di un altro sito il capitolo esplicativo - il quarto - acquisisce ulteriore validità se confrontato con il successivo quinto capitolo - Testimonianze di esperimenti medici e ostetrici e con il sesto Un brutto sogno: una bambina e un'incubatrice.e altre esperienze precocissime.
    Come viene ampiamente affermato nel paragrafo d'inizio di questo file introduttivo al sito e a ciascuno dei "libretti tematici" che ne costituiscono gli attuali aggiornamenti, e per concludere questa introduzione esplicativa, ogni singolo capitolo e persin sotto-capitolo può venir consultato come lemma separabile di una Enciclopedia tematica - differenziata nei contenuti e fonti ma sostanzialmente omogenea quanto a intenti e derivazioni culturali: ogni file/capitolo può infatti venir letto separatamente da chi preferisce prenderne in considerazione l'argomento dall'uno o dall'altro punto di vista. Va quindi però anche ricordato e enfatizzato che molti dati e citazioni, spiegazioni e riferimenti, volutamente ripetuti del tutto identici sparsi qua e là tali e quali, se posti in vari contesti di riferimento ricevono significati e convogliano messaggi ben differenti all'interno di un contesto o accanto a un particolare argomento piuttosto che un altro: di volta in volta per convalidare o per mettere meglio in discussione i contenuti, per completare e rafforzare il "messaggio" trasmesso in quel dato contesto.
     

    Se l'esperiena non è un'illusione, allora ogni teoria che sostiene il contrario deve essere sbagliata!

    afferma R. Laing - in fondo come punto culminante dell'importante testo The voice of experience - nella traduzione italiana - Nascita dell'esperienza, R. D. Laing [1982]. The Voice of Experience - Experience, Science and Psychiatry. Penguin Books.

    Copertina Tempo Medico  200

    Incerto quale direzione prendere invocai smarrito la mia

    antica guida spirituale
    -----------------------------
    Il benemerito Claude Bernard mi apparve e
    mi indicò la via più sicura

    (vedi Tempo Medico del n. 200 marzo 1982)

    ... un insieme di riflessioni che hanno portato alla formulazione della terminologia La complessità in medicina, tema del Convegno pubblicato su Tempo Medico, n. 781 anno XLVI n. 8 24 giugno 2004. ___________________________________________________

    Premesse: alla ricerca della NORMALITA'

    1. SVILUPPI NORMALI
    e
    MEMORIA come campi di studio e ricerca sono oggetti dinamici e privilegiati di una SCIENZA - la MEDICINA - applicata e multidisciplinare non avulsa dalla CONCRETEZZA. Pur se spazia su di un campo particolare e non troppo sofisticato del sapere scientifico, offre però nella sua PRATICA concreta un mezzo "quadridimensionale" per un continuativo e multidisciplinare - e anche teorico e "filosofico" - IMPARARE.
    2. Ma quanto QUADRIDIMENSIONALE? Al di là di ogni evento casualmente attraversato, di ogni momento di ogni singola precisa esistenza esiste per ogni essere vivente - e in ben maggior misura per l'essere umano - un'uniforme prolungata e potente base portante che dovrebbe s-rotolarsi dai fisiologici - attuati o disturbati - cambiamenti in differenziazione, attraverso
    mutamenti individuali - se visti dalla parte di chi si sta sviluppando - e differenziazioni sociologiche e ergonomiche nelle età successive, a costituire presupposti fondanti del ben-essere non solo "mentale".
    3. Ne è alla base incontrovertibile un contesto infantile ORIGINARIO che prosegue in un discorso
    unitario e circolare di INIZI, di passaggi successivi, di fasi di sviluppo: passato, presente e futuro, "organizzatori" e relativi "coni di espansione" si integrano e interagiscono a vicenda a formare un tessuto più o meno resistente e compatto o ingarbugliato e lacunoso, più o meno preposto a evoluzioni o al contrario inceppato in imbrogli. Come indirettamente sottolineato dal Dizionario dei Sinonimi e Contrari
    del
    Tommaseo in cui la parola "sviluppo" si raggiunge solo dal suo contrario nel lemma "imbroglio".
    4. Il punto-chiave qui presentato si vale come base assoluta di una sistematizzazione DESCRITTIVA - non certo prescrittiva! - di quanto corrisponde, o almeno si avvicina a corrispondere, ad una piena NORMALITA' completando con dati più generali quel tipo di disciplina teorica che negli studi di medicina generale si chiama FISIOLOGIA, consecutiva nei suoi dinamici preordinati DIVENIRE alla basilare ANATOMIA per descrivere eventi distribuiti nel tempo che dovrebbero indirizzarsi - momento per momento - verso le vie sane e evolutive dell'esistenza vitale.
    5. Ma ognuna di queste vie può stravolgersi nell'incontrare situazioni sfavorevoli dando origine a situazioni di disagio fino alla conclamata malattia : la disamina di vie sfavorite si sistematizza come disciplina nella  PATOLOGIA, terzo basilare presupposto della Medicina teorica e propedeutica.
    6. Questi punti teorici - fondamentali di base o suddivisi nelle varie branche, generali e "speciali" - formano tutti insieme la Medicina come corpo unitario di studi destinato però comunque ad un'applicazione pratica e PROFESSIONALE: in parte come necessarie basi soltanto teoriche, in parte come proposte utili per differenziare conoscenze e prestazioni.
    7. L'insieme di dottrine e ricerche, istituzionalmente chiamato in ogni lingua PATOLOGIA GENERALE, studia gli svariati fattori che stanno oltre il singolo paziente in tutto il sistema variegato e composito delle CAUSE, concause, situazioni, interazioni, "costellazioni".
    8. In gergo tecnico lo studio delle cause si chiama eziologia e lo studio dei loro meccanismi d'azione si chiama patogenesi: sia questa che quella sono veri potenti strumenti scientifici e pratici multi-disciplinari, ma la loro stessa vastità e multi-fattorialità può costituirsi in una serie di trabocchetti quando siano arbitrariamente iper-semplificate nella loro essenza e nel dinamismo delle loro evoluzioni.
    9. In sequenza con gli equilibri dinamici e precari della Fisiologia, le disarmonie apportate alla omeostasi ben raramente derivano infatti da cause isolate e statiche che incidano in modo determinate e univoco sulla "salute" nel loro modificare il normale svolgersi dei fenomeni vitali: nell'inter-agire fra questi e quelle ben più frequenti sono i raggruppamenti - "costellazioni" - di cause e concause e le loro varie e interrelate - potenziantesi o annullantesi a vicenda - possibilità d'azione.
    10. E non solo considerandone le varie modalità e non solo nella prospettiva di un'ipotetica, assoluta SALUTE: la salute non è un concetto statico ma è un momento sempre in bilico su quei continui s-qulibri dinamici che definiscono la VITA in contrapposto alla MORTE
    11. "Normalità" come obbiettivo si indirizza sia alla "conservazione" della salute sia al suo "ristabilimento": l'interessamento per la vita NORMALE nelle situazioni NORMALI, il seguire lo svolgersi NORMALE delle situazioni nei loro SVILUPPI non significa infatti perder di vista tutte le cause e concause concrete delle PATOLOGIE.
    12. Statiche conoscenze seppur ben accertate ridiventano fallaci pregiudizi se non  completate passo per passo da una dinamica accettazione che accerti in modo lungimirante quanto l'assurdo secondo le nostre teorie non sia sempre impossibile; mentre i risultati dell'applicabilità pratica finiscono con il far risultare tanto più significative - e OPERATIVE - conoscenze raggiunte percorrendo senza preconcetti o timidezze territori altrimenti in precedenza sconosciuti o evitati.
    13. Anche soltanto nel presente immediato ogni esistenza si esprime attraverso moltissime vie in co-relazioni varie e continue con l'ambiente sia globalmente esterno che globalmente interno: in un flusso unitario e globale - psichico e somatico - espanso su quattro grandi dimensioni delle quali, oltre a quelle dello spazio, l'accumularsi del TEMPO ne è parte essenziale.
    14. Come del resto per tutte le altre "patologie speciali" e cliniche tanto più questo assunto vale per la PSICHIATRIA che per definizione non dovrebbe occuparsi di semplici sintomi ma rigorosamente collocarli in una visione più ampia in cui la conoscenza anche del PASSATO chiarisca meglio il presente e le prospettive di terapia.
    15. ανάμνηση = ricordo, διάγνωση = conoscenza, πρόγνωση = previsione...: già come scriveva Ippocrate,
    Come l'ampio compito assegnato alla medicina richiedesse un metodo di indagine altrettanto aperto, ritenendo che solo una considerazione globale di tutto il contesto di vita del malato potesse permettere di comprendere e sconfiggere la malattia, le cui varie manifestazioni sarebbero altrimenti destinate a rimanere enigmatiche. (Corpus Hippocraticum)
    15. Tale esame complessivo deve estendersi anche al passato (anamnhsis, ricordo) per poter individuare il male (diagnosis, conoscenza) e ipotizzarne ragionevolmente il decorso (prognosis, previsione)il che implica un discernimento, esercitato applicando una definizione empirica di "causalità", e - testualmente: Bisogna in realtà che si ritengano cause di ciascuna [malattia] quelle cose presenti le quali è necessario che sorga in un certo modo, e cambiate in un'altra mescolanza è necessario che cessi. (Sull'antica medicina)
    La medicina da gran tempo ormai dispone di tutto, e sono stati trovati il principio e la via grazie ai quali in lungo tempo sono state fatte molte e notevoli scoperte, e il resto nel futuro sarà scoperto se qualcuno, in grado di farlo e a conoscenza di quanto già è stato scoperto, cercherà prendendo le mosse da queste.
    (Sull'antica medicina)

    16. Non soltanto metodo pratico di "cura", e ben più di una sotto-specialità, la MEDICINA PSICO-SOMATICA, rappresenta un allargamento della Fisio-patologia generale prospettando un'ulteriore miriade di fattori che sottendono ogni istante dell'esistenza di conseguenza in conseguenza accompagna anche curati e curanti verso più espansi aggiornamenti del SAPERE generale.
    17. Il termine PSICOSOMATICA comunque non restringe il campo ad una specializzazione di Patologia Speciale: contiene e non è contenuta nella PSICHIATRIA specialità attinente alle funzioni dell'emotività e della ragione, per provvedere a quanto attiene a infermità, disagi e "disturbi" psicologici e mentali.
    18. In un'ottica di interscambi con le discipline teoriche e propedeutiche ogni campo della Medicina in azione, ogni CLINICA al letto del paziente può e dovrebbe comunque legarsi all'attività scientifica generale di RICERCA delle cause, dei meccanismi e degli effetti.
    19. Però dall'approccio al singolo "paziente" e dalla ricerca scientifica la medicina psicosomatica evolve nel campo della CULTURA GENERALE: oltrepassa la Medicina, verso molti campi delle discipline "umanistiche".
    20. D'altra parte se nelle discipline mediche esiste la fisiologia, che considera astrattamente l'individuo singolo, ed esiste, collettiva, l'epidemiologia, entrambe fanno anche parte in fondo di altre discipline - sociologia, antropologia e STORIA - che esplorano su vasta scala e su tempi epocali la pluralità di sistemi entro cui e verso cui si dipana l'esistenza collettiva degli "individui singoli": sia in sé, sia nel loro trascorrere nei tempi - rigorosamente al plurale - e nell'andamento delle GENERAZIONI e delle diverse organizzazioni socio-politiche e ambientali, intrecciate in intersecate variazioni.
    21. Comunque non solo la Medicina ma anche sociologia, antropologia e persino Storia come possono venir considerate nella loro normalità "fisiologica", debbono pure occuparsi di "patologie" relative al loro campo di osservazione: le popolazioni nel loro insieme - di cui ovviamente anche i medici fanno parte - nel presente e nell'evolversi degli avvenimenti e delle conoscenze.
    22. Concettualizzare in astratto argomenti che riguardino in qualsiasi modo "accadimenti" o "attività" di cui o in cui fanno parte ESSERI UMANI nella loro autenticità di esseri viventi non ha però senso operativo se impostato soltanto su di un singolo punto di vista: quindi studiare Medicina diviene davvero razionale e funzionale se si considerano medici e pazienti, ENTRAMBI come protagonisti anzi come partecipi in modo intrinseco e evolutivo dell'insieme variegato e dinamico formato da chiunque - genitori, figli, professionisti e cittadini, "potenti" e "sudditi" ecc. - ciascuno considerato non astrattamente nella sua definizione statica di "ruolo" ma come portatore attivo in quella data circostanza di un compito relativo alla comunanza con gli "altri".
    23. Inoltre la regolarità fondante della genetica individuale si ritrova sistemata in un'altra enorme esprimibile dotazione: la MEMORIA, che in reconditi spazi inespressi, in una grandiosa personale "SCATOLA NERA" contiene anche una specie di "memoria biologica" da cui può emergere non solo quanto è concretamente accaduto, ma quanto sarebbe stato previsto come percorso prefissato: una "memoria genetica" in cui non solo è depositato e ritrovabile tutto il passato attuato, ma anche in modo preordinato quello mancato pur se geneticamente predisposto.

    Sviluppi e personali e generazionali

    Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani
    Infanzia: un mestiere difficilissimo

    Genitori non si nasce ma si diventa
    Ciascuno di noi è stato BAMBINO, ma lo ha già dimenticato.


    La determinazione è un processo progressivo che agisce durante lo sviluppo embrionale e porta le cellule dell’embrione a seguire una via differenziativa irreversibile da un certo stadio di sviluppo in poi.

    Esiste la fisiologia dell'immediato, ma esiste pure e non solo in embriologia la - vincolante - fisiologia dello sviluppo con i suoi organizzatori: per ogni essere vivente una prefissata prolungata e potente base portante si s-rotola da - attuati o disturbati - cambiamenti in differenziazione - individuali se visti dalla parte di chi si sta sviluppando, a seguire sociologici e ergonomici nelle età successive: in tutti gli esseri viventi - animali e vegetali - la preparazione e la complicata rete di collegamenti del momento e del passato ha per Natura una spinta intrinseca verso gli imprevedibili, molteplici spazi di un incognito futuro. A prima vista gli inizi e le basi di questi sviluppi potrebbero apparire argomenti piccini, insignificanti, estremamente privati, dominati da protagonisti adulti prettamente femminili, ma occuparsi delle "complicazioni" esistenziali relative a bambini ed alla vita domestica non riguarda affatto solo situazioni insignificanti e private: addirittura raggiunge le vere RADICI e il vero TERRENO da cui l'esistenza nel suo espandersi trarrà o la necessaria proficua linfa o continuerà nel tempo ad assorbirne i veleni. Se difformi possono esser stati gli inizi soggettivi, con molta probabilità danneggiate saranno le continuazioni oggettive e relazionali - di percezione, di espressione e di ascolto - da cui si espanderanno circoli viziosi di divergenze, foriere a loro volta di subentranti cause di plurimi disagi non solo interpersonali, di azioni e reazioni improvvide con subentranti errori di valutazione e in-comunicanti, auto-referenziali contrapposizioni e successive valanghe di subentranti errori.
    Solenni citazioni con-cludono il cerchio e suggeriscono nuovi spunti di osservazione riguardo ai concetti di base che fanno da presentazione a questo capitolo:

    Svolgere, Sviluppare...
    Si svolgono le cose volte o rinvolte, si svolgono i germi della vita; si sviluppano le inviluppate.Là dove non vi è inviluppo o viluppo, ivi sviluppare non ha luogo proprio...
    Tutto ciò che ha vista di cosa involuta o sospetta , o comechessia non piacevole si suole chiamare imbroglio...
    Imbroglio da ultimo vale: frode tramata per ingannare o danneggiare altrui... ( Dizionario dei Sinonimi e Contrari del Tommaseo)


    ... il paradiso della giovinezza, così presto perduto, fu un primo tentativo di liberarmi dalle catene del "puramente personale", da un'esistenza dominata solo dai desideri, dalle speranze, dai sentimenti primitivi... Fuori c'era questo enorme mondo, che esiste indipendentemente da noi, e che ci sta di fronte come un grande, eterno enigma, accessibile solo parzialmente alla nostra osservazione e al nostro pensiero.
    La contemplazione di questo mondo mi attirò come una liberazione... Einstein

    Pur senza considerare il grande enigma indipendente da noi degli immensi spazi cosmici a cui allude Einstein, ma semplicemente accontentandosi degli "spazi umani", un variegato approccio deve guidare i contenuti teorici in un modo che dovrebbe risultare peculiare anche della medicina pratica in quanto il microcosmo di ogni esistenza evolve o ristagna anche nella responsabilità inerente a qualunque "ruolo".
    L' ALBERO può venir proposto come una visualizzabile, più facile in qunto statica, convincente metafora per semplificare i fattori che sottendono ad ogni - anche umana - vivente esistenza.

    locandina Congresso Antropologia Firenze
    1. Individualità: in un - favorevole o difficile - TERRENO le RADICI possono allargarsi e nutrirsi perché poi possa dal suolo affiorare la pianta. 
    2. Sviluppo: con le sue regolarità e concreta solidità il TRONCO progredisce a cerchi concentrici.
    3. Evoluzione: quasi infinite invece sono le differenziazioni ed espansioni: RAMI, FOGLIE, FIORI, FRUTTI, SEMENTI....)



    albero
    L'albero per raggiungere la propria compiutezza deve cioè potersi radicare su di un ben definito "terreno", ma -  come ogni essere vivente - nelle sequenze stagionali ed occasionali deve trovarsi circondato da un non troppo sfavorevole "ambiente" nutritivo e climatico. L'animale, e tanto più l'essere umano, però non solo "cresce" in grandezza e neppure in regolari cerchi concentrici: l'animale evoluto si "sviluppa", fenomeno questo molto più "com-plicato" che richiede di venir assecondato seguendo ben definite fasi, attraverso predisposte vie e modi di cambiamento in sequenze biologicamente determinate. L'albero è una comoda iconografia, ma riferendosi alle umane esistenze e ad ogni umana attività, tanti più fattori cioè vanno considerati; ogni elemento della società umana non è certo monolitico come un albero nè nello spazio nè tanto meno nel tempo: vi si inoltra secondo un ritmo di sviluppifisiologici (al plurale) modulati sia nelle fasi sia nelle modalità, al di là dei molti cambiamenti episodici che ogni vera - vitale - esistenza attraversa.
    Seguendo o superando l'infinità di coefficienti che caratterizzano ogni momento - personale, ambientale, storico e generazionale - e i vari raggruppamenti locali e sociologici nella loro inesauribile e effimera pluralità di usi e costumi di appartenenza, tutto si avvia verso indirette conseguenze operative ove insistiti parametri di presente e passato indicano percorsi attuabili verso potenziali svolte future; mentre su di un piano più generale tutto si indirizza in modo anche soltanto implicito verso fondamentali concetti invece programmatici che, proprio partendo dal basilare super-privato "bambinesco e familistico", si trasformano in un'impostazione POLITICA e pertanto "fattuale".

    Cosa ho in comune io con gli schiavi?
    Considerate imparzialmente e senza acredine preconcetta le patologie e le - autentiche, non solo "rivendicate" - sofferenze, un medico qualcosa può "averne a che fare":
    la possibilità di raggiungerli e di favorirne la liberazione.


    Lo sforzo di attuazione "futura" di progetti se non di utopie compete a posizioni pedagogiche e politiche miranti alla costruzione di un FUTURO creduto quanto migliore possibile; ma, rispetto a quella "ottimistica" dei "pedagoghi" e degli amministratori, la posizione dialettica "da medico" dovrebbe essere cautamente pessimistica coerente con un'esperienza professionale - vedi Presentazione professionale - per definizione destinata all'imbattersi in situazioni "non normali" se non in mali più o meno gravi da cercar di ovviare. L'esercizio della medicina può cercare anche di individuare - piuttosto arbitrariamente - quelle millanterie che vengono propugnate come prognosi nel futuro, ma un medico che per preparazione dovrebbe esser cauto e doverosamente scettico e comunque non un indovino si trova quotidianamente più che altro a "riparare danni" in atto o conseguenze irrisolte di danni pregressi, per ovviarvi con impostazioni successive di cura ad essi correlate. (Vedi il file - e capitolo 1 del libro Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani - Cosa ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della libertà).
    In altri termini: per definizione OTTIMISTI pedagogisti e politici dovrebbero improntare la loro opera alla costruzione di un FUTURO quanto migliore ritengono possibile e convalidarne le impostazioni ogniqualvolta ritrovano nel PRESENTE segnali dell'avverarsi degli indirizzi da loro propugnati. Invece un medico tanto più se anche "teorico" deve considerare imparzialmente i vari fattori in gioco e, nel trascorrere dei tempi, seguire con obiettività l'attuarsi - sperato, inaspettato, sconcertante o deprecato - delle svariate vie magari svoltanti verso direzioni opposte. Entrambe le posizioni possono convergere utilmente su proposte efficaci, ma nel corso della propria esistenza troppe volte il PESSIMISTA si accorge di come prospettive "buone" svaniscano in impensabili attuazioni nulle o perverse: un esempio semplice ma emblematico mostra una di queste stravaganti giravolte che subentrano a raggiera le une alle altre, in parallelo discorde con gli abissali cambiamenti del pubblico modo di vivere portati dal diffondersi ubiquitario e facile di epocali tecnologie avanzatissime.

    Gli orecchini della zia
    Nella pagina iniziale del PRIMO NUMERO del Giornale dei Genitori - n.1 maggio 1958 - l'articolo I pensieri di una giovane mamma: Gli orecchini della zia trionfalisticamente esprimeva quello che - allora! - poteva venir considerato come l'avvio di un gran salto di civiltà: il rifiuto di sottoporre bambine se non neonate al "rito" dell'inserzione cruenta di orecchini.

    Ma se - allora - la mamma della neonata rifiutava la "barbarie" del regalo alla sua bambina di "cruenti orecchini", invece ora ci si deve chiedere:
    Quanti piercing - e quanti tatuaggi - e in quante regioni del corpo si sarà fatta mettere - e dipingere - la, ora cinquantenne, "Mirellina" dell'articolo?

    Commenti. link e conclusioni

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    Raggruppati per singoli agomenti, aggiornati e completati, i capitoli ormai superati del libro Bambini di IERI= Adulti di oggi. Adulti di oggi -> Adulti di DOMANI sono presenti in volumi separati a cominciare da Infanzia:un mestiere difficilissimo in cui il file Considerazioni e conclusioni / To complete and to outline come V capitolo offre una sintesi organica e riassuntiva di tutti i problemi in discussione. Tutti i nuovi volumi possono esser acquistati come veri "libri", ma i relativi pdf possono senza limitazioni venir SCARICATI e stampati a proprie spese dall'utente, ma a due condizioni:
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