Presupposti
- La
vita
è breve, l'arte lunga.
l'esperienza ingannevole, il giudizio difficile... (Ippocrate)
- Un
fatto smentisce cento teorie, cento teorie non smentiscono un
fatto... (Popper)
- Chi
è colto si adoperi per
dissipare ogni tipo di tenebra, e render così palese l'occulto,
far consapevole
e chiaro il
taciuto e furtivo.
- In sanscrito
la parola GURU
significa GU=oscurità o ignoranza
e RU=luce (Upanishad)
- Discepolo
è "colui che sta imparando" e mette alla prova la propria istruzione
tramite
una disciplina
=
"modo e regola dell'insegnare", anzi è chi accetta la
"disciplina" come tramite per
correggere i PROPRI errori
- "Scientia potentia est", "Knowledge
is power" = la "conoscenza
è/dà Potere" (?)
- "Seguace = accolito
o proselito"
= è chi si
appropria di qualcosa che appartiene a qualcun altro, è
chi usa
il suo
"proselitismo" per impadronirsi
di qualcosa che non gli è proprio.
- "Scientia potentia est": ma che Prezzo
ha un Potere di
"seconda mano"?
- E’
l’estrema
disponibilità di persone adulte a seguire fino
all’estremo
l’ordine di un’autorità, quella che rappresenta la principale
scoperta
di questo studio. (Milgram)
- il
sonno della ragione produce mostri...
Come
riepilogo dei
concetti generali di tutto questo lavoro e non solo di questo
file/capitolo giunge molto opportuna la
possibilità di commentare
una considerazione
mossa a proposito dei metodi nefasti di
allevamento e
delle loro conseguenze anche nel corso delle generazioni future.
Da
segnalazioni come
quelle contenute nei file/capitoli Imbroglio è
il
contrario di sviluppo, Delgado
& Skinner
ecc. un interlocutore aveva - erroneamente! - dedotto che una
volontà
specificamente "malvagia" operasse con precisi propositi dietro le
quinte per ottenere nel futuro generazionale un simile risultato. PURTROPPO
invece per
lo più NON si tratta di azioni programmate, che
come tali potrebbero meg
Quanto qui citato è stato
scritto
il 21 marzo 2009 (da notare: non è altro che la CONTINUAZIONE -
graduale e coerente - di quanto scritto nel paragrafo testimonianza
ITALIANA del 27
agosto 2005 presente
con altre testimonianze ancor
più crude nell'intero file ESPERIMENTI SU BAMBINE/I
Riflettevo
sulla domanda: sono
intelligente?
La
domanda giusta, in realtà, avrebbe dovuto essere questa:
Chi
vede
adesso? Mi vede? Mi riconosce?
Sono IO.
L'
intelligenza è per me, non una personalità, ma qualcosa
che mi appartiene da sempre, come un pensiero personale, un' opinione,
un disegno, un ricordo che per anni sono stati sepolti da altro e altro
ancora. Adesso quel
modo di
sentire e vedere la realtà è di nuovo con me,
pulito, rispolverato: è vivo, lucido, pressante, pulsa... Rivedo
le distanze, risento le persone, riguardo gli spazi ampi, rivedo le
possibilità e tutto
ciò mi era mancato...e tanto!!! Il pensiero
libero...la fantasia... tutte cose che posso ripermettermi di
FARE!!! E
disfare a mio piacimento. Non si smette mai di
imparare,
ne di ripassare.
Ho
scoperto
che anche il ripasso
è fondamentale. In fondo,
quando ricordiamo, ripassiamo, ripercorriamo, ritorniamo.
|
lio venir combattute
apertamente: i
comportamenti degli adulti nei confronti dei bambini rispecchiano una
NORMALE curva
di Gauss
con agli estremi qui
i "buonissimi" - e i loro
Maestri - e
là i "cattivissimi" e i
loro istigatori; mentre - e qui ripeto
"purtroppo" -
al centro si raggruppa una massa generalizzata e passiva di inetti, di superstiziosi, di adulti
non-sviluppati,
di infanzie
malvissute
o non
vissute e/o
rimosse.
|
Questo file/capitolo deriva
dalla necessità di
porre in chiare
definizioni quanto emerso di equivoco e
contraddittorio da una serie di
non solo ipotetiche
controversie: di affermare la propria
posizione nei riguardi dei fini e
dei
metodi con i quali e sulla base dei quali ci si trova a
lavorare
ed a
cooperare - o a
credere di poter collaborare - in comunanza di idee e di propositi.
(Una precisazione sui termini usati: per
cooperazione
intendiamo nella sostanza la messa in comune – “l’unione fa la forza” -
di “mancanze” collettive, od anche di condivisione di competenze simili;
mentre con collaborazione
intendiamo la possibilità che forze differenti in atto possano
esprimersi al meglio proprio in quanto differenti
nell’attuazione di nuovi “progetti”.)
Nei
file/capitoli: Consapevolezza
e Memoria / Consciousness
and memory, e in Basi
teoriche...
guide... organizzazioni / My
guides... my
roots e più incisivamente in IMBROGLIO
E' IL CONTRARIO DI SVILUPPO. Da:
'La
violenza contro il bambino' a 'Tempo di mutamenti' e 'La meglio
gioventù' e in Cosa ho in
comune io
con gli schiavi?
Piero, Ada e la scuola della libertà questi
argomenti vengono meglio precisati e le polemiche meglio evidenziate.
Ma
questo
file è stato redatto in tempo per venir edito nel volume Bambini di
IERI =
adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di DOMANI
come
capitolo 4 è stato redatto proprio in funzione di importanti e
difficili
argomenti e dibattiti e segnalazioni e accadimenti che continuano a
presentarsi: pertanto a sua
volta non potrà mai venir
considerato
"capitolo" compiuto poiché suo vero proposito fondante è
quello di
continuare ad
aggiornarsi cogliendo il più sovente possibile l'occasione di
meglio precisare
metodo e
stile e propositi. Ma, a fianco di precisazioni normative e
costruttive, il sempre rinnovato flusso di nuovi
dati richiede anche risposte
sintetiche di diffida per controbilanciare
la conseguente sempre
incombente serie di malintesi
e polemiche: tutto - testo, aggiornamenti,
impostazione, traduzioni - deve rimanere senza cadute di attenzione in
costante ma anche CAUTA
e dubitante riorganizzazione. Numerose e anche spesso sgradevoli se non
penose sono state le
polemiche e le cause di malintesi e di discussioni petestuose: accenni
esemplificativi possono essere usati in questa sede non come
"pettegolezzi" ma come emblematici, mentre d'altra
parte i protagonisti riconoscendovisi potrebbero cogliere magari meglio
la
nostra posizione.
Comunque le ovvie difficoltà di COMUNICAZIONE
- nel senso etimologico di "avere in comune" - non possono prescindere
dai differenti punti di vista di ciascuno e quindi dai differenti
significati di linguaggi apparentemente uguali: ben vengano quindi le
aperte polemiche per permettere di capire e correggere o almeno
DISCUTERE termini in apparenza identici ma che invece spalancano
"traduzioni" ben differenti su scenari magari antitetici.
Un
fatto smentisce cento teorie, cento teorie non smentiscono un
fatto...
Mail
polemiche
hanno contribuito ad offrire l'opportunità di spiegarne
meglio
alcune
basi
portanti e metodologiche: il file analogo se pur più ampio di un
altro sito Associazione
italiana,
scientifica e giuridica, contro gli abusi mentali, fisici e tecnologici
e capitolo 2 del libro Up-to-date
Dossiers è indicato appunto con il termine /method
per
contrassegnarne l'aspetto normativo, e riassumerne l'approccio
METODOLOGICO
generale di tutto il lavoro; mentre qui il file - Opinioni,
fatti, accuse
come pure la parte in inglese - Opinion,
fact, complaint
- usa il termine /controversia
- e /controversy
- a evidenziarne l'aspetto
polemico
e la necessità di difendere con scrupolo i dati accertati oltre
che raccolti per quanto possibile di
PRIMA
MANO.
"Pericoli"
o almeno "oppositori" esistono veramente, e
non solo per gli
abbastanza
frequenti "pirati intrusi" che rendono molto più difficile il
nostro
lavoro, ma anche per concreti danni
materiali anche solo informatici su singoli file - vedi ad esempio Le
faccende domestiche... o Infanzia:
tempo di
mutamenti
o Imbroglio è il contrario di
sviluppo
ecc. -
più volte bersagliati dai suddetti "pirati": alterati
se non quasi
del tutto distrutti. In fondo ci è molto utile poter riconoscere
tempestivamente e descrivere anche con documenti iconografici
"stranezze"
ambientali e disguidi grafici o di contenuti nei file di questo o
dell'altro sito già
citato: ma teniamo a precisare che possiamo soltanto segnalarli come
testimoni
di CONCOMITANZE non come lamentele.

La
servitù, in molti casi, non è una violenza dei padroni,
ma una tentazione dei servi...
Può sembrare paradossale ma forse i nemici
più pericolosi
perché pullulanti, ubiquitari, insidiosi e innumerevoli - come i
"nanetti" contro Gulliver a Lilliput
- non sono i "malvagi"
coscienti delle loro azioni, ma "esserini" senza nerbo,
inconsapevoli del loro stesso "esistere", che - sradicati dalle loro basilari
fasi di
sviluppo - credono di vivere nella perenne fiaba di un tempo
immobile e irresponsabile in cui il “finto”
è
PIU’ VERO DEL VERO. E' ben difficile aver qualcosa "in
comune"
con questa congerie di "schiavi" volontari
per i quali a
ogni pié sospinto le cause
vengono a
confondersi con le
conseguenze, con queste "teste svuotate" fin dalla
primissima
infanzia ma che in seguito - non sempre soltanto: la follia è
l'oblio di un grande dolore - "hanno superato" senza
apparenti sofferenze
il dolore di
questa privazione. In una specie di quieta anestesia senza più
patirne
né rendersene conto questo VUOTO di sostanza tende a attivare un
risucchio che trasforma in dipendenze e fumosi
ammaestramenti qualsiasi cosa gli passi vicino; e poiché la "solidità" occupa un definito
spazio
mentre i
"gas" si espandono a riempire tutto lo spazio disponibile,
non effettive realtà di esperienza ma solo le loro vane
apparenze vi si intrufolano dall'esterno. E così - isolandoli
sempre più in uno spazio irreale - riempiono gli avanzi di
realtà con sensiblerie posticce, con attaccamenti morbosi
pseudo-affettivi, con artificiali impulsi di Potere
o di sesso, con
artificiali e fredde sensazioni e informazioni non importa provengano
da una cultura raffinata oppure da sempliciotta "aria fritta"
facile e popolare.
Cause e conseguenze ribaltate, luoghi comuni inossidabili...: questo
"affamato nulla" con un esempio calzante paragonabile al sacchetto di
un aspirapolvere
che ingoia qualsiasi cosa
trasformandola in spazzatura, si nutre di assoluti, di certezze
riduttive,
di spiegazioni
capovolte
e di troppo facili bersagli: ad esempio viene dato come assioma che
è la... televisione a creare l'ottuso oblio e non la famelica
"privazione" precedente che in cerca di nutrimenti fasulli per
adattarli
alle proprie deficienze digestive; oppure al contrario attribuendo una
"normalità" ugualizzante al "poverino incapace di intendere e
volere" come ai troppo impegnati "studioso distratto" o
"scienziato irresponsabile".
Un
fatto smentisce cento teorie, cento teorie non smentiscono un
fatto...
Per chi non è stato deprivato
della propria "solidità" i
"fatti parlano" chiari e sicuri se ascoltati e non mistificati. Per
fortuna se la follia è
l'oblio di un grande dolore non sempre ottuso
oblio e
inconsistenza sono irreparabilili: è quindi doppiamente
colpevole sottovalutare e
scartare le testimonianze personali di
chi ovunque e ad
ogni età riesce a descrivere sofferenze inspiegabili.
Disconoscere i
"vissuti" del presente, di bambini oltre che di adulti, è una
tortura che ri-sospinge le vittime verso una irrecuperabile "vuotezza";
rifiutare i
"ri-vissuti" di chi, pur
molti anni
dopo, manifesta in se stesso l'nfanzia "violata o "annullata" di
allora significa render ancor più virulenta quella
distruttività conservata all'interno della
personalità come un "cancro", che continua a impedire una vita
normale a chi bambino cronologicamente non è più. Ma per chi rimane privato
della
propria "consapevolezza" ogni suo
sostituto, calato dall'alto e di seconda mano, viene
assorbito in modo a-critico e trasforma in un
"finto fiabesco" la descrizione di qualsiasi situazione.
Statico
e ben peggiore
dei
dinamici "incolto" e
"ignorante", l'incorregibile "superficiale",
la saccenteria presumente "certezze"
sono
fin
più minacciosi delle "occulte" mistificazioni.
Da parte
nostra ci sentiamo molto a disagio nel sapere che quanto pubblichiamo
può cadere in questo baratro di "vuotezza": fortissimo infatti
è il rischio
che incaute letture e successive ancor più incaute divulgazioni
contribuiscano a che tutta l'informazione
precipiti nel banale, se non nel fantascientifico annullante. Siamo
infatti molto preoccupati e combattuti nel fornire le VERE
testimonianze nel timore che finiscano nelle ... "grinfie" incoscienti
di chi ne può e vuole farne questo cattivo uso: va cioè
assolutamente EVITATO ogni ulteriore “rumor” fra
i tanti stuzzicamenti di fantasie sentimental-sadiche di un pubblico
fatuo; “rumor” che annullano in una marmellata subito dimenticata ogni
problema - “eufemismo”!!! - in atto e confondono le
convinzioni
con il loro tipico mischiare fatti documentabili – che così
andrebbero persi - con appelli
emotivi
CONTRO
“mostricciattoli sbattuti in prima pagina”.
Opinioni
o peggio: accuse?
Articoli giornalistici inopportuni e
intempestivi che
piombano in modo imprudente e superficiale su un terreno minato
rischiano cioè di provocare enormi impedimenti
alle possibilità
di inchieste e giustizia: al loro tocco diffusi scenari terrificanti si
trasformano in oggetto di chiacchiere
tanto peggio se sentimentalmente
impressionanti che si sostituiscono emotivamente alla
messa in guardia contro pericoli
incombenti.
E questo a
discapito
soprattutto dei sofferenti e dei sopravvissuti ma anche di chi li
aiuta, ben sapendo che
costantemente gli occhi fissi di che
è "contro" stanno loro addosso: ogni minimo dato va quindi
pubblicato con estrema cautela
e con la ferma determinazione di agire “in
favore” -
e non
potenzialmente “a danno” - di vittime già riconosciute e
di
aiuto alla presa di coscienza
di vittime ancora obnubilate; non invece di aiuto alla "controparte" in
concreto non in fiabesco ben intenzionata a meglio
ri-agguantarle e distruggerle o ri-avviarle sulla via della
complicità.
Da un commento estratto dalla mail di un interlocutore serio e
preoccupato:
Girando
in
rete è veramente evidente il livello
di banalizzazione di ogni notizia tra i commenti dei lettori: esistono siti
di notizie
indipendenti
ancor più subdoli di quelli ben sovvenzionati
dallo Stato e a disposizione dei Partiti, in un
variopinto teatrino in cui giostrano molti blogger presuntuosi ed ove
anche interventi
seri sono immersi in un
contesto che
puzza lontano un miglio di dicerie e pettegolezzi.
In generale
darebbe
assolutamente necessario operare per attivare
l'ampliarsi riconosciuto e appoggiato - CONSAPEVOLE, coraggioso e NON
SENTIMENTALE - di un numero sempre maggiore di efficaci TESTIMONI -
tanto
più che questo ampliarsi permetterebbe basi più solide di
sicurezza per
tutti. Ma l'ascolto
imparziale e non
programmatico delle vittime
di
ogni età, la cernita accurata della credibilità di
ognuno, l'incrociare dei dati e delle descrizioni può e
deve
venir completato da
quanto "descritto" e studiato tramite le "cose"; gli
"oggetti", le "cose " possono prestarsi meglio delle "persone"
a
testimonianze imparziali e in fondo "assolute": infatti per la
divulgazione finalmente riuscita di un mondo orrendo e sotterraneo di
enorme
estensione -
quello delle atrocità
commesse su bambini - tutti noi siamo
intensivamente debitori a Don Fortunato di Noto
per aver scoperto
e
palesato i
filmini porno-snuff.
Ma come basilare e più efficace di
mille testimonianze è stata la scoperta concreta dei filmini, ai
file/capitoli in cui
si espongono concetti generali e quelli in
cui si esemplificano particolari
"fatti umani" vanno affiancati -
nel
campo della SCIENZA e RICERCA FISICA (e...
medicina
legale) - meno discutibili METODI
di
documentazione, come ad esempio in NUOVISSIME
TECNOLOGIE? Advanced Technologies? Technologies
Avancées?
Spitzentechnologien? e
in Pseudo-misteri
e
coinvolgimenti biologici / Fake-mysteries on biological targets.
Esistono quindi anche abusi non
personalizzati - "tecnologici" - ma anche in questo campo in apparenza
più neutro si ricade in grovigli di ulteriori confusioni da
sciogliere e/o demistificare: per
svelare le origini
di equivoci di ogni genere, compresi quelli ineggianti ad un
ingannevole
presunto "occulto": cosa meglio di neutri
imparziali oggetti
e fatti
ben osservati
può "parlare" e fornire testimonianze
non inquinate da soggettività e suggestioni? Ma come liberarsi
da queste idee preconcette assolutizzanti? da queste "opinioni"
preconcette e statiche che svoltano in altrettanto statiche e
preconcette "accuse"?
Ognuno di
questi file verrà pertanto di continuo REVISIONATO
E
MIGLIORATO
per riassumerne tempestivamente
le novità; vi verranno linkati i file nuovi o completamente
modificati,
ora corroborati
con illustrazioni
incontrovertibili.
Da tener costamente d'occhio gli aggiornamenti dell'argomento OSTILITA' CONTRO L'INFANZIA e
medicina; nonché le
continue nuove precisazioni della terribile testimonianza
italiana
anche
più
completa e in continuo aggiormnmento in vari files dell'altro sito /testim.htm, in /warn-internat.htm e in /guilt-free.htm
-
ora anche allargata con
le testimonianze e illustrazioni
di
PRIMA MANO
di gravissimi esperimenti
ostetrici
su
bambine anche molto piccole e di esperimenti pseudo-medici sui bambini
già utilizzati nei circuiti pedo-pornografici. Vedi anche gli
aggiornamenti
- in italiano
- di /superstition.htm.
Altre
precisazioni si trovano più o meno
esplicite ed esaustive e/o solo accennate in un altro sito
e nel libro derivatone - It's Abuse
NOT Science
fiction /Gli
Abusi mentali, fisici e tecnologici NON sono Fantascienza.
Un
file aggiuntovi dopo la pubblicazione del libro - dal titolo analogo a
questo - Opinioni
o
peggio,
accuse? - e contrassegnato da un URL
indicativo della metodologia di lavoro più che dal suo contenuto: /method.htm
- non
solo rispecchia, ma completa con esempi che precisano meglio questi
contenuti nel loro evolversi e dirimere "controversie", da cui
l'indicazione: /controversia.htm
del presente URL.
Come già
ribadito
anche in altri file-capitoli di questo e di un altro libro, la situazione
Belga
di rapimenti di bambini è soltanto emersa - e anche casualmente
- come la punta
di iceberg di qualcosa di ben più vasto e INTERNAZIONALE: un'esemplificazione
pratica delle modalità di
applicazione
effettiva e su larghissima scala dei dettami di Delgado.
|
Avviso:
mai la spiegazione
più semplice è la migliore
il
faut garder sa liberte'
d'esprit
et croire
que DANS LA NATURE L'ABSURDE
SUIVANT
NOS THEORIES
N'EST PAS TOUJOURS
IMPOSSIBLE.
[We
must preserve our FREEDOM
OF MIND
and
believe that CAN BE POSSIBLE
what we - "OUR THEORIES" - deem to be ABSURD]
History
will
have to record that the Greatest
Tragedy of
this period
of Social Transition was
NOT the strident
clamor of the
Bad
People,
but the APPALLING
SILENCE of the good
people.
Tutti i siti e
pubblicazioni e
nominativi riguardanti sviluppo, bambini, allevamento ...
sono giunti in
via
diretta o da riscontri bibliografici, accertati sì con la
massima
attenzione, ma da rivedersi di continuo alla luce di ulteriori dati.
Questo
quindi NON significa sempre piena FIDUCIA: data l'enorme ampiezza
e la difettosa conoscenza di questi argomenti OGNI
segnalazione
va ringraziata ma presa con BENEFICIO
DI INVENTARIO e comunque di
continuo
discussa e riprecisata. E se precisiamo di non
aver
bisogno di personalità
forti né di eroi,
neanche
- o forse TANTO MENO, abbiamo bisogno di confonderci le idee con
spiegazioni minimizzanti o
pseudo-tazionalizzazioni, come da una mail ricevuta che cita
parzialmente persino filosofi del XIV
secolo e/o teorie filosofiche discettanti su eventuali non pertinenti
teoriche CAUSE PRIME. M mentre nelle scienze biologiche si possono
estrapolare principi generali sempre validi, e se sarà pur vero
che nel
campo delle "cause" o di
principi matematici Pluralitas non est
ponenda sine necessitate,
dal lato operativo invece questo contrasta e rende ben più
difficile
cercare di descrivere al meglio fatti e fatti molto concreti.
Pluralitas
non est
ponenda sine necessitate
Rasoio
di Occam
Il rasoio di Occam (Ockham's razor) è il nome con cui viene
contraddistinto un principio metodologico espresso nel XIV secolo dal
filosofo e frate francescano inglese William of
Ockham (noto in italiano come Guglielmo di Ockham).
Oppure
non è meglio quanto detto da QUALCUNO ben più eminente
La
vita
è breve, l'arte lunga.
l'esperienza ingannevole, il giudizio difficile...
come presupposti di
clinica, diagnosi, etiopatogenesi e
quindi se possibile terapia...
Scopo
ben preciso di questo lavoro - che ha preso origine non da ricerche
fumose ma da osservazioni dirette - non è certo
infatti quello di disquisire su teoriche cause, ma di riconoscere la
natura concreta di ben precisi
fatti eventualmente anche per poter meglio
venire
in aiuto di ciascuno in modo individualizzato e pertinente. In
considerazione di ciò e tenendo conto della enome non solo
vastità ma
anche multifattorialità dei problemi, questo sito e i libri
collegati
non possono certo configurarsi come scorrevoli
romanzi a lieto fine o neanche come trattati filosofici portavoce di
una o di un'altra presa di posizione: per questo il sito e i libri pur
dando luogo ad un contesto unitario vnno utilizzati come una Enciclopedia,
o Vocabolario
o Catalogo:
"frammentati" come sono in
ben differenti file/capitoli di ben differente origine - ribadiamo:
ORIGINE non CAUSALITA' - con descrizioni esatte di "prima
mano"
od anche
con interi file/capitoli "ospitati" altrui.

La
"morale
degli schiavi": "schiavo" e "superuomo" come due facce della stessa
medaglia.
"Contro"
la
preferenza data ai "colpevoli" piuttosto che alle
"vittime", "contro" l'esagerazione sprovveduta del presente e l'oblio
del passato anche recente fa riferimento questo file, il cui titolo Opinioni,
fatti,
accuse:
accuse?
e il cui URL controversia.htm
indicano chiaramente metodologia - non
elitaria ma
concreta - e le origini di risposta polemica quando una
responsabile, fattiva INDIGNAZIONE
viene soppiantata da fatue e pettegole sentimentaloidi deplorazioni e/o
risentimenti. Senza conoscenze di causa e da pulpiti di
crassa, supponente ignoranza,
occuparsi di ipotetici e inafferabili "nemici"
invece che di lenire
e/o evitare le proprie sofferenze e danni?
Di vitale importanza? Quanto dannosi simili eterogenei raggruppamenti
possono diventare anche
direttamente nei riguardi degli appartenenti stessi! Quanto
sono
sempre e comunque adatti
all'intrufolarsi di veri persecutori - di "lupi travestiti da agnelli"
-, di agenti provocatori, di false vittime, di veri - e realmente
malati e sofferenti - deliranti...: in
ogni caso di veri
pericoli e di sicure
squalificazioni!
Un
fatto smentisce cento teorie, cento teorie non smentiscono un
fatto...
Scetticismo?
Incredulità? Non
saranno forse altre forme di autentiche SUPERSTIZIONI?
Il
rischio è
di scivolare nella cultura
del
risentimento:
sospettosità,
convinzioni persecutorie, vittimizazione... Di
fatto, la cultura del risentimento
- la morale
degli
schiavi
- è
molto
diffusa. La si
respira
dovunque, senza che sia teorizzata. Cresce e si espande da se stessa
per forza d’inerzia – non ha neanche bisogno di operazioni
pubblicitarie.
Saggia consapevolezza e valide precauzioni o
ambizione e rivendicazioni come via maestra per farsi
ingannare?
Ma chi sono gli "schiavi"?
|

"Morale degli schiavi"? Cos'
ho in comune io con
gli schiavi?
Cos'ho
in comune io con gli schiavi?
Cosa
ho in comune? la possibilità di favorirne la
liberazione?
Morale degli schiavi"? Cos'
ho in comune io con
gli schiavi?
Ma chi
è uno "schiavo"?
Quante facce ha il concetto - o meglio la situazione
- di schiavo?
Morale
degli schiavi e/o Morale del
Potere:
non sono poi due facce della stessa - im-potente -
medaglia, visto che
Potere con la P
maiuscola denota non un verbo ausiliario,
indicante "fattibilità", ma un sostantivo sinonimo di
imposizione se non sopraffazione su altri esseri umani?
Non integri e
comunque deprivati, non autonomi ma mossi dall'esterno ... a che
differenti ambiti appartengono il superamento dell'inferiorità
vera o presunta e l'esagerazione? il superuomo o il
super-criminale su cui appoggiare il proprio vuoto
esistenziale? In fondo che
differenza sostanziale sta tra un Potere esibizionista di "leader
carismatici", di "divi" idolatrati - in tempi meno recenti
magari "sopranisti" castrati - e i loro
sostenitori
o denigratori? Quanto partecipano della stessa cerchia la
schiavitù nei
suoi aspetti peggiori - dallo sfruttamento sessuale agli eunuchi
castrati - e le orge sadiche di Potenti gozzoviglianti? Quanto un uso
improprio del sesso impronta di sé e caratterizza tutto questo?
In proposito si
può citare un'ampia e millenaria bibliografia ma
qui segnaliamo soltanto due film recenti:
- Il caimano
(mymonetro
2,91 stelle) Un film di Nanni Moretti. Con Silvio Orlando,
Margherita Buy,
Jasmine Trinca, Nanni Moretti, Giuliano Montaldo. Politico, durata 112
min. - Italia 2006. data uscita 24/03/2006.
- Il divo
(mymonetro 3,57
stelle) Un film di Paolo Sorrentino. Con Toni Servillo...
Sorrentino legge la
figura di Andreotti con una cifra di grottesco, finendo per far
coincidere reale e surreale. La storia d'Italia attraverso la vita e la
carriera di un uomo: Giulio
Andreotti Drammatico, durata
110 min. - Italia 2008. - Lucky Red data uscita 28/05/2008.
- e una
basilare testimonianza personale.
[Una]
testimonianza
sull’altra faccia di questo Potere
che tante persone può
affascinare. Questo tipo di Potere ha un costo enorme
ed è quello della vita e della libertà tua e della tua
famiglia. Perché quando accetti di far parte di questo mondo, o
di queste
organizzazioni, il prezzo da pagare è questo:
- Non hai la
possibilità
di difendere né te
stesso, né la tua famiglia.
- Tutto è loro
concesso e
tu non puoi rifiutare ai
gradi pari, o superiori, nulla.
- Sei,
sostanzialmente, al loro
servizio.
Cosa
vuol dire questo?
Vuol dire che ti viene tolta
la
dignità
e la libertà.
Diventi, niente di più e niente di meno, che uno schiavo strapagato.
Uno schiavo che deve essere sempre pronto ad esaudire i desideri
dell’organizzazione, qualunque essi siano, legali o no.
Uno schiavo che non ha la possibilità di difendere neanche la
sua famiglia, perché anche quella appartiene all’organizzazione.
Uno schiavo che potrà chiedere grandi vantaggi anche per la sua
famiglia, certo, ma che se attaccata dall’organizzazione non
avrà la possibilità di difenderla. Anzi, se chiesta,
sarà lui a doverla concedere. Sarai a conoscenza, quando
addirittura
non complice od esecutore,
di reati che
servono sia agli scopi dell’organizzazione sia per renderti uomo ricattabile.
Dovrai
scattare ad ogni loro richiamo. Dovrai sottostare a qualsiasi loro
richiesta.
Vivrai nel terrore
di sbagliare,
sapendo
che la pena per tale
errore è la più atroce.
Ogni giorno vivrai con l’ansia che il telefono squilli, o che qualcuno
arrivi nel tuo studio a farti l’ennesima richiesta oscena a cui tu
dovrai obbedire; perché hai potere certo, ma c’è sempre
qualcuno sopra di te.
|
Ma come un’anamnesi
ben fatta diffida dalle “parole” e sa discernere quanto di non-detto,
di fasullo, di falso possa nascondersi sotto, così essere "vittima"
non
costituisce una benemerenza senza ombre, essere o esser stati vittime
non significa una caratteristica personale di qualcuno, ma soltanto che
a questo qualcuno sono capitati o stanno capitando fatti
lesivi. Il "sonno
della
ragione" così come un'altra
frase cos'ho
in comune io con gli schiavi, più volte citata in
entrambi i siti sta proprio alla base del principale proposito:
definire un percorso di sviluppo
che giunga ad una
maturazione ottimale.
Infatti e purtroppo essere o esser stati vittime se non vuol dire
essere "eroi", ma ancor più "purtroppo" essere "eroi" non
vuol indicare
di per sé "integrità": anzi spesso "vittime" e "eroi"
sono categorie in
cui tipicamente si collocano gli "schiavi", coloro che - comunque sia -
confondono interno con esterno, che vivono o credono di vivere in
funzione di qualcosa che non appartiene a loro stessi ma che proviene
da "altro/ altri" - non solo dipendenza, ma approvazione,
considerazione, ammirazione, seduzione, dogmi, appartenenza, guide,
prescrizioni, predominio, ed anche offesa e PERSECUZIONE.
"Nevrosi", "perversioni", "psicosi": non abbiamo paura di questi
termini che - ripetiamo PURTROPPO - da molti che ne sono in fondo
affetti non vengono accettati. Non si tratta di "estirpare
l'irrazionale dalle masse" come sostiene una strampalata affermazione
da noi discussa
polemicamente
in altra sede, ma capire che, chi non è riuscito a tempo debito
o
in
seguito a costruire - o
ricostruire - la propria infanzia nelle sue VERE susseguentesi fasi
evolutive, non può credere di recuperare artificialmente e
quasi
fraudolentemente i passaggi saltati con idee miranti a "qualcosa" di
molto più "grandioso", o a esagerati fasulli scrupoli e
"buonismi" e "sensi di colpa". Il gruppo, i preconcetti, l'opinione
accomunante, i dogmi, le certezze di ogni genere, la "serenità",
il superuomo o il super-criminale su cui appoggiare il proprio vuoto
esistenziale... : non è "l'irrazionale" sono sintomi di
malattia.
Il far prevalere le soluzioni più banali destinate a
interlocutori confusi e disinformati, gli appelli a generici "buoni
(!!!) sentimenti" non tacitano veramente l'assordante
silenzio
generale quanto invece incentivano impunemente e "riabilitano" gli istinti
sadici
repressi da sfogare in linciaggi - magari non solo ideologici. Scelte
di vie facili e popolari, segnalazioni importanti riferite
pubblicamente in modo sciatto e impreciso rischiano di nullificare le
invece difficili e serie opzioni di un'impostazione fatta di
documentazioni, di verifiche; e tendono a ricadere pesantemente e
ripetutamente in danni contro le vittime stesse. Non bisogna credere di
trovare in ogni caso "(pseudo-)eroi" tra chi il "male"
lo
subisce o lo ha subito, fra chi al "male"
vorrebbe opporsi: il malessere interiore unito a sensazioni di diffusa
ingiustizia rischia di incrementare i sentimenti di inferiorità/dipendenza
a cui consegue la ricerca di "assoluti" in cui credere e di
"guide" a
cui appoggiarsi. Ma gli "assoluti" sono unilaterali e la
fiducia in
una "guida" diventa esclusiva/escludente con inevitabili malevolenze e
discordie. I - presunti - "buoni" si fronteggiano divisi in parti
contrapposte invece di collaborare; e in questa confusione e pochezza la morale degli schiavi
tende a prevalere con prese di posizione ostili se non "appelli" al
linciaggio di presunti colpevoli invece che con precisione di
testimonianze e con solidarietà e sostegno e ascolto delle vere
vittime.
Problemi e responsabilità enormi richiederebbero sicurezza di
collegamenti e una solidale ed efficace collaborazione fra realtà
diversificate, privilegiando ovunque e comunque lo scambio
di
differenti esperienze soprattutto basate sull'ascolto imparziale e non
programmatico delle vittime
di
ogni età, sulla cernita accurata della credibilità di
ognuno: di ogni bambino del presente, ma anche di chi, pur molti anni
dopo, manifesta in rivissuti il "bambino violato" di allora, quel
"bambino violato di allora", che - conservato come un "cancro"
all'interno della personalità - continua a impedire una vita
normale a chi bambino cronologicamente non è più. Facile
è l'appello a estemporanei, immediati "buoni sentimenti" in
favore di singole "vittime" o il riferirsi a singoli e contingenti
"mostri" da "sbattere in prima pagina": così facendo non solo si
suscitano scoraggianti incertezze, non solo si aizzano discordia e
disorganizzazione fra chi cerca o crede di agire pur in buona fede, ma
così anche si incentivano le fantasie paranoiche delle vittime
stesse e in circoli viziosi chiusi su se stessi se ne mina
sempre
più anche l'attendibilità di testimoni. Vittime o
psudo tali o difensori o pseudo tali che considerano soltanto sotto un
unico aspetto i fatti per loro stessi rilevanti si scontrano tra di
loro scaricando così le loro tensioni in meschine
rivendicazioni. Anzi troppo spesso "lavora" in questo campo chi si
propone e agisce su una singola lunghezza d'onda: prese di posizione e
"appelli" incitano al "linciaggio" di presunti colpevoli, invece che
alla solidarietà e sostegno delle vere vittime. “Esperti”
considerano in esclusiva un solo ristretto settore: nel combattere la
pedofilia è come se conoscessero soltanto un singolo risvolto
della sessualità coinvolgente minori. Singoli gruppi più
o meno in buona fede aggrediscono con campagne denigratorie i
"concorrenti in buoni propositi", e con appelli al "lavaggio delle
pubbliche coscienze" promuovono - inutili? - richieste di firme persino
per eventuali - a loro volta criminali - "castratorie" proposte di
legge ecc. E se al
posto di una seria e paziente ricerca della verità e TUTELA
reale delle vittime si aggiunge così soltanto danno al danno,
crudeltà alla crudeltà, alle vittime e ai loro -
presumibili - difensori si aggiungono esibizionisti che cercano di
evidenziarsi richiamando la pubblica attenzione con clamorosi appelli,
ma anche con clamorose campagne demonizzanti volta per volta singoli
casi e singole Nazioni - da dimenticare e sostituire subito dopo.
CONTRO
la preferenza data ai
"colpevoli" piuttosto che alle "vittime", "contro" l'esagerazione
sprovveduta del presente e l'oblio del passato anche recente ci si
è trovati quasi costretti ad aggiungere questo file - purtroppo
quindi successivo alla pubblicazione del libro - il cui titolo Opinioni
o
peggio
accuse?
e il cui URL method.htm
indicano chiaramente a quale metodologia - non
elitaria ma
concreta - VOGLIAMO far riferimento.
Avvenimenti storici ben documentati assomigliano a terribili mis-fatti
del presente: come ad esempio nel Quindicesimo secolo Gilles de Rais e le
centinaia di
bambini da lui violentati e uccisi in parallelo alle truppe scelte da
lui fornite a Giovanna d'Arco.
Studiare la
storicità di efferati e "speciali" crimini di tempi precedenti
può far meglio conoscere quelli del presente: ma non è
più facile invece impressionare le folle con esecrazioni e
commozioni, con pettegole, estemporanee, cronache giornalistiche? Il
sensazionalismo a-storico si coinvolge nell'effimero immediato,
privilegiando e "confezionando" di volta
in volta
impressionanti fatti di cronaca da dare in pasto al sentimentalismo
"pseudo-buonista" o meglio al vorace SADISMO collettivo.
Come facile è la via del CONTRO! come facile è
privilegiare casi singoli in un esclusivistico e sensazionalistico e
quasi fiabesco "CONTRO" indirizzato a presunti e univoci colpevoli!
Quanti Barbablu
si sono
susseguiti nei tempi commettendo crimini assolutamente analoghi,
però - a differenza di Gilles de Rais e di Dutroux
- in piena impunità? E al contrario quanti, magari innocenti,
sono stati processati
per
stregoneria e quante esecuzioni capitali eseguite, o, più
modernamente, quanti sono stati gli occasionali mostri
sbattuti in
prima pagina in modo irredimibile? Mentre quanti altri
autentici "mostri" vivono e sono
vissuti - e ben
a lungo - tranquilli e onorati?
Il
rischio è di scivolare nella cultura
del
risentimento. Di
fatto, la cultura del risentimento
- la morale
degli schiavi
- è
molto
diffusa. La si respira dovunque, senza che sia teorizzata. Cresce e si
espande da se stessa per forza d’inerzia – non ha neanche bisogno di
operazioni pubblicitarie.
D'altra parte e purtroppo essere o esser
stati vittime se non vuol dire
essere "eroi", ancor più "purtroppo" essere "eroi" non
vuol indicare di per sé "integrità": anzi spesso
"vittime" e "eroi" sono categorie in cui tipicamente si collocano gli
"schiavi", coloro che - comunque sia - confondono interno con
esterno,
che vivono o credono di vivere in funzione di qualcosa che non
appartiene a loro stessi ma che proviene da "altro/ altri" - non solo
dipendenza, ma approvazione, considerazione, ammirazione, seduzione,
dogmi, appartenenza, guide, prescrizioni, predominio, ed anche offesa e
PERSECUZIONE. Due facce della stessa medaglia? Ed è ancora
più vero di quanto la metafora voglia indicare: potenti e
vittime, sadici gozzoviglianti e eunuchi schiavi, superuomini o esseri
sub-umani non che maschere in bassorilievo su medaglioni
standardizzati.
Quasi imbarazzati
nel farlo per paura di venir
fraintesi addirittura
come "negazionisti", o come seguaci di Nietzsche
o - ben peggio - di Spengler
ne
abbiamo citato un aforisma sulla scia di polemiche e di veri litigi
anche indirizzati a vittime e non solo a veri o falsi loro aiutanti e
difensori. Invece nostra
convinzione
è che "morale degli schiavi" e "superuomo" appartengano come due
facce
della stessa medaglia alla stessissima categoria, come pure le "masse"
e le "menti raffinatissime". L'appiattimento emotivo
dell'accondiscendenza servile e l'esaltazione ammirante o esecrante
sono due momenti della stessa... nevrosi se non psicosi o della stessa
perversione... Ma se occasionali effimeri altissimi e bassissimi che
escono dalla categoria del "tempo" si situano in spazi fiabeschi fine a
se stessi, fiammate episodiche di sentimentalismo - che poi è
SEMPRE SADISMO - possono produrre
o permettere grandissimi disastri. Non appena nuovi dati o nuove
risposte lo rendano necessario questo file evidenzia il nostro
dissociarci anzi opporci, senza paura di offendere alcuno, da tutto il
clamore delle attribuzioni ipotetiche di "dalli al mostro", e si pone
contro
tutta la marea dei "complottisti" - in buona o in malafede - non
importa se formata da vittime o di intriganti.
"Cos'ho in comune io con gli schiavi?"
Cos'ho in comune? come
medico posso "comunicare" con chi lo vuole - e senza nessuna
"estirpazione"!!! - per promuoverne la vera "liberazione". Invece il
far prevalere le soluzioni
più banali destinate a interlocutori confusi e disinformati, gli
appelli a generici "buoni (!!!) sentimenti" non tacitano veramente l'assordante
silenzio
generale quanto invece incentivano impunemente e "riabilitano" gli istinti
sadici
repressi da sfogare in linciaggi - magari non solo ideologici. Scelte
di vie facili e popolari, segnalazioni importanti riferite pubblicamnte
in modo sciatto e impreciso rischiano di nullificare le invece
difficili e serie opzioni di un'impostazione fatta di documentazioni,
di verifiche; e tendono a ricadere pesantemente e ripetutamente in
danni contro le vittime stesse. Non bisogna credere di trovare in ogni
caso "(pseudo-)eroi" tra chi il "male"
lo
subisce o lo ha subito, fra chi al "male"
vorrebbe opporsi: il malessere interiore unito a sensazioni di diffusa
ingiustizia rischia di incrementare i sentimenti di inferiorità/dipendenza
a cui consegue la ricerca di "assoluti" in cui credere e di
"guide" a
cui appoggiarsi. Ma gli "assoluti" sono unilaterali e la
fiducia in
una "guida" diventa esclusiva/escludente con inevitabili malevolenze e
discordie. I - presunti - "buoni" si fronteggiano divisi in parti
contrapposte invece di collaborare; e in questa confusione e pochezza la morale degli schiavi
tende a prevalere con prese di posizione ostili se non "appelli" al
linciaggio di presunti colpevoli invece che con precisione di
testimonianze e con solidarietà e sostegno e ascolto delle vere
vittime.
I
Titoli
non
devono prevalere sui contenuti
|
... fugat tenebras
lucemque reducit...
Ignorante è chi ancora
non
conosce,mentre chi
è colto e conosce deve cercar
di render conoscibile agli "incolti" quanto ancora "ignoto". Chi è colto deve anche adoperarsi
per dissipare ogni tipo di tenebra, per render palese l'occulto:
per rendere consapevole e chiaro quanto taciuto e furtivo. Ma
- statico
e ben peggiorativo dei dinamici "incolto" = "ignorante" - l'incorregibile "superficiale" è
fin
più minaccioso dell'ingannevole "occulto". |
Superficiale peggiore di
occulto?
Superficiale come suggestivo
imbonimento? Ecco come voluta PROPAGANDA,
o anche involontaria "disinformazione" si diffondono e si
auto-confermnano attraverso un meccanismo
mentale di superficializzazione della conoscenza dei fatti
in
modo che
i TITOLI
riescano a
prevalere
sui CONTENUTI,
il sentimentalismo
occasionale sulla conoscenza operativa.
Più in generale, chiamati in causa, dobbiamo rispondere con una
secca
serie di commenti o meglio dobbiamo porre a tutti - e porre a noi
stessi - una serie di domande - retoriche poiché in fondo ne
sappiamo
già le diversificate risposte. Ormai da molti decenni CIRCOLANO
in
pratica liberamente riferimenti "strillati", sbandierati, ripetuti e
risonanti di originale in copia e di copia in copia; da decenni si
pubblicano - anche se poi si cerca di smentire - testimonianze di
vittime sofferenti che si raggruppano anche in Associazioni e Forum di
discussione, litigiosi fra di loro e in numero spropositato. Ma ci si
chiede qual'è la provenienza geo-politica di tutta questa massa
di
"cultura", di possibilità di trasmettere informazioni? Quale
specchietto per le allodole vi si nasconde sotto, forse per meglio
"occultare" - deviando l'attenzione verso un univoco "nemico" - una
serie di così rese irriconoscibili collusioni?
In mano a prestigiatori della comunicazione si costruisce (?) come la
peggior "fanta-politica" tutta la serie di "pseudo-certezze",
"pseudo-causalità" se non di assolute attribuzioni di
"colpevolezza";
ormai "strillati" riferimenti pubblici si propagano indicando Nazioni,
popoli, organizzazioni ecc. come sede indiscussa del MALE ASSOLUTO: non
ci si chiede invece il perché, né il come circolano
queste notizie - e
SOLO QUESTE notizie? Ci sarà "sotto" un secondo fine oppure
più
semplicemente e logicamente non sarà perché in alcuni
Paesi piuttosto
che in altri ESISTE - ancora? - una RELATIVA libertà di parola e
scrittura? In proposito vedi le segnalazioni riassunte in un articolo di Marc REISINGER -
Psichiatra, Antropologo sociale Fondatore di Pour
la vérité: Influence de l’affaire DUTROUX
sur
quelques
carrières. (ou comment je suis devenu Républicain)
... La CIA sbandierata come il babau dei bambini, il Belgio come
una nazione corrotta abitata da biechi pedofili assassini, la
Scandinavia luogo ove si torturano gli abitanti fin dalla nascita? Ma
nessuno - pago di aver raggiunto simili certezze - si chiede se a rigor
di logica il resto del mondo sia una specie di Paradiso? Si chiede cosa
veramente accadeva e vi accade?
Problemi e responsabilità risultano quindi enormi:
richiederebbero sicurezza di collegamenti e una solidale ed efficace
collaborazione fra realtà
diversificate, privilegiando ovunque e comunque lo scambio
di
differenti esperienze soprattutto basate sull'ascolto imparziale e non
programmatico delle vittime
di
ogni età, sulla cernita accurata della credibilità di
ognuno: di ogni bambino del presente, ma anche di chi, pur molti anni
dopo, manifesta in rivissuti il "bambino violato" di allora, quel
"bambino violato di allora", che - conservato come un "cancro"
all'interno della personalità - continua a impedire una vita
normale a chi bambino cronologicamente non è più. Ma
questo proposito non deve far sottovalutare e scartare chi ovunque e ad
ogni età si trova a subire sofferenze: inspiegabili secondo i
banali parametri di una banale "cultura degli schiavi". Facile
è
l'appello a estemporanei, immediati "buoni sentimenti" in favore di
singole "vittime" o il riferirsi a singoli e contingenti "mostri" da
"sbattere in prima pagina": così facendo non solo si suscitano
scoraggianti incertezze, non solo si aizzano discordia e
disorganizzazione fra chi cerca o crede di agire pur in buona fede, ma
così anche si incentivano le fantasie paranoiche delle vittime
stesse e in circoli viziosi chiusi su se stessi se ne mina
sempre
più anche l'attendibilità di testimoni. Vittime o
psudo tali o difensori o pseudo tali che considerano soltanto sotto un
unico aspetto i fatti per loro stessi rilevanti si scontrano tra di
loro scaricando così le loro tensioni in meschine
rivendicazioni. Anzi troppo spesso "lavora" in questo campo chi si
propone e agisce su una singola lunghezza d'onda: prese di posizione e
"appelli" incitano al "linciaggio" di presunti colpevoli, invece che
alla solidarietà e sostegno delle vere vittime. “Esperti”
considerano in esclusiva un solo ristretto settore: nel combattere la
pedofilia è come se conoscessero soltanto un singolo risvolto
della sessualità coinvolgente minori. Chi si oppone all'ab-uso
più generalizzato di ignari cittadini come "cavie per
esperimenti" e/o per collaudi di "armi-di-energia" si dirama in una
congerie di raggruppamenti separati, e tende a confondere scienza,
tecnologia e cattivo uso di queste con conseguenze soggettive date per
assolute. Singoli gruppi più o meno in buona fede aggrediscono
con campagne denigratorie i "concorrenti in buoni propositi", e con
appelli al "lavaggio delle pubbliche coscienze" promuovono - inutili? -
richieste di firme persino per eventuali - a loro volta criminali -
"castratorie" proposte di legge ecc. E se al posto di una seria e
paziente ricerca
della verità e TUTELA reale delle vittime si aggiunge
così soltanto danno al danno, crudeltà alla
crudeltà, alle vittime e ai loro - presumibili - difensori si
aggiungono esibizionisti
che cercano di evidenziarsi richiamando la pubblica attenzione con
clamorosi appelli, ma anche con clamorose campagne demonizzanti volta
per volta singoli casi e singole Nazioni - da dimenticare e sostituire
subito dopo.
Disapprovo
ciò che dici, ma difenderò sino alla morte il tuo diritto
di dirlo -
scrive Voltaire:
?
sì
ma
purché non si
pretenda di enunciare opinioni
più o meno cervellotiche in un
àmbito in cui invece si devono trattare FATTI
e DOCUMENTI:
così si spiega l'"intollerante" posizione di questo
file/capitolo
- che si richiama a quello di un altro sito Opinioni
o
peggio:
accuse? e
Opinion
or accusation?
E
comunque in quale incalcolabile guazzabuglio di pubblicazioni e/o
filmati si scivola non appena ci si indirizza su argomenti come complotti, segreti
della
storia e della politica, congiure
internazionali ecc.!
Un
fatto smentisce cento teorie, cento teorie non smentiscono un fatto
|