23 aprile 2008 / April 23 2008


Opinioni, fatti, accuse

 #presupposti, #opinioni#accuse, #paura, #Indice_italiano,

 Opinion, fact, complaint

#English, #fear_and_watch, #purposes#opinions#concrete_facts, #vital importance

Come in altri files/capitoli - Come il babbo non ce n'è, Delgado & SkinnerBambino viziato, DAL SUBLIMATO AL CONCRETO, Basta un poco di zucchero e la pillola va giù... - questo testo è bilingue, Italiano e Inglese. / As in these above quoted files/chapters, texts are either Italian or English.

Tutti i links del sito verranno continuativamente aggiornati con l'aiuto di: SEVENtwentyfour.com

Motore interno di ricerca nel sito

Questo sito e i libri che ne derivano NON sono di INFORMAZIONE, ma si costituiscono come una specie di ENCICLOPEDIE TEMATICHE, in cui vengono presentati e discussi vari argomenti da


leggersi e soprattutto da CONSULTARE di volta in volta.

A seguito di difficoltà lamentate e relative richieste, l'architettura stessa del sito è stata modificata in funzione di un più agevole orientamento: sdoppiato, il file di prefazione e illustrazione degli indici prende ora un nuovo nome - Prefazione,introduzione e indici illustrati - che riinvia a un differente URL mentre diventa iniziale e fondamentale un file semplificato dove a prima vista compaiono i links indirizzanti sui capitoli interni.  

Per accogliere le richieste di una più agevole lettura, i testi di questo sito sono stati - anche - trasferiti in un LIBRO: Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani

Cortina Torino
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Anche il libro From children of YESTERDAY to adults of TOMORROW è ora in vendita:
 
Abebooks.com, Webster.it, Alibris.com, BooksinPrint.com, also on Kindle, GlobalBooksinPrint.com

Dopo la pubblicazione dei libri aggiornamenti sono già iniziati e molti altri ne verrano fatti segnalati di volta in volta nel nuovo file Aggiornamenti e novità / Novelties on the site: anche se si consiglia di considerare ancora con attenzione le più importanti passate modifiche.

Presupposti

Come riepilogo dei concetti generali di tutto questo lavoro giunge molto opportuna la possibilità di commentare una considerazione che ci è stata mossa a proposito dei metodi nefasti di allevamento e delle loro conseguenze anche nel corso delle generazioni future.
Da segnalazioni come quelle contenute nei files/capitoli Imbroglio è il contrario di sviluppo, Delgado & Skinner  ecc. l'interlocutore aveva - erroneamente! -  dedotto che una volontà specificamente "malvagia" operasse con precisi propositi dietro le quinte per ottenere un simile risultato.
PURTROPPO invece per lo più NON si tratta di azioni programmate - che come tali potrebbero quindi venir combattute apertamente: i comportamenti degli adulti nei confronti dei bambini rispecchiano una NORMALE curva di Gauss con agli estremi qui i "buonissimi" - e i loro Maestri - e là i "cattivissimi" e i loro istigatori; mentre - e qui ripeto "purtroppo" - al centro si raggruppa una massa generalizzata e passiva di inetti, di superstiziosi, di adulti non-sviluppati, di infanzie malvissute o non vissute e/o rimosse.

Questo file/capitolo deriva dalla necessità di porre in chiare definizioni quanto emerso di equivoco e contraddittorio da una serie di non solo ipotetiche controversie: di affermare la propria posizione nei riguardi dei fini e dei metodi con i quali e sulla base dei quali ci si trova a lavorare ed a  cooperare - o a credere di poter collaborare - in comunanza di idee e di propositi.
(Una precisazione sui termini usati: per cooperazione intendiamo nella sostanza la messa in comune – “l’unione fa la forza” - di “mancanze” collettive, od anche di condivisione di competenze simili; mentre con collaborazione intendiamo la possibilità che forze differenti in atto possano esprimersi al meglio proprio in quanto differenti nell’attuazione di nuovi “progetti”.)
Nei files/capitoli: Consapevolezza e Memoria / Consciousness and memory, e in Basi teoriche... guide... organizzazioni / My guides... my roots e più incisivamente in IMBROGLIO E' IL CONTRARIO DI SVILUPPO. Da: 'La violenza contro il bambino' a 'Tempo di mutamenti' e 'La meglio gioventù' e in Cosa ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della libertà questi argomenti vengono meglio precisati e le polemiche meglio evidenziate.
Altre precisazioni si trovano più o meno esplicite ed esaustive e/o solo accennate in un altro sito e nel libro derivatone - It's Abuse NOT Science fiction /Gli Abusi mentali, fisici e tecnologici NON sono Fantascienza. Un file aggiuntovi dopo la pubblicazione del libro - dal titolo analogo a questo - Opinioni o peggio, accuse? / Opinion or accusation? - e contrassegnato da un URL indicativo della metodologia di lavoro più che dal suo contenuto: /method.htm - non solo rispecchia, ma completa con esempi che precisano meglio questi contenuti nel loro evolversi e dirimere "controversie" (da cui l'indicazione: /controversia.htm del presente URL)
Come già ribadito anche in altri files/capitoli di questo e di un altro sito/libro, la situazione Belga di rapimenti di bambini è soltanto emersa - e anche casualmente - come la punta di iceberg di qualcosa di ben più vasto e INTERNAZIONALE di applicazione effettiva e su larghissima scala dei dettami di Delgado: ognuno di questi files verrà pertanto REVISIONATO E MIGLIORATO per riassumerne tempestivamente le novità; verranno segnalati i files nuovi o completamente modificati, ora corroborati con illustrazioni incontrovertibili. Da tener costamente d'occhio gli aggiornamenti dell'argomento OSTILITA' CONTRO L'INFANZIA e medicina; nonché le continue nuove precisazioni della terribile testimonianza italiana anche più completa e in continuo aggiormnmento in vari files dell'altro sito /testim.htm, in /warn-internat.htm e in /guilt-free.htm - ora anche allargata con le testimonianze e illustrazioni di PRIMA MANO di gravissimi esperimenti ostetrici su bambine anche molto piccole e di esperimenti pseudo-medici sui bambini già utilizzati nei circuiti pedo-pornografici.
Vedi anche gli aggiornamenti - in italiano - di /superstition.htm


La "morale degli schiavi"

"Contro" la preferenza data ai "colpevoli" piuttosto che alle "vittime", "contro" l'esagerazione sprovveduta del presente e l'oblio del passato anche recente fa riferimento questo file, il cui titolo Opinioni, fatti, accuse accuse? e il cui URL controversia.htm indicano chiaramente metodologia - non elitaria ma concreta - e le origini di risposta polemica quando una responsabile, fattiva INDIGNAZIONE viene soppiantata da fatue e pettegole sentimentaloidi deploraxioni e/o risentimenti. 
Avvenimenti storici ben documentati assomigliano a terribili mis-fatti del presente: come ad esempio nel Quindicesimo secolo Gilles de Rais e le centinaia di bambini da lui violentati e uccisi in parallelo alle truppe scelte da lui fornite a Giovanna d'Arco. Studiare la storicità di efferati e "speciali" crimini di tempi precedenti può far meglio conoscere quelli del presente: ma non è più facile invece impressionare le folle con esecrazioni e commozioni, con pettegole, estemporanee, cronache giornalistiche? Il sensazionalismo a-storico si coinvolge nell'effimero immediato, privilegiando e "confezionando" di volta in volta impressionanti fatti di cronaca da dare in pasto al sentimentalismo "pseudo-buonista" o meglio al vorace SADISMO collettivo. Come facile è la via del CONTRO! come facile è privilegiare casi singoli in un esclusivistico e sensazionlistico e quasi fiabesco "CONTRO" indirizzato a presunti e univoci colpevoli! Quanti Barbablu si sono susseguiti nei teproteste e/o rancori.mpi commettendo crimini assolutamente analoghi, però - a differenza di Gilles de Rais e di Dutroux - in piena impunità? E al contrario quanti, magari innocenti, sono stati processati per stregoneria e quante esecuzioni capitali eseguite, o, più modernamente, quanti sono stati gli occasionali mostri sbattuti in prima pagina in modo irredimibile? Mentre quanti altri autentici "mostri" vivono e sono vissuti - e ben a lungo - tranquilli e onorati?

Il rischio è di scivolare nella cultura del risentimento.
Di fatto, la cultura del risentimento - la morale degli schiavi - è molto diffusa. La si respira dovunque, senza che sia teorizzata. Cresce e si espande da se stessa per forza d’inerzia – non ha neanche bisogno di operazioni pubblicitarie.

Ma come un’anamnesi ben fatta diffida dalle “parole” e sa discernere quanto di non-detto, di fasullo, di falso possa nascondersi sotto, così essere "vittima" non costituisce una benemerenza senza ombre, essere o esser stati vittime non significa una caratteristica personale di qualcuno ma soltanto che a questo qualcuno sono capitati o stanno capitando fatti lesivi. Il "sonno della ragione" accompagna molti file del sito e il celeberrimo Goya un po' modificato - da una delle "vittime" presenti in più parti del sito e del libro - dà impatto alla copertina del libro derivato dal sito sopracitato. Ma un'altra frase cos'ho in comune io con gli schiavi, più volte citata in entrambi i siti sta proprio alla base dei principali propositi di questo nel suo intento di definire un percorso di sviluppo che giunga ad una maturazione ottimale.
Infatti e purtroppo essere o esser stati vittime se non vuol dire essere "eroi", ma ancor più "purtroppo" essere "eroi" non  vuol indicare di per sé "integrità": anzi spesso "vittime" e "eroi" sono categorie in cui tipicamente si collocano gli "schiavi", coloro che - comunque sia - confondono interno con esterno, che vivono o credono di vivere in funzione di qualcosa che non appartiene a loro stessi ma che proviene da "altro/ altri" - non solo dipendenza, ma approvazione, considerazione, ammirazione, seduzione, dogmi, appartenenza, guide, prescrizioni, predominio, ed anche offesa e PERSECUZIONE.
Quasi imbarazzati nel farlo per paura di venir fraintesi addirittura come "negazionisti", o come seguaci di Nietzche o di Spengler ne abbiamo citato un aforisma sulla scia di polemiche e di veri litigi anche indirizzati a vittime e non solo a veri o falsi loro aiutanti e difensori. Invece "morale degli schiavi" e "superuomo" appartengano come due facce della stessa medaglia alla stessissima categoria, come pure le "masse" e le "menti raffinatissime". L'appiattimento emotivo dell'accondiscendenza servile e l'esaltazione ammirante o esecrante sono due momenti della stessa... nevrosi se non psicosi o della stessa perversione... Ma se occasionali effimeri altissimi e bassissimi che escono dalla categoria del "tempo" si situano in spazi fiabeschi fine a se stessi, fiammate episodiche di sentimentalismo - che poi è SEMPRE SADISMO - possono produrre o permettere grandissimi disastri.
Mettendo ben in evidenza e aggiornando appena nuovi dati o nuove risposte lo rendano necessario questo file evidenzia il nostro dissociarci anzi opporci, senza paura di offendere alcuno, da tutto il clamore delle attribuzioni ipotetiche di "dalli al mostro", contro tutta la marea dei "complottisti" - in buona o in malafede - non importa se formata da vittime o di intriganti.

"Nevrosi", "perversioni", "psicosi": non abbiamo paura di questi termini che - ripetiamo PURTROPPO - da molti che ne sono in fondo affetti non vengono accettati. Non si tratta di "estirpare l'irrazionale dalle masse" come sostiene una strampalata affermazione da noi discussa polemicamente in altra sede, ma capire che, se non è riuscito a tempo debito o in seguito a costruire - o ricostruire - la propria infanzia nelle sue VERE susseguentesi fasi evolutive, nessuno può credere di recuperare artificialmente e quasi fraudolentemente i passaggi saltati con idee miranti a "qualcosa" di molto più "grandioso". Il gruppo, i preconcetti, l'opinione accomunante, i dogmi, le certezze di ogni genere, la "serenità", il superuomo o il super-criminale su cui appoggiare il proprio vuoto esistenziale... : non è "l'irrazionale" sono sintomi di malattia. Il far prevalere le soluzioni più banali destinate a interlocutori confusi e disinformati, gli appelli a generici "buoni (!!!) sentimenti" non tacitano veramente l'assordante silenzio generale quanto invece incentivano impunemente e "riabilitano" gli istinti sadici repressi da sfogare in linciaggi - magari non solo ideologici. Scelte di vie facili e popolari, segnalazioni importanti riferite pubblicamente in modo sciatto e impreciso rischiano di nullificare le invece difficili e serie opzioni di un'impostazione fatta di documentazioni, di verifiche; e tendono a ricadere pesantemente e ripetutamente in danni contro le vittime stesse. Non bisogna credere di trovare in ogni caso "(pseudo-)eroi" tra chi il "male" lo subisce o lo ha subito, fra chi al "male" vorrebbe opporsi: il malessere interiore unito a sensazioni di diffusa ingiustizia rischia di incrementare i sentimenti di inferiorità/dipendenza a cui consegue la ricerca di "assoluti" in cui credere e di "guide" a cui appoggiarsi. Ma gli "assoluti" sono unilaterali e la fiducia in una "guida" diventa esclusiva/escludente con inevitabili malevolenze e discordie. I - presunti - "buoni" si fronteggiano divisi in parti contrapposte invece di collaborare; e in questa confusione e pochezza la morale degli schiavi tende a prevalere con prese di posizione ostili se non "appelli" al linciaggio di presunti colpevoli invece che con precisione di testimonianze e con solidarietà e sostegno e ascolto delle vere vittime.
Problemi e responsabilità enormi richiederebbero sicurezza di collegamenti e una solidale ed efficace collaborazione fra realtà diversificate, privilegiando ovunque e comunque lo scambio di differenti esperienze soprattutto basate sull'ascolto imparziale e non programmatico delle vittime di ogni età, sulla cernita accurata della credibilità di ognuno: di ogni bambino del presente, ma anche di chi, pur molti anni dopo, manifesta in rivissuti il "bambino violato" di allora, quel "bambino violato di allora", che - conservato come un "cancro" all'interno della personalità - continua a impedire una vita normale a chi bambino cronologicamente non è più. Facile è l'appello a estemporanei, immediati "buoni sentimenti" in favore di singole "vittime" o il riferirsi a singoli e contingenti "mostri" da "sbattere in prima pagina": così facendo non solo si suscitano scoraggianti incertezze, non solo si aizzano discordia e disorganizzazione fra chi cerca o crede di agire pur in buona fede, ma così anche si incentivano le fantasie paranoiche delle vittime stesse e in circoli viziosi chiusi su se stessi se ne mina sempre più anche l'attendibilità di testimoni. Vittime o psudo tali o difensori o pseudo tali che considerano soltanto sotto un unico aspetto i fatti per loro stessi rilevanti si scontrano tra di loro scaricando così le loro tensioni in meschine rivendicazioni. Anzi troppo spesso "lavora" in questo campo chi si propone e agisce su una singola lunghezza d'onda: prese di posizione e "appelli" incitano al "linciaggio" di presunti colpevoli, invece che alla solidarietà e sostegno delle vere vittime. “Esperti” considerano in esclusiva un solo ristretto settore: nel combattere la pedofilia è come se conoscessero soltanto un singolo risvolto della sessualità coinvolgente minori. Singoli gruppi più o meno in buona fede aggrediscono con campagne denigratorie i "concorrenti in buoni propositi", e con appelli al "lavaggio delle pubbliche coscienze" promuovono - inutili? - richieste di firme persino per eventuali - a loro volta criminali - "castratorie" proposte di legge ecc. E se al posto di una seria e paziente ricerca della verità e TUTELA reale delle vittime si aggiunge così soltanto danno al danno, crudeltà alla crudeltà, alle vittime e ai loro - presumibili - difensori si aggiungono esibizionisti che cercano di evidenziarsi richiamando la pubblica attenzione con clamorosi appelli, ma anche con clamorose campagne demonizzanti volta per volta singoli casi e singole Nazioni - da dimenticare e sostituire subito dopo.
CONTRO la preferenza data ai "colpevoli" piuttosto che alle "vittime", "contro" l'esagerazione sprovveduta del presente e l'oblio del passato anche recente ci si è trovati quasi costretti ad aggiungere questo file - purtroppo quindi successivo alla pubblicazione del libro - il cui titolo Opinioni o peggio accuse? e il cui URL method.htm indicano chiaramente a quale metodologia - non elitaria ma concreta - VOGLIAMO far riferimento.
Avvenimenti storici ben documentati assomigliano a terribili mis-fatti del presente: come ad esempio nel Quindicesimo secolo Gilles de Rais e le centinaia di bambini da lui violentati e uccisi in parallelo alle truppe scelte da lui fornite a Giovanna d'Arco. Studiare la storicità di efferati e "speciali" crimini di tempi precedenti può far meglio conoscere quelli del presente: ma non è più facile invece impressionare le folle con esecrazioni e commozioni, con pettegole, estemporanee, cronache giornalistiche? Il sensazionalismo a-storico si coinvolge nell'effimero immediato, privilegiando e "confezionando" di volta in volta impressionanti fatti di cronaca da dare in pasto al sentimentalismo "pseudo-buonista" o meglio al vorace SADISMO collettivo.
Come facile è la via del CONTRO! come facile è privilegiare casi singoli in un esclusivistico e sensazionalistico e quasi fiabesco "CONTRO" indirizzato a presunti e univoci colpevoli! Quanti Barbablu si sono susseguiti nei tempi commettendo crimini assolutamente analoghi, però - a differenza di Gilles de Rais e di Dutroux - in piena impunità? E al contrario quanti, magari innocenti, sono stati processati per stregoneria e quante esecuzioni capitali eseguite, o, più modernamente, quanti sono stati gli occasionali mostri sbattuti in prima pagina in modo irredimibile? Mentre quanti altri autentici "mostri" vivono e sono vissuti - e ben a lungo - tranquilli e onorati?
Il rischio è di scivolare nella cultura del risentimento. Di fatto, la cultura del risentimento - la morale degli schiavi - è molto diffusa. La si respira dovunque, senza che sia teorizzata. Cresce e si espande da se stessa per forza d’inerzia – non ha neanche bisogno di operazioni pubblicitarie.
Ma come un’anamnesi ben fatta diffida dalle “parole” e sa discernere quanto di non-detto, di fasullo, di falso possa nascondersi sotto, così essere "vittima" non costituisce una benemerenza senza ombre, essere o esser stati vittime non significa una caratteristica personale di qualcuno ma soltanto che a questo qualcuno sono capitati o stanno capitando fatti lesivi. Il "sonno della ragione" accompagna molti file del sito e il celeberrimo Goya un po' modificato - da una delle "vittime" presenti in più parti del sito e del libro - dà impatto alla copertina del libro. Ma un'altra frase cos'ho in comune io con gli schiavi, più volte citata in questo sito sta anche alla base dei principali propositi di un altro sito per noi altrettanto importante.
Infatti e purtroppo essere o esser stati vittime se non vuol dire essere "eroi", ancor più "purtroppo" essere "eroi" non  vuol indicare di per sé "integrità": anzi spesso "vittime" e "eroi" sono categorie in cui tipicamente si collocano gli "schiavi", coloro che - comunque sia - confondono interno con esterno, che vivono o credono di vivere in funzione di qualcosa che non appartiene a loro stessi ma che proviene da "altro/ altri" - non solo dipendenza, ma approvazione, considerazione, ammirazione, seduzione, dogmi, appartenenza, guide, prescrizioni, predominio, ed anche offesa e PERSECUZIONE.
Quasi imbarazzati nel farlo per paura di venir fraintesi addirittura come "negazionisti", o come seguaci di Nietzsche o di Spengler ne abbiamo citato un aforisma sulla scia di polemiche e di veri litigi anche indirizzati a vittime e non solo a veri o falsi loro aiutanti e difensori. Invece nostra convinzione è che
 "morale degli schiavi" e "superuomo" appartengano come due facce della stessa medaglia alla stessissima categoria, come pure le "masse" e le "menti raffinatissime". L'appiattimento emotivo dell'accondiscendenza servile e l'esaltazione ammirante o esecrante sono due momenti della stessa... nevrosi se non psicosi o della stessa perversione... Ma se occasionali effimeri altissimi e bassissimi che escono dalla categoria del "tempo" si situano in spazi fiabeschi fine a se stessi, fiammate episodiche di sentimentalismo - che poi è SEMPRE SADISMO - possono produrre o permettere grandissimi disastri.
Non appena nuovi dati o nuove risposte lo rendano necessario questo file evidenzia il nostro dissociarci anzi opporci, senza paura di offendere alcuno, da tutto il clamore delle attribuzioni ipotetiche di "dalli al mostro", e si pone contro tutta la marea dei "complottisti" - in buona o in malafede - non importa se formata da vittime o di intriganti.

"Nevrosi", "perversioni", "psicosi": non abbiamo paura di questi termini che - ripetiamo PURTROPPO - da molti che ne sono in fondo affetti non vengono accettati. Non si tratta di "estirpare l'irrazionale dalle masse" come sostiene una strampalata affermazione da noi discussa polemicamente in altra sede, ma capire che, se non è riuscito a tempo debito o in seguito a costruire - o ricostruire - la propria infanzia nelle sue VERE susseguentesi fasi evolutive, nessuno può credere di recuperare artificialmente e quasi fraudolentemente i passaggi saltati con idee miranti a "qualcosa" di molto più "grandioso". Il gruppo, i preconcetti, l'opinione accomunante, i dogmi, le certezze di ogni genere, la "serenità", il superuomo o il super-criminale su cui appoggiare il proprio vuoto esistenziale... : non è "l'irrazionale" sono sintomi di malattia. "Cos'ho in comune io con gli schiavi?" Cos'ho in comune? come medico posso "comunicare" con chi lo vuole - e senza nessuna "estirpazione"!!! - per promuoverne la vera "liberazione".
Invece il far prevalere le soluzioni più banali destinate a interlocutori confusi e disinformati, gli appelli a generici "buoni (!!!) sentimenti" non tacitano veramente l'assordante silenzio generale quanto invece incentivano impunemente e "riabilitano" gli istinti sadici repressi da sfogare in linciaggi - magari non solo ideologici. Scelte di vie facili e popolari, segnalazioni importanti riferite pubblicamnte in modo sciatto e impreciso rischiano di nullificare le invece difficili e serie opzioni di un'impostazione fatta di documentazioni, di verifiche; e tendono a ricadere pesantemente e ripetutamente in danni contro le vittime stesse. Non bisogna credere di trovare in ogni caso "(pseudo-)eroi" tra chi il "male" lo subisce o lo ha subito, fra chi al "male" vorrebbe opporsi: il malessere interiore unito a sensazioni di diffusa ingiustizia rischia di incrementare i sentimenti di inferiorità/dipendenza a cui consegue la ricerca di "assoluti" in cui credere e di "guide" a cui appoggiarsi. Ma gli "assoluti" sono unilaterali e la fiducia in una "guida" diventa esclusiva/escludente con inevitabili malevolenze e discordie. I - presunti - "buoni" si fronteggiano divisi in parti contrapposte invece di collaborare; e in questa confusione e pochezza la morale degli schiavi tende a prevalere con prese di posizione ostili se non "appelli" al linciaggio di presunti colpevoli invece che con precisione di testimonianze e con solidarietà e sostegno e ascolto delle vere vittime.

I Titoli non devono prevalere sui contenuti

... fugat tenebras lucemque reducit...
Ignorante è chi ancora non conosce,mentre chi è colto e conosce deve cercar di render conoscibile agli "incolti" quanto ancora "ignoto". Chi è colto deve anche adoperarsi per dissipare ogni tipo di tenebra, per render palese l'occulto: per rendere consapevole e chiaro quanto taciuto e furtivo. Ma - statico e ben peggiorativo dei dinamici "incolto" = "ignorante" - l'incorregibile "superficiale" è fin più minaccioso dell'ingannevole "occulto".
Superficiale peggiore di occulto? Superficiale come suggestivo imbonimento? Ecco come voluta PROPAGANDA, o anche involontaria "disinformazione" si diffondono e si auto-confermnano attraverso un meccanismo mentale di superficializzazione della conoscenza dei fatti in modo che i TITOLI riescano a prevalere sui CONTENUTI, il sentimentalismo occasionale sulla conoscenza operativa.
Più in generale, chiamati in causa, dobbiamo rispondere con una secca serie di commenti o meglio dobbiamo porre a tutti - e porre a noi stessi - una serie di domande - retoriche poiché in fondo ne sappiamo già le diversificate risposte. Ormai da molti decenni CIRCOLANO in pratica liberamente riferimenti "strillati", sbandierati, ripetuti e risonanti di originale in copia e di copia in copia; da decenni si pubblicano - anche se poi si cerca di smentire - testimonianze di vittime sofferenti che si raggruppano anche in Associazioni e Forum di discussione, litigiosi fra di loro e in numero spropositato. Ma ci si chiede qual'è la provenienza geo-politica di tutta questa massa di "cultura", di possibilità di trasmettere informazioni? Quale specchietto per le allodole vi si nasconde sotto, forse per meglio "occultare" - deviando l'attenzione verso un univoco "nemico" - una serie di così rese irriconoscibili collusioni? 
In mano a prestigiatori della comunicazione si costruisce (?) come la peggior "fanta-politica" tutta la serie di "pseudo-certezze", "pseudo-causalità" se non di assolute attribuzioni di "colpevolezza"; ormai "strillati" riferimenti pubblici si propagano indicando Nazioni, popoli, organizzazioni ecc. come sede indiscussa del MALE ASSOLUTO: non ci si chiede invece il perché, né il come circolano queste notizie - e SOLO QUESTE notizie? Ci sarà "sotto" un secondo fine oppure più semplicemente e logicamente non sarà perché in alcuni Paesi piuttosto che in altri ESISTE - ancora? - una RELATIVA libertà di parola e scrittura? In proposito vedi le segnalazioni riassunte in un articolo di Marc REISINGER - Psichiatra, Antropologo sociale Fondatore di Pour la vérité: Influence de l’affaire DUTROUX sur quelques carrières. (ou comment je suis devenu Républicain) ... La CIA sbandierata come il babau dei bambini, il Belgio come una nazione corrotta abitata da biechi pedofili assassini, la Scandinavia luogo ove si torturano gli abitanti fin dalla nascita? Ma nessuno - pago di aver raggiunto simili certezze - si chiede se a rigor di logica il resto del mondo sia una specie di Paradiso? Si chiede cosa veramente accadeva e vi accade?
Problemi e responsabilità risultano quindi enormi: richiederebbero sicurezza di collegamenti e una solidale ed efficace collaborazione fra realtà diversificate, privilegiando ovunque e comunque lo scambio di differenti esperienze soprattutto basate sull'ascolto imparziale e non programmatico delle vittime di ogni età, sulla cernita accurata della credibilità di ognuno: di ogni bambino del presente, ma anche di chi, pur molti anni dopo, manifesta in rivissuti il "bambino violato" di allora, quel "bambino violato di allora", che - conservato come un "cancro" all'interno della personalità - continua a impedire una vita normale a chi bambino cronologicamente non è più. Ma questo proposito non deve far sottovalutare e scartare chi ovunque e ad ogni età si trova a subire sofferenze: inspiegabili secondo i banali parametri di una banale "cultura degli schiavi". Facile è l'appello a estemporanei, immediati "buoni sentimenti" in favore di singole "vittime" o il riferirsi a singoli e contingenti "mostri" da "sbattere in prima pagina": così facendo non solo si suscitano scoraggianti incertezze, non solo si aizzano discordia e disorganizzazione fra chi cerca o crede di agire pur in buona fede, ma così anche si incentivano le fantasie paranoiche delle vittime stesse e in circoli viziosi chiusi su se stessi se ne mina sempre più anche l'attendibilità di testimoni. Vittime o psudo tali o difensori o pseudo tali che considerano soltanto sotto un unico aspetto i fatti per loro stessi rilevanti si scontrano tra di loro scaricando così le loro tensioni in meschine rivendicazioni. Anzi troppo spesso "lavora" in questo campo chi si propone e agisce su una singola lunghezza d'onda: prese di posizione e "appelli" incitano al "linciaggio" di presunti colpevoli, invece che alla solidarietà e sostegno delle vere vittime. “Esperti” considerano in esclusiva un solo ristretto settore: nel combattere la pedofilia è come se conoscessero soltanto un singolo risvolto della sessualità coinvolgente minori. Chi si oppone all'ab-uso più generalizzato di ignari cittadini come "cavie per esperimenti" e/o per collaudi di "armi-di-energia" si dirama in una congerie di raggruppamenti separati, e tende a confondere scienza, tecnologia e cattivo uso di queste con conseguenze soggettive date per assolute. Singoli gruppi più o meno in buona fede aggrediscono con campagne denigratorie i "concorrenti in buoni propositi", e con appelli al "lavaggio delle pubbliche coscienze" promuovono - inutili? - richieste di firme persino per eventuali - a loro volta criminali - "castratorie" proposte di legge ecc. E se al posto di una seria e paziente ricerca della verità e TUTELA reale delle vittime si aggiunge così soltanto danno al danno, crudeltà alla crudeltà, alle vittime e ai loro - presumibili - difensori si aggiungono esibizionisti che cercano di evidenziarsi richiamando la pubblica attenzione con clamorosi appelli, ma anche con clamorose campagne demonizzanti volta per volta singoli casi e singole Nazioni - da dimenticare e sostituire subito dopo.

Cos'ho in comune io con gli schiavi?
logo Cenro Gobetti
Cos'ho in comune io con gli schiavi?

Cosa ho in comune? Soprattutto come medico ho in comune la possibilità di favorirne la liberazione.                          

Disapprovo ciò che dici, ma difenderò sino alla morte il tuo diritto di dirlo - scrive Voltaire:
sì ma purché non si pretenda di "dire" opinioni più o meno cervellotiche in un àmbito in cui invece si devono trattare FATTI e DOCUMENTI: così si spiega l'"intollerante" posizione di questo file/capitolo - che si richiama a quello di un altro sito Opinioni o peggio: accuse/Opinion or accusation?
E comunque in quale incalcolabile guazzabuglio di pubblicazioni e/o filmati si scivola non appena ci si indirizza su argomenti come complotti, segreti della storia e della politica, congiure internazionali ecc.!
Un fatto smentisce cento teorie, cento teorie non smentiscono un fatto

Opinioni???

Libri, siti e ricerche di decenni si propongono il fine di fungere da "raccoglitori" e quindi da distributori di informazioni: approfondite e vagliate ricavate da fonti di osservazioni dirette del presente in atto, ma anche derivate da controllate testimonianze di memorie faticosamente riemerse dal passato. Da questi fatti osservati, da questi ricordi recuperati emerge anche la possibilità concreta di provvedere, di proteggere e di curare, e - se del caso: anche di denunciare. Ma questo non significa spargere accuse a destra e a manca: non per un ipotetico "buonismo" caritatevole (o pseudo tale) ma per ovvia e logica attenzione alle proporzioni tra mezzi e fini, tra cause efficienti e conseguenze, e ancor più ovviamente tra vantaggi e svantaggi. L'indispensabile, sempre operante VIGILANZA deve proprio attivarsi di continuo per evitare i pericoli gravi e frequenti che insorgono quando la NON conoscenza dei VERI FATTI, delle vere DINAMICHE in atto può far correre rischi anche terribili. E questo non solo per una logica attenzione da dedicare alle proporzioni - nei due sensi - tra cause vere o presunte, non solo per logica preoccupazione riguardante le proporzioni delle forze e degli effetti in gioco, ma anche ed ancor più perché è una sorgente di terribili rischi ogni equivoco sulla realtà effettiva dei FATTI, ogni confusione tra problemi e sensazioni inerenti direttamente al proprio corpo interno fraintesi come se fossero dinamiche in atto nel/del mondi esterno. Anche solo riferendosi al "mondo esterno umano" complicità, collegamenti, opposizioni, alleanze in continuo cambiamento sono difficilissimi da rilevare e da riconoscere persino per chi vi è addentro e preparato: che tragiche conseguenze possono derivare da errori di valutazione, da errati riconoscimenti tra "amici" e "nemici"! Quali danni possono conseguire al aver dato ascolto a ingannatorie ingenuità o ad un'ottusa ristrettezza mentale, che si illudevano di garantire la certezza delle proprie conoscenze sui "colpevoli" e sulle loro modalità di azione!
Opinioni??? O elencazione di concreti fatti? Opinioni o idee persecutorie?
 
Scopo precipuo di tutto questo lavoro non è infatti quello di discutere in modo ideologico su presunte "opinioni", nè TANTO MENO di lanciare a casaccio accuse ipotetiche, bensì di fare in modo che ogni asserzione si costituisca come convalidabile DOCUMENTO e che soltanto "questo documento" come tale possa SEGNALARE chiaramente sperimentabili e ricontrollabili dati di fatto, possa così diventare una "finestra aperta" per offrire a chiunque le sue DESCRIZIONI - e non spiegazioni! - corroborate da riscontrabili fonti e da autorevoli dati, documentati ed esplicitati in modo incontrovertibile anche iconografico.
Infatti tutto questo lavoro, questi siti, questi libri, non sono soltanto statiche raccolte di documenti, ma finestre aperte su di una comunicazione a largo raggio che presuppone domande e risposte, da cui nuove domande e rinnovate risposte, nuove osservazioni e sempre più diversificati punti di vista: osservazioni e documentazioni date più da FATTI che da interlocutori, in uno scambio continuo di dati sempre in divenire, accertati, autentici, provati.
In ogni modo se un sottofondo filosofico sottosta alle basi di tutto questo, il suo vero sostegno non appartiene al mondo delle discussioni e delle teorie, appartiene alla e deriva dalla realtà dei FATTI SOSTANZIALI  e CONCRETI
, preferibilmente raccolti di PRIMA MANO. E se è una serie di DOMANDE più che di risposte a farsi portavoce di questo basilare messaggio di intenti ogni tentativo di metterne in discussione i contenuti, scambiandone i dati di fatto presentati con ipotetiche "opinioni" deve venir respinto in modo inoppugnabile proprio con una cautela che presuppone attese anche di ANNI prima di poter giustificare delle asserzioni.

Opinioni??? Opinioni o esposizione di fatti e/o dati? Opinioni e/o lamentele?
Purtroppo ci si trova talvolta costretti a malincuore a non poter ignorare ma a dover controbbattere le vuote obbiezioni e le... chiacchere proposte da chi si accosta a questi problemi scambiandone i contenuti con il frutto di mere "opinioni"; ci si trova a dover tacitare - con fastidio ed anche con  apprensione - chi  spara a vanvera accuse non comprovabili, quando invece si deve vagliare tutto con molta cautela per pubblicare soltanto veramente precisabili descrizioni, e non qualsivoglia dato e/o testimonianza e/o condivisione anche se eventualmente attendibili. E' per questo quindi che anche la numerosa serie di più o meno gravi - se non gravissimi -  eufemisticamente "disguidi", di cui possiamo essere od esser stati testimoni diretti o indiretti, non viene affatto presentata né nei libri, né nei siti e neanche nei continui aggiornamenti: ogni dato, sempre e comunque raccolto e catalogato con molta puntualità, aspetta anche decenni - in attesa di eventuali ulteriori conferme.
l'animalità lungimirante della lince espressa nello sguardo - attento, perplesso,preoccupato -
Il sonno della ragione produce mostri? Allora non ci si deve stancare di rimanere VIGILANTI, VIGILANTI, VIGILANTI; non ci si deve accontentare delle affermazioni altrui e neanche delle proprie - non documentate - sensazioni. DUBBI  e ATTENZIONE A LARGO RAGGIO devono essere sempre le principali GUIDE.


 

tavola 43 dei Caprichos di Goya:


Il sonno della ragione produce mostri...

Sueños y Discursos  de verdades descubridoras de abusos, vicios y engaños en todos los oficos y estados del mundo: dal titolo esteso autografo sul disegno preparatorio.
 
Il commento del Maestro, conservato al Museo del Prado di Madrid, riporta, a proposito di questa tavola: 
La fantasia ABBANDONATA dalla ragione produce mostri impossibili: con essa è madre delle arti e origine delle sue meraviglie
Come può la fantasia venir ABBANDONATA dalla ragione? E ad opera di chi? Come e quando vigilare e proteggere?
  

                      Il bambino
                    è fatto di cento.
                    Il bambino ha
                        cento lingue
                          cento mani
                       cento pensieri
                        cento modi di pensare
                    di giocare e di parlare
                       cento sempre cento
                          modi di ascoltare
                      di stupire di amare
                         cento allegrie
                       per cantare e capire
                          cento mondi
                           da scoprire
                       cento mondi
                           da inventare
                      cento mondi
                          da sognare.
                    Il bambino ha 
                        cento lingue
                         (e poi cento cento cento)
                    ma gliene rubano novantanove.

                      La scuola e la cultura
                    gli separano la testa dal corpo.
                                Gli dicono:
                          di pensare senza mani
                             di fare senza testa
                            di ascoltare e di non parlare
                          di capire senza allegrie
                             di amare e di stupirsi
                    solo a Pasqua e a Natale.
                                Gli dicono:
                    di scoprire il mondo che già c'è
                             e di cento
                    gliene rubano novantanove.
                            Gli dicono:
                        che il gioco e il lavoro
                          la realtà e la fantasia
           la scienza e l'immaginazione
                    il cielo e la terra
                    la ragione e il sogno
                           sono cose
                    che non stanno insieme.
                         Gli dicono insomma
                         che il cento non c'è.
                           Il bambino dice:
                              invece il cento c'è.

Loris Malaguzzi                                                                                      

Opinioni o peggio: accuse?

Oppure un messaggio e un ammonimento di vitale importanza?.
Cerchiamo di tenerci lontani da "controculture", da "alternativi" e da pseudo-accuse, e soprattutto temiamo i gruppi che - pur ignari di nozioni di Alta Politica, e/o peggio che ignari di nozioni di Altissima Finanza - si costituiscono su ipotetiche, in fondo fiabesche "certezze" inerenti a pseudo-sicure cause e a pseudo-sicuri colpevoli - "perpetratori" - dei loro guai, anzi a (molto) pseudo-sicure "conoscenze" di grandi trame mondiali proclamate generalizzando singole mono-tematiche più o meno insipienti ma sempre ristrette idee soggettive. Si vorrebbe poter soltanto irridere come grottesche le grette sicumere di chi in un certo senso "valorizza" disagi personali attribuendone la causa a (molto) pseudo-sicure scarse e unilaterali "conoscenze" di queste trame mondiali. Comunque occorre starne non solo ben "lontani" ma in aperta opposizione: infatti il rischio è che queste pseudo-conoscenze siano usate come supporto al costituirsi di raggruppamenti ideologici simil Séttari.

Di vitale importanza? Perché simil-Séttari?
Ogni raggruppamento centrato in esclusiva sul combattere "comuni nemici" in fondo si struttura come una Sétta, cioè come un'entità disomogenea accomunata esclusivamente sul conglobare individui ed enti molto differenti tra di loro e nelle loro situazioni, basandone l'appartenenza non su reali "fini" comuni, ma su di un'ostilità cieca, ma unitaria purchessìa contro un comune nemico reale o più o meno ipotetico, comunque però caratterizzato dall'essere del tutto al di sopra ed al di là di ogni effettiva possibilità di azione non solo simbolica. Le Sétte - o simili "comunelle" offrono appoggio e consolazioni a chi è in cerca di una pseudo-felicità: pseudo (?) non per niente addirittura Delgado nella sua ricerca di una Società Psicocivilizzata, (del 1969) ha espresso i suoi feroci principi anche in un libro del 1999 intitolato La Felicidad, a chi - nella sua rifiutata sofferenza - aspira all'indifferenza di "serenità" escludenti. Oppure accolgono e "consolano" recriminanti "vittime" le più disparate: disagi effettivi o vere gravi sofferenze reali e documentate vengono così collettivamente e indiscriminatamente imposti all'attenzione generale non come patimenti propri ma come ACCUSE agli ipotetici "comuni nemici".
(
Di questo passo dove si può giungere? Vedi La prima guerra "umanitaria" della storia: Hitler e i Sudeti)
Hitler e i Sudeti? Una terribile Guerra Mondiale posposta di un anno - dando al Nazismo un anno di vantaggio? O recriminanti vittime dei più disparati disagi individuali da "accogliere" e "consolare"? Quanto danno può provenire da una così frequente e aperta massimizzazione di piccoli e magari piccolissimi disagi e dissapori privati che viene di conseguenza ad accompagnarsi ad una minimalizzazione dei grandi fatti collettivi - stragi, campi di concentramento, distruzion i di massa...!
E in quale incalcolabile guazzabuglio di pubblicazioni e/o filmati si scivola non appena ci si indirizza su argomenti come complotti, segreti della storia e della politica, congiure internazionali ecc.!

 (Ben differente è la genuina cooperativa efficacia di molte consociazioni di malati di particolari patologie, per meglio studiarle e meglio così aiutare i curanti!
(Ben differente è la genuina cooperativa efficacia di molte con-sociazioni di malati di particolari patologie  per meglio studiarle e meglio così aiutare i curanti!
 Vedi LIDAP: Lega Italiana contro i Disturbi d'ansia, da Agorafobia e da attacchi di Panico
Gruppo di Auto-Mutuo Aiuto: Lo strumento peculiare della Lidap è il gruppo d'auto-aiuto: un gruppo, cioè, tra persone che hanno in comune lo stesso problema e che, nel confronto orizzontale con gli altri, sperimentano momenti di condivisione, di solidarietà e di crescita.)

(Ben differente è la genuina cooperativa efficacia di molte con-sociazioni di malati di particolari patologie  per meglio studiarle e meglio così aiutare i curanti!
 Vedi LIDAP: Lega Italiana contro i Disturbi d'ansia, da Agorafobia e da attacchi di Panico
Gruppo di Auto-Mutuo Aiuto: Lo strumento peculiare della Lidap è il gruppo d'auto-aiuto: un gruppo, cioè, tra persone che hanno in comune lo stesso problema e che, nel confronto orizzontale con gli altri, sperimentano momenti di condivisione, di solidarietà e di crescita.)

Di vitale  importanza? Senza conoscenze di causa e da pulpiti di crassa, supponente ignoranza, occuparsi di ipotetici e inafferabili "nemici" invece che di lenire e/o evitare le  proprie sofferenze e danni? Di vitale importanza? Quanto dannosi simili eterogenei raggruppamenti possono diventare anche direttamente nei riguardi  degli appartenenti stessi! Quanto sono sempre e comunque adatti all'intrufolarsi di veri persecutori - di "lupi travestiti da agnelli" -, di agenti provocatori, di false vittime, di veri - e realmente malati e sofferenti - deliranti...: in ogni caso di veri pericoli e di sicure squalificazioni!

Altre precisazioni si trovano più o meno esplicite ed esaustive e/o solo accennate in un altro sito e nel libro derivatone - It's Abuse NOT Science fiction /Gli Abusi mentali, fisici e tecnologici NON sono Fantascienza. Un file aggiuntovi dopo la pubblicazione del libro - dal titolo analogo a questo - Opinioni o peggio, accuse? / Opinion or accusation? - e contrassegnato da un URL indicativo della metodologia di lavoro più che dal suo contenuto: /method.htm - non solo rispecchia, ma completa con esempi che precisano meglio questi contenuti nel loro evolversi e dirimere "controversie" (da cui l'indicazione: /controversia.htm del presente URL)

PAURA

da Joseph P. Orwell lI libro dei senza paura
I prepotenti non mangiano te: mangiano la tua PAURA...

lI libro dei senza paura - Manuale per vincere ed affrontare le paure da piccoli -   Joseph P. Orwell
Giunti (gruppo editoriale)

"Paura" crede di raggiungere la salvezza costruendo barricate: e così restringe spazi, conoscenza, rapporti e consapevolezza... e continua ad ampliarsi in sempre rinnovati motivi di trepidazione e di bisogno di dipendenza.

copyright Pucci Violi

Indice italiano

Parte terza: Emozioni, memoria -> saggezza

E' molto importante il file sulla "memoria": impostazione sintetica e globale del principio filosofico a cui si attiene tutto questo lavoro, e il suo parallelo in inglese - più ampio nella bibliografia e nelle citazioni -: Consciousness and memory

Consapevolezza e memoria


(che potete anticipare dal link: Tutti i grandi sono stati bambini una volta)
(vedi anche una versione antcedente di Consapevolezza  e momoria in Indymedia Italia)
 
Un brutto sogno:una bambina e un'incubatrice, esperienza dalla nascita
Documento originale del sogno

Quando la cartella clinica è terapeutica

Ma, come in questo file/capitolo che - in quanto bilingue -  appartiene ad entrambi i libri, se
messaggi di progresso, di speranza -  ed anche di possibilità di recupero - si dipanano partendo dalle origini e seguendo percorsi fattibili, sito e libri correlati inviano parallelamente anche diffide e di ben altro tenore.
In questa prospettiva, differenti files/capitoli - importanti e fondanti - si trovano soltanto ciascuno in uno o nell'altro libro. Sono files/capitoli ben diversi come testo, ma complementari per significato intrinseco, dato che integrano e confermano essenziali propositi e concetti di base da differenti punti di vista e esplicitati con ben differenti argomenti.
In particolare l'inglese
TOTEM AND TABOO REVISITED: awful and fertile rise of new superstitions
va strettamente messo in parallelo con: IMBROGLIO E' IL CONTRARIO DI SVILUPPO. Da: 'La violenza contro il bambino' a 'Tempo di mutamenti' e 'La meglio gioventù''
ed anche con Cosa ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della libertà.

Da confrontare a loro volta con i propugnatori di indirizzi opposti:
Basta un poco di zucchero e la pillola va giù... e con Delgado & Skinnner, La legge Regionale contro l'Elettrochoc ... e con l'amaro umorismo di: Infanzia: eziologia e trattamento

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Opinion, fact, complaint 

English translation BookSurge

To read and link a well organized directory of the files/chapters go to the file Book index indexing as Web site as book From children of YESTERDAY to adults of TOMORROW to be on sale on-line at:
Abebooks.com, Alibris.com, BooksinPrint.com, also on Kindle, GlobalBooksinPrint.com.
After the dedicated file/chapter, factually prefacing the English pages, the file/chapter ... from today's adults -> to adults of Tomorrow... should be considered a keen introduction to and beginning of the whole site: or better it sets up the essential meaning of the whole work - personal researches, site and books. Any way this meaning can be furthermore proved on the files/chapters more in depth evidencing Author's personal Introduction, completed by ... my guides... my roots..., which more widely consolidates teaching references, and by this one to reinforce the whole message explaining the applied method to face comments and controversies. But just after book published, further considerations suggested to better and more precisely complete these crucial files: so much amplified to occasion a latest - strengthen and more accurate - edition to support the previous one. The launching file/chapter ... from today's adults -> to adults of Tomorrow... needs notwithstanding to be followed by topics more in depth evidencing the Author's personal introductory data, also on their continual development: so by files/chapters renewed with improved notices and also with reults of better settled discussions.
Internal English index:
#English, #fear_and_watch, #purposes#titles-content, #opinions, #concrete_facts,
 #vital importance

Warn

Too surely convinced suspicions, strict persecutory belief, blatant victimization: are they a protection or rather mainstream ways to be duped?
Skepticism? Disbelief?
 Are they "science" or facets of another SUPERSTITION?