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17 maggio 2009 / Maggio 17
2009
Opinioni, fatti, accuse#presupposti, #avviso-warning,
#schiavi, #titoli_e-contenuti,
#opinioni, #accuse, #paura, #Indice_italiano,
Come in altri files/capitoli - Come il babbo non ce n'è, Delgado & Skinner, Bambino viziato, DAL SUBLIMATO AL CONCRETO, Basta un poco di zucchero e la pillola va giù... - il testo era bilingue, Italiano e Inglese, ma ora per non appesantirne troppo la visualizzazione le due parti sono state divise: al file in English Opinion, fact, complaint... ora si accede tramite il suo URL dedicato. Tutti i links del sito verranno continuativamente aggiornati con l'aiuto di: SEVENtwentyfour.com Motore interno di ricerca nel sito Questo
sito e i libri
che ne derivano NON sono di INFORMAZIONE, ma si costituiscono come una
specie di ENCICLOPEDIE TEMATICHE, in cui vengono presentati e
discussi vari argomenti
daleggersi
e soprattutto da CONSULTARE di
volta in volta. A seguito di difficoltà lamentate e relative richieste, l'architettura stessa del sito è stata modificata in funzione di un più agevole orientamento: sdoppiato, il file di prefazione e illustrazione degli indici prende ora un nuovo nome - Prefazione,introduzione e indici illustrati - che riinvia a un differente URL mentre diventa iniziale e fondamentale un file semplificato dove a prima vista compaiono i links indirizzanti sui capitoli interni. Per
accogliere le richieste di
una
più
agevole lettura, i testi di questo sito sono stati - anche - trasferiti
in un LIBRO: Bambini
di ieri
= adulti di oggi. Adulti di
oggi
->
adulti di domani
Corso
Marconi 34/a 10125 Torino
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la pubblicazione dei libri aggiornamenti
sono già iniziati
e molti altri ne verrano fatti segnalati di
volta in volta nel nuovo file Aggiornamenti
e
novità / Novelties on the site: anche se si consiglia di
considerare
ancora
con
attenzione le più importanti passate modifiche.
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Presupposti
Questo file/capitolo deriva dalla necessità di porre in chiare definizioni quanto emerso di equivoco e contraddittorio da una serie di non solo ipotetiche controversie: di affermare la propria posizione nei riguardi dei fini e dei metodi con i quali e sulla base dei quali ci si trova a lavorare ed a cooperare - o a credere di poter collaborare - in comunanza di idee e di propositi. (Una precisazione sui termini usati: per cooperazione intendiamo nella sostanza la messa in comune – “l’unione fa la forza” - di “mancanze” collettive, od anche di condivisione di competenze simili; mentre con collaborazione intendiamo la possibilità che forze differenti in atto possano esprimersi al meglio proprio in quanto differenti nell’attuazione di nuovi “progetti”.) Nei file/capitoli: Consapevolezza e Memoria / Consciousness and memory, e in Basi teoriche... guide... organizzazioni / My guides... my roots e più incisivamente in IMBROGLIO E' IL CONTRARIO DI SVILUPPO. Da: 'La violenza contro il bambino' a 'Tempo di mutamenti' e 'La meglio gioventù' e in Cosa ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della libertà questi argomenti vengono meglio precisati e le polemiche meglio evidenziate.
Altre precisazioni si trovano più o meno esplicite ed esaustive e/o solo accennate in un altro sito e nel libro derivatone - It's Abuse NOT Science fiction /Gli Abusi mentali, fisici e tecnologici NON sono Fantascienza. Un file aggiuntovi dopo la pubblicazione del libro - dal titolo analogo a questo - Opinioni o peggio, accuse? - e contrassegnato da un URL indicativo della metodologia di lavoro più che dal suo contenuto: /method.htm - non solo rispecchia, ma completa con esempi che precisano meglio questi contenuti nel loro evolversi e dirimere "controversie" (da cui l'indicazione: /controversia.htm del presente URL) Come già ribadito anche in altri fileapitoli di questo e di un altro libro, la situazione Belga di rapimenti di bambini è soltanto emersa - e anche casualmente - come la punta di iceberg di qualcosa di ben più vasto e INTERNAZIONALE di applicazione effettiva e su larghissima scala dei dettami di Delgado: ognuno di questi files verrà pertanto REVISIONATO E MIGLIORATO per riassumerne tempestivamente le novità; verranno segnalati i files nuovi o completamente modificati, ora corroborati con illustrazioni incontrovertibili. Da tener costamente d'occhio gli aggiornamenti dell'argomento OSTILITA' CONTRO L'INFANZIA e medicina; nonché le continue nuove precisazioni della terribile testimonianza italiana anche più completa e in continuo aggiormnmento in vari files dell'altro sito /testim.htm, in /warn-internat.htm e in /guilt-free.htm - ora anche allargata con le testimonianze e illustrazioni di PRIMA MANO di gravissimi esperimenti ostetrici su bambine anche molto piccole e di esperimenti pseudo-medici sui bambini già utilizzati nei circuiti pedo-pornografici. Vedi anche gli aggiornamenti - in italiano - di /superstition.htm il
faut garder sa liberte'
d'esprit
et croire que DANS LA NATURE L'ABSURDE SUIVANT
NOS THEORIES
N'EST PAS TOUJOURS
IMPOSSIBLE.
[We
must preserve our FREEDOM
OF MIND
and believe that CAN BE POSSIBLE what we - "OUR THEORIES" - deem to be ABSURD] Tutti i siti e pubblicazioni e nominativi riguardaanti sviluppo, bambini, allevamento ... sono giunti in via diretta o da riscontri bibliografici, accertati sì con la massima attenzione, ma da rivedersi di continuo alla luce di ulteriori dati. Questo quindi NON significa sempre piena FIDUCIA: data l'enorme ampiezza e la difettosa conoscenza di questi argomenti OGNI segnalazione va ringraziata ma presa con BENEFICIO DI INVENTARIO e comunque di continuo discussa e riprecisata. E se precisiamo di non aver bisogno di personalità forti né di eroi, neanche - o forse TANTO MENO, abbiamo bisogno di confonderci le idee con spiegazioni minimizzanti o pseudo-tazionalizzazioni, come da una mail ricevuta che cita parzialmente persino filosofi del XIV secolo e/o teorie filosofiche discettanti su eventuali non pertinenti teoriche CAUSE PRIME. M mentre nelle scienze biologiche si possono estrapolare principi generali sempre validi, e se sarà pur vero che nel campo delle "cause" o di principi matematici Pluralitas non est ponenda sine necessitate, dal lato operativo invece questo contrasta e rende ben più difficile cercare di descrivere al meglio fatti e fatti molto concreti.
Oppure
non è meglio quanto detto da QUALCUNO ben più eminente
Scopo
ben preciso di questo lavoro - che ha preso origine non da ricerche
fumose ma da osservazioni dirette - non è certo
infatti quello di disquisire su teoriche cause, ma di riconoscere la
natura concreta di ben precisi
fatti eventualemnte anche per poter al meglio
venire
in aiuto di ciascuno in modo individualizzato e pertinente. In
considerazione di ciò e tenendo conto della enome non solo
vastità ma
anche multifattorialità dei problemi, questo sito e i libri
collegati
non possono certo configurarsi come scorrevoli
romanzi a lieto fine o neanche come trattati filosofici portavoce di
una o di un'altra presa di posizione: per questo il sito e i libri pur
dando luogo ad un contesto unitario vnno utilizzati come una
Enciclopedia, o
Vocabolario o Catalogo:
"frammentati" come sono in
ben differenti file/capitoli di ben differente origine - ribadiamo:
ORIGINE non CAUSALITà - con descrizioni esatte di "prima
mano"
od anche
con interi file/capitoli "ospitati" altrui.La vita è breve, l'arte lunga. l'esperienza ingannevole, il giudizio difficile... come presupposti di clinica, diagnosi, etiopatogenesi e quindi se possibile terapia... ![]() La "morale degli schiavi""Contro" la preferenza data ai "colpevoli" piuttosto che alle "vittime", "contro" l'esagerazione sprovveduta del presente e l'oblio del passato anche recente fa riferimento questo file, il cui titolo Opinioni, fatti, accuse: accuse? e il cui URL controversia.htm indicano chiaramente metodologia - non elitaria ma concreta - e le origini di risposta polemica quando una responsabile, fattiva INDIGNAZIONE viene soppiantata da fatue e pettegole sentimentaloidi deploraxioni e/o risentimenti.Avvenimenti storici ben documentati assomigliano a terribili mis-fatti del presente: come ad esempio nel Quindicesimo secolo Gilles de Rais e le centinaia di bambini da lui violentati e uccisi in parallelo alle truppe scelte da lui fornite a Giovanna d'Arco. Studiare la storicità di efferati e "speciali" crimini di tempi precedenti può far meglio conoscere quelli del presente: ma non è più facile invece impressionare le folle con esecrazioni e commozioni, con pettegole, estemporanee, cronache giornalistiche? Il sensazionalismo a-storico si coinvolge nell'effimero immediato, privilegiando e "confezionando" di volta in volta impressionanti fatti di cronaca da dare in pasto al sentimentalismo "pseudo-buonista" o meglio al vorace SADISMO collettivo. Come facile è la via del CONTRO! come facile è privilegiare casi singoli in un esclusivistico e sensazionlistico e quasi fiabesco "CONTRO" indirizzato a presunti e univoci colpevoli! Quanti Barbablu si sono susseguiti nei teproteste e/o rancori.mpi commettendo crimini assolutamente analoghi, però - a differenza di Gilles de Rais e di Dutroux - in piena impunità? E al contrario quanti, magari innocenti, sono stati processati per stregoneria e quante esecuzioni capitali eseguite, o, più modernamente, quanti sono stati gli occasionali mostri sbattuti in prima pagina in modo irredimibile? Mentre quanti altri autentici "mostri" vivono e sono vissuti - e ben a lungo - tranquilli e onorati?
"Morale degli schiavi"? Cos' ho in comune io con gli schiavi? Cos'ho in comune io con gli schiavi? Cosa ho in comune? Soprattutto come medico ho in comune la possibilità di favorirne la liberazione. Morale degli schiavi"? Cos' ho in comune io con gli schiavi? Quante facce ha il concetto - o meglio la situazione - di schiavo? Morale degli schiavi e/o Morale del Potere: non sono poi due facce della stessa - "im-potente - medaglia, visto che Potere con la P maiuscola denota non un verbo ausiliario, indicante "fattibilità", ma un sostantivo sinonimo di imposizione se non sopraffazione su altri esseri umani? In proposito si può citare un'ampia e millenaria bibliografia ma qui segnaliamo soltanto due film recenti:
Ma come un’anamnesi ben fatta diffida dalle “parole” e sa discernere quanto di non-detto, di fasullo, di falso possa nascondersi sotto, così essere "vittima" non costituisce una benemerenza senza ombre, essere o esser stati vittime non significa una caratteristica personale di qualcuno ma soltanto che a questo qualcuno sono capitati o stanno capitando fatti lesivi. Il "sonno della ragione"copertina del libro derivato dal sito sopracitato. Ma un'altra frase cos'ho in comune io con gli schiavi, più volte citata in entrambi i siti sta proprio alla base dei principali propositi di questo nel suo intento di definire un percorso di sviluppo che giunga ad una maturazione ottimale. Infatti e purtroppo essere o esser stati vittime se non vuol dire essere "eroi", ma ancor più "purtroppo" essere "eroi" non vuol indicare di per sé "integrità": anzi spesso "vittime" e "eroi" sono categorie in cui tipicamente si collocano gli "schiavi", coloro che - comunque sia - confondono interno con esterno, che vivono o credono di vivere in funzione di qualcosa che non appartiene a loro stessi ma che proviene da "altro/ altri" - non solo dipendenza, ma approvazione, considerazione, ammirazione, seduzione, dogmi, appartenenza, guide, prescrizioni, predominio, ed anche offesa e PERSECUZIONE. Quasi imbarazzati nel farlo per paura di venir fraintesi addirittura come "negazionisti", o come seguaci di Nietzche o di Spengler ne abbiamo citato un aforisma sulla scia di polemiche e di veri litigi anche indirizzati a vittime e non solo a veri o falsi loro aiutanti e difensori. Invece "morale degli schiavi" e "superuomo" appartengano come due facce della stessa medaglia alla stessissima categoria, come pure le "masse" e le "menti raffinatissime". L'appiattimento emotivo dell'accondiscendenza servile e l'esaltazione ammirante o esecrante sono due momenti della stessa... nevrosi se non psicosi o della stessa perversione... Ma se occasionali effimeri altissimi e bassissimi che escono dalla categoria del "tempo" si situano in spazi fiabeschi fine a se stessi, fiammate episodiche di sentimentalismo - che poi è SEMPRE SADISMO - possono produrre o permettere Mettendo ben in evidenza e aggiornando appena nuovi dati o nuove risposte lo rendano necessario questo file evidenzia il nostro dissociarci anzi opporci, senza paura di offendere alcuno, da tutto il clamore delle attribuzioni ipotetiche di "dalli al mostro", contro tutta la marea dei "complottisti" - in buona o in malafede - non importa se formata da vittime o di intriganti. accompagna molti file del sito e il celeberrimo Goya un po' modificato - da una delle "vittime" presenti in più parti del sito e del libro - dà impatto alla grandissimi disastri. "Nevrosi", "perversioni", "psicosi": non abbiamo paura di questi termini che - ripetiamo PURTROPPO - da molti che ne sono in fondo affetti non vengono accettati. Non si tratta di "estirpare l'irrazionale dalle masse" come sostiene una strampalata affermazione da noi discussa polemicamente in altra sede, ma capire che, se non è riuscito a tempo debito o in seguito a costruire - o ricostruire - la propria infanzia nelle sue VERE susseguentesi fasi evolutive, nessuno può credere di recuperare artificialmente e quasi fraudolentemente i passaggi saltati con idee miranti a "qualcosa" di molto più "grandioso". Il gruppo, i preconcetti, l'opinione accomunante, i dogmi, le certezze di ogni genere, la "serenità", il superuomo o il super-criminale su cui appoggiare il proprio vuoto esistenziale... : non è "l'irrazionale" sono sintomi di malattia. Il far prevalere le soluzioni più banali destinate a interlocutori confusi e disinformati, gli appelli a generici "buoni (!!!) sentimenti" non tacitano veramente l'assordante silenzio generale quanto invece incentivano impunemente e "riabilitano" gli istinti sadici repressi da sfogare in linciaggi - magari non solo ideologici. Scelte di vie facili e popolari, segnalazioni importanti riferite pubblicamente in modo sciatto e impreciso rischiano di nullificare le invece difficili e serie opzioni di un'impostazione fatta di documentazioni, di verifiche; e tendono a ricadere pesantemente e ripetutamente in danni contro le vittime stesse. Non bisogna credere di trovare in ogni caso "(pseudo-)eroi" tra chi il "male" lo subisce o lo ha subito, fra chi al "male" vorrebbe opporsi: il malessere interiore unito a sensazioni di diffusa ingiustizia rischia di incrementare i sentimenti di inferiorità/dipendenza a cui consegue la ricerca di "assoluti" in cui credere e di "guide" a cui appoggiarsi. Ma gli "assoluti" sono unilaterali e la fiducia in una "guida" diventa esclusiva/escludente con inevitabili malevolenze e discordie. I - presunti - "buoni" si fronteggiano divisi in parti contrapposte invece di collaborare; e in questa confusione e pochezza la morale degli schiavi tende a prevalere con prese di posizione ostili se non "appelli" al linciaggio di presunti colpevoli invece che con precisione di testimonianze e con solidarietà e sostegno e ascolto delle vere vittime. Problemi e responsabilità enormi richiederebbero sicurezza di collegamenti e una solidale ed efficace collaborazione fra realtà diversificate, privilegiando ovunque e comunque lo scambio di differenti esperienze soprattutto basate sull'ascolto imparziale e non programmatico delle vittime di ogni età, sulla cernita accurata della credibilità di ognuno: di ogni bambino del presente, ma anche di chi, pur molti anni dopo, manifesta in rivissuti il "bambino violato" di allora, quel "bambino violato di allora", che - conservato come un "cancro" all'interno della personalità - continua a impedire una vita normale a chi bambino cronologicamente non è più. Facile è l'appello a estemporanei, immediati "buoni sentimenti" in favore di singole "vittime" o il riferirsi a singoli e contingenti "mostri" da "sbattere in prima pagina": così facendo non solo si suscitano scoraggianti incertezze, non solo si aizzano discordia e disorganizzazione fra chi cerca o crede di agire pur in buona fede, ma così anche si incentivano le fantasie paranoiche delle vittime stesse e in circoli viziosi chiusi su se stessi se ne mina sempre più anche l'attendibilità di testimoni. Vittime o psudo tali o difensori o pseudo tali che considerano soltanto sotto un unico aspetto i fatti per loro stessi rilevanti si scontrano tra di loro scaricando così le loro tensioni in meschine rivendicazioni. Anzi troppo spesso "lavora" in questo campo chi si propone e agisce su una singola lunghezza d'onda: prese di posizione e "appelli" incitano al "linciaggio" di presunti colpevoli, invece che alla solidarietà e sostegno delle vere vittime. “Esperti” considerano in esclusiva un solo ristretto settore: nel combattere la pedofilia è come se conoscessero soltanto un singolo risvolto della sessualità coinvolgente minori. Singoli gruppi più o meno in buona fede aggrediscono con campagne denigratorie i "concorrenti in buoni propositi", e con appelli al "lavaggio delle pubbliche coscienze" promuovono - inutili? - richieste di firme persino per eventuali - a loro volta criminali - "castratorie" proposte di legge ecc. E se al posto di una seria e paziente ricerca della verità e TUTELA reale delle vittime si aggiunge così soltanto danno al danno, crudeltà alla crudeltà, alle vittime e ai loro - presumibili - difensori si aggiungono esibizionisti che cercano di evidenziarsi richiamando la pubblica attenzione con clamorosi appelli, ma anche con clamorose campagne demonizzanti volta per volta singoli casi e singole Nazioni - da dimenticare e sostituire subito dopo. CONTRO la preferenza data ai "colpevoli" piuttosto che alle "vittime", "contro" l'esagerazione sprovveduta del presente e l'oblio del passato anche recente ci si è trovati quasi costretti ad aggiungere questo file - purtroppo quindi successivo alla pubblicazione del libro - il cui titolo Opinioni o peggio accuse? e il cui URL method.htm indicano chiaramente a quale metodologia - non elitaria ma concreta - VOGLIAMO far riferimento. Avvenimenti storici ben documentati assomigliano a terribili mis-fatti del presente: come ad esempio nel Quindicesimo secolo Gilles de Rais e le centinaia di bambini da lui violentati e uccisi in parallelo alle truppe scelte da lui fornite a Giovanna d'Arco. Studiare la storicità di efferati e "speciali" crimini di tempi precedenti può far meglio conoscere quelli del presente: ma non è più facile invece impressionare le folle con esecrazioni e commozioni, con pettegole, estemporanee, cronache giornalistiche? Il sensazionalismo a-storico si coinvolge nell'effimero immediato, privilegiando e "confezionando" di volta in volta impressionanti fatti di cronaca da dare in pasto al sentimentalismo "pseudo-buonista" o meglio al vorace SADISMO collettivo. Come facile è la via del CONTRO! come facile è privilegiare casi singoli in un esclusivistico e sensazionalistico e quasi fiabesco "CONTRO" indirizzato a presunti e univoci colpevoli! Quanti Barbablu si sono susseguiti nei tempi commettendo crimini assolutamente analoghi, però - a differenza di Gilles de Rais e di Dutroux - in piena impunità? E al contrario quanti, magari innocenti, sono stati processati per stregoneria e quante esecuzioni capitali eseguite, o, più modernamente, quanti sono stati gli occasionali mostri sbattuti in prima pagina in modo irredimibile? Mentre quanti altri autentici "mostri" vivono e sono vissuti - e ben a lungo - tranquilli e onorati? Il
rischio è di scivolare nella cultura
del
risentimento. Di
fatto, la cultura del risentimento
- la morale
degli schiavi
- è
molto
diffusa. La si respira dovunque, senza che sia teorizzata. Cresce e si
espande da se stessa per forza d’inerzia – non ha neanche bisogno di
operazioni pubblicitarie.
Ma come un’anamnesi
ben fatta diffida dalle “parole” e sa discernere quanto di non-detto,
di fasullo, di falso possa nascondersi sotto, così essere
"vittima" non costituisce una benemerenza senza ombre, essere o esser
stati vittime non significa una caratteristica personale di qualcuno ma
soltanto che a questo qualcuno sono capitati o stanno capitando fatti
lesivi. Il "sonno della ragione" accompagna molti file del sito e il
celeberrimo Goya un po' modificato - da una delle "vittime" presenti in
più parti del sito e del libro - dà impatto alla
copertina del libro. Ma un'altra frase cos'ho
in comune io con gli schiavi, più volte citata in questo
sito sta anche alla base dei principali propositi di un altro sito
per noi altrettanto importante.Infatti e purtroppo essere o esser stati vittime se non vuol dire essere "eroi", ancor più "purtroppo" essere "eroi" non vuol indicare di per sé "integrità": anzi spesso "vittime" e "eroi" sono categorie in cui tipicamente si collocano gli "schiavi", coloro che - comunque sia - confondono interno con esterno, che vivono o credono di vivere in funzione di qualcosa che non appartiene a loro stessi ma che proviene da "altro/ altri" - non solo dipendenza, ma approvazione, considerazione, ammirazione, seduzione, dogmi, appartenenza, guide, prescrizioni, predominio, ed anche offesa e PERSECUZIONE. Quasi imbarazzati nel farlo per paura di venir fraintesi addirittura come "negazionisti", o come seguaci di Nietzsche o di Spengler ne abbiamo citato un aforisma sulla scia di polemiche e di veri litigi anche indirizzati a vittime e non solo a veri o falsi loro aiutanti e difensori. Invece nostra convinzione è che "morale degli schiavi" e "superuomo" appartengano come due facce della stessa medaglia alla stessissima categoria, come pure le "masse" e le "menti raffinatissime". L'appiattimento emotivo dell'accondiscendenza servile e l'esaltazione ammirante o esecrante sono due momenti della stessa... nevrosi se non psicosi o della stessa perversione... Ma se occasionali effimeri altissimi e bassissimi che escono dalla categoria del "tempo" si situano in spazi fiabeschi fine a se stessi, fiammate episodiche di sentimentalismo - che poi è SEMPRE SADISMO - possono produrre o permettere grandissimi disastri. Non appena nuovi dati o nuove risposte lo rendano necessario questo file evidenzia il nostro dissociarci anzi opporci, senza paura di offendere alcuno, da tutto il clamore delle attribuzioni ipotetiche di "dalli al mostro", e si pone contro tutta la marea dei "complottisti" - in buona o in malafede - non importa se formata da vittime o di intriganti. "Nevrosi", "perversioni", "psicosi": non abbiamo paura di questi termini che - ripetiamo PURTROPPO - da molti che ne sono in fondo affetti non vengono accettati. Non si tratta di "estirpare l'irrazionale dalle masse" come sostiene una strampalata affermazione da noi discussa polemicamente in altra sede, ma capire che, se non è riuscito a tempo debito o in seguito a costruire - o ricostruire - la propria infanzia nelle sue VERE susseguentesi fasi evolutive, nessuno può credere di recuperare artificialmente e quasi fraudolentemente i passaggi saltati con idee miranti a "qualcosa" di molto più "grandioso". Il gruppo, i preconcetti, l'opinione accomunante, i dogmi, le certezze di ogni genere, la "serenità", il superuomo o il super-criminale su cui appoggiare il proprio vuoto esistenziale... : non è "l'irrazionale" sono sintomi di malattia. "Cos'ho in comune io con gli schiavi?" Cos'ho in comune? come medico posso "comunicare" con chi lo vuole - e senza nessuna "estirpazione"!!! - per promuoverne la vera "liberazione". Invece il far prevalere le soluzioni più banali destinate a interlocutori confusi e disinformati, gli appelli a generici "buoni (!!!) sentimenti" non tacitano veramente l'assordante silenzio generale quanto invece incentivano impunemente e "riabilitano" gli istinti sadici repressi da sfogare in linciaggi - magari non solo ideologici. Scelte di vie facili e popolari, segnalazioni importanti riferite pubblicamnte in modo sciatto e impreciso rischiano di nullificare le invece difficili e serie opzioni di un'impostazione fatta di documentazioni, di verifiche; e tendono a ricadere pesantemente e ripetutamente in danni contro le vittime stesse. Non bisogna credere di trovare in ogni caso "(pseudo-)eroi" tra chi il "male" lo subisce o lo ha subito, fra chi al "male" vorrebbe opporsi: il malessere interiore unito a sensazioni di diffusa ingiustizia rischia di incrementare i sentimenti di inferiorità/dipendenza a cui consegue la ricerca di "assoluti" in cui credere e di "guide" a cui appoggiarsi. Ma gli "assoluti" sono unilaterali e la fiducia in una "guida" diventa esclusiva/escludente con inevitabili malevolenze e discordie. I - presunti - "buoni" si fronteggiano divisi in parti contrapposte invece di collaborare; e in questa confusione e pochezza la morale degli schiavi tende a prevalere con prese di posizione ostili se non "appelli" al linciaggio di presunti colpevoli invece che con precisione di testimonianze e con solidarietà e sostegno e ascolto delle vere vittime. I Titoli non devono prevalere sui contenuti
Più in generale, chiamati in causa, dobbiamo rispondere con una secca serie di commenti o meglio dobbiamo porre a tutti - e porre a noi stessi - una serie di domande - retoriche poiché in fondo ne sappiamo già le diversificate risposte. Ormai da molti decenni CIRCOLANO in pratica liberamente riferimenti "strillati", sbandierati, ripetuti e risonanti di originale in copia e di copia in copia; da decenni si pubblicano - anche se poi si cerca di smentire - testimonianze di vittime sofferenti che si raggruppano anche in Associazioni e Forum di discussione, litigiosi fra di loro e in numero spropositato. Ma ci si chiede qual'è la provenienza geo-politica di tutta questa massa di "cultura", di possibilità di trasmettere informazioni? Quale specchietto per le allodole vi si nasconde sotto, forse per meglio "occultare" - deviando l'attenzione verso un univoco "nemico" - una serie di così rese irriconoscibili collusioni? In mano a prestigiatori della comunicazione si costruisce (?) come la peggior "fanta-politica" tutta la serie di "pseudo-certezze", "pseudo-causalità" se non di assolute attribuzioni di "colpevolezza"; ormai "strillati" riferimenti pubblici si propagano indicando Nazioni, popoli, organizzazioni ecc. come sede indiscussa del MALE ASSOLUTO: non ci si chiede invece il perché, né il come circolano queste notizie - e SOLO QUESTE notizie? Ci sarà "sotto" un secondo fine oppure più semplicemente e logicamente non sarà perché in alcuni Paesi piuttosto che in altri ESISTE - ancora? - una RELATIVA libertà di parola e scrittura? In proposito vedi le segnalazioni riassunte in un articolo di Marc REISINGER - Psichiatra, Antropologo sociale Fondatore di Pour la vérité: Influence de l’affaire DUTROUX sur quelques carrières. (ou comment je suis devenu Républicain) ... La CIA sbandierata come il babau dei bambini, il Belgio come una nazione corrotta abitata da biechi pedofili assassini, la Scandinavia luogo ove si torturano gli abitanti fin dalla nascita? Ma nessuno - pago di aver raggiunto simili certezze - si chiede se a rigor di logica il resto del mondo sia una specie di Paradiso? Si chiede cosa veramente accadeva e vi accade? Problemi e responsabilità risultano quindi enormi: richiederebbero sicurezza di collegamenti e una solidale ed efficace collaborazione fra realtà diversificate, privilegiando ovunque e comunque lo scambio di differenti esperienze soprattutto basate sull'ascolto imparziale e non programmatico delle vittime di ogni età, sulla cernita accurata della credibilità di ognuno: di ogni bambino del presente, ma anche di chi, pur molti anni dopo, manifesta in rivissuti il "bambino violato" di allora, quel "bambino violato di allora", che - conservato come un "cancro" all'interno della personalità - continua a impedire una vita normale a chi bambino cronologicamente non è più. Ma questo proposito non deve far sottovalutare e scartare chi ovunque e ad ogni età si trova a subire sofferenze: inspiegabili secondo i banali parametri di una banale "cultura degli schiavi". Facile è l'appello a estemporanei, immediati "buoni sentimenti" in favore di singole "vittime" o il riferirsi a singoli e contingenti "mostri" da "sbattere in prima pagina": così facendo non solo si suscitano scoraggianti incertezze, non solo si aizzano discordia e disorganizzazione fra chi cerca o crede di agire pur in buona fede, ma così anche si incentivano le fantasie paranoiche delle vittime stesse e in circoli viziosi chiusi su se stessi se ne mina sempre più anche l'attendibilità di testimoni. Vittime o psudo tali o difensori o pseudo tali che considerano soltanto sotto un unico aspetto i fatti per loro stessi rilevanti si scontrano tra di loro scaricando così le loro tensioni in meschine rivendicazioni. Anzi troppo spesso "lavora" in questo campo chi si propone e agisce su una singola lunghezza d'onda: prese di posizione e "appelli" incitano al "linciaggio" di presunti colpevoli, invece che alla solidarietà e sostegno delle vere vittime. “Esperti” considerano in esclusiva un solo ristretto settore: nel combattere la pedofilia è come se conoscessero soltanto un singolo risvolto della sessualità coinvolgente minori. Chi si oppone all'ab-uso più generalizzato di ignari cittadini come "cavie per esperimenti" e/o per collaudi di "armi-di-energia" si dirama in una congerie di raggruppamenti separati, e tende a confondere scienza, tecnologia e cattivo uso di queste con conseguenze soggettive date per assolute. Singoli gruppi più o meno in buona fede aggrediscono con campagne denigratorie i "concorrenti in buoni propositi", e con appelli al "lavaggio delle pubbliche coscienze" promuovono - inutili? - richieste di firme persino per eventuali - a loro volta criminali - "castratorie" proposte di legge ecc. E se al posto di una seria e paziente ricerca della verità e TUTELA reale delle vittime si aggiunge così soltanto danno al danno, crudeltà alla crudeltà, alle vittime e ai loro - presumibili - difensori si aggiungono esibizionisti che cercano di evidenziarsi richiamando la pubblica attenzione con clamorosi appelli, ma anche con clamorose campagne demonizzanti volta per volta singoli casi e singole Nazioni - da dimenticare e sostituire subito dopo. Cos'ho
in comune
io con
gli schiavi?
Disapprovo
ciò che dici, ma difenderò sino alla morte il tuo diritto
di dirlo -
scrive Voltaire:
? E comunque in quale incalcolabile guazzabuglio di pubblicazioni e/o filmati si scivola non appena ci si indirizza su argomenti come complotti, segreti della storia e della politica, congiure internazionali ecc.! |
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Opinioni???Libri, siti e ricerche di decenni si propongono il fine di fungere da "raccoglitori" e quindi da distributori di informazioni: approfondite e vagliate ricavate da fonti di osservazioni dirette del presente in atto, ma anche derivate da controllate testimonianze di memorie faticosamente riemerse dal passato. Da questi fatti osservati, da questi ricordi recuperati emerge anche la possibilità concreta di provvedere, di proteggere e di curare, e - se del caso: anche di denunciare. Ma questo non significa spargere accuse a destra e a manca: non per un ipotetico "buonismo" caritatevole (o pseudo tale) ma per ovvia e logica attenzione alle proporzioni tra mezzi e fini, tra cause efficienti e conseguenze, e ancor più ovviamente tra vantaggi e svantaggi. L'indispensabile, sempre operante VIGILANZA deve proprio attivarsi di continuo per evitare i pericoli gravi e frequenti che insorgono quando la NON conoscenza dei VERI FATTI, delle vere DINAMICHE in atto può far correre rischi anche terribili. E questo non solo per una logica attenzione da dedicare alle proporzioni - nei due sensi - tra cause vere o presunte, non solo per logica preoccupazione riguardante le proporzioni delle forze e degli effetti in gioco, ma anche ed ancor più perché è una sorgente di terribili rischi ogni equivoco sulla realtà effettiva dei FATTI, ogni confusione tra problemi e sensazioni inerenti direttamente al proprio corpo interno fraintesi come se fossero dinamiche in atto nel/del mondi esterno. Anche solo riferendosi al "mondo esterno umano" complicità, collegamenti, opposizioni, alleanze in continuo cambiamento sono difficilissimi da rilevare e da riconoscere persino per chi vi è addentro e preparato: che tragiche conseguenze possono derivare da errori di valutazione, da errati riconoscimenti tra "amici" e "nemici"! Quali danni possono conseguire al aver dato ascolto a ingannatorie ingenuità o ad un'ottusa ristrettezza mentale, che si illudevano di garantire la certezza delle proprie conoscenze sui "colpevoli" e sulle loro modalità di azione!Opinioni??? O elencazione di concreti fatti? Opinioni o idee persecutorie? Scopo precipuo di tutto questo lavoro non è infatti quello di discutere in modo ideologico su presunte "opinioni", nè TANTO MENO di lanciare a casaccio accuse ipotetiche, bensì di fare in modo che ogni asserzione si costituisca come convalidabile DOCUMENTO e che soltanto "questo documento" come tale possa SEGNALARE chiaramente sperimentabili e ricontrollabili dati di fatto, possa così diventare una "finestra aperta" per offrire a chiunque le sue DESCRIZIONI - e non spiegazioni! - corroborate da riscontrabili fonti e da autorevoli dati, documentati ed esplicitati in modo incontrovertibile anche iconografico. Infatti tutto questo lavoro, questi siti, questi libri, non sono soltanto statiche raccolte di documenti, ma finestre aperte su di una comunicazione a largo raggio che presuppone domande e risposte, da cui nuove domande e rinnovate risposte, nuove osservazioni e sempre più diversificati punti di vista: osservazioni e documentazioni date più da FATTI che da interlocutori, in uno scambio continuo di dati sempre in divenire, accertati, autentici, provati. In ogni modo se un sottofondo filosofico sottosta alle basi di tutto questo, il suo vero sostegno non appartiene al mondo delle discussioni e delle teorie, appartiene alla e deriva dalla realtà dei FATTI SOSTANZIALI e CONCRETI, preferibilmente raccolti di PRIMA MANO. E se è una serie di DOMANDE più che di risposte a farsi portavoce di questo basilare messaggio di intenti, ogni tentativo di metterne in discussione i contenuti, scambiandone i dati di fatto presentati con ipotetiche "opinioni" deve venir respinto in modo inoppugnabile proprio con una cautela che presuppone attese anche di ANNI prima di poter giustificare delle asserzioni. Opinioni??? Opinioni o esposizione di fatti e/o dati? Opinioni e/o lamentele? Purtroppo ci si trova talvolta costretti a malincuore a non poter ignorare ma a dover controbbattere le vuote obbiezioni e le... chiacchere proposte da chi si accosta a questi problemi scambiandone i contenuti con il frutto di opinioni; ci si trova a dover tacitare - con fastidio ed anche con apprensione - chi spara a vanvera accuse non comprovabili, quando invece si deve vagliare tutto con molta cautela per pubblicare soltanto veramente precisabili descrizioni, e non qualsivoglia dato e/o testimonianza e/o condivisione anche se eventualmente attendibili. E' per questo quindi che anche la numerosa serie di più o meno gravi - se non gravissimi - eufemisticamente "disguidi", di cui possiamo essere od esser stati testimoni diretti o indiretti, non viene affatto presentata né nei libri, né nei siti e neanche nei continui aggiornamenti: ogni dato, sempre e comunque raccolto e catalogato con molta puntualità, aspetta anche decenni - in attesa di eventuali ulteriori conferme. |
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