12 aprile 2008  

con importanti aggiornamenti in
#simbiosi-mistificazione e soprattutto con continuativi nuovi riferimenti in #mamma_cattiva, ma anche nei paragrafi riguardanti Infortuni - o pseudo tali - e a rimandi al collegato file, a sua volta molto aggiornato, Raccontini
Indice interno al file:
#presentazione_libro#lavoro, #focolare, #abitazione, #segnalazioni, #falsi_incidenti#casa_sana, #Links_interni_correlati_all_argomento, #madri_e_figli, #simbiosi-mistificazione, #segnali_del_cucciolo, #mamma_cattiva

Motore di ricerca interno al sito

LE FACCENDE DOMESTICHE. Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro (vedi Indice)
Se un incidente impedisce a una donna di lavorare, ha diritto di risarcimento anche se non è lei a fare le pulizie.
copertina del libro
 Il loro compito è dirigere la vita della famiglia. Sentenza della Cassazione le promuove. Un atto di Giustizia....: scrive Franca Rame (da La Stampa: venerdì 7 novembre 1997 Cronache pagina 16)



Si tratta della riedizione di un volume - Nuova Italia 1974, allora con il titolo I complessi della casalinga -  ora presente  con un titolo più pertinente LE FACCENDE DOMESTICHE. Ergonomia e psicologiadi un VERO lavoro, di cui il successivo Infanzia: tempo di mutamenti ne è sicuramente il completamento speculare.  Entrambi concorrono ad avviare un discorso strutturante incentrato su concetti-base di fasi iniziali: l'uno dalla parte degli adulti, della vita adulta e soprattuto del LAVORO adulto, l'altro dalla parte di chi è (od era stato: vedi in Consapevolezza e memoria) in via di sviluppo.
Infanzia: tempo di mutamenti...
Come dice l'attuale titolo stesso (il titolo dell'edizione precedente rimandava alla Violenza contro il bambino) descrive e chiarisce (in parallelo agli organizzatori-induttori dello sviluppo embrionale) situazioni dei fisiologici - attuati o disturbati - cambiamenti in differenziazione visti dalla parte di chi si sta sviluppando, mentre ne >LE FACCENDE DOMESTICHE. non consecutivo ma "precedente" - versante di ogni vita umana a partire però sempre dal contesto infantile ORIGINARIO: il tutto come parte integrante di un discorso unitario dedicato al concetto di INIZI, di passaggi successivi, di fasi di sviluppo: di passato, presente e futuro, di "organizzatori" e di coni di espansione che si integrano e interagiscono a vicenda. (Vedi entrambi gli INDICI dei libri LE FACCENDE DOMESTICHEe di INFANZIA: tempo di mutamenti e vedi lo schema di questi passaggi nei links ...dal sublimato al concreto  e dal corporeo all'astratto (quest'ultimo nel libro a pag.40).
In altri termini, entrambi i libri nel loro aspetto speculare: l'uno "dalla parte dei bambini" e questo "dalla parte degli adulti", cercano di contribuire a far considerare le attività umane - e non soltanto gli “esseri” umani - secondo “paradigmi di sviluppo” che si succedono e si collegano in passaggi diversificati, ma non casuali e disorganizzati, bensì regolari, necessari e consequenziali.

Nel titolo si parla di un VERO lavoro, ma anche di faccende, si tratta cioè di un LAVORO unitario o non piuttosto di una serie più o meno organizzata di "mestieri" e/o di "professioni"? Ed è significativo che le si chiamino "faccende" dal latino = cose da farsi - al plurale? Viste separatamente o nel loro complesso - queste "cose da farsi", presentano la peculiarità di essere da farsi quotidianamente su tempi brevi e ripetitivi: ma non per questo sono attività irrilevanti o banali, e neppure talmente ovvie da poter venir considerate soltanto come fine a se stesse.
Peculiare aspetto del mondo adulto, comunque sia, più che il LAVORO in astratto sono le molteplici "attività lavorative" al plurale: ma anche queste a loro volta, come gli individui, non dovrebbero essere statiche e senza sbocchi, anch'esse possono evolvere partendo da aspetti concreti, corporei - “piccoli” e magari “infantili” - fino a potersi "srotolare" verso le più elaborate, “sublimate” e “potenti”  forme di partecipazione alla vita associata del presente. Della vita adulta fa parte la generatività, cioè la possibilità di far concretamente nascere figli, ma anche in astratto questa generatività rivolta verso il lontano ed il FUTURO può sublimare in attività non biologiche ma lavorative, “creative” ad ampio respiro: come la procreazione biologica la progressione degli elementi tipici dei minuscoli "tempi e metodi" del quotidiano, della vita e delle "faccende domestiche" può espandersi nello spazio e nel tempo, verso tempi e spazi futuri imprevedibili e dilatati, come ad esempio l'"immortalità" delle opere d'arte.
Non solo le "persone", infatti, ma anche le attività adulte e ogni tipo di lavoro hanno basi portanti inziali perfin biologicamente programmate (con i complessi in funzione di "organizzatori"); e da queste basi partono diversificabili percorsi. Dal lato PSICOLOGICO, questo lavoro e queste faccende si svolgono infatti come azioni e configurano situazioni che attingono direttamente da vicino all'INIZIALE NORMALE SVILUPPO bio-sociologico dei normali complessi infantili, anch'essi al PLURALE, anch'essi da vedersi nel loro svolgersi multiforme e in apparenza contraddittorio che altrettanto può evolvere in arricchimenti o coartarsi in danni. Questo srotolarsi dal concreto al sublimato può cioè accompagnare in progresso la vita adulta e la vera MATURITA' come pure può ingarbugliarsi  rattrappendone e/o bloccandone le potenzialità: non solo sul piano personale del singolo ma anche diffondendo conseguenze sull'ambiente e sulle generazioni future. Infatti già dal titolo stesso, il complementare volume Infanzia: tempo di mutamenti descrive l'importanza e le difficoltà di queste disomogenee TRANSIZIONI fondamentali, di queste tappe che dànno sostanza alle FONDAMENTA, e che, s-piegate dettaglio per dettaglio, rivelano la loro potenza nel loro presentarsi e nel loro divenire.
scopri la psicologia del tuo lavoro
Chi si occupa di ERGONOMIA e PSICOLOGIA potrà leggere con attenzione la parte del libro che gli compete senza troppo approfondire le altre, mentre chi credesse di trovarvi prevalenti descrizioni più o meno amene di "casalinghe complessate" probabilmente rimarrebbe deluso.  Ciascuno quindi potrà leggere con attenzione la parte che gli interessa senza troppo approfondire le altre, ma consiglierei a TUTTI di leggerne almeno l'ultimo capitolo:
Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi e adulti di domani.

IL LAVORO

L'ERGONOMIA di cui si parla nel titolo del volume studia non tanto le "persone" quanto ogni singola azione lavorativa: queste plurime "faccende domestiche", che presentano tanto multiformi e sfaccettati azioni e realtà, gesti e situazioni, valori e pericoli nei loro dettagli operativi, forniscono quindi parametri paradigmatici verso il divenire di molti e disparati lavori: nei loro possibili sbocchi offrono PROTOTIPI - e apprendistato - di molti MESTIERI (manuali) e di molte PROFESSIONI (anche molto "teoriche" e "astratte". La casa, se prima di tutto è l’ABITAZIONE  ed anche magari un’ "estensione di sé",  è pure un posto di lavoro, una sede di varie “faccende” (ripeto, dal latino: cose da farsi) nelle quali si  ritrovano le basi ed i paradigmi semplificati ma soggettivamente strutturali di moltissime attività' lavorative, di molti lavori, mestieri, impieghi, professioni, cariche e persino affari se non scienze ed arti. Le “faccende domestiche” complessivamente formano la struttura di base di una vera UNITÀ PRODUTTIVA. Anche se dal lato operativo, ergonomico sono da considerarsi rigorosamente al plurale si ramificano in una serie di azioni che stanno al primo gradino del passaggio dal CONCRETO della vita corporea individuale al più vasto universo dei mestieri e professioni; dalla vita dell’individuo come tale alle unità socio-economiche (e pertanto anche antropologico-politiche) più vaste. Ogni “lavoro” (come pure la mancanza di lavoro) è una componente essenziale della vita di ogni adulto normale, una componente che gioca un ruolo basilare nella situazione psicosomatica di ciascuno sia “agente” che “utente” come
  •  fattore di benessere e di stabilità
  •  causa di pericolo, affaticamento, e in alcuni casi persino morte (vedi infortuni ed anche disagio cronicamente aggravantesi)
  • fattore da integrarsi nell’esistenza complessivamente fisica e psicologica
  • azione destinata a produrre CONSEGUENZE: sia utili - “prodotti” -, che dannose - inquinamento, scomodità, disturbo, se non pericolo.

 Via S. Barnaba, 8 - 20122 Milano  tel. 02-50320146  fax 02-50320150 
ergonomia@unimi.it  segreteria@societadiergonomia.it


L'ergonomia si occupa del LAVORO
L'Ergonomia ha come oggetto l'attività umana in relazione alle condizioni ambientali,  strumentali e organizzative in cui si svolge per l'adattamento di tali condizioni alle esigenze dell'uomo, in rapporto alle sue caratteristiche e alle sue attività. Nata per studiare e far rispettare nella progettazione una serie di norme che tutelano la vita del lavoratore e accrescono l’efficienza e l'affidabilità dei sistemi uomo-macchina,  l'ergonomia ha allargato il proprio campo di applicazione in  funzione dei cambiamenti che sono  sopravvenuti nella domanda di salute e di benessere. L'obiettivo attuale è quello di contribuire alla  progettazione di oggetti, servizi, ambienti di vita e di lavoro, perché  RISPETTINO i limiti dell'uomo e ne POTENZINO le capacità operativ.
Come nella definizione statutaria dell'ergonomia:
L'obiettivo attuale è quello di contribuire alla  progettazione di oggetti, servizi, ambienti di vita e di lavoro, perché  RISPETTINO i limiti dell'uomo e ne POTENZINO le capacità operative. 
Come nel sito dei lavori in casa e nel link della vignetta oggetti cattivi, i lavori "in" e "di" casa possono ricevere l'attenzione di un "pubblico" di esperti, ma anche l'interessamento di aziende economicamente importanti e sottintendere ad giro di affari anche cospicuo. Ma dal lato sociologico - e quindi di conseguenza "politico" per l'estensione numerica del "personale" addettovi - nello stesso tempo vengono ad intrecciarsi nel bene e nel male con i fattori che sottendono alla vita ed ai concetti di famiglia e con questi basilari elementi dell'esistenza: ad alto impatto emozionale per il "lavoratore" e per gli "utenti". 
Questo libro è dedicato all'ergonomia però altrettanto alla psicologia: non ci si occupa pertanto di “prodotti” materiali o di materiali “strumenti” ma del MATERIALE UMANO, delle sue azioni e delle conseguenze delle sue azioni
sia della salute ed efficienza del lavoratore e di quanto può risultare dalle sue prestazioni, dell’ottimizzazione del suo ambiente di lavoro e disponibilità personale,
come pure della sua manutenzione compresa la prevenzione degli INFORTUNI, sia di una sua vantaggiosa - e non dannosa - produttività.  Ma se è sì importante tener conto sia della salute ed efficienza del lavoratore compresa la sua preparazione specifica, il lavoro, ogni lavoro, ha risultati e ripercussioni, prodotti e danni: è quindi almeno altrettanto importante tener conto di tutto ciò che può risultare dalle sue prestazioni. In questo caso l'impatto sociale - presente e futuro - è vastissimo e impegnativo: i prodotti della casa sono ubiquitari come RIPOSO e SOSTEGNO per la famiglia tutta (e quindi per CHIUNQUE, nel suo benessere ed efficienza fino ad arrivare al vero impegnativo lavoro dell'ASSISTENZA) ma quando vi siano FIGLI lo scopo e le conseguenze ne sono progressivi come l'avvio - fortunato o deleterio di generazioni future.

LA CASA-FOCOLARE

Dal lato soggettivo psicologico queste ben differenziate faccende vanno distinte - sempre al plurale - nei loro significati evolutivi, in quanto dalle loro basi soggettive, consce o inconsce, dai relativi fattori strutturanti (vedi complessi infantili) deriva - o meno - la capacità e la disponibilità verso CIASCUNA di esse. Se si vuole spiegare in modo scherzoso e intuitivo il concetto teorico dei passaggi reciproci dal lavoro alla ... psicosomatica - e quindi dal sublimato al concreto - ci si può anche divertire e... istruire (su consiglio di Sara) con le vignette di Lupo Alberto. (Questo straordinario personaggio di Silver è nato nel 1974. Queste vignette - della serie presente nell'edizione originale 1994 - si trovano ora nel volume 47 dei Classici del fumetto di Repubblica a pagina 167).
Per tutta la fase orale come ogni volta che si presentino problemi o situazioni della serie orale, non può esistere pensiero e neanche fantasia vera (che è una modalità del pensiero) senza un corrispettivo di sensazione concreta, di contatto e/o di puro movimento. Ma esistono anche il complesso anale, le pressioni aggressive, la distruttività, l'energia da espellere; esistono anche l'aggressione-fuga e le sue varie modalità di realizzazione, trasformazione, ridirezione; ed esistono età e momenti della vita di ognuno in cui queste realtà prevalgono. Tipicamente queste forze presiedono alla lotta per l'esistenza, ma non solo alla lotta esterna, anche alle tensioni interne ed al ricambio, alle depurazioni ed agli importantissimi organi escretori, e per cui mal regolate diventano malattie: addirittura la pubblicità di un lassativo promette globalmente di regolare le 'funzioni' dell'organismo. Ma fuori dal corpo, queste funzioni biologiche sottendono alle forze che nella vita adulta diventano lavoro: in ogni età si manifestano anche in giochi "seri", ripetitivi, con la caratteristica peculiare di cercare apposta difficoltà contro cui cimentarsi, per limitarsi con "regole", con impedimenti, a dimostrare che spesso può essere più importante per l'organismo esercitarsi o "purgarsi" nello scaricare tensioni aggressive o imparare a controllarle, piuttosto che qualsiasi altra cosa. Sembra paradossale, ma tanti adulti trovano estremamente "riposanti", ("ri-creanti") attività di questo genere (dai cruciverba, alle carte, agli scacchi, ai "gialli", al veliero nella bottiglia); ma anche tanti "abitanti della casa" non responsabili in prima persona della sua gestione, malgrado siano altrove già sottoposti ad attività di questa categoria, si prestano - e con sollievo soggettivo - ad attività "casalinghe" occasionali (di riparazione e trasformazione, e persino dalla più paradigmatica delle principali "faccende": la semplice PULIZIA).

housework 1903

Nel file/capitolo corrispondente in inglese DOMESTIC CHORES
Ergonomics and psychology of a REAL work
vengono citate e illlustrate le numerosissime e famose pubblicazioni soprattutto di area femminista, ma non solo. Qui segnaliamo come paradigmatici
un'autrice - Charlotte Perkins Gilman - a suo tempo molto famosa, e un testo classico - del 1903 - la cui traduzione italiana è però da moltissimo tempo introvabile: The home: its Work and Influence.



Enrica Asquer La rivoluzione candida. Storia sociale della lavatrice in Italia (1945-1970)
In un percorso che si snoda tra stabilimenti industriali - Candy e Zanussi, in primo luogo - e abitazioni - che progressivamente divengono spazi più efficienti, intimi e confortevoli -, la storia "sociale" dell'oggetto lavatrice è una storia complessa e ricca di spunti di analisi. Visti dall'oblò di una lavatrice, infatti, i complessi nodi problematici del processo di costruzione della nuova identità del paese, nel passaggio cruciale del secondo dopoguerra, appaiono inevitabilmente connessi con le profonde trasformazioni della quotidianità, dei gesti e della cultura materiale, così come degli ideali e dei valori del privato e della domesticità.
Racconta, fra molto altro, che gli italiani nel dopoguerra comprarono prima il frigorifero e poi la lavabiancheria (60 contro 2 nel 1956). Perché la fatica andava esorcizzata ma la fame ancora di più.
da uno stralcio dell'articolo di Giovanna Zucconi presentato in Raccontini

I concetti base dei
contenuti del libro insistono principalmente su TRE criteri:
  1.  Se la casa è prima di tutto abitazione, questo significa che è sentita anche come una vera  estensione di sé; ma ciò non toglie che possa pure essere un - se non il principale - posto di lavoro, di un particolare lavoro, come detto sopra, in cui si  ritrovano le basi soggettivamente strutturali di moltissime ATTIVITA' LAVORATIVE nei loro PARADIGMI SEMPLIFICATI.
  2. Ma un altro fattore è forse ancora più importante: la circostanza che OGNUNO ne è sicura parte in causa (e PROTAGONISTA): in quanto CASALINGA/O in funzione, coabitante con casalinga/o, in quanto FIGLIA/Oo ex-figlio/a; in quanto membro di una famiglia anche se ormai mono-componente; ed anche giuridicamente in quanto partecipe di quell'organizzazione socio-economica quale è la "casa" nel senso di "home", "casa mia".
  3.  La casa e la famiglia sono infatti entità anche economiche, quindi entità simil-aziendali che, come ogni azienda, devono avere maestranze, attrezzi, prodotti e clienti: ma la FAMIGLIA-AZIENDA  ha come personale, come capi, lavoratori, fornitori e clienti proprio persone sessualmente e sentimentalmente collegate l'una all'altra. E se il lavoro casalingo è un'attività operativa a se stante, e l'organizzazione di un focolare domestico è anche un'impresa socio-economica (di recente riconosciuta in Italia dal lato anti-infortunistico), comunque come ogni azienda ha uno scopo produttivo: dal lato "conservativo" i PRODOTTI della casa sono, o dovrebbero essere RIPOSO e SOSTEGNO per la famiglia tutta; ma, quando vi siano FIGLIsi spalanca un essenziale scopo progressivo: cioè l'avvio di generazioni future.

la scaletta delle età

L'ABITAZIONE

Lavori in casa
Ad ogni modo la casa è prima di tutto abitazione, e questo significa che è sentita anche come una vera  "estensione di sé" per cui sulla "casa" si "estendono" a loro volta fenomeni e problemi che potrebbero sembrare invece inerenti soltanto alla parte fisica, biologica della persona: come per gli animali (almeno per molti) per i quali la tana e il territorio assumono valenze "vitali", e la perdita o la conservazione di essi provocano conseguenze emotive e comportamentali tipiche e costanti.
-Questa sera mi sono messo a svuotare un po' gli armadi e ho iniziato a preparare scatole e scatoloni per il trasloco.
Sà come mi sentivo mentre lo facevo? Solo. Mi è sembrato che tutto sia andato avanti e io invece abbia preso una direzione che sa di solitudine, come se quelle foto, quei compagni di viaggio, scuola  fossero lì occasionalmente, o meglio io fossi lì per caso ma traessi comunque dalla loro presenza un senso di non-solitudine. In un certo senso mi  facevano sentire non-solo. Non si può dire che mi sentissi in compagnia, partecipe, presente e vivo contemporaneamente a loro, ma non-solo. Ecco, ora e come se avessi voluto allontanare tutti per avere chiara  la sensazione che invece volevo mascherare, non volevo ammettere.
La morte è anche un più mia. Vado via da questa casa dove ho vissuto per sette anni, mi porto dietro tutto ciò che è mio, ma lascio un luogo ed è come se con questo lasciassi definitivamente una parte di me stesso, tra qualche settimana sarò in quella nuova, ma sono triste. Non ci sarà più nulla di mio in quella vecchia ma sembrerà estranea anche quella nuova.
Ma la cosa più pesante è questa sorta di vuoto, vorrei provare un po' di calore umano, vorrei sentirmi desiderato, vorrei....
A questa, come a simili domande è facilissimo dare una risposta, una risposta addirittura standard. L'entrata nella "nuova-casa", anzi l'entrare nella casa che sarà sentita come PROPRIA è - direi:  FISIOLOGICAMENTE - SEMPRE accompagnato da una significativa CRISI. Per molte persone l'entrare nella "nuova/propria casa" coincide con il matrimonio o con grossi spostamenti-emigrazioni per cui a questi fattori, a questi cambiamenti di abitudini e in primo luogo di RAPPORTI personali viene attribuita la "colpa" (!) della crisi: sentita come NEGATIVA. Ed invece la crisi è POSITIVA, ha un significato, ha dei tempi e dei modi tipici, dura almeno qualche mese ed assomiglia ad una crisi biologica come di ADOLESCENZA in quanto coincide con un fatto anche etologico - animale - di ALLARGAMENTO della propria identità che viene ad espandersi nella tana e spazi circostanti. Se avviene in concomitanza con il matrimonio è ovvio che più fattori si sommino: ma allora come mai molte coppie NON stanno bene a casa ed invece benissimo nel viaggio di nozze (a sua volta infatti che significato profondo deve avere?) ed anche nei viaggi turistici successivi?
Il senso di SOLITUDINE e la coscienza molto più ... viva (scusate il bisticcio ma non l'ho scritto a caso) della MORTE sono proprio dovuti a questo salto di maturazione, a questa nuova profonda crisi esistenziale (crisi, anzi catastrofe in senso matematico) di più completa IDENTITA' conquistata, ma anche così di consapevolezza di tutta la PRECARIETA' e SEPARATEZZA che l'identità - cioè l'esistenza "ontologica" nel senso dei termini usati dai filosofi - comporta.
Solitudine o separatezza? Separatezza? separatezza e accentuazione della separatezza sono termini negativi da cui rifuggire? Ed allora come mai, raggiunto questo tipo di sistemazione  materiale, ciascuno ci tiene tanto alla PRIVACY? Come mai così spesso ciascuno ha così paura dei "ladri"? Come mai ciascuno ci tiene tanto alle CHIAVI DI CASA quasi fossero una parte di se stessi? e tende ad affannarsi per munire le porte di rinforzi e le finestre di tende????
E infatti ecco la continuazione della mail precedente qualche anno dopo:
Mi piace stare a casa in silenzio, leggendo qualcosa e ascoltando in lontananza il ticchettio dell'orologio che scandisce il tempo. Il mondo fuori mi sembra lontano e la mia casa una specie di rifugio. Potrei scendere e trovarmi a Milano a Roma a Londra o NY, non cambierebbe molto. Qui, a casa, è come se mi trovassi ovunque, Italia, Europa, Asia, Africa, che importa. Sò già che quando uscirò da quel portone mi troverò catapultato nei rumori, nelle facce della gente, nel traffico, nella scatola a quattro ruote, nel freddo e perché no, nel pericolo. Qui non succede niente di tutto questo, guardo attraverso le finestre e vedo solo cielo, i rumori sono lontani, tutto il resto è lontano. La casa per me è in questo momento sinonimo di protezione è un grande grembo materno, forse il posto più bello dove sono stato, forse il posto dove mi sono sentito meglio.
Vorrei poter dilatare questo tempo, vorrei poter restringere tutto il resto.

E la stessa "morte" com'è diversa anche come concettualizzazione quando CONCLUDE
una vita significativa e non una vita "incompleta" cioè sentita come una "non-solitudine" completata solo dalla "compagnia" dagli "altri" utilizzati in funzione quasi di PROTESI alla propria incompletezza! (Vedi ad esempio anche: La vertigine dell'ordine. Il rapporto tra sé e la casa di Carla Pasquinelli  Baldini Castoldi Dalai editore.)

Directory Casa

Sicurezza e Economia: segnalazioni

Questa norma, sarà la prima in Europa a riconoscere il valore sociale ed economico del lavoro svolto in ambito domestico, intendendo per lavoro domestico esclusivamente l'insieme delle attività prestate senza vincolo di subordinazione e a titolo gratuito, finalizzate alla cura delle persone e dell'ambiente domestico

 149 TELEVIDEO Regionale  Lu 31 Gen 04:45:00 Rai 
Casalinghe, scatta obbligo Polizza
Scade oggi il termine ultimo per il  pagamento del premio annuale di 12,91 euro contro gli infortuni domestici da versare all'Inail. Chi non si iscriverà rischia una sanzione, non superiore al doppio del versamento richiesto.  Obbligati all'iscrizione quanti, senza distinzione di sesso,siano tra i 18 e i 65 anni e svolgano non occasionalmente e a titolo gratuito attività in ambito domestico. Deve iscriversi senza pagare l'importo chi ha un reddito annuo che non superi i 4.648,11 euro o un reddito familiare inferiore a 9.296,22 euro. La copertura della polizza riguarda gli incidenti che provocano un'invalidità  permanente di almeno il 33%.

C.H.I.L.D. Center for household, income labour and demographic economics, il centro inrteruniversitario del dipartimento di Economia dell'Ateneo torinese che
fungerà da centro di coordinamento delle attività di ricerca di 5 Atenei: Firenze, Modena, Pisa, Roma Tor Vergata e Verona. per promuovere   ricerche sull'economia della popolazione e della famiglia.


nessuno lavora quanto le casalinghe
nessuno lavora quanto le casalinghe
ve lo assicuriamo

(vedi altri links interni alle pagine legislazione e infortuni)


rischi domesticiRISCHI DOMESTICI

giocare con i rifiuti: "R" come "Rifiuti"L’ENERGIA: dalle lampadine e dalle decine di apparecchi elettrici presenti in casa alle fonti di energia! le energie tradizionali e consolidate ma esauribili, gli utilizzi delle fonti inesauribili, e le fonti alternative.
I RIFIUTI: dai rifiuti in casa agli imballaggi, il ciclo di vita degli oggetti: analisi e conoscenza dei materiali e di tutte le esperienze di valorizzazione.
L'ACQUA: dal rubinetto del lavandino fino all’acqua della nuvola, in particolare quella incanalata e potabilizzata, la sua fabbricazione e la sua depurazion

Eclissi Totale, vivere e giocare in una casa sicura è un videogame pensato per i ragazzi delle scuole medie inferiori, al fine di renderli consapevoli sui rischi presenti in ambito domestico e favorire l’adozione di comportamenti improntati alla prudenza. ... 
La riproduzione realistica degli ambienti domestici, ottenuta grazie all’uso della tecnologia 3D, permette ai ragazzi di simulare azioni quotidiane, sperimentando l’impatto delle proprie azioni e decisioni. I numerosi rischi e pericoli che i giocatori devono affrontare sono controbilanciati dall’atmosfera di humour e ironia che caratterizza il videogame. 
Rosanna D’Ambrosio, Epidemiologia ed educazione sanitaria, tel. 011 5663025, fax 0115663045, 
e-mail: episan@inwind.it
casa sicura
città sicura

casa dolce casaCASA DOLCE CASA?

IMQAccanto al comfort, però, è importante che la casa sia sicura. Impianto elettrico e a gas a norma di legge, apparecchi elettrodomestici utilizzati con le dovute cure, camini e caldaie a regola d'arte. Ma non solo. Cura e attenzione sono indispensabili per prevenire anche le numerose altre insidie nascoste nelle pareti domestiche,
UN ente nazionale italiano di unificazionePianeta casa
OPUSCOLI

Casalinghe INAILSICUREZZA DOMESTICAINAIL
PUBBLICAZIONI E RIVISTE
Pubblicità ProgressoPUBBLICITA' PROGRESSO


Incidenti o delitti?

La missione della Sezione di Epidemiologia e Statistica Medica è di contribuire alla promozione della salute, alla riduzione del carico sociale ed individuale delle malattie nelle popolazioni umane e alla valutazione degli interventi sanitari mediante la ricerca e l’educazione. ...
Comunque bisogna segnalare e accentuare con la massima cura quanto statistiche e relative considerazioni e provvedimenti - costituiti su erronei e non controllati dati - diventino invece garantiti come certificati anche internazionalmente dalla Medicina basata sulle evidenze nonché dall'evidence based Medicine.
In quante situazioni quanto bisogna cautelarsi e accertarne ogni aspetto con le massime precauzioni e beneficio di inventario?
Ad esempio e in particolare: quanti "incidenti" vengono etichettati - abusivamente - come tali anche in testuali Referti giudiziari quando invece si tratta di "fatti criminosi"?

Televideo 20/11/2007 20:20
Violenza è prima causa di morte donne

Violenza è prima causa di morte donne. In Europa,il 12-15% delle donne subisce quotidianamente violenze domestiche che rappresentano la prima causa di morte tra i 16 e i 44 anni. Più delle morti
per cancro, guerre ed incidenti. In Italia sono 6 milioni e 743mila le donne,dai 16 ai 70 anni,vittime di violenza; un milione e 150mila nel 2006. Nel mondo sono circa 200 milioni. I dati sono stati diffusi in un convegno organizzato dall'Istituto italiano di medicina sociale (Iims)


                              

Principi generali:

Per una casa più sana di Carla Iacobelli 04/02/2002 12.23.31, del Consiglio nazionale delle ricerche
Un manuale on-line sull’inquinamento domestico pubblicato dal Consiglio nazionale delle ricerche. Raccomandazioni e suggerimenti utili per tutelare la salute di milioni di uomini e donne impegnati quotidianamente nella cura dell’abitazione. 
Scarica il documento dossier inquinamento_domestico.doc
oppure: PE [MS Word] ... per una casa piu' sana CARLA IACOBELLI LANZARA *  Realizzazione grafica di Antonio Salucci... fai da te PER UNA CASA PIU' SANA.
Il rischio chimico in ambiente di lavoro. Guida alfabetica alle sostanze pericolose con segnaletica a colori
di Iacobelli Carla - Lanzara Carmine
IL DECALOGO DELLA PRESIDENTE DI DONNEUROPEE: Ecco i segreti per evitare i pericoli
Attenti a distrazione e uso sbagliato degli elettrodomestici. 
IL RAPPORTO ANNUALE DEL CENSIS (e del Collegio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati): 4 MILIONI DI INCIDENTI NEL 2003 . Gli italiani vi sono descritti come "distratti e fatalisti"e che "comportamenti avventati sono all'origine di gran parte dei 4 milioni di incidenti domestici e delle oltre ottomila persone che hanno perso la vita nel 2003. Manca nel nostro paese l'attenzione per le piccole responsabilità.
Percorsi di guerra tra le mura domestiche. A rischio un italiano su due, l’anno scorso oltre ottomila morti. Giacomo Galeazzi - da La Stampa Cronache mercoledì 24 marzo 2004 pagina 13
Il decalogo del Piccolo Aquilotto: (dedicato ai genitori per preservare e migliorare la vista dei bambini da Lucia Parlangeli ortottista e consulente esistenziale): 
1 * Difendere i suoi occhi da infortuni familiari ponendo attenzione nella scelta dei giocattoli, badando ai liquidi caustici, infiammabili, materiale bollente e cosi via; educarlo al valore della vista informandolo sulla pericolosità di certi giochi (duelli con bastoni a punta, frecce, elastici …) e di certi utensili familiari (forbici, cacciaviti…).
 2 * E attenzione al tappo di una bottiglia di spumante!! (cfr. I. Esente "Difendiamo i nostri occhi" v. bibliografia)....

3 * Usare meno luci artificiali possibili, il neon in specie, che stanca particolarmente la vista e può rendere irritabili. L’oscillazione della scarica del tubo al neon, corrisponde alla frequenza della rete elettrica che è di 50Hz. Questo stimolo, sincronizzato con la frequenza di trasmissione degli impulsi del nostro organismo, porta all’induzione di un ritmo cerebrale accelerato. La migliore fonte luminosa è certamente la luce del giorno. La luce naturale del sole gioca un ruolo di grande importanza sulla salute e il comportamento del bambino.

(Studies and Reports - International Labor Office: New Ser. November 1, 1982; ISBN: 9221030857) by Luisella Goldschmidt-Clermont Published with the financial support of the United Nations Fund for Population Activities UNFPA
Battistina Costantino: Sviluppo capitalistico e Forza lavoro in Italia (Tesi di Laurea: Università degli Studi di Torino - Facoltà di Scienze Politiche Anno Accademico 1973-74  Tesi 3276, relatore prof. Siro Lombardini)
ambientelavoro/csa
CGIL Lombardia ambientelavoro/casa

(22 dicembre 2000) vedi Storie precedenti e successive:

La Stampa  Torino Storie di città

posizione pericolosa
INFORTUNI IN CASA

AsUC

LOGO:  of the Italian Sea Horse Association Associazione. Cavallucci marini:
uomo casalingoSpolverare e cucinare? Cose da uomini
 L'italiano 'macho' o 'mammone'? 
Presto bisognerà aggiungere una terza categoria: l'uomo di casa. Sono infatti già oltre tremila gli iscritti all' Associazione italiana uomini casalinghi, unica in Italia e in Europa e che da domani entrerà a far parte della Federazione europea donne casalinghe (Fefaf). L'idea è venuta nel 1985 a tre amici, che 5 anni fa hanno aperto una scuola e poi l'associazione. Un successo. Tanto che ora il sito uominicasalinghi.it è sommerso da mail di tedeschi, spagnoli e inglesi [e polacchi] che chiedono consigli.
da: Televideo 09 10 2003 ore 22 e 49



supereva

salute delle donne
delle donne
Indagine multiscopo dell'Istat sull'uso del tempoISTAT Le differenze di genere nelle attività del Tempo Libero. In tutte le fasi della vita le donne sono penalizzate rispetto agli uomini. Già tra i 3 e i 13anni hanno a disposizionbe 18 minuti in meno rispetto ai maschietti. L'Italia possiede il primato di donne che spendono quasi tutto il loro tempo dedicandosi alla famiglia. I tempi della vita quotidiana. Riferimento notizia: Delt@
Anno III, n. 260 - 21 dicembre 2005
Diamoci da fare: Azioni integrate per l'educazione alla reciprocità e alla condivisione delle responsabilità familiari nella Provincia di Torino
Il progetto DIAMOCI DA FARE è pensato per far comprendere a bambini e ragazzi che gestire la casa, prendersi cura dei figli, preparare la cena o stirare le camicie sono compiti alla portata di tutti, non solo delle donne. Di più, educare alla reciprocità e alla condivisione delle responsabilità familiari tra uomini e donne diventa strategico per garantire alle generazioni future una migliore qualità della vita.
scambio di sguardi...sguardi
i saperi delle mamme
I saperi delle mamme straniere a confronto con le mamme italiane / Sportello Informativo per la Famiglia

ricensito da...
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CENTRO POLIFUNZIONALE PER LA FAMIGLIA
arcaviola
Sede Legale: Via Michele di Lando, 26 ? 00162 Roma
 Sede Amministrativa: via Martiri di Via Fani, 7 ? 00016 Monterotondo (RM) Tel.& Fax.: 06.44292640


ALI per giocare - Associazione dei Ludobus Italiani

I ludobus in Europa e nel mondo
Una storia lunga ... almeno 30 anni

Il tema scelto per accompagnare la riflessione è quello del tempo che scandisce e qualifica non solo il gioco in senso lato ma anche l'esperienza di vita di ogni persona.

Links interni correlati all'argomento in generale:

Prospetto e schema del movimento delle "sublimazioni" nelle due direzioni:
sublimazioni: prospettoschema del movimento ciclonico
....dal sublimato al concreto e "dal corporeo all'astratto"

Presentazione

basi teoriche... guide... organizzazioni...

Cosa ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della libertà

La pagina corrispondente in inglese che non ne è un semplice "mirror", in quanto presenta bibliografie e segnalazioni differenti e complementari.
DOMESTIC CHORES. Ergonomy and psychology of a REAL work

 E complementare è pure il file
Legislazione e infortuni

Il collegamento speculare tra questo libro - dalla parte di chi alleva - e quello che invece riflette quanto riferito a chi deve essere ancora allevato, si trova riassunto nel file
... dagli adulti di oggi agli adulti di DOMANI...

Mentre il tema della "famiglia" è esemplificato in particolare in:
DaIla famiglia preistorica alla famiglia utopistica
 
e nei siti esterni collegati alle figure.
Venendo invece a casi particolari, di lavoro domestico e di  "buoni esempi":
L'importanza dei ricordi, delle emozioni e delle idee sul futuro


Raccontini

Tutto questo è ampiamente spiegato e discusso in:
IMBROGLIO E' IL CONTRARIO DI SVILUPPO. Da: 'La violenza contro il bambino' a 'Tempo di mutamenti' e 'La meglio gioventù'

Maltrattamenti e possibili superamenti delle loro conseguenze sono descritti in:
Consapevolezza e memoria

INFANZIA: tempo di mutamenti

Significative informazioni? Significativi riferimenti?
Quando la cartella clinica è terapeutica

Impostazione metodologica? Controversie e risposte?
Opinioni, fatti, accuse... 

MATERNITA' e FIGLI: "Cuccioli" o nemici? Istinto, fantasie, apprensione?



la via lattea
(12 dicembre 2005). Attrici fra le testimonial- Donne la SVOLTA di Londra
- POTETE ALLATTARE IN PUBBLICO

Nuova legge dopo che una madre era stata fermata alla National Gallery perché, secondo una guardia della National Gallery. stava dando scandalo. Non è una leggenda metropolitana: è successo soltanto l'anno scorso a Londra in uno dei Musei più importanti del mondo (che fra l'altro espone diverse Madonne con Bambino, tema caro ai Maestri del Rinascimento compreso il capolavoro del Tintoretto L'origine della via lattea.



Il "lavoro casalingo" è un'attività operativa a se stante, e l'organizzazione di un "focolare domestico" è un'impresa socio-economica il cui prevalente scopo produttivo dovrebbe essere "conservare" e "preservare", cioè permettere RIPOSO e SOSTEGNO allla famiglia tutta. Ma uno scopo ben più sostanziale è - quando vi siano FIGLI da allevare - , quello "progressivo" cioè l'avvio di generazioni future.I bambini - cioè i FUTURI adulti - sono il prodotto più significativo e ricco di conseguenze della casa-azienda, ma così pure una delle più impegnative e assorbenti responsabilità nella vita della padrona di casa. Ecco come il lavoro casalingo riguarda non soltanto l'esistenza psicosomatica di persone, in particolare di donne, "cresciute" del presente, ma anche chi per il momento sta ancora "crescendo"; ecco come qualità e difetti di futuri uomini e donne rifletteranno qualità e difetti della casa dove sono stati generati e/o allevati, in prevalenza qualità e difetti dei vertici dell'impresa, dell'amministratrice: quindi in sostanza e per lo più della madre.. Ogni bambino infatti è un INDIVIDUO, un particolare "se stesso", che però condivide a lungo vita ed attività in famiglia e con sua madre, non solo come un sia pur partecipe spettatore, ma talmente bisognoso di aiuto, da non poter far NULLA senza assitenza, mentre, allo stesso tempo, deve accettarla così com'è, non importa quanto talvolta persin pericoloso ciò possa divenire.
Il settimo stadio della tabella delle fasi di sviluppo di Erikson presuppone la Genitorialità in senso lato  - pena la Stagnazione, ma se dal lato soggettivo e basato su un'immagine statica molti si credono "buoni genitori" - come pure loro traslati: insegnanti, medici, manager, se non imprenditori ecc. - spesso i fatti oggettivi ed il loro muoversi nel tempo rivelano lunghi momenti di indifferenza, incoscienza e, spesso, insofferenza che, carichi di conseguenze, si oggettivano in incuria, discuria ed anche in dannose, ansiose e ansiogene iper-cure.
Ma anche gli attuali adulti (e vecchi) erano prima bambini e figli: e se ci si può avvantaggiare di un buon inizio e di buoni esempi,  altrettanto è, almeno quasi sempre, difficile - pur prescindendo da veri maltrattamenti - non venir influenzati da quelli cattivi. Purtroppo è difficile allontanarsi - se non salvarsi - dagli stili di coppia, di famiglia, di vita sociale (di vita di casa in particolare) nonchè di modalità di lavoro (lavoro di casa in particolare) ricevuti come "imprinting" nella propria originaria "casa-azienda". Ma i genitori provengono a loro volta da "educazioni" o "modelli": per peggiorare il quadro, nella loro nuova organizzazione di casa ENTRAMBI i partners - spesso ancor di più se GENITORI - portano con sé, persino aggravati e polemici, i propri pregiudizi, inibizioni, soluzioni puerili e parziali, ed ogni compromesso esistenziale e nevrotico acquisiti nella casa dei loro genitori. E quindi è anche in tutto questo "passato" mal vissuto che si apre - o ritorce su se stessa - l'evoluzione dei "nuovi cittadini": famiglia per famiglia, situazione per situazione, ambiente fisico e "morale" di libertà o si oppressione, spazio e denaro, usi e costumi, isolamento o compagnia, tenerezza o disagio...
E' probabile che una "tipica famiglia di oggi" non esista, né come maggioranza né come media; ma, come ce ne sono sempre state, da sempre ed ovunque, ne esistono di ben varie e contraddittorie. E' quindi erroneo proporne stereotipate valutazioni tipo: le "famiglie all'antica" come famiglie idealmente "perfette" con le loro  tipiche madri e tipici padri del buon tempo antico, oppure viceversa dichiararsi fautori del nuovo come progresso e miglioramento. Ogni idea preconcetta si autoconvalida in circoli viziosi sia auto-elogiativi che negativi.
Ma va assolutamnte ribadito in senso generale che, sia che alludano a un globale miglioramento, sia ad un globale deterioramento simili definizioni non possono riguardare che gruppi omogenei centrati su se stessi, descritti in un modo banalizzante e autoreferenziale. Madri e padri di oggi rispetto madri e padri del passato? Severità (???) all'antica nell'allevamento dei bambini rispetto all' attuale permissivismo? O vice versa...
Ad esempio: come viveva e come vi si sviluppavano i figli di una famiglia nei primi quindici anni del secolo scorso - la fotografia è del 1914?
Come scrive Giorgina Arian Levi nel libro Tutto un SECOLO. Due donne ebree del '900 si raccontano:
Un aspetto per me fondamentale dell'educazione ricevuta sin dall'infanzia dai miei genitori, ma soprattutto  evidentemente dalla mamma, è stata la libertà.... Ci sentivamo costantemente tutti quattro liberi di agire e di decideere, consapevoli che agivaamo nel modo che la mamma avrebbe approvato. E' difficile spiegarlo: credo che la mamma sin dalla più tenera età ci permettesse di fare in modo indipendente molte cose... Con quattro piccoli che avevano a disposizione in tutto due stanze e una cucina o si doveva esser molto severi per conservare intatto ogni oggetto, o lasciar agire la fantasia dell'infanzia...
Tutto un secolo

Ma ai bambini "serve" soltanto "la mamma"? Simbiosi: quale mistificazione!

L'ho visto con i miei occhi e la cosa non mi ha sorpreso ma solo dato una conferma di cos'é il complesso orale in tempi, direi, fisiologici. L. ha ora poco meno di sessanta giorni di vita e qualche sera fa dopo una poppata ho visto il suo volto in estasi. E' durato un paio di minuti, poi si è come "risvegliato", come se fosse ritornato alla realtà dopo aver goduto di chissà quale piacere. Mi ha ricordato il volto di un eroinomane, di chi cerca con la droga esattamente quella sensazione che lui aveva provato dopo una semplice poppata. Un'estasi mistica a quel punto persino lontano dalla madre che lo teneva tra le braccia, come se in quello stesso istante si fosse consumato anche un distacco da lei. Impedire tutto questo diventerebbe a suo modo criminale perché ho avuto la netta sensazione che da lì inizi poco per volta, poppata dopo poppata, estasi dopo estasi, la vera indipendenza.
Come può allora un adulto, una madre in questo caso, decidere quando dire basta. Interrompere unilateralmente quel flusso significa in fondo dire: stop, non crescere più, oppure arrangiati, trova qualcos'altro perché io non sono più disposta a concederti non il mio latte, la mia tetta ma non sono più disposta a concederti la possibilità di crescere secondo le tue necessità. Questa è o no è violenza?
Su questa base appaiono piuttosto stupidi tutti i discorsi su quanti mesi si debba allattare un bambino, quando, secondo idee preconcette o mode sia giusto iniziare lo svezzamento e interrompere l'allattamento al seno, oppure peggio ancora quando si parla di vizio! Ho anche l'impressione che quando si magnifica l'allattamento al seno spesso ci si limiti a pensarlo come ad un fattore di mero nutrimento riducendo un evento "enorme" nel suo complesso a qualcosa di contingente.
Quando dico "enorme" è proprio perché nell stesso momento in cui mi rendo conto del suo significato capisco anche quanto sia mancato a me e quanto sia "enorme" quella mancanza, quel passaggio a vuoto. Lo dico oggi e anche in questo momento in cui sto scrivendo senza emozione, senza lacrime, ma so di certo cosa ha voluto dire per me: le mie difficoltà di oggi nascono laggiù in quei primi giorni in cui non c'era estasi. Averla scoperta anni dopo durante quelle tavolate mi è servito anche per rendermi conto quanto anch'io avrei voluto provarla in tempi, direi, fisiologici.
PS A questo proposito mi colpisce come si riconoscano, in linea generale, queste attenzioni agli animali domestici per esempio, facendo ben attenzione a non separarli dalla madre prima che abbiano completato lo svezzamento, intendendo così evitare una inutile crudeltà, mentre non si usino le medesime cautele con i cuccioli di essere umano. Forse non ci crediamo più animali.

Ho anche l'impressione che quando si magnifica l'allattamento al seno spesso ci si limiti a pensarlo come ad un fattore di mero nutrimento riducendo un evento "enorme" nel suo complesso a qualcosa di contingente: o peggio che essere madre e solo in quanto tale significhi davvero essere "la PROTAGONISTA" sulla scena.
Mentre invece
poco per volta, poppata dopo poppata, estasi dopo estasi, può iniziare la vera indipendenza, con la possibilità di crescere secondo le proprie necessità, quante scene differenti: quanto differente è ogni "cucciolo" e quanto differenti i momenti della sua esistenza!
Tutti dicono che sarò come te: ma non potrò invece essere "come me"?

  verso il futuro...

verso il futuro

IO ESISTO!

e un trionfale: IO ESISTO!
 Venezia 20 luglio 1912Bimbi e colombi fratellini e colombi
Torino 1960: campo giochi

campo giochi 

nati per leggere
piccoli critici al lavoro

In passato: nella seconda metà dell'Ottocento e nella prima metà del Novecento...
Gli uomini con i bambini: tiranni o "giocattoli"? E che spazio hanno nell'esistenza fratelli e sorelle?
Generazioni e Secoli a confronto: bambini che crescono, adulti che invecchiano...
 Quale
carattere conservano?
(Notare la stessa serietà dell'uno da piccolo nel 1862 e da "bis-nonno" nel 1934; accanto a un "nonno" con lo stesso sorriso birichino della nipotina.)
i piccoli Marco e Carolina stesso sorriso birichino...
dall'Enciclopedia dei Ragazzi 1924 pagina 4142
COME IL BABBO, NON CE N'E'
(Papà  cavalluccio)
illustrazione tratta dalla Children's Encyclopedia 19191919
- edizione italiana Enciclopedia dei Ragazzi 1924 1924.
nonno e nipoti

Benvenuti nel Paese dei Bambini che sorridono

accademia del gioco dimenticato

città educative


Giocattoli piccoli, attrezzature grandi:libertà, aria aperta e amicizia con il proprio corpo in attività.
Bambini di città e vita di campagna
sport giusto


Sport amico dei bambini e delle bambine
Campagna Istriana1934: attenzione e impegno.
Campagna piemontese 1965: bambino di città che ha molta voglia di lavorare in campagna
piccolo contadino

inizio dello sport
Attrezzature grandi: divertimento e agilità
altalena
amico albero
"amico albero"
...
di città (1998)


Sara sull'albero

"Segnali del cucciolo"? Pet therapy?

La "mamma", la mateernità" è il punto focale di questo contesto? Sarebbe indispensabile convincersi invece che deputato a guidare tutto questo è il BAMBINO STESSO, anzi ancor più precisamente che protagoniste non sono le "persone" in quanto entità statiche, ma l'interazione biologicmente attivata scatenata dai SEGNALI DEL CUCCIOLO, dai richiami anche indiretti emessi continuamente nell'ambiente circostante dai cuccioli di quialsiasi specie.  

Animali e adozioni? Fiducia reciproca e "calore" anche se non proprio "materno"....

piccolo ippopotamo adottato da una tartaruga maschio

Ora i due mangiano e dormono insieme e si scambiano anche mille tenerezze!
Questo piccolo d'ippopotamo (meno di un anno) rimasto senza la mamma (a causa dello tsunami) è stato adottato da una tartaruga  (maschio) di circa cento anni. Owen, un cucciolo di ippopotamo di 300 chili, si trovava con la mamma vicino al fiume Sabaki, in Kenya, quando l'ondata di acqua e fango dello tsunami di un anno fa l'ha travolto. Salvato e portato al Lafarge park Owen ha incontrato la centenaria tartaruga, che vistolo traumatizzato e spaesato, ha deciso di adottarlo. E la tartaruga sembra molto contenta di giocare a fare la madre, ha detto la responsabile del parco, Paula Kahumba.


La cucciola Sanbernardo Boh, fa pet therapy ad un capriolo.
Boh, la giovane femmina di cane sanbernardo diventato famoso per la sua partecipazione a 'Striscia la notizia', ha adottato un cucciolo di capriolo nella fattoria nell'entroterra genovese specializzata in pet-therapy della quale e' ospite dallo scorso inverno. Grazie all'affetto di Boh, il piccolo capriolo ha ripreso a mangiare dal biberon ed e' scampato a morte sicura. La storia inizia una settimana fa quando il capriolo viene trovato sfinito e tremante in mezzo alla strada. ANSA Ambiente Genova, 7-06-2006
Sanbernardo e capriolo

Altri orfanelli "adottati":
Tre cuccioli di tigre di Bengala nati in un circo sono stati rifiutati dalla madre. Ma a quel punto è intervenuta una cagnetta, appartenente ad un povero raccoglitore di cartone, che se ne è presa cura e li sta allattando:famigliola
 e questi altri: "protetti" da una soffice madre artificiale...mamma artificiale


Le madri sono sempre felici? La maternità è un dono, una "esigenza" o una vera tragedia?Segnali del cucciolo o segnali di allarme?

Come riepilogo dei concetti generali di tutto questo lavoro giunge molto opportuna la possibilità di commentare una considerazione che ci è stata mossa a proposito dei metodi nefasti di allevamento e delle loro conseguenze anche nel corso delle generazioni future.
Da segnalazioni come quelle contenute nei files/capitoli Imbroglio è il contrario di sviluppo, Delgado & Skinner  ecc. l'interlocutore aveva - erroneamente! -  dedotto che una volontà specificamente "malvagia" operasse con precisi propositi dietro le quinte per ottenere un simile risultato.
PURTROPPO invece per lo più NON si tratta di azioni programmate - che come tali potrebbero quindi venir combattute apertamente: i comportamenti degli adulti nei confronti dei bambini rispecchiano una NORMALE curva di Gauss con agli estremi qui i "buonissimi" - e i loro Maestri - e là i "cattivissimi" e i loro istigatori; mentre - e qui ripeto "purtroppo" - al centro si raggruppa una massa generalizzata e passiva di inetti, di superstiziosi, di adulti non-sviluppati, di infanzie malvissute o non vissute e/o rimosse.


Cbn, prevenzione depressione post-partum obiettivo primario (17 gennaio 2006)
L'assistenza alla donna in gravidanza, nel parto e dopo la nascita del bebè, e' 'un impegno prioritario, per il valore della posta in gioco'. Lo sottolinea il Comitato nazionale di bioetica nel documento su Aiuto alle donne in gravidanza e depressione post-partum, approvato durante la seduta plenaria di oggi. Il Cnb ricorda i dati sulla diffusione del cosiddetto 'maternal blues', della depressione post partum, della psicosi post partum e degli infanticidi nel nostro Paese. Circa il 50% delle donne e' colpito da 'maternal blues', una turba transitoria dell'umore che si verifica nei primi giorni dopo il parto con picco tra il terzo e il quinto giorno e con remissione,s in genere, intorno al decimo giorno o più raramente dopo qualche settimana. Una patologia, sottolinea il Cnb, 'da non trascurare'. La depressione post partum, piu' grave, si verifica nel 10% delle nascite ed è più frequente fra le neomamme adolescenti. La situazione più preoccupante è la psicosi post-partum, 2-3 casi ogni mille nascite. Una donna nel primo mese dopo il parto, ricorda il Cnb, corre il più alto rischio di essere ricoverata in una struttura psichiatrica. In casi estremi si verifica l'infanticidio. I dati italiani, sottolinea il Comitato di bioetica, denunciano una progressione nel tempo: dai 12 infanticidi del '98 ai 63 del 2001. In Gran Bretagna sono 30-40 l'anno, di cui un quarto uccisione di neonati, negli Usa 400-500 l'anno. La prevenzione delle patologie psichiche pos