20 dicembre
2011
Verso il 20 gennaio 2010 intrusioni esterne non autorizzate hanno MANOMESSO questo file togliendo figure e link ecc. come pure nei file memoria.htm, adagobetti.htm e novelties.htm Motore
di ricerca del sito
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Quando la cartella clinica è terapeuticaIndice interno:#aggiornamenti, ricerca della normalità, #pubblicazioni, #mestiere difficilissimo(*), #feromoni, #integronics, #emozioni, #istinti, #medicina, #cambiamento inconcepibile, #memoria, #ricostruzione, #psicoanalisi(**), #transfert, #Importanza_dei_sensi (*) con una piccola aggiunta di testo e di link. (**)da notare con molta attenzione la nuova aggiunta - conclusiva e fondante. Art.23 del CODICE DI DEONTOLOGIA MEDICA - italiano - 1998 - Cartella clinica La
cartella
clinica deve essere redatta
chiaramente, con
puntualità
e diligenza, nel rispetto delle regole delle buona pratica clinica e
contenere,
oltre ad ogni dato obiettivo relativo alla condizione patologica e al
suo
decorso, le attività diagnostiche - terapeutiche praticate.
Informazione molto importante: Molto più ampio di questo file il capitolo omonimo del libro Consapevolezza e memoria si trova ora in rete come: Quando la cartella clinica è terapeutica... Dare ai ricordi una specie di seconda vita? Il nuovo file Considerazioni e
conclusioni / To complete
and to outline per
l'importanza dei
suoi apporti teorici sarà l'ultimo
capitolo di tutti
i nuovi libretti. Il primo di
questi "libretti tematici" è Infanzia
un mestiere
difficilissimo, il secondo in ordine di tempo - non di
contenuto - è Consapevolezza
e
memoria con file/capitoli molto AGGIORNATI sia in html che
in pdf raggiungibili in rete: ESPERIMENTI SU BAMBINE/I
a Quando la cartella
clinica è terapeutica... Dare ai ricordi una specie di seconda
vita?, Medicina: scienza
applicata e multidisciplinare: Emozioni, istinti, ricordi,
contraddizioni ed anche allo stesso Consapevolezza e memoria.
Il terzo volume - che sarebbe il secondo in ordine logico e non
cronologico
- è La
casa e i suoi abitanti: dal concreto al sublimato, dalle fasi di
sviluppo dei bambini agli impegni
dei "grandi". L'ultimo
in preparazione
Controversie
e ripensamenti.
Raggruppati
per
singoli agomenti, aggiornati e completati, i capitoli ormai superati del libro Bambini di IERI= Adulti
di oggi. Adulti di oggi -> Adulti di DOMANI sono presenti
in volumi separati a cominciare da Infanzia un mestiere
difficilissimo in cui il file Considerazioni e conclusioni /
To complete
and to outline come V
capitolo
offre una sintesi organica e riassuntiva di tutti i problemi in
discussione. Tutti i nuovi volumi possono esser acquistati come
veri "libri", ma i relativi pdf
possono senza
limitazioni venir SCARICATI e stampati a proprie spese dall'utente, ma
a due condizioni:
1) Il libro, qualsiasi sia il supporto, dovrà essere assolutamente integro e completo sia nel testo che nella grafica; ogni modifica, soppressione, aggiunta di qualsiasi tipo faranno decadere il permesso di duplicazione e faranno automaticamente ricadere nei reati previsti a tutela del diritto di autore.I capitoli dei vari libri - molto più completi dei file in .htm - si possono scaricare anche dal sito a partire dai relativi link, e se tutti i nuovi volumi possono esser acquistati come veri "libri" e i relativi pdf SCARICATI e stampati a proprie spese dall'utente ma a condizione che ogni file sia duplicato o riprodotto su supporti elettronici, cartacei o di qualsiasi altro tipo e distribuitoi liberamente, a condizione di venir direttamente CITATO come tale nella sua integrità senza omissioni fuorvianti. File in PDF
Consapevolezza e memoria ESPERIMENTI SU BAMBINE_I.PDF Quando la cartella clinica è terapeutica... Dare ai ricordi una specie di seconda vita? Medicina: scienza applicata e multidisciplinare: Emozioni, istinti, ricordi, contraddizioni Danza-del-tempo. Giornata.pps Danza lenta Presentazione professionale Presentazione-libri Aggiornamenti e segnalazioni:Questo sito e i libri che ne derivano NON sono di INFORMAZIONE, ma si costituiscono come una specie di ENCICLOPEDIE TEMATICHE, in cui vengono presentati e discussi vari argomenti da leggersi e soprattutto da CONSULTARE di volta in volta.Dopo
la pubblicazione dei libri - italiano e inglese - gli aggiornamenti
sono già iniziati
e molti altri ne verrano fatti: questo file Aggiornamenti
e novità li ELENCA
di
volta in volta - con in
testa il più recente - seguendo soprattutto le variazioni
concrete dei file
rinnovati: per novità
di
contenuto ma anche per
risistemazione dello stile e riorganizzazione dei paragrafi e
illustrazioni. Ma se nell'elenco non verranno presentati
quelli
semplicemente
corretti nei link non più attivi, si
consiglia di
considerare
ancora
con
attenzione le più importanti passate modifiche che man mano si
stanno
spostando in coda nell'elenco. Ad ogn modo ogni
immagine che proponiamo si costituisce anche come
link: e come
per ogni altro link, le immagini vengono di continuo
monitorate e
aggiornate.
Dopo la pubblicazione dei libri aggiornamenti sono già iniziati e molti altri ne verrano fatti, segnalati di volta in volta nel nuovo file Aggiornamenti e novità / Novelties on the site: anche se si consiglia di considerare ancora con attenzione le più importanti passate modifiche. Dopo la pubblicazione dei libri - italiano e inglese - gli aggiornamenti sono già iniziati e molti altri ne verrano fatti: questo file Aggiornamenti e novità li ELENCA di volta in volta - con in testa il più recente - seguendo soprattutto le variazioni concrete dei file rinnovati: per novità di contenuto ma anche per risistemazione dello stile e riorganizzazione dei paragrafi e illustrazioni. Ma se nell'elenco non verranno presentati quelli semplicemente corretti nei link non più attivi, si consiglia di considerare ancora con attenzione le più importanti passate modifiche che man mano si stanno spostando in coda nell'elenco. Ad ogn modo ogni immagine che proponiamo si costituisce anche come link: e come per ogni altro link, le immagini vengono di continuo monitorate e aggiornate. Ma intanto gli aggiornamenti necessari continuano ad essere praticamente incessanti per cui rendono via via ... quasi "obsoleto" il testo pubblicato. Il sito può seguire e temporaneamente integrare queste innovazioni ed è appunto predisposto a questo scopo, ma così si amplia in modo eccedente le dimensioni di un solo volume: alcuni file - già pubblicati come capitoli del libro ENCICLOPEDICO sono in via di venir pubblicati AGGIORNATI in una nuova veste editoriale: come volumetti TEMATICI contenenti per singoli argomenti i capitoli ormai superati del libro Bambini di IERI= Adulti di oggi. Adulti di oggi-> Adulti di DOMANI Il
sito verrà di
continuo aggiornato:
Il file corrispettivo
in
inglese Anamnesis?
A way for
healing...
-
e il capitolo del libro From children
of
YESTERDAY to adults of TOMORROW - non rispecchiano una
semplice traduzione di quelli in italiano per le differenze di
impostazione dovute alle
diverse
fonti culturali come
pure in Consapevolezza
e memoria, Le faccende
domestiche, Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro, Infanzia:
tempo di
mutamenti che si
differenziano dai corrispettivi in inglese per dati
bibliografici, citazioni e
testimonianze: Introduction,
Consciousness
and memory, Domestic
chores.Ergonomics and psychology of a REAL work, Childhood:
times of mutability. per
cui occorre di tempo in tempo ridargli un'occhiata ed eventualmente
proporre considerazioni,
critiche o informazioni che saranno molto gradite.Per accogliere le richieste di una più agevole lettura, i testi di questo sito sono stati - anche - trasferiti in un LIBRO: Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani
Corso
Marconi 34/a 10125 Torino
(ITALY)
E' ora in vendita anche il libro From children of YESTERDAY to adults of TOMORROW in cui sono stampati i file in inglese: Abebooks.com, anche presente in Kindle, nonché in edizione più curata e aggiornata in Cortinalibri.it Il sito web nel tempo si è molto arricchiro, precisato, aggiornato: per seguire gli sviluppi ne verranno via via stampati i file più signficativi raggruppati in libretti tematici. Ultimo capitolo di TUTTI i nuovi libretti è un nuovo file in cui si compendiano ma anche si sottolineano le basi essenziali di impostazione metodologica e culturale Considerazioni e conclusioni |
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Premesse: alla ricerca della NORMALITA'SVILUPPI
NORMALI
e MEMORIA
come campi di studio e ricerca sono oggetti dinamici di una SCIENZA
multidisciplinare non avulsa dalla CONCRETEZZA.
Il
punto-chiave
qui presentato si vale come base assoluta di una
sistematizzazione descrittiva - non
certo
prescrittiva! - di quanto corrisponde, o almeno si avvicina a
corrispondere, ad
una
piena NORMALITA',
secondo quel tipo di disciplina teorica che
negli
studi di medicina generale si chiama FISIOLOGIA,
consecutiva alla basilare ANATOMIA
evidenziandone il DIVENIRE che
può indirizzarsi - momento per momento - verso vie sane e
evolutive
e può altrettanto incontrare situazioni di disagio e/o vera
malattia.
Quattro dimensioni ha infatti
l'esistenza "psicosomatica"
umana di cui - oltre a quelle dello spazio sia interno che ampiamente
esterno -
l'accumularsi
del tempo
ne è parte essenziale. In quest'ottica anche la Medicina
in
azione, la clinica al
letto dei pazienti può esser strettamente
legata all'attività generale di RICERCA delle cause, dei
meccanismi e
degli
effetti. Non soltanto metodo pratico di "cura" la "medicina
psicosomatica" accompagna verso le vie della "teoria" la miriade
di
fattori che sottendono ogni istante
dell'esistenza
di ogni
individuo singolo: verso il campo della "Scienza”
in
generale e
indirettamente, anche - oltre la Medicina
- verso i campi allargati socio-antropologici.
Nelle discipline mediche se esiste
la
fisiologia che considera
astrattamente
l'individuo singolo, esiste infatti pure l'epidemiologia,
parte in fondo anche di discipline
a se stanti - sociologia, antropologia
ed anche: STORIA
- che esplorano la miriade di sistemi in cui si dipana l'esistenza
collettiva degli
"individui singoli": sia in sé, sia nel loro trascorrere nei
TEMPI,
nell'andamento delle diverse organizzazioni socio-politiche e
ambientali e nelle loro
intersecate variazioni. In
un così variegato approccio
alla
conoscenza e
ai suoi contenuti teorici - ed
alle loro indirette conseguenze operative
- insistiti parametri
di presente e
passato indicano anche potenziali svolte future: ma
così riassumono in modo implicito fondamentali
concetti che, proprio
partendo dal super-privato "bambinesco
e familistico", esprimono un'impostazione realmente POLITICA.
"Politci" e pedagogisti - per definizione - improntano la loro opera a tentativi di costruzione di un FUTURO, quanto migliore ritengono possibile; e per definizione OTTIMISTI si rafforzano ogniqualvolta ritrovano nel PRESENTE segnali dell’avverarsi dei loro indirizzi. Invece un medico tanto più se anche un teorico vede con piacere o più spesso con disagio nel corso del tempo l’attuarsi - sperato, inaspettato o deprecato - delle svariate vie di sviluppo storico-generazionali dei vari fattori in gioco: troppe volte nel corso della propria esistenza il PESSIMISTA si accorge di come prospettive "buone" possano poi svanire in attuazioni nulle o perverse se non impensabili svolte in direzioni opposte, come dimostra in modo quasi beffardo l’articolo - I pensieri di una giovane mamma: Gli orecchini della zia - della pagina iniziale del PRIMO NUMERO del Giornale dei Genitori che esprime quasi trionfalisticamente quello che poteva venir visto come l’avvio di un grosso salto di civiltà mentre vien da chiedersi ora: Quanti piercing, e collocati in quante regioni del corpo, avrà ora la cinquantenne "Mirellina" dell’articolo? Compattata anche dentro l'ininterrotta presenza della MEMORIA - sia conscia e fonte di significativa "esperienza", sia rimossa, inconscia e spesso causa di danni - la "Storia personale" si esplicita nel microcosmo degli individui singoli. Ma al di là di ogni evento casualmente attraversato, di ogni momento di quella singola precisa esistenza esiste per ogni essere vivente - e in ben maggior misura per l'essere umano - un'uniforme prolungata e potente base portante che si dovrebbe s-rotolare da fisiologici - attuati o disturbati - cambiamenti in differenziazione - individuali basati sui fisiologici - attuati o disturbati - cambiamenti in differenziazione dell'età "evolutiva": a cominciare privati se visti dalla parte di chi si sta sviluppando, a seguire sociologici e ergonomici nelle età successive se visti dalla parte di chi si sta sviluppando. Presupposti fondanti del ben-essere soprattutto "mentale" provengono in ogni caso dal contesto infantile originario ma proseguono in un discorso unitario e circolare di INIZI, di passaggi successivi, di fasi di sviluppo: di passato, presente e futuro, di "organizzatori" e di "coni di espansione" che si integrano e interagiscono a vicenda a formare un tessuto più o meno resistente e compatto o ingarbugliato e lacunoso, più o meno preposto a evoluzioni o inceppato in imbrogli . La base fondante di tutto questo provene in ogni caso dal contesto infantile o in un discorso unitario e circolare di INIZI, di passaggi successivi, di fasi di sviluppo: di passato, presente e futuro, di "organizzatori" e di "coni di espansione" che si integrano e interagiscono a vicenda. Al di là della fisiologia in atto e di quella che prosegue verso le possibilità evolutive umane, esiste però anche la PATOLOGIA sia Generale che nelle sue branche successive e specifiche: come esiste la SALUTE esistono infatti le malattie: quelle che impegnano il corpo fisico, e, più o meno confuse con ogni altra patologia o di per sé attive, le molto diffuse e invalidanti simil-epidemiche nevrosi e - malattie vere non "immaginarie"(!) anche se a carico della parte non-materiale, o non solo di quella materiale della persona a se stante; malattie dell'indiduo ma spesso emananti intorno ai pazienti un alone "tossico" di disagi collettivi. L'interessamento per la vita NORMALE nelle situazioni NORMALI e non allo scopo sterile di psicosirecuperi precari purchessia, il seguire lo svolgersi NORMALE delle situazioni nei loro SVILUPPI non significa pertanto perder di vista le cause e concause delle PATOLOGIE. Ma precauzioni e attenzione per cause impersonali di malattie e danni individuali presenti e futuri non devono far sottovalutare e trascurare i fattori "umani" ezio-patogenetici psico-sociologici "negativi". (Vedi tutti i libri e sito dell'Associazione italiana, scientifica e giuridica, conro gli abusi mentali, fisici e tecnlogici, con in particolare Malattie rare in offerta speciale, e Opinioni o peggio: accuse?, come pure in questo sito/libri Opinioni, fatti, accuse, Delgado & Skinner, Basta un poco di zucchero e la pillola va giù..., con commenti più diffusi, dettagliati e polemici in Imbroglio è il contrario di sviluppo.) Il
mito di Esculapio, riletto e rivisitato dopo 2000 anni di
civiltà, porta anche ad altre considerazioni che riguardano un
lato ombroso dell’Uomo "moderno", quello dell’arroganza, della
presunzione e della fantasia di onnipotenza. L’uomo non dovrebbe mai
dimenticare, e oggi ha gli strumenti coscienziali per ravvedersi, che
la morte fisica non è un incidente di percorso, bensì la
condizione tipicamente umana, una tappa sacra e universale. Leggendo il
mito in questa prospettiva, allora, è giustificabile
l’atteggiamento degli dei, costretti a ricreare ordine attraverso la
netta separazione tra i due regni, perché l’uomo è ancora
troppo legato ad una visione consumistica della vita e quindi non
può diventare come gli dei.
Non solo morte, malattie o disastri da cause "naturali" possono influire fino a distruggere la vita e il benessere di molti: in un certo senso sarebbero da accomunare "ecologicamente" ai pericoli naturali anche sintomi nevrotici, deliri psicotici, o più semplicemente e diffusamente mancanza di cautela, faciloneria, superstizione, spavalda sicumera fino alla ricerca senza scrupoli di lautissimi quasi truffaldini profitti, di Potere e sopraffazione fine a se stessi ecc. Ma esiste anche il peggio del peggio: esistono anche l'umana DISTRUTTIVITA' e VIOLENZA pura. Anche se la prima reazione è di rifiuto, NEGARE e non raccogliere e prestar fede a ESPERIMENTI SU BAMBINE_I.PDF anamnesi di memorie terribili di violenze e crudeltà le più atroci costituisce un'ulteriore violenza per le vittime, quando non addirittura si configura giuridicamente come omertà: al contrario accettati rivissuti possono far conoscere e obbligare a studiare proprio il campo opposto a quello della NORMALITA' umana: "storicamente"i limiti estremi dell'umana MALVAGITA' e delle sue conseguenze.
A questo punto si fa avanti imperativa
la
sensazione di grande confusione diagnostica, di semplificazioni che
avvicinano la pratica professionale alla... impostura, con un
seguito
di grovigli di
malpratica e anche di ingiustizie pratiche derivanti dall'aver
misconosciuto "disturbi mentali"
scambiati per le
patologie organiche anche gravi credute tali nell'immaginario dei
pazienti, oppure - e spesso ben peggio - dall'aver a-criticamente
accettato diagnosi di "nevrosi" se non di "psicosi" in presenza invece
di pressanti richiami somatici - addirittura ad esempio sensazioni
angosciose di morte imminente.
Essenziale è quindi un mezzo per distinguere tra
Chi non conosce il passato è destinato a ripeterlo... ???? Paure
e ricordi traumatici si possono cancellare Ci sono riusciti i
ricercatori americani "riscrivendo" sopra la traccia mnemonica ed
eliminandola 09 dicembre, 19:58
ROMA
- Cancellare un ricordo traumatico o la traccia di una paura lasciata
da una brutta esperienza non è più fantascienza:
ricercatori Usa ce
l'hanno fatta, per di più senza intervenire con un farmaco ma
solo "riscrivendo"
sopra quella traccia mnemonica ed eliminandola. Reso noto sulla
rivista Nature,
il successo, che potrebbe portare a ideare programmi di psicoterapia
mirati per cancellare i traumi, è stato ottenuto per la prima
volta su
persone da Elizabeth
Phelps della New York University
che in un precedente studio aveva testato con successo il metodo su
topolini. Per cancellare il ricordo pauroso basta prima richiamarlo
alla memoria, poi, entro una finestra di tempo di sei ore, riscriverci
sopra un altro ricordo non pauroso, come quando registravamo su un
nastro già registrato. L'importante è
farlo entro sei ore
da quando il ricordo viene rievocato, perché in quel lasso di
tempo la
paura si riconsolida ed è quindi esposta al rischio eliminazione.
NON VEDO NON SENTO NON PARLO Quasi grottesca è l'idea che la medicina sia un'arte e non l'applicazione
operativa di conoscenze scientifiche derivate direttamente dall'OSSERVAZIONE
delle conseguenze di una serie di dati convergenti, mentre è il
medico professionista come soggetto agente - né "artista",
né "ciarlatano", ma neanche indifferenziato, “protocollato”
robot – a dover esser capace di distinguere e valutare. L’ESAME OBBIETTIVO
standard secondo la classica serie di gestualità "semeiotiche"
è comunque tanto più efficace quanto più affinate
e “collaudate” sono le doti personali di discriminanti sensorialità
percettive del medico, e così anche gli esiti di esami
strumentali a loro volta, eseguiti con apparecchiature adatte e “letti”
da chi ne sia veramente esperto: assieme reperti raccolti dalle sensorialità del clinico e
offerti da adatti strumenti
tecnologici per immagini - e non solo “per immagini” -
concorrono nel rendere cause ed effetti riconoscibili e oggettivabili e
consultabili, plausibili o collegialmente discutibili. Tutta questa
serie di dati dinamici divenuta trasmissibile, condivisibile e
conservabile avvalora o mette ulteriormente in discussione il confronto
aperto e rinnovabile tra metodologie semplificate e standardizzabili
con le più sofisticate analisi strumentali: solo poi di qui si
può convogliare il ragionamento CLINICO verso
indirizzi di terapie e risposte alle terapie altrettanto riconoscibili
e ritrovabili.
Art.23
del CODICE DI DEONTOLOGIA MEDICA - italiano - 1998 - Cartella clinica
La cartella clinica deve essere redatta chiaramente, con puntualità e diligenza, nel rispetto delle regole delle buona pratica clinica e contenere, oltre ad ogni dato obiettivo relativo alla condizione patologica e al suo decorso, le attività diagnostiche - terapeutiche praticate Ma di questo insieme
organizzato di dati oggettivi da redigere in forma tipica fa parte
anche l'ANAMNESI,
cioè la raccolta colloquiale dei dati riferiti dal paziente: ne
fa parte talmente integrante che spesso - e in altre lingue - il
termine "anamnesi" viene usato come sinonimo del termine più
vasto: "cartella clinica". Infatti, purché non si accontenti
soltanto del contenuto del discorso verbale, e non si riduca ad un
resoconto affrettato e formale, la raccolta cauta e approfondita delle
informazioni che dal paziente provengono spesso offre conoscenze molto
più accurate e ricche di dati produttivi che isolate e
asincrone, ancorché sofisticate se non invasive analisi
strumentali. Ma non basta: se una vera anamnesi di inizio è un
fondamentale STRUMENTO
DIAGNOSTICO differenziale condiviso con il paziente, in quanto
attenta alle sfumature continuative dell'interscambio tra chi cura e
chi è curato contribuisce pure nel trascorrere del tempo e
delle circostanze alla valutazione dinamica degli effetti delle TERAPIECARTELLA CLINICA
lo strumento pratico e principale di raccolta, di AVVIO e di
trasmissione
in corso nella loro efficacia o inadeguatezza. Quindi è la
Bisogna in realtà che si ritengano cause di ciascuna [malattia] quelle cose presenti le quali è necessario che sorga in un certo modo, e cambiate in un'altra mescolanza è necessario che cessi … La medicina da gran tempo ormai dispone di tutto, e sono stati trovati il principio e la via grazie ai quali in lungo tempo sono state fatte molte e notevoli scoperte, e il resto nel futuro sarà scoperto se qualcuno, in grado di farlo e a conoscenza di quanto già è stato scoperto, cercherà prendendo le mosse da queste Art.23 del CODICE DI
DEONTOLOGIA MEDICA - italiano - 1998 - Cartella clinica
La cartella
clinica deve essere redatta chiaramente, con puntualità e
diligenza, nel rispetto delle regole delle buona pratica clinica e
contenere, oltre ad ogni dato obiettivo relativo alla condizione
patologica e al suo decorso, le attività diagnostiche -
terapeutiche praticate.
La cartella clinica è
però anche il presupposto operativo di quel che dovrebbe essere
il campo principale d'azione della pratica medica: il rapporto con il
medico del PAZIENTE
e la sua malattia. Il paziente però se ne è un protagonista,
è un protagonista non isolato e la "sua" cartella clinica deve
contenere e spiegare tutti gli aspetti della sua attuale disturbata
esistenza nel loro interagire - nell'immediato – pur non potendo andare
oltre alla triade
formata da malattia, paziente e curante. E' un interagire che si
s-volge un una ricerca a tutto tondo nello spazio, per descrivere anche una
storia nel tempo in cui eventi
pregressi collegandosi alle vicende del presente si riavvolgono in
modifiche che dovrebbero concludersi nella cronistoria dei passaggi
dalla salute alla malattia, come anche poi dalla malattia alla
possibilmente ritrovata condizione di salute.
Ma per il secondo protagonista, il medico – il terzo è la malattia stessa - il significato dei dati così raccolti nel loro intersecarsi, dovrebbe riunificarsi in un'interazione rinnovante di conoscenze e competenze professionali da cui ne risulta anche quella abilità particolare di sintesi istantanea - "sintesi" diagnostica concettuale e esperienziale, non fasulla "intuizione" - che viene chiamata "occhio clinico" del medico, che, appunto di paziente in paziente e in misura esponenziale può sempre meglio affinarne e arricchirne la professionalità.
Ma quando Ippocrate scriveva testualmente
che solo una considerazione globale di tutto il contesto di vita del
malato permette di comprendere e sconfiggere la malattia, intendeva
anche riferirsi a manifestazioni come le convulsioni, i deliri,
l'agitazione stravagante - in altri termini alle manifestazioni delle Malattie Mentali
- e avvertiva- polemicamente - che anche queste patologie rientravano
nel grande campo della Medicina e non di qualcosa di misterioso o
"sacrale".
Per quanto
riguarda la
malattia detta «sacra», a me non appare in nessuna maniera
più divina o più sacra di altre malattie, ma piuttosto ha
una natura dalla quale si nasce, come le altre malattie. Gli uomini le
attribuirono una natura e causa divina per imperizia e stupore,
perché non somiglia per nulla ad altre malattie. E questa
concezione della sua divinità è mantenuta dalla loro
incapacità a comprenderla, e la facilità della maniera
con cui è curata (gli uomini ne sarebbero infatti liberati
tramite purificazioni e incantesimi). [...] Coloro che per la prima
volta divinizzarono questa malattia mi sembrano essere stati simili a
quegli uomini che ora sono i prestigiatori,
i purificatori, i
saltimbanchi e i ciarlatani, che fingono di essere molto pii e
più colti degli altri. Tali uomini, dunque, usando la
divinità come un pretesto e una copertura della loro
incapacità ad offrire ogni assistenza, hanno diffuso l'opinione
che la malattia è sacra, aggiungendo argomentazioni appropriate
allo scopo
Ma se Ippocrate, era un personaggio storico -
nato a Coo o Kos nel 460 a.C. circa, morto a Larissa, 377 a.C. - e come
tale è da considerarsi il fondatore della
medicina scientifica occidentale, la grande e grandemente
incisiva Mitologia Greca
presenta come suo Maestro Asclepio/Esculapio figlio di Apollo,
che, come tutti i potenti simboli, le poderose raffigurazioni di
qualità e capacità e emozioni umane della mitologia
greca, fornisce una bellissima rappresentazione della giusta
professionalità medica in cui conoscenza conscia e non ancora
tale, sofferenza e cura della salute, si uniscono in una
continuità e totalità all'azione opportuna e tempestiva
ad opera dell'uomo in grado di compierla.
Citando da Individuazione:Asclepio/Esculapio,
la divinità dell'Olimpo, medico degli ammalati ma anche il
presidio dei sani, con il suo caduceo che simboleggia le arti della
medicina unendo le virtù del serpente, il cui cambiamento della
pelle simboleggia la rinascita e la rigenerazione, con la verga, lo
strumento che simboleggia l'azione dell'uomo - techné - nel
somministrare le cure. Esculapio, protettore dei medici, sembra
parlarci della Conoscenza, rappresentata dal serpente, quale processo
dialettico che costituisce l’Essere nella sua continuità e
totalità e, per questo, rende l’Uomo immortale. Esculapio è una figura
importante: egli non solo guarisce, ma insegna e tramanda agli uomini
l’arte di "superare" la morte. incarnando egli stesso una conoscenza
più ampia, testimonia che è il Pensiero lo strumento
grazie al quale si può accedere all’immortalità: infatti
al tempo stesso, è anche il guaritore ferito che tramanda,
consegnandolo ai successori, come un atleta in staffetta, il segreto
dell’immortalità: basta solo saper guardare "oltre"...
Il significato dei dati così
raccolti, nel loro intersecarsi, si riunifica in
un'interazione riassumibile in una sintesi che è quello che
viene
chiamato occhio
clinico
del medico. Ma molti e
essenziali sono gli aspetti del mondo circostante comunque percepibili,
molti non a sufficienza considerati: come le definizioni di
"intuizione"
o di abilità "(pseudo-)artistica",
insufficiente se non improprio
è anche il termine OCCHIO
a
denotare la competenza professionale di sintesi di un
curante. Questa generalizzazione di un solo organo
sensoriale porta a trascurare ben altre e più vaste
abilità
di percezione: pluri-sensoriali
complesse in ricezione necessarie per decifrare - sia pure in un
modo
troppo rapido per venir valutato consciamente - la pluri-dotazione
altrui di mezzi di altrettanto plurimi mezzi di
espressione. sono
stati spostati editorialmente in un capitolo a parte - Sviluppo non
è
imbroglio: una vita che non si individua è una vita sprecata
- in
cui le
più diversificate e sottili trasmissioni e
ricezioni sono segnalate, citate
e ampiamente descritte anche con esempi. Ma dei "plurimi
mezzi di
espressione" fa
parte anche la VOCEUDITO
- e la vista come possibilità di "lettura" - può
decifrarli e accedere così agli oggetti o fatti
simboleggiati. Nel sito - e nel libro From children
of
yesterday to adults of tomorrow - il file/capitolo
in inglese
corrispondente a questo enfatizza nel titolo - Anamnesis? a
way for
healing... - l'utilizzo clinico di questo singolo mezzo
ricettivo-espressivo come strumento cardine, usandolo per
estensione come sinonimo
dell'intera cartella clinica:
l'anamnesi
quel sistema di raccolta di dati allargati anche su tempi
differenti
gestito dalla PAROLA
come fondamentale raccordo simbolico-sintetico tra sensazioni,
informazioni trasmissibili, ricordi e... fantasie, nonché volute
"bugie".
Quando non si accontenti di un
ascolto affrettato e formale, un'ANAMNESI
attenta al contenuto del discorso verbale ma anche alle sfumature
dell'interscambio con il paziente è un fondamentale STRUMENTO
DIAGNOSTICO:
la raccolta cauta e approfondita delle informazioni che
dall'interessato
provengono
spesso è molto più accurato e ricco di dati che
sofisticate se non
invasive analisi
strumentali; e - strumento essenziale di generiche
diagnosi
differenziali - contribuisce pure alla valutazione degli effetti
delle cure e di conseguenza ad un indirizzo delle TERAPIE
valutato nella sua efficacia e condiviso
con il paziente.
Ma si va oltre: nella scienza l'inaspettato che dà grandi informazioni vien chamato serendipity ed è così che proprio la semplice cartella clinica riesce ad ampliarsi ed ampliarsi fino a diventare persino - e qui sta l’INASPETTATO REGALO! - un sofisticato STRUMENTO DI CURA che, poco per volta in un progredire potente e graduale giunge a costituiersi come base di una nuova SCIENZA a se stante: la PSICOANALISI. che nella specie umana con le sue modulazioni acquista una potenza enorme: singoli suoni - che possono anche trasformarsi in singoli gesti che lasciano un tratto grafico - possono SIMBOLEGGIARE ogni cosa, ogni situazione e persino la loro generalizzazione in concetti astratti mentre L' Dura,
prolungata
e spesso molto dolorosa una cura
efficace
delle nevrosi ed anche di molte psicosi viene così ad esistere
per permettere il recupero del vero sè, della vera
esistenza: insieme all'autenticità e alla ricchezza intrinseca
globale della propria - non importa se penosa - ESPERIENZA.
Non è una cura accettabile da tutti i pazienti e da tutti i
curanti: partendo dalle
origini e recuparando il passato perso o danneggiato assieme
alla consapevolezza della propria corporeità e globalità
totale, chi attraversa questi passaggi spesso vi patisce sofferenze
tali da
dover venir equiparate a quelle di una serie di operazioni di CHIRURGIA
RICOSTRUTTIVA,
mentre il "chirurgo" che collabora a queste "ricostruzioni" di infanzie
dannegiate se non
spezzate - impressionanti, vaste e incalzanti - si vede quasi
monopolizzare gran parte del tempo
di
attività
professionale. Per entrambi - "pazienti chirurgici" e "chirurghi" - i
vantaggi secondari che possono
risultarne sono enormi, ma se questa "chirurgia ricostruttiva"
può
permettere a chi se la sente di
infanzia, e la
ri-trovare
la
propria vera infanzia e la propria vera via di esistenza, per
tutti e non solo per i diretti
partecipanti questo emergere e precisarsi di conoscnze biologiche e
sociologiche - altrimenti quasi inimmaginabili - diviene parte di una
branca scientifica che allarga anche operativamente il Sapere
generale: dai molteplici
e diversificati punti
di vista che affiorano dalle rivissute sensazioni e dalla memoria anche
trasmissibile vengono a organizzarsi e si offrono alla Cultura generale
inaspettati spunti di
considerazione
concettuale prima di tutto su come
lo "sviluppo" -
anche sociologico - si espande o si coarta.
...Fuori
c'era questo enorme
mondo,
che esiste indipendentemente da noi, e
che ci sta di fronte come un grande, eterno enigma...
Pedagogisti e
politici - per definizione - dovrebbero
improntano
la loro opera alla costruzione di un FUTURO,
quanto migliore ritengono
possibile;
e per definizione dovrebbero essere OTTIMISTI e rallegrarsi
ogniqualvolta
ritrovino
nel PRESENTE
segnali dell’avverarsi dei loro indirizzi. Nel concreto
FUTURO del susseguirsi dei fatti e delle genrazioni l'incognita
dell'attuarsi - sperato, inaspettato o
deprecato - delle
svariate vie di sviluppo degli imprevedibili fattori in gioco ne mostra
con piacere
o con
disagio
l’attuarsi effettivo, per cui i PESSIMISTI
troppe volte realizzano quanto prospettive "buone" possano poi
tralignare
in
attuazioni nulle o perverse se non con impensabili svolte
in
direzioni del tutto
opposte. ..-
Giornale
dei Genitori, n.1
maggio
1959
ARTICOLO di prima pagina:
I
pensieri di una giovane mamma: Gli
orecchini della zia:
"C'era una volta
tanto
tempo fa..." come nelle fiabe un articolo del 1959
in cui si raccontava
come il regalo di orecchini ad una neonata venisse rifiutato
perché
presupponeva la "barbara" pratica dei "buchi nelle orecchie"...
Emblematico in proposito è il commento del 2001 che si
chiede:
Quanti
piercing
e collocati in
quante
regioni
del corpo, avrà ora la quarantenne "Mirellina" dell’articolo?
PubblicazioniNella rubrica Spazio a chi
scrive del numero di novembre 2004 della Rivista Torino Medica
un
articolo costituiva un'auto-presentazione delle pubblicazioni e dei
presupposti metodologici dell'autore. Ma era un articolo che, per le
condizioni obbligate di spazio concesse dalla Rivista, finiva
già allora con il risultare impreciso e poco chiaro: ripreso ora
senza alcuna limitazione può espandersi in un'esposizione
più ampia e dettagliata, e riproporsi del tutto rimaneggiato e
rinnovabile dall'aggiunta di tematiche esperite successivamente che
così possono espandersi sia nello - statico - secondo capitolo
del libro Bambini di IERI =
adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti
di DOMANI, sia ancor più nel - dinamico e sempre
aggiornabile -
file in rete da cui, in un'ininterrotta catena di revisioni, trarre
nuove pubblicazioni come articoli o come capitoli di libri.
Nell'indice del sito Web e del libro enciclopedico che lo rispecchia Bambini di IERI = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di DOMANI si trova nella Prima Parte: origini culturali questo file "cartella_clinica.htm": Quando la cartella clinica è terapeutica... accomunato a Cosa ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della libertà: entrambi di parallela impostazione autobiografica. Inizialmente redatti allo scopo di venir presentati in differenti presentazioni pubbliche - una conferenza in una sede Storico-politica e l'articolo sopracitato - che qui si completano con un file esso pure derivato da un'altra presentazione pubblica dedicato alla Medicina su base autobiografica Presentazione per i cinquant'anni di professione - in rete nel sito ma inseritovi in tempi successivi alla pubblicazione del libro Bambini di IERI = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di DOMANI. Sono scritti eterogenei per occasione, sede, contenuti e motivazioni, ma connessi come intenti da un omogeneo filo conduttore di fondo che induce a ripresentarli ora parzialmente fusi insieme in un nuovo volume di aggiornamento, tralasciandone in questa nuova versione le parti troppo personali e valorizzandone invece le parti più dedicate alla Medicina stessa. Ma in questo modo ne sarebbe derivato un file/capitolo troppo composito e denso tanto più che l'aggiunta di contenuti essenziali prima sottintesi e di paragrafi esplicativi completamente nuovi rende necessari fondamentali rimaneggiamenti non rispecchiati nel file in rete, pur comunque nel frattempo a sua volta molto ampliato: nell'intento di presentare tutto questo in un volume destinato però ad un'altra tipologia di lettori il testo di quanto già pubblicato in rete vi si sdoppia in due distinti capitoli: più teorico e propositivo Quando la cartella clinica è terapeutica... Dare ai ricordi una specie di seconda vita?, molto più diffuso e documentante Medicina: scienza applicata e multidisciplinare: Emozioni, istinti, ricordi, contraddizioni, in una nuova sede meno personalistica che contribuisce a precisare meglio i concetti e le conoscenze multidisciplinari che sottendono ad ogni pratica veramente professionale, e a discutere obiettivamente le ambiguità riguardanti quanto spiegato nella parte di titolo Emozioni e istinti. Per completare in modo più ampio e diversificato questo capitolo - presente in rete soltanto come pdf - alcuni paragrafi "scientifici" vi sono stati immessi traendoli dal capitolo iniziale e basilare Consapevolezza e memoria, file/capitolo omonimo del sito Web e del libro enciclopedico di cui è il costituente base della Parte quarta: Emozioni, memoria -> saggezza: il tempo ritrovato. E' questo il capitolo che dà il titolo principale al presente volume, ma già in copertina compare il titolo attuale e più dettagliato del secondo capitolo - Quando la cartella clinica è terapeutica... Dare ai ricordi una specie di seconda vita - per ricollegarvisi dandone una continuazione logica tramite il tema dell'importanza basilare del tempo ritrovato. Il termine "ricordi", posto già nel titolo, rimanda alla funzione di riattivazione del passato, che in questo volume si trova delineata a tutto campo e discussa da più punti di vista anche polemici e contraddittori: corredato da altri dati e citazioni scientifici e oggettivi provenienti da file/capitoli di un altro sito questo capitolo esplicativo - il quarto - acquisisce ulteriore validità se confrontato con il successivo quinto - Testimonianze di esprimenti medici e ostetrici e con il sesto Un brutto sogno: una bambina e un'incubatrice.e altre esperienze precocissime. Per concludere questa introduzione esplicativa e come viene ampiamente affermato nel paragrafo d'inizio del file/capitolo introduttivo del sito e di ciascuno dei "libretti tematici" che ne costituiscono gli attuali aggiornamenti, ogni singolo capitolo e persin sotto-capitolo può venir consultato come lemma separabile di una Enciclopedia tematica, differenziata nei contenuti e fonti ma sostanzialmente omogenea quanto a intenti e derivazioni culturali. Va quindi però anche ricordato e enfatizzato che - se in differenti contesti di riferimento i vari file/capitoli possono venir letti separatamente da chi preferisce prenderne in considerazione l'argomento dall'uno o dall'altro punto di vista - specularmente molti dati e citazioni, spiegazioni e riferimenti, vengono volutamente ripetuti del tutto identici sparsi qua e là tali e quali, poiché ricevono significati e convogliano messaggi ben differenti se posti all'interno di un contesto o accanto a un particolare argomento piuttosto che un altro: di volta in volta per convalidare o per mettere meglio in discussione i contenuti, per completare e rafforzare il "messaggio" trasmesso in quel dato contesto. Nella rubrica Spazio a chi scrive del numero di novembre 2004 della Rivista Torino Medica, con questo stesso titolo e in parte con questi stessi contenuti e impostazione, un articolo costituiva un'auto-presentazione delle pubblicazioni e dei presupposti metodologici dell'autore. Ma era un articolo necessariamente ristretto e quindi impreciso se non poco chiaro per le condizioni obbligate di spazio concesse dalla Rivista: qui invece le tematiche proposte possono trovare spazio sufficiente ad un'esposizione più ampia, cronologica e dettagliata. .verbalizzando
si concettualizza
e concettualizzando si
appropria l'esperienza sul piano intellettuale...
Se
gli scritti
in soggettiva contribuiscono alla precisazione
delle proprie idee, propongono pure a chi legge
una sempre migliorata capacità
di OSSERVAZIONE
dei fatti. Continuando a tradursi in sempre
più
precise conoscenze di ordine generale, si attivano in
sequenza sempre maggiori
capacità di più incisive
percezioni,
mentre l'ampliarsi di più consapevoli vissute
consapevolezze
genera
nuovi apporti teorici da presentare in nuovi
scritti, a loro volta destinati a
rinnovare in chi li legge nuove e più precise capacità di
attenzione e
di sintesi: e di qui progressivi circoli virtuosi incentivano i lettori
ad aprirsi a chi scrive in
un sempre
più
espanso ventaglio
di richieste di precisazioni, osservazioni, proposte e...
consigli.
Il titolo stesso di questo sito e del libro enciclopedico che ne deriva enfatizza lo scopo di guidare verso l'imparare a riconoscere e studiare le grandi linee dello sviluppo sia dei bambini piccoli di oggi, sia di se stessi da bambini di ieri. Vi si tratta di INIZI, delle fondamenta di ogni vissuto NORMALE: cos’è più "iniziale" e "normale" dei primi momenti dell’esistenza, delle primissime fasi della vita? Cos'è più "normale" dello s-volgersi di uno sviluppo armoniosamente fertile non considerato nelle statiche sequenze delle singole età? Descrizioni in apparenza "facili" e/o episodiche di accadimenti "banali" della vita quotidiana di bambini piccoli accompagnate da illustrazioni altrettanto accessibili, in realtà NON sono solo tali, né tanto meno riguardano soltanto i "bambini piccoli" di quel momento: come nel Giornale dei Genitori - che offriva l’opportunità eccezionale di presentare verità SCIENTIFICHE attinenti alla normalità ed alla patologia dell’Essere Umano in uno spazio informale di libera circolazione di idee - si chiariscono anche a chi scrive concetti fondanti come quelli che stanno all’origine - scientificamente verificabile - della condizione e delle POTENZIALITA’ umane riferite a tutto il corso della vita. ![]() . Nell'Anno III del Giornale - gennaio 1961- iniziò la mia collaborazione con la rubrica - I problemi dei piccolissimi. ![]() Questi scritti non sono teorici ma era il motto scelto da derivano da dirette, concrete esperienze, e, come continuano a contribuire alla precisazione delle idee, propongono pure una sempre migliorata capacità di OSSERVAZIONE dei fatti. In sequenza: continuando a tradursi in sempre più precise conoscenze di ordine generale, si attivano maggiori capacità di più incisive percezioni. ![]() -
nella rubrica Problemi
dei piccolissimi del Giornale
dei Genitori,
- in libri
che riorganizzano e ampliano parte di tutto questo- in una collaborazione continuativa con il Centro Nascita Montessori, - in altre collaborazioni a riviste e partecipazioni a Congressi - nella collaborazione al Comitato Italiano Gioco Infantile Primo articolo: I bambini non capiscono nulla (Esperienze infantili che contano, Atteggiamenti contraddittori, Fatiche e sofferenze del piccino, La "rimozione", Problemi non risolti), I piccolissimi e noi (1963), ed anche Infanzia: un mestiere difficilissimo (1967), oltre a risposte ed articoli vari di consulenza e approfondimenti nelle rubriche La banca dei consigli, Il mestiere di genitore ecc. La collaborazione continuò anche durante la direzione - i972-77 - di Gianni Rodari con l'articolo Dalla famiglia preistorica alla famiglia utopistica - ora file del sito e capitolo 14 del libro Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani e - rimaneggiato - capitolo 4 del terzo volume tematico non ancora edito La casa e i suoi abitanti. Dal concreto al sublimato: dalle fasi di sviluppo dei bambini agli impegni dei "grandi" ...
verbalizzando
si concettualizza
e concettualizzando si
appropria l'esperienza sul piano intellettuale ...
Gli scritti quindi
contribuiscono
alla precisazione
delle idee, e così propongono una sempre migliorata
capacità
di OSSERVAZIONE
dei fatti. In
sequenza: continuando a tradursi in sempre più
precise conoscenze di ordine generale, si attivano maggiori
capacità di più incisive
percezioni.
L'ampliarsi di vissute
consapevolezze
genera
nuovi apporti teorici da presentare in nuovi
scritti destinati a
rinnovare in chi li legge nuove e più precise capacità di
attenzione e
di sintesi mentre circolarmente dai lettori viene ad aprirsi un sempre
più
espanso ventaglio
di... consigli a chi scrive.
![]() ![]() ![]() ![]() Infanzia: un mestiere difficilissimo? Individualità, sviluppo, evoluzione?Non
per
chiunque
l’infanzia si svolge in modo
"normale" ed ottimale, non certo per tutti l'infanzia è quel
periodo
dorato,
di felicità e dolcezza, e gioia di vivere ed aiuto al diritto di
espandersi:
purtroppo ben numerose sono le persone cresciute dopo esser state
"bambini
dallo sviluppo infelice". Il bambino - anzi il neonato - è
l'adulto
che sarà: ma potrà esserlo per davvero nella sua
completezza quella persona a
cui
è stata TOLTA nell'infanzia l'opportunità di svolgere, di
sciogliere, di sdipanare il tema enorme delle potenzialità
che la Natura gli offre? quella persona alla quale sarà stato
tarpato
lo SVILUPPO? Non per
niente nel Dizionario
dei Sinonimi e Contrari del Tommaseo
la parola
"sviluppo" si
trovi
solo come
contrario
nel lemma imbroglio !)
Ma non è un
destino
ineluttabile, non si forma così una "selezione" quasi razzista:
per fortuna molti ex-"bambini infelici" possono - se
vogliono -
"guarirne",
in quanto anche chi non ha "sviluppato" la propria infanzia in tutto il
suo potenziale non sarà condannato senza scampo a vivere solo DA
SCHIAVO. Ed è proprio dalla frase Cos’ho
in comune io con gli
schiavi? che si "dipana" e può esser messa a
disposizione l'esperienza sulle infanzie ritrovate.
E' banale - anzi da considersi come ovvia - l'importanza e le difficoltà del Mestiere di Genitore: (vedi dal sito Genitori Ascolto Linea - GeniAl): ... un
mestiere
inimitabile,
bellissimo, unico... ma complicato.
Non sempre ci si ritiene all'altezza di questo compito... Genitori
non si
nasce ma si diventa.
Un mestiere difficilissimo al quale non si accede tramite una laurea o un esame d'ammissione. Non c'è università al mondo che possa diplomarci adatti. ...
Comunque,
proprio a partire dalla
mia collaborazione
al Giornale,
ho continuato a trovare sempre più profonde e
robuste
radici POLITICHE inerenti allo studio attento di queste fasi
di sviluppo normali: fasi di sviluppo NORMALI come
fonte di
libertà
e chiarezza, di saggezza e tolleranza, di CIVILTA’ e di LIBERTA’.
Ma
qui torniamo in pieno alla valenza POLITICA non solo privata o terapeutica
di tutto questo: quasi con - ingenua -
sorpresa
dal punto di vista concettuale mi sono accorta di quanto questo settore
della cultura, della scienza, della terapia sia invece ferocemente
osteggiato,
di quanto la battaglia
contro
la memoria sia furibonda (vedi il caso della
sistematica
distruzione
morale ed anche fisica di uno scienziato e di un appassionato
teerapeuta come Bruno
Bettelheim). Lavorando con i "rivissuti" e con le
"infanzie
distrutte"
ho scoperto una serie inimmaginabile di disastri ed anche di terribili
crimini impuniti e segreti: e quindi ho capito
meglio quanto
questo
lavoro, in apparenza silenzioso e paziente, contenesse in sè
un'enorme
valenza POLITICA (vedi in proposito lo Statuto
e l'intero
sito dell'Associazione
italiana, scientifica e giuridica, contro gli abusi mentali, fisici e
tecnologici).
In fondo sto dedicando ora questo lavoro anche alla memoria di Ada (e di Piero), ecco perché all'inizio di questo file/capitolo presento due differenti iconografie: non solo differenti ma NEMICHE, a significare quanto abbia continuato a lavorare per cercar di render nota e mettere in risalto l’esistenza di queste due prospettive antagoniste e operativamente contrapposte. Non è solo teoria, ma battaglia; non si tratta di giochi cartacei ma 1) di SVILUPPO, CONOSCENZA, DIGNITA' E PIENEZZA DELL'ESISTERE Infatti chiunque ha necessariamente - bene o male - attraversato l'INFANZIA ponendovi le fondamenta della propria esistenza: non solo difficilissimo è quindi il "mestiere" di chi si trova ad "occuparsi" di bambini propri o altrui, ma ben più importante è la possibilità di aiutare chiunque a conoscere almeno meglio le caratteristiche se non altro del "suo" primo e prioritario difficilissimo mestiere. Come già ne spiega il titolo, Infanzia: tempo di mutamenti descrive e chiarisce i fisiologici - attuati o disturbati - cambiamenti in espansione e differenziazione visti dalla parte di chi si sta sviluppando; mentre ne Le faccende domestiche. Ergonomia e psicologi di un VERO lavoro viene trattato il versante - adulto - degli "sviluppi": sia a partire dal loro contesto originario di accudimento delle generazioni successive, sia anche nel discutere di come elementi cardine del "lavoro" degli adulti si incentri su attività correlate direttamente con gli "sviluppi" infantili individuali e con modelli, pseudo-modelli o contro-modelli polemici derivanti dalle generazioni precedenti. ![]() L' ALBERO può venir proposto come una visualizzabile, più facile in qunto statica, convincente metafora per semplificare i fattori che sottendono ad ogni - anche umana - vivente esistenza. ![]() ![]()
L'albero
per
raggiungere la propria compiutezza deve cioè potersi radicare su
di un ben
definito "terreno", ma - come ogni essere vivente -
nelle
sequenze stagionali ed occasionali deve trovarsi
circondato da un non troppo sfavorevole
"ambiente" nutritivo e climatico. L'animale, e tanto più
l'essere
umano,
però non solo "cresce" in grandezza e neppure in
regolari cerchi
concentrici: l'animale evoluto si "sviluppa", fenomeno questo molto
più "com-plicato" che
richiede
di venir assecondato seguendo ben definite fasi,
attraverso
predisposte
vie e modi di cambiamento in sequenze
biologicamente determinate.
L'albero è
una comoda iconografia, ma riferendosi alle umane esistenze e ad ogni
umana
attività, tanti più fattori cioè vanno
considerati;
ogni elemento della società umana non è certo monolitico
come un albero nè nello spazio nè tanto meno nel tempo:
vi si inoltra secondo un ritmo di sviluppifisiologici
(al plurale) modulati
sia nelle fasi sia nelle modalità, al di
là dei
molti
cambiamenti episodici che ogni vera - vitale - esistenza attraversa.
E
allora adesso è un po' come se
avessi mentito a me stesso e avessi perso anche tanto tempo. Questo mi
duole di più. Mai avrei immaginato, se non lo avessi provato
sulla mia
stessa pelle, quanto importante è il ruolo di chi si impegna a
diventare genitore, quanto può essere distruttivo per un figlio,
(anche
senza arrivare all'estremo ultimo dell'infanticidio), se lo sviluppo
diventa un percorso ad ostacoli continuamente minato, un labirinto
senza uscita, con un unico obiettivo: la sopravvivenza.
Come
già esplicitato nei
libri precedenti e negli attuali file/capitoli
introduttivi de Le
faccende domestiche.
Ergonomia
e psicologia di un vero lavoro, di Infanzia:
tempo
di mutamenti,
e di Bambini
di
ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi
->
adulti di
domani,
a prima vista gli inizi e le basi di questi sviluppi
potrebbero
apparire
argomenti piccini,
insignificanti,
estremamente privati, dominati da protagonisti adulti
prettamente femminili.
Ma
occuparsi delle "complicazioni" esistenziali relative a
bambini ed alla vita domestica non riguarda affatto solo situazioni
insignificanti
e private: addirittura reggiunge le vere RADICI
e il
vero TERRENO
da cui
l'esistenza nel suo espandersi trarrà o la necessaria proficua
linfa o
continuerà nel tempo ad assorbirne i veleni. In altri termini
con
queste descrizioni non si chiacchera di
"bambinate", ma proprio al contrario si
presenta un
approccio incentrato
su di un massimo di robusta CONCRETEZZA
da difendere per
polemizzare contro gracili,
"fumose" ipotesi teoriche;
Infatti
se l'essere umano "maturo" è
destinato
ad essere molto potente e versatile è perché
ogni
tappa di questi sviluppi dovrebbe avergli lasciato - come una materia
di
studio ben assimilata - la propria solida impronta.
Ma questo attuarsi
integrale richiede che ogni passaggio nel suo compiersi
abbia
trovato
esatto riscontro nei tipici, concreti
e precisi, BISOGNI
psicologici
e/o ambientali - nota bene: bisogni non "desideri"
- di quella
esatta
fase nel suo orbitante percorso. Armonica pur nella sua tipica
discontinuità
ogni complessa
sequenza si
manifesta in cambiamenti delle forme,
dimensioni e proporzioni corporee e - in concomitanza con
questi -
nel
prevalere di alcune funzioni e relazioni, affetti e sentimenti,
attività
e preferenze.... Ma questo significa anche che - fase per fase - non
venga ad essere lettteralmente castrata la
costellazione
attivabile degli ISTINTI:
misconosciuti, potentissimi
fattori biologici extra-personali di raccordo immediato da e verso
l'ambiente, troppo spesso confusi con le semplici soggettive
"sensazioni"
o peggio mistificati e banalizzati in semplici
intellettuali intuizioni.
Ognuno di questi raggruppamenti di fattori coordinati insieme giustamente venne definito complesso, con una accezione del termine analoga a quella poi venuta di moda nel caso dei "complessi" musicali. Nella specie umana in particolare questa prolungata preparazione è molto intermittente e variamente bisognosa; ma una così complicata rete di collegamenti del momento e del passato costituisce un elemento di fragilità, tanto più che - appunto come le materie scolastiche - le lunghe tappe preparatorie non sono del tutto attuabili senza adeguati apporti esterni. Come regolarsi
quindi se - nella loro pur ben preordinata coordinazione
- questi
sviluppi sono in apparenza talmente discordanti? E se necessitano di
appoggi ben precisi, come questi debbono avvicendarsi per assecondarne
ogni apparente
irregolarità,
incentrandosi con costante
cura sulle ben precise costellazioni emotive
attraversate
proprio in quel momento?
Sviluppo'
non è 'imbroglio'
... quanto fanno male tutti quei sentimenti che rimangono dentro a marcire, quei pensieri incistati e senza voce... Dare alle emozioni il loro vero nome...? verbalizzando si concettualizza e concettualizzando si appropria l'esperienza sul piano intellettuale Vedi
anche
l'impostazione
teorica di: Kohut, Heinz (Vienna
1913 - Chicago
1981), psicoanalista statunitense di origine austriaca. Laureatosi in
medicina e specializzatosi in neurologia, passò progressivamente
a interessarsi di psicoanalisi, elaborando il modello
teorico
conosciuto come psicologia
del Sé.
Tra i
principali scritti di Kohut
si ricordano Narcisismo e
analisi
del Sé
(1971), La guarigione
del
SéLa ricerca
del Sé (1978)
(1977),
![]() Una vera
medicina
pratica
e/o scientifica non può prescindere da un molto accurato
approfondimento anamnestico
del presente e del passato - anche remotissimo - del paziente
in
cura.
E' proprio qui che si raggiunge il titolo Quando la
cartella
clinica è terapeutica
e
lo si collega alle fonti e
agli
scopi
dei
libri presentati nel sito e del sito stesso nel suo attuarsi dinamico.
Il significato reale di uno strumento come la parola
consiste infatti - o almeno dovrebbe consistere (?!?) - nel trasformare
cose,
fatti,
situazioni di qualsiasi genere - comprese le emozioni stesse - da
concreti
in astratti;
dovrebbe poter
riuscire a rendere le imprecise,
"pesanti" concretezze in
immateriali ed
agevoli
percorsi di espressione
e di
reciprocità, facilmente
interscambiabili, ed anche concretamente puntualizzabili
(e
memorizzabili).
Scopo
della parola, scopo
effettivo
anche
se spesso disatteso è - o meglio: sarebbe (!) - quello di dare
il nome alle cose
e
così restituire loro -
partendo
paradossalmente
da questa nuova base astratta - una rinnovata precisabile/precisata
concretezza. Proprio questa è la grande offerta terapeutica
data dalla semplice anamnesi,
purché non si
cerchi
soltanto di accozzare insieme una banale raccolta di
informazioni.
Permettendo
ai rivissuti
esperienziali
con il loro vero completo
contenuto di
esprimersi -
anzi di "rinascere"
- diviene così possibile abbinare
ogni dato al suo esatto
nome e
trasformare gradualmente una condizione di sofferenza inconsapevole in
vissuta, ora accettabile esperienza.
e quanto fanno male tutti quei sentimenti che rimangono dentro a marcire, quei pensieri incistati e senza voce. scrive Marco Lodoli su Repubblica di martedì, 19 aprile 2005 Pagina 21 - Commenti: La lingua rapita.... Fanno
male tutti quei
sentimenti che
rimangono
dentro a marcire, tutti quei pensieri incistati e senza voce?
Se accettati
in un'offerta di imparziale ascolto, accadimenti solo
interiori che rimarrebero
dentro a marcire possono così con gradualità
finalmente
uscire dal profondo delle sensazioni e dei ricordi. Trovarne con il
vero NOME la loro esatta collocazione concreta
nell'esistenza
e nel bagaglio di vissuta esperienza diviene come un "prodigioso" -
"creativo" -
momento liberatorio nella globale sensazione di "esistere": a questo
punto cambiamenti
intensivi
nelle condizioni - e non solo in quelle psicologiche - possono
succedersi in
sequenze
talmente
rapide e intense da apparire... "magici". Ma non è certo
"magico"
lo scioglimento delle tensioni accumulate nei pensieri
incistati e
senza
voce quando finalmente la "voce ritrovata" si trasforma in
riconoscimenti
chiarificatori, in "restituzione" della propria identità
reale e
del proprio reale - presente e passato - essere-nel-mondo.
Sottovalutare
questo
strumento di chiarificazione
e non
solo di
condivisione
toglierebbe
quindi elementi basilari di
massima
efficacia alla Medicina
come professione pratica,
ed anche alle
esigenze
scientifiche della ricerca
Medica;
ma fidarsene ciecamente senza darle
un sostegno attento, cauto e indirizzato non può che
fornire
risultati illusori e fourvianti. L'enorme utilità pratica
del linguaggio
verbale
può
infatti venir vanificata non solo dall'incapacità del suo uso
appropriato
in chi parla o da difettose traduzioni in chi ascolta: la parola
è
uno strumento comunque controllato dalla "volontà" e quindi
anche
dall'arbitrio, uno strumento che può venir
bene o
male
gestito,
ed anche bene o male ricevuto e/o interpretato; se non magari usato
di
proposito
da entrambe le parti per travisamento
e inganno. Comunque
anche per se stesso un medico veramente curante, e non solo un
"alleviatore
di sintomi contingenti", può e dovrebbe non
solo
restituire fondamentali apporti di saggezza e conoscenza ai pazienti
"bambini
dallo sviluppo infelice" usciti da uno sviluppo difettoso da
recuperare,
ma proprio da questi ex-bambini e dalle loro esperienze magari
assolutamente
terribili - se accolte, aiutate ad essere rivissute e risolte -
puಠintegrare in
evoluzioni
altrimenti
impensabili il
proprio
spessore
umano, le proprie conoscenze non solo tecniche
professionali:
la
propria apertura sociologica e storica di cittadino
consapevoli.
I feromoni Esistono ben scaglionate nel
tempo - "a cerchi concentrici" come il passar degli anni segnato nei
tronchi degli
alberi - fasi
di
sviluppo
articolate su
piani differenti
dell'Esistere come differenziate "materie di studio", ma a complicare
atmosfere e rapporti,
esiste pur
sempre anche il presente
contingente
e la
versatilità
dell'ambiente
e della "Vita" con tutto il loro bagaglio di variazioni continue,
di
cambiamenti
episodici. In ciascun essere vivente tutto questo evoca in
continuazione - possibilmente omeostatica - espressioni chimiche ed
energetiche: nei casi più importanti si accendono i biologici,
potenti,
inconsapevoli ISTINTI,
mentre nelle continue
effimere variazioni fluttuano le EMOZIONI che, come
ne dice il nome, sono mutevoli e veloci. Sono variazioni metaboliche
interne che si manifestano in soggettive
modificazioni viscerali ed esperienziali, ma anche in fenomeni
oggettivi non solo psicosomatici
ma anche "somato-relazionali" e comportamentali.
Ineluttabilmente infatti - ed in
collegamenti
circolari ed intersecati - ogni corpo esistente riceve e scambia. Ma se
ad
ogni
corpo vivente giungono impressioni e stimoli e da ogni corpo esistente
partono
emissioni
nell'ambiente circostante: in modo del tutto
incontrollabile vengono diffuse anche emissioni chimiche di feromoni
volatili
e fisiche di emissioni non solo di radiazioni all'infrarosso ma anche
di varianti
del campo
magnetico
personale che trasformano comunque ogni
semplice "presenza" vivente- e non solo umana od animale -
in un fattore importante - e in espansione - di causalità
effettuale,
di
modificazioni significative.
E
se
fossero le tue vibrazioni a creare il mondo in cui abiti?
(Eugenio
Guarini)
feromone
appagante del gatto feromone
Apppagante del CaneMezzi Biotecnici per l'Agricoltura TRAPPOLE A FEROMONI Le trappole a feromoni sessuali sono uno strumento utile per razionalizzare la difesa antiparassitaria. Esse vengono principalmente impiegate come mezzi di monitoraggio per stimare la densità di popolazione di diversi insetti dannosi e per individuare i momenti nei quali intervenire con trattamenti insetticidi in modo che questi ottengano il massimo effetto. Solo per alcune specie in determinate condizioni l'uso delle trappole può essere considerato esso stesso un metodo di lotta riuscendo a contrastare, in una certa misura, lo sviluppo delle popolazioni (cattura massiva). Questo si può verificare ad esempio per le Tignole delle derrate, per i Rodilegno e per alcuni Lepidotteri di interesse forestale. Televideo Rai: 16/07/2009 23:51 SESSO, SCOPERTO ODORE SPEGNI ARDORI ![]() NOBEL:
per la
Medicina a RICHARD
AXEL e A LINDA BUCK Stoccolma, 4 ott. 2004 (Adnkronos)
Il Premio
Nobel per la medicina
è stato assegnato
quest'anno agli
americani Richard Axel e a Linda B.Buck
per le loro
ricerca
sull'olfatto e sui recettori correlati all'olfatto. La
decisione è stata presa dall'Istituo
Karolinskaia di Stoccolma pochi
minuti
fa. Linda Buck lavora al Fred
Hutchinson Cancer Research Center di
Seattle.
Axel, dell'Howard Hughes
Medical
Institute della Columbia
University di Newì York, e dell'Hammer
Health Sciences Center della stessa
città, è nato nel 1946.
Vedi anche
nell'inserto de La
Stampa - Tutto
scienze e
tecnologia
TST - di
mercoledì 1 giugno
2005
l'articolo di Aldo
Fasolo: Caro voglio tutti i tuoi
feromoni...)
![]() Dal recentissimo al non certo ancora antiquato I ferormoni in ginecologia umana a Pagina 187 degli Atti del Primo Congresso Congiunto delle Società Italiana e Francese di Psicoprofilassi Ostetrica - Venezia 26-30 maggio 1976 Ginecologia psicosomatica, Psicoprofilassi ostetrica: evoluzione e prospettive - a cura di Ruggero Cerutti-) I° CONGRESSO GONGIUNTO DELLE SOCIETA' ITALIANA E FRANCESE DI PSICOPROFILASSI OSTETRICA (XIème de la S.F.P.P.O, V° della S.I.P.P.0), Venezia 26-30 maggio 1976 I ferormoni in ginecologia umana La
presente
comunicazione si propone soltanto di attirare l'attenzione in campo
'umano' su di un argomento ricco di interrogativi e
passibile di svariati sviluppi, quello dei 'ferormoni'.
(Cioè di quelle sostanze a tipo "ormonale" la cui
caratteristica precipua è di agire non 'entro'
l'organismo che le secerne, ma sul comportamento relazionale e su
alcuni equilibri fisiologici di altri organismi, raggiungendoli a dosi
infinitesime e per lo più allo stato volatile).
Le due direzioni in cui si è più sviluppato lo studio etologico animale sono quelle dell'aggressività e della funzione sessuale soprattutto femminile (compreso quello che in fondo è un corollario di essa, l'eccitazione maschile). (Solo qualche studio riguarda altri campi: ad es. "apprendimento"). (Per quanto riguarda la sessualità femminile è molto dimostrativo il caso delle topine allevate in assenza completa di maschi, per le quali è sufficiente qualche traccia di urina maschile per ricuperare un normale estro, fecondità ed 'oggetto' sessuale - cioè eterosessuale -, altrimenti "condannate" ad un omosessualità completa, ed alla mancanza di cicli estrali. Oppure, sempre nel topo femmina, l'espulsione spontanea dei feti e la ricomparsa dell'estro in gravide messe in presenza di un maschio più 'gradito' del maschio fecondatore - da una conferenza di D. Mainardi). Nel campo umano finora sono stati pubblicati pochi lavori, i più noti dei quali riguardano appunto la sessualità femminile: la sincronizzazione dei cicli mestruali di donne conviventi, come ad es. studentesse di colleges americani che condividevano la stessa camera. Su un fenomeno così vistoso quale la sincronizzazione delle mestruazioni umane (avallato pure dalla sincronizzazione degli estri in femmine animali), posso presentare osservazioni personali condotte per parecchi anni (cinque). Mi riferisco al sincronizzarsi delle mestruazioni mie e di mia figlia nei periodi in cui trascorrevamo insieme un certo numero di ore al giorno (mediamente tre-quattro) collaborando ad un'attività comune (ho l'impressione che questo sia il fattore determinante); e viceversa al loro desincronizzarsi nei periodi in cui le occupazioni di ciascuna divergevano. E, nel campo animale, il sincronizzarsi, al di là di ogni variazione del ritmo estrale (intervalli dai sei agli otto mesi), dell'estro nelle mie due cagne. (In questo caso l'intervallo - costante e regolare - di cinque-sei giorni tra l'inizio dell'estro nella più anziana ed in quella più giovane, avvalorerebbe l'ipotesi di un'induzione nella più giovane ad opera di ferormoni emessi dalla più anziana). Non pretendo presentare con la presente comunicazione un lavoro sperimentale, e quindi non mi dilungo nell'esporre tabelle atte a documentare la cronologia di questi fenomeni, perché in questa sede mi preme maggiormente proporre interrogativi ed ipotesi. Sessualità, aggressività, apprendimento ecc.: è probabile che queste sostanze abbiano vastissime ripercussioni su tutto il comportamento fisiologico e relazionale degli organismi biologici e degli agglomerati sociali. Ma perché ne sappiamo così poco? Quale inibizione o mancanza di curiosità non ci ha consentito di predisporre accorgimenti tecnici atti a conoscerla meglio? Sarà forse perché, essendo la loro azione direttamente recepita da centri cerebrali sede di sensibilità protopatica, e scatenanti riflessi vegetativi, noi non siamo stimolati a prenderle in considerazione epicritica (e quindi "critico-razionale" come facciamo con le sensazioni visive ed uditive? O non ci è - ancora - culturalmente stato permesso di prenderle in considerazione, perché se si ammettesse anche questa via di comunicazione, questi messaggi interpersonali, dovremmo fare i conti con l'impossibilità di trasmetterli volutamente falsificati? (Non sarà questa la causa della fobia attuale del "body odour" e dell'enorme giro economico dei deodoranti?). Ma, per fermarsi all'apparato genitale femminile ed alle sue funzioni: non potrebbe venir rivalutata in questo senso la funzione delle ghiandole accessorie peri-vaginali (oltre che di tutte le ghiandole apocrine del corpo)? L'inibizione - magari per motivi psico-relazionali - della espulsione del secreto, dotato di effetto 'ferormonico' non potrebbe essere fra le cause di bartolinite? E come il ciclo mestruale o estrale può venir diretto da un ciclo ”femminile" altrui, o l'estro venir indotto dall'odore di urina maschile, anche la fecondità umana, nelle sue varie tappe non potrebbe venir condizionata da influenze ferormoniche ambientali maschili o femminili? E per tornare ai problemi generali: quale può essere l'influenza di sostanze - alimentari, voluttuarie, medicamentose, contraccettive ecc. - introdotte in un organismo nel condizionare gli altri organismi per mezzo di ferormoni così modificati? E quale l'azione dei cosmetici, detersivi, anticoncezionali locali, inquinanti ecc. come ferormoni artificiali o come agenti di disturbo? (Cito a questo proposito un episodio significativo: un banale spray insetticida a base di piretro, ma con proitazione in tutti i cani maschi incontrati come se le cagne fossero state 'in calore'. Sono spiacente di non aver potuto dare una convalida sperimentale al fenomeno in quanto tale effetto 'ferormonico' risultò limitato ad una sola bombola e non si ripresentò più con altre della stessa marca e dello stesso tipo). (Un altro episodio riguarda invece neonati umani - una trentina: tutti i neonati della nursery di una Clinica Ostetrica - che scoppiarono a piangere in coro dal momento in cui venne iniziata un'inceratura a fondo dei pavimenti per le pulizie pasquali). Ed infine: forse il problema praticamente più importante non riguarda l'emissione di ferormoni, quanto la recettività e la reattività degli organismi riceventi. Ed allora quale influenza possono avere in questo senso lo stato endocrino, lo stato emotivo, gli stress, i farmaci, la maturità o l'immaturità socio-affettiva? RIASSUNTO. Nel corso del presente lavoro vengono citati esempi (soprattutto nel campo della sessualità femminile) e proposti interrogativi riguardanti i "ferormoni". IntegronicsSpiegazioni,
esempi
e proposte di
collaborazione
riguardanti invece il campo delle emissioni e comunicazioni di
"energie" si trovano nel sito e nelle pubblicazioni della
Professoressa Cornelia
Guja, della Cattedra di Antropologia
dell'Università di Bucarest: Anthropology
of the individual/integronics
![]()
dita
umane
Emozioni, istinti, contraddizioni Molecole
di emozioni. Il perché delle emozioni che proviamo Edizione Corbaccio 2000 Traduttore Perria L.
Prefazione
di Deepak
Chopra Perché proviamo certe sensazioni? In che modo i nostri pensieri e le nostre emozioni influiscono sulla nostra salute? In questo libro l'autrice cerca di rispondere a queste e altre domande che scienziati e filosofi pongono da tempo. Dopo la scoperta che esiste una base biomolecolare delle emozioni, l'autrice illustra i nuovi sviluppi scientifici e fornisce una chiave per comprendere noi stessi, i nostri sentimenti e il legame che esiste tra mente e corpo. Scoperte e
Scienza: W.ROSE scopre
gli Amminoacidi
Essenziali, se
ne conoscevano 20
prodotti
dall'organismo, lui
ne scopre altri 8 molto importanti per alcune funzioni del cervello che
sono presenti solo in alcuni prodotti assunti con l'alimentazione. La
teoria
che il territorio e i suoi prodotti alimentari abbiano influenzato
molecolarmente
l'intelletto
e il
carattere di alcuni popoli,
diventa realtà (vedi 11
milioni, e
12.400
anni fa). Importanti sono questi amminoacidi per la formazione di
alcune endorfine che regolano
i livelli di alcune sostanze umorali (prima di
tutte
la serotonina) che determinano con la loro produzione e il loro livello
il carattere tranquillo o aggressivo della natura dell'uomo. Ma la CANDACE
PERTH negli
anni '90 ne
scoprirà altri, che determinano i
sentimenti,
l'amore, l'amicizia, l'attrazione sessuale, le attività
quotidiane, la
volontà ecc.
Particolarmente
varianti e spesso
spostantesi
su orbitali antitetici sono le costellazioni emotive che contrassegnano
fase per fase lo sviluppo. Sono fattori di grande potenza
ma
anche ulteriori
elementi di fragilità: le tappe preparatorie, lunghissime -
in
apparenza discordanti ed invece ben coordinate per Natura - sono
proprio
tali per integrare il potere dell'individuo sui fattori
discordanti
dell'ambiente; ma i loro difficili equilibri necessitano allo
stesso
modo di ben precisi, potenti e ben impostati appoggi esterni incentrati
sulle ben precise costellazioni emotive attivantesi momento per momento
e soprattutto fase per fase.
Bambini
di
ieri=adulti
di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani...?
Mutanti
e sovraccarichi
di emozioni e di istinti
ciascuno e in ciascun momento è o può divenire -
determinante
su futuri scenari: imprevedibili e collettivi. Infatti un sistema in
espansioni tanto differenziate
si regge su equilibri acrobaticamente precari, un
sistema
così variegato
di integrazioni multiple può solo svilupparsi
gradualmente
attraverso precise tappe preparatorie: invece di garantirne gli
irrobustimenti
successivi può
quindi venir in ogni momento mutilato per vie più o
meno
dirette con vere castrazioni
sul
singolo individuo come su intere
popolazioni.
...
l'equilibrio
precario di una trapezista...Mostruosità
esistenziali analoghe alle dis-funzioni degli organizzatori-induttori
dello sviluppo embrionale anatomico descritti da Spemann e
Mangold. A un osservatore disattento o prevenuto
questi
delicati passaggi obbligati sfuggono come tali: è così
che
troppo spesso, in modo subliminale che potrebbe sembrar irrisorio,
momenti cruciali possono esser disattesi
e
interferiti: ma non
impunemente.
Gravissime conseguenze future ingarbugliantesi in - assurde -
inestricabili
complicazioni possono quasi inavvertitamente, quasi
inconsapevolmente
prender piede non per errori madornali, non per cinico malvolere ma
soltanto
per il mancato tempestivo aiuto dato a fasi di
sviluppo
ignorate,
per la mancata cura nella gestione di emozioni
contraddittorie.
Nei libri presentati si insiste su di un discorso unitario che pone l'accento sul concetto di inizi, di passaggi successivi, di fasi di sviluppo, di passato, presente, futuro, di organizzatori e di coni di espansione che si integrano e interagiscono a vicenda... Ma vi si insiste anche e soprattutto allo scopo di sottolineare come - quando questi sviluppi vengano ostacolati - prendano origine circoli viziosi che si avvitano su se stessi bloccando anche le fasi successive, se non continuando ad aggravarsi verso vie patologiche a loro volta aperte a diramarsi al di fuori della persona singola fino a travolgere - nel presente, ma spesso anche ben oltre nel futuro - intere esistenze: la propria e molte altrui. Come
già accennato sopra, proprio in
ogni
momento della VITA in quanto tale, ogni istante deve
essere
sottolineato
da particolari cambiamenti chimico-fisici dello stato interno:
emozioni
o "stati d'animo", comunque numerosi e mutevoli per definizione. Nel
giro di
pochi minuti infatti questo caleidoscopio di stati varianti di "umore",
di attenzione e
di corporeità
psicosomatica si
avvicendano
e si contrappongono sia nell'interazione fra individui, sia tra
individui e cause genericamente ambientali. Ma non basta: molto spesso
questi cambiamenti chimico-fisici e le loro
manifestazioni interiori si
susseguoni
in modo contrastante pur all'interno dello stesso
individuo: questo non sarebbe affatto uno svantaggio, anzi ne
dovrebbe derivare una delle più efficaci funzioni
per attivare più elevate "tensioni", per innescare
più
elevate differenze di
potenziale
da
rendere disponibili come accumulatori
di energia. Vissute invece come
contraddizioni
soggettivamente insolubili, come non sopportate conflittuali
"esperienze
emotive" interne, molto spesso queste relative incoerenze interiori NON
accendono
affatto scariche utili di energia potenziata:
l'innalzarsi del
potenziale
(in senso elettrico anche letterale) che così viene prodotto
può
scaricarsi invece dannosamente in "sintomi patologici": psichici anche
gravi tipo
"ansietà "
fino al "panico", sino allo svenimento... se non in vere
disfunzioni e lesioni di organi interni - vasi sanguigni, cuore,
apparato
digerente
- ecc.
Gli
affetti
dovrebbero mantenersi nell'integrità
dell'esperienza sensibile che è la condizione per conseguire la
pienezza dell'esistenza,
senza mai
assumere l'aspetto difettivo di quella deprivazione
sensoriale, di quell'inibizione da contatto caratteristica dei processi
di
razionalizzazione, evitando così il paradosso di una
dignità della
ragione che nega
però l'integrità
della
persona. (dall'articolo di Marco Vozza
de La
Stampa:
sabato 10
settembre 2005.
Concetti
ben puntualizzati in una mail privata:
Ed
è
così che molti esiziali equivoci sono
nati e
continuano ad
imperversare
sull'onda delle teorie filosofiche - e religiose o pseudo-tali -
tipicizzanti per millenni la nostra civiltà: le conseguenze
illogiche e
primitive di questo
esser stati "deprivati" non vengono
scalfite da qualsivoglia
livello culturale, lasciando spazio all'emotività latente e non
riconosciuta di
manifestarsi verso direzione autolesionistiche di superstizione
e inganno
gerarchicamente trsmesso allontanando sempre più dalla
"pienezza
dell'esistere" e delle LIBERE
SCELTE.
E così molte superstizioni e dipendenze dilagano seguendo
qualsiasi
elemento
o fantasia
come
oggetto da adorare, fine da perseguire od in cui credere ciecamente, e
su cui fabbricare un linguaggio che li sostenga.
I
processi
di razionalizzazione,
evitano ... il paradosso di
una dignità
della ragione
che nega
però
l'integrità della persona.
Ed
è così che molti
termini sono mistificati
correntemente in modo a
sua volta equivoco e foriero di rinnovate "deprivazioni", mentre
proprio queste errate accezioni
vengono
a loro volta idealizzate come IDOLI
a cui
dedicare superstiziosa adorazione: ad esempio razionale,
razionalità, capire
e comprendere
cosa significano veramente? non derivano forse
da precisissimi vocaboli
latini indicanti soltanto "sistemi di misura" basati su sequenze
lineari
e non su
misure di angoli
che permetterebbero quanto meno un'approssimazione più
realisticamente ampia? [ratio=righello,
capienza= misura del contenuto]. Anche
la parola e l'idea di
"volontà" entra a
far parte di questa confusione, di questa "inflazione di
significato": mai che si usi invece un termine come INTENZIONALITA'
in cui la sottolineatura
emotiva che ne indirizza la diretta azione momento per
momento
si intravvede come essenziale presupposto.
(Quante volte ad esempio viene "accusato" di essere senza
volontà
chi
invece è in preda a quell'emozione che si definisce desolazione
per cui
tutto diviene
inutile e snza senso! quante volte viene esaltata la forza di
volontà
di
chi,
avulso dalle proprie sensazioni - e cautele - procede senza
fare una piega! (Un esempio
impressionante nella sua
sincerità può trovarsi citato come testimonianza diretta
nei file Consapevolezza
e memoria e Imbroglio è
il
contrario di svuiluppo anche stampato nell'omonimo
capitolo del libro)
ISTINTI Ma
non
esistono soltanto le
"emozioni" che si formano
all'interno dei
corpi:
anche
l'essere umano è inserito nelle variazioni dell'ambiente come
parte ricevente/agente
attraverso la via degli ISTINTI,
una ben potente facoltà "biologica" chimica endocrina (e
non
solo), una via di "antenne" di ricezione-trasmissione, di costellazioni
SENSORIALI
di grandissima efficacia, pronte a decodificare peculiari stimoli
ambientali nell'immediato per innescare RISPOSTE altrettanto
immediate. E'
una facoltà
attivabile in comportamenti continuativi (ad esempio la
vasta
serie degli istinti
sessuali
che presumono pure gli istinti
genitoriali e
di
attenzione ai segnali
del cucciolo) o per lo
più riconoscibile in casi "speciali"
se non
estremi di risposte
comportamentali quasi
istantanee susseguenti
all'aver colto con precisione segnali
da
molto
vasto raggio nello spazio e nel tempo per rispondervi con azioni
stra-ordinarie.
Gli istinti costituiscono un sistema
potentissimo
per la salvaguardia dell'esistenza dell'individuo o/e della specie,
messo
in moto da scariche di coordinati e duraturi
ormoni e non soltanto da
effimeri
neuromediatori e neuromodulatori. Ma la costellazione del sistema
endocrino è complicata, delicata; l'innesco chimico libera
scariche di
energia -
elettromagnetica
ecc. - che, una volta avviate, modificano ogni
fattore
circostante; e
se gli istinti in azione possono determinare enormi cambiamenti nel
modo
di "essere" e di situarsi dinamicamente nella realtà, possono
però manifestrsi
sia in modo molto appropriato, sia in modo disorganizzato e caotico,
distruttivo.
(Vedi come esempi dello stesso istinto sia i "salvataggi" che il
"panico", certe sopravvivenze al limite
del "miracoloso" e la "morte di crepacuore").
E
se
fossero le tue vibrazioni a creare il mondo in cui abiti?
Ogni
vivente
cioè con i suoi istinti ed emozioni
contribuisce
quindi momento per momento a costruire intorno a sé "il mondo in
cui
abita": in ogni momento - sia da adulto che da
bambino
- è già così di per sé un fattore di
trasformazione,
sia come fattore di disturbo, sia come punto
di raccordo
di una vasta, benefica catena "comunicativa".
Riassumendo:
suscitate
e modificate
in
continuazione da condizioni endogene come da stimoli esogeni,
emanazioni "viscerali" provenienti da ogni corpo vivente in
una
serie ben o mal coordinata di attivazioni-risposte
si susseguono e si intersecano in forme non ipotetiche ma CONCRETE,
esprimendosi
mediante precise basi chimiche ed energetiche in
continuo modulato movimento. Ogni esistenza
nel mantenimento della sua omeostasi interna
sviluppa senza interruzione moltissime vie di inter-azione nel presente
immediato
con correlazioni varie e continue con l'ambiente: vie di inter-azione -
come già
detto
sopra - non metaforiche ma risonoscibili tecnologicamente
e persin premiabili con il Nobel come affidabili conoscenze
"scientifiche".
Ma non
basta: accanto ai sistemi
viscerali
chimico-fisici di adeguamento dinamico all'ambiente, altri sistemi
relazionali
- movimenti e suoni - vi integrano ogni presenza vivente. Nella specie
umana in particolare esiste anche in più la parola,
speciale e sofisticato strumento di trasmissione di informazioni: e
non solo per manifestarle all'esterno.
Ma il linguaggio verbale, oltre che poco condividibile perché
sparpagliato in una miriade di "idiomi", è molto lento rispetto
al
variare delle circostanze e dei significati a cui attribuire valore;
ma se l'essere uno strumento personalizzato e comunque
controllato
in molti casi è - o viene considerato - un grande vantaggio,
questo non
ne garantisce affatto l'esattezza di trasmissione dei dati e tanto meno
la ricezione non equivoca di queste informazioni; e se è uno
strumento
potentissimo a disposizione consapevole degli esseri umani questa
soggettività lo rende un'arma efficace di arbitrio,
magari usato
di
proposito
- e da entrambe le parti - non per concettualizzare e precisare
conoscenza ma per "ingarbugliare le carte" per trasformare ogni
possibilità di dialogo, di interscambio, di "sviluppo" in una
serie di
"imbrogli".
...verbalizzando
si concettualizza e concettualizzando si appropia l'esperienza sul
piano intellettual. E, scrivendo, si precisano nel tempo i percorsi
Medicina, Patologia Generale, e ... falsa medicinaLo
sforzo di
attuazione
"futura" di progetti se non di utopie
compete alle posizioni
ottimistichecauto
e doverosamente scettico ha a che
fare
quotidianamente
con GUAI in atto se non PREGRESSI,
con la
correzione
degli inconvenienti se non dei disastri, oltre che con la CURA
SUCCESSIVA, ed entrambe le
posizioni possono utilmente
confrontarsi e completarsi con stimolanti elementi di
contrapposizione. (Vedi file - e capitolo 1 del libro Bambini di
ieri
= adulti di oggi. Adulti
di
oggi ->
adulti di domani - Cosa ho
in comune
io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della libertà)
pedagogiche e politiche miranti alla costruzione di un FUTURO creduto quanto migliore possibile; rispetto a quella "ottimistica" dei "pedagoghi" e degli amministratori, la posizione dialettica "da medico" risulta in posizioni "pessimistiche" coerente con l' imbattersi professionale in situazioni "non normali" se non in guai più o meno gravi, istituzionalmente da cercar di ovviare. Il medico che dovrebbe essere per preparazione Ma
non solo
le professioni
ma anche la Scienza
con la "S"
maiuscola è esercitata
da persone non da entità astratte, che come tali
lavorano in modo più o meno opportuno, onesto,
serio,
logico, attento. Ma in ogni caso gli esseri umani con i loro
comportamenti
"personali" e ancor più con i loro comportamenti "professionali"
e "pubblici" a loro volta si costituiscono come cause e concause di
accadimenti
successivi - buoni o
cattivi che siano. Nell’ambito della cosiddetta
attività
scientifica direttamente in atto questo fattore
umano può quindi manifestarsie anche "in
negativo": la
conoscenza
"antropologica" di questo
fattore
umano "in negativo" introduce a conoscenze che dovrebbero
venir più considerate e quindi meglio mantenute sotto un
PUBBLICO
controllo. E non solo: si trasforma in dovere
sociale
il metterlo in evidenza prima di tutto per sfatare l’alone MITICO che
circonda la "Scienza", che accompagna gli inesperti nell’ammirazione
spesso superstiziosa
delle Scoperte,
che
circonda i "numeri" e le - non si sa come ottenute - statistiche,
nonché le formule
chimiche
facili da sparare a vanvera per proporle
come farmaci toccasana.
Con questo bagaglio di diversificati orizzonti si spiega meglio il titolo come capitolo - Quando la cartella clinica è terapeutica... Dare ai ricordi una specie di seconda vita? - e i ragionamenti logici e i molteplici dati di fatto che sottostanno alle vere motivazioni di questa pagina. Infatti, se si deve tener conto attento e critico dello stato emotivo e culturale concomitante ad ogni momento dell'incontro medico-paziente, come è ammissibile a monte una dottrina "scientifica" che presenti processi biochimici come fissi, quando invece si è in presenza di fenomeni tipicamente dissipativi? i
processi di razionalizzazione, [non]
evitano ... il
paradosso di
una dignità
della ragione
che nega
però
l'integrità della persona
Una "chimica delle emozioni"? come è ammissibile una dottrina "scientifica", una insistita proposta (pseudo-)terapeutica che presenti simili ingarbugliati processi come semplici e immobili? In
gergo tecnico lo studio delle cause si
chiama eziologia
mentre lo studio dei loro meccanismi d'azione si chiama patogenesi;
ma sia questa che quella possono esser considerate vera Scienza
solo
quando
siano ben
accertate e
non
arbitrariamente iper-semplificate; quando siano davvero considerate
nella
loro essenza, ma anche nel dinamismo
delle loro evoluzioni: solo allora passibili di
render
plausibile
un'idea astratta di Scienza pura attraverso eventuali verifiche,
ripetizioni
e conteggi, confrontabili osservazioni e, se del caso, anche
esperimenti.
Una
delle branche basilari della Medicina
teorica è quell'insieme di dottrine e ricerche chiamata
in
ogni lingua Patologia
Generale destinata ad occuparsi di tutto il sistema
variegato e
composito
delle cause, concause, situazioni, interazioni. In
sequenza con
la Fisiologia normale a questo campo di studi
compete lo studio
dell'evolversi o meno delle disarmonie apportate alla omeostasi
dinamica. Ma ben raramente cause isolate e statiche incidono in
modo
determinate
sulla "salute" nel loro modificare il normale svolgersi dei fenomeni
vitali,
nel normale interagire fra questi e quelle: ben più frequenti
sono
i raggruppamenti - "costellazioni" - di cause e concause e le loro
varie
e interrelate possibilità d'azione. E non solo ciò va
considerato
in vari modi e non solo prospettandosi un'ipotetica SALUTE
data
per
certa: la salute non è un concetto statico ma è un
momento
sempre in bilico su quei continui s-qulibri dinamici che definiscono la
VITA
stessa in contrapposizione alla MORTE.
Medicina: scienza applicata e multidisciplinare: Emozioni, istinti, ricordi, contraddizioni - come peraltro pure alle esigenze scientifiche della ricerca Medica nel riconoscimento della vera pluralità dei nessi autentici di causalità. la vera fisiologia dell'esistenza in atto non può prescindere dalle correlazioni multiple del presente, ma neanche dalle varie modalità trascorse in cui si era concretizzata l'essenza di quel concreto e non idealizzato essere umano e degli altri concreti esseri con i quali entra in uno stretto e soprattutto anche implicito interscambio. Detto di nuovo e in termini più espliciti: se ogni dato non è correlato con la parte psicologica ed esperienziale nel tempo dell'esame del paziente, se non contiene anche il massimo di questo tipo di informazioni ogni diagnosi non può che dare risultati difettosi. Ma questo non basta: anche il medico stesso - come del resto chi comunque circonda ciascuno fin dai suoi primi approcci infantili alla vita - esce allo scoperto anche da un suo proprio passato, bene o male vissuto, e bene o male integrato nel suo vero "essere-nel-mondo" del momento presente. Come si può non rischiare di travisare tutto il quadro, di sottovalutare elementi fondamentali e/o di ingigantirne altri? come si può riuscire a scindere e riconoscere i veri appelli relazionali dai sintomi fisici? o al contrario come si può evitare di dar retta a veri inganni rifilati come richieste? Come ci si può difendere contro simili errori colossali, a loro volta a rischio di venir autoconfermati in successive statistiche puramente numeriche? E se la Matematica è il fondamento basilare di ogni serietà scientifica perché poi posporre se non ignorare la matematica degli algoritmi rispetto a quella delle tanto travisabili statistiche? Come si può non tener conto attento e critico dell'uso reciproco dei linguaggi - strettamente al plurale - e dello stato emotivo concomitante ad ogni momento dell'incontro medico-paziente? ...il
discrimine tra l'espressivo
e l'informativo
non è sempre marcato,
e il performativo,
spesso, nel linguaggio colloquiale, la fa da padrone
Che caldo in questa stanza! non è solo un'asserzione ma un invito ad aprire la finestra! Cambiamento "inconcepibile", oppure "transito" e "resilienza"?Che pressante "valore" attribuire a cosidette "terapie" - sottinteso: per lo più ma non solo - farmacologiche - quando si confondono nel modo più totale sintomi con cause?Ed, ancor peggio, quando sintomi transitori vengono equivocati come totalizzanti "malattie"? Una semplice metafora della cosiddetta - con un termine ben poco rappresentativo - depressione è un ... orologio fermo, un orologio "inutile" come strumento: un oggetto che per combinazione però due volte al giorno segna... l'ora esatta, ma un'ora che non cambia; una metafora ben rappresentata in questa citazione di una situazione non personale ma politica: (citazione
tratta dalla newsletter dell'Istituto Arrupe
Guardando
la facciata di Palazzo delle Aquile a
Palermo,
colpisce l’orologio sull’entrata. Un orologio
fermo,
a segnare
un’ora che non cambia,
mentre la città gli transita intorno ma con un ritmo diverso,
rapido e
frenetico. Anche dentro la Sala consiliare c’è un orologio e
anche
questo è fermo. Così, l’immagine dell’orologio fermo si
presta a
divenire la metafora
della distanza fra due mondi ... Se ... non è capace di
rimettere in moto queste “lancette”, ... ricordiamo, però, che
ognuno di noi è un potenziale
orologiaio in grado di
riparare il guasto, qualora sia disposto a mettere in campo
le proprie competenze e la propria dignità. ... Condividiamo i
nostri
sogni di cambiamento. È ora di ripartire.
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Come non travisare ogni dato quando "quel" momento presente, ognuno di quegli infiniti e infinitamente transitori "momenti presenti" viene percepito e razionalizzato come un "assoluto"? Come non cadere nell'inganno di compartimenti stagni, rappresentativi di un modo di pensare, di una mentalità in cui non ci sono nessi di causa-effetto, non ci sono il prima e il dopo, il dentro e il fuori? quando ogni "prima" ed ogni "dopo" sono la stessa cosa e "il passaggio da una condizione all'altra, solo apparentemente descrive un cambiamento, ed è invece qualcosa di artificioso, dovuto all'intervento del farmaco?
Coalizione per il Disordine di ansietà sociale? vedi commenti e precisazioni nel file Malatie rare in offerta speciale di cui si cita il paragrafo sottostante: Roma,
13 luglio 2009. (Adnkronos Salute) - (*) Eliminare i
brutti
ricordi, per
una vita sempre
con il sorriso [!]. Sembra questo il nuovo uovo di
Colombo
dei ricercatori, visto che diversi studi si stanno focalizzando
sull'obiettivo di trovare il modo di cancellare
dal
cervello le brutte esperienze vissute. Gli scienziati dell'università
del Colorado
hanno
scoperto, grazie alla risonanza magnetica, dove i brutti ricordi
vengono 'registrati' nel nostro cervello, cioਠnella
corteccia
prefrontale. Non solo: hanno anche svelato il meccanismo che consente
questo processo.
Un
risultato che potrà aiutare - dicono oggi sulla rivista Science
- tutte quelle persone con stress post-traumatico o ansia che rimangono
vittime delle esperienze negative vissute.
Con le
stesse
motivazioni solo
10 giorni fa alcuni colleghi, dalle pagine del Journal of Psychiatric Research,
avevano annunciato di aver testato una sostanza, il PROPANOLO,
capace di cancellare,
come i segni del gesso su una lavagna, le esperienze negative che hanno
marchiato a fuoco la nostra memoria, lasciando gli altri ricordi
intatti. Questa volta gli scienziati Usa hanno studiato 18 volontari
adulti, a cui sono state mostrate immagini di volti umani da associare
a fotografie di incidenti d'auto o soldati feriti. Quindi, in un
secondo tempo, sono state fatte vedere nuovamente le immagini dei
volti, chiedendo a ciascuno di ricordare o meno l'immagine negativa
associata. Il tutto mentre
una risonanza magnetica registrava
l'attività cerebrale dei partecipanti al test. In questo
modo
i
neuroscienziati hanno scoperto che, per 'eliminare' il brutto ricordo,
la corteccia prefrontale del cervello 'stacca' la spina all'amigdala e
a tutte quelle altre regioni che richiamano i ricordi, specie quelli
con un sostanzioso contenuto emotivo.La
scoperta rivela Brendan
Depue, un neuroscienziato che ha partecipato allo studio - è ancora
lontana da una
sua possibile applicazione nello studio dello psichiatra. Anche
perché non è semplice riuscire a chiudere la
comunicazione tra le aree cerebrali, e impedire dunque ai brutti
ricordi di riemergere. Ma in futuro - conclude - si
potrebbero mettere a punto farmaci
in grado di aiutarci a innescare questo meccanismo.
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![]() Tavola periodica degli elementi: Un'opportunità per consultare velocemente un'edizione telematica della Tavola Periodica degli Elementi: ogni elemento vi si apre immediatamente con il link descrittivo della sostanza. |
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IMBROGLIO E' IL CONTRARIO DI SVILUPPO.Da: 'La violenza contro il bambino' a 'Tempo di mutamenti' e 'La meglio gioventù' Consapevolezza e memoria Consapevolezza e memoria pdf Medicina: scienza applicata e multidisciplinare: Emozioni, istinti, ricordi, contraddizioni ESPERIMENTI SU BAMBINE/I Cosa ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della libertà Che cos'è il 'lavoro emozionale'? L'importanza dei ricordi, delle emozioni e delle idee sul futuro Opinioni, fatti, accuse Opinion, fact, complaint da confrontare con: Basta un poco di zucchero e la pillola va giù... TOTEM AND TABOO REVISITED: awful and fertile rise of new superstitions ... dagli adulti di oggi agli adulti di domani..., Presentazione Basi teoriche... INFANZIA: tempo di Mutamenti Infanzia un mestiere difficilissimo Dalla famiglia preistorica alla famiglia utopistica Link e citazioni sono di continuo revisionati e aggiornati. |
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