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28 giugno
2009
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ricerca del sito
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Quando la cartella clinica è terapeutica...'Sviluppo' non è 'imbroglio': quanto fanno male i sentimenti che rimangono dentro a marcire, i pensieri incistati e senza voce...Indice interno: #aggiornamenti, #pubblicazioni, #mestiere
difficilissimo(*), #parola(**),
#feromoni, #integronics, #emozioni, #istinti,
#medicina, #cambiamento
inconcepibile, #memoria,
#ricostruzione,
#psicoanalisi(***),
#transfert, #Importanza_dei_sensi
(*)con una piccola aggiunta di testo e di link, (**)nuovo, (***)da
notare con
molta attenzione la nuova
aggiunta
- conclusiva e fondante.I links interni al sito vengono continuativamente aggiornati con l'aiuto di: SEVENtwentyfour.com Aggiornamenti e segnalazioni:Questo sito e i libri che ne derivano NON sono di INFORMAZIONE, ma si costituiscono come una specie di ENCICLOPEDIE TEMATICHE, in cui vengono presentati e discussi vari argomenti da leggersi e soprattutto da CONSULTARE di volta in volta.A seguito di
difficoltÃ
lamentate e
relative richieste,
l'architettura stessa del
sito è stata modificata in funzione di un più
agevole
orientamento: sdoppiato,
il file di prefazione e illustrazione degli indici prende ora un nuovo
nome - Prefazione,introduzione
e indici illustrati - che riinvia a
un differente URL
mentre diventa
iniziale e
fondamentale
un file
semplificato dove a prima vista compaioni i links
indirizzanti
sui capitoli interni.
Il
sito verrà di
continuo aggiornato: Dopo la pubblicazione del libro aggiornamenti sono già iniziati e molti altri ne verrano fatti segnalati di volta in volta nel nuovo file Aggiornamenti e novità / Novelties on the site: anche se si consiglia di considerare ancora con attenzione le pi๠importanti passate modifiche. per
cui occorre di tempo in tempo ridargli un'occhiata ed eventualmente
proporre considerazioni,
critiche o informazioni che saranno molto gradite.Questo file in
italiano ha il
corrispettivo in inglese Anamnesis?
A way for
healing...
non
rispecchiante
perಠuna
semplice traduzione ma alcune differenze di impostazione dovute alle
diverse
fonti culturali, come pure
quelli intitolati Consapevolezza
e memoria,
e Le faccende
domestiche,Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro, Infanzia:
tempo di
mutamenti si
differenziano dai corrispettivi in inglese - Intoduction,
Consciousness
and memory, Domestic
chores.Ergonomics and psychology of a REAL work, Childhood:
times of mutability - per dati
bibliografici, citazioni e
testimonianze.
Per accogliere le richieste di una più agevole lettura, i testi di questo sito sono stati - anche - trasferiti in un LIBRO: Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani ![]() Corso
Marconi 34/a 10125 Torino
(ITALY)
Per
acquisti diretti on-line / for on-line international ordersE' ora in vendita anche il libro From children of YESTERDAY to adults of TOMORROW in cui sono stampati i file in inglese: Abebooks.com, Alibris.com, BooksinPrint.com, GlobalBooksinPrint.com anche presente in Kindle. Ne esiste anche una versione Cortinalibri editorialmente più curata |
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Pubblicazioni
- nella rubrica Infanzia: un mestiere difficilissimo del Giornale dei Genitori, - in una collaborazione continuativa con il Centro Nascita Montessori, - in altre collaborazioni a riviste e partecipazioni a Congressi - nella collaborazione al Comitato Italiano Gioco Infantile - in libri che riorganizzano e ampliano parte di tutto questo materiale. "verbalizzando
si concettualizza
e concettualizzando si
appropria l'esperienza sul piano intellettuale"
Infatti questo lavoro - che comunque non
è teorico ma derivante
da dirette, concrete esperienze - come ha
continuato
a contribuire alla precisazione
delle idee ha pure offerto una sempre migliorata capacità
di osservazione
dei fatti.In sequenza:
![]() Contrariamente a qualsiasi testo stampato, per sua natura un sito Web si giova del tipico dinamismo della rete informatica capace di sempre nuove acquisizioni, verifiche e correzioni: il libro dovrà avere nuove e nuove riedizioni per adeguarsi al sito che nel frattempo continua ad ampliarsi anche per anticipare la presentazione di nuove pubblicazioni cartacee e di nuove edizioni dei libri. ![]() ![]() ![]() Infanzia: un mestiere difficilissimo? Individualità, sviluppo, evoluzione?E' banale - anzi da considersi come ovvia - l'importanza e le difficoltà del Mestiere di Genitore: (vedi dal sito Genitori Ascolto Linea - GeniAl):Genitori
non si
nasce ma si diventa. Un mestiere difficilissimo al quale non si accede
tramite una laurea o un esame d'ammissione. Non c'è
università al mondo che possa diplomarci adatti. ...
Ma:ciascuno di noi è stato bambino? Infatti chiunque ha necessariamente - bene o male - attraversato l'INFANZIA ponendovi le fondamenta della propria esistenza: non solo difficilissimo è quindi il "mestiere" di chi si trova ad "occuparsi" di bambini propri o altrui, ma ben più importante è la possibilità di aiutare chiunque a conoscere almeno meglio le caratteristiche se non altro del "suo" primo e prioritario difficilissimo mestiere. Come già ne spiega il titolo, Infanzia: tempo di mutamenti descrive e chiarisce i fisiologici - attuati o disturbati - cambiamenti in espansione e differenziazione visti dalla parte di chi si sta sviluppando; mentre ne Le faccende domestiche. Ergonomia e psicologi di un VERO lavoro viene trattato il versante - adulto - degli "sviluppi": sia a partire dal loro contesto originario di accudimento delle generazioni successive, sia anche nel discutere di come elementi cardine del "lavoro" degli adulti si incentri su attività correlate direttamente con gli "sviluppi" infantili individuali e con modelli, pseudo-modelli o contro-modelli polemici derivanti dalle generazioni precedenti. Il
bambino ha cento lingue e gliene rubano novantanove
- Loris Malaguzzi
L'infanzia non esiste. Esiste lo sviluppo e lo sviluppo è cambiamento liberatorio ... non gli riempite il futuro di vecchi ideali... - Giorgio Gaber ![]() L' ALBERO può venir proposto come una visualizzabile, più facile in qunto statica, convincente metafora per semplificare i fattori che sottendono ad ogni - anche umana - vivente esistenza.
E
allora adesso è un po' come se
avessi mentito a me stesso e avessi perso anche tanto tempo. Questo mi
duole di più. Mai avrei immaginato, se non lo avessi provato
sulla mia
stessa pelle, quanto importante è il ruolo di chi si impegna a
diventare genitore, quanto può essere distruttivo per un figlio,
(anche
senza arrivare all'estremo ultimo dell'infanticidio), se lo sviluppo
diventa un percorso ad ostacoli continuamente minato, un labirinto
senza uscita, con un unico obiettivo: la sopravvivenza.
Come già esplicitato nei libri precedenti e negli attuali file/capitoli introduttivi de Le faccende domestiche. Ergonomia e psicologia di un vero lavoro, di Infanzia: tempo di mutamenti, e di Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani, a prima vista gli inizi e le basi di questi sviluppi potrebbero apparire argomenti piccini, insignificanti, estremamente privati, dominati da protagonisti adulti prettamente femminili. Ma occuparsi delle "complicazioni" esistenziali relative a bambini ed alla vita domestica non riguarda affatto solo situazioni insignificanti e private: addirittura reggiunge le vere RADICI e il vero TERRENO da cui l'esistenza nel suo espandersi trarrà o la necessaria proficua linfa o continuerà nel tempo ad assorbirne i veleni. In altri termini con queste descrizioni non si chiacchera di "bambinate", ma proprio al contrario si presenta un approccio incentrato su di un massimo di robusta CONCRETEZZA da difendere
Ognuno di questi raggruppamenti di fattori coordinati insieme giustamente venne definito complesso, con una accezione del termine analoga a quella poi venuta di moda nel caso dei "complessi" musicali. Nella specie umana in particolare questa prolungata preparazione è molto intermittente e variamente bisognosa; ma una così complicata rete di collegamenti del momento e del passato costituisce un elemento di fragilità, tanto più che - appunto come le materie scolastiche - le lunghe tappe preparatorie non sono del tutto attuabili senza adeguati apporti esterni. Come regolarsi quindi se - nella loro pur ben preordinata coordinazione - questi sviluppi sono in apparenza talmente discordanti? E se necessitano di appoggi ben precisi, come questi debbono avvicendarsi per assecondarne ogni apparente irregolarità, incentrandosi con costante cura sulle ben precise costellazioni emotive attraversate proprio in quel momento? Vedi anche l'impostazione teorica di: Kohut, Heinz (Vienna 1913 - Chicago 1981), psicoanalista statunitense di origine austriaca. Laureatosi in medicina e specializzatosi in neurologia, passò progressivamente a interessarsi di psicoanalisi, elaborando il modello teorico conosciuto come psicologia del Sé. Tra i principali scritti di Kohut si ricordano Narcisismo e analisi del Sé (1971), La guarigione del Sé (1977), La ricerca del Sé (1978) ![]() Dare alle emozioni il loro vero nome...?verbalizzando
si
concettualizza e concettualizzando si
appropria l'esperienza sul piano intellettuale...
anche se
Gli
affetti dovrebbero mantenersi nell'integrità
dell'esperienza
sensibile
che è la condizione per conseguire la pienezza
dell'esistenza,
senza
mai assumere l'aspetto difettivo di quella deprivazione
sensoriale, di
quell'inibizione
da contatto caratteristica dei processi di
razionalizzazione, evitando così il paradosso di una
dignità della
ragione che nega
però l'INTEGRITA
DELLA PERSONA.
Bitterness: The Next Mental Disorder?
Should bitterness become a mental disorder?
[Deve l'amarezza far parte dei "disordini mentali", deve venir
etichettata nella loro cosiddetta lista scientifica]?
In the magazine Psychology Today, Professor Christopher Lane
has a brief essay skewering one of the latest misadventures of the
psychiatric industry, in which the American Psychiatric Association
is seriously considering adding "bitterness" to one of their
so-called scientific
list of labels. Why not just add "dissent" - religious
nonconformit, political opposition to a government or its policies,
justice's nonconcurrence with a decision of the majority] and be done
with it? Professor Lane is the author of Shyness: How Normal Behavior Became a
Sickness. All that
no doubt, but
there is more to it.
...anche
la tristezza è sintomo dell'esser sano non
un vuoto o una confusione...
stasera sono
un po' triste e
un po' preoccupato.
ma non sono depresso. ed è la prima volta che mi rendo conto della differenza coscientemente. ho una sensazione sgradevole, ma è nitida ed è una sensazione, non un vuoto o una confusione. voglio dire che ho cercato di curare una apatia e depressione per non star male e scopro (rallegrandomene) che anche la tristezza è sintomo dell'esser sano. ho scritto di getto. Comportamento o espressione? Controllo consapevole degli atti e delle conseguenze o inibizione? Gli
affetti dovrebbero mantenersi nell'integrità
dell'esperienza
sensibile
che è la condizione per conseguire la pienezza
dell'esistenza,
senza
mai assumere l'aspetto difettivo di quella deprivazione sensoriale, di
quell'inibizione da contatto caratteristica dei processi di
razionalizzazione, evitando così il paradosso di una
dignità della
ragione che nega
però l'integrità
della
persona
Ecco la testimonianza di una persona la cui apparente
impassibilità può persino esser stata scambiata con una
minacciosa
impertubabile insensibilità:Sono triste, sono
profondamente triste e
so di esserlo, ma i muscoli della
mia faccia non
rispondono a quanto sento...
Una vera medicina pratica e/o scientifica non può prescindere da un molto accurato approfondimento anamnestico del presente e del passato - anche remotissimo - del paziente in cura. E' proprio qui che si raggiunge il titolo Quando la cartella clinica è terapeutica e lo si collega alle fonti e agli scopi dei libri presentati nel sito e del sito stesso nel suo attuarsi dinamico. Il significato reale di uno strumento come la parola consiste infatti - o almeno dovrebbe consistere (?!?) - nel trasformare cose, fatti, situazioni di qualsiasi genere - comprese le emozioni stesse - da concreti in astratti; dovrebbe poter riuscire a rendere le imprecise, "pesanti" concretezze in immateriali ed agevoli percorsi di espressione e di reciprocità, facilmente interscambiabili, ed anche concretamente puntualizzabili e memorizzabili. ... poter
dare
ai ricordi una specie di seconda vita...
Scopo della parola, scopo effettivo
anche
se spesso disatteso è - o meglio: sarebbe (!) - quello di dare
il nome alle cose e così restituire loro -
partendo
paradossalmente
da questa nuova base astratta - una rinnovata precisabile/precisata
concretezza.Proprio questa è la grande offerta terapeutica data dalla semplice anamnesi, purché non si cerchi soltanto di accozzare insieme una banale raccolta di informazioni, tenendo conto per di più dell'enorme richiamo esercitato dalle "notizie mediche" - vedi Malattie rare in offerta speciale: Vox populi vox dei...
Quando c'è qualcuno che la spara grossa trova sempre qualcun
altro che gli va dietro e altri ancora che riprendono la notizia di
seconda mano senza controllare e peggio ancora aggiungendoci del loro
...
L'enorme utilità pratica
del linguaggio
verbale può
infatti venir vanificata non solo dall'incapacità del suo uso
appropriato
in chi parla o da difettose traduzioni in chi ascolta, ma da un
volontario subdolo mal uso dei termini e dei sinonimi: Più
queste parole corrispondono nel sentire comune alla verità,
più chi le pronuncia è colpevole. Non della
verità, che non è mai menzionata, ma delle parole per
dirla. La menzogna, al contrario, può utlizzare ogni parola,
ogni immagine. La ripetizione e la
diffusione del messaggio attraverso i media come attraverso ogni
privato pettegolezzo rende vero il falso, universale la menzogna. In
ogni luogo si afferma con la sua presenza il contrario del vero.
La parola quindi come strumento comunque controllato dalla
"volontà" lo è anche
dall'arbitrio: è uno strumento che può venir bene
o
male
gestito,
ed anche bene o male ricevuto e/o interpretato; se non magari usato
di
proposito
da entrambe le parti per travisamento
e inganno.Anche
sogliono
essere
odiatissimi
i buoni e i
generosi perché ordinariamente sono sinceri, e chiamano
le cose coi
loro nomi. Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non
odia
mai
tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina. In
modo che più volte,
mentre chi fa male ottiene ricchezze, onori e
potenza, chi lo nomina è strascinato in sui patiboli, essendo
gli
uomini prontissimi a sofferire o dagli altri o dal cielo qualunque
cosa, purché in parole ne sieno salvi. - Giacomo
Leopardi
Permettendo ai rivissuti esperienziali
con il loro vero completo
contenuto di
esprimersi -
anzi di "rinascere"
- diviene così possibile abbinare
ogni dato al suo esatto
nome e
trasformare gradualmente una condizione di sofferenza inconsapevole in
vissuta, ora accettabile esperienza. So cosa voglio dire, ma non riesco a dirlo è la spiegazione più comune, e fanno male tutti quei sentimenti che rimangono dentro a marcire, quei pensieri incistati e senza voce. scrive Marco Lodoli su Repubblica di martedì, 19 aprile 2005 Pagina 21 - Commenti: La lingua rapita.... Fanno male tutti quei
sentimenti che
rimangono
dentro a marcire, tutti quei pensieri incistati e senza voce?
Se accettati
in un'offerta di imparziale ascolto, accadimenti solo
interiori che rimarrebbero
dentro a marcire possono così con gradualità
finalmente
uscire dal profondo delle sensazioni e dei ricordi. Trovarne con il
vero NOME la loro esatta collocazione concreta
nell'esistenza
e nel bagaglio di vissuta esperienza diviene come un "prodigioso" -
"creativo" -
momento liberatorio nella globale sensazione di "esistere": a questo
punto cambiamenti
intensivi
nelle condizioni - e non solo in quelle psicologiche - possono
succedersi in
sequenze
talmente
rapide e intense da apparire... "magici". Ma non è certo
"magico"
lo scioglimento delle tensioni accumulate nei pensieri
incistati e
senza
voce quando finalmente la "voce ritrovata" si trasforma in
riconoscimenti
chiarificatori, in "restituzione" della propria identità
reale e
della propria reale - presente e passata - persenza-nel-mondo!
Sottovalutare questo strumento di chiarificazione e non solo di condivisione toglierebbe quindi elementi basilari di massima efficacia alla Medicina come professione pratica, ed anche alle esigenze scientifiche della ricerca Medica; ma fidarsene ciecamente senza darle un sostegno attento, cauto e indirizzato non può che fornire risultati illusori e fourvianti. Comunque anche per se stesso un medico veramente curante, e non solo un "alleviatore di sintomi contingenti", può e dovrebbe non solo restituire fondamentali apporti di saggezza e conoscenza ai pazienti "bambini dallo sviluppo infelice" usciti da uno sviluppo difettoso da recuperare, ma proprio da questi ex-bambini e dalle loro esperienze magari assolutamente terribili - se accolte, aiutate ad essere rivissute e risolte - puಠintegrare in evoluzioni altrimenti impensabili il proprio spessore umano, le proprie conoscenze non solo tecniche professionali: la propia apertura sociologica e storica di cittadino consapevoli. I feromoniEsistono ben scaglionate nel tempo - "a cerchi concentrici" come il passar degli anni segnato nei tronchi degli alberi - fasi di sviluppo articolate su piani differenti dell'Esistere come differenziate "materie di studio", ma a complicare atmosfere e rapporti, esiste pur sempre anche il presente contingente e la versatilità dell'ambiente e della "Vita" con tutto il loro bagaglio di variazioni continue, di cambiamenti episodici. In ciascun essere vivente tutto questo evoca in continuazione - possibilmente omeostatica - espressioni chimiche ed energetiche: nei casi più importanti si accendono i biologici, potenti, inconsapevoli ISTINTI, mentre nelle continue effimere variazioni fluttuano le EMOZIONI che, come ne dice il nome, sono mutevoli e veloci. Sono variazioni metaboliche interne che si manifestano in soggettive modificazioni viscerali ed esperienziali, ma anche in fenomeni oggettivi non solo non solo psicosomatici ma anche "somato-relazionali" e comportamentali. Ineluttabilmente infatti - ed in collegamenti circolari ed intersecati - ogni corpo esistente riceve e scambia. Ma se ad ogni corpo vivente giungono impressioni e stimoli e da ogni corpo esistente partono emissioni nell'ambiente circostante: in modo del tutto incontrollabile vengono diffuse anche emissioni chimiche di feromoni volatili e fisiche di varianti del campo magnetico personale che trasformano comunque ogni semplice "presenza" vivente- e non solo umana od animale - in un fattore importante - e in espansione - di causalità effettuale, di modificazioni significative.
E
se
fossero le tue vibrazioni a creare il mondo in cui abiti? -
Eugenio
Guarini
Emotivo
non vuol dire quindi "inconsistente" da sottovalutare se non
schernire;
le "emozioni" e i loro derivati ed effetti non
sono "aggettivi", cioè semplici aggiunte di
definizione,
ma nella loro concreta
sostanzialità sono
veri "sostantivi" che
indicano
l'emergere
e variare di fenomeni ben
concreti
- quanto meno sotto forma di molecole
chimiche (!) - anche se di brevissima durata.
Inavvertite o non
considerate perché troppo veloci queste espressioni chimiche
delle
condizioni interne non rimangono però nascoste all'interno degli
organismi. Nell'interno dei corpi non sono soltanto manifestazioni
tipicamente
vitali
della sfera somatico-viscerale: la loro attivazione colora
e dà significato come una
sottolineatura ad ogni momento dell'esistenza globale;
la loro presenza funge da anello
di congiunzione con quelle altrui
molto
al di là della consapevolezza percettiva. Anzi nella
soggettività
individuale proprio questo susseguirsi di trasformazioni
interne autogene e/o modificate dagli stimoli ambientali
scatenanti può, o meglio dovrebbe, trasformare in duratura e
solida esperienza
ogni episodio della vita. Se rese coscienti - qui il termine "intuite"
è appropriato - per mezzo di un ben
affinato
patrimonio di sensibilità da sempre in dotazione o di un suo
recuperato
risveglio - queste trasformazioni anche corporee possono permettere
alla consapevolezza
così valorizzata di accumularsi in saggezza.
Ma
anche al di fuori dei corpi le molecole delle emozioni
non si
manifestano soltanto in visibili modificazioni viscerali ed
in
gesti e comportamenti: questa continuativa emissione chimica
inconsapevole
di feromoni volatili (nonché di ogni altra variante fisica:
campo
magnetico ecc.) nell'ambiente circostante trasforma ogni semplice
"presenza"
vivente in una fonte di mutabilità di cui tener
conto. E così ogni organismo vivente è in ogni momento - senza neppure accorgersene - un fattore di modificazioni più o meno positive e/o disturbanti tutt'intorno a sé, ma soprattutto è da considerarsi elemento di raccordo di una vasta, affiatata catena com-unicativa: con le "sue" emozioni ciascuno con-tribuisce cioè a costruire e ridistribuire quella che chiamiamo metaforicamente "atmosfera", quell'atmosfera "diffusa", quella possibilità di "affiatamento" nel vero significato della parola che è la base del "complesso orale", di quel complesso orale che può venir esemplificato sommariamente con tutto quanto si riferisce a "entrate", "acquisizioni", "pienezza" ed anche con tutta la serie di vocaboli, verbi o sostantivi, in cui si presentano concetti di "insieme", di "diffusione", e con prefissi come "con..." , "sin...", o con termini contenenti l'idea di "fusione" come ad es. appunto "diffusione"...: fino però al suo negativo punto di svolta quando si raddoppiano questi fattori nella... con-fusione. Gli ormoni
sono molecole
prodotte
dal sistema endocrino che trasportano segnali all'interno di un
organismo
individuale, come messaggeri che comandano le
funzioni
biologiche
del corpo. Dal greco pherein,
trasportare e hormon
stimolare. I feromoni
sono
molecole prodotte da diversi organi del
corpo
e vengono usate dagli animali per comunicare fra di loro. A questo
scopo
vengono espulse
fuori del corpo in modo da potere essere recepite dagli
altri individui. Non sempre i feromoni di un animale sono
rivolti a
individui della stessa specie. In effetti la funzione di
queste
molecole
non è esclusivamente sessuale e ci sono numerosi esempi dello
stesso
feromone usato da diverse specie, anche per esempio da insetti e da
mammiferi. La produzione dei feromoni ha un costo
energetico
molto basso ed è il
primo sistema usato da organismi viventi [anche vegetali:
nelle cui
radici sono stati identificate molecole identiche a neuromediatori
animali] per
comunicare tra di loro, come il senso chimico è stato il
primo
da loro usato per percepire il mondo esterno. Lo scopo della
produzione
di feromoni è di fare pervenire un messaggio
a lunga distanza dove i segnali visivi o
auditivi non sono
sufficienti,
o per rinforzarli. L'interesse dei feromoni per lo studioso non risiede
tanto nella loro composizione chimica quanto nella risposta
comportamentale che scatenano. Possiamo
identificare tre
tipi
di feromoni a seconda della loro funzione e due modi di azione con i
quali
provocano una risposta. Sono tre le funzioni che i
feromoni
prodotti
possono avere verso i loro destinatari, anche se a volte un feromone ha
più di un effetto. La prima è la funzione di identificazione,
la seconda di allarme e la terza sessuale.
L'olfatto, molto sviluppato negli animali e [si dice] poco acuto, invece, negli esseri umani ha una particolarità che lo distingue dagli altri sensi: gli stimoli odorosi vengono elaborati immediatamente dal cervello, prima ancora di venire codificati razionalmente. La mucosa olfattoria, infatti, è collegata a quelle aree cerebrali che archiviano le emozioni, perciò profumi e odori richiamano spesso reazioni di piacere o disgusto legate all'inconscio. In pratica, prima che la nostra parte conscia e razionale possa ricordare dove abbiamo già sentito una certa fragranza, l'inconscio risponde rievocando la sensazione registrata nella memoria. Questa comunicazione subliminale è molto rapida ed efficace ma poco conciliabile con il nostro modo di vivere e ragionare. .... Questo sistema [si sviluppa] attraverso i feromoni, veri e propri messaggeri invisibili. Si tratta di sostanze organiche, volatili e inodori, secrete da ghiandole della pelle, capaci di modificare la fisiologia e i comportamenti degli individui della stessa specie. Quasi tutte le specie animali possiedono feromoni propri e li utilizzano per segnalare ai propri simili: intenzioni sessuali, situazioni di pericolo, necessità di aggregazione. I mammiferi sono dotati di una struttura specializzata nella ricezione di questi segnali chimici, l'organo vomeronasale, situato ai lati del setto nasale, sotto la mucosa olfattoria. (l'Organo di Jacobson un sesto senso pochissimo conosciuto, un secondo olfatto che raccoglie segnali chimici anche da grande distanza.) Che i "feromoni" NON siano un'ipotesi più o meno fantasiosa è comunque dimostrato persino dalla loro ampia e diversificata commercializzazione:
Come nel caso dei
"feromoni" ad uso veterinario, anche
per gli
esseri
umani per uso "voluttuario" i feromoni come tali nella loro formula chimica
sono in normale vendita: a prezzi "normali": non
certo "economici" ma soggeti eventualmente a "sconti".
feromone
appagante del gatto Feromone Apppagante del CaneMezzi Biotecnici per l'Agricoltura TRAPPOLE A FEROMONI Le trappole a feromoni sessuali sono uno strumento utile per razionalizzare la difesa antiparassitaria. Esse vengono principalmente impiegate come mezzi di monitoraggio per stimare la densità di popolazione di diversi insetti dannosi e per individuare i momenti nei quali intervenire con trattamenti insetticidi in modo che questi ottengano il massimo effetto. Solo per alcune specie in determinate condizioni l'uso delle trappole può essere considerato esso stesso un metodo di lotta riuscendo a contrastare, in una certa misura, lo sviluppo delle popolazioni (cattura massiva). Questo si può verificare ad esempio per le Tignole delle derrate, per i Rodilegno e per alcuni Lepidotteri di interesse forestale. ![]() Il Premio Nobel per la medicina è stato assegnato quest'anno agli americani Richard Axel e a Linda B.Buck per le loro ricerca sull'olfatto e sui recettori correlati all'olfatto. La decisione è stata presa dall'Istituo Karolinskaia di Stoccolma pochi minuti fa. Linda Buck lavora al Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle. Axel, dell'Howard Hughes Medical Institute della Columbia University di Newì York, e dell'Hammer Health Sciences Center della stessa città, è nato nel 1946. Richard Axel e Linda B. Buck sono i vincitori del premio Nobel per la Medicina 2004. Il riconoscimento è stato attribuito ai due scienziati americani per le loro scoperte sui 'recettori dell'olfatto e l'organizzazione del sistema olfattivo'.(Vedi anche nell'inserto de La Stampa - Tutto scienze e tecnologia TST - di mercoledì 1 giugno 2005 l'articolo di Aldo Fasolo: Caro voglio tutti i tuoi feromoni...) ![]() Dal recentissimo al non certo ancora antiquato I ferormoni in ginecologia umana a Pagina 187 degli Atti del Primo Congresso Congiunto delle Società Italiana e Francese di Psicoprofilassi Ostetrica - Venezia 26-30 maggio 1976 Ginecologia psicosomatica, Psicoprofilassi ostetrica: evoluzione e prospettive - a cura di Ruggero Cerutti - ) I° CONGRESSO GONGIUNTO DELLE SOCIETA' ITALIANA E FRANCESE DI PSICOPROFILASSI OSTETRICA (XIème de la S.F.P.P.O, V° della S.I.P.P.0), Venezia 26-30 maggio 1976 I ferormoni in ginecologia umanaLa
presente
comunicazione si propone soltanto di attirare l'attenzione in campo
'umano' su di un argomento ricco di interrogativi e
passibile di svariati sviluppi, quello dei 'ferormoni'.
(Cioè di quelle sostanze a tipo "ormonale" la cui
caratteristica precipua è di agire non 'entro'
l'organismo che le secerne, ma sul comportamento relazionale e su
alcuni equilibri fisiologici di altri organismi, raggiungendoli a dosi
infinitesime e per lo più allo stato volatile).
Le due direzioni in cui si è più sviluppato lo studio etologico animale sono quelle dell'aggressività e della funzione sessuale soprattutto femminile (compreso quello che in fondo è un corollario di essa, l'eccitazione maschile). (Solo qualche studio riguarda altri campi: ad es. "apprendimento"). (Per quanto riguarda la sessualità femminile è molto dimostrativo il caso delle topine allevate in assenza completa di maschi, per le quali è sufficiente qualche traccia di urina maschile per ricuperare un normale estro, fecondità ed 'oggetto' sessuale - cioè eterosessuale -, altrimenti "condannate" ad un omosessualità completa, ed alla mancanza di cicli estrali. Oppure, sempre nel topo femmina, l'espulsione spontanea dei feti e la ricomparsa dell'estro in gravide messe in presenza di un maschio più 'gradito' del maschio fecondatore - da una conferenza di D. Mainardi). Nel campo umano finora sono stati pubblicati pochi lavori, i più noti dei quali riguardano appunto la sessualità femminile: la sincronizzazione dei cicli mestruali di donne conviventi, come ad es. studentesse di colleges americani che condividevano la stessa camera. Su un fenomeno così vistoso quale la sincronizzazione delle mestruazioni umane (avallato pure dalla sincronizzazione degli estri in femmine animali), posso presentare osservazioni personali condotte per parecchi anni (cinque). Mi riferisco al sincronizzarsi delle mestruazioni mie e di mia figlia nei periodi in cui trascorrevamo insieme un certo numero di ore al giorno (mediamente tre-quattro) collaborando ad un'attività comune (ho l'impressione che questo sia il fattore determinante); e viceversa al loro desincronizzarsi nei periodi in cui le occupazioni di ciascuna divergevano. E, nel campo animale, il sincronizzarsi, al di là di ogni variazione del ritmo estrale (intervalli dai sei agli otto mesi), dell'estro nelle mie due cagne. (In questo caso l'intervallo - costante e regolare - di cinque-sei giorni tra l'inizio dell'estro nella più anziana ed in quella più giovane, avvalorerebbe l'ipotesi di un'induzione nella più giovane ad opera di ferormoni emessi dalla più anziana). Non pretendo presentare con la presente comunicazione un lavoro sperimentale, e quindi non mi dilungo nell'esporre tabelle atte a documentare la cronologia di questi fenomeni, perché in questa sede mi preme maggiormente proporre interrogativi ed ipotesi. Sessualità, aggressività, apprendimento ecc.: è probabile che queste sostanze abbiano vastissime ripercussioni su tutto il comportamento fisiologico e relazionale degli organismi biologici e degli agglomerati sociali. Ma perché ne sappiamo così poco? Quale inibizione o mancanza di curiosità non ci ha consentito di predisporre accorgimenti tecnici atti a conoscerla meglio? Sarà forse perché, essendo la loro azione direttamente recepita da centri cerebrali sede di sensibilità protopatica, e scatenanti riflessi vegetativi, noi non siamo stimolati a prenderle in considerazione epicritica (e quindi "critico-razionale" come facciamo con le sensazioni visive ed uditive? O non ci è - ancora - culturalmente stato permesso di prenderle in considerazione, perché se si ammettesse anche questa via di comunicazione, questi messaggi interpersonali, dovremmo fare i conti con l'impossibilità di trasmetterli volutamente falsificati? (Non sarà questa la causa della fobia attuale del "body odour" e dell'enorme giro economico dei deodoranti?). Ma, per fermarsi all'apparato genitale femminile ed alle sue funzioni: non potrebbe venir rivalutata in questo senso la funzione delle ghiandole accessorie peri-vaginali (oltre che di tutte le ghiandole apocrine del corpo)? L'inibizione - magari per motivi psico-relazionali - della espulsione del secreto, dotato di effetto 'ferormonico' non potrebbe essere fra le cause di bartolinite? E come il ciclo mestruale o estrale può venir diretto da un ciclo ”femminile" altrui, o l'estro venir indotto dall'odore di urina maschile, anche la fecondità umana, nelle sue varie tappe non potrebbe venir condizionata da influenze ferormoniche ambientali maschili o femminili? E per tornare ai problemi generali: quale può essere l'influenza di sostanze - alimentari, voluttuarie, medicamentose, contraccettive ecc. - introdotte in un organismo nel condizionare gli altri organismi per mezzo di ferormoni così modificati? E quale l'azione dei cosmetici, detersivi, anticoncezionali locali, inquinanti ecc. come ferormoni artificiali o come agenti di disturbo? (Cito a questo proposito un episodio significativo: un banale spray insetticida a base di piretro, ma con propellenti e profumanti non meglio specificati, spruzzato sul dorso delle mie cagne provocò attrazione erotica ed eccitazione in tutti i cani maschi incontrati come se le cagne fossero state 'in calore'. Sono spiacente di non aver potuto dare una convalida sperimentale al fenomeno in quanto tale effetto 'ferormonico' risultò limitato ad una sola bombola e non si ripresentò più con altre della stessa marca e dello stesso tipo). (Un altro episodio riguarda invece neonati umani - una trentina: tutti i neonati della nursery di una Clinica Ostetrica - che scoppiarono a piangere in coro dal momento in cui venne iniziata un'inceratura a fondo dei pavimenti per le pulizie pasquali). Ed infine: forse il problema praticamente più importante non riguarda l'emissione di ferormoni, quanto la recettività e la reattività degli organismi riceventi. Ed allora quale influenza possono avere in questo senso lo stato endocrino, lo stato emotivo, gli stress, i farmaci, la maturità o l'immaturità socio-affettiva? RIASSUNTO. Nel corso del presente lavoro vengono citati esempi (soprattutto nel campo della sessualità femminile) e proposti interrogativi riguardanti i "ferormoni". ![]() IntegronicsSpiegazioni, esempi e proposte di collaborazione riguardanti invece il campo delle emissioni e comunicazioni di "energie" si trovano nel sito e nelle pubblicazioni della Professoressa Cornelia Guja, della Cattedra di Antropologia dell'Università di Bucarest: Anthropology of the individual/integronics
Emozioni, istinti, contraddizioni Molecole
di emozioni. Il perché delle emozioni che proviamo Pert
B. Candace Edizione Corbaccio 2000 Traduttore Perria L. Prefazione di Deepak Chopra Perché proviamo certe sensazioni? In che modo i nostri pensieri e le nostre emozioni influiscono sulla nostra salute? In questo libro l'autrice cerca di rispondere a queste e altre domande che scienziati e filosofi pongono da tempo. Dopo la scoperta che esiste una base biomolecolare delle emozioni, l'autrice illustra i nuovi sviluppi scientifici e fornisce una chiave per comprendere noi stessi, i nostri sentimenti e il legame che esiste tra mente e corpo. Scoperte e
Scienza: W.ROSE scopre
gli Amminoacidi
Essenziali, se ne conoscevano 20 prodotti
dall'organismo, lui
ne scopre altri 8 molto importanti per alcune funzioni del cervello che
sono presenti solo in alcuni prodotti assunti con l'alimentazione. La
teoria
che il territorio e i suoi prodotti alimentari abbiano influenzato molecolarmente
l'intelletto
e il
carattere di alcuni popoli,
diventa realtà (vedi 11
milioni, e
12.400
anni fa). Importanti sono questi amminoacidi per la formazione di
alcune endorfine che regolano
i livelli di alcune sostanze umorali (prima di
tutte
la serotonina) che determinano con la loro produzione e il loro livello
il carattere tranquillo o aggressivo della natura dell'uomo. Ma la CANDACE
PERTH negli
anni '90 ne
scoprirà altri, che determinano, i
sentimenti,
l'amore, l'amicizia, l'attrazione sessuale, le attività
quotidiane, la
volontà ecc.
Infanzia:
un mestiere
difficilissimo? Particolarmente varianti e spesso spostantesi su orbitali antitetici sono le costellazioni emotive che contrassegnano fase per fase lo sviluppo. Sono fattori di grande potenza ma anche ulteriori elementi di fragilità: le tappe preparatorie, lunghissime - in apparenza discordanti ed invece ben coordinate per Natura - sono proprio tali per integrare il potere dell'individuo sui fattori discordanti dell'ambiente; ma i loro difficili equilibri necessitano allo stesso modo di ben precisi, potenti e ben impostati appoggi esterni incentrati sulle ben precise costellazioni emotive attivantesi momento per momento e soprattutto fase per fase. Bambini di ieri=adulti di oggi.Adulti di oggi -> adulti di domani...? In collegamenti di rapporti così mutanti e sovraccarichi di emozioni e di istinti ciascuno e in ciascun momento è o può divenire - determinante su futuri scenari: imprevedibili e collettivi. Infatti un sistema in espansioni tanto differenziate si regge su equilibri acrobaticamente precari, un sistema così variegato di integrazioni multiple può solo svilupparsi gradualmente attraverso precise tappe preparatorie: invece di garantirne gli irrobustimenti successivi può quindi venir in ogni momento mutilato per vie più o meno dirette con vere castrazioni sul singolo individuo come su intere popolazioni. Precisi contingenti bisogni misconosciuti e/o non appagati tendono infatti a lasciare strascichi di precise, determinate incompletezze e/o deviazioni non solo nel presente ma a cascata per tutta l'esistenza, producendo mostruosità esistenziali analoghe alle dis-funzioni degli organizzatori-induttori dello sviluppo embrionale anatomico descritti da Spemann e Mangold. A un osservatore disattento o prevenuto questi delicati passaggi obbligati sfuggono come tali: è così che troppo spesso, in modo subliminale che potrebbe sembrar irrisorio, momenti cruciali possono esser disattesi e interferiti: ma non impunemente. Gravissime conseguenze future ingarbugliantesi in - assurde - inestricabili complicazioni possono quasi inavvertitamente, quasi inconsapevolmente prender piede non per errori madornali, non per cinico malvolere ma soltanto per il mancato tempestivo aiuto dato a fasi di sviluppo ignorate, per la mancata cura nella gestione di emozioni contraddittorie. Nei libri presentati si insiste su di un discorso unitario che pone l'accento sul concetto di inizi, di passaggi successivi, di fasi di sviluppo, di passato, presente, futuro, di organizzatori e di coni di espansione che si integrano e interagiscono a vicenda... Ma vi si insiste anche e soprattutto allo scopo di sottolineare come - quando questi sviluppi vengano ostacolati - prendano origine circoli viziosi che si avvitano su se stessi bloccando anche le fasi successive, se non continuando ad aggravarsi verso vie patologiche a loro volta aperte a diramarsi al di fuori della persona singola fino a travolgere - nel presente, ma spesso anche ben oltre nel futuro - intere esistenze: la propria e molte altrui. Come già accennato sopra, proprio in ogni momento della VITA in quanto tale, ogni istante deve essere sottolineato da particolari cambiamenti chimico-fisici dello stato interno: emozioni o "stati d'animo", comunque numerosi e mutevoli per definizione. Nel giro di pochi minuti infatti questo caleidoscopio di stati varianti di "umore", di attenzione e di corporeità psicosomatica si avvicendano e si contrappongono sia nell'interazione fra individui, sia tra individui e cause genericamente ambientali. Ma non basta: molto spesso questi cambiamenti chimico-fisici e le loro manifestazioni interiori si susseguoni in modo contrastante pur all'interno dello stesso individuo: questo non sarebbe affatto uno svantaggio, anzi ne dovrebbe derivare una delle più efficaci funzioni per attivare più elevate "tensioni", per innescare più elevate differenze di potenziale da rendere disponibili come accumulatori di energia. Vissute invece come contraddizioni soggettivamente insolubili, come non sopportate conflittuali "esperienze emotive" interne, molto spesso queste relative incoerenze interiori NON accendono affatto scariche utili di energia potenziata: l'innalzarsi del potenziale (in senso elettrico anche letterale) che così viene prodotto può scaricarsi invece dannosamente in "sintomi patologici": psichici anche gravi tipo "ansietà " fino al "panico", sino allo svenimento... se non in vere disfunzioni e lesioni di organi interni - vasi sanguigni, cuore, apparato digerente - ecc. Gli
affetti
dovrebbero mantenersi nell'integrità
dell'esperienza sensibile che è la condizione per conseguire la pienezza dell'esistenza,
senza mai
assumere l'aspetto difettivo di quella deprivazione
sensoriale, di quell'inibizione da contatto caratteristica dei processi
di
razionalizzazione, evitando così il paradosso di una
dignità della
ragione che nega
però l'integrità
della
persona. (dall'articolo di Marco Vozza
su TuttoLibri
de La
Stampa:
sabato 10
settembre 2005)
Concetti ben puntualizzati in una mail privata:
Affetto e
comprensione? Macché!!! Rotture di scatole, discorsi senza
senso, consigli non
richiesti, umiliazioni,
situazioni pesanti e tanto, tanto NULLA!
Il NULLA tappezzava le pareti di casa, usciva dalle loro bocche sotto forma di parole sconnesse, il NULLA pranzava e cenava con noi e sempre alla stessa ora. Il NULLA stava in una carezza mai data, stava nei loro cuori e nella loro mente. Quando non c'è "nulla" da dare, quando manca negli adulti l'esperienza delle emozioni e del vivere, bhe, allora, davvero, non c'è niente da fare e niente da dire. Ed è così che molti esiziali equivoci sono nati e continuano ad imperversare sull'onda delle teorie filosofiche - e religiose o pseudo-tali - tipicizzanti per millenni la nostra civiltà: le conseguenze illogiche e primitiv di questo esser stati "deprivati" non vengono scalfite da qualsivoglia livello culturale, lasciando spazio all'emotività latente e non riconosciuta di manifestarsi verso direzione autolesionistiche di superstizione e inganno gerarchicamente trsmesso allontanando sempre più dalla "pienezza dell'esistere" e delle LIBERE SCELTE. E così molte superstizioni e dipendenze dilagano seguendo qualsiasi elemento o fantasia come oggetto da adorare, fine da perseguire od in cui credere ciecamente, e su cui fabbricare un linguaggio che li sostenga. i
processi di razionalizzazione,
evitano ... il paradosso di
una dignità
della ragione
che nega
però
l'integrità della persona
Ed è
così che molti termini sono mistificati
correntemente in modo a
sua volta equivoco e foriero di rinnovate "deprivazioni", mentre
proprio queste errate accezioni
vengono
a loro volta idealizzate come IDOLI
a cui
dedicare superstiziosa adorazione: ad esempio razionale, razionalità,
capire
e comprendere
cosa significano veramente? non derivano forse
da precisissimi vocaboli
latini indicanti soltanto "sistemi di misura" basati su sequenze lineari
e non su
misure di angoli
che permetterebbero quanto meno un'approssimazione più
realisticamente ampia? [ratio=righello,
capienza= misura del contenuto].Anche la parola e l'idea di "volontà " entra a far parte di questa confusione, di questa "inflazione di significato": mai che si usi invece un termine come INTENZIONALITA' in cui la sottolineatura emotiva che ne indirizza la diretta azione momento per momento si intravvede come essenziale presupposto. Quante volte ad esempio viene "accusato" di essere senza volontà chi invece è in preda a quell'emozione che si definisce desolazione per cui tutto diviene inutile e snza senso! quante volte viene esaltata la forza di volontà di chi, avulso dalle proprie sensazioni - e cautele - procede senza fare una piega! Un esempio impressionante nella sua sincerità può trovarsi citato come testimonianza diretta nei file Consapevolezza e memoria e Imbroglio è il contrario di svuiluppo anche stampato nell'omonimo capitolo del libro. IstintiMa non esistono soltanto le "emozioni" che si formano all'interno dei corpi: anche l'essere umano è inserito nelle variazioni dell'ambiente come parte ricevente/agente attraverso la via degli ISTINTI, una ben potente facoltà "biologica" chimica endocrina (e non solo), una via di "antenne" di ricezione-trasmissione, di costellazioni SENSORIALI di grandissima efficacia, pronte a decodificare peculiari stimoli ambientali nell'immediato per innescare RISPOSTE altrettanto immediate. E' una facoltà attivabile in comportamenti continuativi (ad esempio la vasta serie degli istinti sessuali che presumono pure gli istinti genitoriali e di attenzione ai segnali del cucciolo) o per lo più riconoscibile in casi "speciali" se non estremi di risposte comportamentali quasi istantanee susseguenti all'aver colto con precisione segnali da molto vasto raggio nello spazio e nel tempo per rispondervi con azioni stra-ordinarie. Gli istinti costituiscono un sistema potentissimo per la salvaguardia dell'esistenza dell'individuo o/e della specie, messo in moto da scariche di coordinati e duraturi ormoni e non soltanto da effimeri neuromediatori e neuromodulatori. Ma la costellazione del sistema endocrino è complicata, delicata; l'innesco chimico libera scariche di energia - elettromagnetica ecc. - che, una volta avviate, modificano ogni fattore circostante; e se gli istinti in azione possono determinare enormi cambiamenti nel modo di "essere" e di situarsi dinamicamente nella realtà, possono però manifestrsi sia in modo molto appropriato, sia in modo disorganizzato e caotico, distruttivo. (Vedi come esempi dello stesso istinto sia i "salvataggi" che il "panico", certe sopravvivenze al limite del "miracoloso" e la "morte di crepacuore").E
se
fossero le tue vibrazioni a creare il mondo in cui abiti?
Ogni vivente
cioè con i suoi istinti ed emozioni
contribuisce
quindi momento per momento a costruire intorno a sé "il mondo in
cui
abita": in ogni momento - sia da adulto che da
bambino
- è già così di per sé un fattore di trasformazione,
sia come fattore di disturbo, sia come punto
di raccordo
di una vasta, benefica catena "comunicativa".Riassumendo: suscitate e modificate in continuazione da condizioni endogene come da stimoli esogeni, emanazioni "viscerali" provenienti da ogni corpo vivente in una serie ben o mal coordinata di attivazioni-risposte si susseguono e si intersecano in forme non ipotetiche ma CONCRETE, esprimendosi mediante precise basi chimiche ed energetiche in continuo modulato movimento. Ogni esistenza nel mantenimento della sua omeostasi interna sviluppa senza interruzione moltissime vie di inter-azione nel presente immediato con correlazioni varie e continue con l'ambiente: vie di inter-azione - come già detto sopra - non metaforiche ma risonoscibili tecnologicamente e persin premiabili con il Nobel come affidabili conoscenze "scientifiche" . Ma non basta: accanto ai sistemi viscerali chimico-fisici di adeguamento dinamico all'ambiente, altri sistemi relazionali - movimenti e suoni - vi integrano ogni presenza vivente. Nella specie umana in particolare esiste anche in più la parola, speciale e sofisticato strumento di trasmissione di informazioni: e non solo per manifestarle all'esterno. Ma il linguaggio verbale, oltre che poco condividibile perché sparpagliato in una miriade di "idiomi", è molto lento rispetto al variare delle circostaanze e dei significati a cui attribuire valore; ma se l'essere uno strumento personalizzato e comunque controllato in molti casi è - o viene considerato - un grande vantaggio, questo non ne garantisce affatto l'esattezza di trasmissione dei dati e tanto meno la ricezione non equivoca di queste informazioni; e se è uno strumento potentissimo a disposizione consapevole degli esseri umani questa soggettività lo rende un'arma efficace di arbitrio, magari usato di proposito - e da entrambe le parti - non per cocnettualizzare e precisare conoscenza ma per "ingarbugliare le carte" per trasformare ogni possibilità di dialogo, di interscambio, di "sviluppo" in una serie di "imbrogli". 'Sviluppo'
non è 'imbroglio'
... quanto fanno male tutti quei sentimenti che rimangono dentro a marcire, quei pensieri incistati e senza voce... Dare alle emozioni il loro vero nome...? "verbalizzando si concettualizza e concettualizzando si appropria l'esperienza sul piano intellettuale" Medicina, Patologia Generale, e ... falsa medicinaCon questo bagaglio di diversificati orizzonti si spiega meglio il titolo Quando la cartella clinica è terapeutica e i ragionamenti logici e i molteplici dati di fatto che sottostanno alle vere motivazioni di questa pagina. Infatti, come si può non tener conto attento e critico dello stato emotivo e culturale concomitante ad ogni momento dell'incontro medico-paziente? Come è ammissibile una dottrina "scientifica" che presenti processi biochimici come fissi, quando invece si è in presenza di fenomeni tipicamente dissipativi?La chimica delle emozioni? come è ammissibile una dottrina "scientifica", una insistita proposta (pseudo-)terapeutica che presenti simili ingarbugliati processi come semplici e immobili? In gergo tecnico lo studio delle cause si chiama eziologia mentre lo studio dei loro meccanismi d'azione si chiama patogenesi; ma sia questa che quella possono esser considerate vera Scienza solo quando siano ben accertate e non arbitrariamente iper-semplificate; quando siano davvero considerate nella loro essenza, ma anche nel dinamismo delle loro evoluzioni: solo allora passibili di render plausibile un'idea astratta di Scienza pura attraverso eventuali verifiche, ripetizioni e conteggi, confrontabili osservazioni e, se del caso, anche esperimenti. Una delle branche basilari della Medicina teorica è quell'insieme di dottrine e ricerche chiamata in ogni lingua Patologia Generale destinata ad occuparsi di tutto il sistema variegato e composito delle cause, concause, situazioni, interazioni. In sequenza con la Fisiologia normale a questo campo di studi compete lo studio dell'evolversi o meno delle disarmonie apportate alla omeostasi dinamica. Ma ben raramente cause isolate e statiche incidono in modo determinate sulla "salute" nel loro modificare il normale svolgersi dei fenomeni vitali, nel normale interagire fra questi e quelle: ben più frequenti sono i raggruppamenti - "costellazioni" - di cause e concause e le loro varie e interrelate possibilità d'azione. E non solo ciò va considerato in vari modi e non solo prospettandosi un'ipotetica SALUTE data per certa: la salute non è un concetto statico ma è un momento sempre in bilico su quei continui s-qulibri dinamici che definiscono la vita stessa. La vera fisiologia dell'esistenza in atto non può prescindere dalle correlazioni multiple del presente, ma neanche dalle varie modalità trascorse in cui si era concretizzata l'essenza di quel vero essere umano. In ogni momento emozioni, rapporti, sentimenti, affetti, esperienze soggettive fanno parte della realtà effettuale, della complessiva realtà delle condizioni corporee unitamnte a quella realtà definita come psicologica: la loro sottovalutazione toglierebbe elementi basilari di efficacia alla Medicina come professione pratica, come peraltro pure alle esigenze scientifiche della ricerca Medica nel riconoscimento della vera pluralità dei nessi autentici di causalita. Detto di nuovo e in termini più espliciti: se ogni dato non è correlato con la parte psicologica ed esperienziale nel tempo dell'esame del paziente, se non contiene anche il massimo di questo tipo di informazioni ogni diagnosi non può che dare risultati difettosi. Ma questo non basta: anche il medico stesso - come del resto chi comunque circonda ciascuno fin dai suoi primi approcci infantili alla vita - esce allo scoperto anche da un suo proprio passato, bene o male vissuto, e bene o male integrato nel suo vero "essere-nel-mondo" del momento presente. Come si può non tener conto attento e critico dell'uso reciproco dei linguaggi - strettamente al plurale - e dello stato emotivo concomitante ad ogni momento dell'incontro medico-paziente? Come ci si può difendere contro simili errori colossali, a loro volta a rischio di venir autoconfermati in successive statistiche puramente numeriche? E se la Matematica è il fondamento basilare di ogni serietà scientifica perché poi posporre se non ignorare la matematica degli algoritmi rispetto a quella delle tanto travisabili statistiche? Cambiamento "inconcepibile", oppure "transito" e "resilienza"?Che pressante "valore" attribuire a cosidette "terapie" - sottinteso: per lo più ma non solo - farmacologiche - quando si confondono nel modo più totale sintomi con cause?Ed, ancor peggio, quando sintomi transitori vengono equivocati come totalizzanti "malattie"? Una semplice metafora della cosiddetta - con un termine ben poco rappresentativo - depressione è un ... orologio fermo, un orologio "inutile" come strumento: un oggetto che per combinazione però due volte al giorno segna... l'ora esatta, ma un'ora che non cambia; una metafora ben rappresentata in questa citazione di una situazione non personale ma politica: Guardando
la facciata di Palazzo delle Aquile a
Palermo,
colpisce l’orologio sull’entrata. Un orologio
fermo,
a segnare
un’ora che non cambia,
mentre la città gli transita intorno ma con un ritmo diverso,
rapido e
frenetico. Anche dentro la Sala consiliare c’è un orologio e
anche
questo è fermo. Così, l’immagine dell’orologio fermo si
presta a
divenire la metafora
della distanza fra due mondi ... Se ... non è capace di
rimettere in moto queste “lancette”, ... ricordiamo, però, che
ognuno di noi è un potenziale
orologiaio in grado di
riparare
il guasto, qualora sia disposto a mettere in campo
le proprie competenze e la propria dignità. ... Condividiamo i
nostri
sogni di cambiamento. È ora di ripartire.
Come non travisare ogni dato quando "quel" momento presente, ognuno di quegli infiniti e infinitamente transitori "momenti presenti" viene percepito e razionalizzato come un "assoluto"? Come non cadere nell'inganno di compartimenti stagni, rappresentativi di un modo di pensare, di una mentalità in cui non ci sono nessi di causa-effetto, non ci sono il prima e il dopo, il dentro e il fuori? quando ogni "prima" ed ogni "dopo" sono la stessa cosa e "il passaggio da una condizione all'altra, solo apparentemente descrive un cambiamento, ed è invece qualcosa di artificioso, dovuto all'intervento del farmaco? ... Senza
di
quello, il
passaggio è
impossibile
(inconcepibile)
...
Il mio mal di testa è stato sempre un compagno fedele in questi anni. Non posso dire di averlo da sempre perché i ricordi più lontani mi portano al periodo delle scuole superiori, diciamo dopo i 15 anni. Mi succedeva di soffrirne in tempi diversi, non secondo una schema prefissato, ma ripensandoci ora una cosa che non cambiava mai era la sua intensità: lo ricordo forte. La sensazione che si presentava era quella di un dolore estremamente debilitante, da allontanare. L'insorgenza era improvvisa, non la collegavo, allora, a nessun evento scatenante era come se partisse dal nulla. C'era un prima, senza mal di testa e un dopo senza mal di testa: in mezzo il dolore. Ma a differenza di una normale sequenza temporale, il prima e il dopo erano la stessa cosa. In un certo senso non si poteva nemmeno parlare di prima e dopo ma semplicemente di fatti assoluti: se 1 è la condizione senza mal di testa e 0 quella con, si potrebbe descrivere in questo modo: 10101010101010. Il passaggio da una condizione all'altra, solo apparentemente descriveva un cambiamento, era invece qualcosa di artificioso, dovuto all'intervento del farmaco. Perché 0 potesse ritornare a 1 era necessario l'utilizzo di un un antidolorifico. Senza di quello, il passaggio era impossibile (inconcepibile) era come se "1" una volta insorto il dolore non riconoscesse la possibilità di un ritorno alla condizione senza dolore. In sostanza la fase precedente non esisteva più. In realtà non era mai esistita, così come non esisteva quella successiva: il mal di testa diventava un fatto assoluto e come tale non aveva né una causa di insorgenza e tanto meno una possibile remissione nel tempo: doveva semplicemente sparire e al più presto, non esistere più e l'unico modo era intervenire con la pasticca quanto prima possibile. Memoria e medicina: il tempo "ritrovato"Nel variegato gioco delle cause e concause patogene (e/o salvifiche), la Medicina sia nella sua forma primaria di igiene e prevenzione, sia in quella secondaria di terapia, deve quindi tener conto anche di queste dinamiche della Fisiologia dell'esistenza non solo in atto ma anche in divenire, per cui deve altrettanto conoscere le varie modalità in cui si erano concretizzate o mancate nel tempo per poterle ritrovare e riattivare nelle diverse forme di memoria. Passato ricostruito e sequenze riattivateNella scienza l'inaspettato che dà grandi informazioni si dice serendipity: ed ecco che una attenta, paziente e ben orchestrata anamnesi, non solo può rivelarsi un fondamentale strumento diagnostico spesso molto migliore di sofisticate se non invasive analisi strumentali; ma può diventare anche e persino (e qui sta l'inaspettato regalo!), uno strumento di cura se non si arresta a banali domande-risposte, ma prosegue fino a diventare addirittura l'elemento cardine di una sotto-specialità a se stante della psichiatria come la psicanalisi.PTSD
e DISSOCIAZIONE.
Inizia ad esserci un'ampia evidenza negli studi di Neuroimaging sul
fatto
che differenti stati dissociativi (dissociazione emozionale e
dissociazione
sotto forma di derealizzazione/depersonalizzazione) corrispondono a
diversi
pattern di attività cerebrale. Un modello dettagliato è
in
fase avanzata di preparazione da parte del gruppo olandese di van der
Hart
e Nijenhuis.
Van der Hart in passato ha correlato
la dissociazione da trauma con gli studi sulla risposta animale
all'attacco
dei predatori. Assume sempre più importanza il DESNOS
(Disorder
of Extreme Stress Not Otherwise Specified), un
disturbo
proposto
da anni per l'inserimento nel DSM,
soprattutto da Judy Herman e Bessel
van der Kolk (due dei principali
studiosi mondiali del PTSD - disturbi
post-traumatici (PTSD) -). L'anno prossimo la
conferenza ISTSS
sarà dedicata proprio al DESNOS (Disorder of Extreme
Stress
Not Otherwise Specified). Il DESNOS
è
caratterizzato
da una forma grave e persistente di disturbi tipici dei PTSD, ed
è
particolarmente refrattario alle terapie. Nel DESNOS sono
spesso
presenti gravi disturbi dissociativi, forti difficoltà
nella
costruzione
e mantenimento di relazioni interpersonali stabili, significativi
sintomi
somatici e di abuso di sostanze. E' spesso correlato
con patologie di asse 2 (ed in particolare con i disturbi
borderline).
Ma anche nei casi più gravi, anche quando l'oblio sembra profondo e pesante, in ogni momento e in modo assolutamente impressionante possono comparire subitanei violenti sprazzi di vivide memorie, quegli sprazzi di consapevolezza, e non di soli "ricordi", efficacemente chiamati - dai registi cinematografici e non dagli psichiatri (!) - flash-back. Questi rivissuti possono spontaneamente diradare l'ottundimento, o farsi largo al cedere dello sforzo della censura, ma mai questo avviene per sforzo di volontà , né per una particolare capacità della mente, e neanche per un qualcosa di "magico" come potrebbe apparire, quando sono accompagnati da genuine, inaspettate manifestazioni corporee. E quando questo avviene si è in presenza delle massime possibilità di successo di una terapia psichiatrica, di una psichiatria che però germogli da solide e non equivoche basi nel campo della grande Medicina generale. (da Televideo RAI 12 / 07 / 2007 23h 05' Cervello:
brutti
ricordi? Cancelliamoli .Teoricamente, basterebbe solo un
po' di esercizio e se lo volessimo potremmo "cancellare" i brutti
ricordi. E'
la scoperta fatta
da un
gruppo di ricercatori dell'Università del
Colorado e pubblicata sulla rivista "Science".
Secondo la ricerca
l'area del cervello chiamata corteccia prefrontale ਠcapace
di
sopprimere i ricordi mediante l'inibizione di aree cerebrali implicate
con la memoria sensoriale, come amigdala, ippocampo e corteccia visiva.
Importanti le implicazioni
per il
trattamento dei disturbi psichiatrici.
PsicoanalisiQuindi se la follia è l'OBLIO di un grande dolore non sempre il destino di sviluppi mal-condotti o di infanzie traumatizzate è determinato in via definitiva: anche in questi casi la medicina e le sue specializzazioni possono proporre una terapia che non sia solo una compensazione di sintomi, ma una piena restitutio ad integrum con una prospettiva finale di guarigione riconducibile alla ricostruzione di esistenze ed essenze come avrebbero potuto e dovuto essere.Non posso mettere ogni cosa direttamente in ordine. Il ricordo va avanti e indietro non segue una linea diritta... L'avviarsi in simili vacillanti e imbrogliati passaggi, l'avvicinarsi e evitare la terribile verifica che ciò sia potuto capitare... Però il riconoscere che là sta la causa della sofferenza, e che questa causa ha un senso, permette l'accettazione di queste memorie a più livelli, [anche se e quando] il lavoro interiore e la terapia hanno perso [e inevitabilmente] ogni dolcezza.E un simile difficile, spesso impressionante e zig-zagante procedere non è senza ulteriori ricompense: le traversie vissute e chiarite dei pazienti usciti da situazioni, mai altrimenti esperibili da chi ne viene così a intima conoscenza, offrono a loro volta importantissime fonti di inaspettate informazioni e consapevolezze. Chi le accoglie e le "comprende" ne ricava profondi arricchimenti culturali sul piano personale e professionale e non solo privato, mentre reciprocamente questi ex-bambini traumatizzati - pur se in modo assolutamente terribile - con le loro accolte, rivissute e risolte esperienze possono oltre che recuperare se stessi offrire a tutti fondamentali apporti di saggezza e conoscenza. Non bisogna però sottovalutare che ben più spesso qualcosa di disturbante da nascondere può magari riguardare non soltanto fatti dolorosi accaduti, quanto altrettanto insopportate "esperienze" interne: cioè emozioni considerate inaccettabili perché troppo in contraddizione con altre emozioni. In altri termini: assumendo che patologie mentali siano formate da compensazioni fasulle e durature, non esistono solo traumi "esterni", esistono anche difficoltà non risolte nella gestione contradditoria delle emozioni; senza contare che ancor più spesso gravissime conseguenze future derivano da momenti cruciali dello sviluppo interferiti in un modo Ogni terapia, per non essere solo una compensazione di sintomi, o un fattore di cronicizzazione deve tendere alla piena restitutio ad integrum: ecco perché può esistere una prospettiva finale di guarigione anche per ogni patologia mentale. A proposito di psicoterapia/e si parla tanto di "analisi finita o infinita": ma anche in questa sotto-specialità della medicina bisogna tendere ad ottenere una cura che possa dirsi sul serio "finita".
![]() L'infanzia non esiste. Esiste lo sviluppo e lo sviluppo ਠcambiamento liberatorio Per concretizzare con
documentazioni di PRIMA MANO copio anche qui paragrafi conclusivi e
fondanti riguardanti la CONSAPEVOLEZZA,
conclusivi e fondanti
anzi di tutto
questo lavoro.
Ho
spesso
sognato qualcosa che mi
spaventava a tal
punto da obbligarmi a svegliarmi di soprassalto urlando come per difesa
rispetto a quell'incubo ma il più delle volte era paura ma non
capivo di cosa, intuivo solamente.
Quante volte ho poi creduto che
quegli incubi notturni mi riportassero al periodo dell'ospedale. Era
stata mia madre stessa a raccontarmi più e più volte
quell'episodio,
quasi cercando di giustificarsi, o forse mi viene da pensare oggi, per
farmi credere che tutto avesse avuto quel momento come principio e che se non ci fosse
stato quella brutta esperienza la mia sarebbe stata
un'infanzia felice. ...
L'episodio
dell'ospedale sembrava
superato eppure quegl'incubi continuavano, fino a quando non ho
guardato in faccia ciò che mi faceva veramente paura.
Analogamente a questo caso, molti pensano che per una psicoterapia
"valida" possa essere sufficiente mettere in chiaro gravi episodi
rimossi, "svelare" singoli "segreti" o "ricordare" singoli fatti
traumatici: anzi
molti si illudono che una volta "scovato" il "colpevole" -
trauma, abuso, conflitto, spavento ecc. - tutto vada a risolversi per
il meglio e che ogni sintomo sia destinato a sparire.Mi sento un po' un sopravvissuto e come loro ho la stessa sensazione che pochi crederebbero a ciò che ho appena scritto. Ho fatto
nuovamente un
sogno che mi ha obbligato a svegliarmi urlando. Entra
abbastanza trafelata una donna ...
Entra come se fosse di casa e mi saluta, io sono stupito di vederla,
Mentre mi passa davanti si gira e mi guarda. Incrocio
lo sguardo e una
paura tremenda mi assale e mi sveglio urlando.
La
scorsa notte ne
ho fatto un'altro: ho avuto nuovamente quella sensazione che mi portava
a svegliarmi ma questa volta il sogno è continuato perché
evidentemente
la paura non era così forte. Non poteva nuocermi come
nell'altro
sogno perché era come se l'avessi immobilizzata, murata.
Quasi non ci credo se penso a quanto tempo ci è voluto perché questa storia venisse fuori. Lo sapevo certo ma un conto è saperlo un conto è sentirla la paura. SINGOLI episodi traumatici o tutta una situazione AMBIENTALE di vero e continuativo PERICOLO? Traumi fisici - percosse, abusi di ogni genere mal-trattamento... - ma quanti anni vissuti nel terrore può trascinarsi dietro anche solo un semplice incrociare di sguardi malevoli? Con che pazienza e cautela per non arrecare successive ferite è necessario procedere per ricostruire in moltissimi pazienti un solido tessuto di esistenza in una vera restitutio ad integrum; ridar a ciascuno la possibilità di ritrovarsi e ripercorrere uno sviluppo che sarebbe stato il loro NORMALE al posto di quello che era un percorso ad ostacoli continuamente minato, un labirinto senza uscita, con un unico obiettivo: la sopravvivenza. (Si può trovare una prospettiva testimoniale che illustra con casi concreti ed estremi questo discorso in più file di un altro sito, leggendo con particolare attenzione in tutti i paragrafi scritti in caratteri mimanti la scrittura manoscritta.) Momenti - belli o brutti, di espansione gioiosa o di fatti traumatizzanti - nel corso degli anni, nel percorso delle "fasi di sviluppo"? Ricordi "rimossi", come pure interpretazioni riduttive, episodiche, sensazionalistiche della propria esperienza...? Quanto possono trasformare il completamento dello sviluppo in un "labirinto senza uscita" e ingarbugliare invece di liberare e dipanare? E
allora adesso è un po' come se
avessi mentito a me stesso e avessi perso anche tanto tempo. Questo mi
duole di più. Mai avrei immaginato, se non lo avessi provato
sulla mia
stessa pelle, quanto importante è il ruolo di chi si impegna a
diventare genitore, quanto può essere distruttivo per un figlio,
(anche
senza arrivare all'estremo ultimo dell'infanticidio), se lo sviluppo
diventa un percorso ad ostacoli continuamente minato, un labirinto
senza uscita, con un unico obiettivo: la sopravvivenza.
Aggiungo sinteticamente che il sogno dell'altra sera sembra avere prodotto qualcosa. Ho l'impressione che quella figura ormai fossilizzata di mia madre abbia un significato più ampio. Mi sembra che si stia verificando una storicizzazione della mia vicenda personale, come se la stessi riconducendo da un piano solo ed esclusivamente personale ad uno collettivo (o generale). Me ne sono accorto guardando stasera un pezzo di uno spettacolo di Paolini sul romanzo di Rigoni Stern: "Il sergente nella neve". Era Storia. Non c'entravano più mio nonno, mio padre, i loro ricordi, le montagne, Il Veneto eccetera. Potrebbe essere anche un fatto contingente, non so... Però perché non ricondurre questo alle parole di Einstein: Ora comprendo che il paradiso
della giovinezza, così presto perduto, fu un primo tentativo di
liberarmi dalle catene
del
"puramente personale", da un'esistenza
dominata solo dai desideri, dalle speranze, dai sentimenti primitivi.
Fuori c'era questo enorme
mondo,
che esiste indipendentemente da noi, e
che ci sta di fronte come un grande, eterno enigma, accessibile solo
parzialmente alla nostra osservazione e al nostro pensiero. La
contemplazione di questo mondo mi attirò come una liberazione...
Importanza dei sensi: MI PIACE / NON MI PIACE...Vedere, sentire, toccare, gustare, annusare. Ma anche sentire dolore, provare piacere,
interrogarsi sul senso di
sé,
sul catalogo dei
peccati, sul grande orecchio di Echelon e sulle neuroscienze. E,
ancora, riflettere sulle trasformazioni della percezione, sul
rapporto
tra mondo sensibile e
sovrasensibile,
sulla gerarchia e il
perfezionamento dei sensi nella cultura europea, ma anche in quella
asiatica e africana.
Saranno proprio i sensi, principale via di accesso al mondo esterno come quello interiore, il filo conduttore della quinta edizione di festivalfilosofia, in programma in una trentina di luoghi di Modena, Carpi e Sassuolo da venerdì 16 a domenica 18 settembre. (2005) E non si usano forse in termini astratti però concretamente riferiti ai principali "sensi" quelli che indicare qualità specifiche inerenti ad "abilità sociali"? TATTO come capacità "diplomatica; GUSTO come dote di valida scelta "estetica"; FIUTO per astuzia, per pronto risonoscimento di vantaggi; ORECCHIO per capacità di "riconoscere" e valutare; OCCHIO anche come avviso di "attenzione" Gli
affetti dovrebbero mantenersi nell'integrità
dell'esperienza
sensibile
che è la condizione per conseguire la pienezza
dell'esistenza,
senza
mai assumere l'aspetto difettivo di quella deprivazione sensoriale, di
quell'inibizione da contatto caratteristica dei processi di
razionalizzazione, evitando così il paradosso di una
dignità della
ragione che nega
però l'integrità
della
persona.
(dall'articolo di Marco
Vozza su TuttoLibri
de La
Stampa: sabato
10 settembre 2005)Vedi per un
esempio più
colloquiale: L'importanza
dei ricordi, delle emozioni e delle idee sul futuro
Meglio
soli che male
accompagnati...
Affetto e
comprensione? Macché!!! Rotture di scatole, discorsi senza
senso, consigli non
richiesti, umiliazioni,
situazioni pesanti e tanto, tanto NULLA!
Il NULLA tappezzava le pareti di casa, usciva dalle loro bocche sotto forma di parole sconnesse, il NULLA pranzava e cenava con noi e sempre alla stessa ora. Il NULLA stava in una carezza mai data, stava nei loro cuori e nella loro mente. Quando non c'è "nulla" da dare, quando manca negli adulti l'esperienza delle emozioni e del vivere, bhe, allora, davvero, non c'è niente da fare e niente da dire. La
sofferenza, a prenderla con dolcezza, offre un unguento che lenisce e
guarisce. Sorrido di quanto sono stato stupido - ancora una volta. E la
vergogna svanisce. E apprezzo perfino di fare tanti errori, in
continuazione. Tanti errori mi
portano avanti. E gli
errori si rivelano per quello che sono: tappe importanti
dell’apprendimento. E gli errori si
rivelano per quello che sono: tappe importanti dell’apprendimento
Libere scelte? O
coattive e
unilaterali decisioni? Libero
arbitrio,
e/o principio Kantiano della legge morale in noi e difficili scelte
acompagnate da forti
emozioni, oppure decisioni inderogabili secondo un logica fredda senza
nessuna partecipazione umana?"Decisionismo" che non tien conto dei fattori esterni; "intenzionalità" creduta consapevole ed invece influenzata da grovigli emotivi del tutto soggettivi che ne enfatizzano singoli aspetti? Televideo
21/03/2007
20:23 Cervello: legame
scelte morali-emozioni
Una scelta di carattere morale, specialmente se molto dura, è accompagnata da una forte emozione, e questo a causa di un meccanismo con radici nel cervello. La scoperta è stata pubblicata su Nature. Un gruppo di ricercatori Usa hanno individuato il forte legame tra emozioni e giudizi morali. Gli scienziati hanno esaminato 30 persone tra cui alcune con lesione cerebrale nell'area coinvolta nella generazione delle emozioni. Questi ultimi hanno deciso senza esitare secondo una logica fredda senza nessuna empatia. (*) Primo commento: libero
arbitrio e legge
morale? Un'occhiata al file The
guitl-free soldier
- Il
soldato senza
rinorsi - indica come si possono costruire
artificialmente esseri umani trasformandoli in robot: feroci,
indifferenti, ma anche versatili.
Secondo
commento:
molti pazienti
cardiopatici sono
sconvolti dal fatto che le
cure
somministrate fanno "perdere la memoria" per cui scelgono di
rinunciare ad assumere questi farmaci - vedi fotografia
originale pubblicata in un altro sito.
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Gli affetti dovrebbero mantenersi nell'integrità dell'esperienza sensibile che è la condizione per conseguire la pienezza dell'esistenza, senza mai assumere l'aspetto difettivo di quella deprivazione sensoriale, di quell'inibizione da contatto caratteristica dei processi di razionalizzazione, evitando così il paradosso di una dignità della ragione che nega perಠl'integrità della persona. Roma,
13 lug. (Adnkronos Salute) - (*) Eliminare i brutti
ricordi, per
una vita sempre
con il sorriso [!]. Sembra questo il nuovo uovo di
Colombo
dei ricercatori, visto che diversi studi si stanno focalizzando
sull'obiettivo di trovare il modo di cancellare
dal
cervello le brutte esperienze vissute. Gli scienziati dell'università del Colorado
hanno
scoperto, grazie alla risonanza magnetica, dove i brutti ricordi
vengono 'registrati' nel nostro cervello, cioਠnella
corteccia
prefrontale. Non solo: hanno anche svelato il meccanismo che consente
questo processo.
Un
risultato che potrà aiutare - dicono oggi sulla rivista Science
- tutte quelle persone con stress post-traumatico o ansia che rimangono
vittime delle esperienze negative vissute.
Con le stesse
motivazioni solo
10 giorni fa alcuni colleghi, dalle pagine del Journal of Psychiatric Research,
avevano annunciato di aver testato una sostanza, il PROPANOLO,
capace di cancellare,
come i segni del gesso su una lavagna, le esperienze negative che hanno
marchiato a fuoco la nostra memoria, lasciando gli altri ricordi
intatti. Questa volta gli scienziati Usa hanno studiato 18 volontari
adulti, a cui sono state mostrate immagini di volti umani da associare
a fotografie di incidenti d'auto o soldati feriti. Quindi, in un
secondo tempo, sono state fatte vedere nuovamente le immagini dei
volti, chiedendo a ciascuno di ricordare o meno l'immagine negativa
associata. Il tutto mentre
una risonanza magnetica registrava
l'attività cerebrale dei partecipanti al test. In questo
modo
i
neuroscienziati hanno scoperto che, per 'eliminare' il brutto ricordo,
la corteccia prefrontale del cervello 'stacca' la spina all'amigdala e
a tutte quelle altre regioni che richiamano i ricordi, specie quelli
con un sostanzioso contenuto emotivo.La scoperta
- rivela Brendan
Depue, un neuroscienziato che ha partecipato allo studio - è ancora
lontana da una
sua possibile applicazione nello studio dello psichiatra. Anche
perché non è semplice riuscire a chiudere la
comunicazione tra le aree cerebrali, e impedire dunque ai brutti
ricordi di riemergere. Ma in futuro - conclude - si
potrebbero mettere a punto farmaci
in grado di aiutarci a innescare questo meccanismo.
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E in versione inglese: Anamnesis? A way for healing...("Development"�� not a muddle) |
![]() Tavola periodica degli elementi: Un'opportunità per consultare velocemente un'edizione telematica della Tavola Peiodica degli Elementi: ogni elemento vi si apre immediatamente con il link descrittivo della sostanza. |
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IMBROGLIO E' IL CONTRARIO DI SVILUPPO.Da: 'La violenza contro il bambino' a 'Tempo di mutamenti' e 'La meglio gioventù' Consapevolezza e memoria Cosa ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della libertà Che cos'è il 'lavoro emozionale'? L'importanza dei ricordi, delle emozioni e delle idee sul futuro Opinioni, fatti, accuse Opinion, fact, complaint da confrontare con: Basta un poco di zucchero e la pillola va giù... TOTEM AND TABOO REVISITED: awful and fertile rise of new superstitions ... dagli adulti di oggi agli adulti di domani..., Presentazione Basi teoriche... INFANZIA: tempo di mutamenti Dalla famiglia preistorica alla famiglia utopistica |