1 febbraio 2010 |
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INFANZIA: tempo di mutamentiAnna
Abbiate Fubini
INFANZIA: tempo di mutamenti (Childhood: times of mutability) (distributrice: Libreria Editrice Cortina Corso Marconi 34/a 10125 Torino (ITALY) Tel: +39 0116507074/+390116508665 / Fax: +39 0116502900) anche in: Abebooks, Webster.it Copyright
Internazionale: March 24 2008
Registration Number TXu 1-622291 Indice
interno del file e dei capitoli corrispondenti nel libro:
#aggiornamenti, #Piccolo
Principe, #bambino-che-cresce,
#Goya, #premesse,
#bibliografia, #unicità_e_resilienza, #io_chi_sono, #resilienza-recupero(***), #complessi,
#oralità(*), #complesso
anale(*), #vita_sprecata, #Edipo, #castrazione,
#Adler, #Yin
e Yang(**), #citazioni,
#Malaguzzi, #segnalazioni_ottimistiche,
#links
(*)
sono stati aggiunte illustrazioni e paragrafi
di
spiegazione. (**)l'aggiunta
apportata a questi paragrafi costituisce un presupposto
sintetico di tutto il senso di
questo lavoro.
(***) NUOVO! |
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Aggiornamenti e segnalazioni:Questo sito e i libri che ne derivano NON sono di INFORMAZIONE, ma si costituiscono come una specie di ENCICLOPEDIE TEMATICHE, in cui vengono presentati e discussi in continuo aggiornamento vari argomenti da leggersi e soprattutto da CONSULTARE di volta in volta.Dopo la pubblicazione dei libri - italiano e inglese - gli aggiornamenti sono già iniziati e molti altri ne verrano fatti: questo file Aggiornamenti e novità li ELENCA di volta in volta - con in testa il più recente - seguendo soprattutto le variazioni concrete dei file rinnovati: per novità di contenuto ma anche per risistemazione dello stile e riorganizzazione dei paragrafi e illustrazioni. Ma se nell'elenco non verranno presentati quelli semplicemente corretti nei link non più attivi, si consiglia di considerare ancora con attenzione le più importanti passate modifiche che man mano si stanno spostando in coda nell'elenco. Ad ogn modo ogni immagine che proponiamo si costituisce anche come link: e come per ogni altro link, le immagini vengono di continuo monitorate e aggiornate. Ma intanto gli aggiornamenti necessari continuano ad essere praticamente incessanti per cui rendono via via ... quasi "obsoleto" il testo pubblicato. Il sito può seguire e temporaneamente integrare queste innovazioni ed è appunto predisposto a questo scopo, ma così si amplia in modo eccedente le dimensioni di un solo volume: alcuni file - già pubblicati come capitoli del libro ENCICLOPEDICO sono in via di venir pubblicati AGGIORNATI in una nuova veste editoriale: come volumetti TEMATICI di un centinaio di pagine ciascuno contenenti per singoli agomenti i capitoli ormai superati del libro Bambini di IERI= Adulti di oggi. Adulti di oggi-> Adulti di DOMANI Il nuovo file Considerazioni e conclusioni / To complete and to outline per l'importanza dei suoi apporti teorici sarà l'ultimo capitolo di tutti i nuovi libretti. E' gia in libreria il primo di questi "libretti tematici" - Infanzia un mestiere difficilissimo Il secondo è Consapevolezzwa e memoria di cui sono già pronti per esser pubblicati come capitoli i file molto AGGIORNATI Consapevolezza e memoria, ESPERIMENTI SU BAMBINE/I, Un brutto sogno: una bambina e un'incubatrice e altre esperienze precocissime, e Quando la cartella clinica è terapeutica... ![]() Tutto
il sito viene di
continuo aggiornato: sono da seguirne le frequenti modifiche (ma anche
i
possibili RECUPERI dai non rari danneggiamenti)
per
cui occorre di
tempo
in tempo
ridargli un'occhiata ed eventualmente proporre
considerazioni,
critiche che o informazioni che saranno molto gradite.A seguito di difficoltà lamentate e relative richieste, l'architettura stessa del sito è stata modificata in funzione di un più agevole orientamento: sdoppiato, il file di prefazione e illustrazione degli indici prende ora un nuovo nome - Prefazione,introduzione e indici illustrati - che riinvia a un differente URL mentre diventa iniziale e fondamentale un file semplificato dove a prima vista compaioni i links indirizzanti sui capitoli interni. Per accogliere le richieste di una più agevole lettura, i testi di questo sito sono stati - anche - trasferiti in un altro LIBRO: Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani |
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Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani (?) Il sonno della ragione produce mostri... (?) PURTROPPO invece per lo più NON si tratta di azioni programmate - che come tali potrebbero quindi venir combattute apertamente: i comportamenti degli adulti nei confronti dei bambini rispecchiano una NORMALE curva di Gauss con agli estremi qui i "buonissimi" - e i loro Maestri - e là i "cattivissimi" e i loro istigatori; mentre - e qui ripeto "purtroppo" - al centro si raggruppa una massa generalizzata e passiva di inetti, di superstiziosi, di adulti non-sviluppati, di infanzie malvissute o non vissute e/o rimosse. La
necessità di precisare significati e chiavi di lettura introduce
in
TUTTI i file del sito aggiunte metodologiche e/o normative: una
precisazione
metodologica assoluta suggerisce di considerare come valide
informazioni - in scala discendente:
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Il
sito web nel tempo si è molto arricchiro,precisat, aggiornato:
per
poterne pubblicare e novità verrà stampata una serie di
"libretti
tematici" di cui è già pronto il primo: Infanzia:
un mestiere difficilissimo di cui questo
file
costituisce il capitolo 3
Anche
se in apparenza
gli argomenti trattati possono venir equivocati come se si occupassero
di temi "bambineschi", proprio questi "temi bambineschi e familistici"
descrivono una ben precisa impostazione di avvio
delle BASI
INIZIALI del CONCETTO a QUATTRO DIMENSIONI DELL'ESSERE. In
questo scenario a quattro
dimensioni vengono
così a precisarsi idee attraverso le quali viene indicato nel
TEMPO un
prospettabile "percorso
futuro" e che riassumono quindi concetti
che indirettamente esprimono un'impostazione di base anche POLITICA.Per seguire gli aggiornamenti dl sito i vari file verranno vi via stampati raggruppati in libretti tematici: ultimo capitolo di TUTTI i nuovi libretti è il file in cui si compendiano ma anche si sottolineano le basi essenziali di impostazione metodologica e culturale Considerazioni e conclusioni ![]() ![]() Bambini? Il NUOVO che avanza... Immaturità? L'infanzia non esiste. Esiste lo sviluppo e lo sviluppo è cambiamento liberatorio. ADULTI DI DOMANI? Ma politico con i prospettabili "percorsi futuri" significa anche POLEMICA: non per niente quindi più e più volte questo sito e in particolare i file come questo in cui questi concetti vengono valorizzati sono stati presi di mira e danneggiati. Particolarmente scottante in questo senso è un argomento presente in questo file - ma non ancora nell'attuale edizione del libro - il complesso di Edipo: tappa NON OBBLIGATA nella serie degli SVILUPPI biologici psico-corporei, non biologicamente "obbligata" ma fondante come avvio ad un passaggio socio-evolutivo superiore, a una forma superiore di CIVILTA'. L'immetervisi, il viverlo appieno, il superarlo conduce alla possibilità di riconoscere nella loro vera essenza sia il proprio SE STESSI e le proprie possibilità di LIBERTA' che l'individualità - e quindi i DIRITTI - di ogni "altro" altrettanto valido SE'. E' un passaggio epocale che tende a liberare ciascuno da un' anacronistico, protratto, puerile complesso orale, da una visione ristretta - e "restringente" - di lontani simboli "asimmetrici" e non definiti, ma anche a far superare il familismo primitivo, sorretto da un complesso anale grezzo in cui le funzioni, i ruoli, i gesti, gli oggetti, i rapporti statici e fissi non riconoscono le subitanee variazioni degli intrecci relazionali e affettivi nel loro evolversi vitale. Ma questo passaggio - "politico" - di allontanamento da un mondo basato su incompletezze, mancanza di tempestività e su differenze QUANTITATIVE non può avvenire di per se stesso e in modo scorrevole: "cattivi maestri" amputati della fantasia contrastano furiosamente possibilità di "libertà" e "responsabilità" consapevole, di aperture verso il vero CONOSCERE, verso un APPRENDERE critico e quindi verso un DIVENIRE in EVOLUZIONI SUCCESSIVE: auspicano con tutte le loro forze un mondo "stabile" privo di individualità differenziate e mutanti. E se "e-ducare" significa letteralmente "trarre fuori", invece simili "autorevoli consiglieri" confortano e/o convincono anche senza intimidire genitori pigri e "INCOMPLETI" nel confondere "educazione" con instradamento su limitanti ruoli, se non ad avvalorare la "gestione" delle nuove generazioni secondo una visione del mondo formata in modo programmatico da statici scenari rivolti verso VUOTI SPAZI INTERMEDI indirizzati su lontani indifferenziati simboli e supersitiziose convinzioni: e non senza lo scopo ben "politico" di poter essere in grado di mantenere indefinitamente un controllo centralizzato su tutto e su tutti. Per non cadere nella sterile Utopia non si può quindi descrivere soltanto passaggi auspicabili di sviluppi ottimali: copiato da un altro sito è stato aggiunto un file molto crudo in cui si testimoniano - non solo descrivono! - alcuni fra i peggiori crimini proprio contro BAMBINI: ESPERIMENTI SU BAMBINE/I - dati i precedenti danneggiamenti subiti, ne esiste e viene presentata anche in questo sito una versione - aggiornata - in pdf. Corso
Marconi 34/a 10125 Torino
(ITALY)
Tel: 0039 0116507074 /
00390116508665
Anche
il libro derivato dalle pagine in inglese - From children
of
YESTERDAY to adults of TOMORROW - è ora in
vendita in: Abebooks.com, Webster.it, Alibris.com, BooksinPrint.com, GlobalBooksinPrint.com,
e
anche in Kindle
ed
anche in versione migliorata e ampliata dalle Edizioni
Libreria Cortina TorinoFax: 00390116502900 giuliana@cortinalibri.it bruna@cortinalibri.it ordini@cortinalibri.it ![]() Dopo la pubblicazione del libro - in italiano - aggiornamenti sono già iniziati e molti altri ne verrano fatti e segnalati di volta in volta nel nuovo file Aggiornamenti e novità / Novelties on the site: anche se si consiglia di considerare ancora con attenzione le più importanti passate modifiche. / As well for the Italian edition also for English one the up-dates of the Web page will be going on and then not be presented on the - static - book: look often to Novelties on the site to be informed. ![]() Questo file in italiano, come pure quelli intitolati Consapevolezza e memoria, e Le faccende domestiche. Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro si differenziano dai corrispettivi in inglese - Childhood: times of mutability, Consciousness and memory e Domestic chores.Ergonomics and psychology of a REAL work - per dati bibliografici, citazioni e testimonianze. Anche in Quando la cartella clinica è terapeutica... e riproposti questi concetti, a sua volta con il corrispettivo in inglese Anamnesis? A way for healing non rispecchiante una semplice traduzione ma differenze di impostazione dovute alle diverse fonti culturali. Ma altri due file sono presenti nelle due lingue in versioni non esattamente speculari: vanno segnalati in modo molto evidente in quanto i loro contenuti vengono ad affiancarsi e a completare questo file/capitolo - e il suo corrispettivo in inglese: dal concreto al sublimato... e vice versa affiancato dal - sia pur più ridotto - SUBLIMATIONS: VISUAL SCHEMES AND SCIENTIFIC EXPLANATION Importantissime aggiunte arricchiscono il testo e modificano il titolo di Un
brutto sogno. Una bambina e un'incubatriece e altre esperienze
precocissime
E - per quanto riguarda la parte "ostile" - si possono trovare terribili testimonianze nel pdf di un file derivato da un altro sito: ESPERIMENTI SU BAMBINE/I English
mirror
tornate
alla HomepageLIBRI: ...
dagli
adulti di oggi agli
adulti di
DOMANI...
INTRODUZIONE, SPIEGAZIONI, COMMENTI, AGGIORNAMENTI Prefazione,introduzione e indici illustrati |
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Piccolo Principe
Meglio soli che male accompagnati... |
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scrive Cervantes
in Don
Chisciotte e Goya ne riattualizza
significati più
generali come
si legge nel titolo esteso autografo
sul disegno
preparatorio. Suenos y Discursos de verdades descubridoras de abusos, vicios y enganos en todos los oficos y estados del mundo E dal catalogo 119 Galleria Salamon pag. 43: La figura china è avvolta da otto gufi, innumerevoli pipistrelli, la lince e un gatto nero che mimetizzato nell'oscurità rappresenta la pigrizia e la lussuria. Solo la lince ai piedi dell'artista rappresenta la positività: Goya ci avverte di rimanere all'erta così come è la lince, a causa dell'eccellente vista capace di penetrare nell'oscurità, perché durante il sonno non possiamo difenderci dai vizi, rappresentati dagli animali che gli stanno intorno. . .
(Da
osservare l'animalità
lungimirante della lince espressa nello sguardo - attento,
perplesso, preoccupato - e la falsa intelligenza che trapela dagli
occhi - furbetti o falsamente ingenui - dei gufi, o da quelli -
malevoli - del gatto nero seminascosto dietro il dormiente.) El sueno de la
razon produce monstruos... Francisco de Goya y
Lucientes Caprichos
43 1797 (El
Prado
Madrid).
Il
commento del Maestro, conservato al Museo del Prado di Madrid, riporta,
a proposito di questa tavola:
EL
SUENO DE LA RAZON PRODUCE
MONSTRUOS...?
E
Francisco Goya y Lucientes
così aggiunge:
La fantasia
ABBANDONATA
dalla
ragione, produce
mostri impossibili: CON ESSA è madre delle sue meraviglie.
![]() "S-viluppo" è il contrario di "in-viluppo": NON sinonimo di "accrescimento"Quale
prezzo si paga per
ottenere un "bravo
bambino"?
Una
raffigurazione metaforica di
grande impatto è l'analogia
tra esseri
umani e alberi, tra lo sviluppo di
entrambi e i loro elementi
basilari.
Le radici nel loro sotterraneo allargarsi e aggrovigliarsi e il terreno
che le nutre o le ostacola possono rappresentare materializzazioni del
meno tangibile "complesso
orale"; il tronco e la sua struttura
lignea a cerchi
concentrici successivi
si irrobustisce nel tempo
per gli
alberi, nelle esperienze vissute per il "complesso
anale" umano. Ed
infine la variabilissima e quasi infinita possibilità di
aperture anche
generative dei rami, foglie, fiori, frutti, può essere
paragonata -
anche nelle accezioni etimologiche - alle possibilità
evolutive umane
del "complesso
genitale".
un
albero pieno di frutti"S-viluppo" NON è sinonimo di "accrescimento" ![]() Triste crollo di un gigante: era alto decine di metri, aveva un robusto tronco cresciuto per tanti anni: sembrava bello e rigoglioso... Ma ben misero e precario sostegno gli davano le sue inadeguate radici! ![]() Testimonianze di segno opposto:
Non
è
dunque
che si debba ritornare ai giochi d'infanzia o alle nostre
immaturità degli anni leggeri, ma da
quelli
trarre
qualcosa che si addice anche agli anni più gravi
(Citazione
tratta
- addirittura - da uno scritto del Papa Leone Magno)
E
una descrizione non "dei
giochi d'infanzia" ma delle sensazioni
tipicizzanti il complesso orale:
Tornando la domenica in treno
è
riapparsa nuovamente la sensazione che avevo vissuto a teatro, quella
del complesso orale.
La mia carrozza era vuota per metà, c'era un rumore di voci in sottofondo, fuori la pianura d'inverno con i gli alberi che sembravano scheletri. Il treno viaggiava veloce. Ho preso carta e penna perché sentivo un desiderio impellente di scrivere e alternavo il mio sguardo tra la pagina e la campagna che mi scorreva fuori dal finestrino. Il tempo si è dilatato e quel senso di tranquillità, sicurezza, pienezza di me, quel sentirmi così presente in quei pochi minuti che sembravano regalarmi anni di vita, una struggente nostalgia per la città che avevo appena lasciato e il desiderio che quel treno quasi non si fermasse e che potesse continuare ancora, per darmi la possibilità di assaporare questo e, ne ho ora la consapevolezza, un'infinità di altre sensazioni in una scomposizione continua... E poi ancora il freddo fuori e quel tepore nella carrozza, quel suo non fare fermate che mi garantiva che nessuno si sarebbe intromesso a rompere quell'armonia... Quest'altro scritto - non rielaborato in modo "letterario", ma sgorgato spontaneamente tale e quale per venir espresso di getto senza riserve - può permettere di "com-prendere" una "vissuta circolarità benefica": di come inizi biologicamente poggianti su di un ISTINTO MATERNO - "animalesco" completo e sano - possono sostanziare "solide radici" capaci di reggere nel tempo anche esperienze fra le più atroci. Ho
deciso di ritornare indietro, nel tempo, a quando “non sapevo“,
esattamente ai miei nove mesi passati all’interno dell’utero di mia
madre. Ci stavo bene. L’ambiente caldo era accogliente e tutto pareva
abbracciarmi. Tutto era ben disposto nell’accogliermi … mi sentivo ben
voluta. Sentivo rumori e voci, quando l’ambiente era più
luminoso del
solitamente grigio, potevo vedere una cosa lunga partire dalla mia
pancia e andare su. Già allora adoravo il latte con un po’ di
caffè,
latte e ancora latte. Quel calore … il calore della pancia materna
è
unico, irripetibile. Ti avvolge e tu ti bei, perché va tutto
bene. Mia
mamma aveva l’abitudine di accarezzarsi la pancia, mi piaceva, era come
se mi stesse coccolando e poi mi parlava senza alzare il tono della
voce, come una sorta di cantilena, rassicurante, parlava e parlava ed
io ascoltavo felice e paziente. Quando mia mamma andava a passeggiare
sulla spiaggia sentivo le onde del mare, ovviamente non sapevo che quel
particolare rumore fosse prodotto dal mare … eppure mi piaceva tanto e
l’odore inconfondibile che mi arrivava era fantastico. Avrei voluto
dirle : “Stiamo ancora qui!“.
Mia
mamma aveva
l’istinto di un
animale, lei sentiva di cosa avevo bisogno e voglia, immancabilmente mi
accontentava, c’era una comunicazione muta e diretta allo stesso tempo.
Tutto andava bene, lei mi proteggeva dai pericoli del mondo esterno,
dandomi la possibilità di crescere senza essere disturbata. Io
c’ero.
Io sapevo di esistere, sapevo di essere qualcosa di importante, sapevo
che qualcuno mi voleva bene, sapevo che quel qualcuno voleva bene a me!
Tutto
andava a meraviglia. Mia mamma aveva una voce greve, quando cantava
sentivo che era contenta, sentivo anche quando era triste e
singhiozzava, allora prendeva a raccontarmi i suoi crucci, con calma,
come se avesse tutto il tempo del mondo per noi. Mi piaceva quando
parlava con me, perché lo faceva con tenerezza. Sono stati nove
mesi di
lunghi abbracci, di amore incondizionato, di calore umano, di gioia.
Sì! Sono stata una bambina felice e “ricca“. La
nascita era
andata
bene, senza traumi e scossoni, anche se non avevo molta voglia di
lasciare quel luogo … “Ciao“ mi disse mia madre, sorrideva,
poi
mi
attaccò al seno … LATTE!!! Il mio amato latte, eccolo di nuovo,
tiepido
e gustoso. Mia madre aveva la pelle morbida e un odore forte che avrei
riconosciuto tra mille mamme. Mi piaceva l’odore di mia madre
probabilmente perché era suo e di nessun altra. Ricordo che mi
ci
addormentavo spesso addosso, mentre ciucciavo, aveva la pelle calda ed
il corpo accogliente. Lei mi accarezzava spesso la testa, piano, piano
ed io ero in estasi. Che meraviglia! Tutto continuava ad andare bene e
non volevo più ritornare nella pancia, stavo bene dove stavo.
Quanto
latte ho divorato … !!! All’età
di
un anno però, la mia mamma,
aveva iniziato ad allontanarsi da me, continuava ad allattarmi, ma
sentivo che il nostro rapporto stava cambiando. Il tono della voce era
diverso, mi parlava di meno ed era meno paziente, come se il mio tempo
fosse “scaduto “e avesse la necessità di passare ad altro. Non
sapevo
che anche le mamme avessero le loro necessità. Per quanto mi
riguardava
i conti erano presto fatti : “Prima ci sono io, poi ci sei tu“. Quando
mi prendeva in braccio sentivo che avrebbe potuto farmi cadere, non per
cattiveria, ma disattenzione. Pareva spesso assente, a volte lo sguardo
si incantava, si imbambolava. Urgeva che imparassi a muovermi da sola.
Feci capire a mia madre che avevo bisogno della sua mano per spostarmi.
Durante i pasti volevo la posata come tutti, perché dovevo
mangiare da
sola e il mio bicchiere e le poppate, una al mattino appena sveglia e
una alla sera prima di addormentarmi. Sulle poppate ero stata
intransigente … mia mamma il latte me lo dava ancora volentieri.Era
stato
un distacco quasi naturale quello con mia mamma. Sentivo che
di più non poteva darmi. Sentivo
che con lei il mio tempo era finito e mi andava bene. Non era stata una
madre oppressiva e apprensiva, anzi, per due anni (sono inclusi i nove
mesi) aveva fatto un lavoro egregio. Avevo scoperto con
immensa
gioia che oltre a mia madre c’erano altre persone ed altre cose. Quando
mia madre smise di allattarmi, smise anche di volermi bene. L’ho
sempre
preso come un dato di fatto. Avevo mio nonno paterno,
persona
stravagante e fannullona, ma divertente e mai noiosa, poi
c’era
la mia
vicina , abitava sul mio stesso pianerottolo e lasciava la porta aperta
perché sapeva che nel pomeriggio sarei passata a trovarla … poi
c’erano
le mie amichette, le belle giornate, il mare e la spiaggia i viaggi in
Vespa con mio papà verso il paese, in piazza e poi al bar. Tutto
andava
bene. Scoprivo un sacco di cose, conoscevo persone nuove, non avevo
timore di nulla. Mi piaceva molto quando mi salutavano e pronunciavano
il mio nome ed io di rimando pronunciavo il loro e se non lo conoscevo
me lo facevo dire. Posso dire di essere stata una bambina con del
carattere e due occhi mobilissimi! Parlavo con tutti, facevo
domande,
chiacchieravo e iniziavo a fare quei discorsi sensati … un mio marchio
di riconoscimento. Avevo
sempre avuto dalla mia
la logica, una logica intuitiva,
perché non
sapevo.
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Un bel blog con molti corrispondenti: Un "Blog
Notes" in
cui posare qualche appunto di vita per lasciare ai miei figli un
ricordo di quel che è stato
e a me stessa un'istantanea di un tempo che fugge e di cui è così difficile carpere diem. "I
grandi non capiscono mai niente da
soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta": per
fortuna, mio adorato Piccolo Principe,
quando i bambini in
questione
sono i tuoi figli la stanchezza sopraggiunge in loro un po' più
tardi. Così
cresce e impara una madre.
Come altre volte, anche in questo caso, la purezza ci ha insegnato un'etica. I bambini non hanno barriere. Non vivono fatiche di rapporto, non hanno impalcature mentali disturbanti. E così è accaduto che, dopo aver scrutato un attimo la sedia a rotelle, Matteo sia corso a prendere un gioco musicale e lo abbia posizionato sulle gambe di Martino quasi come a dargli il benvenuto con un linguaggio per lui comprensibile. |
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Bibliografia scientificaAnalogamente alla funzione degli "Organizzatori-induttori" dello sviluppo embrionale esistono infatti precisi bisogni psicologici e/o ambientali (nota bene: BISOGNI non "desideri") che - se non appagati - producono a cascata precise, determinate incompletezze e/o deviazioni dalle normali, predisposte vie di sviluppo (Vedi anche in Imbroglio è il contrario di sviluppo.)Gli esperimenti più celebri di Spemann e della sua collaboratrice, Hilde Mangold, furono pubblicati nel 1924 e portarono al concetto di "induzione primaria" e di "organizzatore". Questa scoperta ha avuto un ruolo centrale nell'embriologia e per molto tempo l'intero sviluppo embrionale, non solo negli anfibi, è stato considerato come una lunga serie di eventi induttivi. Nel 1935, Hans Spemann ottenne il Premio Nobel per la Medicina.Vedi in Biologia dello sviluppo i capitoli: ... organizzazione embrionale; fenomeni di induzione, territorio induttore e territorio competente; proprietà dell'organizzatore embrionale; generalizzazione dei fenomeni di induzione; induzioni di ordine superiore; gli induttori eterogenei e tentativi di identificazione dei principi induttori.E come avviene per gli "organizzatori" biologici dello sviluppo embrionale che DEBBONO agire in modi, tempi e soprattutto SEQUENZE stretti e precisi per creare organismi senza difetti e non mostruosità, esistono traumi in apparenza "piccoli" che - se giungono in un momento e in modo sbagliato del processo di armonizzazione delle maturazioni intelletuali, sociologiche e affettive - ne scombinano una cruciale fase: e non solo alterano questa cruciale fase di sviluppo, ma anche le sue successive. Ecco un nuovo "mostro", che può avviare a valanga una catena di errori in peggioramento successivo. Ecco che da allora, in un circolo vizioso avvitato su se stesso, queste disorganizzazioni possono continuare ad aggravarsi verso vie patologiche a loro volta aperte a diramarsi al di fuori della persona singola fino a travolgere - nel presente, ma spesso ben oltre anche nel futuro - intere esistenze: la propria e molte altrui. Ricerche più recenti basate su sofisticate tecnologie dimostrano differenze QUALITATIVE e non QUANTITATIVE nei passaggi di età: Come cambia la rete di
comunicazione all’interno del cervello nello sviluppo da bambino a
giovane adulto?
È la domanda che si sono posti Kaustubh Supekar, Mark Musen e Vinod Menon della Stanford University School of Medicine e hanno trovato significative differenze nell’organizzazione e nel flusso delle informazioni e delle comunicazioni. Per scoprirlo hanno confrontando
l’attività
del
cervello di bambini dai 7 ai 9 anni con quella di giovani adulti dai 19
ai 22 anni. È noto che nel passaggio tra queste due fasce
di età avvengono degli enormi
cambiamenti
strutturali, ma i ricercatori volevano scoprire se questi
cambiamenti corrispondono a delle modifiche
funzionali.
Per questo è stata usata la risonanza magnetica funzionale
(fMRI)
dove il maggiore flusso di sangue che, è un indice di una
maggiore attività cerebrale, produce delle zone più
illuminate nell’immagine. Hanno inoltre ipotizzato che le regioni che
si illuminano contemporaneamente sono coinvolte nello stesso tipo di
attività. I soggetti sono stati analizzati a riposo senza dare
loro nessun compito specifico, in modo da registrare le funzioni di
base del cervello. Con la tecnica del diffuse tensor imaging (DTI)
sono stati
anche in grado di misurare quantitativamente la connettività
delle fibre cerebrali nelle diverse parti del cervello. È risultato che il cervello
degli
adulti è più gerarchico e le regioni di attività
sono più ampie e collegano zone più lontane rispetto a
quello dei bambini. La maggiore gerarchia permette una maggiore
capacità di controllo dei processi di informazione ma risulta
anche in una maggiore vulnerabilità a un’interruzione delle
comunicazioni. Il cervello dei bambini è meno gerarchico ma meno
vulnerabile.
Inoltre nel
cervello dei bambini ci sono le connessioni tra le regioni subcorticali
e quelle corticali sono in numero superiore e sono più forte,
mentre nei giovani adulti sono più forti le connessioni nelle
regioni corticali. Queste differenze sono correlate con l’aumento di
una sostanza, la mielina, che avviene nel passaggio da infanzia
all’età adulta e che era già stato scoperto da studi
precedenti. La mielina ha l’effetto di rafforzare la connessione tra le
fibre, e questo nuovo studio conferma che influisce sulle funzioni del
cervello in modo determinante.
Psicologia: bibliografia e commentiMolta bibliografia psicoanalitica si rifà a concettualizzazioni che descrivono SINTOMI e - presenti o passati - fatti o situazioni PATOLOGICI: come ad esempio i concetti dinamici di inferiorità e della relativa esaltazione del successo secondo la scuola di Adler. Altre - e accreditate (!) dottrine - basano le loro teorizzazioni - e purtroppo anche "terapie" - sul definire come normali situazioni e loro svolgimenti ancora peggiori: ad esempio la così definita fase schizo-paranoide e la sua pseudo-soluzione in favore degli adulti come posizione depressiva propugnata dalla scuola di Melanie Klein a cui si contrappone una soluzione più "attiva" e più dalla parte dei figli l'enfasi data alla rabbia repressa dei troppo "bravi bambini" descritti da Alice Miller.Al contrario vengono troppo spesso travisati - come se al posto di descrizioni di dati pregressi fornissero prescrizioni "normative" da applicare a fatti futuri - gli studi di precisa ricerca pura incentrati volutamente su singoli elementi per questo non hanno alcuna pretesa di proporre "terapie" o qualsivoglia dati normativi In pratica indicazioni epistemologiche e scientifiche sperimentali o meglio: di osservazione possono contribuire all'attuazione di una fisiologia ricostruttiva, e fra queste fondamentali come contenuti e come metodo sono le ricerche di Jean Piaget - anche in collaborazione con Sabina Spielrein - nella loro classica e fondante impostazione di approfondimento delle origini dell'intelligenza umana. Jean Piaget ha definito la sua teoria come psicologia genetica, non nel senso ereditario del termine, ma intendendo con questa espressione lo studio della genesi dell'intelligenza. Egli propone la sua famosa teoria degli stadi. Lo stadio è una fase di sviluppo. Piaget ne individua quattro principali nello sviluppo della logica infantile. 1) DEL SENSO MOTORIO ( 0-2 ANNI ) ![]() Sue sempre valide acquisizioni e proposte presero origine e si espansero a partire dalla brillante idea di riassumerle in categorie esaustive: quattro - cinque con l'ombra - gli archetipi principali, due i principali tipi psicologici, proponendo così generalizzazioni che possono costituire una valida base di partenza per una miglior conoscenza, anche ontologicamente filosofica, della natura umana. E non solo con definizioni adatte alla conoscenza e collocazione delle carattteristiche degli individui singoli: i suoi studi si estendono allo Spirito del Tempo e in generale al campo dell'inconscio collettivo. Questi approfondimenti epistemologici possono anche venir offerti sul piano terapeutico ma non a chi abbia necessità immediata di lenire sofferenze e impedimenti, ricordi traunmatici o emozioni inaccettabili: piuttosto e soltanto a chi sia già in via di personale individuazione. Questa impostazione cioè può venir sì ben utilizzata clinicamente, ma soltanto se riferita ad aiutare esseri "già sviluppati", a stabilizzare chi si trova già capace di VERO pensiero astratto: invece come base iniziale e intempestiva di una psicoterapia può creare gravi danni a chi - come un albero i cui rami non poggiano su di un adeguato tronco - non si accorge di confondere generalizzazioni banali se non superstiziose e capacità di astrazione, di chi pone uno spazio intermedio vuoto tra "pensiero profondo" e le proprie sensazioni magari travisate se non mistificate in un "credo fideistico". Come un "fiore reciso", destinato a marcire in un maleodorante "sonno della ragione" fecondo di "mostri", il falso "pensiero astratto" e/o fideistico e dogmatico, simbolico e "sentimentale", mentre crede di raggiungere in un balzo la "Verità" a partire dalla sua ristretta sfera percettiva, in realtà spegne consapevolezza e fantasia creativa e avvia verso un divagare illusorio davvero "campato per aria". E qui un cerchio nefasto si chiude rovinosamente dando una fattuale giustificazione all'idea - in sè bieca - dell'irrazionalità da estirpare, della necessità della repressione degli istinti: come potrebbe venir contrabbandata una citazione arbitraria e fuori contesto tratta da - Wilhelm Reich Psicologia di massa del fascismo: Il
progetto
esige l’estirpazione
dell’irrazionale
dalle masse
umane ai fini di
ristabilire la
loro
capacità
di essere responsabili e libere...
(Ed
invece al contrario,
riassunto nella presentazione
di Unilibro
-
ecco la sintesi del contenuto del libro di Reich sopra citato:In questo
libro, Reich sostiene
che il fascismo,
lungi dall'essere la
concretizzazione di una caratteristica specifica di certune
nazionalità, o l'imposizione da parte di una fazione politica su
un popolo "innocente", è piuttosto l'espressione
della struttura
caratteriale
irrazionale dell'uomo medio, che da migliaia di anni vede repressi i
suoi
impulsi primari.
La tesi fondante del libro è che ogni forma di misticismo
organizzato si basi sui desideri
delle masse schiacciati dal meccanismo autoritario della
civilizzazione.
Dalle raffigurazioni degli archetipi con immagini personalizzate simboliche - Grande madre, Vecchio saggio, Anima, Animus e Ombra - Jung giunge al termine individuazione - ben puntualizzato nella frase perentoria Una vita che non si individua è una vita sprecata - che dovrebbe indicare il traguardo in cui lo sviluppo di ciascuno lo differenzia e ne realizza le doti, avendone amalgamato in modo armonico archetipi e tipo psicologico, vita individuale e norme collettive. L’individuazione coincide con l’evoluzione della coscienza dall’originario stato d’identità; l’individuazione rappresenta quindi un ampliamento della sfera della coscienza e della vita psicologica cosciente. (C. G. Jung, Tipi psicologici, Boringhieri, Torino, 1968, pagg. 463-465) Un altro termine da lui proposto nel paradigma delle forze con cui a tutto campo si ha a che fare, sistematizza l'esistenza dei singoli in un contesto di possibilità di trasformazione - vedi ad es. in L'uomo e i suoi simboli - per indicare "passaggi" attraversabili da "tutti". Ma la stessa etimologia di questo termine - "trans"=al di là e "forma"= aspetto, figura esteeriore - tende a sottovalutare l'evidenza dinamica di quegli sviluppi che - in regolari fisiologiche prefissate sequenze - cercano man mano di "fiorire", di "sbocciare": di costituirsi come punti di partenza verso altre aperture per s-volgere al meglio il regolare tema dei normali complessi. Non trasformazioni casuali, non metamorfosi come... da "bruco" a "farfalla" annunciano la dinamica sul come raggiungere questi traguardi di pienezza: traguardi non teorici ed estemporanei, ma ben concreti, inquadrabili e quindi anche prevedibili. Ripeness
is
all ?
Come
è infatti
possibile una autentica e piena matura
individuazione
quando i fili dello sviluppo non sono stati pazientemente
dipanati e intessuti nella
propria
solida tela a
partire dalla loro origine fisiologica o dopo esser stati ricostruiti attraverso
la memoria biologica? Non si
tratta soltanto di
terminologia,
ma di
occasioni
continue di fraintendimenti: il misconoscere i prefissati, sequenziali
"sviluppi"
porta a confondere l'effettiva regolare realtà dei cambiamenti
prefissati con potenziali imprevedibili variazioni di percorso e di
aperture sollecitate dal eventi esterni. A
partire da ben attechite radici un
dinamico - ma tipico e necessario - percorso a cerchi
concentrici successivi via via si consolida nella regolarità
delle
fisiologiche fasi
maturative per sostenere lo
spessore di ogni esistenza verso quelle vie che
dovrebbero essere comunque di
altissima potenzialità e
varietà tanto da
permettere di
tessere nuove
collaterali espansioni.
Su solide
non fozate e non carenti basi può così avviarsi ogni
capacità
di
aprirsi ad assimilazioni e interazioni, volgersi verso non una sola
ma verso numerosissime
espansioni a loro volta eventualmente trasformative.Ad ogni "promossa" fase di sviluppo, dal tronco di base possono per noi evolverne successive nuove collaterali espansioni generate - come fossero "figli" - da creativi incontri e da ben assimilati apprendimenti occasionali: ma queste occasionali evoluzioni possono dar lugo a vere ristrutturazioni trasformative soltanto quando non vengano violati i presupposti di base dello sviluppo in atto. In altri termini: non siamo... insetti: le loro radicali, irreversibili trasformazioni per noi... mammiferi nidiacei non corrispondono ai nostri concreti, biologicamente determinati sequenziali complessi, presupposti di una completezza capace di rifiorirein nuove collaterali espansioni ad ogni fase raggiunta in sempre più evolute maturazioni: per noi solo a partire da una fisiologica com-plessa struttura ben radicata e irrobustita, il mondo esterno può venir veramente fruito in modo allargato come fonte inesauribile di sempre nuovi - questa volta - trasformanti, rigeneranti apporti. Al contrario, come si può sostenere di predisporre una più evoluta (pseudo-)umanità in base alle capacità cognitive sviluppate … in massimo grado...? Nella multipotente specie umana quanti e quanto differenziati sono questi "germi", queste potenzialità che ad ogni età sono pronte al momento opportuno di s-volgersi e diventare competenze e realizzazioni? Non si realizza forse proprio così il concetto di imbroglio antitetico a quello di sviluppo? Così definiti nel Dizionario dei Sinonimi e dei Contrari del Tommaseo: Lemma 2327: 'SVOLGERE,
SVILUPPARE'. Si
s-volgono
le cose volte o rinvolte, si svolgono i germi della vita; si sviluppano
le inviluppate. Là dove non vi è inviluppo o viluppo, ivi
sviluppare
non ha luogo proprio... Tutto
ciò che
ha
vista di cosa involuta o sospetta, o comechessia non piacevole si
suole
chiamare imbroglio... Imbroglio da ultimo vale: frode tramata per
ingannare
o danneggiare altrui...
Come
possono
vie traverse e semplici capacità
cognitive trasformarsi in
abilità di adeguamento, in nuove vie evolutive, in
nuovi coni di espansione? E come lo può fare chi,
fin dagli inizi, è stato "imbrogliato" e derubato - mutilato,
castrato - di novantanove
su cento delle sue originarie possibilità? Come potrà
seguire di momento in momento
gli eventi e i cambiamenti ambientali per non soccombere alla perdita
di "abitudini"
a senso unico? Quali nuove vie adattative potrà trovare,
instaurare e
percorrere? Verso quali rinnovabili obbiettivi potrà
"ramificarsi e
fruttificare"? O almeno, più praticamente:
su quali adeguamenti potrà far
conto ogni volta che si troverà a doversi confrontare con
inaspettate
evenienze?Radici immerse in un terreno fertile e non pietroso, un tronco che via via si solidifica in legnosi cerchi concentrici anno dopo anno... : riassumendo l'analogia con l'essere umano, ben tre regolari complessi sono necessari per giungere ad una genuina possibilità di apertura verso la conoscenza da cui trarre sempre nuovi EVOLUTIVI coni di espansione - estesi, vari, diversificati e intersecantesi in collegamenti a loro volta aperti ed evolutivi, come le fronde, i fiori e i frutti di un albero vigoroso. Infatti solo un complesso di Edipo susseguente ai complessi precedenti e non arrivato da un "nulla" di affetti e di acquisizioni personali, basato su uno sviluppo di istinti solido e non aggrovigliato può venir realmente completato. Complesso orale confuso con complesso genitale saltando tutte le tappe intermedie? Credere di poter accedere senza apprendistati validi ad acquisizioni e consapevolezze, arricchimenti emozionali e solidi sentimenti, curiosità di imparare e conoscenze assimilate, accettazione fiduciosa di complessità e aperture sul l'imprevedibile divenire... mettendo anche a rischio tutto il futuro proprio ed anche altrui? Quanto vera e terribile può manifestarsi questa inconsistenza non di termini ma di vicende esistenziali! ![]() Si
svolgono
le cose volte o rinvolte, si svolgono i germi della vita?
Risaltano
in
questa direzione le idee
proposte (non imposte!) da Freud Freud con
la sua assolutamente geniale e assolutamente precisa e
"predittiva" serie di definizioni a cominciare dal termine
stesso "complesso"
riferito al suo significato letterale di "insieme
strutturato"
in funzione di azioni comuni - complessi orale, anale,
di Edipo,
di castrazione, periodo
di latenza, principio
del piacere, principio
di realtà, "trieb"=impulso
di morte - con
la loro
enorme e realistica ampiezza
e ricchezza di
aperture e di evolutività intrinseca, con
la loro solidità
di
costante piattaforma su cui poter innestare o persin "seminare"
sempre nuove realistiche osservazioni e idee e scoperte: senza
difficoltà nè timore
di
contraddizioni nel confronto con l'UNILATERALITA' e la troppo
frequente
preferenza per il patologico tipici della maggioranza sia di
seguaci
che
di
detrattori. Non
trasformazioni
estemporanee, non cure miracolistiche e/o superficiali riorganizzazioni
del comportamento
possono
ridarre la pienezza della propria individuale esistenza a chi non ha
potuto portare a regolare compimento il difficilissimo
mestiere
devoluto ai primi anni di
vita. Ma
ad ogni modo, se è ben sicuro che sviluppo
non è sinonimo di
accrescimento,
e che la memoria
dei fatti si accompagna ad una "memoria
staminale" biologica, proprio alla psicoanalisi
dovrebbe venir demandato lo scopo di ricostruire
dall'interno e non "trasformare" - il che significherebbe di
nuovo
"con-torcere" - le personali esistenze
mancate,
le vie interrotte e/o imbrogliate: quelle
vie che
avevano preso fin
dall'inizio una "brutte
piega"
invece che dis-piegarsi, dis-tendersi in regolari
s-viluppi.Alla
vera psicoanalisi compete
proprio
il dovere di
far restituire
a ciascuno quanto ha perduto, quanto gli è stato mistificato o
distrutto
nella sua personale progressione
verso una, non ipotetica e teorica ma veramente peculiare, piena
espansione; anzi sarebbe meglio dire:
verso il poter trar profitto
ad ogni età del maggior numero delle intrinseche dotazioni.
Un
albero privato dei suoi rami: diventa un semplice "palo"...
Fronde tagliate utilizzate come decorativi "fiori recisi" senza "terrose" radici e destinate a marcire!
Il bambino ha cento lingue e gliene rubano novantanove e in spagnolo anche in musica Los 100 lenguajes del niño
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Unicità e resilienzaGli OGM non si riproducono e le loro "sementi" isteriliscono le culture circostanti? E, tornando ai casi umani, così esemplifica una testimonianza personale riferendo una sintetica descrizione-spiegazione della personale nevrosi e delle sue manifestazioni.
Infanzia:
tempo di mutamenti: il
titolo dell'edizione precedente
- 1979 -
derivava da
una situazione contingente: sotto forma di
semplici "dispense" vi veniva sintetizzato e raccolto il frutto di una
serie di pubblici dibattiti tenuti - all’epoca dell’Anno
del Fanciullo - dall’11 marzo al 1°
giugno ’78 - a cura dell'Associazione
Italiana Donne Medico di Torino come Corso
di
Sensibilizzazione indirizzato ai
genitori, agli
operatori sociosanitari addetti all’infanzia, ma aperto a tutti
sul tema: LA VIOLENZA
CONTRO IL BAMBINO,
rimandante ai
concetti delle possibili manifestazioni anche
indirette di Violazioni
di diritti del
bambino; invece - come
dice
l'attuale intestazione Infanzia:
tempo di mutamenti -
l'intenzione qui prioritaria è quella di
evidenziare e indirizzare i lettori verso gli aspetti fisiologici delle
discontinuità
necessarie dello sviluppo,
ponendo il concetto di sviluppo delle attitudini psico-socio-affettive
in parallelo a quello anatomico degli organizzatori-induttori
dello sviluppo
embrionale, e considerando come vere "violazioni" anche gli anacronismi
delle cure e le aspettative
irrazionali.
Esistevano - e sono ancora in corso - terribili consapevoli violenze, ma l'inettitudine di adulti incompleti trasforma in traumatizzante DISCURIA una serie di provvedimenti creduti "in favore" ma in sostanza "contro" i bambini da allevare. La "castrazione" dell'istinto di "accudimento" lo "smaterializza" in ipotetici astratti "dettami" e in ansie devastanti: ne deriva l'inopportuna trasformazione di qualsiasi dato in dogmi pseudo-normativi; mentre semplici descrizioni di processi biologici spontanei - ad esempio lo "svezzamento" (!), l' "educazione degli sfinteri" ecc.(!) - si stravolgono in velleitari regolamenti assoluti e obbligati, in peggio che ipocriti: La discuria è la distorsione della prestazione della cura; in realtà le cure vengono effettuate, ma non sono adeguate al momento evolutivo. In queste situazioni, di solito, i genitori caricano il figlio di proprie aspettative, che sono quasi sempre quelle che un tempo erano i loro desideri. Il bambino è "normale" per i genitori solo (o quasi sempre) quando il suo comportamento coincide con le loro aspettative, laddove queste ultime sono spesso il volerlo il più possibile simile all'immagine che essi hanno, o hanno avuto, di se stessi o del proprio ideale. Tutto questo porta tali genitori ad ignorare i veri bisogni del bambino, appropriati alla fase evolutiva che sta attraversando (60). Quando il bambino viene considerato come una proprietà su cui realizzare determinati scopi, la sua crescita vitale subisce una violenta interruzione. Chi esercita una violenza fisica sa di fare molto male all'altro; nelle forme di discuria, invece, molto spesso i genitori sono ignari della violenza che stanno esercitando, spesso anzi pensano di agire per il bene dei propri figli e inconsapevolmente possono causare danni maggiori. I tipici atteggiamenti (61) di discuria sono: Resilienza
e RECUPERO
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Complesso anale: Una vita che non si individua è una vita sprecata... Ogni progetto nasconde uno scarto...I complessi - orale e anale -
riguardano ogni ESSERE VIVENTE in quanto tale e non solo gli esseri
umani e sono davvero entità concrete, sostanziati fattori di
collegamento tra i corpi interni e il mondo circostante: come aperture
materiali dei corpi entrambi sono parti integranti dell'ESSERE e
strumenti essenziali del VIVERE (e quindi della salute o della perdita
della salute). Per rendere veramente tale un'esistenza vissuta nella
sua pienezza, il complesso INIZIALE e basilare della comunicazione
indifferenziata, appartenenza, vitalità "diffusa", Natura ecc. -
soprattuto caratterizzato da ogni tipo di idea di ENTRATA e
partecipazione circolare - dovrebbe venir seguito
cronologicamente dal suo quasi-opposto, il complesso
anale, il "complesso delle USCITE":
dal co-operare
unificante si avvia verso il con-dividere
settorializzante, verso il con-durre
che ruolizza le posizioni rispettive
dei partecipanti, fino al già differenziato col-laborare in cui
sono in gioco
proprio le differenti com-petenze. E' il complesso del togliere, distinguere, dividere, scomporre, definire, rendere lineare... ; il
complesso infine di
tutto l'universo
dei pro-
e pre- nel
senso del "prima" e
"davanti": pro-cedere, pro-grammare,
pro-durre, pre-ventivare, pre-parare...: di tutto ciò che
presuppone un
"dopo", e "davanti" avanza e dà direttive... Al posto
della "concordia" indifferenziata dell'affiatamento, compaiono in primo
piano, diversificati e distinti, i FATTI dinamici e le COSE statiche,
le situazioni circostanti e i "misteri" da interpretare. Gli individui
qui si rapportano gli uni agli altri non più nella loro
soggettività, ma in incontri precisi e fattuali: in una
variabile reciprocità di
intersezioni
basate sull'oggetto
e/o sull'interesse del momento, in quanto parte delle situazioni, NON
delle personali preferenze. Il complesso anale destinato al biologico
sistema del rinnovamento vitale ed alle ESCREZIONI porta anche ad
integrarvi emozioni e concetti e prestazioni: ne risulta quindi il
complesso di tutto quanto sta "dopo", "sotto", "dietro", "nascosto",
"contraddittorio", "dubbio": eventualmente da "scoprire" e/o da
"sciogliere" ma con diffidenza invece dell'imparare con gioiosa
curiosità. E' qui allora che si entra in pieno in quel principio
di realtà descritto da Freud nella Metapsicologia
che
non tenta più il soddisfacimento tramite scorciatoie e forme
sostitutive, ma a seconda delle condizioni date dalla realtà,
anche se questa si può presentare come sgradita.
Escrezione
significa espulsione: dal precisare e scegliere ne deriva di
conseguenza tutta l'organizzazione dello SCARTARE, del perdere, del
NEGARE e rifiutare.
Ma non si tratta solo di "togliere" e non solo per questa via di rifiuto: ogni cosa del mondo, può essere cambiata, migliorata, ripulita o addirittura purificata;un nuovo capitolo "energetico" come una specie di premio viene aggiunto all'esistenza ed al suo impatto con il mondo esterno: ogni contraddizione, ogni ANTITESI tra tensioni emozionali differenti non comporta più gli angoscianti dilemmi della deleteria CON-FUSIONE, e neanche soltanto restituisce in continuo ogni cosa ... purificata, ma si realizza in incrementi sempre meglio utilizzabili della tensione energetica interiore, fino a giungere agli impensabili potenziamenti dati da quella resilienza che NON conduce certamente alla restaurazione dello stato iniziale, ma ad un superiore e più EVOLUTO livello di maturazione. Ogni
progetto nasconde uno scarto.
Anzi,
meglio, non lo nasconde: più semplicemente esso, posto di fronte
al giudizio dell'utile e del pratico, non appartiene più a
ciò che è, gli è negata la possibilità di
esistere in quanto scarto, rifiuto della progettualità umana. Se
infatti ogni progetto racchiude in sé l'idea di un
prodotto finito, vi sarà a sua volta presente uno scarto, di
più o meno ampie dimensioni, da eliminare, o quantomeno rendere
inoffensivo, da poter insomma essere relegato in questa dimensione di
non-essere.
Questo concetto può senza dubbio essere applicato ad ogni nostra azione quotidiana, dallo spegnere una sigaretta al gettare i fogli inutili ammucchiati sulla scrivania, così come può essere (ed è) applicato alla costruzione, al rinnovo, al mantenimento della società umana. Ma, perché possa esistere un progetto, e quindi anche il suo scarto, devono essere presenti due condizioni necessarie e sufficienti. La prima, che risponde in toto alla modernità in continuo movimento, è quella che ogni cosa del mondo, e quindi esso stesso, possa essere cambiata, migliorata, ripulita o addirittura purificata. La seconda, riguardante lo scarto, è l'idea che se qualcosa va cambiato, una parte di quello che c'era prima, e non andava bene, dopo non ci sarà più. Nota : tutto [questo] paragrafo è una rielaborazione con numerose citazioni del pensiero di Zygmunt Barman, espresso nel suo libro Vite di Scarto edito da Editori Laterza, (Da L'utile e il delittuoso - Stefanino - 26-11-2005)
Da
completarsi con questa successiva testimonianza - presente anche in un
altro contesto, nel file Le
faccende domesiche. Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro
-
di come si possa
essere feriti
senza essere toccati:
Credo per un desiderio naturale di testimonianza, di chi, passato il guado, volge la testa indietro e con più serenità guarda il proprio passato rimesso in ordine senza acredine come un dato ormai acquisito, una storia che diventa Storia con la maiuscola e quindi merita, forse, di essere raccontata. E allora mi sono immaginato il primo giorno che ho messo piede nel suo studio come se, inconsapevolmente, mi fossi presentato con un vestito a brandelli. Un vestito che non mi andava di buttare né di cambiare con uno nuovo di zecca. E così poco per volta, minuto dopo minuto, giorno dopo giorno è stato come iniziare a riconoscerne i frammenti e cucirli poco alla volta insieme. Come un sarto attento e puntiglioso ridare dignità a quel vestito che, bello o brutto, era il mio vestito. Con il suo aiuto e con molta fatica in questi anni ha ripreso una forma e solo una volta completata l‚opera potrò riporlo nel mio armadio a memoria futura. Quelle cuciture sono le cicatrici di un chirurgo, segni indelebili che ricordano un passato a brandelli ma nello stesso tempo testimonianze di ciò che sono stato. Ogni cucitura racconta uno strappo, ogni strappo una ferita mai risanata e rimasta per anni a sanguinare nel profondo. Ora è un po' come se lo vedessi quel vestito con tutte quelle cuciture e se per magia, anche se per un solo secondo, quelle cuciture sparissero lo rivedrei così com'era, ma sarebbe già qualcos'altro: io ero in quei brandelli, io sono oggi quel vestito un po' martoriato e niente potrà cambiare questa Storia. Io sono la testimonianza di come si possa essere feriti senza essere toccati. Un torrente in piena. |
|
| In
ogni caso - materiale e/o energetico
- l'incremento
non può comunque certo procedere uguale e senza soste. Ogni
eccessivo aumento di potenziale può andare in... corto circuito,
ed in ogni caso la durataintrinseca della
vitalità non può venir pro-crastinata all'infinito ma ha
un suo preciso limite. In Al di là del
principio del piacere
del 1920 Freud cominciò a
rendere così "conoscibile" anche il concetto di MORTE
(e sottinteso anche di UCCIDERE) In Al di
là del principio del piacere si apre una nuova
fase della ricerca di Freud che modificherà in modo sostanziale
la sua precedente teoria delle pulsioni e del soggetto, fino
all'ipotesi che il conflitto psichico sia determinato dalla tensione
originaria tra i due principi opposti di Eros e Thanatos. Si
inaugura così un'indagine che attraverso l'individuazione del
concetto fondamentale di coazione
a ripetere
giunge a far balenare l'idea che fra le pulsioni ve ne siano alcune la
cui meta
non è l'arricchimento
della vita, ma il raggiungimento della morte. Ma questo concetto di morte indirizza pure sul suo contrario: è - tranquillamente non spregiativamente - "morto" tutto ciò che NON è vivo. Ed è così che al posto dell'acquisire, dopo le "assimilazioni" compaioni gli "accomodamenti": compare il FARE accompagnato da tutto il campo dell'artificiale. Il normale andamento di questo complesso è diretto verso l'esterno? Ma cos'è questo esterno, se non un campo d'azione in cui si libera l'interno per migliorarlo e purificarlo valendosi di ogni via riguardante azioni direzionate, e più precisamente di un "fare" che modifica lo spazio circostante? Il lavorìo interno al corpo giorno per giorno conduce allo scarto ed all'eliminazione dell'inutilizzabile e soprattutto delle componenti "morte", utilizzando una serie di SCELTE cellulari minuziosissime; e così pure minzioso può divenire lo scegliere sublimato, che però può espandersi nei quasi infiniti campi di azione e realizzazione presenti davanti a chi ha potuto approfittare delle acquisizioni e capacità di acquisizione di un complesso orale ottimale - pregresso o restituito al suo ottimale divenire. E di qui tipiche sublimazioni si aprono - e richiudono - su fatti; così come su "fatti" biologici anche su azioni e imprese: verso vie "esternalizzate" anche molto lontane, anche simboliche o metaforiche. Ah. Anche tu sei stitico? chiede nell'ultima vignetta Enrico la talpa...
Infatti se si sostituiscono nuove prospettive cariche di aspettative deluse, di impaziente "non-sazietà" a tutta la gamma delle insoddisfazioni al "mi piace" del complesso orale, alla sua pienezza dell'esistere, al condensato semplificato di energie del "simbolo" ed alle varie sazietà fondanti: le vane "speranze" - anche qui un "plurale" che immeschinisce il significato del termine - si trascinano dietro restringimenti e sempre più insoddisfacienti chiusure. Ecco come la conoscenza viene "digerita" solo come univoca antitesi e contraddizione; ecco come può venir trasformato in una specie di statico simbolico idolo il termine "razionalità" - che dalla sua derivazione latina indicherebbe invece banalmente uno strumento di misure lineari - e quel che è peggio non può che venir denigrato un presunto suo opposto: chiamando irrazionalità quello che invece sarebbe il grande mondo delle EMOZIONI, parte inscindibile e fondante della vita stessa. Ecco come ricompaiono grezzi e compatti eterocliti analoghi di "orale" e "anale": entrambi messi quasi in caricatura nel "simbolo" e nel suo contrapposto il "diavolo": vie di semplificazione delle diversità e mutevolezze, vie di uniformità e restringimento e quindi di non accettazione: Sym-bolon vuol dire "mettere insieme" e dia-bolon significa "dividere": il simbolo è il contrario del diavolo. Il diavolo, avversario dei santi e terrore dei credenti, deve il proprio nome al verbo diabàllein = dividere: la sua forza si esplica nella discordia, nel rancore, nella separazione di intenti. Come la pagana Eris, dea della discordia, poggia il suo potere sulla capacità di allontanare, opporre, scontrare animi anche affini, accecati dalla superbia o rosi dall'invidia. La solitudine morale e materiale degli uomini li rende tradizionalmente vittime della sua azione discorsiva e contrappositoria. Il simbolo, al contrario, indica l'unione, il riconoscimento e l'affiliazione di entità diverse in un'unica linea guida; in nome di uno stesso credo, si smussano divergenze e si appianano contrasti.Riassumendo: come per il complesso precedente le - peraltro enormi - potenzialità offerte dalla piena espressione di questo potrebbero venir introdotte come CONTROLLO consapevole delle forze della serie veramente distruttiva. La presa di coscienza dei "limiti", della "finitezza" e "isolamento", ovviamente con i loro correlati - normali - di paura e smarrimento dovrebbero venir preposti alla effettiva capacità, preparazione, attenzione e conoscenza dei RISCHI esterni e di conseguenza delle risorse attivabili traendole sia dalla conscia ragionevolezza che dal non intralciare l'immediato attuarsi di un minacciato ISTINTO DI CONSERVAZIONE. Già di per sé questo "complesso", questo insieme armonizzante di molteplici analoghi fattori, avvia cioè e comunque verso difficili orizzonti (vedi in Freud a cominciare da Al di là del principio di piacere l'antagonismo tra libido e istinto di morte); ma sicuramente NON può andare a buon fine se lo si pone come unica prospettiva di vita, se lo si presenta come "iniziale". Senza essersi "nutrito" dei valori caldi del complesso precedente, senza poggiarsi sul suo solido basamento istintuale, tutto tende a stravolgersi: l'impotente inibizione controllo, una pseudo-logica miope e a senso unico si spaccia per pensiero e assenatezza; nozionismi vuoti di contenuti si sostituiscono - e se ne vantano - alla conoscenza. Quando non ha potuto seguire - anzi si direbbe: "conseguire" - il precedente e attingerne affinandone le potenzialità vitali una caricatura statica, una brutta copia ristretta e restrittiva ne prende il posto e maschera la precedente ampiezza e vitalità. Falsa, nascosta e malefica riempie l'atmosfera di fredde e rigide settorializazioni: la concordia vi si coarta in ristretti gruppi di "noi", che - molto indulgenti ma ferocemente possessivi fra di loro - scacciano qualsiasi altro come intruso se non nemico; l'istintiva capacità di lungimiranza si trasforma in esagerate precauzioni; un'estensione astratta dell'originaria tendenza "orale" a "raccogliere" ed "accogliere" si deteriora in avarizia e possessività, in avidità e invidia. Il complesso anale del fare, del distinguere, dell'aggressività, se si apre senza il supporto energetico di un complesso orale ben vissuto, tende cioé NON a sviluppare le proprie intrinseche potenzialità, ma solo a trasformarne ogni elemento in strumento di con-trapposizione. Se interviene a bloccare una "diffusione" imprecisa non lo fa solo per evitarne all'occorrenza la trasformazione in pura "con-fusione": lo fa in modo limitante, o - quel che è peggio - si arrocca ovunque trasformandosi staticamente in quanto avrebbe dovuto pre-cederlo. Diviene allora un paradossale e falso complesso orale - vedi Margherita dolcevita - nascosto e malevolo in cui sostituisce i "con-" del complesso orale "naturale" con altri suoi "con-" invece minacciosamente aggressivi: "contrapposizione", competizione, ed anche co-operazione ma all'interno di un noi persecutorio e escludente ecc.. Presentandosi come "complesso basilare" e disprezzando o ignorando gli apporti della fase precedente, espande non soltanto i propri aspetti inquinanti, ma in generale celebra il trionfo di ogni modalità invasivamente "distruttiva" ben descritta in termini di una sua precisa attuazione pratica nel libro e film Gomorra. Indirizzata esplicitamente a pulire sè sporcando altrove l'espressione del "complesso anale" si manifesta come vera "violenza" che prosegue un suo lineare percorso: si alimenta impoverendo i territori altrui; proteggere sé - o a crede di proteggersi - violando l'altrui benessere; garantisce la propria salvaguardia liberandosi senza remore e senza tregua anche degli ex-affiliati, degli ex-compartecipi se non rifiutando persino gli impulsi del "proprio" Istinto di conservazione. |
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Completate al meglio durezze e
antitesi, esperienza perplessa dei fatti e delle cose, scelte
e controllo: ecco il senso dell'IO, ecco la
soluzione dell'Enigma della
Sfinge,
l'identità di ciascuno
conservata attraverso e malgrado età e cambiamenti anche fisici;
ed ecco la possibilità di raggiungere
l'accettazione
dei
limiti,
inquietudine e noia, tentativi e errori e smarrimento... Purtroppo invece ben sovente in assenza di valide "radici", di "fertile terreno" il complesso orale cerca di riattivarsi in un surrogato confuso, in un instabile "complesso genitale" senza radici e senza tronco che - come i fiori recisi - ha saltato tutte le tappe intermedie. Acquisizioni e consapevolezza, arricchimenti emozionali e solidi sentimenti, apprendimento e conoscenza assimilata...: mettendo anche a rischio tutto il futuro, quanto vera e terribile può manifestarsi questa inconsistenza non di termini ma di vicende esistenziali! Infatti solo un complesso di Edipo realmente completato a partire da basi istintuali sorrette da consolidamenti regolari può lasciar spazio e sviluppo progressivi non solo alla pienezza e all'intreccio dei sentimenti condivisibili e varianti, ma anche alla gioia - trasformativa - del conoscere assimilante e chiarificante secondo i concetti di assimilazione e accomodamento di Jean Piaget. Ben tre regolari complessi sono infatti necessari per giungere alla genuina possibilità di apertura verso la conoscenza da cui trarre sempre nuovi EVOLUTIVI coni di espansione: estesi, vari, diversificati e intersecantesi in collegamenti a loro volta aperti ed evolutivi, come le fronde di un albero vigoroso. Ed ecco che allora può spalancarsi un nuovo "orbitale" di esistenza al di là ormai delle piccole, infantili, soggettive e familistiche prime tre fasi: importantissimo al riguardo è il paragrafo #prima_e_dopo del file/capitolo introduttivo Prefazione, introduzione e indici illustrati. E queste successive fasi quando possono attuarsi davvero entrano pure in un TEMPO non fatto di singoli episodi statici, senza un "prima" e senza un "dopo" ma quasi all'improvviso si spalancano in una dimensione più progredita: vi ricompaiono i "con-", le "fusioni" ora precisati in com-partecipi sentimenti e vi ricompaiono i "pre" e i "pro" nel senso di prospettive, di previsioni, e quindi di conseguenze e responsabilità. Il "puramente personale" può ricomparire ma "non campato per aria", non più in forma ristretta, "avviluppante", mentre i "simboli" - come in primo luogo quelli di "madre", di "padre", di "fugli/e" - possono finalmente sia sciogliersi nelle individualità personalizzate, sia valorizzarsi come "centri di energie" - spirituali, artistiche ecc. Senza nulla perdere di intensità i loro concreti contenuti si rivelano di volta in volta: senza annullarsi, ma in vista di un loro ricomporsi dinamico adeguato e tempestivo in un rinnovarsi e "purificarsi" che in fondo rivaluta addirittura il "solve at coagula" degli... alchimisti! Sym-bolon
vuol dire "mettere insieme": il simbolo indica l'unione, il
riconoscimento e l'affiliazione di entità diverse in un'unica
linea guida; in nome di uno stesso credo, si smussano divergenze e si
appianano contrasti.
Per tornare allo "sviluppo infantile" al di qua dei concetti generali, circa nel quarto anno di vita lo sviluppo normale può - o disgraziatamente solo "potrebbe" - raggiungere questo culmine di un'esperienza straordinaria: il bambino per quanto piccolo ha qui la possibilità di provare profondissimi, intensissimi sentimenti tipici non di un piccolo mondo infantile ma del grande mondo adulto. Anzi, se tutta questa fase gli si svolge nel modo più favorevole, ha persino la possibilità di condividere questi profondi - ma allo stesso tempo CONSAPEVOLI sentimenti - con gli adulti per lui più significativi. L'"infante" che faticava ad esprimersi ora non solo "parla" ma consapevolmente vuole dare un nome appropriato a quanto lo circonda: nel campo "umano" il suo interesse gli fa riconoscere i rappori di parentela, i concetti di amicizia e di funzione e quindi l'andamento variegato dell'intersecarsi dei rapporti inerpersonali; mentre nello stesso tempo in modo paradigmatico la nuova consapevolezza di sé come unità esistenziale gli fa riconoscere - persino! - nei genitori le "persone" al di là dei simboli e dei ruoli: caratteristica di questo complesso è l'uso del loro nome proprio al posto dei termini simbolici e/o di ruolo "mamma" e "papà". Da un complesso di Edipo realmente completato si possono quindi sviluppare prima di tutto una vera disponibilità ad ogni vero "amore" e ad una personalizzata "umanità", ma anche le migliori prospettive di solidali, libere, promettenti aperture nei riguardi di ogni capacità di conoscenza e di duttile accettazione di ogni evenienza, compresa la "calda", fisiologica, ampliante gelosia - che non ha nulla a che fare con l'invidia: fredda, unilaterale, escludente e sempre patologica. E tutto questo non appartiene soltanto ad un episodio statico dell'esistenza: il bambino della fase edipica può comprendere e riconoscere in profondità attraverso il suo stesso personale coinvolgimento quanto ciascuno sia da prendere in considerazione come individuo, persona per persona e non più come "funzione" e "ruolo" e/o come categoria di età; può acquisire la sensibilità di rendersi conto di quali siano i sentimenti di ciascuno, e in questo profondo ancorchè brevissimo periodo - nel bambino normale ha una durata di circa sei mesi-un anno - può dare uno sguardo sui "prossimamente" di quei potenti sentimenti che stanno anche alla base della vera creatività. Se nella realtà troppo spesso questo sconvolgente periodo viene ignorato o frainteso, tutto questo insieme romanzesco di affetti, amori, gelosie, creatività... e... normalissimi capricci non deve assolutamente venir confuso con le aspirazioni rabbiose a pseudo-superiorità, con le false copiature - "identificazioni" - di immaginati "perfetti" adulti, o perfetti "se stessi". Molte critiche astiose e denigrarorie ebbe a subire Freud per queste descrizioni, da molti autori e pubblico considerate fasulle. E in realtà purtroppo fasulle lo sono davvero per moltissimi individui e popoli: per tutti coloro che non hanno mai raggiunto nel corso di esistenze impoverite i momenti e le emozioni Edipiche. Come per i complessi precedenti una preparazione carente, situazioni personali e ambientali sfavorenti trasformano i "valori" di questa fondante tappa in forme spurie e caricaturali. Ma quanti sono i popoli che hanno attraversato un'infanzia piena solo di sentimenti di abbandono, di privazione, di non riconoscimenti, di invidie e inferiorità! Quanti individui e gruppi non possono neppur lontanamente immaginare l'esistenza di questo altro universo di pieni, caldi, potenti affetti e passioni! E così, fin dall'infanzia più tenera invece di aver imparato a condividere sensibilità e partecipazioni, quanto il rancore più o meno consapevole per le mancanze sofferte può tradursi in nocività e volute "cattiverie"! Quanto una non riconosciuta nostalgia si traduce in furiosi tentativi e rabbiosi sforzi verso future compensazioni! Quanto l'affetto si corrompe in possessività costrittiva! Quanto invidia e misconoscimenti possono protrarre per generazioni e generazioni l'idea dell'infanzia considerata soltanto come un fastidioso fardello! La metafora dell'albero rimanda a una rappresentazione concreta, molto materialmente vistosa delle tappe basilari di ogni esistenza: per chi invece ne preferisce una più rarefatta e solo simbolica si può usare l'azzeccato titolo e le infelici vicende dei protagonisti di un libro - e presto film - di grande successo La solitudine dei numeri primi, i quali, isolati fra di loro e dal resto, possono ritrovarsi e perdersi in modo improduttivo, racchiusi in se stessi, incapaci di creative o almeno cooperative espansioni esterne, sempre separati fra loro e anche da se stessi da almeno un interposto "numero pari": ma questo accade quando sia stato disatteso o tranciato l'inizio della "numerazione" cioè i primi tre "numeri primi". In questa metafora le triangolazioni degli iniziali TRE complessi vanno a formare le fondamnta di esistenze non chiuse su se stesse: o se si vuole visualizzre il concetto con un'altra metafora più materiale - architettonica - si può immaginare come, dandosi sostegno a vicenda, il numero "uno" con il numero "due" si uniscono a reggere la "chiave di volta" formata dall numero "tre". Fuor di metafora la coppia dei genitori e il figlio/a a loro volta nelle loro molteplici possibili triangolazioni sono i rappresentanti - ripeto: i RAPPRESENTANTI non solo i "simboli" - dei tre iniziali e basilari complessi e successivamente, in una fase più avanzata e aperta dello sviluppo, delle personificazioni di idee astratte e di "energie" indicate con gli Archetipi:
Complesso di castrazione Omar
- il galletto - continua a tenerci
variamente al corrente delle sue smagliature nella sua carriera di
gallo sveglia, ottenendo anche l’aiuto non richiesto di altri
personaggiNel corso dell'esistenza i "complessi" continuano via via a ripresentare ed evolvere le loro acquisizioni, alternando aspetti "quieti", intimi, centripeti ad aspetti esterni, "espulsivi", allargati. Il passaggio dalle egocentriche sensazioni e emozioni agli affetti e sentimenti rappresenta il compimento della fase tenera, amorevole, premurosa, familiare del complesso di Edipo, ma da questo - "intradosso" - nodo ormai "sciolto" prende inizio davvero un imprevedibile corso sempre più centrifugo - "estradosso" - esterno e progressivo. Il quieto "orale" e il movimentato "anale" sono talmente differenti da venir concepiti soltanto separatamente, ma questa alternanza, questi due momenti possono invece venir considerati come parti integranti di quel globale "complesso genitale" che segna il passaggio dalla biologia alla sociologia, a fondamento di ogni nuova possibilità e relazione. Dall'Enigma della Sfinge riassumibile in: io chi sono? al, anche se pericoloso, so di non sapere di Socrate si evolve la voglia e la capacità di cercar di conoscere, di imparare, di "andare avanti", di mettersi alla prova, di "inventare" ostacoli "contro" cui cimentarsi, limiti da superare, difficoltà da sciogliere; e si evolvono - ormai fuori dai biologici "richiami del cucciolo" - capacità e facoltà e linguaggio con cui poter ... "impartire ordini" mirati a uno scopo condiviso scelto volta per volta - come nelle vignette "svegliare la fattoria". Ma il fare proprio indica la via per davvero comprendere e valutare il fare altrui, ed esser capaci davvero di vagliare e scegliere l'"ubbidire" o il rifiutare. Soltanto così quindi senza rinnegare la propria inesperienza, piccolezza e vulnerabilità, paura e smarrimento e sconfitte ciascuno può giungere a evitare del tutto di farsi sommegere nelle generazioni ingoiate o nell'Obbedienza all'autorità: non come nelle teorizzazioni di Melanie Klein quando l'accettazione supina e riconoscente dell'obbedienza nella "posizione depressiva" costituisce la pseudo-guarigione dal confuso smarimento spersonalizzato della fase "schizo-paranoide"; né tanto meno come quando - durante il fisiologico "periodo di latenza" - gravi patologie psichiatriche incombenti si mascherano dentro il rifugio apparente e provvisorio di una super-diligenza scolastica. ![]() Chiavi di volta e arcate: un grande ponte sfida lo spazio e i millenni Architrave
o Chiave di Volta
(architettura)
Copertura curva, con
superficie interna
concava Si dicono intradosso ed estradosso
rispettivamente la parte interna e la parte esterna della volta; il
piano d'imposta è il piano sul quale poggia la volta, mentre la
chiave è l'elemento che la chiude alla sommità, con la
funzione di garantire la stabilità alla struttura. La
classificazione delle volte si basa sulle diverse forme dell'intradosso.
Un'altra citazione
evidenzia
l'aspetto ottimistico dei passaggi dalle fasi "quiete", "interiori" a
quelle "aperte", "variabili": come da feto a neonato, da orale a anale,
da Edipo a... scampata "castrazione", da "sorprendenti" a "sorpresi"...:
il
ciclo si riapre quando
ritorna al "sorprendente" protagonismo dell'essere
amati.
Sorpresa
fa rima
con avventura. Una storia avventurosa è una storia di sorprese.
L’avventura è un’altra dimensione originaria di ciò che
siamo. Siamo “venuti” “al” mondo (ad-venuti). E cerchiamo, aspettiamo,
desideriamo eventi che ci sorprendano in continuazione. Questa spinta
che ci porta, sorpresi, nell’avventura dell’essere, colmandoci il
cuore, – vero motore del nostro viaggio – potrebbe anche essere
l’amore, di cui tanto si parla. (citazione dalla newsmail 26-01-09 di Eugenio
Guarini)
![]() E-ducare viene direttamente dal latino ex-ducere=trar fuori e non certo indica sinonimi di "togliere", ma invece e non solo in un passato da denigrare o fra popoli esotici mutilazioni - vedi le mutilazioni genitali femminili - e castrazione potevano e possono venir eseguite come aberrante normalità. E' notorio come fino a non molti anni fa - ne sono sopravvissuti alcuni fino agli anni 1960 - si castrassero bambini molto intonati per mantenerne la "voce bianca" e così ottenere i soprani "speciali" i cui successi canori venivano esaltati fin in modi "isterici" e esagerati come, anche se un poco fantasiosamente, descrive il film Farinelli (Carlo Broschi, detto Farinelli 1705 - 1782 ).
...un'idea
di
bellezza canora durata oltre
tre Secoli dalla seconda metà del Cinquecento , inizio della
Controriforma, agli inizi
del Novecento
quando Alessandro Moreschi -
the "last
castrato " come lo battezzarono
i pioneristici discografici inglesi venuti a registrarne la voce - era
ancora attivo nella Cappella Sistina. Non fu veramente
l'ultimo,
abbiamo
testimonianze di anziani evirati vivi fino ai Sessanta,
ma dal
1903 un motu proprio Vaticano decise che non si potevano più
accogliere bambini castrati per addestrarli alla professione di
cantante. (Vedi Sandro
Cappelletto: Una voce pochissimo
fa (di soprato e
baritono)
La Stampa giovedì 6 gennaio 2005 pag 25 Cultura
e
spettacoli Vedi anche Il
castrato di Simone
Bartolini).
Vedi
anche le vicende storiche e le
loro
interpretazioni letterarie e filmografiche
riguardanti Carlo
Broschi detto "Farinelli"Sembrano
abberrazioni assurde di tempi - non poi tanto - reemoti: però
anche di peggio può accadere a un ignaro bambino con
l'approvazione dei familiari e della "medicina ufficiale" in tempi
recenti e in un ambito che si proclama
altamente "civile", dando luogo a una storia ancora più
raccapricciante nella sua
"banalità" di
situazione inizialmente "privata": tanto più che questa mutilazione
è stata sbandierata quasi strumento sperimentale per dimostrare
un - creduto! - e
ampiamente ufficialmente grande successo del COMPORTAMENTISMO
face="Garamond">: A macabre
tale of medical
arrogance... = Arroganza medica: una macabra favola...
Infatti questo
"caso" in apparenza "privato" ed in
realtà di "cavia sperimentale" - vedine
la descrizione in: The
True
Story of JOHN -> JOAN The Rolling Stone, December 11,
1997.
Pages 54-97) o in As
Nature Made Him:The Boy Who Was Raised As a Girl,
autore: John
Colapinto - doveva diventare la dimostrazione
delle
potenzialità e efficacia di una teoria i cui concetti base si
restringono in meccanici "stimoli-risposte",
spersonalizzanti e "castranti",
esemplificandone impostazione e principi
che giungono
senza remore fino al negare le
differenze
non solo individuali ma
addirittura di sesso.
Alfred AdlerIn
senso letterale Alfred
Adler non era un "allievo" di Freud ma suo
contemporaneo e
polemico seguace: era infatti un "medico generico" con una propria
esperienza personale e professionale ben differenti da quelle
scientifiche e di condizione sociale del "caposcuola". In fondo lo si
può però considerare un altro "Maestro",
un altro dei capiscuola secondari della psicanalisi: con l'introdurre
il concetto di complesso di
inferiorità ha descritto e chiarito in modo appassionato un
modo di essere sociologicamente
importantissimo per la sua enorme
diffusione
e conseguenze.
I "ricchi e colti" pazienti di Freud potevano soffrire di nevrosi anche molto gravi, ma in modo ben differente dalle sofferenze dei "poveri" e "semplici" pazienti di Adler. Adler contestava accanitamente la stessa esistenza del "complesso di Edipo" perché dalle proprie osservazioni notava in chi lo circondava quanto la percezione di se stessi fosse quasi soltanto improntata alla sensazione continua di "mancanza", di difettosità, di incompletezza, e di conseguente necessità di confronto con gli altri. Ecco il Complesso di Inferiorità di cui tanto si parla, ben spiegato nella pagina segnalata dal link che inizia: Possiamo già renderci conto che i bambini trattati dalla natura come da una matrigna sono inclini ad assumere verso la vita e gli uomini un atteggiamento diverso da coloro ai quali sono state elargite fin da principio le gioie dell'esistenza.E difatti come può considerarsi "completo" chi è stato DEPRIVATO della specificità e VALORI dello sviluppo infantile? Come può vivere intensivamente una propria esistenza consapevole e in continui sviluppi - dall'inizio alla maturità se non alla vecchiaia - chi non ha MAI potuto conoscere gli assoluti VALORI specifici propri dell'avvicendarsi delle fasi di sviluppo? Come può incentivare, coltivare e conservare curiosità, aperture, capacità di "partecipazione", come può vivere in un tempo "interessante" fatto di momenti "completi", di esperienza riccamente vissuta chi, non da "bambino", ma da piccolo moccioso - con tutto il bagaglio spregiativo che la "piccolezza" e la necessità di accudiemento comportano - è stato considerato soltanto un ingombro, una "bocca da sfamare" o comunque un adulto difettoso? Come può non confrontarsi continuamente con i "più" e con i "meno" chi è cresciuto - solo "cresciuto" non "sviluppato" - attraversando non fasi di sviluppo ma solo quel penoso tempo di attesa in cui era un piccolo, debole, SCOMODO adulto "sbagliato"? Ero
troppo piccolo
per poter rispondere in modo adeguato ai soprusi di un adulto. Non
c'è
scampo quando si è palesemente piccoli. Ecco
qui che mi
sarebbe servito rivolgermi verso i miei "pari" invece è come se
da
sempre avessi voluto vedere solo il mondo adulto come interlocutore.
... I miei alleati
sarebbero
stati i miei pari e con loro sarei diventato adulto invece
li ho
sempre snobbati e adesso ne pago le conseguenze.
Adler, Adler
il medico generico di povera gente, e Adler il bambino rachitico che
era
stato, conosceva di
persona lo squallore delle periferie urbane reso ancor più
squallido dal terribile dopoguerra del 1918: ma sarebbe del tutto
fuorviante
pensare
che possano essere soltanto la POVERTA' economica o la mancanza di
cultura a privare un'imponente maggioranza di bambini della loro VERA
infanzia, a privarli dell'esperienza esaltante e profondamente
maturante del VERO "complesso di Edipo". In tutte le classi sociali creature
corte e
chiassose,
"piccoli
esseri incompleti" possono venir soltanto contrapposti ai "grandi", ai
"cresciuti" e solo devastanti incesti e non emozioni evolutive possono
farli partecipare al mondo di sensazioni e istinti dei falsi
adulti: come
loro questi "non-bambini" non
conoscono e neanche immaginano
possano esistere veri
"adulti" (... Ripeness
is all) e possa
accadere un fenomeno grandioso come il - vero - fondante e liberante
"complesso di Edipo": un "assaggio" di grandioso vero
innamoramento
a liberazione da una unilaterale prospettiva - mortificante se non
mortifera - proposta dal complesso anale. In altri termini: dopo il
complesso anale che poteva offrire agli "inferiori" almeno il "fare"
come scopo dell'esistere ma comunque verso una vita piatta, verso una strada
grigia, usuale,
indifferente, inessenziale, scipita…, il complesso di Edipo come
ogni
innamoramento - e, come su di un piano più impreciso, lo era
stato il complesso orale - è premessa di una vera e profonda e vitale
espressione di
Sé:...
Non fu più possibile accostare l’esistente senza cercare
quella stessa eccitazione, quello stesso stordimento, quello stesso
battere in testa. Non sarebbe stata vita vera se non arrivava alla
stessa intensità. Razionalmente è un pensiero folle.
Tutti concordano che non si può vivere ogni giorno da
innamorato, appassionato, ispirato, rapito dalla grazia dell’incanto…
Ecco, fu proprio di scegliere quel pensiero folle come vera
razionalità, che devo aver deciso in qualche svolta
lontana dell’esistenza. Non chiedetemi come si fa a diventare
miliardari: non ne so niente. Ma se mi fate parlare sull’essere
innamorati della vita, se mi fate raccontare le storie
dell’incontenibile
gioia di essere al mondo, se m’invitate a cantare la
follia di chi non può accettare niente meno che l’impossibile…
ecco qui ci vado a nozze. Questa è la mia musica.
Yin e Yang Nei fondamenti della religione
e filosofia cinese si trova una classificazione
molto
autorevole - però da noi soltanto intuita in modo implicito e
non
definito - che va considerata alla base di ogni
conoscenza e attività non solo umana. In ogni aspetto e
modalità
dell'esistere DUE dinamiche
e intersambievoli VIE
BASILARI si
alternano e si intersecano in ogni momento: l'una come lo Yin,
interiore, quieta, espansa, materiale, statica...; l'altra, come lo Yang,
collegata con l'esterno e con l'energia: movimentata, diretta,
tesa. A loro volta nel loro
subentrare l'una
all'altra, spostano e
valorizzano scambievolmente nelle due direzioni - come nelle linee
inferiori e superiori degli esagrammi dell' I Ching
- situazioni, energie
e fatti interiori con energie e
fatti attinenti al mondo esterno - e viceversa.La prima via offre la capacità centripeta di godere - secondo l'ormai classica definizione di Freud principio di piacere - o almeno di provare sensazioni, e di conservare e preservare; la seconda - rivolta verso l'esterno - di indirizzare, di padroneggiare, di controllare, di cambiare, ma anche di distinguere, separare, e pertanto anche CHIARIRE e precisare: in attinenza al principio di realtà di Freud. E così, se il complesso orale e il complesso di Edipo appartengono agli aspetti Yin dell'esistenza, ad entrambi debbono seguire - anzi "conseguire" - i loro opposti e simmetrici aspetti Yang: i valori ben sistematizzati del complesso anale possono cioè rinforzare quelli del complesso orale; ma così pure per completare la sessualità creativa e trionfante del complesso di Edipo deve presentarsi un processo di espansione mirata, di apertura al di fuori della famiglia e degli affetti acquisiti: nel complesso di castrazione alla partecipazione al piccolo e statico mondo familiare deve subentrate l'incerta, timorosa se non dubbiosa consapevolezza della fragilità della propria presenza attiva in un mondo vasto, agitato, anche minaccioso. Non più unilaterale come il complesso anale, ma anzi in balìa di un mondo esterno imprevedibile si presenta questo secondo complesso centrato sulla sfera genitale, quel complesso che Freud, con una illuminata intuizione, ha riassunto nei termini di complesso di castrazione. Un pro-cedere curioso e cauto, fiero e umiliabile, differenziante e "sospettoso" dà il via ad un processo unitario e insieme correlato da fattori intersecati e imprevedibili, vastissimo e variegato che si completerà con passaggi analoghi nel grandioso, delicato e pericoloso, capitolo dell'ADOLESCENZA. Si tratta di un insieme di passaggi ben difficili da sintetizzare in poche parole poiché davvero - come i frutti e semi dell'albero - possono espandersi ed esprimersi in numerosissime imprevedibili vie nuove, a loro volta estemamente produttive oppure tarpanti e distruttive come ... d'altra parte anche l'albero stesso che può finire nelle mani di un falegname - e divenire mobilia oppure... Pinocchio, se non trasformarsi in legna da ardere. La nascita ed il complesso di Edipo introducono il nuovo essere in una NUOVA forma di esistenza - nuova, precaria e delicata, ma stabilizzante - in quanto collegata alla sicurezza della presenza della FAMIGLIA; invece in primo luogo entrambi questi successivi movimentati e centrifughi complessi decretano l'allontanamento dall'originaria - sicura o pericolosa - famiglia verso spazi da scoprire in via individuale tramite i propri innati talenti, da collegare con scelte o decisioni che si presenterebbero come velleitarie e non come volontarie quando non siano basate su ben valutate circostanze esterne. Come il complesso anale, centrato in modo apodittico sulla negazione, anche questa appendice attiva del complesso di Edipo sancisce una privazione e un'anticipazione di futuri - e pertanto forse irrealizabili - sbocchi: entrambi preannunciano aperture esterne proprie della vita adulta - lavoro per il complesso anale, formazione di una propria famiglia: nell'infanzia e fanciullezza queste mete compaiono all'orizzonte ben prima della loro possibilità fisiologicamente attuativa, ben a rischio non solo teorico ed emotivo di conflitti perdenti contro forze ben più potenti e organizzate delle proprie capacità e competenze; ben a rischio anche per la propria sicumera, spavalderia e inesperienza ed anche per vittorie intempestive e precoci. Ora non si tratta più soltanto dello sdipanato o dis-teso filo ben avvoltodello s-viluppo: solo una graduale regolarità di emersione dal viluppo può permettere con efficacia di usufruire delle proprie potenziali possibilità, di valorizzare innate peculiari capacità, consentire di formare cioè - in adeguati con-testi umani allargati - fitti tessuti di solida cooperazione, collaborazione, partecipazione mediante basi di "saggezza", e "individuazione", esportabili in sempre rinnovabile, infinitamente ampliabile e trasmissibile e creativa CULTURA. E' così che acquista significato l'idea di veri insegnamento e apprendimento assimilato; qui davvero l'istruzione non si rattrappisce in mero nozionismo come "accrescimento cumulativo", ma diviene stimolo non soltanto di aperture di conoscenza ma di proposte continuative foriere di autentiche trasformazioni: tali da attuare in vere ri-nascite una instancabile ri-costruzione creativa, rinnovabile di momento in momento. Ma se le "radici" di ogni sviluppo esistenziale come troppo spesso accade, sono state strappate, marcite o seccate gli "attivi" complesso anale e complesso di castrazione proseguono lo stesso in un preordinato corso: ma già danneggiati in partenza sulla scia dei naufragi delle fasi precedenti si muovono con modalità paradossali come "compensazioni" di queste. Senza basi portanti nel corso di tutta la vita non possono cioè che cercare sbocchi difettivi e scompigliati in una confusione disorganizzata, priva di segnali di età o di situazione: come in un contesto scolastico di allievi "copiatori" destinati prima o poi ad essere bocciati dall'esistenza anche se promossi fortunosamente dalla scuola. ![]() L'infanzia
non esiste. Esiste lo sviluppo e lo sviluppo è cambiamento
liberatorio
Ma è possibile recuperare i
disastri? E' possibiile sciogliere i nodi, le "brutte
pieghe"
di queste mal impostate esistenze? dipanare in modo scorrevole le loro
potenzialità?
Come conclusione di questo file/capitolo riporto paragrafi e soprattutto rivelazioni di prima mano già presenti in altri file/capitoli. Ogni terapia, per non essere
solo una
compensazione di sintomi, o un fattore di cronicizzazione deve tendere
alla piena restitutio
ad integrum: ecco
perché può esistere una prospettiva finale di
guarigione anche
per ogni patologia mentale.
A proposito di psicoterapia/e si parla tanto di "analisi finita o
infinita"� ma anche anche in questa sotto-specialità della
medicina bisogna tendere ad ottenere una cura che possa dirsi sul serio
"finita".
Lo è
quando memoria, presente e possibilità slatentizzate si
riallineano in un tutto finalmente armonizzato; quando la persona
è giunta davvero alla sua età non anagrafica ma veramente
ESPERIENZIALE; quando
forma, attitudini, energie, consapevolezze, emozioni ed istinti si sono
resi finalmente disponibili.Per
concretizzare con documentazioni di PRIMA MANO, copio anche tali e
quali i paragrafi conclusivi e fondanti riguardanti la CONSAPEVOLEZZA anzi conclusivi
e fondanti
di tutto questo lavoro.
Ho spesso sognato qualcosa che mi spaventava a tal punto da obbligarmi a svegliarmi di soprassalto urlando come per difesa rispetto a quell'incubo ma il più delle volte era paura ma non capivo di cosa, intuivo solamente. Quante volte ho poi creduto che quegli incubi notturni mi riportassero al periodo dell'ospedale. Era stata mia madre stessa a raccontarmi più e più volte quell'episodio, quasi cercando di giustificarsi, o forse mi viene da pensare oggi, per farmi credere che tutto avesse avuto quel momento come principio e che se non ci fosse stato quella brutta esperienza la mia sarebbe stata un'infanzia felice. ... L'episodio dell'ospedale sembrava superato eppure quegl'incubi continuavano, fino a quando non ho guardato in faccia ciò che mi faceva veramente paura. Mi sento un pò un sopravvissuto e come loro ho la stessa sensazione che pochi crederebbero a ciò che ho appena scritto. La scorsa notte ne ho fatto un'altro: ho avuto nuovamente quella sensazione che mi portava a svegliarmi ma questa volta il sogno è continuato perché evidentemente la paura non era così forte. Non poteva nuocermi come nell'altro sogno perché era come se l'avessi immobilizzata, murata. Quasi non ci credo se penso a quanto tempo ci è voluto perché questa storia venisse fuori. Lo sapevo certo ma un conto è saperlo un conto è sentirla la paura. |
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SINGOLI episodi traumatici o tutta una situazione AMBIENTALE di vero e continuativo PERICOLO? Traumi fisici - percosse, abusi di ogni genere mal-trattamento... - ma quanti anni vissuti nel terrore può trascinarsi dietro anche solo un semplice incrociare di sguardi malevoli? Con che pazienza e cautela per non arrecare successive ferite è necessario procedere per ricostruire in moltissimi pazienti un solido tessuto di esistenza in una vera restitutio ad integrum; ridar a ciascuno la possibilità di ritrovarsi e ripercorrere uno sviluppo che sarebbe stato il loro NORMALE al posto di quello che era un percorso ad ostacoli continuamente minato, un labirinto senza uscita, con un unico obiettivo: la sopravvivenza.restitutio ad integrum. SINGOLI episodi traumatici o tutta una situazione AMBIENTALE di vero e continuativo PERICOLO? Traumi fisici - percosse, abusi di ogni genere mal-trattamento... - ma quanti anni vissuti nel terrore può trascinarsi dietro anche solo un semplice incrociare di sguardi malevoli? Con che pazienza e cautela per non arrecare successive ferite è necessario procedere per ricostruire in moltissimi pazienti un solido tessuto di esistenza "vera", ridar a ciascuno la possibilità di ritrovarsi e ripercorrere uno sviluppo che sarebbe stato il loro NORMALE al posto di quello che era un percorso ad ostacoli continuamente minato, un labirinto senza uscita, con un unico obiettivo: la sopravvivenza. Momenti - belli o brutti, di espansione gioiosa o di fatti traumatizzanti - nel corso degli anni, nel percorso delle "fasi di sviluppo"? Ricordi "rimossi", come pure interpretazioni riduttive, episodiche, sensazionalistiche del proprio passato...? Quanto tutto questo può trasformare il completamento dello sviluppo in un "labirinto senza uscita" e ingarbugliare invece di liberare e dipanare? E allora adesso è un pò come se avessi mentito a me stesso e avessi perso anche tanto tempo. Questo mi duole di più. Mai avrei immaginato, se non lo avessi provato sulla mia stessa pelle, quanto importante è il ruolo di chi si impegna a diventare genitore, quanto può essere distruttivo per un figlio, (anche senza arrivare all'estremo ultimo dell'infanticidio), se lo sviluppo diventa un percorso ad ostacoli continuamente minato, un labirinto senza uscita, con un unico obiettivo: la sopravvivenza. Aggiungo sinteticamente che il sogno dell'altra sera sembra avere prodotto qualcosa. Ho l'impressione che quella figura ormai fossilizzata di mia madre abbia un significato più ampio. Mi sembra che si stia verificando una storicizzazione della mia vicenda personale, come se la stessi riconducendo da un piano solo ed esclusivamente personale ad uno collettivo (o generale). Me ne sono accorto guardando stasera un pezzo di uno spettacolo di Paolini sul romanzo di Rigoni Stern: "Il sergente nella neve". Era Storia. Non c'entravano più mio nonno, mio padre, i loro ricordi, le montagne, Il Veneto eccetera.Ma si può andar ancor oltre la possibilità di un semplice completamento della propria esistenza come ottimale prospettiva di psico-sociale restitutio ad integrum: al di là di ogni difficoltà, blocco, trauma, sofferenza e compensazione patologica una "speciale" esperienza come questa totalmente vissuta può aprire orizzonti impensati di resilienti maggiorate e valorizzate conoscenza, consapevolezza e... "sapienza", mentre finalmente torna a scorrere nel tempo il proprio Vissuto in armonia con il corpo. Come spiegava il testo del Torrente in piena, testo di una mail che è un vero brano da antologia. Vi si descrive un - anzi IL - fenomeno che dovrebbe comparire una prima volta verso i due anni di età, ma poi espandersi in un suo grandioso sbocco nell'ADOLESCENZA. Analisi "finita o infinita"? E' soltanto possibile un aggiungimento graduale e fisiologico del proprio "vissuto in armonia con il corpo" oppure questo è il de-finito traguardo di una "analisi" che abbia raggiunto il suo scopo? Ad ogni modo non è tassativo che avvenga in date precise di sviluppo questo PASSAGGIO OBBLIGATO di introduzione ad una VITA VERA e non "ai bordi", non circoscritta ad un ristretto incomunicante, puerile "se stessi": in ogni momento successivo chi l'abbia perso a suo tempo può - e grandiosamente! - recuperarlo. |
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Infanzia
dell'Homo sapiens Agli
albori della
nostra storia, i bambini non esistevano. O meglio, non esisteva
l'infanzia, che sarebbe un'invenzione relativamente recente, al massimo
di due milione un milione e mezzo di anni fa. Lo sostiene un
gruppo di ricerca internazionale guidato da Jean-Jacques
Hublin e dal Max-Planck-Institut di antropologia
evolutiva di
Lipsia, sulla base di uno studio
effettuato sui crani dei nostri antenati. I suoi risultati sono stati
pubblicati sulla rivista Nature. L'uomo è l'unico tra i primati
ad
avere un'infanzia così prolungata: a nascere tanto immaturo e a
poter godere di un così lungo periodo durante il quale crescere
e imparare. Ma fino a oggi non era stato ancora chiarito a quando
risalisse questo privilegio. Per scoprirlo, Hublin
e
colleghi hanno analizzato il cranio del cosiddetto bambino di
Mojokerto, un fossile di Homo erectus rinvenuto a Giava e risalente a
circa 1,8 milioni di anni fa. Gli antropologi hanno poi confrontato le
tomografie computerizzate di questo con quelle di altri crani, di
bambini moderni e di piccoli di scimpanzé. I risultati hanno
mostrato che il bambino di Mojokerto, che al momento della morte aveva
un anno, possedeva già tre quarti (tra il 75% e l'80%)
della capacità cranica di un Homo erectus adulto. Al contrario
sappiamo che il cervello di un bambino di Homo sapiens all'età
di un anno deve fare ancora molta strada prima di poter essere
paragonabile a quello di un adulto della stessa specie. Anzi, come
scrive su Nature Hublin un'importante
caratteristica dello sviluppo umano è proprio la persistenza di
schemi fetali di crescita del cervello anche dopo la nascita. Per questo, secondo i
ricercatori,
l'infanzia deve essere nata dopo l'Homo erectus e non è mai
stata presente nelle specie antichi progenitrici dell'uomo.
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Così i bambini, privati di esperienze vere, elaborano fantasticherie a vuoto e compensazioni fasulle che ne bloccano o deformano lo sviluppo riducendoli ad adulti immaturi incompleti o sbagliati e incidendo anche sulle generazioni a venire. |
| Non
pensiamo
infatti che una maggior collettiva
agiatezza e acculturazione - o pseudo-tale: vedi Né
leggere né scrivere
-
porti di sicuro a
cambiamenti in meglio, né quindi che si sia in una
fase
storica di sicuro progresso.
Ci troviamo (e forse persino in crescendo e con un crescendo
di danni) ancor sempre circondati da un'enorme
maggioranza di
adulti
incompleti e di cattivi
genitori:
ma non dimentichiamo le possibilità invece esistenti come
quelle
descritte da Erik
Erikson, da Maria
Montessori, da Emmi
Pikler
e... da tantissimi altri, ad esempio come era (o lo è ancora
e per quanto?) la scuola
materna di Correggio (..una città che
accredita
ai bambini potenzialità e creatività,
riconoscendoli soggetti
di diritti e portatori di proprie culture e
autonomie,
crea premesse fondamentali per una più alta condizione di ... Loris
Malaguzzi)
Il
nuovo metodo
(ideato da
Loris
Malaguzzi) si basa invece sulla
convinzione
che i bambini piccoli possano già imparare
a ragionare. Li si
incoraggia
così a osservare la
realtà (l'acqua, il sole o le ombre) e
a ragionare su quel che vedono. Facendo questo gioco i bambini imparano
a costruire le proprie
idee partendo
dai fatti.
Imparano a guardare la
realtà. Imparano a usare la mente come strumento.
Centro
Internazionale della cultura e
della creatività dei bambini e delle bambine
Noi,
più che trasmetttere conoscenza, favoriamo l'autoapprendimento
di bambini lasciati liberi di re-interpretare il mondo. Le parole
più pronunciate sono partecipare
e relazionarsi
20.000
visitatori: in tredici
anni sono stati accolti a Reggio 150
gruppi-studio provenienti dall'Italia e da più di 90 Paesi del
mondo per studiare il Reggio approach la
via emiliana all'educazione: cifre
destinate ad aumentre basti
pensare che abbiamo una lista d'attesa lunga due-tre anni.
Maestre
giapponesi:
Crescermo all'emilana i bambini di Tokyo, insegnateci il vostro modello. Reggio children: la società a capitale pubblico-privato che dal 1994 promuove l'esperienza accumulata negli istituti cittadini sin dagli anni Sessanta. Definito
da Newsweek
del
dicembre 1991 il miglior asilo di tutto il mondo Dal
28 agosto 2003 al 22 settembre: Iride, il canale satellitare del
festival
nazionale dell'Unita', ha ospitato ogni giorno i programmi di Atlantide.tv,
in particolare il 29 agosto 2003 è andata in onda alle ore 19:10
una
puntata con un documentario sull'asilo Diana di Reggio Emilia. Signori
bambini su Diario anno
IX n.7 da venerdì 20 febbraio 2004 a giovedì 26
febbaio: Assunta
Sarlo, inviata in un bel posto, è andata negli
asili di
Reggio Emilia, i più belli del mondo, per vedere "l'effetto che
fa" la riforma Moratti.
![]() ![]() L'Asilo
Diana di Reggio Emilia Arriva
dalla
Scandinavia la storia dell'asilo migliore del mondo. Si tratta della
prima
puntata di una serie di 4 documentari realizzati da Carlo
Barsotti
per
la televisione svedese - e finora mai trasmessi in Italia - sul
progetto
educativo realizzato da Malaguzzi nelle scuole per l'infanzia del
capoluogo
emiliano, e preso ad esempio dai pedagogisti di tutto il mondo. E' lo
stesso
Malaguzzi a spiegare in una lunga intervista la sua rivoluzione
pedagogica,
che punta a stimolare la creatività e il senso critico dei
bambini,
incoraggiandoli a sperimentare e indagare. Senza dare loro risposte, ma
aiutandoli a costruire un loro criterio di indagine che li porta a
seguire
un percorso a volte esilarante - come, ad esempio, quando scoprono che
"tutto ha un'ombra tranne le formiche" - ma soprattutto ad imparare a
pensare.
Un metodo adottato oggi da tutti gli asili svedesi, e seguito con
interesse
in molti altri paesi come Giappone, Canada e Stati Uniti.
La scienza e l'immaginazione? 14a. Gioco e serietà? Assieme a questi Buoni Maestri "moderni" ecco una "antica" favoletta di Esopo/Fedro XIV. De lusu et severitate Puerorum in turba quidam ludentem Atticus Aesopum nucibus cum vidisset, restitit, et quasi delirum risit. Quod sensit simul derisor potius quam deridendus senex, arcum retensum posuit in media via: "Heus" inquit "sapiens, expedi quid fecerim." Concurrit populus. Ille se torquet diu, nec quaestionis positae causam intellegit. Novissime succumbit. Tum victor sophus: "Cito rumpes arcum, semper si tensum habueris; at si laxaris, cum voles erit utilis." Sic lusus animo debent aliquando dari, ad cogitandum melior ut redeat tibi. |
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O come la famosa scuola di Summerhill - ora fortunatamente riaperta come si proponeva Ada Marchesini Gobetti con i suoi libri "per bambini" e ancor più con il suo "amatissimo" Giornale dei Genitori |
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![]() ![]() E di Ada Gobetti vedi pure le allegre avventure del galletto uscito dal "tredicesimo uovo": libero, originale, ingenuamente spiritoso, tranquillamente diverso dagli altri nella Storia del gallo Sebastiano (che si può ancora trovare nelle edizioni ![]() Ma questa libertà e allegria sono da accostare all'appassionata e passimistica denuncia, all'ironia dolce e feroce del romanzo di Stefano Benni, pur in apparenza ancor più fiabesco di altri suoi romanzi di fantapolitica: Baol. Una tranquilla notte di regime. L'ancor più amara Margherita Dolcevita - Editore: Feltrinelli: - che, da un racconto in apparenza intimistico con una bambina protagonista, giunge alla tristissima e feroce rappresentazione di una società in evoluzione verso una terribile distruttività |
Segnalazioni varie (ottimistiche) sottotitolato
anche in italiano)
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| Questo piccolo cartone animato, disegnato con tratti delicati e molto espressivi racconta un NORMALISSIMO CAPRICCIO, di una NORMALISSIMA bambina, nel suo NORMALE inizio, decorso e "lieto fine": in un così breve tempo, in meno di cinque minuti, e con così pochi tratti lo si rappresenta e rende partecipi tutti in modo istruttivo ma anche estremamente piacevole e graditissimo persino a bambini molto piccoli. ![]() per acquistare SIENTJE Netherlands Institute for Animationfilm (NIAF) St.Josephstraat 135 - 5017 GG Tilburg - Netherlands Tel.: +31-13-5324070 Fax: +31-13-5800057 Email: niaf@niaf.nl Banca destinataria: RABOBANK NEDERLAND Rabobank 181277263 NL 69 RABO 0181277263 - Tilburg Swiftcode: rabo nl 2UmIBAN no.: NL 69 RABO 0181277263 Tilburg |
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Eppure, entrare nel tempo misconosciuto dei mutamenti non è poi tanto difficile. Basta essere presenti con simpatia, collaborare con rispetto partecipare con curiosità e piacere. prendere finalmente sul serio l'evoluzione dei bambini. E riattivare, intanto, anche la propria |
Ed
ecco
che
allora anche |
|
gli danno parole che non conosceva, gli mettono in fuga i mostri più cupi, rispondono quiete a mille perché. Leggi ogni giorno con il l tuo bambino. Digli così quanto bene gli vuoi, fagli un regalo che dura per sempre.
![]() Roma,
22
ott. (Adnkronos Salute) - ...
Sono le
indicazioni del libro 'Il
bambino il
pediatra lo sport', primo volume della collana
monografica,
diretta da Gian Luigi Marseglia, della Società italiana di
pediatria (Sip).... 2) Vietato proiettare sui figli le personali
ambizioni e forzarli sulla scelta di una disciplina. 3) I piccoli
devono avvicinarsi all'attività sportiva come un gioco....5)
Solo verso i 12 anni la maggior parte dei bambini è in grado di
capire pienamente i complessi meccanismi dell'attività sportiva
e ha raggiunto, sul piano fisico e psicologico, la maturità
necessaria per iniziare un'attività agonistica adeguata,
comunque, alla sua età ...8) Non è necessaria
un'attività fisica intensa per ottenere grandi benefici per
l'organismo. Possono essere sufficienti, come indica il ministero della
Salute, 15- 20 minuti al giorno di un'attività vigorosa tipo
corsa o un'altro sport aerobico.
Ali per Giocare Calendario Eventi
Nel Congresso
Internazionale dei Ludobus, svoltosi a Weimar (Germania) nell'ottobre
del
2000, è stata
proposto la candidatura
di Torino per l'anno 2005,
ad ospitare il 35°
Congresso
Internazionale, candidatura
approvata dall'organismo internazionale. Time TO
Play, (questo è il titolo dell'iniziativa)
rappresenta
un'occasione unica per la nostra città, di accogliere
esperienze
e realtà nazionali e internazionali, legate al variegato
mondo
del
gioco e dell'educazione. Il
tema scelto per accompagnare
la riflessione è quello del tempo
che
scandisce
e qualifica non solo il gioco in senso lato ma anche l'esperienza di
vita
di ogni persona. Il
filo conduttore dell'iniziativa,
è far convivere in una grande manifestazione educativa, servizi,
progetti e interventi che in questi anni hanno caratterizzato
le politiche
educative rivolte all'infanzia, le quali saranno coinvolte su tutti gli
aspetti di riflessione, che riguardano il gioco nel termine più
ampio possibile. L'esperienza dei ludobus diventa un'occasione di
incontro,
la Città di Torino, una grande piazza educativa per
confrontarsi
e innovarsi.
Informazioni:
Via Fiesole, 15/A , 10151 Torino Telefono:
+39.011.443.94.00
Fax: +39.011.443.94.10 |
Link interni ed esterni collegati all'argomentoE' molto
importante
il file/capitolo Consapevolezza
e memoria:
impostazione sintetica e globale del principio filosofico a cui si
attiene tutto questo lavoro tanto più se collegato ai
file/capitoli: Un
brutto sogno. Una bambina e un'incubatrice: esperienza dalla nascita.
e al documento da cui ha preso origine: Documento
sogno Quasi
in
contrapposizione ne è il file/capitolo derivato dalla
sgradevole polemica espressa nella Lettera
aperta e
tempo di mutamenti: IMBROGLIO E'
IL CONTRARIO DI SVILUPPO. Da: 'La violenza contro il bambino' a 'Tempo
di mutamenti' e 'La meglio gioventù' Per
chiarire
meglio l'impostazione metodologica polemica e
normativa il file Opinioni,
fatti, accuse ora è sdoppiato nei due file - italiano e
inglese - Opinion,
fact, complaint
In particolare per quanto riguarda i bambini:
Ma non sottovalutate le "fatiche" e le difficoltà e gli impegni degli adulti l'infanzia
dalla parte degli adulti...
HOME
ITALIANA Prefazione,introduzione e indici illustrati Dopo la pubblicazione del libro aggiornamenti sono già iniziati e molti altri ne verrano fatti e segnalati di volta in volta nel nuovo file Aggiornamenti e novità / Novelties on the site: anche se si consiglia di considerare ancora con attenzione le più importanti passate modifiche. domande, proposte, critiche? ed anche all'indice delle pagine in inglese English
mirror ... Dagli adulti di oggi agli adulti di domani... Libri: introduzione, spiegazioni, commenti, aggiornamenti Recensione Cosa
ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della
libertà L'importanza
di non interferire nella libertà di movimento dei bambini fin
dal
primo anno di vita.Le
illustrazioni
dei bimbi sono state tratte dal libro
di Emmi
Pikler- Illustratrice Klàra Pap Per una lettura
in italiano
più estesa
ed aggiornata vedi: Emmi Pikler Datemi
tempo ed. Red/Redazionale,
ora
però
esaurito... (Vedi
anche Videos
produced by the Pikler-Loczy Emmi
Pikler Institute) (La principale bibliografia
è comunque in tedesco).
Per trovare/ordinare copie di questa edizione: ![]() |