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L'IMPORTANZA DEI RICORDI, DELLE EMOZIONI E DELLE IDEE SUL FUTURO- SONO IO...) |
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#aggiornamenti, #denuncia, #speranza, #Citazioni_di_speranza_Eugenio_Guarini, Aggiornamenti e segnalazioni:Questo sito e i libri che ne derivano NON sono di INFORMAZIONE, ma si costituiscono come una specie di ENCICLOPEDIE TEMATICHE, in cui vengono presentati e discussi vari argomenti da leggersi e soprattutto da CONSULTARE di volta in volta.A seguito di difficoltà lamentate e relative richieste, l'architettura stessa del
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Citazioni di denunciaCitazioni dal Guestbook di GiulemanidaibambiniI bambini - il NOSTRO FUTURO - Non etichettare tuo figlio. Parlagli! ...prima vengono 'messi a disagio', poi vengono chiamati gli esperti per toglierli dal disagio... Maurizio scrive: Abbiamo tardato sin troppo nel tentare di contrastare scientificamente e professionalmente la tendenza a considerare sindromi, comportamenti, atteggiamenti di bambini, adolescenti ed adulti come il risultato (solo e solamente) di cause genetiche, organiche od ereditarie; la conseguenza è che la strapotenza delle industrie farmaceutiche ha supportato ricerche, pseudoricerche, "similricerche" che portano in un'unica direzione: quello dell'uso e dell'abuso di psicofarmaci in ogni situazione. La verità (che ho trovato molto opportunamente riportata nel vostro materiale) è che non esiste alcun riscontro serio, continuato e trasversale né alle ipotesi eziopatogenetiche che supportano tale ricorso ai farmaci, né all'utilità generale dell'suo di tali sostanze. Non risulta l'esistenza di ricerche sui loro danni collaterali a medio e lungo termine. Per non parlare del fatto che il ricorso ai farmaci impedisce o rende inutile di fatto il coinvolgimento dei genitori e delle famiglie nel tentare di modificare i comportamenti oggetto di tali attenzioni.e - così scrivono le "Scuole Genitori": è ancora più importante aiutare i loro genitori, che sono spesso persi a correre dietro alla vita, e tendono a trovare soluzioni "magiche" ai propri problemi o difficoltà, anche se si tratta dei loro figli.
ed invece Spesso le diagnosi, accompagnate da lunghe previsioni prognostiche, diventano delle vere e proprie profezie che si autodeterminano. |
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Citazioni di speranza: Eugenio Guarini Sono io:
Guarini
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Ho cominciato a scrivere
tardi. La
grammatica e la sintassi c'erano, più o meno. E il vocabolario
era
quello della scuola. Ho cominciato ascrivere quando la gente va in
pensione.
Ma non mi andava di scrivere le mie memorie. Ho cominciato a scrivere
dimenticandomi
della mia professoressa di lettere, che era molto brava e piuttosto
fiscale.
Mi sono dimenticata di lei, senza odio. Ho cominciato a scrivere per il
piacere di battere le lettere sulla tastiera del computer. Nella mia
testa
era come suonare. Suonare il piano. Un pianoforte a coda è
sempre
stato il mio sogno, anche se non so leggere la musica.
Ho cominciato a scrivere e una corda della mia anima vibrava. Come entrare in risonanza. Ho capito che scrivere faceva parte di me. Tutti pensano. Anch'io penso molto. Ma scrivere il proprio pensiero - in senso lato - è una cosa che ti fa pensare in maniera diversa, speciale. Non credere che sia nata scrittrice. Che abbia qualche strategia di scrittura, in maniera da risultare esperta in qualche genere, o qualche topos, come si dice? Io scrivo di getto, ma nel momento in cui scrivo sono lucidissima. E nello stesso tempo, portata da un'ebbrezza che potrei chiamare ispirazione - se conoscessi tutta la letteratura in proposito e fossi sicura di non sbavare… Il vero problema era
diventare abbastanza
veloce con le dita sulla tastiera, in maniera da inseguire il flusso -
perché la mia testa non esita a sparare immagini considerazioni
osservazioni e ragionamenti… a getto continuo. Mi sono data il permesso di scrivere tutto quello che veniva e sono capace di mettere nero su bianco che "questo bitorzolo mi sembrava un coglione affettato da una lametta da barba su una palla di gelato", se mi viene così, semplicemente perché mi si è formata quell'immagine in testa. Io penso che in questo
modo sono
in contatto con quello che sento e non mi sottometto a nessun
protocollo
accreditato. Tanto scrivo per me. Nossignore, io scrivo per me, perché m'interessa entrare in contatto con quella che sono e che sento di essere. E non ne posso più di essere così scema da fare le cose come gli altri si aspettano che sian fatte. Insomma, era un bell'esercizio di emancipazione. Non faccio per dire, e non davo noia a nessuno. Tenevo le mie cose segrete. Un po' per volta ho
capito che stavo
scrivendo la mia storia. Non soltanto il mio passato, che rivisitavo e
redimevo di volta in volta da quel senso di pesantezza che avevo
provato
per lungo tempo, o dai sensi di colpa, o dalla vergogna, perché
- devo esser sincera - ho fatto un sacco di cazzate. Le redimevo,
sì,
è la parola giusta. Ogni volta che riscrivevo le cose del
passato,
quegli eventi scabrosi, santo cielo, succedeva qualcosa. Spuntava dal
loro
groviglio inconsulto, piuttosto necrofilo, un filo rosso che li
rimetteva
in pista, come se si fosse trattato di episodi significativi, insomma,
luoghi della mia vita in cui avevo imparato qualcosa che solo ora si
poteva
vendere. Era fantastico. Non solo il mio passato, dicevo. No, a forza di scrivere io mi rendevo conto che stavo scrivendo la mia storia presente e gli occhi si spostavano verso il futuro: quella storia mia che sto costruendo - non certo con la sola scrittura, ma anche mediante la scrittura. Perché mi rendevo conto che io volevo avere una storia. E poi mi rendevo conto che io avevo una storia. E che questa storia era l'espressione progressiva - una sorta di epifania - dell'impronta della mia anima. E mentre la scrivevo la desideravo e il desiderio si radicava dentro la mia carne e mi accompagnava per tutto il tempo in cui non scrivevo sulla tastiera, ma scrivevo sulla buccia del mondo, negli eventi del tempo. Solo Dio aveva il diritto di vedere quello che scrivevo. Ma perché il Dio a cui facevo riferimento era diventato - anche grazie alla scrittura - il Dio che preferiva che confessassi quel che sentivo e pensavo davvero piuttosto che una prosa obbediente ai dieci comandamenti. Scrivendo si acquista coraggio fino al punto di rimodellare l'immagine di Dio! Adesso vi
meraviglierò -
lo so. Per concludere, che dire? Se tu sei uno o una che sente nostalgia di una storia, se vuoi avere una tua storia, se vuoi vivere la tua storia, beh, io ti suggerirei questo, se non mi prendi per matta: scrivila. |
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Consapevolezza e memoria 'Cosa ho in comune io con gli schiavi?' Piero, Ada e la scuola della libertà Che
cos’è
il ‘lavoro emozionale’? Le faccende domestiche. Ergonomi e
psicologia di un VERO lavoro. ...dagli adulti di oggi agli adulti di domani..., Dalla famiglia preistorica alla famiglia utopistica da confrontare con: Basta un poco di zucchero e la pillola va giù... TOTEM
AND TABOO
REVISITED: awful and fertile rise of new superstitions Opinioni, fatti, accuse
/ Opinion, fact, complaint
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