Questo
sito e i libri
che ne derivano NON sono di INFORMAZIONE, ma si costituiscono come una
specie di ENCICLOPEDIETEMATICHE, in cui vengono presentati e
discussi vari argomenti
da leggersi e soprattutto da CONSULTAREdi
volta in volta.
A seguito di difficoltà lamentate e relative richieste, l'architettura stessa del
sito è stata modificata in funzione di un più agevole
orientamento: sdoppiato,
il file di prefazione e illustrazione degli indici prende ora un nuovo
nome - Prefazione,introduzione
e indici illustrati - che riinvia a
un differente URL
mentre diventa iniziale e
fondamentale
un file
semplificato dove a prima vista compaioni i links indirizzanti
sui capitoli interni.
Dopo
la pubblicazione del libro aggiornamenti
sono già iniziati
e molti altri ne verrano fatti e segnalati di
volta in volta nel nuovo file Aggiornamenti e
novità / Novelties on the site: anche se si consiglia di considerare
ancora
con
attenzione le più importanti passate modifiche.
Il sito
verrà di
continuo aggiornato:
occorre di tempo in tempo ridargli un’occhiata ed eventualmente
proporre considerazioni,
critiche o informazioni che saranno molto gradite.
Bambini di IERI = adulti di oggi.
Adulti di oggi
-> adulti di DOMANI ... http://www.thrivingandhome.com
...: thriving...
and home...=
crescere
bene e
casa.
(Per le spiegazioni di questi termini inglesi vedi:
Per rendere più diffusi alcuni importanti
concetti - NON
pratici e tanto meno normativi, ma
culturali
e scientifici - questo sito Web e
i libri che successivamente ne derivano prendono spunto dalla
presentazione di due volumi - LE FACCENDE
DOMESTICHE.
Ergonomia
e psicologia di un VERO lavoro e Infanzia:
tempo di mutamenti - collegati ad un altro libro, ora
esaurito
ma ristampato privatamente in traduzione italiana: - Emmi Pikler Per
una crescita libera.
In tutti e tre si parla, in termini di estrema
CONCRETEZZA, di casa come
abitazione ma anche come luogo e occorrenza di peculiare
organizzazione e modalità di lavoro; vi si
insiste sul concetto di sviluppi:
non secondo il fallace termine "crescita" ma in quanto fasi di
differenziazione.
Questa quarta
dimensione
nel TEMPO
non può venir descritta solo fermandosi ad uno sviluppo
individuale: in questi studi si allude
pure alle conseguenze successive
dello sviluppo personale, che
a sua volta diviene così causa del modo di
assecondare
(o danneggiare) gli sviluppi altrui.
L'inglese HOME è
un
termine quasi
internazionale per significare la casa nel senso
di dimora,
di focolare
domestico, mentre thriving
significa non solo chi
prospera,
ma anche indica una maturazione ottimale, vale a
dire
- secondo il Webster Dictionary
- il meglio di un progredire versoo realizzare
un obiettivo....
Il
traguardo a cui deve tendere questo svilupparsi prosperando
(thriving)
è la pienezza della vera maturità,
concetto che nel
termine
inglese ripeness
compare vistosamente disegnato già
nell'apertura
del sito con la famosa frase shakespeariana ripeness
is all (Re
Lear Atto V scena II).
E così, se l' insistere di
termini
indicanti la progressione del tempo - IERI - oggi -
oggi
- DOMANI
- invita a considerarne il DIVENIRE dinamico,
la "freccia" puntata "contro" gli adulti di domani - Adulti di oggi ->
adulti di DOMANI
- avverte
però,
senza lasciar dubbi, che vi sono in gioco cause e conseguenze,
e
quindi responsabilità se
non magari anche possibili colpe(da
cui poi circoli viziosi di possibili vendette o di
possibili
magari autoaggravantesi e progredienti danni).
Vedi anche nei files/capitoli strattamente collegati con
questo:
Già da questo titolo si riconosce l'indirizzo
teorico, si sottolinea il concetto di un'evoluzione
differenziante verso
un'ideale
piena, vera, multipotente maturità. Ma deve venir meglio
spiegato comequesta serie di passaggi dovrebbe avvenire
attraverso percorsi rigorosamente
al plurale, da dipanarsi secondo un loro preciso
calendario: un calendario
che non deve venir
intralciato
pena un suo aggrovigliarsi nella formazione di adulti "difettosi" o
addirittura
"malati". Perfino con la rappresentazione grafica del succedersi
delle varie età
- come nella testata iniziale e nelle illustrazioni nella pagina ... dagli adulti di oggi
agli
adulti
di domani - ed evidenziato nel titolare i capitoli dei
libri Infanzia:
tempo di mutamenti e LE
FACCENDE DOMESTICHE. Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro
continuamente vi viene
sottolineato che
questo
traguardo dovrebbe attuarsi in una successione di com-plicati
processi al PLURALE, in un progredire graduale e DISCONTINUO
di sviluppi multipli e differenziati: definiti rispettivamente da
Erikson
come stadi
di sviluppo
o da Freud con il più famoso termine complessi,
(Segnalo qui che il termine freudiano "complesso" in fondo rispecchia,
giustamente e soltanto, un derivato del termine complicato, a
sua volta etimologicamente riconducibile a "raccolto in pieghe";
e segnalo pure come il termine "sviluppo" si trovi nel DIZIONARIO
DEI SINONIMI E DEI CONTRARI DELLA LINGUA ITALIANA del Tommaseo
solo come "contrario" sotto il
lemma
"imbroglio": vedi lemmi 2318-2324 e 2325-2327).
Ancor meglio della carta stampata, la forma telematica
in cui viene parzialmente riassunto questo lungo lavoro di ricerca,
ben può prestarsi non solo ad una presentazione
ampiamente disponibile di dati, ma può permettere anche un'agile
possibilità di riscontri, discussioni, partecipazioni e
approfondimenti.
Questa ricerca si occupa del fondamentale (fondamentale:
che pone le
fondamenta in senso reale e non solo come modo di dire) e vitale
argomento
dello SVILUPPO UMANO, ma non
può
certo fermarsi all'individuo avulso dal suo ambiente e dai suoi tempi,
nè
ignorare
che questo ambiente, anzi questi ambienti al massimo del plurale, sono
anch'essi in continuo cambiamento.
E non solo. Dalle normali fasi di
sviluppo si
"aprono" (il termine tecnico adottato da Freud è: sublimano)
tutte
le possibili attività e rapporti umani in evoluzioni che possono
essere - se favorite - sempre più ampie e positive, ma che - se
ostacolate - non solo tendono "privatamente" ad involversi ed
aggrovigliarsi,
coartate in stretti vicoli ciechi (magari "implosivi": vedi come
esempio
i "delitti in famiglia" ecc.), ma che, raggiunta una soglia
"collettiva"
tendono a dispiegarsi in processi nefasti che si espandono verso
circoli
viziosi sempre più efficacemente distruttivi, non solo di
aumento della frequenza delle patologie
personali
(nevrosi, psicosi, "stupidità"...)
ma di attuazione
di grandi tragedie pubbliche.
Peculiare cura di questo
sito
saranno quindi nel tempo
continuativi
rinnovamenti - magari! - stimolati da diretti commenti e
riscontri;
mentre una buona parte si presenta anche in inglese proprio per poterne
meglio sviluppare le possibilità di reciproco aggiornamento, per
poter raggiungere nello spazio e
fra
i diversi popoli più differenziate informazioni e riscontri e
avviare
così
auspicabilmente sempre più validi e reciproci allargamenti di
orizzonti.
L'ergonomia
è la scienza che studia i modi, i tempi e gli strumenti (dei
quali
in fondo fa parte l'essere umano e la sua psicologia) per rendere
ottimali
le condizioni del lavoro. Ma - dal momento che le basi dei normali
processi
che ritmano il procedere del "normale" sviluppo infantile si ritrovano
espresse quasi allo stato puro nei lavori
di casa - le faccende
domestiche possono venir a rappresentare dei prototipi, dei paradigmi
da cui traggano origine modalità inerenti a qualsiasi altro
lavoro, mestiere o professione.
il cosiddetto "peso della
vita quotidiana"[dà]
una grande capacità di organizzare e dirigere
afferma in
un'intervista
il regista iraniano Kiarostami.)
Comunque il lavoro
casalingo è pure
un'attività operativa a se stante, e l'organizzazione di un focolare
domestico è anche un'impresa socio-economica (di
recente
riconosciuta legalmente in Italia dal lato anti-infortunistico)
che, come ogni azienda, ha uno scopo produttivo: i prodotti
della casa
sono,
o dovrebbero essere, dal lato "conservativo" RIPOSO e sostegnoper
la famiglia tutta, ma dal lato "progressivo" cioè quando vi
siano FIGLI,
l'avvio di generazioni future. Adulti
di oggi -> adulti di DOMANI
...
qui sono in gioco cause e conseguenze, e quindi responsabilità
se non magari anche possibili colpe (da cui poi possibili
vendette
e circoli viziosi di "generazioni ingoiate": termine questo
proposto da E. Amado Lévy-Valensi in Le vie e i rischi
della
psicoanalisi)...: ma questo implica simmetricamente
che le
qualità
e i difetti di futuri uomini e donne corrono il rischio di riflettere
le
qualità e i difetti della casa dove sono stati prodotti, e
pertanto
che l'evoluzione di ciascuno può venir avvantaggiata o
danneggiata
dall'influenza degli sviluppi ottimali o difettosi dei "vertici
dell'impresa",
degli adulti da cui e con cui è stato allevato = ecco le
responsabilità
degli adulti di
oggi verso gli adulti di DOMANI.
Il sito contiene molti files
interconnessi
fra di loro allo scopo di meglio esemplificare, spostandosi dall'uno
all'altro,
argomenti correlati insieme; e così pure il libro che ne deriva,
pur nella sua inevitabile staticità, deve venir fruito
più come un'Enciclopedia da consultare che come un testo di
continuativa lettura e soprattutto va utilizzato al meglio come un
riferimento da cui spostarsi sul sito, sulle bibliografie e riferimenti
in continuo aggiornamento proposti dai links sottolineati.
Fra questi
files sono stati inseriti
capitoli dimostrativi del libro Infanzia
(vedine appunto l'Indice)
ma anche capitoli in italiano e in inglese collegati con citazioni
altrui;
ed in entrambe le versioni molti links interni conducono verso le
implicazioni della quarta dimensione: ai concetti di
consapevolezza derivata e integrata dall'esperienza vissuta, di memoria, di tempo
obliato e di tempo ritrovato -
argomento che si presta anche alla discussione delle vie di sviluppo
troncate
o danneggiate ed alle possibilità o meno di ripararne le
conseguenze. Ed invece volutamente non
è stato inserito
- se non come invito alla lettura - l'ultimo capitolo di LE
FACCENDE DOMESTICHE. Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro,
proprio quel capitolo che, nella sua decisa indicazione di prospettive
sul FUTURO, dà il titolo al sito: Bambini
di IERI = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di DOMANI
Autori
Questo, ormai lungo, percorso di approfondimento
della conoscenza si è valso ovviamente di "GUIDE" e non
solo di "osservazioni", ma per meglio render loro omaggio
in un file/capitolo (Basi teoriche...guide
...organizzazioni)
vengono segnalati in evidenza gli autori che più da vicino ne
riguardano i
contenuti. Nelle varie pagine si trovano molti links puntati
verso Autori, libri od altre indicazioni "esterne": spazianti da
scienziati
famosi come Claude
Bernard o Freud
a artisti come Saint
Exupéry, o Rodari,
o Goya,
Huxley
o persino Shakespeare
e Dante. Ma se
soltanto
in Basi teoriche... guide...
organizzazioni...
si nomina direttamente, o si allude per links all'opera di Erik
Erikson, questo non significa certo disinteresse per la
mia principale "guida": infatti, già prima di poter
disporre
di una sua traduzione in italiano, avevo cercato e trovato nella
sua opera convalide ben strutturate di una teorizzazione
organica
alle considerazioni che via via andavo facendo e che andavo e vado
esponendo
in molti miei lavori precedenti - come pure ora in questo sito/libro.
(Si
raccomanda
però vivamente di NON CONFONDERE Erik Erikson con il
quasi
omonimo e "collega" Milton
Erickson
perché le loro impostazioni, attività e teorie DIVERGONO
in modo radicale. Vedi Basi teoriche...)
Nel sito/libro vi è un file/capitolo (Dalla
famiglia preistorica alla famiglia utopistica) che non
è
soltanto un capitolo del libro Infanzia,
ma che ben prima
era stato un articolo pubblicato sul Giornale
dei Genitori: infatti fin dal 1961 per lunghi anni - anche
dopo la morte della fondatrice Ada
Gobetti (14 marzo 1968) - su questa pubblicazione avevo tenuto
rubriche continuative I problemi dei
piccolissimi (1961), I
piccolissimi
e noi (1963), Infanzia: un mestiere
difficilissimo (1967)
oltre
a risposte e articoli vari di consulenza e approfondimenti. E
così
pure avevo tenuto per anni, dal 1963 in poi, una rubrica coordinata e
continuativa
di articoli analoghi su Vita
dell'infanzia rivista dell'Ente Montessori.
Ed infine devo
pur citare, come esperienza essenziale nella mia formazione, la
partecipazione
allo studio della Psicoprofilassi
al Parto(vedi bibliografia
di Ruggero Cerutti) dalla tesi di laurea 1957 (!!!) a vari Congressi
successivi - come quello di Nizza nel 1987 in cui venne presentato come
Comunicazione il testo e il Documento
originale di Un brutto sogno: Una
bambina e un'incubatrice: esperienza dalla nascita).
Parallelamente alla collaborazione in sede medico-scientifica
alla Psicoprofilassi al parto ricevevo anche la proposta di una
collaborazione
continuativa (condotta poi per molti anni a partire dal 1965) su questi
argomenti con il gruppo del Centro
Nascita Montessori di Roma (ora: Associazione
Centro Nascita Montessori
Via
G.B. Benedetti 900197 Roma, tel. 06 8077050 - vedi più
esaurientemente
in Basi
teoriche...), attuata come consulenza e come partecipazione
congiunta a Congressi e pubblicazioni. (Una volta anche in
collaborazione
con il Comitato
Italiano per il Gioco Infantile, con il quale e per il
quale
ho pure per anni lavorato con interventi e pubblicazioni italiane e
internazionali,
anche congiuntamente con il Giornale dei Genitori.)
Ed infine segnalo all'interno del file/capitolo Consapevolezza
e memoria molte indicazioni e links - a cui
rimando
- su Organizzazioni
e Congressi
scientifici riguardanti
possibilità
di "consapevolezza" e memorizzazione delle esperienze natali e
pre-natali.
Somme guide e validi insegnanti
Comunque qui presento quelli che sono i miei
più validi insegnanti,
e le mie SOMME GUIDE
Infatti se potevo descrivere problemi
dei
piccolissimi, se studiavo esperienze di nascita, se scrivevo e
partecipavo
a Congressi sull'argomento era perché mie SOMME GUIDE
e
VALIDI INSEGNANTI erano proprio loro: i piccolissimi
stessi, erano i miei coetanei e i bambini più piccoli della mia
generazione come li conoscevo allora, erano i coetanei dei miei figli e
ora lo sono gli aggiornamenti attuali che ricevo dai coetanei delle mie
nipoti e dai loro amichetti più piccoli, e da tutti i "nuovi"
bambini
che posso continuare a conoscere... Erano i "bambini di ieri", erano e
sono i figli di molti di questi "bambini di ieri" e dell'"altro ieri"
ora
divenuti genitori se non nonni. Ecco quindi perché, in grande
evidenza
subito all'apertura del titolo,
rimando
al presente file di Presentazione
con la sfilata
delle
età
come bene augurante icona-link.
Preciso e ribadisco ancora e ancora
sottolineo che
le mie GUIDE erano e sono bambini, e bambini conosciuti nel loro
ambiente
"normale",
nella loro vita "personale", non in modo "professionale" e per quanto
possibile non
in
modo episodico ma nel loro progressivo divenire: erano e sono
bambini
osservati soprattutto nei campi giochi, comunque nei loro liberi
giochi, anche se nelle più diverse ambientazioni e -
magari
molto particolari se non terribili - circostanze come era addirittura
la
guerra per la mia generazione. Erano e sono bambini "conosciuti"
generazione dopo
generazione
nella loro quotidianità, anche se non di persona,
attraverso
i numerosissimi e internazionali "diari" (vedi per tutti il Diario
di Anna Frank e commenti) e ogni altro libro di memorie
(vedi
per tutti Misha
Defonseca Sopravvivere coi lupi citato come molto
significativo
nel file bibliografico Basi teoriche...
guide...
organizzazioni... e il libro presentato nel file/capitolo L'importanza
dei
ricordi, delle emozioni e delle idee sul futuro).
Ma che cosa mi raccontate!?!
sembra spiegare - e con molta
enfasi - a meno
di QUATTRO
GIORNI DALLA NASCITA!
E così non va neppur
dimenticata un'altra serie di speciali
insegnanti: gli animali
una
pacata conversazione e
una dimostrazione di tenerezza filiale.
Un Vecchio Signore e una cucciolata di gentili marmocchietti.
una piccolissima
creatura canterina e un ... bosco incantato
un
- longevo - cagnaccio dominatore: da vecchia testarda e da giovane
prepotente e un:
IO ESISTO! trionfale
e un dubbio problematico: da
cosa cominciare.?
Esperienza
e
saggezza: errori e insegnamenti
Il mio lavoro professionale di medico si svolge con
adulti e con adulti in vari livelli di difficoltà: ma la mia
particolare
preferenza è RESTITUIRE
a ciascuno il
più
possibile dell'infanzia perduta o storpiata, RICOSTRUIRE
in ciascuno la sua vera maturità lungo una laboriosa
trasformazione
anche
emotiva attraverso il
superamento
di vicissitudini e sofferenze, fino al raggiungimento delle proprie
originarie e ritrovate "integrità"
ed esperienza, se non saggezza. (Vedi il file Consapevolezza
e memoria, che però, a seconda del contesto
può
venir centrato più sul passato come "memoria" o sul presente
come
"consapevolezza". Vedi anche questi concetti e espressi con maggiori
dettagli in Quando
la cartella clinica è terapeutica... e secondo
prospettive più polemiche in: IMBROGLIO
E' IL CONTRARIO DI SVILUPPO. Da: 'La
violenza
contro il bambino' a 'Tempo di mutamenti' e 'La meglio gioventù').
Inutile dire che anche da "pazienti" anche gravissimi,
da "infanzie" in vario modo traumatizzate ho appreso
moltissimo,
mi hanno indotto spesso a modificare e ampliare le mie prospettive e
conoscenze,
ed anzi a capire ben meglio non solo quanto riguarda lo sviluppo OTTIMALE
dei singoli, ma quanto riguarda il vasto e differenziatissimo mondo
che ci circonda e le sue infinite possibilità di evoluzioni ed
anche di distruzioni.
Ripeto e ribadisco: in molti casi una severa
e inoppugnabile censura a concetti erronei o difettosi nella
loro
parzialità e nella loro centratura sul "patologico" mi
è inesorabilmente arrivata
da quanto ho appreso direttamente dai bambini normali e veri,
cioè non dallo
studio - o pseudo-studio - di ipotetiche psicologie infantili
descritte in libri
teorici. (Sul problema del conflitto reale tra (pseudo)-teoria e
concretezza vedi Opinioni, fatti, accuse,
e vedi anche Pshychohistory
in Childhood: times of
mutability) e come
scrive Emmi Pikler in modo molto energico e proficuo.
Il bambino non è quell'essere inerte,
incapace di assumere rapporti con il mondo esterno che si credeva
prima
Ulteriori puntualizzazioni vengono dall'OSSERVAZIONE
della
vita animale, considerata nel suo ambìto il più normale
possibile, nella sua normale spontanità. Esistono cattivi
maestri ma esiste per fortuna il loro controvveleno: quanto
l'apporto fornito
dagli ANIMALI è di fondamentale insegnamento, e
soprattutto di correzione
a concetti erronei appresi dalla "teoria"! Quanto
dobbiamo all'Etologia come
Scienza
(ben meritevole del Premio
Nobel per la Medicina ricevuto nel 1973)! quanto ancor
più alla guida verso una rigorosa,
diretta scientifica
osservazione della loro vita il più possibile normale
e dei loro spontanei
comportamenti!
Ed infine non va sottovalutato quanto anche singoli settori della vita "umana" normale
- come ad esempio lo SPORT -
possano essere "usati" come fonte di efficaci conoscenze
culturali.
Un medico
deve considerare prima di tutto gli esseri viventi come corpinella loro integrità
totale: ossa e
muscoli sono anch'essi tessuti disposti a formare "organi",
anch'essi hanno una vita propria intersecata con la vita del resto, per
cui la loro attività o inattività non è solo fine
a se
stessa. Lo sport,
può esseree un'attività che non solo impegna tutto
l'organismo ma che gli fa
conquistare lunghi tratti dello "spazio" circostante sia "vicino" cha
anche molto "lontano".
Correre
regala piacere,
divertimento, serenità che eompensano degnamente la
fatica, gli sforzi e magari le delusioni dei primi tentativi.
(da Arcelli E., Correre è bello,
Sperling & Kupfer)
E se per contro le
attività "fisiche" di squadra e di palestra hanno in "perdita"
la limitazione dello spazio, dànno però in compenso un
aumento
alla vicinanza umana, dell'affiatamento fra i partecipanti: un
aumento non proporzionato alla "quantità" dello "stare insieme".
Come dal
mangiare in comune, si direbbe che dai muscoli in
attività si trasmetta "qualcosa" dagli uni agli
altri, un "qualcosa" che facilità i rapporti, che accomuna tra
loro persone
molto diverse disperdendo anche le tensioni interpersonali. Ma molti
sono i filoni dell'Etologia umana
meritevoli di venir considerati come guide ammaestranti. I... "profeti di
sventura", i "cronicizzatori" se non
"asservitori" non prendono in considerazione un'emozione
- spiacevole ma non patologica: la NOIA -
presente peraltro soltanto quando la situazione esistenziale non
è troppo compromessa; un'emozione
"psicologica" che esprime però una sensazione di carenza vitale,
una specie di fame,
di richiesta biologica di apporti necessari ad una miglior
qualità della vita. Il modo più semplice - sia animale
che "umano" - "benevolmente aggressivo" di arricchire il proprio
bagaglio di emozioni e di esprimere incrementi di energia è la competizione:
si va da ogni tipo di attività
che permetta progressi orientati e assistiti, miglioramenti
e incentivi a migliorarsi fino al vero "agonismo". Questa
modalità di attuazione di energie centrifughe ma
ancora vicine al complesso
orale offre la
possibilità di espandere i propri interessi emotivi
e concreti verso semplici situazioni "sane", di saziare banalmente il
corpo per
fargli vivere
rinnovabili spazi di esistenza. Ma, come per la "fame" e il cibo,
questo può avvenire proficuamente quando rimane in limiti
discrezionali e soggettivi e non viene invece a costituirsi come
compensazione di altri fattori di manchevolezza.
Per di più, come per l'alimentazione e per qualsiasi altro
elemento basilare nell'interazione tra le generazioni, anche in campi
che dovrebbero attenre alla soggettività, all'espressione di
sé se non alla libertà intervengono pesanti intrusioni di
compensazioni fasulle altrui, di recuperi indiretti, se non di vere
susperstizioni e docili "addomesticamenti" che al limite trasformano
genitori "normali" in indiretti aguzzini. Messi in magnifica
caricaturale evidenza nel film di Visconti Bellissima
dilagano miti rancorosi di aspettative di riscatto sociale di seconda
genrazione, di accesso dei figli a posizioni di celebrità e
successo; ma anche a partire da ben meno e da ben prima una pressione
devastante del mondo adulto tende a disorganizzare la solenne
regolarità del "mondo bambino": vi imperano miti superstiziosi
di pseudo-salute dimostrata da un corpo che assecondi la moda vigente,
trasformano in ansie
di prestazione le normali differenze dello sviluppo motorio - Lasst mir Zeit
è il titolo in tedesco quasi una parola d'ordine di tutta
l'impostazione di Emmi Pkler - fino ad arrivare ad - orribili! -
paradossi come l'accettazione di un maggior rischio di MORTE (!) pur
di "evitare" un ipotetico e abbastanza lieve rallentamento nelle prime fasi dello
sviluppo motorio.
Sonno in posizione
supina nel neonato porta a ritardi motori (vedihttp://www.doctornews.it/recuperato il 19 dic 2006
07:43:38 GM)
L'incidenza della morte improvvisa neonatale è
calata in modo sostanziale da quando è stato raccomandato che i
neonati dormano supini, ma sembra che questa posizione possa portare ad
un lieve rallentamento nelle prime fasi dello sviluppo motorio. La
differenza, che comunque è lieve, potrebbe essere minimizzata
ponendo il neonato in posizione prona quando è sveglio. La
raccomandazione per la posizione supina durante il sonno nei neonati,
comunque, va assolutamente rispettata. I medici dovrebbero essere
consapevoli del modo in cui la posizione influenzi lo sviluppo motorio
nelle sue prime fasi onde prevenire ulteriori inutili visite per
l'investigazione del ritardo motorio.
Gioco libero e attrezzato e sport
agonistico e/o disciplinato
Quando viene a
snaturarsi in direzioni unilaterali, anche la
competizione esce dalla sua ricchezza di momento di gioco piacevole o
di confronto
in vista di rinnovati obiettivi e investe e coarta la
personalità
totale: ogni volta diviene come un gioco d'azzardo
in cui si investe tutto e da cui non ci si può staccare. Per il
soggetto ogni
"sconfitta" diventa distruttiva quando
questa apertura dei propri
orizzonti non è sostenuta da supporti affettivi del preserte ed
anche del passato e da una buona armonia
con il proprio corpo, quando tende a diventare impegno prioritario
fino ad attività professionalizzate, quando è un
tentativo per sfuggire a una
"pressione" intollerabile per problemi - reali e non solo psicologici -
di ogni genere. Il non sentirsi "al centro" in ogni
situazione viene vissuto eome "eselusione" annichilente che può
portare al suicidio o a esplosioni di aggressività distruttiva,
ma per chi gli sta intorno
eomunque sempre esercita sugli altri una pressione soffocante. Ci si
"annoia" in questo caso: in modo "patologico": se
non si "vince" ogni azione perde interesse, il mondo
diventa vuoto e la propria persona una marionetta senza i
fili.
Questa noia
morbosa è ben diversa della felice
"noia" attiva di ehi - eome in modo paradigmatico il bambino di
meno di
tre mesi - "vuole"
già
ma "non può" aneora: di chi
aspetta (magari con sintomi fisici soprattutto gastrointestinali: mal
di stomaco, e/o diarrea) qualeosa ehe
deve prima o poi arrivare, o di chi cerca nell'ambiente stimoli alla
propria azione. E qui ci si ricollega ai cattivi
maestri e ai loro concetti di "depressione": anche il malessere di
chi
"deve" vincere a tutti i costi, di
chi "deve" essere al centro dell'attenzione altrui, di chi "deve" avere
più degli altri, di chi esiste solo in
funzione dell'attenzione
altrui o del confronto "vincente/perdente" con gli altri
assomiglia moltissimo alla
depressione: Il "suo" mondo freddo, vuoto, indifferente assomiglia
moltissimo al senso di vuoto, di apatia, di nullità di
tutto ehe può persino precedere il suieidio.
Non è sufficiente quindi che
corregga me stessa,
devo anche porre in aperta discussione concetti che tendono a
svilupparsi
in "mode" e divenire sempre più pericolosi socialmente: mi trovo
obbligata a dover combattere apertamente idee anche minacciose
esposte invece come "teorie" indiscutibili riguardanti modelli di
esistenza
e di sviluppo universali. Infatti se queste
fossero soltanto "teorie", cioè elucubrazioni mentali si
tratterebbe comunque della normale e - accettabile - libertà
di pensiero: purtroppo invece queste teorie divengono pericolose
tendenze tanto più in espansione per la loro provenienza
da Autori molto famosi e ascoltati, magari considerati Maestri
e quasi venerati da un largo seguito di "allievi". Non
"libertà
di opinioni" ma grave, fattuale pericolo incombente: soggezione
intellettuale
o cieca fiducia anche se in buona fede possono indurre a trasformare
le
idee dei "Maestri" - e tanto più quelle ristrette e centrate
sul "patologico" - in generalizzate e coercitive azioni ed
organizzazioni,
in denaro
e in programmi, nella meno peggiore delle ipotesi
in modalità
di cronicizzazione (invece che soluzione) delle patologie, ma
anche
- in circoli viosi sempre più distruttivi - di consigli
nefasti
di allevamento "patologico" di bambini sempre più patologici.
E, eome nei casi delle fantastieherie che sono poi deliri,
dell'agitazione che non è azione, del gioeo imitativo che non
è interpretativo ma ricerca di modelli o di
identifieazioni, anehe la eompetitività (come del resto il
"gioeo" dl azzardo) non è un libero "gioeo" ma una cosa
tremendamente seria; è solo una proroga alla propria
disperazione: offre un fragile equilibrio di compromesso
che porta a scantonare dai propri veri problemi, ad allontanarsi sempre
più da una loro soluzione.
Files/capitoli
strettamente correlati con questo
Consapevolezza
e
memoria: impostazione sintetica e globale del principio filosofico
a
cui si attiene tutto questo lavoro