Consapevolezza e memoria

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16 aprile 2008  
 

Indice interno:
#aggiornamenti#presupposti, #grande dolore(*), #resilienza, #sviluppo e evoluzione, #induttori-organizzatori, #meccanismi di difesa#testimonianza(*)#rivissuti#sistema_APUD, #tranfert#mercatino_dell_usato,
 #nota, #rimandi e riferimenti, #non tutti la pensano così, #consapevolezza
(*), #segnalazioni (*) in via di aggiornamenti di impaginazione e di stile ma anche di CONTENUTI.
Questo sito e i libri che ne derivano NON sono di INFORMAZIONE, ma si costituiscono come una specie di ENCICLOPEDIE TEMATICHE, in cui vengono presentati e discussi vari argomenti da leggersi e soprattutto da CONSULTARE di volta in volta.
A seguito di difficoltà lamentate e relative richieste, l'architettura stessa del sito è stata modificata in funzione di un più agevole orientamento: sdoppiato il presente file - che quindi prende ora un nome differente e riinvia a un differente URL - diventa iniziale un file semplificato in cui a prima vista compaioni i links indirizzanti sui capitoli interni. 

Per accogliere le richieste di una più agevole lettura, i testi di questo sito sono stati - anche - trasferiti in un LIBRO: Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani

Cortina Torino
Corso Marconi 34/a 10125 Torino (ITALY)

The page mirroring this one can be reached not only as file but also as chapter of the derived English book -From children of  YESTERDAY to adults of  TOMORROW, both books also at hand on Abebooks.com, Webster.it, anche presente in Kindle.

Vedi nuove basilari aggiunte e precisazioni in #meccanismi di difesa, in #tranfert e in #mercatino_dell_usato, #Importanza_dei_sensi.

tornate alla Homepage italiana  domande, proposte, critiche?

Aggiornamenti e segnalazioni:

Dopo la pubblicazione del libro aggiornamenti sono già iniziati e molti altri ne verrano fatti segnalati di volta in volta nel nuovo file Aggiornamenti e novità / Novelties on the site: anche se si consiglia di considerare ancora con attenzione le più importanti passate modifiche.
Il sito verrà di continuo aggiornato: per cui occorre di tempo in tempo ridargli un’occhiata ed eventualmente proporre considerazioni, critiche o informazioni che saranno molto gradite
Questo file in italiano, come pure quelli intitolati Le faccende domestiche,Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro si differenziano dai corrispettivi in inglese - Childhood: times of mutability,  Consciousness and memory e Domestic chores.Ergonomics and psychology of a REAL work - per dati bibliografici, citazioni e testimonianze. Anche in Quando la cartella clinica è terapeutica... e riproposti questi concetti, a sua volta con il corrispettivo in inglese Anamnesis? A way for healing non rispecchiante una semplice traduzione ma differenze di impostazione dovute alle diverse fonti culturali.

Testimonianza dei Presupposti

A casa di mia sorella ho visto questa sera delle foto dei miei nipoti da piccoli. Ce n'era una di F. [ora adolescente] che avrà avuto quattro anni e che mi ha creato una turbolenza di pancia... Mi sembrava quasi impossibile che fosse cresciuto così tanto e nello stesso tempo che quel bambino non ci fosse più. Ho avuto la sensazione di ciò che mi blocca, di quello che mi fa tremendamente paura e che temo di non riuscire a sopportare. Il dolore per quel bambino "morto", quel bambino che non tornerà mai più e che in un certo senso mi sono lasciato sfuggire. Come l'ho vissuto poco, quante cose mi sono perso di lui come di me stesso.
E' un dolore che porta un vuoto, un dolore che apre una voragine una specie di buco nero in cui temo di scivolare. Mi tengo così aggrappato a questo presente che mi dà sicurezza, un presente che vorrei passasse lentamente così da farmi assaporare il piacere di vivere, ed invece il tempo corre velocemente e più corre più sento che dovrò attraversare presto quella voragine per non trovarmi al termine della mia vita con in mano solo rimpianti.

E' un lutto, ... è un lutto ed un abbandono. Lei non può immaginare (o forse si) quanto faccia fatica a capire, a far capire ad una parte di me che non si possono resuscitare fantasmi ma quella parte è come se non sentisse ragioni, vorrebbe vedere ancora per una volta quel bambino, vorrebbe poterlo riabbracciare, non vuole accettare le cose come sono andate è testardo.
(°)
A questo punto faccio fatica anch'io a capire chi sono, sono in gran confusione, ma forse era ora perché erano troppi giorni che giravo a vuoto. L'ho detto anche a K. stamattina che avevo la sensazione di sentirmi un "coglione", quasi nel senso anatomico del termine.
(°) Uno dei principali motivi "banali", espressi da persone né buone né cattive, in sfavore se non in un fastidio che confina con l'odio o almeno con una specie di boicottaggio nei riguardi dei "bambini" deriva dal tentativo di evitare un ritorno di sensazioni penose risalenti dalla propria infanzia e di sensazioni di fallimento accumulate nel trascorrere del tempo, di un "tempo" che invece di un "trascorrere" diventa una "voragine". I bambini che crescono o meglio quegli sviluppi che in poco tempo svaniscono e non ci sono più sono dei terribili marca-tempo; questi esseri "audaci" e transitori non vogliono sentirsi trasformare in "fantasmi" di quel tempo immobile e per questo rassicurante. Per evitare di dover coltivare solo rimpianti, si può però - ma solo con fatica e sofferenza - ritrovae la consapevolezza della propria infanzia e con questa dell'infanzia di tutti:
Il dolore per quel bambino "morto", quel bambino che non tornerà mai più e che in un certo senso mi sono lasciato sfuggire. Come l'ho vissuto poco, quante cose mi sono perso di lui come di me stesso.
(Un ulteriore commento: che brutta - quasi oscena - parola è "rassicurante", termine direttamente  derivato da "sicurezza" una parola che semanticamente si associa sempre a trmini indicanti "pericolo": "Pubblica sicurezza", "cintura di sicurezza", "uscita di sicurezza" ecc.! )

La follia è l'oblio di un grande dolore...

Memoria, nelle cosidette memoria a breve, a medio, a lungo termine, è la continuativa facoltà di richiamare alla consapevoleza attuale dati di ogni genere in modo più o meno agevole e veloce indipendentemente dal tempo trascorso, e di rispecchiare al di là del tempo fatti conservati e ben archiviati; tutto vi si trova più o meno regolarmente depositato e archiviato e quindi altrettanto più o meno facilmente riattivabile: può venir anche chiamata preconscio  questa "biblioteca circolante" enorme e sempre più grande in funzione anche dell'età.
Ma a questo tipo di "deposito disponibile" non appartiene più l'inconscio patologico in cui precipita l'inaccettabile. E' stato detto - da Nietzche ne La gaia scienza - che se ricollegarsi è sinonimo di autenticità, la vera sapienza è il ricollegarsi a quello che si sapeva già, alla propria esperienza esistenziale...: ma purtroppo di riscontro esiste anche la follia [che è] l'oblio di un grande dolore...
Infatti per lo più, una volta avviata, l'inautenticità prosegue nella sua opera distruttiva: al grande dolore e all'oblio successivo segue un progressivo ottundimento comunque quasi sempre "smentito" da un accompagnamento incongruo e occasionale di ansie se non terrori, non solo non proporzionati ma neanche collegati con ciò che sta accadendo. E tutto questo può continuare a svilupparsi, per acquietarsi semmai forse soltanto in una forma di - apparente - ulteriore, rinnovata stupidità, ultimo gradino di difesa contro una sofferenza definitivamente senza perché.
Ma questo NON è un inesorabile, crudele destino: 
Non devo vergognarmi  di  essere tanto malata quanto lo sono davvvero..., ho bisogno di  rifugiarmi  nella mia 'area di recupero'...il che significa ritrovarmi  maggiormente in contatto con  ricordi  e  dolori  invece che con  ansie e terrori...
scrive una vittima sopravvissuta a spietate torture. 
Ed infatti è così che un anche fievole barlume di speranza può permettere il graduale diradarsi delle nebbie di ottusità ed oblio: lentamente e dolorosamente chiunque potrebbe ritrovare la propria completezza e autenticità con il rivivere attivamente proprio quelle passate sensazioni che sembravano intollerabili; sensazioni che invece possono venir ora accettate se coraggiosamente tradotte in ritrovate memorie e esplicitate in ri-attualizzate esperienze.
Ed è così che può finalmente riavviarsi il (ri-)destarsi di rinnovate e di nuovo vivaci sensibilità. E così allora tutto può "risvegliarsi": queste rinnovate sensibilità - anzi sensibilità rese sempre più recettive a sempre più numerosi e variati stimoli - possono ora aprirsi in "circoli virtuosi" sempre più ampi; mentre questo ritrovarsi nella memoria del passato avvia pure il destarsi di emozioni non solo "nuove" ma sempre meglio arricchenti e individualizzanti: intense curiosità e interessi, vera affettività e partecipazione, brillante fantasia e creativa capacità di progetti per il futuro. E così - sia se sviluppate in un evoluzione normale, ma anche se rivissute e ridiventate consapevoli in un secondo tempo - non solo l'affettività ma anche l'aggressività possono comunque espandersi armoniosamente e SVILUPPARSI su più variati orizzonti, mentre - non più schiavi della sofferenza, o dell'ottundimento, o dell'oblio - possono risorgere e allignare i sentimenti, i veri rapporti, gli interessi e gli apprendimenti, la consapevolezza di sé e quindi tutta la catena della logica delle cause e delle conseguenze, dei diritti e delle responsabilità.
Ma in pratica ecco che allora NON è solo uno sbaglio semantico l'uso improprio del termine inconscio equivocato con inconsapevole, con non al momento consapevole; NON è certo una semplice funzione della memoria in se stessa quella che può permettere il riattivarsi ed emergere alla coscienza consapevole del grande dolore: quanto era precipitato nell'inconscio deve affrontare e superare appunto il grande dolore per poter risalire nel disponibile archivio del preconscio ove venir poi riorganizzato nel riattualizzabile archivio della "vera" memoria - preconscia e in fondo superficiale - e nella grandissima dotazione dell'esperienza e della - resiliente -  saggezza. 
La forza di soppportare patimenti terribili, non è masochismo: è l'unica via che può permettere una cura efficace. Dolore e profonda tristezza NON sono debolezze, e neanche sono "malattie" più intollerabili o più pericolose di quanto non lo siano gli stati di ansia e/o le compulsioni ossessive. Così scrive una persona che ha sofferto gravissimi traumi:
quando il dolore e la depressione diventano più profondi, sono io ad esser "masochista" o è invece proprio un sollievo sentir dolore invece che una intollerabile ansietà? Recuperare il dolore oltrepassando l'ansia: che idea bizzarra! ma quanto giusta! Permettersi di "essere tanto malati quanto lo si è veramente" quando invece l'affaccendarsi in modo compulsivo è un male di sicuro peggiore.

Resilienza

Per meglio esprimere anche in generale questi concetti si può usare un termine poco usato nella nostra lingua, benché sia di genuina origine latina: RESILIENZA - in fondo più popolarmente esprimibile con il quasi sinonimo: ELASTICITA' - che, secondo il dizionario Zingarelli designa la capacità di un materiale di resistere ad urti improvvisi senza spezzarsi e - va aggiunto -  di incamerare  e assorbirne l'energia.
Nella traduzione in italiano del libro Mental  Health Problems and Young People: Concepts and Practice di Louise Rowling, Graham Martin, Lyn Walker , LA PROMOZIONE DELLA SALUTE MENTALE E I GIOVANI  Teorie e pratiche (ed. McGraw-Hill italiana a cura di Alessandro Grispini e Pompeo Martelli); vedi dalla  presentazione di Michele Tansella:
Il termine RESILIENZA ricorre più volte nel testo ed è usato dagli Autori per indicare la capacità umana di affrontare gli avvenimenti dolorosi e risorgere dalle situazioni traumatiche. L'espressione è mutuata dalla fisica dove è utilizzata per identificare la "capacità di un materiale di resistere a urti improvvisi senza spezzarsi". Se esaminiamo questo concetto in rapporto alle scienze sociali, possiamo dire che “la resilienza corrisponderebbe alla capacità umana di affrontare le avversità della vita, superarle e uscirne rinforzato o, addirittura, trasformato... Ma la resilienza è piú della semplice capacità di resistere alla distruzione proteggendoci da circonstanze difficili, è in ugual modo la possibilità di reagire positivamente a scapito delle difficoltà e la voglia di costruire utilizzando la forza interiore propria degli esseri umani. Non è solo sopravvivere a tutti i costi, ma la l'abilità ad usare l´esperienza appresa dalle situazioni difficili per impiegarla in processi trasformativi e di recupero.

Immagine tratta da Tempo Medico
resilienza e osso

La resilienza indica la capacità di un materiale di ASSORBIRE ENERGIA in caso di urto e di ASSORBIRE gli urti. I materiali fragili ASSORBONO poca energia, i materiali duttili ASSORBONO molta energia.... Per quale motivo le ossa, sane e robuste finché vengono usate, diventano fragili e leggere negli individui costretti all'immobilizzazione?... L'osso è un tessuto dinamico che rimodella se stesso continuamente durante tutto il corso della vita. Lo scheletro è riccamente vascolarizzato e riceve circa il 10% della gittata cardiaca.... La particolare sistemazione di osso compatto e spugnoso provvede a una combinazione ideale di forza e densità per le sue funzioni meccaniche. Durante la vita l'osso è in continuo rimodellamento, in qualche modo collegato con i continui sforzi meccanici a cui è soggetto... Il movimento con il suo periodico "massaggio" dei canalicoli, garantisce agli osteociti cibo e ambiente di lavoro adatti allo svolgimento delle loro funzioni, mentre l'ozio li impigrisce.
(vedi anche in Harrison's Principles of internal medicine Mc Graw-Hill Book Company e Harrison's Bone diseases).
Tipico attributo di rigidità è fragilità: ansia e inquiete ricerche di "consolazioni" più o meno fasulle, inconsistenti stili di vita e sentimentalismi capricciosi conducono inesorabilmente in un percorso esistenziale non solo ristretto ma anche irrigidito e quindi sempre più fragile e spaurito.
Ristrettezza e fragilità e incapacità di assorbire gli urti? Ma se una non-rigidità può dar luogo magari a una certa plastica flessibilità, questa non è una soluzione: lascia la situazione confinata in una singola direzione che si apparenta all'adattabilità conformista. Nel meno peggiore dei casi la minor vulnerabilità di chi è "limitato" non può quindi che ristagnare, togliendogli comunque la possibilità di rinnovanti arricchimenti esperienziali: se un bambino nel suo delicato e fragile sviluppo viene condotto attraverso una via preordinata ad una pseudo-maturità statica e ristretta, da adulto (sociologicamente e non solo come genitore) accompagnerà poi con conseguenze devastanti - generazione dopo generazione - il suo approccio con il massimo del "nuovo"  - cioè con i bambini piccoli - e con i ricordi della propria infanzia se non con la MEMORIA tutta.
Flessibilità NON è cioè sinonimo di duttile elasticità che è invece la capacità "resiliente" di ASSORBIRE comunque apporti di energie - "buone" o "cattive" che siano. Una volta integrate nella propria esistenza ne divengono fertili fonti di vitale "saggezza": ogni nuova esperienza può così, avviando nuove sintesi e rinnovamenti, modificare in accrescimento tutto il sistema di aperture CREATIVE verso nuove vie evolutive.
albero

Creatività, vie evolutive, sviluppo e evoluzione, ed anche feromoni ed emozioni,  come pure il loro contrario - transfert e "mercatino dell'usato" - si trovano in paragrafi in parte identici ma meglio dettagliati nel file/capitolo

Quando la cartella clinica è terapeutica...



Sviluppo e Evoluzione

(Una necessaria e veloce precisazione semantica riguarda i termini collegati a "evoluzione" e "sviluppo". Evoluzione è ben di più di "sviluppo": possono "svilupparsi" soltanto entità già presenti, ed ancora INESPRESSE, mentre grandi forze CREATIVE possono promuovere - si potrebbe quasi dire: "GENERARE" - EVOLUZIONI in direzioni NUOVE e del tutto inaspettate.)
locandina Congresso Antropologia Firenze L' ALBERO ne  è una convincente visualizzabile metafora?

Individualità e possibilità e difficoltà presenti - o assenti - nell'ambiente = RADICI E TERRENO.

Sviluppo con le sue regolarità e solidità = TRONCO.

Ed ogni evoluzione nelle sue quasi infinite differenziazioni ed espansioni = RAMI, FOGLIE, FIORI, FRUTTI, SEMENTI....

 

Tornando al concetto di RESILIENZA, è però indispensabile precisare che anche il "terreno" entro cui affondano le "radici" ha una parte importante nella possibilità o meno di "fiorire" o "appassire": se la resilienza 

è piú della semplice capacità di resistere alla distruzione proteggendoci da circostanze difficili... [bisogna] incominciare a diffondere il concetto di resilienza per contribuire alla comprensione del fatto che ogni persona possiede questa caratteristica, ma da tutti noi dipende che possa essere sviluppata, se ci concediamo mutualmente la possibilitá di farlo. (Vedi articolo Resilienza).
Non bisogna certo equivocare il concetto di resilienza con l'accezione meccanicistica di non fare una piega, né tanto meno con la possibilità delle personalità multiple di prestazioni eccezionali, bensì con
la capacità di rispondere alle avversità in modo costruttivo [che] presuppone la disponibilità a lasciarsi 'ammaccare' dagli avvenimenti, tollerando il dolore quanto basta per elaborare una risposta trasformativa (di sé e della situazione urtante)
Se davvero si tratta di "resilienza" quindi simili situazioni NON conducono certamente alla restaurazione dello stato iniziale, ma ad un superiore livello di maturazione, solidità e consapevolezza.

Di sicuro è comunque un impegno a lungo termine, gravoso, difficile e molto doloroso, come descrive ancora la già citata persona "sopravvissuta":

Non posso mettere ogni cosa direttamente in ordine. Il ricordo va avanti e indietro non segue una linea diritta... L'avviarsi in simili vacillanti e imbrogliati passaggi, l'avvicinarsi e evitare la terribile VERIFICA che ciò sia potuto capitare... Però il riconoscere che là sta la causa della sofferenza, e che questa causa ha un senso, permette l'accettazione di queste memorie a più livelli, [anche se e quando] il lavoro interiore e la terapia hanno perso [e inevitabilmente] ogni dolcezza.
Ma se questa via ingarbugliata procura rinnovati scoraggiamenti a chi è stato danneggiato, rassicura invece chi l'ha in cura: è proprio questo modo ZIG-ZAGANTE in cui vengono alla luce i rivissuti che ne denota ed anzi DA' GARANZIA della loro veridicità; mentre al contrario ogni troppo presuntuosa precisione deve piuttosto suscitare diffidenza e cautela (come del resto IN OGNI CASO di TESTIMONIANZE e loro modalità di esposizione).
Infatti non si può certo credere che la descrizione di accadimenti sofferti sia in sè stessa garanzia di "terapia efficace" oltre che di veridicità: ci si può lasciar trascinare insidiosamente in false direzioni, verso un'area non di ricerca di memorie salvifiche ma di pseudo-ricordi mistificati. Dopo essere emerse in quasi inconsapevoli flash-backs, le rievocazioni tendono a divenir troppo razionali e strada facendo possono venir contaminate e scombinate in modo più o meno voluto o accidentale: e così riapparire, ma modificate sia ad opera di suggerimenti, se non suggestioni altrui, sia anche - in fondo e in pratica "senza accorgersene" - per paura, per ripugnanza, per incapacità e/o per non-volontà di accettare fatti così lontani dal sentire comune....

(A questo proposito nel file Consciousness and memory si trovano citazioni esatte tratte dalla conferenza di Kathleen Sullivan alla: Fourth Annual Ritual Abuse, Secretive Organizations and Mind Control Conference, August 10-12, 2001.  E queste precisazioni e diffide sono tanto più da prendere in considerazione proprio per poter meglio difendersi a ragion veduta e adeguatamente contro chi cerca in ogni modo di opporsi e screditare: come ad esempio la False Memory Syndrome Foundation)

E' stato detto che la follia è l'oblio di un grande dolore..., e che questo non è un destino inesorabile. Infatti come lo sviluppo in termini di "futuro" ha per Natura una sua regolarità intrinseca, così questa regolarità fondante può ritrovarsi depositata nella memoria. Niente va perso degli eventi del passato ma neanche delle fasi di sviluppo pur disattese o smentite: in ogni momento tutta la sequenza dei fatti e dei percorsi può venir riattivata verso una maturazione anche ottimale. Ma i "mostri" in agguato continuano a generare "mostri": non sempre, anzi percentualmente ben di rado, questo rinnovamento può avverarsi: troppe sono le forze ambientali e di debolezza e/o malvolere umano che vi si oppongono.
E' stato detto: La follia è l'oblio di un grande dolore...? Ma dal grande dolore continuano a nascerne altri: nell'ottuso oblio ecco ritrovarsi anche quel sonno della ragione [che] genera mostri e non solo nel presente, non solo nell'esistenza di una singola persona. I "mostri" generano mostri ed ancora mostri: e mostri ingannatori, squalificanti, offensivi e svilenti, anche omertosamente minacciosi per coprire misfatti presenti e/o passati. Ma ben più sovente altri più banali "mostri" sono  accolti e accreditati dalla ragione e la verità che dormono: sia per mancanza di capacità e/o ignavia degli astanti e/o dei curanti, sia soggettivamente per un - del resto ben plausibile - desiderio di evitare la terribile VERIFICA che ciò sia potuto capitare. Ma se questi traumi, questo "grande dolore" iniziale rimossi o rinnegati, se non ancora peggiorati dal mancato appoggio o peggio dal contrasto con il mondo circostante, lasciano comunque una falla, una debolezza strutturale nella personalità, altre possono essere le cause di difettosi sviluppi e di diffusione di "mostri".
Infatti senza giungere alla completa "pazzia" è certo però che ogni danno può venir mascherato o coperto non solo da veri e propri "sintomi", ma molto più sovente da un nefasto stile di vita, con il suo grossolano contorno di pseudo-sentimenti "altissimi" o "bassissimi", e di azioni e comportamenti ad essi correlati. L'ottundimento difensivo una volta attivato (sia ben chiaro: in modo del tutto INCONSCIO) dà inesorabilmente luogo ad una serie di circoli viziosi che investono comunque oltre alla memoria, anche la coscienza di se stessi e la comunicazione con gli altri. La propria - così come l'altrui - calpestata dignità, la rinnegata sensibilità ai DIRITTI e ai TORTI, i bisogni disattesi pseudo-compensati in disponibilità ad assecondare fallaci lusinghe e/o minacce (il bastone e la carota)... vengono a trasformarsi in modo complementare in suscettibilità, pretese, interpretazioni della realtà ridotte ad esasperate differenze autoreferenziali solo quantitative e immutabili, definite per sempre in concetti statici di inferiorità e/o "superiorità": e così ricerche non evolutive ma "miracolistiche" di ECCEZIONALITA' si aprono su scenari di aspettative a-critiche, di speranze vane (vedi... gioco d'azzardo) o di spregio e disperazione che aggravano i bisogni già disattesi.
Fragilità (che è l'esatto contrario di "resilienza"), incompletezza, mancate esperienze e aperture, inadeguatezza esistenziale... corredate da compensazioni fasulle, aggiungono disgrazia a disgrazia col rendere questi "inferiori" oltremodo facile preda di chi - ammirato come "potente" - vuol assoggettare lusingando, ma allo stesso tempo si scaricano in ulteriori rivendicazioni, che invitano a ulteriori spersonalizzazioni: assoggettamenti e corrività verso i "più" come altrettanto maldisposizione fino ai maltrattamenti verso i "meno" e i "differenti".
Di lì in poi tutto si muove in una prospettiva non genuinamente infantile ma pseudo-bambinesca del sentire e in una visione inefficace del mondo, in un groviglio meschino di sentimenti (o meglio di artificiosi "sentimentalismi") e/o di loro manifestazioni occasionali, esagitati ed estemporanei, tanto clamorosi al vedersi quanto aridi e indifferenti nella sostanza. Ci si dibatte in un modo di vivere in cui le mancanze proprie non vengono riconosciute come bisogni, anzi spesso neppure percepite come proprie, per cui ogni malessere viene PROIETTATO su di un mondo esterno più fantasticato (vedi l'animazione tratta dal capitolo La fobia di Scienza e psicanalisi), che reale e quindi poi  trasformato non solo in statiche fobie ma più spesso in ostilità allo stato brado o in colpevolizzazioni assurde, se non in disponibilità cieca ad ogni suggestione o persino istigazione. Credendosi all'interno di questo mondo irreale e senza più alcuna padronanza del proprio corpo, ci si rannicchia in una fragilità data per definitiva; si misconoscono gli impulsi interiori per cui tanto spesso la rabbia viene data come "attacco di panico" e gli impulsi sessuali come unico segnale di "diritto ad esistere"; ci si disperde in una rincorsa alla novità; ci si consola in pure esteriorità alla ricerca distraente di divertimento-eccitazione; o ci si consuma in un vortice di sofferenze e rabbie immotivabili obbiettivamente, in una presuntuosa e stizzosa ricerca di dipendenza/tirannia, e di approvazioni gratuite, spesso mischiate con pseudo-ribellioni e con atteggiamenti ricattatori: il tutto sicuramente in un odio programmatico contro ogni consapevolezza, contro ogni autentica partecipazione, contro ogni manifestazione di libertà ed individuazione (vedi in proposito il famoso libro di Aldous Huxley Mondo Nuovo).

Nella pagina mirror in inglese Consciousness and memory si trovano molte citazioni dettagliate tratte da varie fonti bibliografiche che - in quanto precise citazioni non tradotte estemporaneamente in italiano - non vengono riportate in questo file.
Trance as a Tool  Dennis R. WierDirector, The Trance Institute, Bruetten, Switzerland
 
Forewords & Introductions. Welcome of the book: The Heart of the Soul: Emotional Awarenes by Gary Zukav).

Trauma and Dreams by Deirdre Barrett (Editor) Linda Francis, Harvard University Press, 1996 (Cambridge, Massachusetts and London, England)
The Committee of Sleep : How Artists, Scientists, and Athletes Use Dreams for Creative Problem-Solving--And How You Can, To by Deirdre, Ph.D. Barrett)

The Neuroscience of Psychotherapy Building and Rebuilding the Human Brain by Louis Cozolino

FREE ONLINE TRAUMA SYMPOSIUM Presented by the American Group Psychotherapy Association and funded by New York Times Company Foundation and the Aol Time Warner Foundation.

GASLIGHTING, the Double Whammy, Interrogation, and Other Methods of Covert Control in Psychotherapy and Analysi  by Theodore L. Dorpat,
 
Kathleen Sullivan
The Fourth Annual Ritual Abuse, Secretive Organizations and Mind Control Conferenc, August 10 - 12, 2001 Group Psychotherapy for Psychological Trauma by Robert H. Klein (Editor), Victor L. Schermer (Editor), K. Roy MacKenzie

Morning Come Quickly by Wanda Karrike

Organizzatori-Induttori

Analogamente alla funzione degli "Organizzatori-induttori" dello sviluppo embrionale esistono infatti precisi bisogni psicologici e/o ambientali (nota bene: BISOGNI non "desideri") che se non appagati producono precise, determinate incompletezze e/o deviazioni a cascata dalle normali, predisposte vie di sviluppo (vedi anche in Imbroglio è il contrario di sviluppo).
Gli esperimenti più celebri di Spemann e della sua collaboratrice, Hilde Mangold, furono pubblicati nel 1924 e portarono al concetto di "induzione primaria" e di "organizzatore". Questa scoperta ha avuto un ruolo centrale nell'embriologia e per molto tempo l'intero sviluppo embrionale, non solo negli anfibi, è stato considerato come una lunga serie  di eventi induttivi. Nel 1935, Hans Spemann ottenne il Premio Nobel per la Medicina. Vedi in Biologia dello sviluppo:
... organizzazione embrionale; fenomeni di induzione, territorio induttore e territorio competente; proprietà dell'organizzatore embrionale; generalizzazione dei fenomeni di induzione; induzioni di ordine superiore; gli induttori eterogenei e tentativi di identificazione dei principi induttori.
Come avviene per gli "organizzatori" biologici dello sviluppo embrionale che DEBBONO agire in modi, tempi e soprattutto SEQUENZE stretti e precisi per creare organismi senza difetti e non mostruosità, esistono traumi in apparenza "piccoli" che - se giungono in un momento e in modo sbagliato del processo di armonizzazione delle maturazioni intelletuali, sociologiche e affettive - ne scombinano una cruciale fase: e non solo alterano questa cruciale fase di sviluppo, ma anche le sue successive. Ecco un nuovo "mostro", che può avviare a valanga una catena di errori in peggioramento successivo. Ecco che da allora, in un circolo vizioso avvitato su se stesso, queste disorganizzazioni possono continuare ad aggravarsi verso vie patologiche a loro volta aperte a diramarsi al di fuori della persona singola fino a travolgere - nel presente, ma spesso ben oltre anche nel futuro - intere esistenze: la propria e molte altrui.
Ma come si può pensare che, analogamente a quelli "gravi", anche "fatterelli insignificanti" possano dar origine a malattie tanto invalidanti come nevrosi o psicosi?
Come può risultare tale da scombinare l'intera esistenza successiva un - per gli adulti circostanti - "piccolo" disguido "soltanto" a partire dal danno arrecato a una "fase dello sviluppo" non riconosciuta come cruciale?
E se così fosse: come conoscere e proteggere i fondamentali stadi di discontinuità in cui si perfeziona lo sviluppo?
Questo è precisamente il principale scopo del libro: Infanzia: tempo di mutamenti, e lo si può dedurre già dal suo stesso titolo. E se nevrosi e psicosi si strutturano su tentativi di meccanismi di difesa compromissori (vedi ad es. per documentazione e bibliografia Sandler Joseph L' analisi delle difese: conversazioni con Anna Freud), come si può pensare che un bambino piccolo, se non un lattante possa "scegliersi" una "difesa" saggia ed efficace? Vedi ad es. Gianfranco Ravaglia L'INTENZIONE RITROVATA. Intenzioni e vissuti nel lavoro analitico e gli altri suoi scritti, o Sergio Bordi Trauma ed abusi infantili:  teorie della dissociazione e teorie della rimozione. E vedi anche:

CLINICA DEL TRAUMA E DELLA DISSOCIAZIONE di Philip M. Bromberg
... Nel corso della sua lunga esperienza clinica, Bromberg ha messo in evidenza il ruolo centrale svolto dal trauma nei disturbi della personalità visti come espressione di rigide difese dissociative erette allo scopo sia di impedire l'esperienza interna del trauma sia di mantenere il mondo esterno sotto controllo, evitando il pericolo della ritraumatizzazione. L'autore è giunto così a sviluppare una prospettiva clinica basata sul ruolo della dissociazione nel funzionamento sia normale sia patologico, e sulle sue implicazioni per la relazione terapeutica. La mente e il funzionamento mentale, dice Bromberg, si fondano su una configurazione complessa di stati mutevoli di consapevolezza, ognuno con una propria realtà soggettiva, mantenuti in interazione dinamica da processi di tipo dissociativo. La salute risiede quindi non solo nell'integrazione, ma nella capacità di "restare negli spazi" tra realtà differenti senza perderne alcuna, di sentirsi "uno in molti".

Ogni essere umano e ogni sua attività non sono infatti monolitici: ogni vera esistenza attraversa sì molti cambiamenti episodici, ma per raggiungere la propria pienezza deve aver assecondato ben definite fasi, attraversato cioè normali, predisposte vie e modi di cambiamento in sequenze biologicamente determinate, secondo un ritmo di sviluppi fisiologici (al plurale) modulati sia nei tempi sia nelle modalità
Come già esplicitato in altri files/capitoli occuparsi di argomenti, quali quelli dei bambini e della vita domestica, non riguarda certamente solo fatti "piccini, insignificanti, estremamente privati" e soprattutto privi di conseguenze: 

  1. si tratta proprio al contrario di un approccio incentrato su di un massimo di robusta CONCRETEZZA;
  2. si tratta di assecondare un intento polemizzante contro gracili, "fumose" ipotesi teoriche; 
  3. contro inconsistenti "mode" e dettami usciti dal cervello di non si sa chi;
  4. contro descrizioni "episodiche", sentimentaloidi, generalizzanti a vuoto, capaci soltanto di impedire ogni riconoscimento di veri collegamenti "concreti" di causa-effetto;
  5. contro modi di pensare in fondo così poco realistici e precari da divenire essi stessi spesso causa di perfin dirette violenze;
  6. contro il disprezzo e la sconfessione della MEMORIA 
  7. in favore della completezza dell'ESSERE a QUATTRO dimensioni: anche in quella del tempo e non solo nelle tre dello spazio.
Infatti se l’essere umano “maturo” è destinato ad essere molto potente e versatile è perché ogni tappa di questi sviluppi dovrebbe avergli lasciato - come una materia di studio ben assimilata - la propria solida impronta; ma questo può attuarsi purché ogni passaggio nel suo compiersi abbia trovato riscontro ai tipici, concreti e precisi, bisogni psicologici e/o ambientali (nota bene: bisogni non desideri) di quella esatta fase attraversata nel suo orbitante percorso.
Per contro anche senza giungere alla completa "pazzia" è certo però che ogni danno può venir mascherato o coperto non solo da veri e propri "sintomi", ma molto più sovente da un nefasto stile di vita, con il suo grossolano contorno di pseudo-sentimenti "altissimi" o "bassissimi", e di azioni e comportamenti ad essi correlati. L'ottundimento difensivo una volta attivato (sia ben chiaro: in modo del tutto INCONSCIO) dà inesorabilmente luogo ad una serie di circoli viziosi che investono comunque oltre alla memoria, anche la coscienza di se stessi e la comunicazione con gli altri. La propria - così come l'altrui - calpestata dignità, la rinnegata sensibilità ai DIRITTI e ai TORTI, i bisogni disattesi pseudo-compensati in disponibilità ad assecondare fallaci lusinghe e/o minacce (il bastone e la carota)... vengono a trasformarsi in modo complementare in suscettibilità, pretese, interpretazioni della realtà ridotte ad esasperate differenze autoreferenziali solo quantitative e immutabili, definite per sempre in concetti statici di INFERIORITA' e/o "superiorità": e così ricerche non evolutive ma "miracolistiche" di ECCEZIONALITA' si aprono su scenari di aspettative a-critiche, di speranze vane (vedi... gioco d'azzardo) o di spregio e disperazione che aggravano i bisogni già disattesi.
Fragilità (che è l'esatto contrario di "resilienza"), incompletezza, mancate esperienze e aperture, inadeguatezza esistenziale... corredate da compensazioni fasulle, aggiungono disgrazia a disgrazia col rendere questi "inferiori" oltremodo facile preda di chi - ammirato come "potente" - vuol assoggettare lusingando, ma allo stesso tempo si scaricano in ulteriori rivendicazioni, che invitano a ulteriori spersonalizzazioni: assoggettamenti e corrività verso i "più" come altrettanto maldisposizione fino ai maltrattamenti verso i "meno" e i "differenti".
Di lì in poi tutto si muove in una prospettiva non genuinamente infantile ma pseudo-bambinesca del sentire e in una visione inefficace del mondo, in un groviglio meschino di sentimenti (o meglio di artificiosi "sentimentalismi") e/o di loro manifestazioni occasionali, esagitati ed estemporanei, tanto clamorosi al vedersi quanto aridi e indifferenti nella sostanza. Ci si dibatte in un modo di vivere in cui le mancanze proprie non vengono riconosciute come bisogni, anzi spesso neppure percepite come proprie, per cui ogni malessere viene PROIETTATO su di un mondo esterno più fantasticato (vedi l'animazione tratta dal capitolo La fobia di Scienza e psicanalisi), che reale e quindi poi  trasformato non solo in statiche fobie ma più spesso in ostilità allo stato brado o in colpevolizzazioni assurde, se non in disponibilità cieca ad ogni suggestione o persino istigazione. Credendosi all'interno di questo mondo irreale e senza più alcuna padronanza del proprio corpo, ci si rannicchia in una fragilità data per definitiva; si misconoscono gli impulsi interiori per cui tanto spesso la rabbia viene data come "attacco di panico" e gli impulsi sessuali come unico segnale di "diritto ad esistere"; ci si disperde in una rincorsa alla novità; ci si consola in pure esteriorità alla ricerca distraente di divertimento-eccitazione; o ci si consuma in un vortice di sofferenze e rabbie immotivabili obbiettivamente, in una presuntuosa e stizzosa ricerca di dipendenza/tirannia, e di approvazioni gratuite, spesso mischiate con pseudo-ribellioni e con atteggiamenti ricattatori: il tutto sicuramente in un odio programmatico contro ogni consapevolezza, contro ogni autentica partecipazione, contro ogni manifestazione di libertà ed individuazione (vedi in proposito il famoso libro di Aldous Huxley Mondo Nuovo.

"Disturbante da nascondere" e "meccanismi di difesa"

Televideo 04/07/2007 02:40
Brutti ricordi addio, grazie a pillola
 
Brutti ricordi addio, grazie a pillola
Arriva la pillola dell'amnesia selettiva.Lo hanno annunciato scienziati del McGill University di Montreal e dell' Harvard University di Boston, che hanno condotto la ricerca in parallelo.
Il farmaco causa alcune reazioni chimiche nel cervello cancellando i brutti ricordi. Secondo i ricercatori, per cancellare il ricordo di un trauma l'effetto della "pillola" va coadiuvato con una terapia psichiatrica. Se il farmaco viene preso solo nel momento in cui si ricorda qualcosa di spiacevole,il brutto ricordo viene solo affievolito.

Ben frequenti - e spesso comunque ben molesti - sono i casi dei grossi vuoti di memoria in cui è stato "ricacciato" (ripeto: incosapevolmente!) qualcosa di disturbante. Può capitare come situazione occasionale per chiunque (chiamata popolarmente "lapsus" o ufficialmente "dissociazione" nel fondamentale testo DSM-IV, pag. 526 e seg.); ma non si tratta ad ogni modo mai di un problema di età o di distanza nel tempo: i vecchi ricordano meglio le esperienze remotissime che quelle recenti, mentre è dimostrata la possibilità che ci si possa ricordare di esperienze persin prenatali (vedi Nota). Infatti questo oblio non è né un difetto né una debolezza: anzi è qualcosa come una - seppur inconscia, deliberata, e, se duratura, estenuante e interminabile - censura che attinge, sprecandole, alle energie soprattutto della sfera sessuale, e per di più trascina seco conseguenze a valanga, sia come impoverimento che come rischio. Le EMOZIONI, questi strumenti di adesione alla vita, queste fonti di energia che conducono verso la partecipazione consapevole e su cui vengono a costruirsi quelle ESPERIENZE arricchenti che stanno all'origine della saggezza, diventano invece un esplosivo  conglomerato di emozioni inconsce in frantumi deteriorati fuori di ogni controllo. Anzi in ogni momento ad ogni esperienza soggettivamente risvegliante antichi traumi, il rimosso (per usare la terminologia di Freud) tende ad esplodere: devasta la persona nel suo insieme, fisico e mentale, spesso anche trascinando con sè familiari e persino vicini o colleghi. Queste emozioni non sviluppate e rinchiuse inevitabilmente si esprimono in una cecità ai veri rapporti, in un'intrecciarsi di solitudini interiori, in cui caricature di rapporti solo fantasticati si annodano come "legami" (nodi), che a loro volta si stringono sempre più in progressiva ostilità, in aggravamenti che a valanga sempre peggio cortocircuitano su se stesse mente e sensibilità, chiuse all'esperienza. (Il libro di Ronald Laing Nodi - con una serie di esempi, espressi in forma scherzosa e proprio per questo, efficacissima - illumina i coinvolgimenti fasulli che accentuano le solitudini interiori: descrive in scherzosi dialoghi quelle assurde, e purtroppo così frequenti, incomprensioni, se non fraintendimenti che vengono ad innescarsi su arbitrariamente credute "altruistiche" identificazioni-proiettive.)
L'affetto vero non può mai essere "troppo": favorisce la nutrizione, l'assimilazione, la crescita; e favorisce anche parallelamente i loro sublimati: l'apertura verso l'esterno, la partecipazione emotiva, la "propria" affettività, ed anche il proprio pensiero, la curiosità, la "creatività", la voglia di provare, sentire~partecipare, fare.
Ma esiste anche un affetto "falso" che in modo fastidioso si intromette nell'altrui esistenza persino contrabbandando per "affetto" l'interferire con le funzioni fisiche altrui; un presunto "affetto" che chiede "gratirudine" ed invece diviene fonte di interiori equivoci colpevolizzanti aumentando anche il potenziale di aggressività distruttiva nel soggetto e in chi lo circonda, in un vortice di maggiore ansia e maggiore distruttività, causa di malanni fisici e di veri pericoli (vedi -  magari terribili -  incidenti come le stragi del sabato sera).

SFIDE FOLLI IN CITTA A DUECENTO ALL'ORA

CRONACHE: DUE O TRE ALLA VOLTA, DIPENDE DA QUANTO E’ LARGA LA STRADA: intervista a un "pilota")
 c’è chi si fa un sacco di soldi ma l’unica cosa che conta è l’adrenalina... C’è bisogno di un rettilineo per portare la macchiana alla massima velocità, bastano tre o quattro chilomentri, ma più è lungo meglio è...
Quante sono le macchine che partecipano?

Di solito sono un centinaio. Qualche volta di meno, spesso di più.
Come funzionano le gare?
Ci si guarda e ci si sfida. Due o quattro per volta a seconda della larghezza della strada.
tolleranza zero

TOLLERANZA ZERO
Corpi mutilati e auto distrutte
Spot choc contro le stragi

Infatti neppure si può vivere bene e prosperare se l'affettività non viene affiancata da aumenti proporzionali di spazio utilizzabile a disposizione: e se le energie ristrette e bloccate possono esplodere per reazione ad una noia "mortale" potenzialmente mortifera, possono anche implodere trasformate in paralizzanti paure. Ma pur nelle migliori situazioni ogni allargamento di "aperture" riapre grossi varchi di  di maggior partecipazione: da cui maggior reattività anche neurovegetativa, maggiore vulnerabilità emotiva, rischio accresciuto di più diversificate sofferenze e preoccupazioni anche per la comparsa di emozioni nuove come la dignità, l'indignazione e la prudente lungimiranza.
(Come magari disse anche Platone nel
Libro Settimo de La Repubblica
Un individuo con qualità piú elevate ha maggiori bisogni per essere felice, è probabilmente capace di più acute sofferenze, ed è certo più sensibile ad esse per molti aspetti, di un individuo con qualità inferiori... Chiunque supponga che questa preferenza ha luogo mediante un sacrificio della felicità - che l’essere superiore in uguali circostanze non è piú felice dell’inferiore - confonde i due concetti completamente diversi di felicità e di soddisfazione.
Ma - come non si legge certo ne La Repubblica di Platone - se tutto ciò potrà realizzarsi e valorizzarsi avverrà però solo per espansioni graduali e successive e per mezzo di un parallelo e graduale irrobustimento dell'Io, tramite esperienze calibrate da costanti precauzioni.

"Paura" crede di raggiungere la salvezza costruendo barricate: e così restringe spazi, conoscenza, rapporti e consapevolezza... e continua ad ampliare invece sempre rinnovati motivi di trepidazione e di bisogno di dipendenza.

copyright Pucci Violi

Va quindi puntualizzato che un qualcosa di disturbante da nascondere può sia riguardare esperienze "esterne", cioè fatti dolorosi accaduti, sia altrettanto insopportate "esperienze" interne: cioè emozioni inaccettate in quanto troppo in contraddizione con altre emozioni; con altre possibilità dell'esistenza; con una visione unitaria ma ristretta della propria individualità; con conflitti insormontabili tra gli affetti e se stessi; con il bisogno di appartenenza in contraddizione con passate - o prospettabili - situazioni e possibilità proprie; in contraddizione tra progetti di attuabilità incerta e voglia passiva e dipendente di delegare ad altri il soddisfacimento dei propri desideri; tra ambizione e evitamento dell'insuccesso... e così via. 

Lo sviluppo è vario, discontinuo  e tanto più vario e discontinuo quanto più è preparatorio ad una vita varia, ricca, piena, "potente" (cioè in possesso di varie, ricche, piene "possibilità"): solo un'attività varia, discontinua, modificabile, abbandonabile senza conseguenze, fine a se stessa come è appunto il gioco, il vero gioco non inquinato dalle pretese, dalle pressioni adulte può permettere questi allargamenti di orizzonti e questi aumenti di possibilità, ma esistono altre vie in cui queste discontinuità diventano patologiche.
Dall'ottundimento e/o dall'oblio si può non giungere comunque alla completa passiva "pazzia": esistono anche veramente casi in cui si arriva alle - attive - personalità sdoppiate o multiple: persone il cui corpo autentico viene addirittura "dimenticato", che di momento in momento si "credono" un'altra (o altre) persone e si comportano di conseguenza. Sono situazioni reali e non di fantascienza, riscontrabili ovunque e non soltanto in America: probabilmente non dovute ad eventuali cause intrinseche o in consequenza di semplici "traumi", ma create invece artificialmente. Sistemi psicologici abusanti (sia tecnologici che scientificamente "psicologici") possono attuare un annullamento della volontà e una "frammentazione" della memoria", fino alla "costruzione" intenzionale di multipli (MPD / DID: da non confondersi con la ben differente schizofrenia): e questo in vista anche di sfruttabili finalità. E' probabile che per lo più questi sdoppiamenti derivino da queste cause "artificiali", ma non è certo questa la sede per parlarne: molto dimostrativo dal lato descrittivo è ad ogni modo il libro di F.Rheta Schreiber Sybil  in cui si descrive un caso paradigmatico di personalità multiple. (Ne esisteva anche una traduzione in italiano ora introvabile, ne fu tratto anche un film (Sybil (1976) (TV regia Daniel Petrie, attori: Sally Field come Sybil Dorsett, Joanne Woodward come Dr. Cornelia Wilbur), anch'esso tradotto in italiano e anch'esso subito sparito dalla circolazione).

In Morning Come Quickly chiede e si chiede Wanda Karriker: Where are they now? [= Dove sono adesso? ]
Perché agenti segreti, spie, informatori, assassini... "costruiti" per mezzo del lavaggio del cervello funzionano meglio dei consapevoli, stipendiati agenti segreti / spie?
(vedi: ripetuta in Imbroglio è il contrario di sviluppo:

Una pregnante testimonianza italiana

Per la sua importanza documentale, questa testimonianza viene parzialmente ripetuta anche in questo file/capitolo. Per chi volesse conoscerla completa e seguirne i succesivi aggiornamenti la può trovare nel file Testimonianze e dubbi di un altro sito: si tratta degli ultimi aggiornamenti e quindi non è ancora presente nel relativo libro.

Associazioni libere dall'analisi di un sogno - qui non trascritto, ma presente in forma autentica nel dossier cartaceo dell'Associazione - del  27  agosto  2005.
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I CERVELLI  ED IO.
.....
.... Le chiedo cos’ha contro di me, dato che non ci conosciamo e lei facendo una smorfia mi risponde così :
”Il tuo appartamento è in un caos indicibile, come fai a tenerlo così?
E poi mi dai l’impressione di essere una persona falsa…”
.....
*Ho sempre pensato che tutto ciò che mi è accaduto fosse colpa mia. Non ero mai abbastanza, sempre troppo poco, inadeguata in ogni situazione e in ogni momento. Poco intelligente, poco simpatica, poco carina e riuscivo ad arrivare sempre in ritardo su tutto… ma alla Base (*) e altrove, riuscivo ad essere efficace, avendo la sensazione e  a  volte la certezza, di esistere, perchè qualcuno si era accorto di me ed io mi sentivo a casa, un alloggio disordinato, caotico, pieno di sangue, di fiori, di aria grigia e  pesante dove ogni tanto un raggio di sole arrivava e c’era un letto con una bella coperta colorata e vicino un piccolo comodino ed il bagno in camera. Avevo tanti libri, alcuni di studio, altri di lettura, perchè il cervello andava tenuto in costante allenamento. Giochi di guerra su un tavolo per allenare il cervello ad organizzare e ad agire quasi simultaneamente. Era strepitoso come mi riuscivano facili e allora pensavo che non dovevo essere così stupida e inutile come immaginavo; ma allora perchè alla fine nessuno mi amava, anche qui  dove faccio molto bene ciò che mi chiedono, mi accorgo che l’affetto non  c’è ed ho la spiacevole sensazione di confondere le cose, di vedere e non capire, di non sapere nulla in realtà, se non quello di ‘’sembrare’’ di sapere e non è la stessa cosa!
Perchè non vieni a prendermi papà? Perchè non ti accorgi  che non sto bene? Portami via, ti prego.
La mia cella, il mio alloggio è tutto quello che ho, oltre a tanti scheletri nell’armadio…
‘’Abbiamo grandi progetti per te,ma devi fidarti di noi che siamo diventati la tua famiglia. Ti educheremo, ti alleneremo, ti alimenteremo, diventerai ciò che vuoi e noi saremo sempre con te’’.
A volte mi rannicchiavo sul letto e dondolandomi pensavo che tutto prima o poi ha una fine, basta avere pazienza e saper aspettare, pensavo anche che tutto sommato mi piaceva stare da sola… oppure mi  hanno detto che la solitudine dà forza..? Parlavo con il comodino e gli raccontavo i fatti miei e lui a volte mi rispondeva, sorridendo, che andava tutto bene.
Ma chi pensava cosa? Era il mio cervello o erano tanti cervelli che si parlavano fra di loro interferendo uno con l’altro?
IO  DOVE SONO???
Che confusione…. qualcuno vuole parlare con me,ma non sono in casa, o meglio, ci sono, chissà in quale stanza e allora subentra qualcun altro ed io lo sento che la mia testa è abitata da tanti  cervelli, ma che stando in una piccola stanza si danno noia a vicenda.
Mi chiedono di fare qualcosa, io non voglio, così lo chiedono a qualcuno d’altro e l’altro credo che lo faccia perchè  mi sveglio altrove senza memoria. Succede spesso, mi sveglio per un attimo, vedo del sangue, poi scompaio. Allora io non sono brava,sono quegli altri ad esserlo e usano il mio corpo per spostarsi, per prendere, per fare, sono forse degli spiriti?
Forse ho qualche potere magico… Però questi spiriti sono tutti cattivi mi pare, e poi perchè non si presentano? Loro sanno chi sono io, mi abitano! Certo che nei loro confronti sono in netto svantaggio. Dormo male, mi correggo, TUTTI dormiamo male e digeriamo male. Vorrei mangiare il fritto misto di pesce, IO, ma a qualche ospite il piatto che ho scelto non piace, così mi ritrovo davanti al menù sapendo che non mangerò quello che desidero, ma quello che penso di desiderare o quello che gli abitanti del mio cervello vogliono. Così alla fine, ogni volta che mi trovo a dover decidere, dalla cosa più stupida a quella più importante, vado in confusione, sento che nella mia testa c’è agitazione, tutti vogliono fare a modo loro, ma c’è un solo corpo e stanca aspetto, senza fare proprio nulla. Gli inquilini sono impazienti, bisogna decidere, bisogna agire ed io sento il cuore pulsare sempre più  velocemente, l’angoscia  mi assale, diventi frenetica pur stando ferma, poi tutto tace, i cervelli si placano, hanno capito finalmente che quando decido di non dargli retta  non possono fare altro che aspettare con me. Mi snervano, parlano tra di loro, confabulano e cercano di tenermi allo scuro delle loro faccende, vorrei sfrattarli, ma a quanto pare l’operazione è più difficile di quanto sembri. Qualche volta mi sembra di individuare la personalità di uno degli inquilini, è un attimo, appena sente che lo sento si ritira, come una lucertola nella fessura quando la spaventi. Uscite allo scoperto vigliacchi di cervelli bacati!!!

Penso di avere iniziato ad ospitare altri cervelli nel mio all’età di tre anni.

(*) "Base": Base militare di addestramento.

Continuazione: sogno e commenti del 22 novembre 2005:
Sono investita da una pioggia di animaletti, sembrano piccoli scorpioni o gamberetti, il loro colore è bianco e sono “croccanti” e duri allo stesso tempo. Accanto a me ci sono altre persone, ma la pioggia bianca animata investe solo me.
L’altra scena si svolge in un vivaio dove non entro nella stanza per evitare di essere aggredita dalle cavallette, ma una riesce a penetrare nei miei capelli e si infila dietro la nuca ronzando fastidiosamente, cerco di scacciarla, ma della cavalletta sento solo il ronzio, come se mi fosse entrata nella carne e dall’interno lavorasse provocando un rumore,un continuo zzzzzzzzzzz…

Credo di chiamarmi Mike,sono un pilota di caccia.
Compaio all’improvviso quando la situazione si fa critica e cerco di prendere in mano la situazione,ne ho le capacità. Ho sangue freddo quanto basta, inseguo il nemico sino a che non scompare definitivamente e irrimediabilmente dal monitor e dal radar. Game Over anche nella realtà. Sono determinato, cocciuto e molto sicuro delle mie forze, ho “ottime capacità logiche”, a quanto si dice è nel mio DNA. Sono cattivo, non è un difetto, in guerra aiuta a concentrarsi meglio, si rende di più e sicuramente mi dà la possibilità di tornare dalla missione intero! Quando piloto sono molto gasato, ma nello stesso tempo calmo e freddo come un Killer. Probabilmente mi piace perchè è una cosa che mi riesce bene.
Mi spiego come mai in questo periodo mi sentivo più uomo che donna!
Ma sono tutti cattivi i miei cervelli! Mi spiego la “rigidità” che prendeil posto delle emozioni, l’indifferenza che ho verso gli altri e l’incapacità di manifestare ciò che provo in azione, es: affetto-abbraccio, disagio-inquietudine, paura-pallore, tristezza-pianto, invece mi capita così: affetto-rigidità, disagio-rigidità, paura-rigidità, tristezza-rigidità. Sia il corpo che la mente smettono di comunicare e subentra l’automa che, tramutata in una antenna umana, aspetta l’ordine di agire, ma se l’ordine non arriva l’automa rimane in stato di all’erta (la prima fase è la rigidità) e poi cambia, subentra uno dei cervelli che “copre”, “maschera” l’automa (come la pioggia di animaletti) proiettando negli altri un'immagine fasulla, ma non estranea. La capacità dei cervelli-automi è quella di “salvarsi la faccia” ogni qual volta la situazione lo richieda, non bisogna essere necessariamente delle spie, ma dei bravissimi illusionisti sì! Fumo negli occhi!

Ieri verso l'ora di pranzo ho avuto una crisi, una furia cieca, scaturita da non so cosa, mi ha fatto diventare una iena. Rabbia, desolazione, impotenza, trappola, emarginazione (obbligata e voluta).
Ignoranza, repressione, balocco per i più grandi. Ho pianto, pianto e pianto, poi, di colpo, una calma fredda  e  un certo torpore ha fatto capolino e poco per volta mi sono calmata. Stamattina invece, ho pensato di andare a fare benzina senza  la macchina e di chiedere al benzinaio  "il pieno".  Qualche secondo dopo ho avuto come dei flash, mi spiego: sono io, non sono io, sono io, non sono io, ecc, ecc.
La  "non sono io" cambiava completamente i connotati ed il carattere, mentre  "sono io "  ero io, ma parecchio offuscata!?  Mi domando, lecitamente, cosa mi sta succedendo?!!!  Davanti allo specchio ho avuto paura, l'immagine che rifletteva era  "diversa" dall'immagine reale. Non mi riconosco, è come se tra la bambina di tre anni (in cui mi riconosco bene) e la persona che sono ora  sia successo qualcosa che le ha scisse, poi scisse e poi ancora scisse.
Ora, per riuscire a mettere insieme i multipli dovrei inglobarli in un'unica  persona, solo che manca il soggetto, il fulcro, manco io. Dove sono?
Se la rabbia  fosse scaturita da me? Mi spiego: Insieme ai multipli, da qualche parte ci sono anch'io ed IO sono diventata parte di quei multipli (ovviamente), così mi capita a volte (purtroppo) di emergere come un urlo disperato dal profondo abisso
cercando  di aggrapparmi a qualcosa di solido e stabile per non  essere inghiottita di nuovo  dal buio più nero. Non sempre riesco a trovare un buon appiglio, qualcosa che mi dia la spinta a stare in superficie.

Mi domando spesso cosa sarei  ora e cosa farei  adesso se  le mie inclinazioni avessero seguito naturalmente il loro corso? Di questo sono molto dispiaciuta. E' difficile per me, in questo momento e periodo, non provare una punta di invidia per chi ha potuto, ed è riuscito ad essere se e fare ciò che più gli riesce meglio, dalla pittura, alla fotografia, ad un impiego qualsiasi. Essere una persona nel mondo e non "qualcosa" che c'è in modo astratto, come sono io, chiusa nella mia stessa testa e sentirmi in trappola e assente allo stesso tempo  - è frustrante . Sono prigioniera dei miei multipli, dei miei cervelli. Devo ricomporre il mio puzzle. Avrei bisogno di un "pieno" di coccole, un  "pieno" di auto stima, un "pieno" di energia e di vita e di un bombolone alla crema (questo è il più facile di tutti da ottenere), accompagnato da un buon cappuccino chiaro e bollente (anche d'estate).

Commenti successivi - 13/06 /2006:

Oggi sono in fase “ addormentata “ , il complesso di  inferiorità è particolarmente sentito e pensare di essere stata addestrata ad essere un
“giocattolo sessuale“ non aiuta certo a diminuirlo , semmai il contrario . Rabbia?  Direi di no , frustrazione e sbandamento si.
...  I contrari. Una vita fatta di “normalità“, contro una vita “fuori dalla norma“, una sotto vita o una vita sopra le righe. Bambini che non fanno i bambini , bambini trasformati in “animaletti“ da combattimento oppure in cavie da laboratorio.
Bambini svuotati della loro personalità e riempiti di altri pensieri, di altre storie, di altri cervelli .
Sono pensieri di guerra e storie di morte ed ai pensieri seguono le azioni e nascono le storie, “storie“ che non si possono narrare per paura di non essere creduti, di passare per bugiardi. Gli adulti sanno essere molto spietati, ma  se diamo ad un bambino solo e disperato una ragione di vita e lo convinciamo che “si può fare“ … "tutto si può ,basta volerlo“ … Lo carichiamo di odio e di grande fiducia in se stesso, basta dirglielo con un tono gentile e accomodante, mentre lo picchiamo selvaggiamente utilizzando mani e piedi … La fiducia in se stesso verrà dal fatto di essere sopravvissuto e che niente e nessuno potrà mai ferirlo, ucciderlo …
E’ chiaro che il bambino si è trasformato in qualcosa d’altro, ed è quel qualcos’altro che deve farci riflettere e preoccupare.

Nel file/capitolo Imbroglio è il contrario di sviluppo di questo sito si trova in forma più ampia (in forma completa in vari files di un altro sito: vedi The guilt-free soldier ) questa testimonianza  DIRETTA e in continuo aggiornamento:  qui ne vengono - e ne verranno - aggiunti i paragrafi particolarmente significativi.
Un aggiornamento - firmato con un nome differente da quello anagrafico ad indicare la "personalità" autenticamente multipla - rivela il perché questa persona molto spesso si presenta in un modo, con un abbigliamento e con un linguaggio verbale e comportamentale ben diverso da quanto - come origine, formazione, ambiente  - sarebbe stato logico aspettarsi. (Ed a questo va aggiunto un particolare piuttosto singolare: un udito straordinario.)

Chiedo che nessuno si intrometta tra ciò che ero e ciò che sono. Adesso non sono io, chi scrive è una persona dalla mentalità scientifica e metodica, sadica.
Il suo compito è individuare e neutralizzare le spie con ogni mezzo. Dopo averle individuate entra nel loro mondo, parla come loro, si veste come loro, frequenta gli stessi ambienti. E' una persona affascinante e affabile, caratteristiche che gli servono per avvicinare le vittime e diventarne amico. Fiducia prima di ogni cosa. L'insetto rimane impigliato nella ragnatela del ragno pescatore. Conquistata la fiducia si porta il soggetto a scoprirsi con domande tranello o semplicemente lasciandolo parlare, facendogli credere di essere dalla sua parte. Un gioco da ragazzi !!!
Bisogna fare in modo che il soggetto non vada mai fuori tema e qual'ora dovesse accadere, lo si indirizza delicatamente. La gentilezza in questi casi è fondamentale. La voce è un'arma letale. Dopo aver appurato che il soggetto è una spia, si passa all'azione vera e propria. La tortura viene utilizzata nei casi dubbi, mentre la " soluzione definitiva " nei casi certi. Risolto il problema si passa al depistaggio, lasciando solo le tracce utili. Terminato si ritorna alla base e la vita prosegue come se nulla fosse accaduto.
Eppure all'esterno non trapelava che ben poco. Eppure almeno alcuni di questi bambini per determinati periodi conducevano anche una vita in apparenza "come gli altri". Ma non veramente "come gli altri", poiché NULLA doveva trapelare di quanto nella loro altra "vita" accadeva: e così - ancor ora nel ricordo - per un altro "sopravvissuto"  veri terribili incubi non erano le interrogazioni "tecnologiche", ma i "temi liberi" ed ancor più le interrogazioni di Storia.

Pensieri sparsi:
ho sognato [il gatto] Pino , credo che sia morto. In vita l'ho trattato malissimo, eppure in sogno era contento di vedermi (la forza dei sensi di colpa !).
Alla base molte volte ero in disaccordo con quello che facevo e quello che dicevano le persone a cui la mia vita dipendeva. Sapevo che seppur in disaccordo a loro non interessava certo il mio punto di vista e dal canto mio facevo di tutto per non soccombere. Era un tira e molla continuo, coscienza contro sopravvivenza. Colpire per non perire.
Forse il fatto di non avere stretto amicizia con gli altri bambini mi  ha protetta dalla responsabilità pesante che venissero fatti fuiri a causa mia. Vigliaccheria? Può darsi. Non ricordo di averci neppure provato a stringere dei rapporti con loro, tanto a che sarebbe servito? Nessuno sapeva che cosa ne sarebbe stato di noi, per quanto mi riguarda eravamo dei morti viventi.

Eppure sentivo quei bambini vicinissimo a me e quando mi rendevo conto che qualcuno di loro mancava all' appello e che non lo avrei più rivisto, la disperazione più nera e l' ansia incombevano su di me per poi ricadermi addosso come un grosso masso. In fondo a pensarci bene non c'era bisogno di essere amici, bastava uno sguardo e capivamo chi sarebbe passato e chi no ... Eravamo tutti nella stessa situazione di pericolo.
Pensavo alle interrogazioni scolastiche: studiavo , eppure quando mi trovavo alla cattedra mi assaliva un'ansia tale che dimenticavo tutto e non riuscivo ad emettere nessun suono. Il terrore puro. Quando poi l'argomento riguardava la tecnologia (computer), il cuore iniziava a battere all'impazzata e avevo delle vampate di caldo tali da respirare a fatica.
Tutte cose che provavo all'interno, mentre esternamente parevo tranquilla.
Avevo paura di imparare. Imparare per me equivaleva a togliere la vita, ad uccidere. La matematica , la fisica e la chimica avrebbero potuto "insegnarmi" in maniera subdola, attraverso segni o simboli che sarei riuscita a codificare solo io, ad eliminare senza lasciare traccia o indizi ... Pazzia? Disperazione.
Vedevo gli altri andare avanti, mentre io non riuscivo a spiegarmi i continui blocchi mentali e fisici e restavo indietro.
Tutto mi era estraneo e tremendamente spaventoso. IO ero altro da ME.
Sogno e considerazioni del 28 ottobre 2007:
Una bimba appoggia la testa sul mio seno, una, due, tre volte e poi improvvisamente si stacca e guardandomi dritta negli occhi con aria di chi sa quello che sta facendo, mi dice: "comunque non mi piaceva il tuo accarezzarmi la testa ...".
Già, io ero in piedi e la abbracciavo e nel mentre le accarezzavo la piccola testa.
Ci sono rimasta male non tanto per ciò che mi aveva detto, ma per lo sguardo furbo e cattivo rivoltomi ... infido, mi stava studiando e pareva avesse capito chi si trovava davanti. ...
La bimba sicuramente ero io, forse una personalità. Aveva uno sguardo che metteva a disagio e scrutava, scrutava ...
Ricostruire, ricostruire, cercare di ricordare. Mi sono chiesta più volte come mi vivono le persone che mi conoscono e quelle che mi hanno conosciuta. .. Sono stanca e scoraggiata, ogni volta che vedo delle possibilità, qualcosa o qualcuno mi mette i bastoni tra le ruote e mi sembra di ritornare indietro e devo fare un enorme sforzo per rimotivarmi.
Dal collegio in poi mi sono stati RUBATI i miei no, i miei NON HO VOGLIA, i miei PENSIERI PRIVATI, i miei affetti e le mie QUALITA' che hanno trasformato in armi non convenzionali e mortali. Sono stata rivoltata come un calzino e TRASFORMATA in animale da combattimento. Da BAMBINA sono stata "cambiata" in un essere a me del tutto sconosciuto. Un corpo solo con 100 teste ed ognuna di esse ha volontà, pensieri e atti propri e tra di loro NON SI CONOSCONO !!!  Avete idea della confusione che crea tutto ciò?!!
IO DOVE SONO? ESISTO ANCORA O SONO STATA DEL TUTTO CANCELLATA? IO NON SONO UN DEMONE, NON NASCO DEMONE.
Sono stanca, molto stanca.

La verità per me è un fatto di PANCIA! In fondo è da lì che la mia ribellione è partita e forse la bambina del sogno E' LA VERITA' IN PERSONA che si accorge che la mia "dolcezza" è fasulla, mi fa sapere che lei sa, mi critica, mi dice esplicitamente di smetterla di essere mite, docile e lo sguardo che usa è sincero ed è il mio quando SENTO che L'altro subentra ed assume il controllo del mio essere INTERO (corpo e mente). Sono io la fasulla e non la bambina, perchè io sono il risultato di continue manipolazioni. La bambina è rimasta tale, come lo è la verità ed i fatti, bisogna assolutamente liberarla dalle sovra strutture in cui è stata imprigionata e che a distanza di tempo sono diventate macerie. Spero di riuscire a ritrovarmi. Lo spero sinceramente.

"Rivissuti",  "cervello viscerale", consapevolezze precocissime...

Base portante della grande SCOPERTA, del grande ragalo datoci da Freud - la PSICANALISI -, è l'EQUIPARARE la cura dei pazienti sofferenti per accadimenti traumatizzanti a quella destinata a chi è danneggiato da conflitti interni irrisolti (vedi l'antitesi: "imbroglio/sviluppo" al lemma 2327 del Dizionario dei sinonimi e contrari), e/o da emozioni soggettivamente inaccettabili. Proprio questo riconquistato RISPETTO per entrambe le situazioni ha permesso un così enorme progresso nella teoria e nella pratica. E da allora non solo offre una così valida possibilità agli psichiatri di ottenere vere guarigioni, ma propone anche più precise possibilità di cura alla medicina nel suo insieme, oltre che garantire continui apporti concreti al generale bagaglio della SCIENZA tutta.

Stanfort University
Serie ricerche scientificamente corrette
indicano le basi biologiche delle "memorie represse": vedine i links e un estratto in Consciusness and memory.

Infatti, anche quando l'oblio è profondo e pesante (e, come spesso accade, "aiutato" da alcool o da droghe, se non