#aggiornamenti, #presupposti, #tempo_e_rappresentazione,
#grande dolore(*), #testimonianza, #saggezza_del_corpo #resilienza, #prospettive_contrarie, #organizzatori-induttori,
#memoria_e_consapevolezza,
#meccanismi_di_difesa, #personalità_multiple, #resilienza-recupero,
#rivissuti, #sistema_APUD,
#mercatino_dell_usato, #importanza_dei_sensi, #nascita_e_pre-nascita, #non tutti la pensano così,
#consapevolezza(*), #segnalazioni
Aggiornamenti e segnalazioni:Questo sito e i libri che ne derivano NON sono di INFORMAZIONE, ma si costituiscono come una specie di ENCICLOPEDIE TEMATICHE, in cui vengono presentati e discussi vari argomenti da leggersi e soprattutto da CONSULTARE di volta in volta.A seguito di
difficoltà
lamentate e
relative richieste,
l'architettura stessa del
sito è stata modificata in funzione di un più
agevole
orientamento: sdoppiato,
il file di prefazione e illustrazione degli indici prende ora un nuovo
nome - Prefazione,introduzione
e indici illustrati - che riinvia a
un differente URL
mentre diventa
iniziale e
fondamentale
un file
semplificato dove a prima vista compaioni i links
indirizzanti
sui capitoli interni.
In particolare proprio QUESTO FILE costituisce il centro focale di un volume a se stante Consapevolezza e Memoria
Copyright DEP634300996254663750Consapevolezza-e-memoria.pdf che può venir acquistato nelle
librerie come tale in forma cartacea ma può anche anche venir
scaricato in rete dal relaivo pdf e stampato a proprie spese
dall'utente.
Mentre dal punto di vista del sito e di questo file come tale va considerato che gli argomenti che vi vengono esposti - e TESTIMONIATI - non sono banalmente innocui nè tanto meno di facile accettazione: pertanto sia questo file che altri in particolare vengono presi di mira e boicottati da abili hacker come appunto è successo di recente richiedendo una molto accurata revisione Il
sito verrà di
continuo aggiornato:
per
cui occorre di tempo in tempo ridargli un'occhiata ed eventualmente
proporre considerazioni,
critiche o informazioni che saranno molto gradite.Ogni link è monitorato
Questo file
in
italiano ha il
corrispettivo in inglese Consciousness and memory
non
rispecchiante
una
semplice traduzione per le differenze di impostazione dovute alle
diverse
fonti culturali, come pure
quelli intitolati Quando la certella
clinica è terapeutica...,, e Le
faccende
domestiche,Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro, Infanzia:
tempo di
mutamenti che si
differenziano dai corrispettivi in inglese - Introduction, Anamnesis a way for
healing?, Domestic
chores. Ergonomics and psychology of a REAL work, Childhood:
times of mutability -
per dati
bibliografici, citazioni e
testimonianze.
Per accogliere le richieste di una più agevole lettura, i testi di questo sito sono stati - anche - trasferiti in un LIBRO: Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani Corso
Marconi 34/a 10125 Torino
(ITALY)
giuliana@cortinalibri.it,
on-line
international orders E' ora in vendita anche il libro From children of YESTERDAY to adults of TOMORROW in cui sono stampati i file in inglese: Abebooks.com, Alibris.com, anche presente in Kindle, nonché in edizione più curata e aggiornata in Cortinalibri.it L'edizione
del
2006 del libro Bambini
di
ieri
= adulti di oggi. Adulti
di
oggi ->
adulti di domani risulta
ora molto
arretrata rispetto al sito Web: ne vengono quindi predisposti
aggiornamenti
sotto forma di libretti
tematici. Il
sito infatti nel tempo si è molto arricchiro, precisato,
aggiornato:
per
poterne pubblicare le novità i vari file verranno via via
stampati
raggruppandoli in una serie di
"libretti
tematici" i cui capitoli dei vari
libri - molto più completi dei file in .htm
- possono
venir scaricati dal sito a partire
dai relativi
link. I nuovi volumi possono esser
acquistati come veri
"libri", ma anche i relativi pdf possono venir
SCARICATI e stampati a proprie spese dall'utente. Tutti i nuovi volumi possono
esser acquistati come
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possono venir SCARICATI e stampati a proprie spese dall'utente, ma
a due condizioni:
1) Il libro, qualsiasi sia il supporto, dovrà essere assolutamente integro e completo sia nel testo che nella grafica; ogni modifica, soppressione, aggiunta di qualsiasi tipo faranno decadere il permesso di duplicazione e faranno automaticamente ricadere nei reati previsti a tutela del diritto di autore.Come i libri, i capitoli dei vari libri - molto più completi dei file in .htm - possono venir scaricati dal sito a partire dai relativi link. Ma se tutti i nuovi volumi possono esser acquistati come veri "libri" e i relativi pdf SCARICATI e stampati a proprie spese dall'utente, anche ogni file - duplicato o riprodotto su supporti elettronici, cartacei o di qualsiasi altro tipo - può venir distribuito ma soltanto a condizione di venir direttamente CITATO come tale nella sua integrità senza omissioni fuorvianti. Libri in pdf Copertina libro Infanzia Infanzia un mestiere
difficilissimo
Copyright DEP634301000709820000Infanzia-Mestiere-difficilissimo.pdf Consapevolezza e Memoria Copyright DEP634300996254663750Consapevolezza-e-memoria.pdf File in PDF Consapevolezza e memoria ESPERIMENTI SU BAMBINE_I.PDF Quando la cartella clinica è terapeutica... Dare ai ricordi una specie di seconda vita? Medicina: scienza applicata e multidisciplinare: Emozioni, istinti, ricordi, contraddizioni Danza-del-tempo. Giornata.pps Danza lenta Presentazione professionale Presentazione-libri Raggruppati
per
singoli argomenti, aggiornati e completati, i capitoli ormai superati del libro Bambini di IERI= Adulti
di oggi. Adulti di oggi -> Adulti di DOMANI sono presenti
in volumi separati terminanti ciascuno con il file Considerazioni e conclusioni /
To complete
and to outline
che offre una sintesi organica e riassuntiva di tutti i problemi in
discussione.
Presupposti
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|
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La saggezza del corpoLa LENTEZZA di azione della percezione cosciente è ben al di sotto delle possibilità di preparare con la opportuna tempestività l'organismoa situazioni di particolare impegno: spesso per chiunque, ma per molti individui in modo particolare, i segnali di attenzione transitano e si fanno conoscere prima di tutto attraverso meccanismi viscerali. Ma non solo l'intestino è "intelligente" di suo: gli scambi di influenzamenti incrociati tra "mente cosciente" e "reazioni viscerali" sono da prendere di continuo in considerazione: anche una terminologia tecnicamente "scientifica" può convalidare la "normalità" di questi "retroscena" biologici sottostanti a classici - e inoppugnabili - modi di dire proverbiali: sentirsi stringere il cuore, avere un mattone sullo stomaco, prendersi un mal di pancia, sentirsi torcere le budella, farsela sotto dalla paura ecc. ecc. (vedi file/capitoloGastroenterologia (Doctor News 15 febbraio 2006 - Anno 4, Numero 25)
ResilienzaPer meglio spiegare questi "recuperi" si
può usare un termine poco usato nella nostra
lingua, benché sia di genuina origine latina: RESILIENZA -
in fondo più popolarmente esprimibile con il quasi sinonimo: ELASTICITA'
-
che, secondo il dizionario Zingarelli designa la capacità
di
un materiale di resistere ad urti improvvisi senza spezzarsi
e - va
aggiunto - di incamerarne e assorbirne l'energia.
Nella traduzione in italiano del libro Mental Health Problems and Young People: Concepts and Practice di Louise Rowling, Graham Martin, Lyn Walker , LA PROMOZIONE DELLA SALUTE MENTALE E I GIOVANI Teorie e pratiche (ed. McGraw-Hill italiana a cura di Alessandro Grispini e Pompeo Martelli); vedi dalla presentazione di Michele Tansella: Il
termine
RESILIENZA ricorre
più volte nel testo ed è usato dagli Autori per indicare
la capacità umana di affrontare
gli
avvenimenti
dolorosi e risorgere dalle situazioni traumatiche.
L'espressione
è mutuata dalla fisica dove è utilizzata per identificare
la "capacità di un materiale di resistere a urti improvvisi
senza
spezzarsi". Se esaminiamo questo concetto in rapporto alle scienze
sociali,
possiamo dire che “la resilienza corrisponderebbe alla capacità
umana di affrontare le avversità della vita, superarle e uscirne
rinforzato o, addirittura, trasformato... Ma la
resilienza
è
piú della semplice capacità di resistere alla distruzione
proteggendoci da circonstanze difficili, è in ugual modo la
possibilità
di reagire positivamente a scapito delle difficoltà e la voglia
di costruire utilizzando la forza interiore propria degli esseri umani.
Non
è solo sopravvivere a tutti i costi, ma la l'abilità ad
usare
l´esperienza appresa dalle situazioni difficili per
impiegarla in
processi trasformativi e di recupero.
La resilienza indica la capacità di un materiale di ASSORBIRE ENERGIA in caso di urto e di ASSORBIRE gli urti. I materiali fragili ASSORBONO poca energia, i materiali duttili ASSORBONO molta energia.... Per quale motivo le ossa, sane e robuste finché vengono usate, diventano fragili e leggere negli individui costretti all'immobilizzazione?... L'osso è un tessuto dinamico che rimodella se stesso continuamente durante tutto il corso della vita. Lo scheletro è riccamente vascolarizzato e riceve circa il 10% della gittata cardiaca.... La particolare sistemazione di osso compatto e spugnoso provvede a una combinazione ideale di forza e densità per le sue funzioni meccaniche. Durante la vita l'osso è in continuo rimodellamento, in qualche modo collegato con i continui sforzi meccanici a cui è soggetto... Il movimento con il suo periodico "massaggio" dei canalicoli, garantisce agli osteociti cibo e ambiente di lavoro adatti allo svolgimento delle loro funzioni, mentre l'ozio li impigrisce.(vedi anche in Harrison's Principles of internal medicine Mc Graw-Hill Book Company e Harrison's Bone diseases). Una citazione - leggermente modificata e generalizzata - tratta da un sito sportivo: Si
definisce resilienza la
capacità di resistere alle frustrazioni dell’allenamento,
allo stress delle gare e in generale alle difficoltà della vita.
Tale capacità permette di elaborare risposte
adeguate e flessibili di adattamento a situazioni nuove o vissute come
tali, in
particolare se
traumatiche. In questa prospettiva, la resilienza si configura come un
processo che permette la ripresa di un sano sviluppo dopo un evento
traumatico e nonostante la presenza di situazioni sfavorevoli. Possiamo
affermare che la resilienza rappresenta per la psiche quello che il
sistema immunitario è per il corpo: un efficace
sistema di difesa.
In generale
lo sportivo resiliente possiede le seguenti caratteristiche: attitudine
a orientarsi verso l’allenamento, invece che ripiegarsi su se stesso;
capacità di attribuirne significati nuovi; propensione a
ricercare strategie creative di fronte alle difficoltà.
I fattori proattivi
comprendono tre dimensioni: dimensione biologica (risorsa della
personalità), dimensione psicologica (esperienza di attaccamento
sicuro, autostima e autoefficacia, attitudine ad
apprendere dall’esperienza),
dimensione sociologica (importanza delle relazioni familiari, amicali,
presenza di rete di relazioni formali e informali).
Il sintesi lo
sportivo resiliente tende ad affrontare i problemi in
modo costruttivo
e non subisce
gli
avvenimenti lasciandosi condizionare dall’ambiente e dalle esperienze
vissute nel passato.
Ristrettezza e
fragilità e incapacità di assorbire
gli urti? Ma
se una non-rigidità può dar luogo magari a una certa
plastica flessibilità,
questa non è una soluzione: lascia la situazione confinata in
una
singola direzione che si apparenta all'adattabilità
conformista. Nel meno peggiore dei casi la minor
vulnerabilità
di chi è "limitato" non può che ristagnare,
togliendo
comunque la possibilità di rinnovanti
arricchimenti
esperienziali: un bambino allontanato dal suo delicato e fragile
sviluppocome
genitore - trasmetterà questa "lesione" con
conseguenze
devastanti generazione dopo generazione al
massimo del "nuovo" - cioè ai e
condotto attraverso una via preordinata ad una pseudo-maturità
statica
e ristretta, da adulto - e non solo bambini
piccoli - e ai ricordi
della
propria infanzia se non alla MEMORIA
tutta.
Duttile elasticità è ben di più che semplice flessibilità: è la capacità "resiliente" di ASSORBIREin accrescimento tutto il sistema di aperture e di vie evolutive. apporti di energie - "buone" o "cattive" che siano. Una volta integrate nella propria esistenza ne divengono fertili fonti di vitale potenziamento: ogni nuova esperienza può così, avviando nuove sintesi e rinnovamenti, modificare ![]() Creatività, vie evolutive, sviluppo e evoluzione, ed anche feromoni ed emozioni, come pure il loro contrario - transfert e mercatino dell'usato - si trovano in paragrafi in parte identici ma meglio dettagliati nel file/capitolo Quando la
cartella
clinica
è terapeutica... e inseriti in altri paragrafi
di Dal sublimato
al concreo e... viceversa
in cui
risultaano ancor più ampiamente sviluppati e discussi.
Una necessaria e veloce precisazione semantica riguarda i termini collegati a "evoluzione" e "sviluppo". Evoluzione è ben di più di "sviluppo": possono "svilupparsi" soltanto entità già presenti, ed ancora INESPRESSE, mentre grandi forze CREATIVE possono promuovere - si potrebbe quasi dire: "GENERARE" - EVOLUZIONI in direzioni NUOVE e del tutto inprevedibili. Tornando al
concetto di RESILIENZA,
è però indispensabile precisare che anche il "terreno"
entro
cui affondano le "radici" ha una parte importante nella
possibilità
o meno di far "fiorire" o "appassire": se la resilienza
è piú della semplice capacità di resistere alla distruzione proteggendoci da circostanze difficili... [bisogna] incominciare a diffondere il concetto di resilienza per contribuire alla comprensione del fatto che ogni persona possiede questa caratteristica, ma da tutti noi dipende che possa essere sviluppata, se ci concediamo mutualmente la possibilitá di farlo. (Vedi articolo Resilienza).Non bisogna certo equivocare il concetto di resilienza con l'accezione meccanicistica di non fare una piega, né tanto meno con la possibilità delle personalità multiple di prestazioni eccezionali, bensì con la capacità di rispondere alle avversità in modo costruttivo [che] presuppone la disponibilità a lasciarsi 'ammaccare' dagli avvenimenti, tollerando il dolore quanto basta per elaborare una risposta trasformativa (di sé e della situazione urtante)Se davvero si tratta di "resilienza" quindi i RECUPERI non debbono condurre soltanto alla restaurazione dello stato iniziale, ma ad un superiore livello di maturazione, solidità e consapevolezza. Prospettive contrarieDi sicuro ogni recuper è comunque un impegno a lungo termine, gravoso, difficile e molto doloroso, come descrive ancora la già citata persona "sopravvissuta":Non posso mettere ogni cosa direttamente in ordine. Il ricordo va avanti e indietro non segue una linea diritta... L'avviarsi in simili vacillanti e imbrogliati passaggi, l'avvicinarsi e evitare la terribile verificaA che ciò sia potuto capitare... Però il riconoscere che là sta la causa della sofferenza, e che questa causa ha un senso, permette l'accettazione di queste memorie a più livelli, [anche se e quando] il lavoro interiore e la terapia hanno perso [e inevitabilmente] ogni dolcezza. ...
l’uomo un primate
intelligente
che agisce… in base alle sue capacità
cognitive
sviluppate
in lui in massimo grado...:e non basta
certo propugnare positive capacità
cognitive:
bisogna pur tornare
invece a controbbattere con qualcosa che ne è il
vero CONTRARIO.
Sono le capacità
cognitive
o non piuttosto le capacità di resilienza
quelle da sviluppare
ulteriormente?
la capacità di rispondere alle avversità in modo costruttivo presuppone la disponibilità a lasciarsi 'ammaccare' dagli avvenimenti, tollerando il dolore quanto basta per elaborare una risposta trasformativa (di sé e della situazione urtante). Unire
insieme aride "capacità
cognitive" con l'accettazione di
"risposte trasformative" è quasi come equivocare il
concetto
di resilienza con l'accezione meccanicistica e
insensibile di non fare una
piega - da cui, di equivoco in equivoco, si può giungere
addirittura più o meno consapevolemente e deliberatamente
alle pericolosissime situazioni
di personalità
multiple.
A
questo proposito
nel file corrispettivo in inglese Consciousness
and
memory si
trovano altre citazioni tratte dalla conferenza di Kathleen
Sullivan alla: Fourth
Annual Ritual Abuse, Secretive Organizations and Mind Control
Conference,
August 10-12, 2001. E queste precisazioni
e diffide sono
tanto più da prendere in considerazione per poter meglio
difendersi - a ragion veduta e adeguatamente - contro chi cerca in ogni
modo
di opporsi e screditare: come ad esempio la False
Memory Syndrome Foundation.
Infatti se messaggi di progresso, di speranza - ed anche di possibilità di recupero - si dipanano partendo dalle origini e seguendo percorsi fattibili, sito e libri correlati inviano parallelamente anche diffide e di ben altro tenore: non si deve prescindere quindi dall'occuparsi dei propugnatori di indirizzi opposti. Da presupposti che partono da azioni "ostili" e/o causa comunque di "danno" si arriva ai vissuti delle loro "vittime" del momento e/o ai ri-vissuti nel tempo: nel file Flashbacks un'importante segnalazione italiana ha permesso di integrare questo argomenti con una eloquente citazione metodologica, indicativa di quanto sia basilare risonoscere i COLLEGAMENTI tra PRESENTE E PASSATO. Cos'ho in comune io con gli schiavi? Cosa ho in comune? la possibilità di favorirne la liberazione? Morale
degli schiavi"? Cos'
ho in comune io con
gli schiavi?
Può sembrare
paradossale ma forse i nemici
più pericolosi
perché pullulanti, ubiquitari, insidiosi e innumerevoli - come i
"nanetti" contro Gulliver a Lilliput
- non sono i "malvagi"
coscienti delle loro azioni ma "esserini" senza nerbo,
inconsapevoli del loro stesso "esistere". Non sempre la [totale]
follia
è
l'oblio di un grande dolore, ben più numerose sono le
"teste
svuotate" fin dalla
primissima
infanzia, gli sradicati dalle basilari
fasi di
sviluppo che credono di vivere nella perenne fiaba di un tempo
immobile e irresponsabile in cui il “finto”
è
PIU’ VERO DEL VERO. E' ben difficile aver qualcosa "in
comune"
con questa congerie di "schiavi" volontari illusi
di aver
superato
il dolore di
questa privazione,
per cui a
ogni pié sospinto le cause
vengono a
confondersi con le
conseguenze. In una specie di quieta anestesia senza più
patirne
né rendersene conto questo VUOTO di sostanza tende a attivare un
risucchio che trasforma in dipendenze e fumosi
ammaestramenti qualsiasi cosa gli passi vicino; e poiché la "solidità" occupa un definito
spazio
mentre i
"gas" si espandono a riempire tutto lo spazio disponibile,
non effettive realtà di esperienza ma solo le loro vane
apparenze vi si intrufolano dall'esterno. E così - isolati
sempre più in uno spazio irreale - riempiono gli avanzi di
realtà con sensiblerie posticce, con attaccamenti morbosi
pseudo-affettivi, con artificiali impulsi di Potere
o di (pseudo)sesso,
con vuote astrazioni e apodittiche informazioni non importa
se
provengono da una cultura raffinata oppure da sempliciotta "aria
fritta"
facile e popolare.
Cause e conseguenze ribaltate, luoghi comuni inossidabili...: questo
"affamato nulla" può venir paragonato con un esempio calzante al
sacchetto di
un aspirapolvere
che ingoia qualsiasi cosa per trasformarla in spazzatura. Il
pregiudizio saccente peggiore della
semplice superstizione si nutre di ASSOLLUTI, di
certezze
riduttive,
di spiegazioni
capovolte
e di troppo facili bersagli: ad esempio viene dato come assioma che
è la... televisione a creare l'ottuso oblio e non la famelica
"privazione" precedente che va in cerca di nutrimenti fasulli per
adattarli
ai propri "deficit" di sostanza vitale; oppure al contrario si ignorano
i danni prodotti da "falsi maestri", da tracotanti faccendieri e si
attribuisce - con indulgenza benevola se
non ammirante - una accettabile
"normalità" allo "studioso distratto" e allo
"scienziato irresponsabile" se non al
"politico corrotto e licenzioso".
Per chi è stato privato della propria "consapevolezza" ogni suo sostituto, pur sempre calato dall'alto e di seconda mano, viene assorbito in modo a-critico e trasforma in un inestinguibile "finto fiabesco" la descrizione di qualsiasi situazione. Per chi invece non è stato deprivato del tutto della propria "solidità" - ascoltati e non mistificati - i "fatti parlano" chiari e sicuri, e per fortuna se la follia è l'oblio di un grande dolore non sempre sono irreparabilili l'ottuso oblio e la futile inconsistenza: è quindi doppiamente colpevole sottovalutare e scartare le testimonianze personali di chi ovunque e ad ogni età riesce a descrivere sofferenze che a orecchi altrui possono sembrare inspiegabili. Disconoscere i "vissuti" del presente, di bambini oltre che di adulti, è una tortura che ri-sospinge le vittime verso una irrecuperabile "vuotezza"; rifiutare i "ri-vissuti" di chi, pur molti anni dopo, manifesta in se stesso l'nfanzia "violata" o "annullata" di allora significa render ancor più virulenta quella distruttività conservata all'interno della personalità che, come un "cancro", continua a impedire una vita normale a chi bambino cronologicamente non è più.
E' stato detto che la
follia è
l'oblio
di un grande dolore..., e che questo non è un
destino
inesorabile.
Infatti come lo sviluppo in termini di "futuro" ha per Natura una sua regolarità
intrinseca, così questa regolarità
fondante
può
ritrovarsi depositata nella memoria. Niente va perso degli
eventi del
passato
ma neanche delle fasi di sviluppo pur disattese o smentite: in ogni
momento
tutta la sequenza dei fatti e dei percorsi può venir riattivata
verso una maturazione
anche
ottimale. Ma i "mostri" in agguato
continuano a
generare
"mostri": non
sempre,
anzi percentualmente ben di rado, questo rinnovamento può
avverarsi:
troppe sono le forze ambientali e di debolezza e/o malvolere umano che
vi si oppongono. E' stato
detto: La
follia è
l'oblio di
un grande dolore...?
Ma dal grande
dolore
continuano a nascerne altri: nell'ottuso oblio ecco ritrovarsi anche
quel sonno
della ragione [che] genera
mostri
e non solo nel
presente, non
solo nell'esistenza di una singola persona. I
"mostri" generano
mostri ed ancora mostri: e mostri ingannatori, squalificanti, offensivi
e svilenti, anche omertosamente minacciosi per coprire misfatti
presenti
e/o passati. Ma ben più sovente altri più banali "mostri"
sono accolti e accreditati dalla ragione
e la verità che dormono: sia per mancanza di
capacità
e/o ignavia degli astanti e/o dei curanti, sia soggettivamente per un -
del resto ben plausibile - desiderio di evitare
la terribile verifica
a che ciò sia
potuto capitare.
Ma se questi traumi, questo "grande dolore" iniziale rimossi o rinnegati, se non ancora peggiorati dal mancato appoggio o peggio dal contrasto con il mondo circostante, lasciano comunque una falla, una debolezza strutturale nella personalità, altre possono essere le cause di difettosi sviluppi e di diffusione di "mostri". Infatti senza giungere alla completa "pazzia" è certo però che ogni danno può venir mascherato o coperto non solo da veri e propri "sintomi", ma molto più sovente da un nefasto stile di vita, con il suo grossolano contorno di pseudo-sentimenti "altissimi" o "bassissimi", e di azioni e comportamenti ad essi correlati. L'ottundimento difensivo una volta attivato - sia ben chiaro: in modo del tutto INCONSCIO - dà inesorabilmente luogo ad una serie di circoli viziosi che investono comunque oltre alla memoria, anche la coscienza di se stessi e la comunicazione con gli altri. La propria - così come l'altrui - calpestata dignità, la rinnegata sensibilità ai DIRITTI e ai TORTI, i bisogni disattesi pseudo-compensati in disponibilità ad assecondare fallaci lusinghe e/o minacce - il bastone e la carota - vengono a trasformarsi in modo complementare in suscettibilità, pretese, interpretazioni della realtà ridotte ad esasperate differenze autoreferenziali solo quantitative e immutabili, definite per sempre in concetti statici di inferiorità e/o "superiorità": e così ricerche non evolutive ma "miracolistiche" di ECCEZIONALITA' si aprono su scenari di aspettative a-critiche, di speranze vane - vedi... gioco d'azzardo - o di spregio e disperazione che aggravano i bisogni già disattesi. Fragilità
- l'esatto contrario di "resilienza" -
incompletezza,
mancate esperienze e aperture, inadeguatezza esistenziale... corredate
da compensazioni fasulle, aggiungono disgrazia a disgrazia col rendere
questi "inferiori" oltremodo facile preda di chi - ammirato come
"potente"
- vuol assoggettare
lusingando,
ma
allo stesso tempo si scaricano in ulteriori rivendicazioni, che
invitano
a ulteriori spersonalizzazioni: assoggettamenti e corrività
verso
i "più" come altrettanto maldisposizione fino ai maltrattamenti
verso i "meno" e i "differenti".
Di lì in poi tutto si muove in una prospettiva non genuinamente infantile ma pseudo-bambinesca del sentire e in una visione inefficace del mondo, in un groviglio meschino di sentimenti - o meglio di artificiosi "sentimentalismi" - e/o di loro manifestazioni occasionali, esagitati ed estemporanei, tanto clamorosi al vedersi quanto aridi e indifferenti nella sostanza. Ci si dibatte in un modo di vivere in cui le mancanze proprie non vengono riconosciute come bisogni, anzi spesso neppure percepite come proprie, per cui ogni malessere viene proiettato su di un mondo esterno più fantasticato che reale e quindi poi trasformato non solo in statiche fobie ma più spesso in ostilità allo stato brado o in colpevolizzazioni assurde, se non in disponibilità cieca ad ogni suggestione o persino istigazione. Credendosi all'interno di questo mondo irreale e senza più alcuna padronanza del proprio corpo, ci si rannicchia in una fragilità data per definitiva; si misconoscono gli impulsi interiori per cui tanto spesso la rabbia viene data come "attacco di panico" e gli impulsi sessuali come unico segnale di "diritto ad esistere"; ci si disperde in una rincorsa alla novità; ci si consola in pure esteriorità alla ricerca distraente di divertimento-eccitazione; o ci si consuma in un vortice di sofferenze e rabbie immotivabili obbiettivamente, in una presuntuosa e stizzosa ricerca di dipendenza/tirannia, e di approvazioni gratuite, spesso mischiate con pseudo-ribellioni e con atteggiamenti ricattatori: il tutto sicuramente in un odio programmatico contro ogni consapevolezza, contro ogni autentica partecipazione, contro ogni manifestazione di libertà ed individuazione (vedi in proposito il famoso libro di Aldous Huxley: Mondo Nuovo ). Organizzatori-induttori dello sviluppoAnalogamente
alla
funzione degli "Organizzatori-induttori" dello
sviluppo
embrionale esistono infatti precisi bisogni psicologici
e/o ambientali (nota bene: BISOGNI
non "desideri") che se non appagati producono precise, determinate
incompletezze
e/o deviazioni a cascata dalle normali, predisposte vie di sviluppo
(vedi
anche in Imbroglio
è il
contrario
di sviluppo).
Gli esperimenti più celebri di Spemann e della sua collaboratrice, Hilde Mangold, furono pubblicati nel 1924 e portarono al concetto di "induzione primaria" e di "organizzatore". Questa scoperta ha avuto un ruolo centrale nell'embriologia e per molto tempo l'intero sviluppo embrionale, non solo negli anfibi, è stato considerato come una lunga serie di eventi induttivi. Nel 1935, Hans Spemann ottenne il Premio Nobel per la Medicina. Vedi in Biologia dello sviluppo:Come avviene per gli "organizzatori" biologici dello sviluppo embrionale che DEBBONO agire in modi, tempi e soprattutto SEQUENZE stretti e precisi per creare organismi senza difetti e non mostruosità, esistono traumi in apparenza "piccoli" che - se giungono in momenti e modi sbagliati del processo di armonizzazione delle maturazioni intelletuali, sociologiche e affettive - ne scombinano una cruciale fase: e non solo alterano questa cruciale fase di sviluppo, ma anche quelle che vi sono collegate. Ecco un nuovo "mostro", che può avviare a valanga una catena di errori in peggioramento. Ecco che da allora, in un circolo vizioso avvitato su se stesso, queste disorganizzazioni possono continuare ad aggravarsi verso vie patologiche a loro volta aperte a diramarsi al di fuori della persona singola fino a travolgere - nel presente, ma spesso ben oltre anche nel futuro - intere esistenze: la propria e molte altrui.... organizzazione embrionale; fenomeni di induzione, territorio induttore e territorio competente; proprietà dell'organizzatore embrionale; generalizzazione dei fenomeni di induzione; induzioni di ordine superiore; gli induttori eterogenei e tentativi di identificazione dei principi induttori. Ma come si può pensare che, analogamente a quelli "gravi", anche "fatterelli insignificanti" possano dar origine a malattie tanto invalidanti come nevrosi o psicosi? Come può risultare tale da scombinare l'intera esistenza un - per gli adulti circostanti - "piccolo" disguido "soltanto" a partire dal danno arrecato a una "fase dello sviluppo" non riconosciuta come cruciale? E se così fosse: come riconoscere e proteggere i fondamentali stadi di discontinuità in cui si perfeziona lo sviluppo? Questo è precisamente il principale scopo del libro: Infanzia: tempo di mutamenti, e lo si può dedurre già dal suo stesso titolo. E se nevrosi e psicosi si strutturano su tentativi dimeccanismi di difesa compromissori (vedi ad es. per documentazione e bibliografia Sandler Joseph L' analisi delle difese: conversazioni con Anna Freud), come si può pensare che un bambino piccolo, se non un lattante possa "scegliersi" una "difesa" saggia ed efficace? Vedi ad es. Gianfranco Ravaglia L'INTENZIONE RITROVATA. Intenzioni e vissuti nel lavoro analitico e gli altri suoi scritti, o Sergio Bordi Trauma ed abusi infantili: teorie della dissociazione e teorie della rimozione. E vedi anche: CLCLINICA DEL TRAUMA
E DELLA
DISSOCIAZIONE di Philip
M.Bromberg.
Nel corso della sua lunga esperienza clinica, Bromberg ha messo in evidenza il ruolo centrale svolto dal trauma nei disturbi della personalità visti come espressione di rigide difese dissociative erette allo scopo sia di impedire l'esperienza interna del trauma sia di mantenere il mondo esterno sotto controllo, evitando il pericolo della ritraumatizzazione. L'autore è giunto così a sviluppare una prospettiva clinica basata sul ruolo della dissociazione nel funzionamento sia normale sia patologico, e sulle sue implicazioni per la relazione terapeutica. La mente e il funzionamento mentale, dice Bromberg, si fondano su una configurazione complessa di stati mutevoli di consapevolezza, ognuno con una propria realtà soggettiva, mantenuti in interazione dinamica da processi di tipo dissociativo. La salute risiede quindi non solo nell'integrazione, ma nella capacità di "restare negli spazi" tra realtà differenti senza perderne alcuna, di sentirsi "uno in molti". Ogni essere
umano e ogni sua
attività
non sono infatti monolitici: ogni vera esistenza attraversa sì
molti
cambiamenti
episodici, ma per raggiungere
la
propria pienezza deve
aver
assecondato
ben definite fasi, attraversato cioè normali, predisposte vie e
modi di cambiamento in sequenze
biologicamente
determinate, secondo un ritmo
di sviluppi
fisiologici (al
plurale) modulati
sia nei tempi sia nelle modalità.
Comunque le ovvie difficoltà di COMUNICAZIONE - nel senso etimologico di "avere in comune" - non possono prescindere dai differenti punti di vista di ciascuno e quindi dai differenti significati di apparentemente uguali linguaggi: ben vengano quindi le aperte polemiche per permettere di capire e correggere o almeno DISCUTERE termini in apparenza identici ma che invece spalancano "traduzioni" discordanti su scenari antitetici. Come già esplicitato in altri file/capitoli, occuparsi di argomenti quali quelli dei bambini e della vita domestica non riguarda certamente solo fatti "piccini, insignificanti, estremamente privati" e soprattutto privi di conseguenze: 1. si
tratta
proprio al
contrario di un approccio
incentrato su di un massimo di robusta CONCRETEZZA;
2. si
tratta
di polemizzare senza remore contro gracili,
"fumose" ipotesi teoriche;
3. contro
inconsistenti "mode" e
dettami usciti
dal
cervello di non si sa chi;
4. contro
descrizioni
"episodiche",
sentimentaloidi, generalizzanti
a vuoto, capaci soltanto di impedire ogni
riconoscimento di
veri
collegamenti "concreti" di causa-effetto;
5.
contro
modi di
pensare in fondo
così poco
realistici e precari da divenire essi stessi spesso
causa di
perfin
dirette violenze;
6. contro
il disprezzo
e
la sconfessione
della MEMORIA
7. in
favore
della completezza
dell'ESSERE
a QUATTRO dimensioni: anche in
quella del tempo
8. e non solo nelle tre dello
spazio.
Memoria e consapevolezzaUno - stupido - luogo comune
dà per
- quasi - scontato che i "ricordi"
siano strettamente legati
al linguaggio verbale e non possano iniziare se
non dalla "loquace" fanciullezza o almeno da un'età come i tre
anni
in cui la "parola" è ormai
consolidata. Al contrario difficilmente si tien conto che il
"povero e lento" ma fin troppo trasmissibile linguaggio verbale - sia
espresso sia anche contenuto
all'interno del proprio "pensiero" - possa risultare fin troppo menzognero:
possa distribuire in giro informazioni travisate, distorte, censurate
sostituendo
contenuti di fatti, dati e nomi e possa alterarne il significato
omettendo o
spostando
magari anche solo minimi particolari. Ne è - tipico
esempio la locuzione "de
mortuis nihil nisi bonum"= "dei
morti non si dice che bene", ma
altrettanto
vale per il pettegolezzo che cuce indefinitamente addosso a chi ne
è vittima un quadro di maniera e di interpretazione altrui.
Anche l'avvicendarsi
dei "complessi",
non riconosciuto nel suo evolversi, può
mistificare non solo il
"ritratto" oggettivato da altri ma anche le interpretazioni soggettive
riguardanti un proprio ipotetico "carattere" con descrizioni che
immobilizzano
un essere vivente nell'effige mortuaria di un singolo
momento delle sue fasi di sviluppo o in generale della sua esistenza.
Comunque sia la regia di un documentario non può che "scegliere" le scene e i contorni da evidenziare o da omettere indirizzando così negli spettatori un'interpretazione piuttosto che un'altra: altrettanto ricordi artefatti e statici collettivi e/o personali - pettegoli o letterari - alterano in modo emotivo le percezioni soggettive, mentre scelte arbitrarie dei significati e addirittura dei CONTENUTIromanzate. Ne risulta che tutte le biografie e anche le "autobiografie" - chiacchierate o scritte - sono in fondo sostanzialmente FALSE sul doppio binario di particolari talmente enfatizzati da coprire il loro significato e diventare totalizzanti e di particolari fatti sparire perché collegati con qualcosa di sgradito. La serie di episodi esposti in uno scambio di mail esemplifica bene questi concetti partendo dallo statico Album di famiglia al ricordo ritrovato del "grosso cane bianco": costruiscono vicende Da un bel
po’ di tempo, circa un anno, lavoro su di me su un qualcosa
che ho chiamato l’album di famiglia. E credo che nessun nome possa
essere più congeniale. Tutto è iniziato la scorsa estate
a casa di mia
zia, frequentata da una nipote che, purtroppo, pare essere
desolatamente vuota, un triste guscio. La nonna la tratta con una certa
durezza, senza accorgersi che la vittima principale è la
ragazza, una
ventenne con la testa di una quattordicenne sciocca. Parlando con mia
zia, del fatto che forse non tutto
era da addebitare a lei, mia zia è uscita fuori con una
frase del tipo...
anche tu eri molto
difficile da ragazzo. Poi col tempo sei migliorato. Ma
quella frase mi aveva fatto riconoscere un qualcosa di chiaramente
preciso. Mia zia non mi conosceva per
nulla! Né mi aveva conosciuto da ragazzo. Mia madre aveva
negli anni costruito un’immagine di me, una perfetta fotografia,
che a furia di essere ripetuta a destra e manca, si è
sostituita a me agli occhi di tutti. Mia zia non
conosceva me, ma quella fotografia…
Questa cosa mi ha dato anche un tuffo al cuore, nel dolore, un qualcosa
che sembrava anche una sotterranea gioia. Mi accorgevo di come la mia
famiglia, in senso più ampio, di zii e cugini, conoscesse in
fondo solo
una fotografia di me, bidimensionale,
ferma nel tempo,
un’immagine e per giunta, sbiadita. Mi rattristavo di come fossero
stati così pigri da non avermi voluto conoscere e, in fondo,
corresponsabili del mio essere stato lasciato solo a me stesso.
Ritrovavo
però dopo un po’ di tempo il me stesso solido che era
uscito
dagli anni di lavoro su di me, quello che camminava sulle proprie gambe
e che era in grado di vivere e condividere il mondo vero.
Poi, quest’anno, quasi per caso, in uno scambio di battute con mia sorella lei si è lamentata di come le fosse pesato da bambino, del fatto che mia madre mi avesse letteralmente affidato a lei, di come le avesse in qualche modo pesato nella sua infanzia questo fatto. Questa cosa mi ha profondamente colpito. Non per quanto reclamava mia sorella, giustamente. Ma per il fatto che io stesso, a mia volta, ero stato abituato a guardare solo una fotografia di mia sorella: quella della bambina felice che voleva tanto bene al fratellino.Mia madre aveva fatto davvero un notevole lavoro. E nonostante tutta la strada che, davvero, penso di avere fatto. ... sto iniziando a guardare mia sorella per quello che è, partendo quasi da zero, lasciando da parte le invidie, le rabbie. Eravamo bambini ed entrambi vittime, pur in modi diversi. Da lì, penso di essere precipitato. Ho iniziato a comportarmi in modo strano. Ad avere spesso pensieri piccoli, meschini, piccole invidie. i L. e K. hanno perfino coniato un nome per quel mio modo di fare; entrambi senza parlarsi l’hanno soprannominata la maestrina… Ad oggi non ho ancora capito bene cosa sia quella cosa autoritaria e meschina. Penso sia legata a mia madre, ma non riesco ad individuarla bene. Poi, poco dopo, è successa un’altra cosa strana. Ho iniziato a sentirmi ancora più lontano da me, di quanto mi sentissi quando ero maestrina. Quest’altra parte di me sentiva il bisogno nascosto di esibirsi, di proporsi, per emanciparsi da un mai superato complesso di inferiorità. In quei giorni, a quel bisogno si accompagnava, quasi per contrappasso, una totale incapacità di parlare. Non trovavo le parole. In realtà, era come se le avessi dimenticate. E mi spiaceva per esempio, non riuscire a replicare ad una battuta, perché significava veramente che non ero io: io sono una persona tutto sommato arguta e vivace. In un contesto amichevole scherzo e gioco. E non ci riuscivo. Ciò che ho pensato, in questo tempo in cui mi pare di essermi lasciato da parte, è quello di indossare i vestiti che io ho visto indossare dai miei. Non so perché l’ho fatto. Ne farei veramente a meno. Non solo credo di aver indossato i loro vestiti, ma di non essere mai stato più simile a loro. Perché? Perché ho iniziato a non sentirmi di nuovo me stesso? Dove sono andato a finire? Mi attanaglia la paura di aver perso le gambe, o più precisamente i piedini, che con fatica ho ritrovato, ho ricordato di avere. Questa è veramente la cosa che più temo. Ed arriviamo ad oggi. Io credo una cosa, e forse non mi sbaglio. In qualche modo è come se, una volta attivato l'orologio del presente, stia andando indietro seguendo una modalità non lineare, che non prevedo e non comprendo, nel tentativo di far ripartire l'orologio del passato. E la cosa è molto complessa, dolorosa ed impegnativa... Le faccio un esempio: dopo la frase di mia sorella, tornando dai miei nei giorni successivi, ho guardato verso un prato davanti alla casa: in quel prato mi sono ricordato di un grosso cane bianco, giovane e dinoccolato, come spesso sono i giovani cani di grossa taglia. Ho chiesto ai miei conferma, ma nessuno se lo ricordava. Dopo tanta fatica mia madre ha ricordato. Era un cane randagio che era stato ospitato da mia zia poco più di una settimana. Poi, per volere del nonno che non voleva un secondo cane, era stato dato via.Questo era un ricordo mio, non una fotografia.Devo inoltre dire che la foto in cui ero prigioniero voleva che perdessi i rapporti con quella zia, molto in antipatia a mia madre. Quella zia, è stata la persona che più mi ha ascoltato, seguito, fatto giocare nella mia infanzia. E io neanche me lo ricordavo più |
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| Televideo 04/07/2007 02:40 | Brutti
ricordi addio, grazie a pillola
Arriva la pillola dell'amnesia selettiva.Lo hanno annunciato scienziati del McGill University di Montreal e dell' Harvard University di Boston, che hanno condotto la ricerca in parallelo. Il farmaco causa alcune reazioni chimiche nel cervello cancellando i brutti ricordi. Secondo i ricercatori, per cancellare il ricordo di un trauma l'effetto della "pillola" va coadiuvato con una terapia psichiatrica. Se il farmaco viene preso solo nel momento in cui si ricorda qualcosa di spiacevole,il brutto ricordo viene solo affievolito. |
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Sfide folli n città a duecento all'ora intervista
a un
"pilota"
c’è chi si fa un sacco di soldi
ma
l’unica
cosa
che conta è l’adrenalina... C’è bisogno di un rettilineo
per
portare la macchiana alla massima
velocità, bastano tre o quattro chilomentri, ma più
è lungo meglio è...
Quante sono le macchine che partecipano? Di solito sono un centinaio. Qualche volta di meno, spesso di più. Come funzionano le gare? Ci si guarda e ci si sfida. Due o quattro per volta a seconda della larghezza della strada. TOLLERANZA ZERO Corpi mutilati e auto distrutte Spot choc contro le stragi |
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Trauma Disorders
Glossary Dissociative Disorders
Per
alcune informazioni sulle cosidette "esperienze critiche" che portano al
soverchiamento delle capacità di modulazione delle emozioni e
relativi meccanismi psichici di difese vedi Trauma
e memoria:
dissociazione (DSM-IV
R da pag 525 e seg.) citato
anche nel
sito Portale
italiano di Psicotraumatologia e psicoterapia. Memorie
ed
emozioni non raccolte... non
credute...
o peggio derise...: vedine altri dati in Imbroglio
è il contraio di sviluppo e nei links
ivi proposti.Esistono sistemi intenzionali e in vista di sfruttabili finalità psicologici e abusivi (NON TECNOLOGICI) di annullamento della volontà e di "frammentazione" della memoria fino alla "costruzione" di personalità multiple (MPD / DID): . Come chiede e si chiede Wanda Karriker: Dove sono adesso? Perchè agenti segreti, spie, informatori, assassini... "costruiti" per mezzo del lavaggio del cervello funzionano meglio dei consapevoli, stipendiati agenti segreti / spie? |
Eccoci dunque all’ultimo post sulla storia di Regina. Comprendo quanto la tematica sia molto difficile, ma spero siate arrivati fino a qui.E vorrei concludere con alcune speranze. Spero che, quando sentirete parlare di pedo-pornografia, prima di scagliarsi sui fruitori di questo squallido materiale, ci si chieda chi sono le piccole vittime che vi si trovano filmate. Da dove arrivano e che fine fanno. Spero, alla luce della testimonianza di Regina (e non solo, ma qui mi sono limitato a lei), che si comprenda che esistono abusi che vanno ben oltre l’ambito familiare o l’idea del pedofilo come "predatore solitario" (in quest’ottica a cosa serve strillare alla castrazione chimica?). Spero che si creda che le organizzazioni pedofile esistono non solo in paesi lontani come la Thailandia, terra di turismo sessuale. Perché le organizzazioni di piccoli schiavi esistono. Anche nella nostra ricca e civile Europa, anche nel nostro paese. In modo silenzioso, continuano ad esistere sotto ai nostri occhi veri e propri campi di concentramento, vere e proprie vittime di campi di concentramento. E spero inoltre che queste poche parole sulla storia Regina possano essere sufficienti per instillare il dubbio che forse questi tipi di abusi non hanno a che fare solo con le perversioni sessuali. Del resto è una constatazioni che anche in Italia esistono, oggi!, in tempo di pace, migliaia di persone affette da DID, disturbo delle personalità multiple, che sopraggiunge in casi di sistematici abusi sessuali che sconfinano nella tortura, proprio quella tortura che non è contemplata nella nostra legislatura. Così, come credo all’Olocausto e all’orrore del nazismo, alla violenza dell’uomo sull’uomo, alle torture che avvengono nei territori di guerra e nelle prigioni, allo stesso modo credo alla storia di orrore narrata da Regina e dalle altre ex-vittime.
Spero davvero di non essere solo. Spero davvero di non lasciarla sola. Di non lasciarli soli.
Dall'ottundimento
e/o
dall'oblio si può non
giungere comunque alla completa passiva "pazzia": esistono anche
veramente casi
in cui si arriva alle - attive - personalità
sdoppiate o multiple: persone
il cui corpo autentico viene addirittura "dimenticato", che di momento
in momento si "credono" un'altra (o altre) persone e si comportano di
conseguenza. Sono
situazioni reali e non di fantascienza, riscontrabili ovunque e non
soltanto in America: probabilmente non dovute ad
eventuali cause intrinseche o in consequenza di semplici "traumi", ma
create invece artificialmente.
Sistemi psicologici
abusanti (sia tecnologici che scientificamente
"psicologici")
possono attuare un annullamento
della
volontà e una
"frammentazione
della memoria", fino
alla "costruzione" intenzionale di multipli (MPD / DID:
da non
confondersi con la ben differente schizofrenia):
e
questo in
vista anche di sfruttabili
finalità. E'
probabile che per lo più questi sdoppiamenti
derivino da
queste cause "artificiali", ma non è certo questa la sede per
parlarne:
molto
dimostrativo dal lato descrittivo è ad ogni modo il libro di F.Rheta
Schreiber Sybil in
cui si descrive un caso
paradigmatico di personalità
multiple. (Ne esisteva anche una traduzione in italiano
ora introvabile,
ne fu tratto anche un film
(Sybil
(1976) (TV
regia Daniel
Petrie, attori: Sally
Field come Sybil Dorsett, Joanne
Woodward come Dr. Cornelia Wilbur),
anch'esso
tradotto in
italiano
e anch'esso subito sparito dalla circolazione).In Morning
Come Quickly chiede
e
si chiede Wanda
Karriker:Where are they now? [= Dove sono adesso? ]
- mi sembrava di aver a che fare con una "cooperativa" non con "una" persona.Ed ecco il "come" dal suo commento si arriva al vero problema e alle sue diramazioni e cause:
![]() Serie ricerche scientificamente corrette basi biologiche dellememorie represse: vedine i links e un estratto in Consciusness and memory. |
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Alcol
cancella brutti ricordi e preserva buoni
Roma, 10 set. (Adnkronos Salute) - E' la scusa perfetta per chiedere un altro drink. Alzare il gomito, come suggerisce un antico adagio, aiuta a dimenticare. E nel migliore dei modi. Stando alla ricerca della Sussex University, infatti, l'alcol spazza via dai recessi della memoria solo i cattivi ricordi, preservando quelli buoni. Una scoperta, suggerisce Theodora Duka, ricercatrice a capo dello studio, che potrebbe aiutarci a comprendere meglio i meccanismi della dipendenza da alcol. ... Alle lunghe troppo alcol danneggia in maniera permanente la capacità mnemonica del cervello, avvertono i ricercatori che lanciano l'allarme nei confronti dei giovani accaniti binge-drinker, cioè tra quanti si sbronzano pesantemente e regolarmente, specie nei fine settimana. Per questi ragazzi ai possibili danni cerebrali si aggiungono poi le eventuali e pericolose conseguenze di gesti avventati compiuti sotto l'effetto dell'alcol. Infatti, anche quando l'oblio è profondo e pesante (e, come spesso accade, "aiutato" da alcool o da droghe, se non autorizzato da farmaci e metodi come l'elettroshock - e non solo), in ogni momento possono comparire subitanei violenti sprazzi di vivide memorie. Marcel Proust ha scritto su questa base la sua opera principale Alla ricerca del tempo perduto, ma immediate illuminazioni efficacemente chiamati flash-backs o rivissuti (vedi appunto il testo del Brutto sogno ricorrente) possono spontaneamente diradare l'ottundimento, o farsi largo al cedere dello sforzo della censura. (Un esauriente articolo di Lorenza Foschini nel numero 424 del 26 giugno 2004 della rivista Specchio - Quant'è chic ammalarsi di "proustite" - prospetta ampi scorci su questa "scoperta" e sui suoi entusiasti seguaci). Ne sono stati tratti alcuni film da singole parti, ma chi non avesse voglia di leggere i dodici volumi della Ricerca di Proust, ma solo accontentarsi delle esemplificazioni del concetto di "autobiogafia emozionale" può ritrovare esaltata la "grande scoperta" con i suoi "moduli della memoria involontaria" nel film Le intermittenze del cuore. Memorie ritrovate e memorie da perdere... ...
questa
creatura firmata
da Kaufman e dal genietto dei videoclip pop Michel Gondry merita di
essere
vista con una mente immacolata. Eternal Sunshine of the
Spotless
Mind
è il vero titolo del film che in Italia è
disgraziatamente
distribuito come Se mi lasci ti cancello. Eternal
Sunshine
of
the Spotless Mind è la storia di un uomo appena uscito dalla
relazione più importante della sua vita: Clementine, bella,
vitale,
vulcanica, se n'è andata sbattendo la porta dopo l'ennesima,
stupida
lite. Ma la cosa più incomprensibile e dolorosa è che la
ragazza sembra non riconoscerlo più. Saranno gli
amici a
rivelare a Joel la scioccante verità: Clementine si è
rivolta
al Lacuna Inc., una centro medico che ha brevettato una
tecnica
rivoluzionaria
che permette di liberarsi dei brutti ricordi, e ha fatto cancellare
dal propria memoria ogni traccia della loro relazione.
(dal
commento di Alessia
Starace)
|
![]() L'articolo - Quant'è chic ammalarsi di "proustite - prospetta ampi scorci su questa "scoperta" e sui suoi entusiasti seguaci) |
E' la storia,
ambientata fra l'Italia,
la Francia e la Svizzera, di un regista
che prepara un film sulla
vita
di Proust commissionatogli da un produttore parigino e che, mentre
il lavoro di scrittura procede, rivede alcuni momenti salienti della
propria
vita secondo i moduli della memoria involontaria,
la grande scoperta proustiana. Così, attraverso una
serie di libere associazioni (visive, tattili, auditive)
riaffiorano
alcune esperienze capitali del suo passato: l'abbandono della lotta
partigiana
per rifugiarsi in un sanatorio durante la guerra, il ripetuto
innamoramento
per la stessa donna che a distanza di anni non riconosce, il viaggio in
Svizzera per farla abortire,... il rapporto col figlio ventenne che gli
restituisce l'Immagine della sua giovinezza.)
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| Regia: Michel Gondry Interpreti: Jim Carrey - Joel Barish, Kate Winslet - Clementine Kruczynski Joel viene a sapere che la sua ex-ragazza Clementine si è fatta cancellare dalla memoria la loro difficile relazione, ed è così sconvolto da decidere di subire la stessa operazione. Ma durante l'esecuzione cambia idea e tenta di tutto pur di non eliminare la loro relazione dalla sua mente. |
![]() Se mi lasci ti cancello Titolo originale: Eternal Sunshine of the Spotless Mind Paese: USA Anno: 2004 Genere: Commedia, Romantico |
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Riassumendo: mai questo recupero "proustiano" delle "immagini" della propria vita avviene per sforzo di volontà, né per una particolare capacità della mente, e neanche per un qualcosa di "magico" come potrebbe apparire poiché spesso i flash-backs con i loro vividi RIVISSUTI possono essere accompagnati da genuine, inaspettatate manifestazioni corporee. Sistema APUD e altri dati scientifici
I veri flash-backs non possono venir attivati nè dall'interessato, nè da interventi esterni, mentre le manifestazioni fisiche sono tanto evidenti e significative da indurre a supporre che questi "rivissuti" siano conservati non nel cervello ma nel sistema nervoso viscerale, nelle cellule nervose del sistema A.P.U.D. (quelle cellule nervose - i paraneuroni - che circondano non solo le pareti esterne dell'intestino ma che probabilmente si trovano in tutti gli ogani e tessuti viscerali, come ad esempio nel più intimo degli organuli chiamati "glomi"). (vedi sopra La saggzza del corpo con i paragrafi che qui ripetiamo.) |
|
|
Tutte
le cellule
del sistema APUD
hanno origine dalle creste neurali. Si ascrivono a questo sistema le
cellule
del sistema GEP (gastro-enterico-pancreatico), le cellule endocrine
della
mucosa tracheo bronchiale, delle vie urogenitali, della cute
(melanociti),
e di strutture endocrine pluricellulari (cellule
parafollicolari
della tiroide, cellule della midollare del surrene, cellule principali
delle paratiroidi). Antiche osservazioni hanno identificato questi
elementi
endocrini come cellule argentaffini o enterocromaffini, presenti in
tutto
l'organismo e produttrici di un gran numero di ormoni e mediatori, tra
cui la serotonina (5-HT) e il 5-idrossitriptofano (5-HPT). Già
nei
primi anni '30 il farmacologo italiano Vittorio
Erspamer, ricercatore di fama
internazionale,
scoprì
la serotonina, da lui chiamata però ENTERAMINA
(= amina dell'intestino)
aprendo la strada alle ricerche sui
neuro-trasmettitori.
"Nel 1931 comincia ad occuparsi di cellule
cromaffini di tutti i mammiferi e nel '35 isola
una sostanza,
considerata
inizialmente un polifenolo, che nel '37, utilizzando ghiandole cutanee
di Discus glossus e ghiandole salivari dei polpi, sarà
denominata enteramina
che, dopo pochi anni, sarà conosciuta come serotonina,
uno dei primi mediatori chimici cerebrali conosciuti. Osservazioni
successive
hanno dimostrato che le cellule argentaffini hanno la proprietà
di assumere precursori delle amine biogene decarbossilandoli. Le
cellule
endocrine del sistema GEP ed altre cellule dotate di tali
proprietà
metaboliche, sono state perciò riunite in un sistema endocrino
chiamato APUD.
Alcuni degli ormoni presenti nelle cellule endocrine del sistema GEP,
sono
stati anche dimostrati nel sistema nervoso centrale e periferico, dove
sono stati localizzati nei pirenofori, nei neuriti, nelle terminazioni
assoniche delle terminazioni nervose. Questi dati suggeriscono la
possibilità
che da un lato esistano correlazioni tra il sistema nervoso centrale e
periferico ed il GEP, dall'altro che alcuni ormoni prodotti a livello
intestinale
[o comunque "somatico", principe fra tutti la "colcistochinina"]
possono
agire come neurotrasmettitori. (Maggiori e più
dettagliate
informazioni tecniche si trovano, in inglese, in Consciousness
and memory).
In
relazione ai
neuroni, i neurotrasmettitori
possono essere di natura diversa: alcuni neuroni possono agire
attraverso
differenti neurotrasmettitori. I principali neurotrasmettitori
sono
sia peptidi (neurotensina, sostanza P, endorfine, encefaline,
VIP,
colecistochinina, bradichinina, somatostatina, liberina), sia derivati
di aminoacidi (serotonina, dopamina, noradrenalina, adrenalina,
acetilcolina, acido
gammaminobutirrico). Alcuni neurotrasmettitori agiscono come eccitanti
(catecolamine,
liberine, etc.), altri come inibitori (GABA, encefaline,
somatostatine,
etc.) delle trasmissioni sinaptiche. Alcuni
vengono trasportati
lungo le fibre nervose, altri sono formati e distrutti al livello della
sinapsi. I neurotrasmettitori si trovano in concentrazione
relativamente
elevata nelle terminazioni nervose e sono liberati attraverso la
depolarizzazione
del neurone. Sono generalmente distrutti
subito dopo la loro azione.
Neurofisiologia:
si
emoziona, soffre, gioisce.
Insomma,
l'intestino è "intelligente".
La scoperta di uno scienziato americano darà anche una svolta ai metodi di cura. ... che
però in sostanza non è disinteressato e "scientifico"
in
quanto vi vengono presentati... "farmaci nuovi" contro... la
stitichezza
- da Corriere salute dell'8 luglio 2001.)
(Da
stralci
dall'articolo
del dr.
Paolo Danza e tratto dalla rivista
scientifico-divulgativa Focus del
marzo 2001- Amelia Beltramini). Una
spiegazione
divulgativa
chiarissima e abbastanza precisa si trova nell'articolo de IL
TEMPO
(sabato 16 ottobre 1999 rubrica SALUTE E BELLEZZA
novità
dal mondo scientifico IL SECONDO
CERVELLOa cura del Dr.
Marco Fornaciari)
ripreso
anche in DUE
CERVELLI (di Ferdinando Regina) (e in Due cervelli:
nella
testa - di sopra - nell'intestino - di sotto - dall'articolo
apparso
8 Luglio 2001 nel Corriere Salute)
Vedi questo concetto-base espresso in forma sintetica, implicita e umoristica nel file interno DAL SUBLIMATO AL CONCRETO: scherzando su lavoro e psicosomatica. (Vedi anche altre spiegazioni corredate da link nelle pagine Pagina scientifico-medica e Malattie rare in offerta speciale del sito dell'Associazione italiana, scientifica e giuridica, contro gli abusi mentali, fisici e tecnologici.) |
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La LENTEZZA
di
azione della percezione
cosciente è ben al di sotto delle possibilità
di preparare con la opportuna tempestività l'organismoa
situazioni di
particolare impegno:
spesso per chiunque, ma per molti individui in modo particolare, i
segnali di attenzione transitano e si fanno conoscere prima di tutto
attraverso meccanismi
viscerali. Ma non solo l'intestino
è
"intelligente" di suo: gli scambi di
influenzamenti
incrociati tra "mente cosciente" e "reazioni viscerali" sono da
prendere di continuo in considerazione: anche una terminologia
tecnicamente
"scientifica"
può convalidare la "normalità" di questi "retroscena"
biologici sottostanti a classici - e inoppugnabili - modi di
dire
proverbiali: sentirsi
stringere il
cuore, avere
un mattone sullo
stomaco, prendersi
un mal di
pancia, sentirsi
torcere le
budella, farsela
sotto
ecc. ecc. (vedi file/capitolo
Gastroenterologia
(Doctor News
15
febbraio 2006 - Anno 4, Numero 25)
Colon
irritabile: aumentate risposte cerebrali a stimoli
enterali
subliminali. I
pazienti con
colon irritabile presentano una rispetto ai soggetti sani. I test
sull'ipersensibilità viscerale erano stati finora basati sugli
stimoli percepiti, ma dato che è stato recentemente dimostrato
che gli stimoli subliminali vengono registrati nella corteccia
cerebrale, maggiore
sensibilità del circuito neurale sensorio viscerale in risposta
a stimoli subliminaliè
ora possibile valutare i neurocircuiti intestinali senza l'effetto dei
processi cognitivi. I risultati del presente studio
dimostrano
obiettivamente l'esistenza dell'ipersensibilità nervosa in
questi pazienti, e pertanto aiutano a discernerne e definirne le
componenti fisiopatologiche diverse. Non è ancora noto se le
variazioni nella percezione viscerale e nella risposta autonomica siano
causate davvero da fattori emozionali e cognitivi che alterino la
modulazione centrale del dolore, o se l'ipersensibilità
viscerale sia specifica del colon irritabile o compaia anche in altri
tipi di disordini funzionali.
(Gastroenterology 2006; 130: 26-33 e 267-9) I feromoni sembrano inviare un messaggio subliminare, quindi non percepibile coscientemente, ma che viene decodificato a livello cerebrale [o neurologico a più ampio raggio] ed è in grado di influenzare i rapporti umani. L'olfatto quindi, uno dei nostri tratti più primitivi, esercita un forte influsso anche se inconsapevole. Come i sapori, gli odori vengono percepiti senza essere mediati dalla parte razionale del cervello, per questo sono uno strumento perfetto per fissare ricordi legati all'emotività più che al pensiero razionale. |
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|
...
L'olfatto,
molto sviluppato negli animali e poco acuto, invece, negli esseri umani
ha una particolarità che lo distingue dagli altri sensi: gli
stimoli
odorosi vengono elaborati immediatamente dal cervello, prima ancora di
venire codificati razionalmente. La mucosa olfattoria, infatti,
è
collegata a quelle aree cerebrali che archiviano le emozioni,
perciò di piacere o disgusto
legate
all'inconscio. In pratica, prima che la nostra parte conscia e
razionale
possa ricordare dove abbiamo già sentito una certa fragranza, profumi
e odori richiamano spesso reazionil'inconscio
risponde rievocando la sensazione registrata nella memoria.
Questa comunicazione subliminale è molto rapida
ed efficace ma
poco
conciliabile con il nostro modo di vivere e ragionare, mentre siintegra
perfettamente con l'istintualità
che governa il regno animale. Gli animali hanno ulteriormente
sviluppato
questo sistema attraverso i feromoni, veri e propri messaggeri
invisibili.
Si tratta di sostanze organiche, volatili e inodori, secrete da
ghiandole
della pelle, capaci di modificare la fisiologia e i comportamenti degli
individui della stessa specie. Quasi tutte le specie animali possiedono
feromoni propri e li utilizzano per segnalare ai propri simili:
intenzioni sessuali, situazioni di pericolo, necessità di
aggregazione.
I mammiferi sono dotati di una struttura specializzata nella ricezione
di questi segnali chimici, l'organo vomeronasale, situato ai lati del
setto
nasale, sotto la mucosa olfattoria.
|
|
Rivissuti e transfertchi
non conosce il passato è condannato a ripeterlo
I
rivissuti che possono
emergere
in qualsiasi
momento, purché ben diretti, sono altamente liberatori:
queste memorie purché sostenute, partecipandovi,
non
solo
cessano di essere nemiche e non solo mettono finalmente e per sempre a
tacere i "mostri", quanto persino riescono a trasformare sensazioni
prima
insostenibili in vere profonde, arricchenti ESPERIENZE.
Al
contrario: se queste
rivissute memorie/testimonianze
vengono NON raccolte, NON
credute
o peggio ancora derise o persino
osteggiate
e scambiate per "deliri"
o per
calunnie, a loro volta possono generare un
aggravato sonno
della ragione, da cui emergono nuovi
"mostri" autoreplicantesi:
ingestibili, spesso irrimediabilmente distruttivi anche a largo raggio.
Per fotuna però neanche questo deve assolutamente precipitare in
un ineluttabile destino: NESSUNO - per quanto ammalato possa essere -
può
venir del tutto impedito
nel potere, volere, fare, seguire il suo personalissimo percorso. La
citazione
sottostante dimostra come possa esistere sempre una struttura
personale di base su cui poter far leva: pur molto
sofferente nessuno è predestinato
a diventare un ossequiente, acritico "seguace": di insegnanti, guru, od
anche di
non
affidabili terapeuti.
E'
vero: non
sempre
mi comporto da "seguace"... Non posso esser fedele
ai
miei genitori... ma neanche posso difendermi da loro. Devo
scappare,
devo nascondermi per proteggermi... Improvvisamente
mi sono
accorta che [la mia terapista] stava diventando molto pericolosa per
me... emozionalmente
abusante. E
così decisi che
non
meritavo un così cattivo trattamento. Avrei dovuto
lasciarla.
Improvvisamente seppi che era tempo per interrompere la
terapia
piuttosto
che venir distrutta dai terapisti. Ero molto poco disposta e
spaventata
dal provarci di nuovo...
L'esperienza consapevole, lo "spessore" umano dato dalla padronanza della propria QUARTA DIMENSIONE è la via per la pienezza dell'esistere: infatti la consapevolezza del proprio passato e delle proprie emozioni - non importa quale esso sia stato o siano queste emozioni - contribuisce in modo sostanziale a determinare quello che viene definito lo "spessore" - come antitetico alla fatuità, all'inconsistenza - di una persona. Anzi: ogni esperienza consapevolmente sopportata non soltanto attiene alla - in fondo banale - "ragione", ma è la radice della vera MATURITA', capace di personale SAGGEZZA: da cui può allora promanare per tutti una fonte di vitale "cultura". (E' più o meno questo il significato della famosa frase di Shakespeare RIPENESS IS ALL. Re Lear atto V scena V). E se nel campo delle "cose" concrete la cultura dell'usa-e-getta è deleteria e ben poco eco-sotenibile, la consercvazione a oltranza NON vale certo per quanto riguarda le NON CONCRETE, statiche immagini mentali: anche su queste immagini, sui sentimenti, sulle opinioni - e non solo sulle persone, e non solo eventualmente in "falsi innamoramenti" - vuoti tranferts senza futuro possono interferire all'infinito fino ad intercettare percezioni e possibilità. Si potrebbero porre obbiezioni linguistiche sull'uso di un termine abitualmente invariante (ri-)tradotto dal latino-inglesizzato, cioè il/i tranfert: ma qui è assolutamente necessario attirare al massimo l'attenzione - perfino usando di proposito una modalità anomala del linguaggio - sul fatto che si vogliono evidenziare fenomeni plurimi e non ragruppati in un blocco unitario. Ben espressi dal termine popolare fissazioni e suoi derivati che ne costituiscono le conseguenze visibili, circoli viziosi decadenti che si appiccicano a persone e non solo: anche oggetti e situazioni e emozioni e opinioni possono cioè continuare all'infinito a rappresentare inconsapevolemente feticci di stati d'animo pregressi, a costituirsi NON come "ricordi affettivi" o come ipotesi coadiuvanti di nuove esperienze ma come portatori di superstizioni. Assurdi statici transferts immobilizzano intere esistenze in ostinate vie e ricerche di situazioni ripetitive: ben poco "ecologiche" ed "omeostatiche" e tanto meno sintoniche con il sempre mutevole ambiente sia circostante che interno. In circoli viziosi decadenti, persone, oggetti, situazioni, idee possono cioé continuare all'infinito a rappresentare inconsapevolemente feticci di stati d'animo pregressi, a costituirsi non come "ricordi affettivi" o come ipotesi coadiuvanti di nuove esperienze ma come portatori di superstizioni. Qui, a proposito del termine "transfert", è molto OPPORTUNA una secca precisazione più fattuale che semantica per dirimere una serie di equivoci e false aspettative. Il termine, derivato dal latino, significa letteralmente "trasporre" cioé spostare qualcosa, compresi quindi anche i "rivissuti emozionali", che viene inconsapevolmente trasposta da persone e oggetti del passato o della fantasia su persone o situazioni in atto - invece a se stanti, differenziati, NEUTRALI, a loro volta inconsapevoli e del tutto ignari. In tutto questo groviglio di tempi "rimossi", di attribuzioni fantastiche, di incomprensioni pseudo-razionalizzate - vedine la presa in giro nei versi di: Nodi. Paradigmi di rapporti intrapsichici e interpersonali di Ronald Laing - chi ne è oggetto viene sovraccaricato di vissuti totalmente altrui - senza capirne né la natura né la ragione - mentre il soggetto tende a reagire, deluso nelle sue "aspettative" e pseudo-convinzioni: ogni momento di simili pseudo-rapporti non può che dar luogo a un mai finito "dialogo tra sordi" - da cui appunto prendono origine tenacissime annodate "dipendenze". Invece, quando l'interlocutore si trova nella condizione di poter accettare che sia in atto un "transfert", diviene possibile ri-trasformare questo incontro sterile tra entità incomunicanti in "dialogo" fattuale |
| ... il sorprendente fenomeno della
cosiddetta
traslazione, vale a dire egli
rivolge sul medico una certa quantità di moti di tenerezza,
abbastanza
spesso frammisti a ostilità, che non
sono fondati su alcun rapporto
reale e che non possono che derivare, dare le
particolarità della loro
comparsa, dagli antichi desideri fantastici del malato divenuti
inconsci. Quella parte
della sua vita
emotiva che egli non riesce più a
richiamare alla memoria, viene dunque da lui rivissuta
nel suo
rapporto
con il medico ed è solo attraverso codesta reviviscenza
nella
“traslazione” ch’egli si convince dell’esistenza, nonché della
potenza,
degli impulsi sessuali inconsci. Vedi anche nell'animazione
tratta dal
capitolo La
fobia di Scienza
e psicoanalisi):
- Lancia l'animazione...
-
Questa
è
stata
cronologicamente la prima GRANDE SCOPERTA di
Freud, ed ha sancito l'incompatibilità
tra il suo metodo e quello di Breuer (1889-1892): in un certo
senso
"pratico" questo presuppone però che si sia in grado di
prestarsi a fare da attore
se
non
da "manichino" di un recita
tutta interiore
di chi invece
ne è
parte attiva - nel caso di una terapia: del "paziente".
Non è sempre facile questo lavoro da "attori" in questa serie di piccoli "psicodrammi" non certo "fissi" come lo sono le "dipendenze" e i "legami", ma in continue evoluzioni drammaturgiche. Ma, a premiare queste difficoltà, l'impegno del curante consapevole lo pone anche e soprattutto in una posizione privilegiatissima: sotto i suoi occhi si dipana la vicenda rivissuta dal paziente mentre nella sua "parte emotivamente recitata da attore" può non solo intuire ma CONSTATARE di persona le situazioni che il "paziente-regista" sta "mettendo in scena". Assecondare questi episodi evitando con cura di prestarsi a farsene parte attiva in un malinteso "legame"? Come ha scoperto Freud più di un secolo fa, solo in questo modo si ottiene una vera GUARIGIONE che libera dal passato. Se proviene da un passato difettoso irrisolto l'adesione alla realtà ed ai rapporti non appare - come sarebbe in effetti - variante di momento in momento, ma si contrae ed arrotola in ripetitivi patologici transferts, in caricaturali nodi bloccati e in bloccanti "legami". Solo quando ogni "tranfert" SPARISCE, quando ogni istante riacquista la propria immediata e variabile autenticità, soprattutto quando non ci si arena più nel richiamare ogni sensazione da qualcosa e qualcuno a qualcosa e qualcun altro e i fatti trascorsi non si incancreniscono nel presente: ecco ehe allora si smette di perdersi in un mondo isolato, nel vuoto delle proprie fantasie, aspettative e paure e anche se non si giunge propriamente alla piena "gioia di vivere" almeno si è pronti a VIVERE e a non vegetare. Come lo possono dimostrre i già "liberati" anche da condizioni inenarrabili, impedire che ricordi mal digeriti si arroghino la falsa consapevolezza di una realtà ineluttabile permette finalmente a tutti - fortunati o sfortunati che siano stati - di inoltrarsi nel pieno vero personale NUOVO e di rimanre nella NORMALE e mutevole realtà - vedi l'intero file/capitolo Quando la cartella clinica è terapeutica - che NON si struttura mai in formazioni statiche, in rapporti interpersonali di continuo aggrovigliati su se stessi - vedine ancora lo scherzoso paradigma della loro incancellabile auto-referenzialità in Nodi. Paradigmi di rapporti intrapsichici e interpersonali di Ronald Laing. Il dissolversi dei transferts - vedi sopra la precisazione sull'uso del termine al plurale - nella sua conseguente perdita/rinuncia di attribuzioni abusive di significati apre invece finalmente la via alla VERA ESISTENZA attuale, mentre la rinuncia a trasferimenti indebiti, a spostamenti solo soggettivi si trasforma nella facoltà di costituire in vissute esperienza e saggezza ogni istante di una vita veramente "vissuta". . Non si può però fantasticare possano essere semplici e indolori l'uscita dall'idea di un passato ripetitivo, ristretto e mono-tono e pertanto creduto fonte indiscussa di prevedibili convinzioni; nonché la rinuncia alla struttura "imbutiforme" del "patologico": mai condiviso e comunitario se non CONTRO veri o pseudo-nemici esterni; sempre gerarchico nelle sue superiorità/inferiorità, e magico o comunque fideistico nella sua sostanziale solitudine, nella sua incapacità di riconoscere un proprio posto nel mondo. Né si può aver - fallace - fiducia possa esser facile il "sacrificio" dell'illusione di potersi ergere a profeti (più o meno di "sventura" o di "sensazionali miracoli"). L'avviarsi in un mondo aperto - nuovo, vario, variante e diversificato - scatena sgomento e ansiosa voglia di rifiuto, per cui non è neppure auspicabile accelerare l'entrata nell'ampio respiro e mutabilità di situazioni - percorribili ma imprevedibili - della NORMALITA'. Ma intanto - seguendo la via della vix medicatrix Naturae - il processo tende da solo a continuare: se accettato, poco per volta lo spaventato sgomento si diluisce in più sopportabile - e realistico - smarrimento. Quando fasulli transferts smettono di occupare tutto lo spazio disponibile in una confusione egocentrata tra un interno che non riconosce se stesso ed un esterno inesistente che ne rappresenta soltanto lo specchio, lo svincolarsi da questa "povertà da riciclaggio dell'usato" finalmente può permettere le vere scelte; quando cascami di un passato o di imposizioni mal digeriti non autorizzano più il profetizzare a vuoto, allora ritrovano il loro posto attenzione, pre-cauzioni, vigilanza. Ecco che quindi compaiono i veri affetti, il vero senso di responsabilità: VERI non solo perché in sintonia con i gusti e stile personali, ma anche perché calibrati di volta in volta sulle - ora ben riconosciute e vagliate - circostanze del momento. Ma ciò non comporta solo "sacrifici", offre anche un ulteriore "premio"al vero Sé, ripulito dai residui di un PASSATO mai veramente trascorso. Entrare senza inutili apprensioni nell'imprevedibile FUTURO permette di fiorire e... fruttificare in successive EVOLUZIONI, ma anche il PRESENTE rifiorisce, ora carico di "intensità" e pienezza, e può finalmente manifestarsi anche e IN OGNI MOMENTO in quel fondamentale, continuativo esclusivo diritto che è il poter riconoscre e dichiarare MI PIACE / NON MI PIACE. |
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Sfide folli n città a duecento all'ora intervista
a un
"pilota"
c’è chi si fa un sacco di soldi
ma
l’unica
cosa
che conta è l’adrenalina... C’è bisogno di un rettilineo
per
portare la macchiana alla massima
velocità, bastano tre o quattro chilomentri, ma più
è lungo meglio è...
Quante sono le macchine che partecipano? Di solito sono un centinaio. Qualche volta di meno, spesso di più. Come funzionano le gare? Ci si guarda e ci si sfida. Due o quattro per volta a seconda della larghezza della strada. TOLLERANZA ZERO Corpi mutilati e auto distrutte Spot choc contro le stragi |
![]() Gli occhi attenti, curiosi, leggermente stupiti... di un bambino - di un nuovo essere umano! - appena nato... Non si dice forse "venire alla luce" oppure "vedere la luce" come sinonimi di "nascere"? (Vai a APPPAH da cui è tratta questa fotografia.) |
Fotografia tratta da un sito ora non
più attivo: Le Esperienze
![]() |
Un'intera sessione di un congresso internazionale di molti anni fa: 5th Iternational Congress of Psychosomatic Obstetrics and Gynecology, 1977 Rome, Molto più recente ed in vivace attività è l'APPPAH (americana): vedi per la relativa bibliografia Resources: 100 Books (And Videos, Too). Importante e seria è pure l'europea ISPPM con una vastissima bibliografiaì. International Congresses of the ISPPM: * 1986 - Badgastein / Austria The Contribution of Prenatal Psychology to Preventive Medicine, Preventive Psychology and Preventive Aspects of the Socially-Oriented Professions
ISPPM-Secretary,
A. & J. Bischoff Friedhofweg 8, D - 69118 Heidelberg, Germany APPPAH
was founded in
1983 by Toronto
psychiatrist and psychologist Thomas R. Verny, M.D., D.Psych.,
F.R.C.P.C.,
as a forum for individuals from diverse backgrounds and disciplines
interested
in psychological dimensions of prenatal and perinatal experiences.
Typically,
this includes childbirth educators, birth assistants, doulas, midwives,
obstetricians, nurses, social workers, perinatologists, pediatricians,
psychologists, counselors, researchers, and teachers at all levels. One
does not have to be a professional, however: all who share these
interests
are welcome to join. The Association has published the Pre- &
Perinatal
Psychology Journal quarterly since the Fall of 1986. Beginning with
volume
12 (1) Fall, 1997 the title of the journal will be Journal of Prenatal
and Perinatal Psychology and Health. This peer-reviewed journal is now
published by the Association. On a quarterly schedule, the Association
publishes The APPPAH Newsletter. Terry Larimore is Editor. The
Newsletter
is sent automatically to members. Regarding contributions, please
contact
the Editor. One Hundred Books (and Videos Too) is revised annually and
covers publications and releases in the last fifteen years.
APPPAH
(Association
for Pre- & Perinatal Psychology and Health) Decima edizione delle
Giornate siciliane di formazione micropsicoanalitica "L'ESPERIENZA PRENATALE TRA NEUROSCIENZE, MEDICINA, PSICOLOGIA ED EDUCAZIONE" PARMA 24-25 Maggio 2008 Sala Auditorium del Campus Universitario BROCHURE IN ITALIANO e BROCHURE IN INGLESE La
vita psichica
prenatale: breve rassegna sullo sviluppo psichico del bambino prima
della
nascita. La vita prima di nascere. Archivio bibliografico. a
cura di Anna Della Vedova Educazione Pre- e Perinatale Congresso tenuto a Milano il 9-10 giugno 2001 Convegno Nazionale Azienda ASL di Forlì Impatto
della vita prenatale sull'evoluzione dell'individuo, della cultura e
della società XV Comgresso Nazionale SIPPO - 25/26 Settembre 2003 - (SIPPO Società Italiana di Psicoprofilassi Ostetrica Prof. R. Russo) Non
tutti però hanno potuto
esser favoriti
da una nascita "bella": nascite difficili, dolorose, se non
terrificanti
e veramente a rischio di morte posson lasciare segno emotivo di
sè
per tutto il corso della vita. Come ogni altro trauma però anche
le conseguenze psichiche di queste nascite sfortunate possono comunque
venir superate: ma come per ogni altro trauma ciò può
avvenire
solo purchè il soggetto abbia sufficiente coraggio per lasciar
uscire
dall'inconscio le memorie corporee di questo evento, abbia sufficiente
capacità - e volontà - di
accettarle,
e possa pure venir aiutato e non smentito nel riviverle e nell'avviarsi
gradualmente - nel tipico modo zig-zagante in cui possono emergere i
traumi
- a trasformarle in vissuta esperienza senza più esserne invece
intralciato.
Vedi anche il libro dell'allievo di Freud, Otto Rank: Il trauma della nascita. Sua importanza per la psicoanalisi. Nel file/capitolo Un brutto sogno e nell'annesso Documento l'incubatrice era stata vissuta da una neonata come un incubo, ma da una neonata che l'aveva "subìta" SENZA averne avuto bisogno; invece testimonianze-ricordo di persone nate premature da gravidanze veramente ad alto rischio (e quindi di notevole disagio soggettivo per il feto) ne riportano al contrario il ricordo di sensazioni entusiastiche: per uno di essi: di pace, di "stabile" tranquillità, all'opposto delle convulsioni materne in crisi eclamptica; o, per un'altra persona, di accudimento personale preciso all'opposto di quanto poi avvenne nell'ambiente successivo troppo affollato e confusionario. Un piccolo aneddottico esempio: la "luce argentata" della "tenda a ossigeno" era stata per una di queste persone così piacevole da fargli ricercare ogni occasione possibile per ritrovarla: ecco perché ... la motocicletta con l'obbligo di usare il casco - dalla visiera trasparente! - gli piaceva tanto! Ma non tutti la pensano così...Si può andar oltre la possibilità di un semplice completamento della propria esistenza come ottimale prospettiva di psico-sociale restitutio ad integrum: al di là di ogni difficoltà, blocco, trauma, sofferenza e compensazione patologica "speciali" esperienze totalmente vissute possono aprire orizzonti impensati di resiliente maggiorate e valorizzate conoscenza, consapevolezza e... "sapienza".... è mai possibile che un bambino di poco più di due mesi mi sorrida con aria furbetta e complice fino quasi a commuovermi come se mi avesse fatto un lungo discorso silenzioso??? Se con M. capita questo è evidente che è possibile. Chissà quante cose avremo da dirci... - racconta un lontano parente del bambino... Chi
considera un
vantaggio il forzato
oblio
allo stesso tempo convalida "scientificamente" il concetto freudiano di
rimozione.
Discorsi banali
e
frequenti: - I bambini non capiscono nienteAfferma pubblicamente R. Laing - come punto culminante della citazione, tratta dal volume The voice of experience (titolo nella traduzione italiana - I fatti della vita. Sogni, fantasie, riflessioni sulla nascita) Se
l'esperienza non
è un'illusione, allora ogni teoria che sostiene il contrario
deve
essere sbagliata...
![]() - Lei
crede che il bambino senta? -
gli
chiedo: il professore risponde
senza esitazione:
- Mi dispiace non riesco nemmeno a immaginare una simile eventualità. ... Eventualità??? E invece:
Dolore
dei neonati: basta anche un semplice prelievo per procurare uno stress
ossidativo
Venerdì 12
Febbraio 2010 12:50 Ricerca dei neonatologi del
policlinico di Siena dimostra che bastano solo tre minuti per valutare
lo stress ossidativo dei piccoli pazienti Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica americana Pain Bastano solo tre minuti per sapere se un neonato, dopo un semplice prelievo di sangue, ha subito un dolore tale da causargli stress ossidativo. Uno studio effettuato dai neonatologi del policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena e pubblicato sulla rivista scientifica americana Pain, ha infatti dimostrato che, anche un esame di routine, come una punturina, può essere così doloroso da provocare uno stress tale da far aumentare i radicali liberi nel piccolo organismo.La ricerca, finanziata dalla Fondazione Euraibi, è stata diretta dal professor Giuseppe Buonocore, responsabile della Pediatria Neonatale e coordinata dal neonatologo Carlo Bellieni dell'U.O.C. Terapia Intensiva Neonatale del policlinico Santa Maria alle Scotte, diretta dal professor Franco Bagnoli. E' un risultato sorprendente - ammette Buonocore - perchè analizzando le differenze tra la prima e l'ultima goccia di sangue, in un semplice prelievo effettuato nell'arco di soli tre minuti, abbiamo evidenziato importanti variazioni nella quantità di radicali liberi. |
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D'altra parte se ci si può divertire con il testo ed ancor più con la scherzosa bibliografia del file/capitolo canzonatorio: Infanzia: eziologia e trattamento, non
si può scherzare sul titolo allegro del file/capitolo che
rimanda alla rassicurante Mary
Poppins ed è invece una serie
di
testimonianze
di dura accusa
e denuncia
Da un'altra citazione di Laing: La caratteristica specificatamente umana dei raggruppamenti sociali umani puòessere sfruttata per rappresentarli come sistemi disumani. Tutti coloro che cercano di controllare il comportamento di un gran numero di altre persone lavorano conl'esperienza di quelle altre persone. Una volta che le persone hanno sperimentato una certa situazione in maniera simile, ci si può aspettare che reagiscano in maniere simili. Mettete gli individui in condizione di volere la stessa cosa, di odiare le stesse cose, sentirsi trattati alla stessa maniera, e il loro comportamento sarà prigioniero. Avrete i vostri consumatori o la vostra carne da cannone. Diffondete l'idea dei Neri come subumani o dei Bianchi come viziosi e decadenti, e i comportamenti possono essere manovrati in maniera conseguente... L'inerzia dei raggruppamenti sociali umani, tuttavia, sebbene possa apparire come la negazione autentica della prassi, è in effetti nient'altro che il prodotto della prassi. L'inerzia di gruppo può essere soltanto strumento di mistificazione in quanto considerata come parte del 'naturale ordine delle cose'. L'abuso ideologico di una tale idea è ovvio. Serve evidentemente gli interessi di coloro il cui interesse è avere gente che crede che lo status quo sia voluto dall' 'ordine naturale' . Per volere divino o 'cause naturali' ... Il gruppo diviene una macchina e si dimentica che è una macchina fatta di esseri umani e che la macchina è fatta dai medesimi uomini. E' completamente difforme da una macchina costruita dall'uomo che può avere un'esistenza propria. Il gruppo è l'uomo stesso che cerca se stesso nei modelli e nei livelli, assumendo e assegnando differenti energie, funzioni, ruoli, obblighi, diritti ecc. Ronnie
Laing - La
Politica dell'Esperienza - 1967
Consapevolezza, il TEMPO e la pienezza dell'esistere:Il titolo di questo file/capitolo indica come prioritario il concetto di consapevolezza seguito da memoria che ne è in fondo quasi un attributo. Ma un altro attributo imprescindibile della consapevolezza è la concretezza come contrario della mera apparenza in ogni sua manifestazione. Queste - famose - vignette che descrivono una delle più tipiche "malefatte per buona intenzione" del "burrascoso Giannino Stoppani" sono tratte dal Giornalino di Gian Burrasca, libro destinato ai ragazzi, ma molto educativo anche per gli adulti. La pseudo-crescita artificialmente - anzi surrettiziamente - forzata della benamata piantina di dittamo della vicina di casa, non esemplifica forse la "crescita" forzata e solo apparente, le guarigioni solo apparenti che si vorrebbe potessero venir fornite dal cognitivismo?
Colgo
l'occasione per
meglio
precisare che non solo questo ma anche
un altro
motivo è basilare per
contestare il o
dal comportamentismo
come presunto capitolo della scienza psicologica e/o
- ben peggio! - di una pratica da considerarsi
terapeutica. Esiste di sicuro il comportamento
come tale, cioè il modo "esterno" di porsi, di agire e di
reagire; esistono comportamenti più o meno adeguati alle
situazioni o difettosi fino alle intemperanze
comportamentali: ma qui NON siamo nel campo "interiore" di
pertinenza
della "psicologia" o della "terapia" nè tanto meno della
"scienza" siamo solo in quello dell'educazione
se
non magari della Legge
e dei Codici:
Civile
quando
non Penale.
CRESCITA
o SVILUPPO? Una pianta
ben
radicata o un inerte, allungabile
"palo"?
Apparenza, visibilità,
pubblicità
e diffusione...,
e altresì razionalità
e inelligenza e
più ancora lucidità,
nella sua esattezza semantica di superficiale
brillantezza... non indicano certo vera consapevolezza:
non certo saggezza,
nè tento meno quella profondità
di
pensiero e spessore
di
umanità che possono solo provenire da una ricchezza
acquisita di vissute e ben "metabolizzate" esperienze.
Lucidità e prontezza di risposte derivanti dalla vivacità di funzionamento della memoria a breve termine, efficienza anche lavorativa basata sulla disponibilità immediata della memoria a medio termine sono poi soltanto dotazioni pratiche di efficienza, mentre una efficace memoria a lungo termine utilizzata velocemente assieme a capacità di osservazione e sintesi può - anche se non proprio esattamente - venir definita intuito. - Per istinto ho trovato subito la soluzione... Istintivamente ho cercato nel libro giusto... Ecco
un modo di dire
abbastanza
frequente ma quanto mai improprio:
infatti ben assurda nella sua sproporzione è la confusione tra
una semplice
capacità tempestiva di utilizzare consapevolmente al bisogno
l'enorme deposito - esperenziale ma anche culturale - del connubio
tra memoria e attenzione, equivocandone le elementari
possibilità di sincronizzare all'occasione differenti
ma semplici mentali "processi cognitivi" con quel fattore
super-personale dotato di un enorme portata di
vera "energia", qual'è l'istinto.
Come
conclusione di
questi paragrafi dedicati alla CONSAPEVOLEZZA,
ma anche come considerazione conclusiva e fondante
di questo
file/capitolo - o meglio - di tutto questo lavoro propongo
citazioni di
prima mano e ne enfatizzo
l'insegnamento
che se ne
può/deve trarre.
Ho
spesso
sognato qualcosa che mi
spaventava a tal
punto da obbligarmi a svegliarmi di soprassalto urlando come per difesa
rispetto a quell'incubo ma il più delle volte era paura ma non
capivo di cosa, intuivo solamente. Quante volte ho poi creduto che
quegli incubi notturni mi riportassero al periodo dell'ospedale. Era
stata mia madre stessa a raccontarmi più e più volte
quell'episodio,
quasi cercando di giustificarsi, o forse mi viene da pensare oggi, per
farmi credere che tutto avesse avuto quel momento come principio e che
se non ci fosse
stato quella brutta esperienza la mia sarebbe stata
un'infanzia felice. ...
L'episodio
dell'ospedale sembrava
superato eppure quegl'incubi continuavano, fino a quando non ho
guardato in faccia ciò che mi faceva veramente paura. Mi sento
un
pò un
sopravvissuto e come loro ho la stessa sensazione che pochi
crederebbero a ciò che ho appena scritto.
|
|||
|
Analogamente a questo caso, molti pensano
che per una psicoterapia
"valida" possa essere sufficiente mettere in chiaro gravi episodi
rimossi, "svelare" singoli "segreti" o "ricordare" singoli fatti
traumatici: anzi
molti si illudono
che una volta "scovato" il "colpevole" -
trauma, abuso, conflitto, spavento ecc. - tutto vada a risolversi per
il meglio e che ogni sintomo sia destinato a sparire.
Ho
fatto
nuovamente un
sogno che mi ha obbligato a svegliarmi urlando. Entra
abbastanza trafelata una donna ...
Entra come se fosse di casa e mi saluta, io sono stupito di vederla,
Mentre mi passa davanti si gira e mi guarda. Incrocio
lo sguardo e una
paura tremenda mi assale e mi sveglio urlando.
La
scorsa notte ne
ho fatto un'altro: ho avuto nuovamente quella sensazione che mi portava
a svegliarmi ma questa volta il sogno è continuato perché
evidentemente
la paura non era così forte. Non poteva nuocermi
come
nell'altro
sogno perché era come se l'avessi immobilizzata, murata. Quasi
non ci credo se penso a
quanto tempo ci è voluto perché questa storia venisse
fuori. Lo sapevo
certo ma un
conto è saperlo un conto è sentirla la paura.
Istinti? "Castrazione"? Corporeità e pienezza dell'esistere: "dentro" e "fuori"?
Mi
aspettavo di vedere negli
occhi di mia madre e di mio padre quanto
importante fossi io...
Quanti anni vissuti nel terrore può trascinarsi dietro anche solo un semplice incrociare di sguardi malevoli? Oggi
ho visto una donna
incinta e più tardi un ragazzo la cui moglie sta per partorire
tutto contento come di chi non vede l'ora, poi,sempre oggi,la sorella
di V. (anche lei incinta) mi ha mandato con un mms la foto
dell'ecografia in cui si vede il feto (è quasi al terzo mese e
vedevo già una persona) in mezzo un'altro papà di una
bambina di 13 mesi che mi raccontava invece di quanto fosse faticoso
per lui. Della prima in particolare
notavo
(oltre al fatto che aveva preso un pò di fisicità, mentre
prima sembrava quasi anoressica) le mani e l'avanbraccio scoperte;
trovavo quella parte del suo corpo molto bella per il tono, il colore,
l'impressione di una levigatezza quasi marmorea, quella pancia
così ben arrotondata (solo apparentemente una cosa tutta
estetica ma in realtà di come la maternità abbia aggiunto
e non tolto anzi abbia trasformato un corpo così poco "corporeo"
prima in qualche cosa di "ammirevole" come se la natura si fosse
presa tutto
il suo spazio e avesse fatto vedere ciò di cui è capace.
Mi viene in mente il David di Michelangelo proprio nel senso della
rappresentazione di qualcosa che si avvicina in modo straordinario, non
alla perfezione, ma alla pienezza delle forme e al suo essere
così "infinitamente vicino" al concetto di Natura) E
poi, forse
per la prima volta, il
pensiero
della nascita (non mia) ma di una nuova nascita,
come
qualcosa di
bello, di una
gioia
indescrivibile (quel padre in attesa era contagioso) quel
momento
intendo, quando nasce
una persona
nuova. Mi piacerebbe provarlo.
Non so se alla mia di nascita
fossi circondato da questo clima di attesa positiva ma credo che no,
doveva essere ben diverso, ciò che mi aspettavo era diverso: mi
aspettavo e questo lo posso dire senza vergogna, di vedere negli occhi
di mia madre e di mio padre quanto importante fossi io per loro, ma
loro non mi guardavano con quegli occhi e per me quella fu la prima,
grande, immensa,
delusione.
Era come se mi avessero spalancato un baratro senza fine.
Un baratro senza fine formato da SINGOLI episodi traumatizzanti o tutta una situazione AMBIENTALE di vero e continuativo PERICOLO? Traumi fisici - percosse, abusi di ogni genere, mal-trattamento... - ma quanti anni vissuti nel terrore può trascinarsi dietro anche solo un semplice incrociare di sguardi malevoli? Per non arrecare successive ferite con che pazienza e cautela è necessario procedere per ricostruire moltissimi pazienti un solido tessuto di esistenza in una vera restitutio ad integrum; per ridar a ciascuno la possibilità di ritrovarsi e ripercorrere uno sviluppo che sarebbe stato il loro NORMALE al posto di quello che era un percorso ad ostacoli continuamente minato, un labirinto senza uscita, con un unico obiettivo: la sopravvivenza. Momenti belli o brutti, di espansione gioiosa o di fatti traumatizzanti: nel corso degli anni, nel percorso delle "fasi di sviluppo"? Ricordi "rimossi", come pure interpretazioni riduttive, episodiche, sensazionalistiche della propria esperienza...? quanto possono trasformare il completamento dello sviluppo in un labirinto senza uscita e ingarbugliare invece di liberare e dipanare? E allora adesso è un pò come se avessi mentito a me stesso e avessi perso anche tanto tempo. Questo mi duole di più. Mai avrei immaginato, se non lo avessi provato sulla mia stessa pelle, quanto importante è il ruolo di chi si impegna a diventare genitore, quanto può essere distruttivo per un figlio, (anche senza arrivare all'estremo ultimo dell'infanticidio), se lo sviluppo diventa un percorso ad ostacolilabirinto senza uscita, con un unico obiettivo: la sopravvivenza. Aggiungo sinteticamente che il sogno dell'altra sera sembra avere prodotto qualcosa. Ho l'impressione che quella figura ormai fossilizzata di mia madre abbia un significato più ampio. Mi sembra che si stia verificando una storicizzazione della mia vicenda personale, come se la stessi riconducendo da un piano solo ed esclusivamente personale ad uno collettivo (o generale). Me ne sono accorto guardando stasera un pezzo di uno spettacolo di Paolini sul romanzo di Rigoni Stern: Il sergente nella neve. Era Storia. Non c'entravano più mio nonno, mio padre, i loro ricordi, le montagne, Il Veneto eccetera. Potrebbe essere anche un fatto contingente, non so... Però perché non ricondurre questo alle parole di Einstein: continuamente minato, un Ora
comprendo che il paradiso
della giovinezza, così presto perduto, fu un primo tentativo di
liberarmi dalle catene
del
"puramente personale", da un'esistenza
dominata solo dai desideri, dalle speranze, dai sentimenti primitivi.
Fuori c'era questo
enorme
mondo,
che esiste indipendentemente da noi, e
che ci sta di fronte come un grande, eterno enigma, accessibile solo
parzialmente alla nostra osservazione e al nostro pensiero. La
contemplazione di questo mondo mi attirò come una liberazione...
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Il sonno
della ragione produce mostri ?Allora non ci si deve stancare di rimanere VIGILANTI, VIGILANTI, VIGILANTI. Mai ci si deve accontentare delle affermazioni altrui e neanche delle proprie - non documentate - sensazioni. DUBBI e ATTENZIONE A LARGO RAGGIO devono essere sempre le principali GUIDE. Ed invece come raccomanda Pennac: quando
nella
folla incontri un essere umano seguilo, seguilo...
... Fame
di vita, la
giornata non
è ancora piena, stentare a rassegnarsi al sonno...
Da
quando, a
partire da che età si può cominciare a
considerare indispensabile preoccuparsi della pienezza
dell'esistere? Quanto
incidono e incideranno poi per tutta
la
vita le soddisfazioni o le carenze e/o i fraintendimenti iniziali delle
funzioni
biologiche primarie?
Per cominciare: ci si chiede - come fossero questioni burocratiche o di di moda e non di vitale importanza - i "se", i "come", i "perché" della scelta tra allattamento a richiesta oppure a orario; oppure - in un'ottica altrettanto fanatica e costrittiva - dell'obbligare a tutti i costi le neo-mamme ad allattare, illudendosi di poter velleitaristicamente (pseudo-)incentivare la secrezione del colostro attraverso un vero e proprio "ricatto" e così privare il neonato di ogni altro apporto alimentare. Ecco una raccomadazione ufficiale che risponde ad almeno uno dei fondamentali e molto generalizzabili "PERCHE?". Ipoglicemia
grave
influenza cognizione
nel bambino
Episodi di
ipoglicemia grave,
soprattutto in età precoce, possono avere un impatto sulla
performance
della memoria spaziale nei bambini.... Il presente
studio supporta una comune ipotesi secondo cui l'ipoglicemia
grave
nelle prime fasi della vita è più rischiosa per la
funzionalità
cognitiva rispetto a quella intervenuta più tardivamente.
Lo studio si
focalizza soltanto sulla performance
della
memoria spaziale di cui
precedentemente si era dimostrata l'ipersensibilità
all'ipoglicemia
ripetuta. Lo sviluppo cerebrale nei bambini molto piccoli
potrebbe
essere più vulnerabile rispetto al cervello dei bambini
più grandi agli
effetti negativi dell'ipoglicemia grave per quanto riguarda la memoria
spaziale a lungo termine. Sono comunque necessarie ulteriori ricerche
sul modo in cui questo effetto si relazioni alla vita di tutti i
giorni. Questa informazione potrebbe eventualmente essere utilizzata
nella valutazione dei benefici e dei rischi dello stretto controllo
glicemico ad età molto precoci. (Diabetes Care 2005; 28: 2372-7)
Piange perché ha sonno e "non riesce" [o NON VUOLE?] addormentarsi...??? A
qualsiasi
età?
vedi Newsletter di Eugenio Guarini del 29/06/2006: Non andresti mai a letto Doucement) (anche come commento al quadro) Non
andresti mai a
letto. Arriva la sera e
tu sei un po’ intorpidito dalla cena e dalla giornata. Però, che
giornata! Comunque, la
domanda è sempre lì: che cosa desideri? Tu traffichi
tutto il giorno, un po’ manovrando il timone, un po’ portato dagli
eventi. Quanto traffichi, tutto il giorno! Ma ora è sera... E’
stata dunque una giornata positiva. Ma, questa sera, prima di andare a
dormire, tu senti
ancora il pungolo di quella domanda: Cosa desideri ancora?
E’
come se, dopo aver mangiato tutto il tuo giorno di cose,l’appetito
–
forse la fame – non si sia ancora
acquietato. Che
curiosi esseri
che ci troviamo a gestire, quando si tratta di noi stessi! A volte ti
sorprendono. Esseri
così famelici... Quella parte di te che sfugge alla presa
diretta guarda, considera, valuta e sente che c’è ancora fame di
vita.
Possibile? Eppure è così. Ed è per questo che non
vorresti mai andare a dormire. Come
se ci fosse
ancora qualcosa
che potresti fare, o che potrebbe ancora
succedere…
Anche se gli occhi ti si chiudono.... Lo confesso: anche
se
è stata una giornata stupenda, piena di cose, malgrado questo,
io
sono più in quell’ancora che in
tutto ciò che è stato.
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| Alla
fine e a
completamento di questo file/capitolo le citazioni - dalle Newsletter
di Eugenio Guarini del 22/07/2008 e del 29/05/2009 - in fondo
riassumono
metaforicamente l'epitome
dell'intero contenuto di Bambini
di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani: anzi esemplificano
l'essenza
del concetto-base di "quarta
dimensione",
cioè del fondamentale spessore
dato dal TEMPO
vissuto nell'individualità di ciascuno. La
sofferenza, a prenderla con dolcezza, offre un unguento che lenisce e
guarisce.
Sorrido di quanto sono stato stupido - ancora una volta. E la vergogna
svanisce. E apprezzo perfino di fare tanti errori, in continuazione. Tanti
errori mi portano avanti.
E gli
errori si rivelano per quello che sono: tappe importanti
dell’apprendimento.
gli
errori si
rivelano per
quello che sono: tappe importanti dell’apprendimento...
anche un passato resta attaccato al futuro Ma quanti e quanti anni occorrono per accorgersi degli errori e delle ingenuità fonte di stupidaggini e azioni improvvide! Quanti e quanti anni occorrono per APPRENDERE e rendersi coscienti di una minima parte non soltanto dl questo enorme mondo, che esiste indipendentemente da noi, e che ci sta di fronte come un grande, eterno enigma, accessibile solo parzialmente alla nostra osservazione e al nostro pensiero ma anche del "piccolo" mondo umano con cui abbiamo di continuo a che fare e in cui dobbiamo - consapevoli o meno - agire in modo responsabile! Il
tempo stesso appare sempre di più come una cosa meno scontata,
qualcosa
che ha un suo segreto, il suo mistero. Il punto sta proprio in questo
dilemma: il
ha il suo peso, e persino alle cose, alla geografia dei luoghi che
percorro, ma ha anche un passato
resta
attaccato al futuro
che sta nelle
necessità e nei desideri.
E ognuno dei due cerca di
catturare completamente, ogni giorno. Ma è
una scelta che non voglio fare. Voglio stare
tra l’incudine e il martello.
Voglio stare nella terra di
nessuno, ancora per un po’. Voglio spingere il corpo a occuparsi di ciò
che non esiste ancora,
invece di lasciarlo risucchiare
in ciò che è esistito un tempo – e questo, senza cancellare
dalla vista tutti quei ricordi
che salgono a galla man mano che percorro questi luoghi. Tra
l'incudine e il martello... Ecco, sembra che la differenza stia
in gran parte dietro questa parola:
gradualmente.
Le cose non sono più istantanee – come prima - ma graduali:
richiedono
tempo. Curioso il tempo nella testa di uno della mia età. ... E'
giocoforza che i ricordi
si siano stratificati
sugli stessi sentieri... …
Se
fossi in un posto nuovo per la prima volta,
il tempo non sarebbe
diverso?
![]() ![]() ![]() la scaletta
delle età
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la cartella clinica è terapeutica
Quando la cartella clinica è terapeutica... Dare ai ricordi una specie di seconda vita? Medicina: scienza applicata e multidisciplinare: Emozioni, istinti, ricordi, contraddizioni L'importanza dei ricordi, delle emozioni e delle idee sul futuro Basta un poco di zucchero e la pillola va giù... soprattutto a: Dal Sublimato al Concreto ... e viceversa Infanzia: tempo di Mutamenti Infanzia un mestiere difficilissimo Imbroglio è il contrario di sviluppo da considerare con particolare attenzione il lato più oscuro e i recuperi più impensabili: ESPERIMENTI SU BAMBINE/I |