15 giugno 2010 Dalla famiglia preistorica alla famiglia utopistica(derivato da un articolo del maggio 1972 del Giornale dei Genitori
fondato nel 1959 da Ada Gobetti e
nel 1972 diretto da Gianni
Rodari
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Indice
interno
#segnalazioni, #promemoria, #individualità, #noi-cognome, #gradualmente, #genitori, #tempo_che_passa, #bibliografia, #links Aggiornamenti e segnalazioni:Questo sito e i libri che ne derivano NON sono di INFORMAZIONE, ma si costituiscono come una specie di ENCICLOPEDIE TEMATICHE, in cui vengono presentati e discussi vari argomenti da leggersi e soprattutto da CONSULTARE di volta in volta.A seguito di difficoltà lamentate e relative richieste, l'architettura stessa del sito è stata modificata in funzione di un più agevole orientamento: il file Home si sdoppia in uno con nome differente - che riinvia a un differente URL - mentre l'originario diventa iniziale come file semplificato in cui a prima vista compaioni i links indirizzanti sui capitoli interni. Per accogliere le richieste di una più agevole lettura, i testi di questo sito sono stati - anche - trasferiti in un LIBRO: Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani
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Marconi 34/a 10125 Torino (ITALY)
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pubblicati in un libro: From
children
of YESTERDAY to adults of TOMORROW
edizione BookSurge
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non incollate lo si può trovare anche nelle edizioni
Cortinalibri.
Raggruppati per singoli agomenti, aggiornati e completati, i capitoli ormai superati del libro Bambini di IERI= Adulti di oggi. Adulti di oggi-> Adulti di DOMANI saranno presentati in volumi separati a cominciare da Infanzia un mestiere difficilissimo - gia in libreria - in cui un nuovo file Considerazioni e conclusioni / To complete and to outline come V capitolo - presente come capitolo finale in TUTTI i nuovi libretti - offre una sintesi organica e riassuntiva di tutti i problemi in discussione. Modificato come iconografia è l'Indice del libro: Infanzia: tempo di Mutamenti ora capitolo IV del nuovo libro: mentre Infanzia: tempo di Mutamenti ne è l'essenziale III. ![]() Bambini? Il NUOVO che avanza...Immaturità? L'infanzia non esiste. Esiste lo sviluppo e lo sviluppo è cambiamento liberatorio Il sito verrà di continuo aggiornato: per
cui occorre di tempo in tempo ridargli un’occhiata ed eventualmente
proporre considerazioni,
critiche o informazioni che saranno molto gradite.Questo file, in
italiano, si collega con Le faccende
domestiche,Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro
diffrenziato
dal corrispettiv in inglese - Domestic
chores.Ergonomics and psychology of a REAL work - per dati
bibliografici, citazioni e
testimonianze. Anche
in Quando
la cartella
clinica
è terapeutica...
- a
sua volta con il
corrispettivo in inglese Anamnesis?
A way for
healing che
non rispecchiante
una
semplice traduzione ma differenze di impostazione dovute alle diverse
fonti culturali -
sono in
parte riproposti questi concetti; come pure, allargati su di un altro
piano: Che
cos’è il ‘lavoro emozionale’? - e What is ‘
Emotional
Labour’?
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Gran parte dei figli sono illegittimi: I'autorita delle madri è sovrana... In paese ci restano molte più donne che uomini: chi siano i padri non può avere un'importanza così gelosa: il sentimento d'onore si disgiunge da quello di paternita: il regime è matriarcale. Nelle ore del giorno che i contadini sono lontani il paese è abbandonato alle donne, queste regine-uccelli che regnano sulla turba brulicante dei figli....Questa descrizione si trova a pag. 97, ed. Einaudi 1945 di Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi, ma tali situazioni continuano a sussistere e possono venir trapiantate di sana pianta persino nelle grandi città del Nord, sfidando anche l'immigrazione (come già l'emigrazione americana) nel conservare immutate per almeno una generazione queste reciproche posizioni. Ed accanto a questi agglomerati familiari "preistorici" (e accanto non per modo di dire: pochi piani di scale più in basso in uno stesso palazzone, o al di la di una via larga pochi metri) coesistono "famiglie" per le quali la Rivoluzione francese non è mai avvenuta; famiglie in cui "servitù" maschile e femminile, bambini dei "padroni", bambini della "servitù", mezzadri, guardacaccia e figli relativi ecc... fanno da sfondo pittoresco, sciatto e promiscuo al pomposo "padroname" con relativi promiscui "amici", invitati (e amanti). Ho citato questi due casi- limite a scopo di choc contro le generalizzazioni arbitrarie, ma anche con un intento pratico: di segnalare cioè il rischio che possono correre gli "sperimentatori" di "famiglie nuove" quando cercano queste "nuove" soluzioni non con intenti rinnovatori, creativi, ma soltanto allo scopo di dissacrare (o di "far dispetti a..."!) quelle famiglie che conoscono più da vicino (cioè le proprie personali famiglie dei genitori e dei nonni); o quelle famiglie che vorrebbero disprezzare perchè inconsciamente invidiano e dalle quali si sentono (personalmente e non ideologicamente) oppressi. In queste condizioni infatti si rischia di accontentarsi di soluzioni che invece di esser nuove e più avanzate tomano a ricalcare strade antiquatissime e "retrograde", già percorse da secoli o da millenni in "culture" precedenti, (e del resto, prima della Rivoluzione francese, i nobili non idealizzavano forse l'Arcadia? non si travestivano forse da "pastorelli"?). Esistono ancora il mondo arcaico delle Grandi Madri, e il mondo delle "grandi famiglie" feudali, ma tanto più presente è ancora un altro mondo spersonalizzante (ma anch'esso da molti vagheggiato), quello contadino patriarcale. In esso come nei precedenti l'essere umano in quanto tale, con i suoi limiti, con i suoi pregi, difetti, capacità, caratteristiche... scompare, per impersonare in questo caso un grande simbolo immutabile: la Madre, il Padre, il Servo, il Padrone, il Maschio, la Ragazza ecc... quasi rivestisse per tutto il corso della sua vita, od almeno per lunghi anni, le vesti non ripudiabili di Sacerdote di una religione statica e terra-terra fatta di onnipresenti rituali. Infatti in questo mondo allignano ed imperversano (e anzi ne fanno parte integrante concorrendo così in modo essenziale alla sua decantata solidità) le superstizioni e l'ignoranza saccente e prepotente - le lune e i falò, le "apparizioni di Madonne" ecc... -, nonchè gli astii atavici fra famiglie. Tutto ciò esiste ancora e in proporzione cospicua, ma malgrado tutto vi è nell'aria e tende ad espandersi qualcosa di "evolutivo" (non "moderno" che é un termine statico, ma "in via di sviluppo" come é di moda dire per i popoli); qualcosa che attraverso l'evoluzione storico-antropologica degli individui investe le loro forme di rapporto e le loro istituzioni: e fra queste - rapporto e istituzione - anche naturalmente le famiglie. |
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quando il cognome schiaccia il nomeIn un'interazione plurima fra individui per definizione disuguali qual'è la FAMIGLIA (la famiglia infatti e proprio il luogo dove devono» confluire sessi e generazioni ed è proprio in questa confluenza che la famiglia prende significato), tra tanti equilibri disparati di cui tener conto, fra tante persone a così diversi stadi di maturazione personale-culturale e di equilibrio emotivo non c'e quindi da stupirsi se tante possano essere le difficoltà e i motivi di attrito.E così possono esserci famiglie (spesso allargate in clan) arroccate a difesa paranoica contro il mondo esterno: tenute insieme non da affetto, e reciproche compensazioni e consolazioni ma da una comune paura e da comuni difese; famiglie-clan in cui un "noi" unitario, aggressivo e spaventato, sta al posto dei e tiene a bada i vari "io" dei componenti dando origine ad una situazione - il familismo amorale in Italia ancora tanto frequente -, così detto secondo la definizione diventata proverbiale coniata dal sociologi Robert D. Putnam nel libro La tradizione civica nelle regioni italiane Familismo
amorale.
Specifica sindrome culturale per la
quale tutti nel paese cercano di massimizzare i vantaggi materiali e
immediati del nucleo familiare, il cui contrario
è la civicness, il senso civico.
Senza arrivare a casi estrermi e tipici, quanto però sono
diffuse le famiglie tenute insieme
dalla paura
della brutta figura,
o dalla
necessità di far bella
figura per dar spettacolo
di
sé al mondo esterno (le "belle famiglie" del Mulino Bianco!):
tutte comunque famiglie nelle quali
il noi è
ancora
prevalente, il mondo esterno
è
ancora minaccioso; famiglie che per difendersi si sentono costrette a
scambiare con l'essere
un apparire
inglobante anche un - solo "appariscente" - avere.Lo si legge descritto in libri - ad es. in La famiglia come paziente di H.E.Richter ed. Bompiani di tanti anni fa, ancor meglio che nel famosissimo Avere o essere-L'arte di amare-Anima e società di Erich Fromm - ma soprattutto lo si vede continuamente nella vita quotidiana anche soltanto guardandosi attorno. Ci sono famiglie in cui i genitori sono appena usciti da una oggettivamente squallida e soggettivamente desolatissima infanzia, perché cresciuti in ambienti di grave povertà e ignoranza, di miseria materiale e morale e di quella superstizione saccente, matrice di annichilenti paure per i giovani, perché strumento di oppressione e ritorsione in mano agli anziani. Ma non basta venire in città, e neanche mettere qualche soldo da parte per passare in tutto il proprio modo di esistenza da una civiltà ad un'altra. Un livello di sviluppo personale ancora fermo nella confusione tra io e mio, tra persone, funzioni e simboli e tra sentimenti - soggettivi e contingenti - e valutazioni - oggettive - porta a convinzioni irriducibili come tutte le convinzioni nate dal sentimento - egocentrato pur nell'inconsapevolezza di sé - e da generosità e/o paura entrambe grette e ristrette nella loro superficialità voluta e voluta ignoranza. Ed ecco allora che le schiere di famiglie del Mulino Bianco si convincono a vicenda di poter dare tutto ai figli ornandoli con bei vestiti, soldi (e macchine) e istruzione (cioé titolo di studio). Non dicono forse: - è un Signore per indicare chi ha dei soldi?come se dietro quel titolo dovesse esserci la Sapienza personificata? O, persino è studiato invece che ha studiato, come se lo studio o i soldi fossero un modo di essere non un'acquisizione? A loro volta questi figli avvertono "sentimentalmente" - soltanto le carenze (carenza di affetto, di rapporti personali, di dialogo, di rispetto) e non ancora educati a distinguere le cause, gli effetti, le concause e le sfumature attribuiscono a questi stessi fattori - soldi, vestiti, istruzione ecc. e... al lavoro femminile - la causa di tutte le loro infelicità; per cui disprezzano, e odiano e sperperano tutto quanto viene loro dato dai genitori, mentre questi a loro volta - «sentimentalmente» - se ne stupiscono ed indignano. Ma ciò non accade soltanto alle famiglie degli ex-poveri, degli urbanizzati recenti: esistono infatti ancora famiglie sentimentalmente buddenbrookiane per le quali al limite, volenti o nolenti, i figli -anzi spesso solo il figlio maggiore - hanno senso come continuatori del «nome», - della dinastia, della ditta, o dello studio. E sempre rimanendo nel campo delle famiglie "centrate sulle cose" esistono pure, ancor più numerose, famiglie-azienda nelle quali tutti i membri sono considerati quasi equivalenti senza sesso e senza età e la loro unione risulta assicurata soprattutto dal legame comune con la ditta da condurre avanti e ben poco dai rapporti affettivo sessuali tra diseguali (marito-moglie fratelli e sorelle ecc ...). Spesso il noi-cognome
ingloba e schiaccia con la sua importanza i vari io-nomi;
ma
pure spesso un IO (non sotto forma di sereno io-sono
ma di aggressivo e sulla difensiva io-faccio, io-voglio)
prende il sopravvento, e nella sua ancora non raggiunta sicurezza cerca
di annullare e subordinare a sé tutti gli altri io-voglio:
ha origine così la famiglia centrata
sull'autorità
di un elemento, la famiglia patriarcale
nella sua
concezione
psicologica fondamentale (e per questo patriarcale anche se il capo
carismatico
del momento è una donna, moglie, madre, suocera, nonna che sia,
cioé non matriarcale nel senso gia descritto delle Grandi Madri,
delle regine-uccelli). Ma altre volte in una stessa famiglia possono
coesistere
(o si trovano a coesistere) due o più io-voglio,
oppure viene a contrapporsi un io-attivamente-aggressivo
a un io-sopporto-passivamente-aggressivo:
si originano così quelle situazioni
tanto
spesso irriducibili, quelle famiglie i cui membri risultano
intrappolati gli
uni con gli altri da tenacissimi legami
sadomasochistici o competitivi;
quelle
famiglie in cui ciascuno non cerca e non dà un'atmosfera
affettiva,
creativa, rigenerativa, riposante, ma cimenta e stuzzica, mette e si
mette
alla prova, cerca di schiacciare e si fa vittima: si proclama
indispensabile
ed insostituibile, usa i sentimenti affettivi per lamentarsene, per
alimentare
le ritorsioni, si aggrappa tenacemente al suo (o ai suoi) capri
espiatori,
si adagia e si crogiola in distruttivi ed autodistruttivi sentimenti di
colpa. Ciascuno cerca di soffocare e circuire il persecutore
con
tentativi
di riparazione
o di rabbonimento, si sacrifica
e rinfaccia i propri sacrifici
ecc... Famiglie dalle
quali
ogni tanto fugge un figlio, che poi magari scrive: Mamma, babbo,
vi prego ... aiutatevi, non torturatevi a vicenda! Se io ne sono la
causa
questa non esisterà più ... Fate della famiglia un tempio
e non una tana. E io sarò un figlio e non un
ingrato!
gradino per gradino?La famiglia di oggi...: in sostanza potranno tutti questi tipi di famiglie continuare a spostarsi, gradino per gradino, in questo processo che sembra evolutivo? E ciascuno di questi gradini è poi veramente obbligato o potrebbe, con gran vantaggio generale, venir saltato? E cosa si troverà al culmine di questa salita? Potrà esserci e come potrà presentarsi la famiglia-tempio (come l'aveva definita con un'immagine un po' retorica il ragazzo della lettera)? E d'altra parte sarà auspicabile una famiglia-tempio o non sarebbe migliore un tramonto definitivo della famiglia stessa come proclamano alcuni?Nell'edizione 1972 di un
libretto
edito tutti gli anni dalla British
medical association (Getting
married
di
E. Penrose) si legge che la nuova partnership
matrimoniale poggia su
quattro
C (che non occorre tradurre): Compromise, Consideration, Communication, Cooperation;
il che trasposto nell'immagine della famiglia-tempio
evocherebbe l'idea di un
luogo ove si può sempre trovar
rifugio,
comprensione, pietà; un luogo ove si e sempre accettati e
compatiti,
ove si ritrovano sicurezza e si recuperano le forze, dove si e
ascoltati
e dove si trova aiuto. Ma questa, delle quattro C
come
tempio-rifugio,
è un'immagine statica, indicante un tempo considerato come
sempre
uguale a se stesso: ma la famiglia non e certo solo questo, anzi la
sua essenza fondamentale è proprio quella di sfidare il
tempo,
di porre l'individuo in una dimensione temporale che trascende la vita
dei singoli nel presente come nel passato e nel futuro. Dal
punto di vista di ciascuno in quanto figlio,
la famiglia dovrebbe cioè anche
incarnare
l'albero
genealogico come elemento
di
stabilità e di sicurezza interiore. In altri termini la
consapevolezza
dell'esistenza reale (ed accettabile) di avere la "propria
famiglia"
dovrebbe essere una costante garanzia soggettiva di base di
identità
ed un punto di appoggio e di radicamento nel passato, tale da
permettere
di sfruttare appieno le proprie energie nel presente. Fra le quattro "C" la prima è il "compromise" cioé "accomodamento": esistono famiglie in cui il senso della propria individualità ben radicato in ciascun componente non avrà mai bisogno di schiacciare o limitare le individualità altrui nel timore di perdere la propria? In cui si potrà veramente essere accomodanti e non solo - per paura o per pietà - accondiscendenti? |
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Il tempo che passa...Credo che P. abbia ragione quando dice che la mia famiglia è "sotto sviluppata" ( parole sue ) e che tra la famiglia di mio padre e la nostra non ci sia stato un "salto di civiltà" e che forse io sono il punto di rottura ... Punto di rottura o no, mi sento "altro" da loro, sono stati la mia famiglia, ora invece li vedo come un gruppo, una entità chiusa, a sè, sono fuori dalla cerchia e sento che tra me e loro si è creata una profonda spaccatura. Spaccatura che sento quando ci vediamo, l'incomunicabilità la tocco con mano, come del resto la limitatezza di vedute; è come se per loro io fossi sempre la stessa, come se il tempo facesse si il suo corso, le rughe i capelli bianchi, etc; un corso fisiologico e niente altro. Escludono la crescita interiore, la possibilità che "nel mentre" succedono talmente tante cose che ci si rivoluziona ogni giorno, ogni cinque minuti e che il tempo non è solo dato dal calendario, da un orologio, dalla storia, ma esistono infiniti tempi e che il tempo non è mai fermo, statico, ma si muove !!! |
Televideo
09 10 2003 ore 22 e 49
![]() IL LOGO: una curiosità da soddisfare per quanti si siano chiesti il perchè dell'Ippocampo come simbolo dell'Associazione. Cavallucci marini: Peculiarità biologica degli ippocampi riguarda il modo dì riproduzione: è il maschio, infatti, che incuba le uova e che partorisce i piccoli. |
ELEMENTI DI BIBLIOGRAFIA:![]() Tra
i molti luoghi comuni, il
mito della famiglia del "bel tempo che fu" è uno
dei più duri a morire: la famiglia patriarcale del passato,
solida e stabile,
viene continuamente paragonata alla famiglia di oggi, piccola, fragile
e con
pochi figli.
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE E ANALISI PER L'INFANZIA E L'ADOLESCENZA EVOLUZIONE
DELLA FAMIGLIA Saraceno Chiara: Mutamenti della famiglia e politiche sociali in Italia ![]() You are now
visiting the MOCHO
website. MOCHO stands
short
for Motherhood Choices.
The website is part of a research
project
on
this topic. The full title of the project is The Rationale of
Motherhood Choices:
Influence
of Employment Conditions and of Public Policies. MOCHO is
one of
the
many
projects that fall under the Key Action Improving Human
Research Potential and the
Socio-economic
Knowledge Base of the Fifth Framework
Programme of the European
Commission.
It is a three-year project that has started on the
1st of
October 2001 and will run
until
the 1st of October 2004. Five countries participate
in the
project. Besides
Belgium
and the Netherlands, the coordinating countries,
Italy, Greece
and France are
involved. Future
events
Unpaid
Work in the Household: A Review of Economic Evaluation Methods
(Studies and Reports - International Labor Office GENEVA: New Ser.
November
1, 1982; ISBN: 9221030857) by LuisellaGoldschmidt-ClermontPublished with the financial support of the United Nations Fund for Population Activities UNFPA Vedi anche nei file di continuo aggiornati: LE FACCENDE DOMESTICHE. Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro e DOMESTIC CHORES. Ergonomy and psychology of a REAL work IMBROGLIO E' IL CONTRARIO DI SVILUPPO. Da: 'La violenza contro il bambino' a 'Tempo di mutamenti' e 'La meglio gioventù' e nelle rinnovate e rinnovabili segnalazioni dei Raccontini |
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I saperi delle mamme straniere a confronto con le mamme italiane E in generale: |