25 maggio
2010
Verso il 20 gennaio intrusioni esterne non autorizzate hanno MANOMESSO questo file togliendo figure e link ecc. come pure nei file memoria.htm, adagobetti.htm e novelties.htm Motore
di ricerca del sito
|
||||||||||
Quando la cartella clinica è terapeuticaIndice interno:#aggiornamenti, ricerca della normalità, #pubblicazioni, #mestiere difficilissimo(*), #feromoni, #integronics, #emozioni, #istinti, #medicina, #cambiamento inconcepibile, #memoria, #ricostruzione, #psicoanalisi(**), #transfert, #Importanza_dei_sensi (*) con una piccola aggiunta di testo e di link. (**)da notare con molta attenzione la nuova aggiunta - conclusiva e fondante. Informazione molto importante: Molto più ampio di questo file il capittolo omonimo del libro Consapevolezza e memoria si trova ora in rete come: Quando la cartella clinica è terapeutica... Dare ai ricordi una specie di seconda vita? Il nuovo fileConsiderazioni e
conclusioni / To complete
and to outline per
l'importanza dei
suoi apporti teorici sarà l'ultimo
capitolo di tutti
i nuovi libretti. Il primo di
questi "libretti tematici" è Infanzia
un mestiere
difficilissimo, il secondo in ordine di tempo - non di
contenuto - è Consapevolezza
e
memoria con file/capitoli molto AGGIORNATI sia in html che
in pdf raggiungibili in rete: ESPERIMENTI SU BAMBINE/I
a Quando la cartella
clinica è terapeutica... Dare ai ricordi una specie di seconda
vita?, Medicina: scienza
applicata e multidisciplinare: Emozioni, istinti, ricordi,
contraddizioni ed anche allo stesso Consapevolezza e memoria.
Il terzo volume - che sarebbe il secondo in ordine logico e non
cronologico
- è La
casa e i suoi abitanti: dal concreto al sublimato, dalle fasi di
sviluppo dei bambini agli impegni
dei "grandi". L'ultimo
in preparazione
Controversie
e ripensamenti.
Tutti i nuovi volumi possono
esser acquistati come veri "libri", ma i relativi
pdf possono senza
limitazioni venir SCARICATI e stampati a proprie spese dall'utente:
Infanzia un mestiere difficilissimo Consapevolezza e Memoria Aggiornamenti e segnalazioni:Questo sito e i libri che ne derivano NON sono di INFORMAZIONE, ma si costituiscono come una specie di ENCICLOPEDIE TEMATICHE, in cui vengono presentati e discussi vari argomenti da leggersi e soprattutto da CONSULTARE di volta in volta.Dopo
la pubblicazione dei libri - italiano e inglese - gli aggiornamenti
sono già iniziati
e molti altri ne verrano fatti: questo file Aggiornamenti
e novità li ELENCA
di
volta in volta - con in
testa il più recente - seguendo soprattutto le variazioni
concrete dei file
rinnovati: per novità
di
contenuto ma anche per
risistemazione dello stile e riorganizzazione dei paragrafi e
illustrazioni. Ma se nell'elenco non verranno presentati
quelli
semplicemente
corretti nei link non più attivi, si
consiglia di
considerare
ancora
con
attenzione le più importanti passate modifiche che man mano si
stanno
spostando in coda nell'elenco. Ad ogn modo ogni
immagine che proponiamo si costituisce anche come
link: e come
per ogni altro link, le immagini vengono di continuo
monitorate e
aggiornate.
Dopo la pubblicazione dei libri aggiornamenti sono già iniziati e molti altri ne verrano fatti segnalati di volta in volta nel nuovo file Aggiornamenti e novità / Novelties on the site: anche se si consiglia di considerare ancora con attenzione le più importanti passate modifiche. Dopo la pubblicazione dei libri - italiano e inglese - gli aggiornamenti sono già iniziati e molti altri ne verrano fatti: questo file Aggiornamenti e novità li ELENCA di volta in volta - con in testa il più recente - seguendo soprattutto le variazioni concrete dei file rinnovati: per novità di contenuto ma anche per risistemazione dello stile e riorganizzazione dei paragrafi e illustrazioni. Ma se nell'elenco non verranno presentati quelli semplicemente corretti nei link non più attivi, si consiglia di considerare ancora con attenzione le più importanti passate modifiche che man mano si stanno spostando in coda nell'elenco. Ad ogn modo ogni immagine che proponiamo si costituisce anche come link: e come per ogni altro link, le immagini vengono di continuo monitorate e aggiornate. Ma intanto gli aggiornamenti necessari continuano ad essere praticamente incessanti per cui rendono via via ... quasi "obsoleto" il testo pubblicato. Il sito può seguire e temporaneamente integrare queste innovazioni ed è appunto predisposto a questo scopo, ma così si amplia in modo eccedente le dimensioni di un solo volume: alcuni file - già pubblicati come capitoli del libro ENCICLOPEDICO sono in via di venir pubblicati AGGIORNATI in una nuova veste editoriale: come volumetti TEMATICI contenenti per singoli agomenti i capitoli ormai superati del libro Bambini di IERI= Adulti di oggi. Adulti di oggi-> Adulti di DOMANI Il sito verrà di continuo aggiornato: per
cui occorre di tempo in tempo ridargli un'occhiata ed eventualmente
proporre considerazioni,
critiche o informazioni che saranno molto gradite.Il file corrispettivo
in
inglese Anamnesis?
A way for
healing...
-
e il capitolo del libro From children
of
YESTERDAY to adults of TOMORROW - non rispecchiano una
semplice traduzione di quelli in italiano per le differenze di
impostazione dovute alle
diverse
fonti culturali come
pure in Consapevolezza
e memoria, Le faccende
domestiche, Ergonomia e psicologia di un VERO lavoro, Infanzia:
tempo di
mutamenti che si
differenziano dai corrispettivi in inglese per dati
bibliografici, citazioni e
testimonianze: Introduction,
Consciousness
and memory, Domestic
chores.Ergonomics and psychology of a REAL work, Childhood:
times of mutability.
Per accogliere le richieste di una più agevole lettura, i testi di questo sito sono stati - anche - trasferiti in un LIBRO: Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani Corso
Marconi 34/a 10125 Torino
(ITALY)
giuliana@cortinalibri.it
bruna@cortinalibri.it
Per
acquisti diretti on-line / for on-line international ordersE' ora in vendita anche il libro From children of YESTERDAY to adults of TOMORROW in cui sono stampati i file in inglese: Abebooks.com, Alibris.com, BooksinPrint.com, GlobalBooksinPrint.com anche presente in Kindle, nonché in edizione più curata e aggiornata in Cortinalibri.it Il sito web nel tempo si è molto arricchiro, precisato, aggiornato: per seguire gli sviluppi ne verranno via via stampati i file più signficativi raggruppati in libretti tematici. Ultimo capitolo di TUTTI i nuovi libretti è un nuovo file in cui si compendiano ma anche si sottolineano le basi essenziali di impostazione metodologica e culturale Considerazioni e conclusioni |
||||||||||
|
SVILUPPI
NORMALI
e MEMORIA
come campi di studio e ricerca sono oggetti dinamici di una SCIENZA
multidisciplinare non avulsa dalla CONCRETEZZA.
Il
punto-chiave
qui presentato si vale come base assoluta di una
sistematizzazione descrittiva - non
certo
prescrittiva! - di quanto corrisponde, o almeno si avvicina a
corrispondere, ad
una
piena NORMALITA',
secondo quel tipo di disciplina teorica che
negli
studi di medicina generale si chiama FISIOLOGIA,
consecutiva alla basilare ANATOMIA
evidenziandone il DIVENIRE che
può indirizzarsi - momento per momento - verso vie sane e
evolutive
e può altrettanto incontrare situazioni di disagio e/o vera
malattia.
Quattro dimensioni ha infatti
l'esistenza "psicosomatica"
umana di cui - oltre a quelle dello spazio sia interno che ampiamente
esterno -
l'accumularsi
del tempo
ne è parte essenziale. In quest'ottica anche la Medicina
in
azione, la clinica al
letto dei pazienti può esser strettamente
legata all'attività generale di RICERCA delle cause, dei
meccanismi e
degli
effetti. Non soltanto metodo pratico di "cura" la "medicina
psicosomatica" accompagna verso le vie della "teoria" la miriade
di
fattori che sottendono ogni istante
dell'esistenza
di ogni
individuo singolo: verso il campo della "Scienza”
in
generale e
indirettamente, anche - oltre la Medicina
- verso i campi allargati socio-antropologici.
Nelle discipline mediche se esiste
la
fisiologia che considera
astrattamente
l'individuo singolo, esiste infatti pure l'epidemiologia,
parte in fondo anche di discipline
a se stanti - sociologia,
antropologia
ed anche: STORIA
- che esplorano la miriade di sistemi in cui si dipana l'esistenza
collettiva degli
"individui singoli": sia in sé, sia nel loro trascorrere nei
TEMPI,
nell'andamento delle diverse organizzazioni socio-politiche e
ambientali e nelle loro
intersecate variazioni. In
un così variegato approccio
alla
conoscenza e
ai suoi contenuti teorici - ed
alle loro indirette conseguenze operative
- insistiti parametri
di presente e
passato indicano anche potenziali svolte future: ma
così riassumono in modo implicito fondamentali
concetti che, proprio
partendo dal super-privato "bambinesco
e familistico", esprimono un'impostazione realmente POLITICA. "Politci" e pedagogisti - per definizione - improntano la loro opera a tentativi di costruzione di un FUTURO, quanto migliore ritengono possibile; e per definizione OTTIMISTI si rafforzano ogniqualvolta ritrovano nel PRESENTE segnali dell’avverarsi dei loro indirizzi. Invece un medico tanto più se anche un teorico vede con piacere o più spesso con disagio nel corso del tempo l’attuarsi - sperato, inaspettato o deprecato - delle svariate vie di sviluppo storico-generazionali dei vari fattori in gioco: troppe volte nel corso della proppria esistenza il PESSMISTA si accorge di come prospettive "buone" possano poi svanire in attuazioni nulle o perverse se non impensabili svolte in direzioni opposte. E così quest’articolo - I pensieri di una giovane mamma: Gli orecchini della zia - della pagina iniziale del PRIMO NUMERO del Giornale dei Genitori che esprime quasi trionfalisticamente quello che poteva venir visto come l’avvio di un grosso salto di civiltà: tanto da chiedersi: Quanti
piercing,
e collocati in
quante
regioni
del corpo, avrà ora la quarantenne "Mirellina" dell’articolo?
Compattata anche dentro
l'ininterrotta presenza della memoria - sia conscia e fonte di
significativa "esperienza",
sia rimossa, inconscia e spesso causa di
danni - la "Storia
personale" si esplicita nel microcosmo degli individui singoli
basandosi sui fisiologici - attuati o disturbati -
cambiamenti in differenziazione dell'età "evolutiva": a
cominciare
privati se visti dalla parte di chi
si
sta
sviluppando, a seguire sociologici e ergonomici
nelle
età successive.
La base fondante di tutto questo provene in ogni caso
dal
contesto infantile ORIGINARIO
in
un discorso unitario e circolare di
INIZI, di
passaggi successivi, di fasi di sviluppo: di passato,
presente e futuro, di "organizzatori" e di coni di espansione
che si integrano e interagiscono a vicenda.Al di là della fisiologia in atto e di quella che prosegue verso le possibilità evolutive umane, esiste però anche la PATOLOGIA sia Generale che nelle sue branche successive e specifiche: come esiste la SALUTE esistono infatti le malattie: quelle che impegnano il corpo fisico, e, più o meno confuse con ogni altra patologia o di per sé attive, le molto diffuse e invalidanti simil-epidemiche nevrosi e - malattie vere non "immaginarie"(!) anche se a carico della parte non-materiale, o non solo di quella materiale della persona a se stante; malattie dell'indiduo ma spesso emananti intorno ai pazienti un alone "tossico" di disagi collettivi. L'interessamento per la vita NORMALE nelle situazioni NORMALI e non allo scopo sterile di psicosirecuperi precari purchessia, il seguire lo svolgersi NORMALE delle situazioni nei loro SVILUPPI non significa pertanto perder di vista le cause e concause delle PATOLOGIE. Ma precauzioni e attenzione per cause impersonali di malattie e danni individuali presenti e futuri non devono far sottovalutare e trascurare i fattori "umani" ezio-patogenetici psico-sociologici "negativi". (Vedi tutti i libri e sito dell'Associazione italiana, scientifica e giuridica, conro gli abusi mentali, fisici e tecnlogici, con in particolare Malattie rare in offerta speciale, e Opinioni o peggio: accuse?, come pure in questo sito/libri Opinioni, fatti, accuse, Delgado & Skinner, Basta un poco di zucchero e la pillola va giù..., con commenti più diffusi, dettagliati e polemici in Imbroglio è il contrario di sviluppo.) Non solo malattie o disastri da cause "naturali" possono influire fino a distruggere la vita e il benessere di molti: in un certo senso sarebbero da accomunare "ecologicamente" ai pericoli naturali anche sintomi nevrotci, deliri psicotici, o più semplicemente e diffusamente mancanza di cautela, faciloneria, superstizione, spavalda sicumera fino alla ricerca senza scrupoli di lautissimi quasi truffaldini profitti, di Potere e sopraffazione fine a se stessi ecc. Ma esiste anche il peggio del peggio e : esistono anche l'umana DISTRUTTIVITA' e VIOLENZA pura. Anche se la prima reazione è di rifiuto, NEGARE e non raccogliere e prestar fede a anamnesi di memorie terribili di violenze e crudeltà le più atroci costituisce un'ulteriore violenza per le vittime, quando non addirittura si configura giuridicamente come omertà: al contrario accettati rivissuti possono far conoscere e obbligare a studiare proprio il campo opposto a quello della NORMALITA' umana: "storicamente"i limiti estremi dell'umana MALVAGITA' e delle sue conseguenze. A questo punto si fa avanti imperativa la sensazione di grande confusione diagnostica, di semplificazioni che avvicinano la pratica professionale alla... impostura, con un seguito di grovigli di malpratica e anche di ingiustizie pratiche derivanti dall'aver misconosciuto "disturbi mentali" scambiati per le patologie organiche anche gravi credute tali nell'immaginario dei pazienti, oppure - e spesso ben peggio - dall'aver a-criticamente accettato diagnosi di "nevrosi" se non di "psicosi" in presenza invece di pressanti richiami somatici - addirittura ad esempio sensazioni angosciose di morte imminente. Essenziale è quindi un mezzo per distinguere tra
Chi non conosce il passato è destinato a ripeterlo... ???? Paure
e ricordi traumatici si possono cancellare Ci sono riusciti i
ricercatori americani "riscrivendo" sopra la traccia mnemonica ed
eliminandola 09 dicembre, 19:58
ROMA
- Cancellare un ricordo traumatico o la traccia di una paura lasciata
da una brutta esperienza non è più fantascienza:
ricercatori Usa ce
l'hanno fatta, per di più senza intervenire con un farmaco ma
solo "riscrivendo"
sopra quella traccia mnemonica ed eliminandola. Reso noto sulla
rivista Nature,
il successo, che potrebbe portare a ideare programmi di psicoterapia
mirati per cancellare i traumi, è stato ottenuto per la prima
volta su
persone da Elizabeth
Phelps della New York University
che in un precedente studio aveva testato con successo il metodo su
topolini. Per cancellare il ricordo pauroso basta prima richiamarlo
alla memoria, poi, entro una finestra di tempo di sei ore, riscriverci
sopra un altro ricordo non pauroso, come quando registravamo su un
nastro già registrato. L'importante è
farlo entro sei ore
da quando il ricordo viene rievocato, perché in quel lasso di
tempo la
paura si riconsolida ed è quindi esposta al rischio eliminazione.
NON VEDO NON SENTO NON PARLO La cartella clinica è lo strumento pratico di avvio dalla conoscenza teorica delle materie propedeutiche alla concretezza "professionale" delle "cliniche": è il presupposto operativo di quel che dovrebbe essere il campo principale d'azione della pratica medica: il PAZIENTE e la sua malattia. Il paziente ne è quindi il protagonosta, protagonista ma non isolato: la "sua" cartella clinica deve contenere e spiegare tutti gli aspetti della sua attuale disturbata esistenza nel loro interagire - nell'immediato - nella triade formata da malattia, paziente e curante. Ma questo interagire è una ricerca a tutto tondo nello spazio e descrive una storia nel tempo che dovrebbe continuare in modifiche che dovrebbero riportare dalla malattia alla condizione di salute. Efficace è il riconoscere e rendere oggettivabili cause ed effetti a cominciare da classiche metodologie standardizzabili, che vanno dai mezzi semplificati proposti secondo una serie di gestualità "semeiotiche" alle più sofisticate analisi strumentali. Tutto questo - esame obbiettivo standard e esiti di esami strumentali - trasmissibile, condivisibile e conservabile - si convoglia in terapie e risposte alle terapie altrettanto riconoscibili e ritrovabili. E' quasi grottesca l'idea che la medicna sia un'arte e non l'applicazione operativa di conoscenze scientifiche nell'osservazione delle conseguenze di una serie di dati convergenti che il medico come soggetto agente - né "artista", né "ciarlatano" - deve esser capace di distinguere e valutare. Il significato dei dati così raccolti, nel loro intersecarsi, si riunifica in un'interazione riassumibile in una sintesi che è quello che viene chiamato occhio clinico del medico. Ma molti e essenziali sono gli aspetti del mondo circostante comunque percepibili, molti non a sufficienza considerati: come le definizioni di "intuizione" o di abilità "(pseudo-)artistica", insufficiente se non improprio è anche il termine OCCHIO a denotare la competenza professionale di sintesi di un curante. Questa generalizzazione di un solo organo sensoriale porta a trascurare ben altre e più vaste abilità di percezione: pluri-sensoriali complesse in ricezione necessarie per decifrare - sia pure in un modo troppo rapido per venir valutato consciamente - la pluri-dotazione altrui di mezzi di altrettanto plurimi mezzi di espressione. sono stati spostati editorialmente in un capitolo a parte - Sviluppo non è imbroglio: una vita che non si individua è una vita sprecata -in cui le più diversificate e sottili trasmissioni e ricezioni sono segnalate, citate e ampiamente descritte anche con esempi. Ma dei "plurimi mezzi di espressione" fa parte anche la VOCE e nella specie umana le sue modulazioni acquistano una potenza enorme: singoli suoni - che possono anche trasformarsi in singoli gesti che lasciano un tratto grafico - possono SIMBOLEGGIARE concretamente qualsiasi cosa, mentre altrettanto in ricezione l'UDITO può decifrarli e accedere così agli oggetti o fatti simboleggiati. Nel sito - e nel libro From children of yeetrday to adults of tomorrow - il file/capitolo in inglese corrispondente a questo enfatizza nel titolo - Anamnesis? a way for healing... - l'utilizzo clinico di questo singolo mezzo ricettivo-espressivo come strumento cardine, usandolo per estensione come sinonimo dell'intera cartella clinica: l'anamnesi quel sistema di raccolta di dati allargati anche su tempi differenti gestito dalla PAROLA come fondamentale raccordo simbolico-sintetico tra sensazioni, informazioni trasmissibili, ricordi e... fantasie, nonché volute "bugie". Quando non si accontenti di un ascolto affrettato e formale, un'ANAMNESI attenta al contnuto del discorso verbale ma anche alle sfumature dell'interscambio con il paziente è un fondamentale STRUMENTO DIAGNOSTICO: la raccolta cauta e approfondita delle informazioni che da lui/lei provengono spesso è molto più accurato e ricco di dati che sofisticate se non invasive analisi strumentali. Strumento essenziale di generiche diagnosi differenziali contribuisce pure alla valutazione degli effetti delle cure e di conseguenza ad un indirizzo delle TERAPIE vlutto nella sua efficacia e condiviso con il paziente - Ma si va oltre: nella scienza l'inaspettato che dà grandi informazioni vien chamato serendipity ed è così che proprio la semplice cartella clinica riesce ad ampliarsi ed ampliarsi fino a diventare persino - e qui sta l’INASPETTATO REGALO! - un sofisticato STRUMENTO DI CURA che, poco per volta in un progredire potente e graduale giunge a costituiersi come base di una nuova SCIENZA a se stante: la PSICOANALISI. Dura, prolungata e spesso molto dolorosa una cura efficace delle nevrosi ed anche di molte psicosi viene così ad esistere per permettere il recupero del vero sè, della vera esistenza: insieme all'autenticità e alla ricchezza intrinseca globale della propria - non importa se penosa - ESPERIENZA. Non è una cura accettabile da tutti i pazienti e da tutti i curanti: partendo dalle origini e recuparando il passato perso o danneggiato assieme alla consapevolezza della propria corporeità e globalità totale, chi attraversa questi passaggi spesso vi patisce sofferenze tali da dover venir equiparate a quelle di una serie di operazioni di CHIRURGIA RICOSTRUTTIVA, mentre il "chirurgo" che collabora a queste "ricostruzioni" di infanzie dannegiate se non spezzate - impressionanti, vaste e incalzanti - si vede quasi monopolizzare gran parte del tempo di attività professionale. Per entrambi - "pazienti chirurgici" e "chirurghi" - i vantaggi secondari che possono risultarne sono enormi, ma se questa "chirurgia ricostruttiva" può permettere a chi se la sente di infanzia, e la ri-trovare la propria vera infanzia e la propria vera via di esistenza, per tutti e non solo per i diretti partecipanti questo emergere e precisarsi di conoscnze biologiche e sociologiche - altrimenti quasi inimmaginabili - diviene parte di una branca scientifica che allarga anche operativamente il Sapere generale: dai molteplici e diversificati punti di vista che affiorano dalle rivissute sensazioni e dalla memoria anche trasmissibile vengono a organizzarsi e si offrono alla Cultura generale inaspettati spunti di considerazione concettuale prima di tutto su come lo "sviluppo" - anche sociologico - si espande o si coarta. ---Fuori
c'era questo enorme
mondo,
che esiste indipendentemente da noi, e
che ci sta di fronte come un grande, eterno enigma...
Pedagogisti e politici - per definizione - dovrebbero improntano la loro opera alla costruzione di un FUTURO, quanto migliore ritengono possibile; e per definizione dovrebbero essere OTTIMISTI e rallegrarsi ogniqualvolta ritrovino nel PRESENTE segnali dell’avverarsi dei loro indirizzi. Nel concreto FUTURO del susseguirsi dei fatti e delle genrazioni l'incognita dell'attuarsi - sperato, inaspettato o deprecato - delle svariate vie di sviluppo degli imprevedibili fattori in gioco ne mostra con piacere o con disagio l’attuarsi effettivo, per cui i PESSIMISTI troppe volte realizzano quanto prospettive "buone" possano poi tralignare in attuazioni nulle o perverse se non con impensabili svolte in direzioni del tutto opposte. ..- Giornale
dei Genitori, n.1
maggio
1959
ARTICOLO di prima pagina:
I pensieri di una giovane mamma: Gli orecchini della zia: Quanti
piercing,,
e collocati in
quante
regioni
del corpo, avrà ora la quarantenne "Mirellina" dell’articolo?
Pubblicazioni.verbalizzando
si concettualizza
e concettualizzando si
appropria l'esperienza sul piano intellettuale...
Se
gli scritti
in soggettiva contribuiscono alla precisazione
delle proprie idee, propongono pure a chi legge
una sempre migliorata capacità
di OSSERVAZIONE
dei fatti. Continuando a tradursi in sempre
più
precise conoscenze di ordine generale, si attivano in
sequenza sempre maggiori
capacità di più incisive
percezioni,
mentre l'ampliarsi di più consapevoli vissute
consapevolezze
genera
nuovi apporti teorici da presentare in nuovi
scritti, a loro volta destinati a
rinnovare in chi li legge nuove e più precise capacità di
attenzione e
di sintesi: e di qui progressivi circoli virtuosi incentivano i lettori
ad aprirsi a chi scrive in
un sempre
più
espanso ventaglio
di richieste di precisazioni, osservazioni, proposte e...
consigli.
Il titolo stesso di questo sito e del libro enciclopedico che ne deriva enfatizza lo scopo di guidare verso l'imparare a riconoscere e studiare le grandi linee dello sviluppo sia dei bambini piccoli di oggi, sia di se stessi da bambini di ieri. Vi si tratta di INIZI, delle fondamenta di ogni vissuto NORMALE: cos’è più "iniziale" e "normale" dei primi momenti dell’esistenza, delle primissime fasi della vita? Cos'è più "normale" dello s-volgersi di uno sviluppo armoniosamente fertile non considerato nelle statiche sequenze delle singole età? Descrizioni in apparenza "facili" e/o episodiche di accadimenti "banali" della vita quotidiana di bambini piccoli accompagnate da illustrazioni altrettanto accessibili, in realtà NON sono solo tali, né tanto meno riguardano soltanto i "bambini piccoli" di quel momento: come nel Giornale dei Genitori - che offriva l’opportunità eccezionale di presentare verità SCIENTIFICHE attinenti alla normalità ed alla patologia dell’Essere Umano in uno spazio informale di libera circolazione di idee - si chiariscono anche a chi scrive concetti fondanti come quelli che stanno all’origine - scientificamente verificabile - della condizione e delle POTENZIALITA’ umane riferite a tutto il corso della vita. Nell'Anno III del Giornale - gennaio 1961- inizia la rubrica - I problemi dei piccolissimi: scritti non teorici ma derivanti da dirette, concrete esperienze dalla sponda "scientifico-tecnica" invece che "umanistica". A partire dal '61 queste idee riguardanti lo SVILUPPO hanno continuato a concretizzarsi come articoli ecome libri. ![]() . Nell'Anno III del Giornale - gennaio 1961- iniziò la mia collaborazione con la rubrica - I problemi dei piccolissimi. ![]() Questi scritti non sono teorici ma derivano da dirette, concrete esperienze, e, come continuano a contribuire alla precisazione delle idee, propongono pure una sempre migliorata capacità di OSSERVAZIONE dei fatti. In sequenza: continuando a tradursi in sempre più precise conoscenze di ordine generale, si attivano maggiori capacità di più incisive percezioni. ![]() - nella rubrica Problemi dei piccolissimi del Giornale dei Genitori, - in una collaborazione continuativa con il Centro Nascita Montessori, - in altre collaborazioni a riviste e partecipazioni a Congressi - nella collaborazione al Comitato Italiano Gioco Infantile - in libri che riorganizzano e ampliano parte di tutto questo Primo articolo: I bambini non capiscono nulla (Esperienze infantili che contano, Atteggiamenti contraddittori, Fatiche e sofferenze del piccino, La "rimozione", Problemi non risolti), I piccolissimi e noi (1963), ed anche Infanzia: un mestiere difficilissimo (1967), oltre a risposte ed articoli vari di consulenza e approfondimenti nelle rubriche La banca dei consigli , Il mestiere di genitore ecc. La collaborazione continuò anche durante la direzione - i972-77 - di Gianni Rodari con l'articolo Dalla famiglia preistorica alla famiglia utopistica - ora file del sito e capitolo 14 del libro Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani e - rimaneggiato - capitolo 4 del terzo volume tematico La casa e i suoi abitanti. Dal concreto al sublimato: dalle fasi di sviluppo dei bambini agli impegni dei "grandi" "verbalizzando
si concettualizza
e concettualizzando si
appropria l'esperienza sul piano intellettuale"
Gli scritti quindi
contribuiscono
alla precisazione
delle idee, e così propongono una sempre migliorata capacità
di OSSERVAZIONE
dei fatti. In
sequenza: continuando a tradursi in sempre più
precise conoscenze di ordine generale, si attivano maggiori
capacità di più incisive
percezioni.
L'ampliarsi di vissute
consapevolezze
genera
nuovi apporti teorici da presentare in nuovi
scritti destinati a
rinnovare in chi li legge nuove e più precise capacità di
attenzione e
di sintesi mentre circolarmente dai lettori viene ad aprirsi un sempre
più
espanso ventaglio
di... consigli a chi scrive.
![]() Contrariamente a qualsiasi testo stampato, per sua natura un sito Web si giova del tipico dinamismo della rete informatica capace di sempre nuove acquisizioni, verifiche e correzioni: il libro dovrà avere nuove e nuove riedizioni per adeguarsi al sito che nel frattempo continua ad ampliarsi anche per anticipare la presentazione di nuove pubblicazioni cartacee e di nuove edizioni dei libri. ![]() ![]() ![]() Infanzia: un mestiere difficilissimo? Individualità, sviluppo, evoluzione?Non
per
chiunque
l’infanzia si svolge in modo
"normale" ed ottimale, non certo per tutti l'infanzia è quel
periodo
dorato,
di felicità e dolcezza, e gioia di vivere ed aiuto al diritto di
espandersi:
purtroppo ben numerose sono le persone cresciute dopo esser state
"bambini
dallo sviluppo infelice". Il bambino - anzi il neonato - è
l'adulto
che sarà: ma potrà esserlo per davvero nella sua
completezza quella persona a
cui
è stata TOLTA nell'infanzia l'opportunità di svolgere, di
sciogliere, di sdipanare il tema enorme delle potenzialità
che la Natura gli offre? quella persona alla quale sarà stato
tarpato
lo SVILUPPO? Non per
niente nel Dizionario
dei Sinonimi e Contrari del Tommaseo
la parola
"sviluppo" si
trovi
solo come
contrario
nel lemma imbroglio !)
Ma non è un destino ineluttabile, non si forma così una "selezione" quasi razzista: per fortuna molti ex-"bambini infelici" possono - se vogliono - "guarirne", in quanto anche chi non ha "sviluppato" la propria infanzia in tutto il suo potenziale non sarà condannato senza scampo a vivere solo DA SCHIAVO. Ed è proprio dalla frase Cos’ho in comune io con gli schiavi? che si "dipana" e può esser messa a disposizione l'esperienza sulle infanzie ritrovate. E' banale - anzi da considersi come ovvia - l'importanza e le difficoltà del Mestiere di Genitore: (vedi dal sito Genitori Ascolto Linea - GeniAl): ... un
mestiere
inimitabile,
bellsimo, unico... ma complicato.
Non sempre ci si ritiene all'altezza di questo compito... Genitori
non si
nasce ma si diventa.
Un mestiere difficilissimo al quale non si accede tramite una laurea o un esame d'ammissione. Non c'è università al mondo che possa diplomarci adatti. ...
Comunque,
proprio a partire dalla
mia collaborazione
al Giornale,
ho continuato a trovare sempre più profonde e
robuste
radici POLITICHE inerenti allo studio attento di queste fasi
di sviluppo normali: fasi di sviluppo NORMALI come
fonte di
libertà
e chiarezza, di saggezza e tolleranza, di CIVILTA’ e di LIBERTA’.
Ma
qui torniamo in pieno alla valenza POLITICA non solo privata o terapeutica
di tutto questo: quasi con - ingenua -
sorpresa
dal punto di vista concettuale mi sono accorta di quanto questo settore
della cultura, della scienza, della terapia sia invece ferocemente
osteggiato,
di quanto la battaglia
contro
la memoria sia furibonda (vedi il caso della
sistematica
distruzione
morale ed anche fisica di uno scienziato e di un appassionato
teerapeuta come Bruno
Bettelheim). Lavorando con i "rivissuti" e con le
"infanzie
distrutte"
ho scoperto una serie inimmaginabile di disastri ed anche di terribili
crimini impuniti e segreti: e quindi ho capito
meglio quanto
questo
lavoro, in apparenza silenzioso e paziente, contenesse in sè
un'enorme
valenza POLITICA (vedi in proposito lo Statuto e l'intero
sito dell'Associazione
italiana, scientifica e giuridica, contro gli abusi mentali, fisici e
tecnologici).
In fondo sto dedicando ora questo lavoro anche alla memoria di Ada (e di Piero), ecco perché all'inizio di questo file/capitolo presento due differenti iconografie: non solo differenti ma NEMICHE, a significare quanto abbia continuato a lavorare per cercar di render nota e mettere in risalto l’esistenza di queste due prospettive antagoniste e operativamente contrapposte. Non è solo teoria, ma battaglia; non si tratta di giochi cartacei 1) categoria di SVILUPPO, CONOSCENZA, DIGNITA' E PIENEZZA DELL'ESISTERE 2) o al contrario di (AB)-USO dell'uomo sull'uomo, di controllo politico - anche mutilante (vedi citazione e illustrazione iniziale di Delgado) - della società. Infatti chiunque ha necessariamente - bene o male - attraversato l'INFANZIA ponendovi le fondamenta della propria esistenza: non solo difficilissimo è quindi il "mestiere" di chi si trova ad "occuparsi" di bambini propri o altrui, ma ben più importante è la possibilità di aiutare chiunque a conoscere almeno meglio le caratteristiche se non altro del "suo" primo e prioritario difficilissimo mestiere. Come già ne spiega il titolo, Infanzia: tempo di mutamenti descrive e chiarisce i fisiologici - attuati o disturbati - cambiamenti in espansione e differenziazione visti dalla parte di chi si sta sviluppando; mentre ne Le faccende domestiche. Ergonomia e psicologi di un VERO lavoro viene trattato il versante - adulto - degli "sviluppi": sia a partire dal loro contesto originario di accudimento delle generazioni successive, sia anche nel discutere di come elementi cardine del "lavoro" degli adulti si incentri su attività correlate direttamente con gli "sviluppi" infantili individuali e con modelli, pseudo-modelli o contro-modelli polemici derivanti dalle generazioni precedenti. ![]() L' ALBERO può venir proposto come una visualizzabile, più facile in qunto statica, convincente metafora per semplificare i fattori che sottendono ad ogni - anche umana - vivente esistenza. ![]() ![]()
E
allora adesso è un po' come se
avessi mentito a me stesso e avessi perso anche tanto tempo. Questo mi
duole di più. Mai avrei immaginato, se non lo avessi provato
sulla mia
stessa pelle, quanto importante è il ruolo di chi si impegna a
diventare genitore, quanto può essere distruttivo per un figlio,
(anche
senza arrivare all'estremo ultimo dell'infanticidio), se lo sviluppo
diventa un percorso ad ostacoli continuamente minato, un labirinto
senza uscita, con un unico obiettivo: la sopravvivenza.
Come già esplicitato nei libri precedenti e negli attuali file/capitoli introduttivi de Le faccende domestiche. Ergonomia e psicologia di un vero lavoro, di Infanzia: tempo di mutamenti, e di Bambini di ieri = adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani, a prima vista gli inizi e le basi di questi sviluppi potrebbero apparire argomenti piccini, insignificanti, estremamente privati, dominati da protagonisti adulti prettamente femminili. Ma occuparsi delle "complicazioni" esistenziali relative a bambini ed alla vita domestica non riguarda affatto solo situazioni insignificanti e private: addirittura reggiunge le vere RADICI e il vero TERRENO da cui l'esistenza nel suo espandersi trarrà o la necessaria proficua linfa o continuerà nel tempo ad assorbirne i veleni. In altri termini con queste descrizioni non si chiacchera di "bambinate", ma proprio al contrario si presenta un approccio incentrato su di un massimo di robusta CONCRETEZZA da difendere per polemizzare contro gracili, "fumose" ipotesi teoriche;
Ognuno di questi raggruppamenti di fattori coordinati insieme giustamente venne definito complesso, con una accezione del termine analoga a quella poi venuta di moda nel caso dei "complessi" musicali. Nella specie umana in particolare questa prolungata preparazione è molto intermittente e variamente bisognosa; ma una così complicata rete di collegamenti del momento e del passato costituisce un elemento di fragilità, tanto più che - appunto come le materie scolastiche - le lunghe tappe preparatorie non sono del tutto attuabili senza adeguati apporti esterni. Come regolarsi quindi se - nella loro pur ben preordinata coordinazione - questi sviluppi sono in apparenza talmente discordanti? E se necessitano di appoggi ben precisi, come questi debbono avvicendarsi per assecondarne ogni apparente irregolarità, incentrandosi con costante cura sulle ben precise costellazioni emotive attraversate proprio in quel momento? 'Sviluppo'
non è 'imbroglio'
... quanto fanno male tutti quei sentimenti che rimangono dentro a marcire, quei pensieri incistati e senza voce... Dare alle emozioni il loro vero nome...? verbalizzando si concettualizza e concettualizzando si appropria l'esperienza sul piano intellettuale Vedi
anche
l'impostazione
teorica di: Kohut, Heinz (Vienna
1913 - Chicago
1981), psicoanalista statunitense di origine austriaca. Laureatosi in
medicina e specializzatosi in neurologia, passò progressivamente
a interessarsi di psicoanalisi, elaborando il modello
teorico
conosciuto come psicologia
del Sé.
Tra i
principali scritti di Kohut
si ricordano Narcisismo e
analisi
del Sé
(1971), La guarigione
del
Sé
(1977), La ricerca
del Sé
(1978)
![]() Una vera
medicina
pratica
e/o scientifica non può prescindere da un molto accurato
approfondimento anamnestico
del presente e del passato - anche remotissimo - del paziente
in
cura.
E' proprio qui che si raggiunge il titolo Quando la
cartella
clinica è terapeutica
e
lo si collega alle fonti e
agli
scopi
dei
libri presentati nel sito e del sito stesso nel suo attuarsi dinamico.
Il significato reale di uno strumento come la parola
consiste infatti - o almeno dovrebbe consistere (?!?) - nel trasformare
cose,
fatti,
situazioni di qualsiasi genere - comprese le emozioni stesse - da
concreti
in astratti;
dovrebbe poter
riuscire a rendere le imprecise,
"pesanti" concretezze in
immateriali ed
agevoli
percorsi di espressione
e di
reciprocità, facilmente
interscambiabili, ed anche concretamente puntualizzabili
(e
memorizzabili).
Scopo
della parola, scopo
effettivo
anche
se spesso disatteso è - o meglio: sarebbe (!) - quello di dare
il nome alle cose
e
così restituire loro -
partendo
paradossalmente
da questa nuova base astratta - una rinnovata precisabile/precisata
concretezza. Proprio questa è la grande offerta terapeutica
data dalla semplice anamnesi,
purché non si
cerchi
soltanto di accozzare insieme una banale raccolta di
informazioni.
Permettendo
ai rivissuti
esperienziali
con il loro vero completo
contenuto di
esprimersi -
anzi di "rinascere"
- diviene così possibile abbinare
ogni dato al suo esatto
nome e
trasformare gradualmente una condizione di sofferenza inconsapevole in
vissuta, ora accettabile esperienza.
So cosa voglio dire, ma non riesco a dirlo è la spiegazione più comune, e quanto fanno male tutti quei sentimenti che rimangono dentro a marcire, quei pensieri incistati e senza voce. scrive Marco Lodoli su Repubblica di martedì, 19 aprile 2005 Pagina 21 - Commenti: La lingua rapita....Fanno male tutti quei sentimenti che rimangono dentro a marcire, tutti quei pensieri incistati e senza voce? Se accettati
in un'offerta di imparziale ascolto, accadimenti solo
interiori che rimarrebero
dentro a marcire possono così con gradualità
finalmente
uscire dal profondo delle sensazioni e dei ricordi. Trovarne con il
vero NOME la loro esatta collocazione concreta
nell'esistenza
e nel bagaglio di vissuta esperienza diviene come un "prodigioso" -
"creativo" -
momento liberatorio nella globale sensazione di "esistere": a questo
punto cambiamenti
intensivi
nelle condizioni - e non solo in quelle psicologiche - possono
succedersi in
sequenze
talmente
rapide e intense da apparire... "magici". Ma non è certo
"magico"
lo scioglimento delle tensioni accumulate nei pensieri
incistati e
senza
voce quando finalmente la "voce ritrovata" si trasforma in
riconoscimenti
chiarificatori, in "restituzione" della propria identità
reale e
del proprio reale - presente e passato - essere-nel-mondo
Sottovalutare
questo
strumento di chiarificazione
e non
solo di
condivisione
toglierebbe
quindi elementi basilari di
massima
efficacia alla Medicina
come professione pratica,
ed anche alle
esigenze
scientifiche della ricerca
Medica;
ma fidarsene ciecamente senza darle
un sostegno attento, cauto e indirizzato non può che
fornire
risultati illusori e fourvianti. L'enorme utilità pratica
del linguaggio
verbale
può
infatti venir vanificata non solo dall'incapacità del suo uso
appropriato
in chi parla o da difettose traduzioni in chi ascolta: la parola
è
uno strumento comunque controllato dalla "volontà" e quindi
anche
dall'arbitrio, uno strumento che può venir
bene o
male
gestito,
ed anche bene o male ricevuto e/o interpretato; se non magari usato
di
proposito
da entrambe le parti per travisamento
e inganno.
Comunque
anche per se stesso un medico veramente curante, e non solo un
"alleviatore
di sintomi contingenti", può e dovrebbe non
solo
restituire fondamentali apporti di saggezza e conoscenza ai pazienti
"bambini
dallo sviluppo infelice" usciti da uno sviluppo difettoso da
recuperare,
ma proprio da questi ex-bambini e dalle loro esperienze magari
assolutamente
terribili - se accolte, aiutate ad essere rivissute e risolte -
puಠintegrare in
evoluzioni
altrimenti
impensabili il
proprio
spessore
umano, le proprie conoscenze non solo tecniche
professionali:
la
propria apertura sociologica e storica di cittadino
consapevoli.I feromoni Esistono ben scaglionate nel
tempo - "a cerchi concentrici" come il passar degli anni segnato nei
tronchi degli
alberi - fasi
di
sviluppo
articolate su
piani differenti
dell'Esistere come differenziate "materie di studio", ma a complicare
atmosfere e rapporti,
esiste pur
sempre anche il presente
contingente
e la
versatilità
dell'ambiente
e della "Vita" con tutto il loro bagaglio di variazioni continue,
di
cambiamenti
episodici. In ciascun essere vivente tutto questo evoca in
continuazione - possibilmente omeostatica - espressioni chimiche ed
energetiche: nei casi più importanti si accendono i biologici,
potenti,
inconsapevoli ISTINTI, mentre nelle continue
effimere variazioni fluttuano le EMOZIONI che, come
ne dice il nome, sono mutevoli e veloci. Sono variazioni metaboliche
interne che si manifestano in soggettive
modificazioni viscerali ed esperienziali, ma anche in fenomeni oggettivi non solo psicosomatici
ma anche "somato-relazionali" e comportamentali.
Ineluttabilmente infatti - ed in
collegamenti
circolari ed intersecati - ogni corpo esistente riceve e scambia. Ma se
ad
ogni
corpo vivente giungono impressioni e stimoli e da ogni corpo esistente partono
emissioni
nell'ambiente circostante: in modo del tutto
incontrollabile vengono diffuse anche emissioni chimiche di feromoni
volatili
e fisiche di varianti
del campo
magnetico
personale che trasformano comunque ogni
semplice "presenza" vivente- e non solo umana od animale -
in un fattore importante - e in espansione - di causalità
effettuale,
di
modificazioni significative.
E
se
fossero le tue vibrazioni a creare il mondo in cui abiti?
(Eugenio
Guarini)
feromone
appagante del gatto feromone
Apppagante del CaneMezzi Biotecnici per l'Agricoltura TRAPPOLE A FEROMONI Le trappole a feromoni sessuali sono uno strumento utile per razionalizzare la difesa antiparassitaria. Esse vengono principalmente impiegate come mezzi di monitoraggio per stimare la densità di popolazione di diversi insetti dannosi e per individuare i momenti nei quali intervenire con trattamenti insetticidi in modo che questi ottengano il massimo effetto. Solo per alcune specie in determinate condizioni l'uso delle trappole può essere considerato esso stesso un metodo di lotta riuscendo a contrastare, in una certa misura, lo sviluppo delle popolazioni (cattura massiva). Questo si può verificare ad esempio per le Tignole delle derrate, per i Rodilegno e per alcuni Lepidotteri di interesse forestale. Televideo Rai: 16/07/2009 23:51 SESSO, SCOPERTO ODORE SPEGNI ARDORI ![]() NOBEL:
per la
Medicina a RICHARD
AXEL e A LINDA BUCK Stoccolma, 4 ott. 2004 (Adnkronos)
Il Premio Nobel per la medicina è stato assegnato quest'anno agli americani Richard Axel e a Linda B.Buck per le loro ricerca sull'olfatto e sui recettori correlati all'olfatto. La decisione è stata presa dall'Istituo Karolinskaia di Stoccolma pochi minuti fa. Linda Buck lavora al Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle. Axel, dell'Howard Hughes Medical Institute della Columbia University di Newì York, e dell'Hammer Health Sciences Center della stessa città, è nato nel 1946.
Vedi anche
nell'inserto de La
Stampa - Tutto
scienze e
tecnologia
TST- di
mercoledì 1 giugno
2005
l'articolo di Aldo
Fasolo: Caro voglio tutti i tuoi
feromoni...)
![]() Dal recentissimo al non certo ancora antiquato I ferormoni in ginecologia umana a Pagina 187 degli Atti del Primo Congresso Congiunto delle Società Italiana e Francese di Psicoprofilassi Ostetrica - Venezia 26-30 maggio 1976 Ginecologia psicosomatica, Psicoprofilassi ostetrica: evoluzione e prospettive - a cura di Ruggero Cerutti-) I° CONGRESSO GONGIUNTO DELLE SOCIETA' ITALIANA E FRANCESE DI PSICOPROFILASSI OSTETRICA (XIème de la S.F.P.P.O, V° della S.I.P.P.0), Venezia 26-30 maggio 1976 I ferormoni in ginecologia umana La
presente
comunicazione si propone soltanto di attirare l'attenzione in campo
'umano' su di un argomento ricco di interrogativi e
passibile di svariati sviluppi, quello dei 'ferormoni'.
(Cioè di quelle sostanze a tipo "ormonale" la cui
caratteristica precipua è di agire non 'entro'
l'organismo che le secerne, ma sul comportamento relazionale e su
alcuni equilibri fisiologici di altri organismi, raggiungendoli a dosi
infinitesime e per lo più allo stato volatile).
Le due direzioni in cui si è più sviluppato lo studio etologico animale sono quelle dell'aggressività e della funzione sessuale soprattutto femminile (compreso quello che in fondo è un corollario di essa, l'eccitazione maschile). (Solo qualche studio riguarda altri campi: ad es. "apprendimento"). (Per quanto riguarda la sessualità femminile è molto dimostrativo il caso delle topine allevate in assenza completa di maschi, per le quali è sufficiente qualche traccia di urina maschile per ricuperare un normale estro, fecondità ed 'oggetto' sessuale - cioè eterosessuale -, altrimenti "condannate" ad un omosessualità completa, ed alla mancanza di cicli estrali. Oppure, sempre nel topo femmina, l'espulsione spontanea dei feti e la ricomparsa dell'estro in gravide messe in presenza di un maschio più 'gradito' del maschio fecondatore - da una conferenza di D. Mainardi). Nel campo umano finora sono stati pubblicati pochi lavori, i più noti dei quali riguardano appunto la sessualità femminile: la sincronizzazione dei cicli mestruali di donne conviventi, come ad es. studentesse di colleges americani che condividevano la stessa camera. Su un fenomeno così vistoso quale la sincronizzazione delle mestruazioni umane (avallato pure dalla sincronizzazione degli estri in femmine animali), posso presentare osservazioni personali condotte per parecchi anni (cinque). Mi riferisco al sincronizzarsi delle mestruazioni mie e di mia figlia nei periodi in cui trascorrevamo insieme un certo numero di ore al giorno (mediamente tre-quattro) collaborando ad un'attività comune (ho l'impressione che questo sia il fattore determinante); e viceversa al loro desincronizzarsi nei periodi in cui le occupazioni di ciascuna divergevano. E, nel campo animale, il sincronizzarsi, al di là di ogni variazione del ritmo estrale (intervalli dai sei agli otto mesi), dell'estro nelle mie due cagne. (In questo caso l'intervallo - costante e regolare - di cinque-sei giorni tra l'inizio dell'estro nella più anziana ed in quella più giovane, avvalorerebbe l'ipotesi di un'induzione nella più giovane ad opera di ferormoni emessi dalla più anziana). Non pretendo presentare con la presente comunicazione un lavoro sperimentale, e quindi non mi dilungo nell'esporre tabelle atte a documentare la cronologia di questi fenomeni, perché in questa sede mi preme maggiormente proporre interrogativi ed ipotesi. Sessualità, aggressività, apprendimento ecc.: è probabile che queste sostanze abbiano vastissime ripercussioni su tutto il comportamento fisiologico e relazionale degli organismi biologici e degli agglomerati sociali. Ma perché ne sappiamo così poco? Quale inibizione o mancanza di curiosità non ci ha consentito di predisporre accorgimenti tecnici atti a conoscerla meglio? Sarà forse perché, essendo la loro azione direttamente recepita da centri cerebrali sede di sensibilità protopatica, e scatenanti riflessi vegetativi, noi non siamo stimolati a prenderle in considerazione epicritica (e quindi "critico-razionale" come facciamo con le sensazioni visive ed uditive? O non ci è - ancora - culturalmente stato permesso di prenderle in considerazione, perché se si ammettesse anche questa via di comunicazione, questi messaggi interpersonali, dovremmo fare i conti con l'impossibilità di trasmetterli volutamente falsificati? (Non sarà questa la causa della fobia attuale del "body odour" e dell'enorme giro economico dei deodoranti?). Ma, per fermarsi all'apparato genitale femminile ed alle sue funzioni: non potrebbe venir rivalutata in questo senso la funzione delle ghiandole accessorie peri-vaginali (oltre che di tutte le ghiandole apocrine del corpo)? L'inibizione - magari per motivi psico-relazionali - della espulsione del secreto, dotato di effetto 'ferormonico' non potrebbe essere fra le cause di bartolinite? E come il ciclo mestruale o estrale può venir diretto da un ciclo ”femminile" altrui, o l'estro venir indotto dall'odore di urina maschile, anche la fecondità umana, nelle sue varie tappe non potrebbe venir condizionata da influenze ferormoniche ambientali maschili o femminili? E per tornare ai problemi generali: quale può essere l'influenza di sostanze - alimentari, voluttuarie, medicamentose, contraccettive ecc. - introdotte in un organismo nel condizionare gli altri organismi per mezzo di ferormoni così modificati? E quale l'azione dei cosmetici, detersivi, anticoncezionali locali, inquinanti ecc. come ferormoni artificiali o come agenti di disturbo? (Cito a questo proposito un episodio significativo: un banale spray insetticida a base di piretro, ma con proitazione in tutti i cani maschi incontrati come se le cagne fossero state 'in calore'. Sono spiacente di non aver potuto dare una convalida sperimentale al fenomeno in quanto tale effetto 'ferormonico' risultò limitato ad una sola bombola e non si ripresentò più con altre della stessa marca e dello stesso tipo). (Un altro episodio riguarda invece neonati umani - una trentina: tutti i neonati della nursery di una Clinica Ostetrica - che scoppiarono a piangere in coro dal momento in cui venne iniziata un'inceratura a fondo dei pavimenti per le pulizie pasquali). Ed infine: forse il problema praticamente più importante non riguarda l'emissione di ferormoni, quanto la recettività e la reattività degli organismi riceventi. Ed allora quale influenza possono avere in questo senso lo stato endocrino, lo stato emotivo, gli stress, i farmaci, la maturità o l'immaturità socio-affettiva? RIASSUNTO. Nel corso del presente lavoro vengono citati esempi (soprattutto nel campo della sessualità femminile) e proposti interrogativi riguardanti i "ferormoni". IntegronicsSpiegazioni,
esempi
e proposte di
collaborazione
riguardanti invece il campo delle emissioni e comunicazioni di
"energie" si trovano nel sito e nelle pubblicazioni della
Professoressa Cornelia
Guja, della Cattedra di Antropologia
dell'Università di Bucarest: Anthropology
of the individual/integronics
![]()
dita
umane
Emozioni, istinti, contraddizioni Molecole
di emozioni. Il perché delle emozioni che proviamo Pert
B. Candace Edizione Corbaccio 2000 Traduttore Perria L.
Prefazione
di Deepak
Chopra Perché proviamo certe sensazioni? In che modo i nostri pensieri e le nostre emozioni influiscono sulla nostra salute? In questo libro l'autrice cerca di rispondere a queste e altre domande che scienziati e filosofi pongono da tempo. Dopo la scoperta che esiste una base biomolecolare delle emozioni, l'autrice illustra i nuovi sviluppi scientifici e fornisce una chiave per comprendere noi stessi, i nostri sentimenti e il legame che esiste tra mente e corpo. Scoperte e
Scienza:
W.ROSE scopre
gli Amminoacidi
Essenziali, se
ne conoscevano 20
prodotti
dall'organismo, lui
ne scopre altri 8 molto importanti per alcune funzioni del cervello che
sono presenti solo in alcuni prodotti assunti con l'alimentazione. La
teoria
che il territorio e i suoi prodotti alimentari abbiano influenzato
molecolarmente
l'intelletto
e il
carattere di alcuni popoli,
diventa realtà (vedi 11
milioni, e
12.400
anni fa). Importanti sono questi amminoacidi per la formazione di
alcune endorfine che regolano
i livelli di alcune sostanze umorali (prima di
tutte
la serotonina) che determinano con la loro produzione e il loro livello
il carattere tranquillo o aggressivo della natura dell'uomo. Ma la
CANDACE
PERTH negli
anni '90 ne
scoprirà altri, che determinano i
sentimenti,
l'amore, l'amicizia, l'attrazione sessuale, le attività
quotidiane, la
volontà ecc.
Particolarmente
varianti e spesso
spostantesi
su orbitali antitetici sono le costellazioni emotive che contrassegnano
fase per fase lo sviluppo. Sono fattori di grande potenza
ma
anche ulteriori
elementi di fragilità: le tappe preparatorie, lunghissime -
in
apparenza discordanti ed invece ben coordinate per Natura - sono
proprio
tali per integrare il potere dell'individuo sui fattori
discordanti
dell'ambiente; ma i loro difficili equilibri necessitano allo
stesso
modo di ben precisi, potenti e ben impostati appoggi esterni incentrati
sulle ben precise costellazioni emotive attivantesi momento per momento
e soprattutto fase per fase.
Bambini di ieri=adulti di oggi. Adulti di oggi -> adulti di domani...? mutanti
e sovraccarichi
di emozioni e di istinti
ciascuno e in ciascun momento è o può divenire -
determinante
su futuri scenari: imprevedibili e collettivi. Infatti un sistema in
espansioni tanto differenziate
si regge su equilibri acrobaticamente precari, un
sistema
così variegato
di integrazioni multiple può solo svilupparsi
gradualmente
attraverso precise tappe preparatorie: invece di garantirne gli
irrobustimenti
successivi può
quindi venir in ogni momento mutilato per vie più o
meno
dirette con vere castrazioni
sul
singolo individuo come su intere
popolazioni.
...
l'equilibrio
precario di una trapezista...mostruosità
esistenziali analoghe alle dis-funzioni degli organizzatori-induttori
dello sviluppo embrionale anatomico descritti da Spemann e
Mangold. A un osservatore disattento o prevenuto
questi
delicati passaggi obbligati sfuggono come tali: è così
che
troppo spesso, in modo subliminale che potrebbe sembrar irrisorio,
momenti cruciali possono esser disattesi
e
interferiti: ma non
impunemente.
Gravissime conseguenze future ingarbugliantesi in - assurde -
inestricabili
complicazioni possono quasi inavvertitamente, quasi
inconsapevolmente
prender piede non per errori madornali, non per cinico malvolere ma
soltanto
per il mancato tempestivo aiuto dato a fasi di
sviluppo
ignorate,
per la mancata cura nella gestione di emozioni
contraddittorie.
Nei libri presentati si insiste su di un discorso unitario che pone l'accento sul concetto di inizi, di passaggi successivi, di fasi di sviluppo, di passato, presente, futuro, di organizzatori e di coni di espansione che si integrano e interagiscono a vicenda... Ma vi si insiste anche e soprattutto allo scopo di sottolineare come - quando questi sviluppi vengano ostacolati - prendano origine circoli viziosi che si avvitano su se stessi bloccando anche le fasi successive, se non continuando ad aggravarsi verso vie patologiche a loro volta aperte a diramarsi al di fuori della persona singola fino a travolgere - nel presente, ma spesso anche ben oltre nel futuro - intere esistenze: la propria e molte altrui. Come
già accennato sopra, proprio in
ogni
momento della VITA in quanto tale, ogni istante deve
essere
sottolineato
da particolari cambiamenti chimico-fisici dello stato interno:
emozioni
o "stati d'animo", comunque numerosi e mutevoli per definizione. Nel
giro di
pochi minuti infatti questo caleidoscopio di stati varianti di "umore",
di attenzione e
di corporeità
psicosomatica si
avvicendano
e si contrappongono sia nell'interazione fra individui, sia tra
individui e cause genericamente ambientali. Ma non basta: molto spesso
questi cambiamenti chimico-fisici e le loro
manifestazioni interiori si
susseguoni
in modo contrastante pur all'interno dello stesso
individuo: questo non sarebbe affatto uno svantaggio, anzi ne
dovrebbe derivare una delle più efficaci funzioni
per attivare più elevate "tensioni", per innescare
più
elevate differenze di
potenziale
da
rendere disponibili come accumulatori
di energia. Vissute invece come
contraddizioni
soggettivamente insolubili, come non sopportate conflittuali
"esperienze
emotive" interne, molto spesso queste relative incoerenze interiori NON
accendono
affatto scariche utili di energia potenziata:
l'innalzarsi del
potenziale
(in senso elettrico anche letterale) che così viene prodotto
può
scaricarsi invece dannosamente in "sintomi patologici": psichici anche
gravi tipo
"ansietà "
fino al "panico", sino allo svenimento... se non in vere
disfunzioni e lesioni di organi interni - vasi sanguigni, cuore,
apparato
digerente
- ecc.
Gli
affetti
dovrebbero mantenersi nell'integrità
dell'esperienza sensibile che è la condizione per conseguire la
pienezza dell'esistenza,
senza mai
assumere l'aspetto difettivo di quella deprivazione
sensoriale, di quell'inibizione da contatto caratteristica dei processi
di
razionalizzazione, evitando così il paradosso di una
dignità della
ragione che nega
però l'integrità
della
persona. (dall'articolo di Marco Vozza
de La
Stampa:
sabato 10
settembre 2005.
Concetti
ben puntualizzati in una mail privata:
Affetto
e
comprensione? Macché!!! Rotture di scatole, discorsi senza
senso, consigli non
richiesti, umiliazioni,
situazioni pesanti e tanto, tanto NULLA! Il
NULLA tappezzava le pareti di casa, usciva dalle loro bocche sotto
forma di parole sconnesse, il NULLA pranzava e cenava con noi e sempre
alla stessa ora. Il
NULLA stava
in una carezza mai data, stava nei loro cuori e nella loro
mente. Quando non c'è "nulla" da dare, quando manca negli adulti
l'esperienza
delle emozioni e del vivere, beh, allora, davvero, non
c'è niente da fare e niente da dire.
Ed
è
così che molti esiziali equivoci sono
nati e
continuano ad
imperversare
sull'onda delle teorie filosofiche - e religiose o pseudo-tali -
tipicizzanti per millenni la nostra civiltà: le conseguenze
illogiche e
primitive di questo
esser stati "deprivati" non vengono
scalfite da qualsivoglia
livello culturale, lasciando spazio all'emotività latente e non
riconosciuta di
manifestarsi verso direzione autolesionistiche di superstizione
e inganno
gerarchicamente trsmesso allontanando sempre più dalla
"pienezza
dell'esistere" e delle LIBERE
SCELTE.
E così molte superstizioni e dipendenze dilagano seguendo
qualsiasi
elemento
o fantasia
come
oggetto da adorare, fine da perseguire od in cui credere ciecamente, e
su cui fabbricare un linguaggio che li sostenga.
I
processi
di razionalizzazione,
evitano ... il paradosso di
una dignità
della ragione
che nega
però
l'integrità della persona. Ed
è così che molti
termini sono mistificati
correntemente in modo a
sua volta equivoco e foriero di rinnovate "deprivazioni", mentre
proprio queste errate accezioni
vengono
a loro volta idealizzate come IDOLI
a cui
dedicare superstiziosa adorazione: ad esempio razionale,
razionalità, capire
e comprendere
cosa significano veramente? non derivano forse
da precisissimi vocaboli
latini indicanti soltanto "sistemi di misura" basati su sequenze
lineari
e non su
misure di angoli
che permetterebbero quanto meno un'approssimazione più
realisticamente ampia? [ratio=righello,
capienza= misura del contenuto].
Anche
la parola e l'idea di
"volontà " entra a
far parte di questa confusione, di questa "inflazione di
significato": mai che si usi invece un termine come INTENZIONALITA'
in cui la sottolineatura
emotiva che ne indirizza la diretta azione momento per
momento
si intravvede come essenziale presupposto.
(Quante volte ad esempio viene "accusato" di essere senza
volontà
chi
invece è in preda a quell'emozione che si definisce desolazione
per cui
tutto diviene
inutile e snza senso! quante volte viene esaltata la forza di
volontà
di
chi,
avulso dalle proprie sensazioni - e cautele - procede senza
fare una piega! (Un esempio
impressionante nella sua
sincerità può trovarsi citato come testimonianza diretta
nei file Consapevolezza
e memoria e Imbroglio è
il
contrario di svuiluppo anche stampato nell'omonimo
capitolo del libro)
ISTINTI Ma
non
esistono soltanto le
"emozioni" che si formano
all'interno dei
corpi:
anche
l'essere umano è inserito nelle variazioni dell'ambiente come
parte ricevente/agente
attraverso la via degli ISTINTI,
una ben potente facoltà "biologica" chimica endocrina (e
non
solo), una via di "antenne" di ricezione-trasmissione, di costellazioni
SENSORIALI
di grandissima efficacia, pronte a decodificare peculiari stimoli
ambientali nell'immediato per innescare RISPOSTE altrettanto
immediate. E'
una facoltà
attivabile in comportamenti continuativi (ad esempio la
vasta
serie degli istinti
sessuali
che presumono pure gli istinti
genitoriali e
di
attenzione ai segnali
del cucciolo) o per lo
più riconoscibile in casi "speciali"
se non
estremi di risposte
comportamentali quasi
istantanee susseguenti
all'aver colto con precisione segnali
da
molto
vasto raggio nello spazio e nel tempo per rispondervi con azioni
stra-ordinarie.
Gli istinti costituiscono un sistema
potentissimo
per la salvaguardia dell'esistenza dell'individuo o/e della specie,
messo
in moto da scariche di coordinati e duraturi
ormoni e non soltanto da
effimeri
neuromediatori e neuromodulatori. Ma la costellazione del sistema
endocrino è complicata, delicata; l'innesco chimico libera
scariche di
energia -
elettromagnetica
ecc. - che, una volta avviate, modificano ogni
fattore
circostante; e
se gli istinti in azione possono determinare enormi cambiamenti nel
modo
di "essere" e di situarsi dinamicamente nella realtà, possono
però manifestrsi
sia in modo molto appropriato, sia in modo disorganizzato e caotico,
distruttivo.
(Vedi come esempi dello stesso istinto sia i "salvataggi" che il
"panico", certe sopravvivenze al limite
del "miracoloso" e la "morte di crepacuore").
E
se
fossero le tue vibrazioni a creare il mondo in cui abiti?
Ogni
vivente
cioè con i suoi istinti ed emozioni
contribuisce
quindi momento per momento a costruire intorno a sé "il mondo in
cui
abita": in ogni momento - sia da adulto che da
bambino
- è già così di per sé un fattore di
trasformazione,
sia come fattore di disturbo, sia come punto
di raccordo
di una vasta, benefica catena "comunicativa".
Riassumendo:
suscitate
e modificate
in
continuazione da condizioni endogene come da stimoli esogeni,
emanazioni "viscerali" provenienti da ogni corpo vivente in
una
serie ben o mal coordinata di attivazioni-risposte
si susseguono e si intersecano in forme non ipotetiche ma CONCRETE,
esprimendosi
mediante precise basi chimiche ed energetiche in
continuo modulato movimento. Ogni esistenza
nel mantenimento della sua omeostasi interna
sviluppa senza interruzione moltissime vie di inter-azione nel presente
immediato
con correlazioni varie e continue con l'ambiente: vie di inter-azione -
come già
detto
sopra - non metaforiche ma risonoscibili tecnologicamente
e persin premiabili con il Nobel come affidabili conoscenze
"scientifiche" .
Ma non
basta: accanto ai sistemi
viscerali
chimico-fisici di adeguamento dinamico all'ambiente, altri sistemi
relazionali
- movimenti e suoni - vi integrano ogni presenza vivente. Nella specie
umana in particolare esiste anche in più la parola,
speciale e sofisticato strumento di trasmissione di informazioni: e
non solo per manifestarle all'esterno.
Ma il linguaggio verbale, oltre che poco condividibile perché
sparpagliato in una miriade di "idiomi", è molto lento rispetto
al
variare delle circostanze e dei significati a cui attribuire valore;
ma se l'essere uno strumento personalizzato e comunque
controllato
in molti casi è - o viene considerato - un grande vantaggio,
questo non
ne garantisce affatto l'esattezza di trasmissione dei dati e tanto meno
la ricezione non equivoca di queste informazioni; e se è uno
strumento
potentissimo a disposizione consapevole degli esseri umani questa
soggettività lo rende un'arma efficace di arbitrio,
magari usato
di
proposito
- e da entrambe le parti - non per concettualizzare e precisare
conoscenza ma per "ingarbugliare le carte" per trasformare ogni
possibilità di dialogo, di interscambio, di "sviluppo" in una
serie di
"imbrogli".
...verbalizzando
si concettualizza e concettualizzando si appropia l'esperienza sul
piano intellettual. E, scrivendo, si precisano nel tempo i percorsi
Medicina, Patologia Generale, e ... falsa medicinaMa
non solo
le professioni
ma anche la Scienza
con la "S"
maiuscola è esercitata
da persone non da entità astratte, che come tali
lavorano in modo più o meno opportuno, onesto,
serio,
logico, attento. Ma in ogni caso gli esseri umani con i loro
comportamenti
"personali" e ancor più con i loro comportamenti "professionali"
e "pubblici" a loro volta si costituiscono come cause e concause di
accadimenti
successivi - buoni o
cattivi che siano. Nell’ambito della cosiddetta
attività
scientifica direttamente in atto questo fattore
umano può quindi manifestarsie anche "in
negativo": la
conoscenza
"antropologica" di questo
fattore
umano "in negativo" introduce a conoscenze che dovrebbero
venir più considerate e quindi meglio mantenute sotto un
PUBBLICO
controllo. E non solo: si trasforma in dovere
sociale
il metterlo in evidenza prima di tutto per sfatare l’alone MITICO che
circonda la "Scienza", che accompagna gli inesperti nell’ammirazione
spesso superstiziosa
delle Scoperte,
che
circonda i "numeri" e le - non si sa come ottenute - statistiche,
nonché le formule
chimiche
facili da sparare a vanvera per proporle
come farmaci toccasana.
Con questo bagaglio di diversificati orizzonti si spiega meglio il titolo come capitolo - Quando la cartella clinica è terapeutica... Dare ai ricordi una specie di seconda vita? - e i ragionamenti logici e i molteplici dati di fatto che sottostanno alle vere motivazioni di questa pagina. Infatti, se si deve tener conto attento e critico dello stato emotivo e culturale concomitante ad ogni momento dell'incontro medico-paziente, come è ammissibile a monte una dottrina "scientifica" che presenti processi biochimici come fissi, quando invece si è in presenza di fenomeni tipicamente dissipativi? i
processi di razionalizzazione, [non]
evitano ... il
paradosso di
una dignità
della ragione
che nega
però
l'integrità della persona
La chimica delle emozioni? come è ammissibile una dottrina "scientifica", una insistita proposta (pseudo-)terapeutica che presenti simili ingarbugliati processi come semplici e immobili? In
gergo tecnico lo studio delle cause si
chiama eziologia
mentre lo studio dei loro meccanismi d'azione si chiama patogenesi;
ma sia questa che quella possono esser considerate vera Scienza
solo
quando
siano ben
accertate e
non
arbitrariamente iper-semplificate; quando siano davvero considerate
nella
loro essenza, ma anche nel dinamismo
delle loro evoluzioni: solo allora passibili di
render
plausibile
un'idea astratta di Scienza pura attraverso eventuali verifiche,
ripetizioni
e conteggi, confrontabili osservazioni e, se del caso, anche
esperimenti.
Una
delle branche basilari della Medicina
teorica è quell'insieme di dottrine e ricerche chiamata
in
ogni lingua Patologia
Generale destinata ad occuparsi di tutto il sistema
variegato e
composito
delle cause, concause, situazioni, interazioni. In
sequenza con
la Fisiologia normale a questo campo di studi
compete lo studio
dell'evolversi o meno delle disarmonie apportate alla omeostasi
dinamica. Ma ben raramente cause isolate e statiche incidono in
modo
determinate
sulla "salute" nel loro modificare il normale svolgersi dei fenomeni
vitali,
nel normale interagire fra questi e quelle: ben più frequenti
sono
i raggruppamenti - "costellazioni" - di cause e concause e le loro
varie
e interrelate possibilità d'azione. E non solo ciò va
considerato
in vari modi e non solo prospettandosi un'ipotetica SALUTE
data
per
certa: la salute non è un concetto statico ma è un
momento
sempre in bilico su quei continui s-qulibri dinamici che definiscono la
VITA
stessa.
Detto di nuovo e in termini più espliciti: se ogni dato non è correlato con la parte psicologica ed esperienziale nel tempo dell'esame del paziente, se non contiene anche il massimo di questo tipo di informazioni ogni diagnosi non può che dare risultati difettosi. Ma questo non basta: anche il medico stesso - come del resto chi comunque circonda ciascuno fin dai suoi primi approcci infantili alla vita - esce allo scoperto anche da un suo proprio passato, bene o male vissuto, e bene o male integrato nel suo vero "essere-nel-mondo" del momento presente. Come si può non rischiare di travisare tutto il quadro, di sottovalutare elementi fondamentali e/o di ingigantirne altri? come si può riuscire a scindere e riconoscere i veri appelli relazionali dai sintomi fisici? o al contrario come si può evitare di dar retta a veri inganni rifilati come richieste? Come ci si può difendere contro simili errori colossali, a loro volta a rischio di venir autoconfermati in successive statistiche puramente numeriche? E se la Matematica è il fondamento basilare di ogni serietà scientifica perché poi posporre se non ignorare la matematica degli algoritmi rispetto a quella delle tanto travisabili statistiche? Come si può non tener conto attento e critico dell'uso reciproco dei linguaggi - strettamente al plurale - e dello stato emotivo concomitante ad ogni momento dell'incontro medico-paziente?
...il
discrimine tra l'espressivo e l'informativo
non è sempre marcato,
e il performativo,
spesso, nel linguaggio colloquiale, la fa da padrone
Che caldo in questa stanza!non è solo un'asserzione ma un invito ad aprire la finestra! Cambiamento "inconcepibile", oppure "transito" e "resilienza"?Che
pressante
"valore" attribuire a
cosidette "terapie" - sottinteso: per lo
più ma non solo - farmacologiche
- quando si confondono nel modo più totale sintomi
con cause?
Ed, ancor peggio, quando sintomi transitori vengono equivocati come totalizzanti "malattie"? Una semplice metafora della cosiddetta - con un termine ben poco rappresentativo - depressione è un ... orologio fermo, un orologio "inutile" come strumento: un oggetto che per combinazione però due volte al giorno segna... l'ora esatta, ma un'ora che non cambia; una metafora ben rappresentata in questa citazione di una situazione non personale ma politica: (citazione
tratta dalla newsletter dell'Istituto Arrupe
Guardando
la facciata di Palazzo delle Aquile a
Palermo,
colpisce l’orologio sull’entrata. Un orologio
fermo,
a segnare
un’ora che non cambia,
mentre la città gli transita intorno ma con un ritmo diverso,
rapido e
frenetico. Anche dentro la Sala consiliare c’è un orologio e
anche
questo è fermo. Così, l’immagine dell’orologio fermo si
presta a
divenire la metafora
della distanza fra due mondi ... Se ... non è capace di
rimettere in moto queste “lancette”, ... ricordiamo, però, che
ognuno di noi è un potenziale
orologiaio in grado di
riparare il guasto, qualora sia disposto a mettere in campo
le proprie competenze e la propria dignità. ... Condividiamo i
nostri
sogni di cambiamento. È ora di ripartire.
|
||||||||||
|
Come
non travisare ogni dato quando "quel"
momento presente, ognuno di quegli infiniti
e
infinitamente transitori "momenti presenti"
viene percepito
e razionalizzato come un "assoluto"?
Come non cadere nell'inganno di compartimenti stagni, rappresentativi
di un modo di pensare, di una
mentalità in cui non
ci
sono
nessi
di causa-effetto, non ci sono il prima e il dopo, il dentro e il fuori?
quando ogni "prima" ed ogni "dopo" sono la stessa cosa e "il
passaggio da una condizione all'altra, solo
apparentemente
descrive un cambiamento, ed è invece
qualcosa
di
artificioso, dovuto all'intervento del farmaco?
Roma,
13 luglio 2009. (Adnkronos Salute) - (*) Eliminare i
brutti
ricordi, per
una vita sempre
con il sorriso [!]. Sembra questo il nuovo uovo di
Colombo
dei ricercatori, visto che diversi studi si stanno focalizzando
sull'obiettivo di trovare il modo di cancellare
dal
cervello le brutte esperienze vissute. Gli scienziati dell'università del Colorado
hanno
scoperto, grazie alla risonanza magnetica, dove i brutti ricordi
vengono 'registrati' nel nostro cervello, cioਠnella
corteccia
prefrontale. Non solo: hanno anche svelato il meccanismo che consente
questo processo.
Un
risultato che potrà aiutare - dicono oggi sulla rivista Science
- tutte quelle persone con stress post-traumatico o ansia che rimangono
vittime delle esperienze negative vissute.
Con le
stesse
motivazioni solo
10 giorni fa alcuni colleghi, dalle pagine del Journal of Psychiatric Research,
avevano annunciato di aver testato una sostanza, il PROPANOLO,
capace di cancellare,
come i segni del gesso su una lavagna, le esperienze negative che hanno
marchiato a fuoco la nostra memoria, lasciando gli altri ricordi
intatti. Questa volta gli scienziati Usa hanno studiato 18 volontari
adulti, a cui sono state mostrate immagini di volti umani da associare
a fotografie di incidenti d'auto o soldati feriti. Quindi, in un
secondo tempo, sono state fatte vedere nuovamente le immagini dei
volti, chiedendo a ciascuno di ricordare o meno l'immagine negativa
associata. Il tutto mentre
una risonanza magnetica registrava
l'attività cerebrale dei partecipanti al test. In questo
modo
i
neuroscienziati hanno scoperto che, per 'eliminare' il brutto ricordo,
la corteccia prefrontale del cervello 'stacca' la spina all'amigdala e
a tutte quelle altre regioni che richiamano i ricordi, specie quelli
con un sostanzioso contenuto emotivo.La
scoperta rivela Brendan
Depue, un neuroscienziato che ha partecipato allo studio - è ancora
lontana da una
sua possibile applicazione nello studio dello psichiatra. Anche
perché non è semplice riuscire a chiudere la
comunicazione tra le aree cerebrali, e impedire dunque ai brutti
ricordi di riemergere. Ma in futuro - conclude - si
potrebbero mettere a punto farmaci
in grado di aiutarci a innescare questo meccanismo.
|
||||||||||
![]() Tavola periodica degli elementi: Un'opportunità per consultare velocemente un'edizione telematica della Tavola Peiodica degli Elementi: ogni elemento vi si apre immediatamente con il link descrittivo della sostanza. |
||||||||||
|
IMBROGLIO E' IL CONTRARIO DI SVILUPPO.Da: 'La violenza contro il bambino' a 'Tempo di mutamenti' e 'La meglio gioventù' Consapevolezza e memoria Consapevolezza e memoria pdf Medicina: scienza applicata e multidisciplinare: Emozioni, istinti, ricordi, contraddizioni ESPERIMENTI SU BAMBINE/I Cosa ho in comune io con gli schiavi? Piero, Ada e la scuola della libertà Che cos'è il 'lavoro emozionale'? L'importanza dei ricordi, delle emozioni e delle idee sul futuro Opinioni, fatti, accuse Opinion, fact, complaint da confrontare con: Basta un poco di zucchero e la pillola va giù... TOTEM AND TABOO REVISITED: awful and fertile rise of new superstitions ... dagli adulti di oggi agli adulti di domani..., Presentazione Basi teoriche... INFANZIA: tempo di Mutamenti Infanzia un mestiere difficilissimo Dalla famiglia preistorica alla famiglia utopistica |
||||||||||